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Ma perché sempre tanta fretta?
Thread poster: Kika Kuenzle

Kika Kuenzle
Local time: 03:26
English to Italian
+ ...
Apr 5, 2008

Probabilmente giudicherete la mia domanda come la più 'naive' che sia mai statta posta su questo sito....ma talvolta si accettano situazioni date per scontate senza più domandarsi quale ne sia il motivo o, peggio ancora, se tale motivo esista davvero.
Potete ben indovinare che sono agli inizi della mia carriera di traduttrice e quindi non posseggo molta esperienza soprattuto nel trattare con clienti, tariffe e scadenze.
Ma è mai possibile che SEMPRE e dovunque si veda la parola 'urgente' e tutto sembra dover succedere di fretta......e di fretta nella mia testolina è sinonimo di non troppo perfetto!
È mai possibile che le agenzie debbano sempre consegnare una traduzione ai propri clienti per DOMANI?? Può sicuramente succedere, ma sempre? M' immagino una compagnia americana che decide di esportare un macchinario in Italia e ha bisogno dei manuali d'istruzione in italiano: l'hanno deciso 'overnight'?
Mi scuso per il tono....ma questo è l'unico lato della professione che sicuramente mi terrorizza: non concedermi il tempo necessario per fare un buon lavoro lo trovo sleale e la mia domanda è:
è poi sempre veramente necessaria tanta fretta?

Grazie per i vostri commenti,

Kika


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Gianni Pastore  Identity Verified
Italy
Local time: 07:26
Member (2007)
English to Italian
Non dipende sempre dall'agenzia Apr 6, 2008

A volte (per non dire spesso) è proprio il cliente che, dovendo commercializzare un prodotto, affida a un'agenzia la traduzione di un manuale intimando la consegna per la data X, perchè secondo le loro stime la vendita deve partire entro un certo termine, considerando anche i tempi necessari per la stampa su carta della documentazione, eventuali aggiornamenti del sito internet etc.

Se poi consideri che raramente un grosso manuale è tradotto da una sola persona, l'agenzia deve assemblare il tutto per i proofreader, per cui i tempi si restringono ancora di più. Ed ecco che la parola magica "urgente" trova motivo d'essere.

Altro esempio: il cliente diretto che sviluppa un prodotto e il relativo manuale. A volte le due cose non vanno di pari passo, sicchè alla fine ci si può ritrovare col manuale ancora a metà strada. Risultato: elettrodomestico già inscatolato e pronto alla spedizione e manuale finito in una lingua ma ancora da tradurre nelle altre. Cambiando l'ordine dei fattori, il prodotto non cambia: "attocca corre", come si dice a Roma.

Buona domenica!
G


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Angie Garbarino  Identity Verified
Spain
Local time: 07:26
Member (2003)
French to Italian
+ ...
Oh yes ;) Apr 6, 2008

Gianni Pastore wrote:
"attocca corre", come si dice a Roma.
Buona domenica!
G


Baby we were born to run...

[Edited at 2008-04-06 13:42]


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 07:26
Member (2004)
English to Italian
+ ...
È una domanda che mi sono posta anch'io Apr 6, 2008

E la risposta mi è sembrata più chiara nel momento in cui ho iniziato ad avere a che fare con più clienti diretti, parlando quindi io direttamente con chi utilizza la mia traduzione. E sono arrivata ad alcune conclusioni:

- La fase della traduzione è l'ultimo anello di una catena. Vale a dire che prima si porta avanti un progetto (realizzazione di un prodotto, di un opuscolo, acquisto di immobili... qualsiasi cosa) concentrandosi sulla parte tecnica, sulle fotografie, sul testo originale, su come compiacere il proprio capo, il pubblico a cui è destinato, ecc. Infine, io ho come l'impressione che arrivi un momento in cui il gruppo di lavoro si guarda in faccia e, come nei cartoni animati, con gli occhi sbarrati si dice: "Oddio, la traduzione! Questo testo va tradotto!". Ecco quindi la telefonata affannata del cliente.

- I clienti non hanno la minima idea del tempo richiesto per tradurre un testo. Io mi ritrovo spesso a dover dire: "Provi a pensare quanto tempo si può impiegare anche solo per riscrivere, ricopiare questo testo. Il traduttore deve anche fare delle ricerche, in quantità solitamente proporzionale alla difficoltà del testo". Risposta: "Eh già, ha ragione, non ci avevo pensato".

