Trattenuta d'imposta questa sconosciuta
Thread poster: prestodetto

prestodetto
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Apr 23, 2008

Ciao a tutti, spero di riuscire a spiegarmi nel migliore dei modi, poiché la materia è abbastanza complessa e non molto conosciuta. Quindi se dimentico/ometto qualcosa, siate clementi...

Ho notato che nei forum di proz tra i traduttori che lavorano con l'italiano e con l'Italia, nessuno cita mai la "Trattenuta d'imposta" in relazione alle collaborazioni tra committenti e prestatori con domicili fiscali in paesi differenti. La "Trattenuta d'imposta" non è da confondere con la "Ritenuta d'acconto", che è tutt'altra cosa e riguarda solamente coloro che esercitano la professione di traduttore/interprete ed hanno residenza in Italia.

All'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate dei cortesi responsabili mi hanno informato che le collaborazioni della mia agenzia con traduttori, anche Italiani, che non abbiano la residenza in Italia vanno tassate in Italia mediante trattenuta d'imposta secca del 30% o (e questo non l'hanno precisato) secondo gli accordi bilaterali sulla doppia imposizione fiscale con lo stato in cui hanno la residenza. Questo in virtù della rilevanza territoriale delle prestazioni degli interpreti e dei traduttori, come evidenziato anche da questa circolare ministeriale (Circolare del 10/06/1998 n. 147 - Ministero delle Finanze - Dipartimento delle Entrate - Dir.centrale: Affari giuridici e contenz. tributario):

Pervengono alla scrivente richieste di chiarimenti in ordine alla rilevanza territoriale delle prestazioni di traduzioni tecniche effettuate da società nazionali a favore di committenti residenti in altri Paesi comunitari e non.

In ordine a tali prestazioni la scrivente ha già avuto modo di pronunciarsi in passato, nel senso di considerarle territorialmente rilevanti in Italia, ai sensi dell'art. 7, terzo comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, se rese da prestatore soggetto passivo d'imposta nazionale, in quanto non assimilabili né alle consulenze tecniche e legali né alla fornitura di dati e simili.

Tuttavia, considerate le integrazioni apportate dal D.L. 669 del 31 dicembre 1996, convertito dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, si ritiene di potere adottare una diversa interpretazione, in linea con quanto sostenuto dalla Commissione europea unitamente agli altri Stati membri della Comunità, secondo la quale le suddette prestazioni sono da ricomprendere tra quelle previste all'art. 9, par. 2, lett. e), della VI direttiva, con conseguente rilevanza territoriale nel Paese del committente.

L'art. 2, comma 1, lett. a), di tale provvedimento, infatti, al fine di recepire piu' compiutamente nell'ordinamento interno, con riferimento ai criteri di territorialità dell'imposta, la disposizione comunitaria, ha considerato nell'ambito oggettivo dell'art. 3, comma 2, n. 2 del citato D.P.R. n. 633 del 1972, a partire dal 1 gennaio 1997, anche le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti o beni similari al diritto di autore, alle invenzioni industriali, modelli, etc..


Immaginate la mia perplessità a riguardo, soprattutto per il fatto che NESSUNO dei traduttori con cui collaboro e nemmeno qui sul forum (almeno così mi è sembrato) ne sa nulla.

Qualcuno ne sa qualcosa o mi/ci può aiutare?

Roberto

PS: Nella mia ricerca sono capitato su alcuni thread su proz che segnalo di seguito:

http://www.proz.com/forum/italian/20944-iva_a_committenti_extra_ueagain-.html
http://www.proz.com/forum/italian/35313-come_fatturare_un_lavoro_ad_unagenzia_negli_usa-.html


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Agnès Levillayer
Italy
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ci mancava ! Apr 23, 2008

Salve,
Premetto che non ne so molto ma mi incuriosisce assai.
Ho cominciato a cercare un po' di informazioni e vedo che la circolare citata si riferisce alla territorialità dell'IVA, non alle imposte sul reddito.
http://www.mglobale.it/interna.asp?sez=432&info=18784

Sono inoltre esterrefatta della trattenuta di cui ti hanno parlato ossia 30%... Significa che in molti casi il soggetto va a pagare una aliquota maggiore a quella che paga nel suo paese di residenza...?

Io sono a conoscenza di trattenute per servizi di consulenza e royalties nel senso contrario, ossia per un soggetto residente in Italia e tra l'altro con percentuali minori (ad esempio 8% in Spagna, 15% in Brasile). Tale trattenute vengono prese in considerazione poi dal commercialista in base alle convenzioni contro la doppia imposizione e si paga la differenza.
Non ho MAI sentito parlare di trattenute legate all'imposta sul reddito per prestazioni tipo le nostre ma sarei molto interessata a saperne di più.

