Errore di traduzione... o di revisione?
Thread poster: MelissiM
MelissiM
Italy
Feb 4, 2009

Ciao a tutti.
Sto leggendo un libro molto bello e interessante e, finora (sono a pag. 180 su 280 circa) tradotto molto bene... MA! C'è un ma, ed è su questo che mi piacerebbe avere l'opinione di altri che abbiano letto il libro o anche solo che abbiano avuto qualche esperienza "simile" che possa gettar luce sul fatto.
Il libro in questione (penso che sia possibile citarlo, no? beh, al massimo i moderatori interverranno) è LA MALEDIZIONE DEI KENNEDY, di Edward Klein, pubblicato da Mondadori.
Per ben due volte si parla di Evelyn Waugh come di UNA SCRITTRICE!!!
Vi confesso che alla seconda sono andata a prendere l'enciclopedia e ho controllato se per caso non esistesse un'omonima del famoso scrittore (a parte che "la" si cita anche come "autrice" di Ritorno a Brideshead, per cui il dubbio era un po'... dubbio, ma mi era davvero venuto!).
Ebbene no, confermo, ce n'è solo UNO, uomo, assolutamente uomo...
Il "ma" di cui vi parlavo è questo: finora, ripeto, le traduttrici (sono due) mi sono sembrate brave; il loro lavoro è ben fatto, l'attenzione alle sfumature e ai vocaboli è evidente. Allora, mi chiedevo: e se la colpa di un simile abbaglio fosse da attribuire al revisore?
Magari ha letto Evelyn e ha dedotto che si trattasse di una donna...
A parte che trovo l'errore pazzesco in sé e per sé (1)come si fa a non sapere chi è Evelyn Waugh? però va beh, uno non può sapere tutto, ovvio... MA 2) come si fa a non fare una ricerca su ogni nome di persona, storica, realmente esistita, che si incontra in un lavoro? non riesco a crederci, davvero! Lo so, mi lascio sconvolgere dalle inezie, ma cavolo! In questo modo si perde pure un "dettaglio" importante: Waugh riconosce che perfino lui non riesce a non percepire il grande fascino emanato da un tizio - uomo - il che ovviamente ha tutt'altro peso detto da UNO SCRITTORE uomo pure lui!!!)... dicevo, a parte l'errore clamoroso, quello che davvero mi dà fastidio è non sapere se l'errore sia nato nella traduzione o nella revisione. Acci, so già che non ci dormirò tutta notte! Spero che qualcuno di voi ne sappia qualcosa...
Cristina
PS: ho appena trovato un riscontro per "Evelyn Waugh autrice": un articolo del Corriere della Sera... che sia questa la "fonte"...?!?

[Edited at 2009-02-05 00:23 GMT]


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Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
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Ormai non dobbiamo più stupirci di nulla… Feb 5, 2009

Ciao Cristina: sei davvero troppo buona a chiamare l'errore da te citato "inezia": altro che inezia! Sia esso opera del traduttore o del revisore, è uno strafalcione grosso quanto una casa! Credo che definire Evelyn Waugh una donna non sia davvero cosa da poco!… E tra l'altro tu stessa lo hai fatto notare ampiamente.

Di questo passo, a quando sentiremo parlare di George Eliot come di "uno scrittore"?!… E c'è anche da immaginare che qualcuno lo abbia già fatto più di una volta...

Tra l'altro, ho letto Brideshead Rivisited diversi anni fa durante i miei studi universitari, nel quadro dell'ultimo anno del corso di Letteratura inglese, alla facoltà di Lingue, e l'ho trovato davvero un romanzo bellissimo. Forse per questo l'errore che hai menzionato mi irrita ancor di più…

Del resto, purtroppo non c'è ormai più limite a ignoranza e superficialità in ogni settore, a partire poi, soprattutto da televisione e giornalismo televisivo, come noi facciamo anche notare periodicamente nei forum.

