Traduzione e proofreading
Thread poster: lbc2002
lbc2002
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Aug 26, 2008

Ciao a tutti!

Sto muovendo i miei "primi passi" e, pur avendo, credo, compreso in teoria di cosa si tratti (in sostanza una revisione/correzione degli errori), non mi è ben chiaro come si sviluppi nella pratica il "proofreading" di una traduzione. Supponiamo per es. che il traduttore A effettui una traduzione e provveda a inviarla all'agenzia X, X a questo punto la sottoporrà al proofreader B, giusto? I miei dubbi riguardano sostanzialmente i seguenti punti:

- In che modo il correttore B comunica all'agenzia X le modifiche da apportare al testo prodotto dal traduttore A? Esiste una procedura "standard", ad es. un modello cui attenersi / un modulo da riempire ecc.? O magari bastano semplici note/commenti elencati in modo abbastanza informale e personalizzato?

- In che modo, eccettuati gli errori per così dire "oggettivi" (poniamo dei "typo" o degli errori di grammatica inconfutabili), l'agenzia X "sceglie" fra la "soluzione" di A e quella proposta da B? Oppure quello che è indicato da B, per così dire, "avrà sempre e comunque la meglio" su A?

- Il traduttore A viene informato delle modifiche proposte da B, oppure, una volta che A ha inviato la propria traduzione all'agenzia X, viene pagato da X e il rapporto, da questo punto in poi, si svolge esclusivamente fra agenzia X e proofreader B? B e A interagiscono oppure non entrano mai in contatto?

- In che modo B può eseguire il proprio compito di proofreader senza, per così dire, "danneggiare" A? In fondo, anche se si trattasse di errori "minimi", B si trova comunque a rivestire un ruolo di "giudice/correttore" di quanto viene prodotto da A. Esiste, diciamo così, una "deontologia" che deve essere seguita dal proofreader?

- Se B, in un caso limite, "bocciasse" completamente la traduzione di A, A potrebbe in qualche modo "difendere" il proprio lavoro, oppure l'agenzia X procederebbe in tal caso semplicemente a non pagarlo, affidando la traduzione a un altro traduttore (magari proprio a B)?

- Esiste un limite temporale (a partire dal momento in cui A invia a X la propria traduzione) entro cui l'agenzia X è tenuta a sottoporre le "critiche" ricevute dal proofreader B al traduttore originale A ed eventualmente, in base a tali correzioni, decidere di non pagare o magari pagare meno (rispetto alla cifra inizialmente pattuita) la traduzione effettuata da A?

- Esistono agenzie che invece di affidarsi a un unico proofreader B decidono di utilizzare ulteriori proodreader C, D ecc.?

Grazie in anticipo per qualunque informazione in proposito!

Lucio





[Edited at 2008-08-26 09:15]


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Marco Oberto  Identity Verified
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4 occhi vedono meglio di 2 Aug 26, 2008

Caro Lucio,

Provo a sciogliere alcuni dei tuoi dubbi che, in verità, si risolvono abbastanza facilmente con la pratica.



- In che modo il correttore B comunica all'agenzia X le modifiche da apportare al testo prodotto dal traduttore A? Esiste una procedura "standard", ad es. un modello cui attenersi / un modulo da riempire ecc.? O magari bastano semplici note/commenti elencati in modo abbastanza informale e personalizzato?


La procedura più comune prevede l'utilizzo della funzione "Track changes" o "Visualizza modifiche" (mi pare, in italiano) del programma Windows Word, che consente di visualizzare in rosso ogni nuovo inserimento e di tener traccia di tutto ciò che è stato cancellato.
In aggiunta, si può sfruttare la funzione Inserisci commento, quando più che una correzione il revisore intende segnalare una problematica più ampia o comunque non ristretta a un semplice cambiamento del testo.



- In che modo, eccettuati gli errori per così dire "oggettivi" (poniamo dei "typo" o degli errori di grammatica inconfutabili), l'agenzia X "sceglie" fra la "soluzione" di A e quella proposta da B? Oppure quello che è indicato da B, per così dire, "avrà sempre e comunque la meglio" su A?


Il revisore ha l'ultima parola, quindi è sulle sue spalle che ricade l'onere della correttezza del testo. D'altro canto, per maggior coesione, le agenzie migliori ripropongono la traduzione revisionata al traduttore, affinché possa visionare le correzioni eventualmente apportate e "dire la sua", magari comunicando con il revisore.



- Il traduttore A viene informato delle modifiche proposte da B, oppure, una volta che A ha inviato la propria traduzione all'agenzia X, viene pagato da X e il rapporto, da questo punto in poi, si svolge esclusivamente fra agenzia X e proofreader B? B e A interagiscono oppure non entrano mai in contatto?


Vedi punto precedente; il traduttore può essere interpellato in merito alle correzioni del revisore.



- In che modo B può eseguire il proprio compito di proofreader senza, per così dire, "danneggiare" A? In fondo, anche se si trattasse di errori "minimi", B si trova comunque a rivestire un ruolo di "giudice/correttore" di quanto viene prodotto da A. Esiste, diciamo così, una "deontologia" che deve essere seguita dal proofreader?


L'abilità del revisore sta nel saper discernere quelle che sono correzioni (stilistiche, grammaticali, sintattiche ecc.) da gusti personali opinabili e semplici varianti linguistiche. Bisogna evitare la sindrome della penna rossa: usare la penna correttrice, nel proprio ruolo di revisore, come fosse un'arma in un gioco spara-tutto che deve colpire qualunque cosa, di tutto e di più.


