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Revisioni: voi quale iter seguite?
Thread poster: Simona R

Simona R
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Nov 12, 2008

Una domanda forse molto banale: quale iter seguite nel revisionare traduzioni altrui?
La sottoscritta procede come segue:
- Controllo, segmento per segmento, che il traduttore non abbia commesso errori di senso e non abbia tralasciato nulla.
- Fatto ciò, rileggo il tutto per vedere se il testo scorre bene e lo stile è consono alla tipologia testuale.
- Rileggo quindi ancora un volta alla ricerca di eventuali errori grammaticali / ortogafici.
- Controllo il layout.
- Se i tempi lo consentono il giorno dopo non è escluso che rilegga tutto ancora una volta.

Così articolata, la revisione richiede non poco tempo.
Sentendo di agenzie che inviano testi di 10 pagine da riconsegnare revisionati due ore più tardi, oppure di colleghi che fanno revisioni nei brevi tempi morti che intercorrono fra la consegna di una traduzione e l'arrivo della prossima mi chiedevo se forse nel mio metodo non vi sia qualcosa che non va. Accetto di revisionare testi (brevi) altrui solo in rari casi, ma quando lo faccio è perché sono certa di avere parecchio tempo a disposizione.

Mi piacerebbe sapere come procedete voi e, soprattutto, se effettuate il primo tipo di controllo (ossia verificare, segmento per segmento, che la traduzione sia corretta e che non manchi alcun elemento della frase di partenza). Ho conosciuto colleghi che saltano questa fase a pié pari e sinceramente non sò cosa pensare.

Simona


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Elisa Comito  Identity Verified
Local time: 12:50
English to Italian
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Concordo Nov 13, 2008

Simona R wrote:

Una domanda forse molto banale: quale iter seguite nel revisionare traduzioni altrui?
La sottoscritta procede come segue:
- Controllo, segmento per segmento, che il traduttore non abbia commesso errori di senso e non abbia tralasciato nulla.
- Fatto ciò, rileggo il tutto per vedere se il testo scorre bene e lo stile è consono alla tipologia testuale.
- Rileggo quindi ancora un volta alla ricerca di eventuali errori grammaticali / ortogafici.
- Controllo il layout.
- Se i tempi lo consentono il giorno dopo non è escluso che rilegga tutto ancora una volta.

Così articolata, la revisione richiede non poco tempo.
Sentendo di agenzie che inviano testi di 10 pagine da riconsegnare revisionati due ore più tardi, oppure di colleghi che fanno revisioni nei brevi tempi morti che intercorrono fra la consegna di una traduzione e l'arrivo della prossima mi chiedevo se forse nel mio metodo non vi sia qualcosa che non va. Accetto di revisionare testi (brevi) altrui solo in rari casi, ma quando lo faccio è perché sono certa di avere parecchio tempo a disposizione.

Mi piacerebbe sapere come procedete voi e, soprattutto, se effettuate il primo tipo di controllo (ossia verificare, segmento per segmento, che la traduzione sia corretta e che non manchi alcun elemento della frase di partenza). Ho conosciuto colleghi che saltano questa fase a pié pari e sinceramente non sò cosa pensare.

Simona




Io seguo sostanzialmente il tuo metodo. La prima fase è fondamentale, altrimenti non si tratta di revisione ma di rilettura (in alcuni casi può bastare ma bisogna specificarlo perché sono due cose diverse; purtroppo alcuni tendono a confonderle).

Aggiungo però, riguardo alle modifiche stilistiche e sintattiche, che cerco di valutare di volta in volta se quelle che mi verrebbe istintivo fare sono realmente migliorative o non piuttosto dettate da preferenze soggettive.

Faccio lo stesso tipo di revisione ai miei stessi testi prima della consegna.

Concordo con te sul fatto che la revisione è un lavoro delicato e lungo, se fatto seriamente.


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Francesca Pesce  Identity Verified
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La mia tecnica Nov 13, 2008

Premesso che, come ho scritto ieri su un altro forum, non offro più servizi di revisione alle agenzie, io effettuo solamente revisioni di traduzioni che la mia cooperativa dà in outsourcing a colleghi fidati.