E a questo proposito, sperando di non uscire troppo "off topic", basti indicare alcune "perle" veramente "ineffabili" che ho colto al volo nelle ultime settimane, e che, chiedo venia, ma non posso proprio fare a meno di ricordare, tanto gridano "vendetta"… (è proprio il caso di dire, come il simpatico personaggio di un bravissimo attore toscano, purtroppo non più tra noi: "se non le dico mi sento male…"):

1) Qualche settimana fa, un notissimo presentatore della RAI, nel suo quiz preserale (e, si badi bene, nella stessa serata), ha definito "feltro" il "velcro" e detto più volte chiaramente la parola "nunziale" (proprio con tanto di "n" prima della "z") al posto di "nuziale". Inoltre, non ricordo se sempre nella stessa serata o pochi giorni dopo, lo stesso conduttore ha chiamato "batterio" il virus del raffreddore, dopo aver citato egli stesso "i virologi" (evidentemente senza pensare neppure a quanto diceva, o probabilmente credendo che "virus" e "batterio" siano sinonimi…);

2) Pochi giorni dopo, sia in un articolo del sito Web del Corriere della Sera ("Corriere.it") che in un servizio del TG1, ecco un
errore uguale ed opposto a quello del suddetto presentatore: il batterio "Pseudomonas Aeruginosa" viene definito "virus" ripetutamente e senza la minima incertezza…

3) Dulcis in fundo, questa è proprio di oggi, o meglio, ormai, data l'ora, di ieri: in una nota rubrica scientifica pomeridiana di RAI 3, generalmente rinomata per la competenza e precisione nell'esporre le ultime novità del mondo della scienza, la nascita delle prime forme di vita sulla terra viene fatta risalire dalla cronista, come se niente fosse, a "circa 3,5 milioni di anni fa"... Probabilmente molti non ci avranno fatto caso, ma in realtà non si tratta di un errore da nulla (e per di più in una trasmissione che si definisce "scientifica"), perché si sono confusi i milioni con i miliardi, e non è una piccola differenza… Anche perché solo i dinosauri (mi si corregga se sbaglio) avrebbero visto la luce 225 milioni di anni fa…

Vedi bene, perciò, cara Cristina, che ormai non dobbiamo stupirci più di nulla!

Ciao,

Gaetano


[Modificato alle 2009-02-05 10:48 GMT]


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Lorenzo Lilli  Identity Verified
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E Joyce Carol Oates? Feb 5, 2009

Di recente, se non sbaglio sul corriere, si parlava dei candidati al premio Nobel per la letteratura, tra cui "l'americano Joyce Carol Oates"

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SYLVY75  Identity Verified
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Local time: 10:52
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Povere autrici... Feb 5, 2009

Di questo passo, a quando sentiremo parlare di George Eliot come di "uno scrittore"?!… E c'è anche da immaginare che qualcuno lo abbia già fatto più di una volta...



Confermo. Ho trovato questo errore madornale almeno 4-5 volte negli ultimi anni. E dato che l'ignoranza regna sovrana, in uno degli articoli in cui G.Eliot era diventata un uomo, ho trovato citata anche la povera Jane Austen (che io adoro incondizionatamente) come 'Jane Austin'. Ma si può?!?


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MelissiM
Italy
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capperi! Feb 5, 2009

Alla fine la notte scorsa sono rimasta davvero sveglia, come avevo previsto, pensando a questa cosa (va beh che dormo poco di mio, ma è stato peggio del solito!)... e non è che le vostre esperienze mi facciano sentire molto meglio
Vorrà dire che questa notte finirò il libro (ieri poi l'avevo mollato per il nervoso ed ero passata a un testo in lingua originale, almeno potevo prendermela solo con l'autrice... donna a tutti gli effetti, stavolta!).
Cristina


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francesca_dt
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Local time: 10:52
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un altro caso Feb 5, 2009

Ammetto, mea culpa, di non conoscere lo scrittore in questione... forse i miei studi sono ormai troppo lontani (sig!) e poi io sono "un'anglista pentita". Effettivamente, però, chi traduce il libro sarà un anglista, suppongo, e dovrebbe o conoscere lo scrittore o almeno informarsi.

Ma qualcuno di voi ha letto "Angels and Demons" (se non ricordo male è questo il titolo inglese) di Brown in lingua originale? A parte il fatto che non mi è piaciuto per via della fine piuttosto ridicola, la storia si svolge in parte in Italia e vi si trovano parecchi nomi di strade e alcune battute in italiano... tutte rigorasamente sbagliatissime! Non ho il libro sotto mano, ma ricordo ad esempio un inseguitore armato di pistola che intima all'inseguito: "Para!", prima mi son chiesta cosa dovesse parare il poveretto, poi ci ho pensato un po' su e credo che volessero intedere qualcosa come "fermo" o "altolà". Evidentemente hanno cercato su un dizionario la traduzione di "hold" (se non sbaglio, si dice così - o quasi - in inglese). Comunque il libro vale la pena di essere letto solo per gli strafalcioni italiani e io muoio dalla voglia di sapere come hanno fatto a sbagliare veramente tutto in italiano! qualcuno ha notizie?