Ho trovato informazioni anche qui:
http://www.fisconelmondo.it/modules/news/print.php?storyid=5


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prestodetto
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Non voglio fare disinformazione, cerco risposte.... Apr 24, 2008

Grazie per la Sua replica,

Agnès Levillayer wrote:

Salve,
Premetto che non ne so molto ma mi incuriosisce assai.
Ho cominciato a cercare un po' di informazioni e vedo che la circolare citata si riferisce alla territorialità dell'IVA, non alle imposte sul reddito.
http://www.mglobale.it/interna.asp?sez=432&info=18784


Si, ha ragione, ma perché lo Stato dovrebbe ragionare diversamente? Come evitare l'elusione fiscale... soprattutto quando l'altra parte non ha una partita iva o ha forme giuridiche diverse come, solo per fare degli esempi:

-Coloro che lavorano col "n. de siren" in Francia
- Coloro i quali lavorano in Sudafrica senza partita iva poiché la loro attività non supera i 400.000 euro di fatturato...

Sono inoltre esterrefatta della trattenuta di cui ti hanno parlato ossia 30%... Significa che in molti casi il soggetto va a pagare una aliquota maggiore a quella che paga nel suo paese di residenza...?


Dura lex sed lex...e poi siamo in Italia

Io sono a conoscenza di trattenute per servizi di consulenza e royalties nel senso contrario, ossia per un soggetto residente in Italia e tra l'altro con percentuali minori (ad esempio 8% in Spagna, 15% in Brasile). Tale trattenute vengono prese in considerazione poi dal commercialista in base alle convenzioni contro la doppia imposizione e si paga la differenza.


Immagino che dovrebbe funzionare allo stesso modo...tipo che a fine hanno viene emessa una certificazione, ma non vorrei straparlare, sono nell'ambito della fantafinanza...

Non ho MAI sentito parlare di trattenute legate all'imposta sul reddito per prestazioni tipo le nostre ma sarei molto interessata a saperne di più.


Il punto è che altrimenti i servizi che prestano i traduttori sarebbero assimilati al commercio...e questo non mi pare corretto... Vorrei solo che ci fosse un quadro chiaro, una pagina web, un link al sito della agenzia delle entrate che dicesse: "Tu sei qui, allora devi pagare così!", ma penso di chiedere troppo.
Il rischio poi è che nell'imbarazzo davanti a questo vuoto di informazioni, io mi trovo a dover escludere le collaborazioni con validissimi traduttori che però non hanno residenza in Italia...


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Elisa Comito  Identity Verified
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Mi sembra assurdo Apr 24, 2008

prestodetto wrote:

All'ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate dei cortesi responsabili mi hanno informato che le collaborazioni della mia agenzia con traduttori, anche Italiani, che non abbiano la residenza in Italia vanno tassate in Italia mediante trattenuta d'imposta secca del 30% o (e questo non l'hanno precisato) secondo gli accordi bilaterali sulla doppia imposizione fiscale con lo stato in cui hanno la residenza.


Premetto che ho aperto la partita IVA da poco e non sono esperta però qui si impongono due considerazioni:

1) Innanzitutto verificherei l'affermazione dell'impiegato dell'Agenzia delle entrate. Non sarebbe la prima volta che danno informazioni sbagliate e fanno cadere in errore chi si rivolge a loro. Al posto tuo andrei a sentire o un altro ufficio della stessa Agenzia oppure un bravo commercialista. Vale certamente la pena prima di precludersi collaborazioni con colleghi residenti all'estero.

2) Che si debba applicare indiscriminatamente una trattenuta d'imposta (che non ho ben capito che sarebbe) secca del 30% mi sembra impossibile. Che le leggi cerchino di evitare la doppia imposizione è certo ma non vedo cosa c'entra qui. Piuttosto una considerazione: non solo in Italia ci sono regimi contabili che prevedono tipi di tassazione (rispetto a una o più imposte) inferiori ma in diversi paesi europei sono molto più avanti di noi in fatto di regimi agevolati e/o forfettari, quindi a tassazione fissa OMNICOMPRENSIVA (non mi riferisco solo all'IRPEF) prestabilita. Pertanto la tassazione fissa del 30% è impossibile sia per chi paga le tasse in Italia sia per chi le paga all'estero.

Io mi farei mettere nero su bianco quanto affermato dagli impiegati dell'Agenzia delle entrate e porterei le loro argomentazioni, pari pari, ad altri esperti perché possano valutarle.


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