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traduzioni a clienti esteri non permettono l'accesso al regime minimo
Thread poster: Angie I

Angie I
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Jun 15, 2008

il commercialista mi ha fatto notare questo testo dell'agenzia delle entrate... a quanto leggo chi effettua cessioni all'estero, oppure è esente da iva, non può accedere ai regimi minimi...cosa ne pensate? al momento io seguo il regime agevolato al 10% per 3 anni.. soggetto a studi di settore..avrei voluto a fine anno passare al forfettone 20% tutto compreso ma secondo quanto leggo li.. non è possibile.. cosa ne pensate?

http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/resources/file/ebf25407d4aefb8/ris%20241E%20del%2012%20giugno%202008.pdf


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Rita Bilancio  Identity Verified
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scusa ma Jun 15, 2008

Se sei in regime agevolato ancora per due anni, che senso ha passare al forfettone?
Secondo: noi non effettuiamo una cessione all'esportazione, il nostro è un servizio e in quanto tale il discorso che fai non si può applicare.
Il mio consiglio è comunque quello di contattare il commercialista o la sede più vicina dell'agenzia delle entrate per maggiori chiarimenti a riguardo.


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Angie I
Italy
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TOPIC STARTER
se leggi Jun 15, 2008

se leggi il link vedrai che il chiarimento l'ha fatto l'agenzia delle entrate....

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Rita Bilancio  Identity Verified
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no, non puoi passare al forfettone Jun 15, 2008

Da quanto vedo, purtroppo, il limite è nelle prestazioni che hai svolto finora in regime agevolato.
Tieni presente che comunque, ai suoi tempi quando avevo chiesto ragguagli, la commercialista mi aveva detto che non potevo aprire P.Iva in regime agevolato avendo lavorato in R.A. offrendo lo stesso tipo di servizio.
Il discorso che fanno è lo stesso, assimilano il nostro servizio ad una cessione di beni all'esportazione e se, nell'anno solare precedente all'entrata in vigore del forfettone, hai offerto questo servizio, comunque esente Iva, allora non puoi passare a questo regime o aderirvi.
Trascorsi tre anni dalla data di adesione o al superamento della soglia reddituale dovrai passare alla P.Iva a regime ordinario.

[Modificato alle 2008-06-15 09:02]


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Laura Tenorini  Identity Verified
Italy
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Dubbi... Jun 15, 2008

Buona domenica a tutti!

Dopo tre anni di notule di collaborazione occasionale (in Italia e all’estero), ho deciso di lasciare il mio lavoro part-time per dedicarmi unicamente alla mia attività di traduttrice aprendo la Partita Iva. Quando mi sono rivolta al mio commercialista, lui mi ha CALDAMENTE suggerito di aderire al regime dei minimi in quanto congeniale alla mia attuale situazione…mi sono fidata e non sono andata a parafrasare nei minimi particolari le varie specifiche del decreto.
Magari ho sbagliato perché bisognerebbe sempre comportarsi da San Tommaso però ho pensato: il mio commercialista mi segue da anni, conosce la mia situazione e le mie esigenze, se mi consiglia questo regime…saprà il fatto suo!

Per quanto riguarda la “cessione di beni all’esportazione”, la mia testa mi diceva che le traduzioni non potevano rientrare in questo ambito, in più la discussione http://www.proz.com/forum/italian/91661-forfettone_2008_conviene_o_no.html me l’ha confermato, quindi non avevo nessun dubbio.
Il documento inoltrato da Angie sta però un po’ demolendo tutto il mio bel castello.

Premetto che purtroppo non sono particolarmente ferrata in queste questioni, in più tendo a perdermi tra le varie diciture DM, art, comma, ecc…ma in questo recentissimo documento le traduzioni all’estero vengono equiparate a delle cessioni all’esportazione?
Sbaglio?
In tal caso nessun traduttore potrebbe aderire al forfettone (ovviamente a meno che non abbia solo clienti italiani)?

Grazie a chi mi aiuterà a fare maggiore chiarezza…nell’attesa che arrivi domattina e che io possa telefonare al mio commercialista!

