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Crearsi dei glossari (Google Docs, ma non solo)
Thread poster: Chiara Foppa Pedretti

Chiara Foppa Pedretti  Identity Verified
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May 19, 2008

Salve a tutti,
volevo segnalare, per chi non ne fosse a conoscenza, l'esistenza di Google Docs (http://docs.google.com): permette di creare file di testo, tabelle e presentazioni e di conservarle direttamente sul server del sito.

Io lo trovo molto comodo per la conservazione di qualche glossario, visto che, al momento, sono ancora una studentessa ed eseguo solo qualche lavoro per un'agenzia dove ho fatto uno stage: se mi capita di dover lavorare dall'università, ho sempre i miei glossarietti a disposizione.

Utilizzo questo topic anche come spunto per togliermi una curiosità. Visto che anche ProZ offre la possibilità di pubblicare dei glossari, vi chiedo: siete più portati a condividere la vostra conoscenza, pubblicando i vostri glossari, o, al contrario, ne siete più "gelosi" e li tenete per voi?

Io, ad esempio, al momento non pubblicherei un mio glossario, perché sarei più propensa alla seconda opzione...Chi sono i generosi del forum?


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italia  Identity Verified
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Grazie e... May 19, 2008

Ciao Chiara, grazie di convidere questa nuova funzione di google, ne ero completamente ignara:))) Per quanto riguarda la tua domanda circa i glossari: no, non me li tengo gelosamente per me. Ogni volta che mi capita vuoi che sia per un interpretariato vuoi che sia per una traduzione con colleghi li condivido, sai essere generosi alla fine della fiera ripaga, pensaci.
I miei due famosi centesimi: prendili come la saggezza di una collega+ matura di te, (non da intendere come bacchettata:)))
Buon lavoro & un caro saluto


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Pecora nera? May 19, 2008

Ciao Chiara e ciao Heide,

interessante la domanda di Chiara. In effetti me la sono posta anch'io più volte, però personalmente non ho mai pubblicato nessun glossario su Proz, perché... sì, ne sono gelosa e li considero una risorsa preziosa da dare senza esitazione a un/una collega in caso di necessità, ma non da pubblicare su Proz perché vi possa attingere chiunque. Per quanto mi riguarda i glossari sono il frutto di un lungo lavoro e più volte mi è capitato di passarli a una persona in particolare, magari per il solo fatto che ne aveva fatto richiesta sul forum, anche senza conoscerla, ma per ora ho deciso di non renderli disponibili a chiunque.

Comunque, Heide, ho visto che nemmeno tu hai inserito i tuoi glossari su Proz, quindi può darsi che anche tu abbia scelto di diffonderli in questo modo, diciamo, "ristretto".

[Edited at 2008-05-19 11:49]


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italia  Identity Verified
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hai centrato May 19, 2008

Cara Mariella, sì hai proprio centrato:))) Quando dicevo che diffondevo dei glossari, intendevo effettivamente che erano rivolti solo a una cerchia ristretta di collegh*:)))
E come non concordare sul fatto che i glossari sono dei tesoretti preziosi, frutti di un lavoro permanente e pertanto non da "dissipare" alla leggera:)))
Un abbraccio a te e alle tue principessine:)))


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Chiara Foppa Pedretti  Identity Verified
Italy
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TOPIC STARTER
Una terza opzione May 21, 2008

Effettivamente non avevo considerato questa "terza opzione", una generosità ristretta a pochi!
Mi ha fatto piacere leggere i vostri pareri, grazie. Me ne ricorderò.
Buon lavoro.


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Crearsi dei glossari - qualche spunto May 21, 2008