La nostra tecnica è senz'altro più veloce della tua, perché fa tutto ciò che descrivi tu in una volta sola, ma ci lavoriamo in due. Rileggiamo i testi in due: una legge la versione originale ad alta voce, e l'altra controlla la traduzione. In questo modo si riesce contemporaneamente a vedere se manca qualcosa, se ci sono errori e se ci sono ripetizioni o "stonature". Si riesce anche a vedere se il layout ha qualche problema, che eventualmente viene risolto dopo la revisione.

E' un sistema molto più rapido, che funziona bene se la coppia dei revisori è affiatata, perché la velocità e modalità giuste di rilettura sono essenziali per un risultato (quasi) impeccabile.

Certo, il compenso viene poi suddiviso a metà, ma effettivamente in questo modo ci si mette la metà del tempo, quindi non ci si rimette nulla.


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Simona R
Germany
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Modifiche stilistiche Nov 13, 2008

Aggiungo però, riguardo alle modifiche stilistiche e sintattiche, che cerco di valutare di volta in volta se quelle che mi verrebbe istintivo fare sono realmente migliorative o non piuttosto dettate da preferenze soggettive.

[/quote]

Questo è sicuramente il punto più delicato della questione.

Come te, valuto di volta in volta se le modifiche che mi verrebbe spontaneo apportare siano oggettivamente necessarie. Laddove siano soltanto auspicabili, per esempio perché renderebbero lo stile finale maggiormente in linea con lo stile della restante documentazione aziendale (si ponga il caso che un cliente che di norma si rivolge esclusivamente a me affidi un testo ad un collega mentre io sono in vacanza e me lo sottoponga per un controllo) apporto le modifiche facendo però presente al cliente che lo stile adottato dal traduttore era comunque assolutamente accettabile.


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Simona R
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TOPIC STARTER
Quando il revisore non si fida di se stesso Nov 13, 2008

Francesca Pesce wrote:

Premesso che, come ho scritto ieri su un altro forum, non offro più servizi di revisione alle agenzie, io effettuo solamente revisioni di traduzioni che la mia cooperativa dà in outsourcing a colleghi fidati.

La nostra tecnica è senz'altro più veloce della tua, perché fa tutto ciò che descrivi tu in una volta sola, ma ci lavoriamo in due. Rileggiamo i testi in due: una legge la versione originale ad alta voce, e l'altra controlla la traduzione. In questo modo si riesce contemporaneamente a vedere se manca qualcosa, se ci sono errori e se ci sono ripetizioni o "stonature". Si riesce anche a vedere se il layout ha qualche problema, che eventualmente viene risolto dopo la revisione.

E' un sistema molto più rapido, che funziona bene se la coppia dei revisori è affiatata, perché la velocità e modalità giuste di rilettura sono essenziali per un risultato (quasi) impeccabile.

Certo, il compenso viene poi suddiviso a metà, ma effettivamente in questo modo ci si mette la metà del tempo, quindi non ci si rimette nulla.


È un metodo sicuramente valido se si lavora in due e si è ben affiatati.
Lavorando da sola tendo a diffidare della mia attenzione e del mio occhio e infatti solitamente in ogni fase della revisione mi accorgo di qualche errore o imprecisione. L'unica fase in cui di norma non trovo più nulla da correggere è l'ultima.

[Bearbeitet am 2008-11-13 09:06]


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Angie Garbarino  Identity Verified
Spain
Local time: 12:50
Member (2003)
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10 pagine in 2 ore, impossibile Nov 13, 2008

Simona R wrote:
Sentendo di agenzie che inviano testi di 10 pagine da riconsegnare revisionati due ore più tardi, oppure di colleghi che fanno revisioni nei brevi tempi morti che intercorrono fra la consegna di una traduzione e l'arrivo della prossima mi chiedevo se forse nel mio metodo non vi sia qualcosa che non va. Accetto di revisionare testi (brevi) altrui solo in rari casi, ma quando lo faccio è perché sono certa di avere parecchio tempo a disposizione.