- I clienti pensano che continuando a cercare ce la faranno a trovare un'agenzia che traduca loro 20.000 parole in 4 giorni. Anche in questo caso io spiego che, certo, prima o poi la troveranno, ma nessuna, ripeto, nessuna, potrà garantire che il testo verrà tradotto dalla stessa mano, semplicemente perché è impossibile per un essere umano tenere quel ritmo. Di conseguenza se il tempo a disposizione per la traduzione non può aumentare, il cliente dovrà accontentarsi di più traduttori che tradurranno lo stesso testo. Non c'è una bacchetta magica che possa fare di meglio.

- Un cliente che riceve un documento, ad esempio in tedesco, prende l'ansia non riuscendo a capire minimamente il senso del testo che ha davanti. Se posso gli dico a grandi linee qual è l'argomento, ma se si tratta di un contratto di cui si vogliono conoscere esattamente anche le sfumature, sono costretta a convincerlo che metterò in coda (meglio se *davanti* alla coda!) il suo testo per tradurlo come si deve.

[Edited at 2008-04-06 14:05]

[Edited at 2008-04-06 15:09]

[Edited at 2008-04-06 16:02]


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
English to Italian
+ ...
Fretta Apr 6, 2008

Io ho scoperto che, soprattutto con i clienti diretti, la fretta spesso è un'invenzione e viene data solo al traduttore. Una volta consegnato, il lavoro spesso giace sulla scrivania di qualcuno per settimane. Me ne sono accorta perché a volte mi venivano fatte domande su lavori tanto urgenti dopo settimane.

La cosa mi ha sempre fatto indignare perché alla fine siamo sempre noi a dover scontare la disorganizzazione altrui. Sono convinta che nella maggior parte dei casi la fretta sia solo indice di disorganizzazione, insufficienti capacità di valutazione e simili. Sono rari i casi in cui è motivata.

La mia soluzione è una: non accettare lavori urgenti se ciò provoca ansia o sensazione di non potercela fare. Io sono abituata a lavorare facendo a pugni con il tempo, quindi la cosa non mi preoccupa più di tanto, ma c'è un limite a tutto!

Ciao
Giusi

[Edited at 2008-04-06 16:52]


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Elisa Comito  Identity Verified
Local time: 07:26
English to Italian
+ ...
Disorganizzazione Apr 6, 2008

Giuseppina Gatta wrote:

Sono convinta che nella maggior parte dei casi la fretta sia solo indice di disorganizzazione, insufficienti capacità di valutazione e simili. Sono rari i casi in cui è motivata.Giusi

[Edited at 2008-04-06 16:52]


La penso esattamente come te. A mio avviso, nel 95% dei casi, è questa la ragione della fretta. Occasionalmente si può accettare, come sistema no. I clienti vanno anche educati e mi piacciono le "spiegazioni" di Mariella.


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Lorenzo Lilli  Identity Verified
Local time: 07:26
German to Italian
+ ...
Trucchetto Apr 6, 2008

Quando ti dicono "è urgente", rispondi che per le urgenze applichi una maggiorazione (per me è in genere il 25%). Vedrai che come per magia molti lavori non saranno più così urgenti...

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María José Iglesias  Identity Verified
Italy
Local time: 07:26
Italian to Spanish
+ ...
Alcune riflessioni Apr 6, 2008

Concordo con chi ha detto che lavorare costantemente a dei ritmi molto sostenuti può generare ansia, stress, malessere...
Nella nostra società molto spesso si è troppo assorbiti dal lavoro, c'è una ricerca sfrenata del guadagno (il tempo non è sempre remunerato per quel che vale) e i ritmi frenetici delle nostre società ci portano a trascurare gli altri aspetti della vita non meno importanti. Non si da insomma la stessa importanza al lavoro, allo stare insieme fra amici, alla famiglia, alla cura della casa, allo sport, allo studio, al riposo...
Sicuramente è difficile vivere SEMPRE con la sensazione di essere costantemente sotto quella consegna urgente ed è vero che non in tutti i casi l'urgenza è giustificata, ma io mi sono accorta che molto spesso il farcela serenamente dipende in gran parte dalla mia organizzazione personale.