francesca


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MelissiM
Italy
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Brown e Waugh Feb 5, 2009

Ciao Francesca.
Innanzitutto, non è un dramma non conoscere Waugh (cioè, lo è nel senso che ha scritto libri stupendi e te li consiglio TUTTI, però può capitare di non conoscerlo, ci manca!); ma, come sottolinei tu stessa, 1) tu sei in altre lingue; e, soprattutto, 2) suppongo che se ti fosse capitato quel nome in una traduzione ti saresti presa la briga di cercarlo, no? Qui sta la gravità del fatto, secondo me. Anche io ho mille lacune, ovvio, non si può sapere tutto, come dicevo anche nel primo post; ma se devo fare un lavoro in un campo mi cerco tutto, tanto più se è qualcosa che non conosco (e anche se lo conosco, io sarò esagerata ma tendo a verificare tutto almeno 5 volte, sempre!). Non so, è come per gli errori di battitura: nei forum o nelle mail scrivo spesso "perchè", ma se si tratta di LAVORO allora no!!! magari mi sfugge, in prima battuta, ma poi rileggo e correggo!
Su Brown, invece: a me era stato detto che l'originale era un errore unico, con proprio cose PAZZESCHE (sai, ora mi sfuggono tutte, ma ricordo che ce n'erano certe... acci, non ricordo dove l'ho letto, forse ne parlavano su Langit? mah! memoria!). Per cui, pare (pare, non ho notizie di prima mano) che in realtà la traduttrice (il traduttore? non so chi fosse) abbia posto rimedio al peggio, correggendo interi paragrafi, e abbia trascurato le cose meno gravi (e infatti si sottolineava che se quelle erano le meno gravi, chissà cosa c'era nell'originale...). Però è solo un sentito dire, per cui... prendilo per quello che vale!
Cristina

[Edited at 2009-02-05 19:27 GMT]


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Lorenzo Lilli  Identity Verified
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Angeli e demoni Feb 5, 2009

ciumbino wrote:

Su Brown, invece: a me era stato detto che l'originale era un errore unico, con proprio cose PAZZESCHE (sai, ora mi sfuggono tutte, ma ricordo che ce n'erano certe... acci, non ricordo dove l'ho letto, forse ne parlavano su Langit? mah! memoria!). Per cui, pare (pare, non ho notizie di prima mano) che in realtà la traduttrice (il traduttore? non so chi fosse) abbia posto rimedio al peggio, correggendo interi paragrafi, e abbia trascurato le cose meno gravi (e infatti si sottolineava che se quelle erano le meno gravi, chissà cosa c'era nell'originale...).



Sì, avevo letto un'edizione inglese qualche anno fa e avevo notato tutti questi strafalcioni (ne parla anche wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Angeli_e_demoni), che poi sono stati corretti nelle edizioni successive. E avevo dato un'occhiata anche alla versione italiana dove invece per fortuna non c'erano Domanda per i colleghi ispanisti: questo "Para!" può essere "fermati!" in spagnolo? Mi sembra di ricordare che alcuni di questi "italianismi" fossero influenzati dallo spagnolo (per esempio l'accento sulle parole sdrucciole).


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gianfranco  Identity Verified
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Para! Feb 5, 2009

Lorenzo Lilli wrote:
Domanda per i colleghi ispanisti: questo "Para!" può essere "fermati!" in spagnolo? Mi sembra di ricordare che alcuni di questi "italianismi" fossero influenzati dallo spagnolo (per esempio l'accento sulle parole sdrucciole).


In spagnolo e portoghese: Para! = Fermo!

GF

[Edited at 2009-02-05 21:35 GMT]


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Raffaella Panigada  Identity Verified
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Di Angeli, di Demoni e di...Asini! Feb 5, 2009

Ebbene sì, ricordo ancora la gastrite che mi ha assalito in aereo mentre leggevo la versione del suddetto romanzo in lingua originale. Ricordo in particolare una delle scene iniziali in cui la protagonista trovandosi faccia a faccia con il probabile assassino del padre lo apostrofa con un bel "Asino!". Risalendo facilmente all'originale "Ass!" supponevo si fossero serviti di un traduttore automatico.
Io, che di mio i libri non li tocco nemmeno con un fiore e che prima di prestarli faccio accurate selezioni oltre ad imporre clausole capestro e penali degne del di dietro di J-Lo in caso di danno, l'ho immediatamente corretto in "Bastardo!" (e chissà che a qualcuno non siano fischiate le orecchie!).