Il mio ritmo per la revisione: circa 1000 parole all'ora.

Le faccio molto di rado, ma procedo come segue:

1)Lettura dei due testi affiancati, correggendo.

2)Controllo ortografico del solo testo target

3)Lettura finale del solo testo target.

PS: non mi permetto mai (salvo espressamente richiesto) di cambiare cose corrette secondo il mio gusto personale, o con sinonimi, come invece spesso accade.





[Edited at 2008-11-13 10:29]


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Simona R
Germany
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TOPIC STARTER
Modifiche stilistiche Nov 13, 2008

Angio wrote:

PS: non mi permetto mai (salvo espressamente richiesto) di cambiare cose corrette secondo il mio gusto personale, o con sinonimi, come invece spesso accade.





[Edited at 2008-11-13 10:29]


Approvo, Angio.
Qualora tuttavia l'intera terminologia di un cliente sia stata creata dalla sottoscritta, mi permetto eccome, anche perché il cliente aspetta appositamente che io sia di nuovo disponibile per sottopormi la traduzione del collega.
Lo scopo di queste modifiche non è ovviamente quello di imputare al traduttore errori che non ha commesso, ma di garantire al cliente che la terminologia utilizzata sia perfettamente in linea con quella che compare magari in altri 300 documenti precedenti.
Ritengo comunque che questo genere di modifiche abbia ragione di essere soltanto in casi particolari come quello descritto (cliente che da anni si rivolge ad un unico traduttore di fiducia) e che si debba rigorosamente ed inequivocabilmente far notare che il traduttore non ha fatto errori.

Simona


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Decida il cliente Nov 13, 2008

Cara Simona,

faccio pochissime revisioni (l'un percento, forse, del mio fatturato) ma è sempre il cliente che decide che tipo di revisione avrà. Chiedo se vuole che controlli la corrispondenza all'originale, se vuole uno stile uniformato, o se vuole solo che tolga gli errori più grossolani. Se non capisce la differenza, la converto in euro e vedo che gli diventa subito chiara :- )

Poi dico che deciderò se accettare o meno il lavoro solo dopo averlo visto - ed è qui che nella la maggior parte dei casi rifiuto di farlo, visto che tanti dei testi che trovo io sono tradotti da non-madrelingua e che molti degli altri sono comunque da cestinare. Se invece accetto, indico nel messaggio di accompagnamento esattamente che tipo di revisione è stata fatto e, nel caso di un libro, accetto di avere il mio nome nel colophon solo se ho fatto io ex-novo l'intera traduzione. In ogni caso, garantisco il mio prodotto solo se rifaccio l'intera traduzione.

Chiedo anche quanto tempo (o soldi) ho a disposizione: è chiaro che per fare 10 pagine in due ore, non posso nemmeno pensare di controllare l'originale e quindi non riceveranno un testo perfettamente revisionato. Accetto questi lavori solo se ci tengo particolarmente al cliente e faccio capire che lo sto facendo più che altro come favore personale e per impedire loro di fare una figura troppo magra.

Quando faccio la traduzione ex-novo, mi è successo di abbassare leggermente la tariffa finale se la prima traduzione (che guardo solo in fase di revisione finale) mi è stato d'aiuto.

Personalmente, cambio tutto quello che mi va di cambiare, usando sinonimi se mi va e cambiando frasi che magari stanno benissimo in piedi nella traduzione originale. Lo faccio solo perché lo trovo un metodo più veloce e perché mi permette di uniformare lo stile. Se è il caso, indico sempre al cliente che alcuni, o anche molti dei cambiamenti sono solo preferenze stilistiche mie e che una mia modifica non significa che ha sbagliato il primo traduttore. Se vedo che il traduttore non ha fatto un brutto lavoro, a volte fornisco qualche esempio di queste modifiche solo stilistiche.