Per esempio, mi sono resa conto che una semplice passeggiata giornaliera di mezz'ora a passo sostenuto (che prima mi sembrava impossibile mettere in programma), a me aiuta a reggere meglio i lavori urgenti e a migliorare il mio rendimento nel tempo che ho a disposizione.
Una volta restavo anche in piedi anche fino a tardissimo, rubavo molto tempo al riposo, lavoravo sempre il fine settimana... Dopo un po' di anni così, mi sono resa conto che avere un orario di ufficio, per esempio, è importantissimo se non si vuole compromettere la salute.
Da quando faccio così, corro lo stesso molto, ma vivo più serena e arrivo anche la maggior parte delle volte a venire incontro alle esigenze urgenti dei clienti senza morire nell’intento. Naturalmente, ora non vado più a letto tardi (non reggo più) tranne che in alcuni momenti particolari.

Questa è una mia esperienza quotidiana, ma c'è anche un'altra faccia della medaglia non trascurabile: attorno al lavoro gira l'economia: dal lavoro dipendono quasi sempre le nostre entrate, le entrate delle agenzie e le entrate dei clienti per i quali lavoriamo...
Nel nostro caso concreto, e nel caso delle agenzie, più materiale da tradurre entra nell'arco del mese e più si guadagna...
Non c'è dubbio che il nostro è un lavoro che comporta un notevole spirito di sacrificio.

Ultima riflessione: molto spesso noi traduttori ci lamentiamo delle tariffe non professionali che vengono applicate in alcuni fronti e di altri aspetti negativi della nostra professione. Io trovo che a volte l'essere concorrenziali nei tempi di consegna sia un modo per essere concorrenziali sul mercato.
Vado quindi all'estremo opposto per farvi un esempio: se per consegnare 1 cartella al cliente io devo aspettare 4-5 giorni perché il traduttore sceglie di non avere fretta, è chiaro che mi rivolgo a un altro traduttore più disponibile che la cartella me la fa a stretto giro di posta, lo stesso giorno o al massimo il giorno dopo. Se l'agenzia tira via i tempi di consegna dei lavori per non pesare mai sul traduttore, alla fine questo ha un riscontro nei fatturati.
Ovviamente, come ha detto Giusi, per tutto c’è un limite. Se si tratta di un lavoro impegnativo e di grosso volume, in ogni caso il traduttore deve valutare caso per caso se è in grado o meno di consegnare una traduzione di qualità alla data proposta in base alla propria capacità di produzione e all'impegno richiesto dagli altri lavori in corso. Se non riesce, allora può sempre fare una proposta concreta. Se i tempi sono ragionevoli, non dovrebbe essere difficile arrivare a un accordo che possa soddisfare sia le esigenze del traduttore sia quelle del cliente.

María José


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Michele Treves
Local time: 07:26
Italian to Croatian
+ ...
Disorganizzazione e poco rispetto nei confronti del prossimo Apr 7, 2008

Concordo pienamente con quanto affermato da Giuseppina: l'urgenza, nel senso vero e proprio del termine, non esiste. Non accetto mai lavori quando sono consapevole di non poter rispettare la scadenza e garantire la qualità dell'elaborato. Se si ha tanta fretta, ci si accolli pure il rischio di ricevere una traduzione fatta in fretta da qualcuno senza tanti scrupoli.

Michele Treves


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Evelyne Antinoro  Identity Verified
Italy
Local time: 07:26
German to Italian
+ ...
Lavori urgentissimi che restano sulla scrivania per giorni Apr 7, 2008

Concordo con Giuseppina,
quando, parecchi anni fa, ancora avevo un contatto diretto con le agenzie che mi fornivano il lavoro (nel senso che andavo fisicamente in agenzia a ritirare il lavoro e a consegnare i dischetti, o i dattiloscritti) spesso i lavori precedenti, che erano "urgentissimi", erano ancora sulla sulla scrivania del PM, intonsi.
Ovviamente questo mi porta a pensare che le mie consegne "urgentissime" giacciano nella posta elettronica dell'agenzia per diversi giorni, prima di essere consegnati al revisore o al cliente finale (e senza nemmeno la scomodità di ingombrare la scrivania)!
Sicuramente ci sono le eccezioni, concordo pienamente con Maria José, ma mi sono "imbufalita" troppo spesso in passato per non chiedermi ogni volta quanto è veramente urgente un lavoro, anche perché, spesso, l'urgenza svanisce magicamente alla richiesta di un sovrapprezzo.
Comunque ho deciso di non accettare più lavori che mi mettano in uno stato di ansia eccessiva per il timore di "non farcela". Contratto sui tempi di consegna, spiegando onestamente le mie ragioni. E sino ad ora sono quasi sempre riuscita a raggiungere un accordo, o in termini economici (sovrapprezzo per le serate o i festivi) o in termini di tempo.
Evelyne


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Marie-Hélène Hayles  Identity Verified
Local time: 07:26
Italian to English
+ ...
Un'altra idea Apr 7, 2008

Tutti i discorsi già fatti sono validi fino ad un certo punto, però mi permetto di offrire un altro punto di vista, basata sulla mia esperienza. Forse Kiki viene offerto solo lavori urgenti perché è ancora all'inizio della sua carriera come libero professionista e non è diventata la "traduttrice di fiducia" di nessun'agenzia.