Ciao Chiara,
penso che, fino a quando non comprerai un CAT, tipo DejaVu, Across, MemoQ o qualunque altro che ti permetta di gestire la terminologia (quasi tutti, immagino), ti basterà creare e mantenere i tuoi glossari in un formato che potrà essere convertito facilmente in formato TXT con separatore. In questo modo, quando avrai il programma, potrai importarli in un istante. L’importante ora è decidere se vuoi un traducente per ogni lemma oppure, come ho poi deciso io, tutti i traducenti su una sola riga (quindi, nel mio caso, “albero = tree, shaft, mast”, per dire, anziché “albero = tree”, “albero = shaft”, “albero = mast”). Potrebbe essere utile indicare su ogni riga (prima di ogni voce o, forse meglio ancora, in una colonna a parte) il campo di applicazione ([ecol.], [auto], [naut]…) ma per questo devi sentire cosa ti consigliano gli altri in base al tuo settore di lavoro. Credo che il mio modo di fare sia usato da pochi e quindi l’esempio non sarebbe da seguire. Ho impiegato anni a mettere a posto il mio glossario perché, come fanno quasi tutti, avevo iniziato con una sola traduzione per ogni lemma ma poi, visto il tipo di lavoro che faccio, ho poi cambiato idea. Negli anni ho tolto oltre ventimila righe su centoventimila in parte per questo motivo (l’altro motivo è che ci sono dei doppioni) e, anche se tolgo solo qualche riga al giorno e solo quando mi si presentano, è stato tutto tempo sprecato. Per il momento quindi, hai due problemi: il primo è come strutturare il tuo glossario e il secondo è come accedervi una volta che l’hai creato. E’ importante poter trovare tutto quello che vuoi all’istante e non basta l’ordine alfabetico (se inserisci “dry cylinder liner = canna cilindri a secco”, non troverai “cylinder liner” se cerchi sotto la lettera “c”). Non ti conviene usare la funzione “trova” di Word per questo. Da dieci anni uso Search&Replace della funduc.com ma è a pagamento e credo che ora ce ne siano che sono gratuiti e che funzionano altrettanto bene. In ogni caso, non penso che Google Docs sia la risposta ideale per questa funzione anche se potrebbe servire per tenere una copia di questo e altri documenti in rete.

E’ una buona idea copiare ogni glossario che trovi e fare la pulizia prima di archiviarlo (quindi elimini ogni parola inutile (es. “water = acqua”) e se trovi “knurled gasket / knurled plate gasket = placca di giunzione zigrinata / giunto zigrinato”, sarebbe bene trasformarlo in “knurled gasket = placca di giunzione zigrinata / giunto zigrinato” e “knurled plate gasket = placca di giunzione zigrinata / giunto zigrinato” – oppure, se pensi di voler un traducente per ogni lemma, dovrai dividerlo in quattro righe). Questo non ti servirà oggi, ma sarà molto utile quando avrai il programma CAT, visto che questo non troverà “knurled gasket” se è accompagnato da “ / knurled plate gasket”. E’ un processo molto lungo ma se lo farai un po’ tutti i giorni per alcuni anni, ti troverai con un glossario che ti cambierà la vita. Poi ti conviene aggiungere ogni parola che cerchi sul dizionario in modo da non dover mai cercare nessun termine più di una volta. Personalmente, copio l’intera voce ogni volta che cerco una parola (ovvero, se cerco “albero”, inserisco non solo “tree” ma anche “shaft”, “mast” e ogni altro termine che trovo). Se deciderai di inserire solo un traducente per ogni lemma, potresti saltare almeno in parte questa fase, ma generalmente troverai che lo sforzo che farai oggi ti tornerà utile domani.

Poi dovrai decidere se creare più glossari – uno per ogni settore – o uno unico. Personalmente, faccio una combinazione dei due modi: ho il mio (la mia?) “big mama” (il glossario che contiene tutti gli altri + tutto quello che aggiungo man mano che vado avanti) e anche i glossari copiati, che tengo ognuno per conto suo. Questo mi aiuta quando cerco un determinato termine in Search&Replace: per esempio, se cerco “boccola” vedo che “boss, stud,…” viene dal glossario dei filtri, “browbar lug, bushing…” da quello degli occhiali, “sleeve,…” da quello auto/cambio, ecc. Visto che non sono un’agenzia e che normalmente saprò che “browbar lug” non può riferirsi alla terminologia usata nel campo delle batterie o in quello della nautica, non sto lì a indicare il contesto o altre informazioni di questo tipo. Se ho qualche dubbio, Search&Replace mi farà comunque capire anche dal suo contesto quale parola mi serve, in quanto troverà “boccola del pistone [auto],..della serratura [cambio],..dell’albero primario [cambio],..di centraggio,..di bloccaggio,..di espansione,..di giunzione..,” ecc., e potrò scegliere tra buckle, bush, collet, boss, bushing, o quello che è.

In ogni caso, l’importante è scegliere il modo più flessibile, in modo che tu possa adattarlo poi alle tue esigenze future, e potresti anche pensare di adottare anche dei simboli tuoi per spiegare le cose alla futura te stessa. Per esempio, se non riporto tutto dai dizionari scrivo “…” dopo l’ultimo traducente, “?” per un termine che non ho trovato su un dizionario, “??” per un traducente mio, “[auto]”, o quello che è, per indicare il campo particolare o il glossario dal quale l’ho preso, “*” per una categoria grammaticale diversa, e via dicendo. Non c’è bisogno di impazzire ma conviene tenere un po’ di ordine, perché diventa difficile poi lavorare su un file quando conta qualche milione di battute e cerchi di formattarlo come tabella. A dire il vero, già da un po’ il mio è troppo grande per questo e quindi non riesco più a lavorarci in questo modo e faccio tutto man mano all’interno di DejaVu.