Ciao,
Laura


[Edited at 2008-06-15 10:27]

[Edited at 2008-06-15 10:33]


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Rita Bilancio  Identity Verified
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vista la confusione Jun 15, 2008

Ho visto che l'agenzia delle entrate ha preparato un questionario per verificare se si può aderire o meno al regime dei minimi. Ve lo linko:

http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/connect/Nsi/Documentazione/Contribuenti%20minimi/


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Angie I
Italy
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grazie Jun 15, 2008

Grazie meg e laura per le risposte.
Quello che non capisco è come sia possibile che vi sia un post sul forfettone pieno di traduttori interessati.. se non è un regime possibile per noi..forse sono tutti traduttori che lavorano per clienti italiani? oppure questa specifica dell'agenzia delle entrate è una novità? che confusione! in Italia si pensa solo a queste sciocchezze, invece di pensare alla qualità del lavoro, non c'è speranza per questo paese


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Christel Zipfel  Identity Verified
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Sono completamente allibita Jun 15, 2008

Copio il testo dell'articolo 9 (della legge finanziaria, credo) che si riferisce appunto ai "servizi internazionali", postato da Giuseppina nel thread sul forfettone a cui si è accennato sopra:

"Articolo 9
Servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali

1. Costituiscono servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali:
1) i trasporti di persone eseguiti in parte nel territorio dello Stato e in parte in territorio estero in dipendenza di unico contratto;
2) i trasporti relativi a beni in esportazione, in transito o in importazione temporanea, nonché i trasporti relativi a beni in importazione i cui corrispettivi sono assoggettati all'imposta a norma del primo comma dell'art. 69;
3) i noleggi e le locazioni di navi, aeromobili, autoveicoli, vagoni ferroviari, cabine-letto, containers e carrelli, adibiti ai trasporti di cui al precedente n. 1), ai trasporti di beni in esportazione, in transito o in temporanea importazione nonché a quelli relativi a beni in importazione sempreché i corrispettivi dei noleggi e delle locazioni siano assoggettati all'imposta a norma del primo comma dell'art. 69;
4) i servizi di spedizione relativi ai trasporti di cui al precedente n. 1), ai trasporti di beni in esportazione, in transito o in temporanea importazione nonché ai trasporti di beni in importazione sempreché i corrispettivi dei servizi di spedizione siano assoggettati all'imposta a norma del primo comma dell'art. 69; i servizi relativi alle operazioni doganali;
5) i servizi di carico, scarico, trasbordo, manutenzione, stivaggio, disistivaggio, pesatura, misurazione, controllo, refrigerazione, magazzinaggio, deposito, custodia e simili, relativi ai beni in esportazione, in transito o in importazione temporanea ovvero relativi a beni in importazione sempreché i corrispettivi dei servizi stessi siano assoggettati ad imposta a norma del primo comma dell'art. 69;
6) i servizi prestati nei porti, autoporti, aeroporti e negli scali ferroviari di confine che riflettono direttamente il funzionamento e la manutenzione degli impianti ovvero il movimento di beni o mezzi di trasporto, nonché quelli resi dagli agenti marittimi raccomandatari;
7) i servizi di intermediazione relativi a beni in importazione, in esportazione o in transito, a trasporti internazionali di persone o di beni, ai noleggi e alle locazioni di cui al n. 3); le cessioni di licenze all'esportazione;
7-bis) i servizi di intermediazione resi in nome e per conto di agenzie di viaggio di cui all'articolo 74-ter, relativi a prestazioni eseguite fuori del territorio degli Stati membri della Comunità economica europea;
8) le manipolazioni usuali eseguite nei depositi doganali a norma dell'art. 152, primo comma, del testo unico approvato con D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43;
9) i trattamenti di cui all'art. 176 del testo unico approvato con D.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43, eseguiti su beni di provenienza estera non ancora definitivamente importati, nonché su beni nazionali, nazionalizzati o comunitari destinati ad essere esportati da o per conto del prestatore di servizio o del committente non residente nel territorio dello Stato;
10) abrogato
11) abrogato
12) le operazioni di cui ai numeri da 1) a 4) dell'art. 10, effettuate nei confronti di soggetti residenti fuori dalla Comunità economica europea o relative a beni destinati ad essere esportati fuori dalla Comunità stessa.
2. Le disposizioni dell'ultimo comma dell'art. 7 e quelle del secondo e terzo comma dell'art. 8 si applicano, con riferimento all'ammontare complessivo dei corrispettivi delle operazioni indicate nel precedente comma, anche per gli acquisti di beni, diversi dai fabbricati e dalle aree edificabili, e di servizi fatti dai soggetti che effettuano le operazioni stesse nell'esercizio dell'attività propria dell'impresa".