Anche quando ho cominciato io tutti i lavori erano urgenti, quasi sempre mi chiamavano il venerdì pomeriggio, ed il motivo credo sia molto semplice - ai traduttori sconosciuti vengono offerti solo i lavori rifiutati dai traduttori abituali di un'agenzia. Quindi o sono diventati urgenti perchè l'agenzia ha perso tempo nel trovare un traduttore, o gli altri traduttori li hanno rifiutati proprio perché erano già troppo urgenti/difficili ecc.
Una volta che sono riuscita creare dei rapporti più stabili (anche in alcuni casi accettando dei lavori urgenti), i lavori di venerdì pomeriggio sono spariti, e con essi anche la parola "urgente", e sono diventata io la traduttrice di fiducia.

La cosa interessante è che ormai quasi nessun'agenzia nuova mi chiama più per dei lavori urgenti. Questo mi spinge a pensare che forse quando cercano qualcuno per questi lavori, guardano anche gli anni di esperienza riportati nel profilo (qua su Proz o su qualche altro sito) e scartano i traduttori più stabiliti. E' solo una mia idea...


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Lorenzo Lilli  Identity Verified
Local time: 07:26
German to Italian
+ ...
D'accordo con Marie-Hélène Apr 7, 2008

Marie-Hélène Hayles wrote:

Anche quando ho cominciato io tutti i lavori erano urgenti, quasi sempre mi chiamavano il venerdì pomeriggio, ed il motivo credo sia molto semplice - ai traduttori sconosciuti vengono offerti solo i lavori rifiutati dai traduttori abituali di un'agenzia. Quindi o sono diventati urgenti perchè l'agenzia ha perso tempo nel trovare un traduttore, o gli altri traduttori li hanno rifiutati proprio perché erano già troppo urgenti/difficili ecc.



Mi sembra del tutto plausibile: mi è capitato più volte di essere contattato da un'agenzia (consigliata da qualche collega, quindi immagino seria) per traduzioni urgenti. Non ho mai potuto accettare, e ogni volta mi chiedevo quanti dei loro traduttori abituali avessero già rifiutato la stessa proposta. Come dire: se si sono rivolti a me stanno proprio raschiando il fondo del barile A volte mi viene da rispondere citando una collega: "Le urgenze ci sono solo al pronto soccorso"


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Giuliana Buscaglione  Identity Verified
Austria
Local time: 07:26
Member (2001)
German to Italian
+ ...
Dipende... Apr 7, 2008

Ciao a tutti,

a parte le eccezioni di cui si è già parlato, ci sono settori in cui la parola urgente è parte integrante del lavoro, non viene neanche nominata, viene solo "sparata" una data di consegna, non esattamente proibitiva, ma che senz'altro calza a pennello, per esempio in ambito finanziario, perché quando sono pronti i testi nella lingua originale dovrebbero anche già esserci le traduzioni e i tempi stretti non sono certo dettati dal cliente per suo volere né dall'agenzia, oppure anche in ambito tecnico, per lo stesso motivo, oppure ancora perché ci sono scadenze da rispettare per la stampa, per esempio di un catalogo o un suo aggiornamento e spesso il software usato per comparare ed estrarre le parti nuove da tradurre lavora con un suo ritmo e non può essere modificato (pena la perdita di tutti i dati).

In questi casi, non viene offerto ciò che è stato rifiutato da altri; il tempo è così stretto che i PM devono andare a colpo sicuro e molti lavori del venerdì pomeriggio per il lunedì mattina (che nella mia esperienza sono comunque delle rogne, vuoi per il formato, vuoi per il testo) spuntano dal cappello del cliente finale proprio di venerdì pomeriggio. È tuttavia vero che alcuni non spingono più in là la consegna, proprio perché il loro lavoro termina nel momento in cui l'ultimo lavoro della settimana è assegnato e escono dall'ufficio fino la mattina del lunedì seguente

Ciò che mi ha sempre fatto arricciare il naso, fatte salve le solite eccezioni per testi che vengono usati durante il weekend per incontri o seminari, è la consegna (urgente) il venerdì tardo pomeriggio o sera

Detto questo, in molti casi l'urgenza è un'abitudine, anche perché l'agenzia non vuole far aspettare il cliente giorni interi per una paginetta o due, come ha già detto María José.