- Se B, in un caso limite, "bocciasse" completamente la traduzione di A, A potrebbe in qualche modo "difendere" il proprio lavoro, oppure l'agenzia X procederebbe in tal caso semplicemente a non pagarlo, affidando la traduzione a un altro traduttore (magari proprio a B)?


Nel caso malaugurato in cui traduttore e revisore abbiano visioni incompatibili del testo, l'agenzia procede normalmente interpellando i due soggetti coinvolti per risalire alle responsabilità oggettive e distinguerle da possibili idiosincrasie personali (vedi punto precedente). In presenza di problematiche linguistiche effettive e non soggettive, nel lavoro del traduttore e/o del revisore, si opereranno le modifiche necessarie per riportare il testo alla sua natura e si concorderà eventualmente con il soggetto responsabile del danno una riduzione del suo compenso.


- Esiste un limite temporale (a partire dal momento in cui A invia a X la propria traduzione) entro cui l'agenzia X è tenuta a sottoporre le "critiche" ricevute dal proofreader B al traduttore originale A ed eventualmente, in base a tali correzioni, decidere di non pagare o magari pagare meno (rispetto alla cifra inizialmente pattuita) la traduzione effettuata da A?


Un'agenzia seria sottopone in tempi stretti le proprie osservazioni/critiche all'interessato. Purtroppo può accadere che i tempi si allunghino (settimane o mesi!).


- Esistono agenzie che invece di affidarsi a un unico proofreader B decidono di utilizzare ulteriori proodreader C, D ecc.?


L'ideale è affidare l'intero progetto a un solo traduttore e a un solo revisore, per ragioni di coerenza e coesione. I tempi commerciali e la lunghezza dei progetti obbligano però spesso a ripartire i testi fra più soggetti. In tal caso sarà necessario riannodare i fili del lavoro di ogni linguista intervenuto sul testo, per garantire l'omogeneità del risultato.


Ciao,
Marco


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
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Editing e proofreading Aug 26, 2008

Ciao Lucio:

Non esiste una procedura standard, e spesso c'è anche disaccordo su cosa sia il proofreading (revisione di bozze, in italiano) rispetto all'editing (correzione della traduzione). Quando se ne parla con un'agenzia è sempre meglio chiarire i compiti richiesti. La definizione che io spedisco ai clienti è la seguente:

editing: revision of the translation with correction of mistranslations, omissions/additions, as well as language errors in the target language. Done by comparing the target text to the source text.

proofreading: revision of the translation to correct typos and similar errors in the target language. Normally performed without reference to the source language.


Passando ai tuoi punti:

In che modo il correttore B comunica all'agenzia X le modifiche da apportare al testo prodotto dal traduttore A?

Generalmente, ogni agenzia ha la sua procedura, alla quale bisogna attenersi. In caso di mancanza d'istruzioni, è essenziale chiarire prima dell'inizio del lavoro.

In che modo, eccettuati gli errori per così dire "oggettivi" (poniamo dei "typo" o degli errori di grammatica inconfutabili), l'agenzia X "sceglie" fra la "soluzione" di A e quella proposta da B?

Di nuovo, dipende dalla procedura stabilita dall'agenzia: c'è chi lascia l'ultima parola al revisore (che è quindi responsabile del prodotto finale), chi invia la traduzione con le correzioni suggerite di nuovo al traduttore, che è poi libero di accettare o meno le correzioni, e chi, infine, passa traduzione e revisione a un terzo professionista, che decide le correzioni da applicare o meno.

Il traduttore A viene informato delle modifiche proposte da B, oppure, una volta che A ha inviato la propria traduzione all'agenzia X, viene pagato da X e il rapporto, da questo punto in poi, si svolge esclusivamente fra agenzia X e proofreader B? B e A interagiscono oppure non entrano mai in contatto?

Vedi sopra: le procedure sono diverse da agenzia ad agenzia.

In che modo B può eseguire il proprio compito di proofreader senza, per così dire, "danneggiare" A? In fondo, anche se si trattasse di errori "minimi", B si trova comunque a rivestire un ruolo di "giudice/correttore" di quanto viene prodotto da A.
Esiste, diciamo così, una "deontologia" che deve essere seguita dal proofreader?

Il buon revisore deve essere in grado da saper separare quelle che sono le proprie preferenze da quelli che sono errori veri e propri. A seconda delle istruzioni ricevute, dovrà correggere i veri errori, e lasciare il resto com'è, oppure correggere i veri errori e migliorare il resto, indicando però cosa è errore e cosa, invece, solo un cambiamento preferenziale o stilistico.

Se B, in un caso limite, "bocciasse" completamente la traduzione di A, A potrebbe in qualche modo "difendere" il proprio lavoro, oppure l'agenzia X procederebbe in tal caso semplicemente a non pagarlo, affidando la traduzione a un altro traduttore (magari proprio a B)?

Ogni agenzia ha le proprie procedure. Ma io non lavorerei mai per una che ne avesse una simile: in caso di contestazione deve esserci un meccanismo per difendere il proprio operator e presentare la propria opinione.

Esiste un limite temporale (a partire dal momento in cui A invia a X la propria traduzione) entro cui l'agenzia X è tenuta a sottoporre le "critiche" ricevute dal proofreader B al traduttore originale A ed eventualmente, in base a tali correzioni, decidere di non pagare o magari pagare meno (rispetto alla cifra inizialmente pattuita) la traduzione effettuata da A?

Dipende sempre tra gli accordi contrattuali tra traduttore e agenzia.

Esistono agenzie che invece di affidarsi a un unico proofreader B decidono di utilizzare ulteriori proodreader C, D ecc.?

Sì (vedi sopra).


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