Come si possa pensare che le traduzioni per clienti esteri rientrino in qualche modo tra i servizi sopraelencati, per me è un mistero nonché un'assoluta assurdità. Mi viene il dubbio che forse l'istituto di cui si parla nella risoluzione delle agenzie delle entrate faccia testo a parte, altrimenti, perché nominarlo anziché scrivere soltanto "cliente estero"? Non conosco questo istituto, sarà una cosa particolare, ma FORSE questa sarebbe una spiegazione? E anche l'unica possibile per me.


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2G Trad  Identity Verified
Italy
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Art. 7 del D.P.R. n. 633 del 1972 Jun 15, 2008

Angie I ha scritto:
il commercialista mi ha fatto notare questo testo dell'agenzia delle entrate... a quanto leggo chi effettua cessioni all'estero, oppure è esente da iva, non può accedere ai regimi minimi...cosa ne pensate? al momento io seguo il regime agevolato al 10% per 3 anni.. soggetto a studi di settore..avrei voluto a fine anno passare al forfettone 20% tutto compreso ma secondo quanto leggo li.. non è possibile.. cosa ne pensate?

http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/resources/file/ebf25407d4aefb8/ris%20241E%20del%2012%20giugno%202008.pdf


Nella Circolare n. 13/E del 26 febbraio 2008 l'AdE aveva scritto:

1.12 Rilevanza delle operazioni prive del requisito della territorialità ai fini IVA

D. Un contribuente residente in Italia svolge prestazioni di lavoro autonomo all’estero (traduzioni simultanee in Spagna) soggette ai fini IVA al regime di cui all’articolo 7 del D.P.R. n. 633 del 1972.
Si chiede se, fatti salvi gli altri i requisiti richiesti dalla norma, il contribuente possa utilizzare il regime dei minimi.

R. L’effettuazione di prestazioni per le quali non sussiste ai fini dell’IVA il requisito della territorialità non precludono al contribuente l’accesso al regime dei minimi.
La disposizione dell’articolo 1, comma 96, della legge finanziaria per il 2008, infatti, preclude l’accesso al regime ai soggetti che abbiano effettuato cessioni all’esportazione, ovvero, secondo quanto precisato dal D.M. del 2 gennaio 2008, le operazioni di cui agli articoli 8, 8-bis, 9, 71 e 72 del D.P.R. n. 633 del 1972.
Nulla dispone la predetta norma in relazione alle operazioni di cui all’articolo 7 del medesimo decreto.
Resta inteso che i compensi derivanti dalle operazioni in questione rilevano ai fini della verifica del limite dei 30.000 euro di ricavi, superato il quale è precluso l’accesso al regime dei minimi.



Per cui visto che tutto quanto attiene l'art. 7 del D.P.R. n. 633 del 1972 (in altre parole le traduzioni per committenti esteri per quanto ci riguarda e soprattutto il comma 4 lettere D, E, F) non viene assimilato alle cessione all'esportazione, non ci è precluso l'accesso al forfettone, fermi restando gli altri requisiti.

La risposta 241E del 12 giugno 2008, citata dal commercialista, si riferisce a servizi nei confronti dell'IUE, ente sullo stato italiano che, evidentemente grazie a convenzioni internazionali particolari, beneficia dell'esenzione dell'IVA (quasi sicuramente espresse tramite dichiarazioni d'intento ed assimilando così l'ente a un esportatore abituale), rendendo così impossibile l'accesso al regime dei minimi.

Ciao!
Gianni


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Anna Marta Chelicka-Bernardo  Identity Verified
Poland
Local time: 06:50
Member (2008)
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Il regime dei minimi mi è stato consigliato dall'Agenzia delle Entrate Jun 15, 2008

Salve,
Ho aperto la P. I.V.A. all'inizio di quest'anno e per scegliere il regime fiscale mi sono rivolta direttamente all'Agenzia delle Entrate di Siena dovè, dopo aver spiegato le mie esigenze e la necessità di lavorare anche per i clienti esteri, mi è stato consigliato di applicare il regime dei minimi.

Mi è stato detto che "la cessione all'esportazione è un'altra cosa e non si riferisce alle traduzioni e all' interpretariato".
Anna

[Edited at 2008-06-15 14:21]


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Laura Tenorini  Identity Verified
Italy
Local time: 06:50
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+ ...
Ma, sì...anche a me sembra assurdo Jun 15, 2008

che dei commercialisti abbiano consigliato di aderire al regime dei minimi sbagliando in modo così palese sul concetto di "cessione all'esportazione"...

Forse a questo punto non rimane altro che chiarire se la comunicazione segnalata da Angie non si riferisca solo a quell'istituto particolare, così come suggerisce anche Christel, oppure se (ed è l'ipotesi che temo), considerando anche la data alquanto recente (12 giugno), non sia da ritenersi come un chiarimento di un punto magari considerato "in dubbio" fino a quel momento.