Giuliana


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 03:26
Member (2001)
English to Italian
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Ci sono settori dove il lavoro è frenetico Apr 7, 2008

ciao a tutti,

secondo me ci sono settori che sono tipicamente dominati dalla fretta. Vorrei citare il caso (un ricordo non piacevole) di quando lavoravo per una agenzia inglese, come traduttore in-house.

L'agenzia era impegnata, tra gli altri settori, anche con numerosi clienti produttori di computer games, soprattutto perché offriva un servizio completo, con localizzazione del software (non solo dei testi del gioco e dei manuali) ma anche con studi di registrazione per la localizzazione dell'audio.
In quel settore, tanta era la fretta e la frenesia del ciclo di produzione che non solo si traducevano i manuali prima del software, ma addirittura si iniziava la traduzione delle stringhe del gioco prima che il gioco stesso fosse terminato o funzionante.
In sostanza, i traduttori non avevano nessun riscontro o possibilità di controllare il significato dei punti oscuri in quanto il prodotto non esisteva ancora, se non nella mente dei programmatori.

A volte si rimediava in seguito, con una fase di QA successiva, e a volte no. Non c'era il tempo. Il prodotto andava in produzione, doveva uscire in tempo per Natale o altra data di lancio prefissata a tavolino.
Va bene, erano giochini, niente di grave onestamente, ma ci sono spesso, anche in altri settori, decisioni a monte sulla data di commercializzazione o di lancio di un prodotto o di un servizio. Ad esempio, Il 10 gennaio si decide che il lancio avviene il 30 aprile, e deve essere 30 aprile a tutti i costi!! In base a questa data vengono avviate tante attività, quali la prenotazione di tanti servizi, produzione e distribuzione, la campagna pubblicitaria e la stampa del materiale di marketing con l'annuncio del lancio del prodotto. Per cui il lancio deve avvenire anche se non sono finiti tutti i controlli, anche a costo di tagliare qualche curva e, naturalmente, anche se la traduzione è stata "avviata" solo 10 giorni prima della data prenotata per la stampa del materiale. Se non arriva la traduzione, il manuale o il CD non si stampa, e i fornitori risultano essere stati prenotati a vuoto, con conseguente sballo di tutti i piani e ingenti danni economici.


Come ha detto qualcuno in precedenza, in qualunque settore la traduzione è per natura uno degli ultimi anelli di una lunghissima catena e molto spesso viene compressa in tempi ristretti.
Non credo comunque che sia una rarità. In molti casi, l'intera catena è sotto pressione, dai progettisti del prodotto ai grafici, dagli autori dei manuali agli impianti di produzione, e così via.
In termini pratici, nel corso di un intero anno, a me capitano forse 2 o 3 progetti non urgenti, tutto il resto del mio lavoro avviene con margini ristretti di tempo o qualche forma di urgenza.


ciao
Gianfranco



[Edited at 2008-04-07 12:27]


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 07:26
Member (2004)
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Va tutto bene. Apr 7, 2008

Avete aggiunto tante interessanti motivazioni, con le quali concordo pienamente. Fanno semplicemente parte del mondo del lavoro, per questo io di solito non mi sento infastidita da simili richieste, né le vedo come un tentativo di "sfruttarmi". E questo perché cerco sempre di educare in qualche modo il mio cliente (e parlo solo di clienti diretti, le agenzie dovrebbero già essere educate dall'esperienza e possono essere vittime degli eventi esattamente come i traduttori freelance). Come dicevo, spiego al cliente che la fretta non può garantire una buona qualità, ma detto questo, in fondo non mi importa investigare troppo sulle motivazioni, una volta appurato che davvero non si può rimandare. Credo di aver tenuto dei clienti anche perché a volte ho diviso il lavoro fra 5-6 persone, mettendo in chiaro i rischi che questa suddivisione comportava. Il cliente è stato consapevole e contento, ed è ritornato, a volte con meno fretta, a volte di nuovo con l'urgenza "Tanto lei può aiutarci". Se lo vivessi con vera ansia, rifiuterei, perché sono io/siamo noi a poter dire l'ultima parola e anche io non amo farmi soffocare dal lavoro.

[Edited at 2008-04-07 12:29]


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