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Aspetti legali. Di chi è la responsabilità?
Thread poster: elrubio
elrubio
Local time: 20:11
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May 15, 2003

Un caso concreto:



Una banca commissiona la traduzione di una relazione di bilancio.

La traduzione fornita viene pubblicata e distribuita ai soci dell\'Istituto bancario.



Dopo la pubblicazione vengono rilevati, nel testo tradotto, alcuni errori di traduzione con alcune voci di bilancio scambiate per altre.



Siccome si tratta di un testo pubblicato la banca chiede un risarcimento al traduttore per via degli errori commessi e del conseguente danno subito dall\'Istituto.



Il traduttore da parte sua sostiene che in ogni caso la responsabilità sul contenuto di qualsiasi testo pubblicato è comunque del committente, e non del traduttore.



Chi ha ragione?


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Lorenzo Lilli  Identity Verified
Local time: 20:11
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è traduzione giurata? May 16, 2003

questo mi sembra un aspetto importante. Con l\'asseverazione il traduttore giura di aver riportato esattamente il contenuto del testo di partenza in quello di arrivo, ma non si assume responsabilit√† per eventuali errori nell\'originale (e ci mancherebbe, non siamo revisori contabili n√© avvocati). Non so quali siano concretamente le conseguenze per il traduttore se qualcosa va male, probabilmente dipende da quanto √® stato previsto nel contratto. Lascio la parola ad altri colleghi con pi√Ļ esperienza.

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Giusi Pasi  Identity Verified
Italy
Local time: 20:11
Member (2003)
Italian
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Credo... May 16, 2003

Ciao a tutti,



avevo letto il msg e non essendo sicura della risposta, mi ero ripromessa di chiedere agli amici avvocati. Ehm me lo sono scordato...intanto posso dire con certezza che ha ragione Lorenzo nel fare la differenza tra traduzione giurata e non. Nel primo caso la responsabilità ricade totalmente sul traduttore per qualunque problema inerente alla traduzione.

Per il resto, salvo contratto con tutte le condizione espresse (se non ricordo male), la responsabilità dovrebbe essere del committente.

Con un contratto di conferimento traduzione scritto, di solito si determina una scadenza di 10 giorni per gli eventuali reclami, oltre i quali, in caso di problemi... \"so\' xxxxx del committente\"



In attesa di ulteriori delucidazioni...

Un saluto,

Giusi



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Claudio Nasso  Identity Verified
Italy
Local time: 20:11
Member (2003)
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Una precisazione May 16, 2003

Non vorrei sbagliarmi ma, salvo diversamente e contrattualmente concordato per scritto, un qualsiasi professionista può essere \"addebitato\" al massimo per l\'importo della fattura/parcella emessa e, comunque, soloper il prorpio operato (in sostanza potrebbe vedersi saltare la fattura).



Faccio un esempio pratico: fai una traduzione che viene sostanzialmente accettata dal responsabiledel committente.L\'azienda decide di stampare la traduzione in 100.000 copie con i relativi costi di composizione, impianti, stampa e legatoria. In questa operazione il professionista traduttore non ha alcuna responsabilità (e comunque, al sottoscritto non èmai capitato di aver tradotto relazioni di ilancio asseverate). A questo punto iltraduttore, che ha lavorato a monte del processo di stampa non potrebbe essere ritenuto responsabile di ulteriori danni derivanti da errori di traduzione, perché ilcommittente ha comunque il compitodi verificare a monte la bontà di un lavoro e solo dopo procedere con altre lavorazioni.



A questo punto l\'addebito massimo da imputare al traduttore potrebbe essere il suo onrario (ovvero, come ribadisco, non ti pago la fattura), e anche su questo ci sarebbe da discutere. In ogni caso, rattandosi di una prestazione professionale, i termini di contestazione sono quelli fissati per legge.



Tutto quanto sopra, naturalmente, ha valore solo se nel contratto di traduzione non sono state epresse clausole di responsabilità diverse che sta alprofessionista accettare o meno.



Claudio



Scusate gli errori di battuta: ho la tastiera che fa i \"capricci\"

[ This Message was edited by: Claudio Nasso on 2003-05-16 19:04]


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T F F  Identity Verified
Italy
Local time: 20:11
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sei sicuro Claudio? May 18, 2003

Leggevo con interesse questo caso e, da ultimo l\'intervento di Claudio...