Ma leggere non serve a rilassarsi?


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MelissiM
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già... rilassarsi! Feb 5, 2009

Hai ragione Raffaella!
Sai una cosa? Io sono sempre stata una lettrice furiosa, a dir poco... avevo 5 anni quando ho finito per la prima volta di leggere l'intera biblioteca delle elementari (mio nonno faceva il custode lì, dunque avevo libero accesso agli scaffali: un sogno per me!). Ho sempre trascorso almeno 3 ore a notte (di solito molte, molte di più) leggendo. E lo faccio tuttora. E suppongo che non smetterò mai. Ma da quando ho iniziato a tradurre NON RIESCO più a leggere "svagata": mi piace, lo adoro, mi rilassa, ma... fino a un certo punto. L'altro giorno leggevo un libro molto piacevole, di Olaf Olafsson, il classico libro "da relax", appunto, eppure me lo sono rovinato per colpa di un calco talmente brutto da risultare illeggibile ("non ne poteva più che la cerimonia finisse", l'ho imparato a memoria! Per i non anglisti, è la classica costruzione per dire "non vedeva l'ora che", che in inglese suona appunto non ne poteva più... e che chiunque, anglista o no, tradurrebbe correttamente, semplicemente perché altrimenti non suona e non ha senso, punto! Non c'è nemmeno bisogno di conoscere l'inglese). Ora, è stupido rovinarsi il piacere della lettura per queste cose. Eppure ormai è incorporato in me, non riesco a farne a meno. Mi succede anche con i film, ma molto meno; sarà forse perché quello non è il mio campo, e allora li gestisce la mia parte più giocherellona? Succede anche a voi? Leggevo tempo fa un'intervista a non ricordo quale traduttrice editoriale iper super ultra famosa, e quello di cui si lamentava di più era di aver perso il piacere della lettura da quando fa questo lavoro. Io mi sono ripromessa che a me non sarebbe mai capitato, ma mi rendo conto che in effetti otto volte su dieci cerco l'originale; e se invece leggo la traduzione passo le ore a macerarmi su come avrei tradotto io questo, come suonava meglio ecc. Del resto è vero che leggere le cose a posteriori permette di vederle in maniera molto diversa, e chiunque rileggendo vecchie traduzioni (anche le proprie, intendo) trova il modo di migliorarle. E sappiamo che i tempi sono atroci e tiranni ecc. Nessuno è perfetto, anzi! Quello che mi aveva infastidito così tanto in questo caso (libro sui Kennedy) era il fatto che l'errore fosse così macroscopico e così facilmente evitabile. Chiunque può commettere mille errori; magari si pensa di sapere una cosa per certo e invece si sbaglia. Ma secondo me c'è errore ed errore, e se certe cose sarebbe bene evitarle ma può succedere, altre... beh. Solo che, ripeto, la traduzione mi sembra in realtà fatta bene e curata: per quello mi è sorto il dubbio sul revisore. Purtroppo sappiamo come gira a volte... Buonanotte a chi va a dormire e buone letture ai sonnambuli come me. Cristina


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Raffaella Panigada  Identity Verified
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Cinema Feb 6, 2009

E' curioso che citi i film. All'università ho seguito un corso di storia del cinema e il professore, noto studioso, diceva proprio che nessuno voleva mai andare al cinema con lui perché era talmente preso dagli aspetti tecnici che trascurava la trama, non capiva più niente e continuava a disturbare gli altri con commenti e richieste del tipo "Perché fa questo? Cos'è successo?". Un vero spasso per gli amici!
Dal canto mio per evitare attacchi di bile solitamente cerco di leggere i libri in lingua originale (dove possibile, naturalmente), purtroppo in questo caso il nemico era in agguato!

Raffaella


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MelissiM
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Mi sembra di sentire mio marito! Feb 6, 2009

Il tuo prof aveva ragione... mio marito è un grande lettore (non come me, però cmq legge molto pure lui), ma si lamenta perché gli "rovino" i libri facendogli notare le incongruenze ecc... In realtà, ormai ho traviato sia lui che mia mamma (è lei la capostipite dei lettori, qui; legge anche due libri al giorno, da sempre, anche quando ancora era in ufficio 8 ore al giorno!), e adesso non riescono a fare a meno di vedere certe cose, anche se io non apro bocca. Eh eh. Cristina

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