Ormai i miei clienti sanno bene che ho una soglia di tolleranza molto bassa verso il lavoro altrui (e non perché sono meno bravi, ma perché sono io che non sono bravo a fare le revisioni) e quindi, per fortuna, sono poche le volte che mi chiedono di intervenire.

ciao
Simon


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Revisioni: voi quale iter seguite? Nov 13, 2008

io seguo l'iter di farle molto di rado e solo dopo aver esaminato bene il testo
e in ogni caso mi faccio pagare "una cifra" e se non capiscono xchè gli dico di seguire questo link
http://www.traduxo.com/public/proofreading.html

per quanto riguarda le variazioni stilistiche, le faccio ma non le segnalo e/o chiarisco che sono mie scelte; segnalo solo gli errori veri e propri, che siano di grammatica, sintassi o tecnici, di coerenza ecc.
inoltre, fornisco abbondanti riferimenti ed esempi, ma questo processo richiede un mucchio di tempo e fatica, spesso superiore al controllo in sé, x cui la mia idea è che le revisioni siano un gioco che non vale la candela, a meno che come bugia non mi diano un piattino d'oro tempestato di diamanti ....

a parte gli scherzi, poche agenzie sono disposte a pagare quanto è giusto considerata le difficoltà
e soprattutto le RESPONSABILITÁ associate alla revisione

in generale comunque, ritengo di non essere abbastanza preparato per fare (serie) revisioni
al massimo posso fare la "seconda testa pensante" come spiego al suddetto link

Claudio

P.S: ovviamente temo che Simon leggerà il testo del link (in inglese) e lo farcirà di segni rossi .....

[Modificato alle 2008-11-13 22:59 GMT]


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 12:50
Member (2004)
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+ ...
Faccio spesso revisioni Nov 14, 2008

Io, al contrario, devo dire che lavoro parecchio facendo revisioni, non perché mi sia proposta, ma perché mi sono capitate con qualche cliente abituale e stiamo andando avanti così da tempo. L'iter che tu descrivi corrisponde anche al mio, con la differenza che di solito non ho assolutamente tempo per rileggere ancora il testo a distanza di tempo.
Come ha detto giustamente Simon, chiarisco prima con il cliente che tipo di correzione desidera, ma di solito mi viene indicato (solo correzione grammaticale e non stilistica, se non strettamente necessaria, oppure qualsiasi correzione ritenuta idonea a migliorare il testo, aggiunta di commenti nel testo, ecc.).
Nel tempo il mio metodo è andato "addolcendosi". Se all'inizio, anni fa, non mi fosse veramente chiaro che tipo di risultato avrei dovuto ottenere, oggi ritengo di non dover cambiare l'impronta di base data dal traduttore, anche se io "non lo tradurrei così". Quello è il suo testo, il suo stile. Io devo solo consegnare un documento "a prova di bomba", nel senso che alla fine è il revisore a prendersi la responsabilità di eventuali sviste. Anzi, queste non sono proprio consentite, altrimenti perché pagare un revisore? Lo trovo quindi un compito impegnativo, ma mi piace molto, perché mi costringe ogni volta a interrogarmi sulle traduzioni possibili e, dal punto di vista strettamente stilistico, mi è servito molto essere io l'occhio esterno che legge (e in parte giudica) una traduzione. Ora cerco di avere lo stesso occhio anche per i miei testi e di farmi le stesse domande, insomma ad analizzarmi con più acutezza.
Però non mi sento affatto una maestrina. Anzi, il bello è che alcune agenzie mi fanno lavorare per lo stesso cliente alternativamente (o secondo la disponibilità di noi collaboratori) come traduttrice e come revisore (ach, non esiste il femminile!). Non solo, i miei testi vengono regolarmente rivisti per alcuni clienti, che puntualmente mi mandano a vedere la traduzione. Questo è forse quello che mi è servito e mi serve di più. Secondo me nulla insegna di più di una nostra traduzione rivista da un bravo traduttore. Ancora oggi mi ricordo le correzioni fatte sui miei lavori (purtroppo anche quelle non corrette, ma questo è un altro discorso, peraltro già fatto).


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