Immagino ci sia una disposizione di legge che prevede tale limitazione di responsabilità civile, perchè altrimenti la cosa mi sembra un pò strana!...Voglio dire che a quanto mi risulta, è possibile che le parti convengano nel contratto una limitazione di responsabilità al solo valore della parcella (tra l\'altro, la responsabilità civile non può comunque essere esclusa nei casi di colpa grave o dolo!), ma non mi risulta che tale limitazione sia implicita nella contrattazione con il professionista e vada semmai esclusa!

Non lo so...la cosa mi incuriosice! Puoi darmi qualche particolare in pi√Ļ...Passer√≤ pi√Ļ tardi a vedere se ci sono novit√†!

RR


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Claudio Nasso  Identity Verified
Italy
Local time: 20:11
Member (2003)
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Io parlavo di lavorazioni a valle della traduzione May 19, 2003

Quote:


On 2003-05-18 20:04, Renato Renno wrote:

Leggevo con interesse questo caso e, da ultimo l\'intervento di Claudio...



...(tra l\'altro, la responsabilità civile non può comunque essere esclusa nei casi di colpa grave o dolo!)...







Non ho messo in discussione la colpa grave o il dolo, per i quali esiste sì una responsabilità civile (ma qui non si accenna a questo). Ma tuttavia devi spiegarmi quando scatta la colpa grave o il dolo su una traduzione che può venire sempre e comunque rifiutata (e quindi non pagata) perché fatta \"con i piedi\". Dove ci sta il dolo o la colpa grave in questo caso? Mi spaccio per traduttore e invece sono una qualsiasi persona che ha fatto 15 giorni di ferie a Ibiza (tanto per dire). Anche qui la colpa grave e il dolo non ci sta. Se mai ci sta l\'incapacità o il mancato controllo della traduzione da parte del committente.



Se non ho capito male qui si parla di addebiti per operazioni intraprese successivamente alla traduzione e delle quali il professionista in questione potrebbe anche non saperne nulla.



Comunque, se equipariamo la traduzione di un bilancio a una traduzione editoriale eseguita per una casa editrice (e il paragone potrebbe starci), bene allora il committente banca dovrebbe comportarsi come un editore, ovvero passare il testo a un redattore (nel caso di una banca a un esperto che sia in grado di valutare il lavoro svolto) che verifichi il tutto prima di procedere con ulteriori lavorazioni. Sta al redattore, e quindi alla casa editrice (e quindi in questo caso alla banca), contestare il lavoro svolto dal traduttore e richiederne l rifacimento o la sistemazione (naturalmente senza ulteriori spese) PRIMA di inviarlo alla stampa.



A parte i termini di legge di cui parla Giusi (sui quali, tuttavia, non tutti i legali sono concordi - il mio, per esempio, considera la mia prestazione di traduttore e di redattore/revisore non solo un\'opera di ingegno [ovvero prestazione professionale] ma anche fornitura di merce in quanto viene consegnato un supporto fisico [hard-copy con cd o dischetto che sia] e quindi equiparabile a una fornitura di materiale) mi suona strano che venga richiesto un risarcimento per lavorazioni che molte volte esulano dalle specifiche competenze o scelte di divulgazione del materiale tradotto da parte del traduttore.



Pertanto il traduttore dovrebbe rispondere del proprio lavoro intellettuale e non di operazioni che vengono decise a valle della sua prestazione (sempre inteso che non ci sia colpa grave o dolo, come giustamente dici, ma questo è un alro film).



Ribadisco, sempre che questa sorta di accordo di responsabilità globale non sia stata definita in fase contrattuale. Ma allora il traduttore dovrebbe anche essere responsabile della correzione delle bozze dopo la composizione e dopo l\'impaginazione, ma qui entriamo nelle competenze che esulano dal campo della traduzione ed entriamo in quelle della produzione editoriale (anche se si tratta di un bilancio di una banca) per la quale viene riconosciuto un compenso aggiuntivo. Ma da qualche parte questo deve essere scritto e il traduttore deve averlo sottoscritto.



Spero di essere stato chiaro, per quanto possibile.



Claudio

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