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Daniele Vasta
Italy
Local time: 06:50
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+ ...
Sono confuso Jun 15, 2008

Laura Tenorini wrote:

che dei commercialisti abbiano consigliato di aderire al regime dei minimi sbagliando in modo così palese sul concetto di "cessione all'esportazione"...

Forse a questo punto non rimane altro che chiarire se la comunicazione segnalata da Angie non si riferisca solo a quell'istituto particolare, così come suggerisce anche Christel, oppure se (ed è l'ipotesi che temo), considerando anche la data alquanto recente (12 giugno), non sia da ritenersi come un chiarimento di un punto magari considerato "in dubbio" fino a quel momento.



Beh a questo punto ancora non si è chiaro se le traduzioni sono o no cessioni all'esportazione e ci sono diversi pareri discordanti a tal riguardo. In sostanza a chi dovremmo chiedere per avere una risposta definitiva? Anche il mio commercialista dice che in teoria non si potrebbe rietrare, come sostiene l'agenzia delle entrate, ma a quanto vedo c'è chi dice il contrario fra alitr commercialisti e membri stessi dell'agenzia delle entrate che hanno consigliato a qualcuno di voi questo regime. Sembra un circolo vizioso senza uscita.


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Ma no Jun 15, 2008

Scusate, ma a questo punto se i commercialisti non capiscono neanche l'italiano del loro settore siamo davvero alla frutta. Io la penso come Christel, e sfido chiunque a dimostrare con la legge alla mano che le traduzioni rientrano nel concetto di cessioni all'estero. La risposta dell'Agenzia mi lascia assolutamente di stucco, e sono sempre più contenta di essere dove sono...

[Edited at 2008-06-15 17:18]


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2G Trad  Identity Verified
Italy
Local time: 06:50
Member (2000)
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+ ...
Leggete bene la risposta dell'AdE Jun 15, 2008

Laura Tenorini ha scritto:
che dei commercialisti abbiano consigliato di aderire al regime dei minimi sbagliando in modo così palese sul concetto di "cessione all'esportazione"...

Forse a questo punto non rimane altro che chiarire se la comunicazione segnalata da Angie non si riferisca solo a quell'istituto particolare, così come suggerisce anche Christel, oppure se (ed è l'ipotesi che temo), considerando anche la data alquanto recente (12 giugno), non sia da ritenersi come un chiarimento di un punto magari considerato "in dubbio" fino a quel momento.


Sì che si riferisce solo al caso di specie (nella risposta dell'AdE viene detto precisamente).

In pratica, in Italia esistono enti, società, istituti che sono definiti esportatori abituali. Questi, tramite dichiarazioni d'intento in cui appunto dichiarano questa loro prerogativa o per convenzioni internazionali, sono esentati dall'IVA.
Quindi i loro fornitori non devono calcolarla in fattura.
Questi, e solo questi, sono servizi che vengono assimilati alle cessioni all'esportazione.

Chi ha svolto tali servizi nel 2007 (cioè ha avuto clienti che hanno fornito dichiarazioni d'intento) non può accedere al regime dei minimi.

Tutti gli altri (e cioè il 99% dei casi), se hanno i requisiti, possono farlo.

La data del 12 giugno della risposta non è da "temere" in questo senso.


Ciao!
Gianni (contento di stare in Italia)



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Christel Zipfel  Identity Verified
Partial member (2004)
Italian to German
+ ...
Certo, delle volte viene da piangere Jun 15, 2008

Giuseppina Gatta wrote:

Scusate, ma a questo punto se i commercialisti non capiscono neanche l'italiano del loro settore siamo davvero alla frutta. Io la penso come Christel, e sfido chiunque a dimostrare con la legge alla mano che le traduzioni rientrano nel concetto di cessioni all'estero.




Quando leggo in questo forum quello che dicono a volte i commercialisti mi metto le mani nei capelli. Sono di una superficialità per non dire peggio incredibile. Io vado avanti col buon senso, e cerco di approfondire anche (cosa che a quanto pare loro non sempre fanno:-o) pur essendo questo un campo a me completamente estraneo, sia come interesse che come mentalità. E' tanto difficile informarsi prima di sparare delle stupidaggini, visto che poi li paghiamo profumatamente? Non mi riferisco a questo caso in particolare, ma parlo in generale.

Forse davvero non capiscono l'italiano?

[Bearbeitet am 2008-06-16 15:19]


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