Sia chiaro che parlo solo della mia esperienza e del modo che a me fa più comodo – altri avranno altri modi da suggerire. Tanto per dare un’idea, quando ho chiesto sul forum della DV se sarebbe stato possibile avere più di 250 battute per i traducenti ho ricevuto solo due risposte, uguali: “non hai capito un acca di DejaVu! Devi mettere un traducente per riga, altrimenti come fai a fare l’AutoAssemble??” Non sono stato lì a spiegare che non autoassemblo mai niente :- )

Riguardo all’ultima tua domanda, ho iniziato a compilare i miei glossari trent’anni fa e, anche se la maggior parte del lavoro risale solo agli ultimi quindici anni, il loro valore in termini di euro/ora alle normali tariffe di oggi si misurerebbe in varie decine di migliaia di euro. Sono piuttosto grandi (novantottomila voci - quasi cinque milioni di battute) e sono la risorsa di gran lunga più importante che io possegga, oltre a un po’ di esperienza. Se perdessi otto anni di memorie di traduzione, non mi preoccuperei più di tanto, ma se perdessi i miei glossari, smetterei all’istante di fare il traduttore. Se voglio aiutare i colleghi, preferisco farlo in altri modi: posso scrivere un qualche articolo o messaggio o aggiornare il tariffometro o rispondere a qualche domanda sui mailing list ma per il momento non penso di pubblicare i miei glossari su Internet. Va anche detto che molti voci prese direttamente dai dizionari sono anche coperte da copyright e non saprei minimamente a chi attribuirle. Posso dare via qualche centinaia o, al limite, qualche migliaio di voci a un amico o a un gruppo di colleghi (o se mi chiedono come si dice “boccola” potrò dare qualche decina di voci), ma per ora mi fermo lì. Non credo si tratti di ingenerosità, come non penso che una qualunque impresa farebbe necessariamente bene a regalare tutti i risultati delle sue ricerche e tutta la sua conoscenza digitale alla concorrenza in nome di una presunta “solidarietà”.
Siamo professionisti, no?
ciao
Simon


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Chiara Foppa Pedretti  Identity Verified
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TOPIC STARTER
Simon May 21, 2008

Illuminante come sempre! È davvero un piacere leggere tutte le tue risposte, credimi.

Devo confessare che io a queste cose non avevo minimamente pensato: i glossari a cui mi riferivo, per ora, sono quelli che ho creato di mia iniziativa durante gli anni di università, divisi per lingua e per argomento...Insomma, niente di molto lungimirante, a quanto pare. In ogni caso, forse non è troppo tardi per iniziare a lavorare su un progetto un po' più ampio, come quello illustrato da te. Grazie per i suggerimenti!


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Christel Zipfel  Identity Verified
Partial member (2004)
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Domanda interessante May 21, 2008

Io tendo a essere piuttosto avara nel pubblicare le mie risorse, e difatti il mio glossario su ProZ si compone di poco piu' di 100 termini, però assolutamente affidabili, penso.

Faccio poche domande, e oggi quasi tutti gli asker mettono subito il termine scelto nel LORO glossario, così a noialtri rimane ben poco, anche se rispondiamo parecchio. Un tempo non era così.

Nel mio glossario di ProZ si trovano quindi sostanzialmente i termini che ho inserito io le poche volte che gli asker non se ne sono "appropriati" subito (lo so che è nel loro diritto, ma mi permetto comunque di dissentire da questa regola), e quando pensavo ne valesse la pena, o anche quelli non ritenuti idonei dall'asker ma dei quali sono assolutamente certa (succede...).

Tutti gli altri me li tengo ben stretti e li mollo solo a qualche collega ben fidata/o e solo col contagocce, perché come dice bene Simon, sono frutto di anni di lavoro e di esperienza e costituiscono un bel patrimonio che non si dà via al primo venuto (e per giunta sconosciuto). Quindi a una domanda precisa rispondo ben volentieri, se posso, e chi mi conosce lo sa, ma senza dissipare a destra e a manca quello che ho raccolto in decenni di lavoro.


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