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Apertura PIVA "forfettone" e "nome aziendale"
Thread poster: xxxLionel_M
xxxLionel_M
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Feb 18, 2009

Chiedo scusa anticipatamente perché so che questa questione è già stata affrontata in diverse discussioni, ma purtroppo non riesco a trovare un riscontro preciso.
Sto apprendo una PIVA secondo modalità “forfettone” che mi pare decisamente più interessante del “forfettino”.
Il mio intento era di registrare tale PIVA come “xxx di Mario Rossi” ma la mia commercialista, nella quale ho la massima fiducia, mi dice che non è cosi. La PIVA va, secondo lei, aperta, secondo tale modalità come “Mario Rossi” punto e basta.
Ora mi chiedo se è possibile mettere in “invoice” un nome di fantasia tipo “Traduzione Per Bene” DI Mario Rossi o se, PER FORZA, il foglio di Invoice si deve limitare al Nome/Cognome dell’intestatario della suddetta PIVA.
Sarei felice avere un riscontro dai colleghi che hanno la medesima situazione.
Grazie


[Edited at 2009-02-18 23:58 GMT]


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Raffaella Panigada  Identity Verified
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Possibile Feb 19, 2009

Ciao Lionel,
la tua commercialista ha ragione (o quanto meno concorda con la mia!).
Trattandosi di una ditta individuale lo stato ci riconosce appunto attraverso il nostro nome ed un numero di identificazione individuale. Diverso sarebbe se aprissi una società. E' comunque possibilissimo presentarti con un nome di fantasia sul tuo sito web, biglietti da visita e anche sulle fatture, purché accompagnato dal tuo nome (es. "Traduzioni per Bene" di Rossi Mario, la mia commercialista è stata categorica: Cognome, Nome).
L'unico inconveniente è che se il tuo nome di fantasia risulta particlarmente geniale, nulla impedisce che altri lo adottino...

Buona giornata!


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Christine C.
Italy
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Nome di fantasia geniale Feb 19, 2009

In risposta a Raffaella a proposito dell'eventuale nome di fantasia geniale, l'unico modo, penso, per fare sì che esso non sia "rubato" da qualcun'altro, almeno a livello di Internet, sarebbe di fare il tuo sito Web e di pagare una volta per tutte per il tuo marchio personale facendolo registrare ufficialmente. In questo caso, il tuo nome sarebbe protetto e nessun'altra persona lo potrebbe adottare.
Dopo, per il resto, hanno ragione Raffaella ed i commercialisti: una ditta individuale non ha il diritto di adottare un nome di fantasia senza mettere accanto il nome e cognome del titolare.
Fra i colleghi/le colleghe che mi hanno fatto lavorare qui in Italia, ho sempre visto il nome di fantasia seguito dalla dicitura "di Mario Rossi".
Buon proseguimento a te.
Christine


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María José Iglesias  Identity Verified
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Non è lo stesso una ditta individuale che un professionista autonomo Feb 19, 2009

Raffaella Panigada wrote:

Trattandosi di una ditta individuale lo stato ci riconosce appunto attraverso il nostro nome ed un numero di identificazione individuale. Diverso sarebbe se aprissi una società.

No, non è così. Non è lo stesso una DITTA individuale (che non ha la gestione separata INPS e ha l'obbligo di iscrizione al REA della Camera di Commercio) che un soggetto che svolge un lavoro autonomo, ovvero un LIBERO PROFESSIONISTA con Partita IVA. Sono due regimi fiscali diversi.
Nel primer caso, la ditta individuale può iscriversi con un nome commerciale (che sarà il nome della sua ditta, acompagnato dal nome dell’individuo); quindi il nome potrà essere "Xxxxxx di Pincopallo". Nel caso di un libero professionista, non è possibile.

María José


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Raffaella Panigada  Identity Verified
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Giusto Feb 19, 2009

María José Iglesias wrote:

No, non è così. Non è lo stesso una DITTA individuale (che non ha la gestione separata INPS e ha l'obbligo di iscrizione al REA della Camera di Commercio) che un soggetto che svolge un lavoro autonomo, ovvero un LIBERO PROFESSIONISTA con Partita IVA. Sono due regimi fiscali diversi.

María José


Ciao Maria José,
grazie per il chiarimento, credo che Lionel si riferisse al caso del lavoratore autonomo, così come la mia esperienza.
Spero di non aver creato troppa confusione.

Raffaella


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xxxLionel_M
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Ditta individuale vs lavoro autonomo Feb 19, 2009

Mi sono espresso male e Maria José e Raffaella hanno detto bene.
Nel mio caso si tratta di lavoro autonomo.

Quindi mi cofermate l'impossibilità in tal caso di "registrare" il marchio il quale, pur essendo io di una profonda incompetenza in maeria, mi "suona logico" poichè appunto non si tratta di un azienda.

Ringrazio quindi tutti voi per i vostri commenti e in particolare Christine per gli ulteriori input circa la possibilità di tutellare, in qualche modo, il "nome" registrandolo come sito web.
Pero attenzione qui: quello che si registra è un dominio.

In altre parole se uno si chiama "Traduzioni Esperte" di Mario Rossi, allora il domino può essere
traduzioniesperte.it
Già se uno si registra il .com o .org.....sui motori di richerca rischia di passare davanti e il nome "diventa suo".
Quindi bisognerebbe davvero registrare diverse "extentions" per assicurarsi che la protezione sia buona.
Non è molto costoso poiché parliamo di qualche decine di dollari/anno, ma complica un po' le cose.
L'idea è tuttavia molto interessante Christine, grazie ancora


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Raffaella Panigada  Identity Verified
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Registrazione marchio Feb 19, 2009

Lionel Marlier wrote:

Quindi mi cofermate l'impossibilità in tal caso di "registrare" il marchio il quale, pur essendo io di una profonda incompetenza in maeria, mi "suona logico" poichè appunto non si tratta di un azienda.



Premetto di non essermi mai interessata all'argomento, ma credo che chiunque possa registrare un marchio, ma i costi saranno probabilmente diversi rispetto alla registrazione di un dominio. Ho trovato qualche informazione qui, ma non fa riferimento alla spesa (almeno io non ho trovato niente in merito dando una rapida scorsa):

http://www.dirittoindustriale.com/ufficio/marchi/index.html

Mi piacerebbe sapere che cosa scopri se decidi di approfondire la questione.


Buona serata,
Raffaella


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María José Iglesias  Identity Verified
Italy
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Registrare un marchio Feb 19, 2009

Allora, registrare un marchio è diverso che utilizzare un nome commerciale o aprire una Partita IVA di un certo tipo con un nome aziendale.

L'argomento delle marche registrate può essere interessante e quindi vi invito ad aprire una discussione separata dove trattare questo ulteriore aspetto. Così non mescoliamo entrambi gli argomenti, del tutto distinti.

Saluti

María José


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2G Trad  Identity Verified
Italy
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Ditta individuale libero professionista Feb 20, 2009

María José Iglesias ha scritto: No, non è così. Non è lo stesso una DITTA individuale (che non ha la gestione separata INPS e ha l'obbligo di iscrizione al REA della Camera di Commercio) che un soggetto che svolge un lavoro autonomo, ovvero un LIBERO PROFESSIONISTA con Partita IVA. Sono due regimi fiscali diversi.


Non è sempre così: una ditta individuale che svolge un'attività di libero professionista (come il traduttore) si iscrive alla gestione separata e non si iscrive al registro delle imprese della camera di commercio.

Sul certificato di attribuzione della P. IVA sono stato registrato come ditta individuale e non mi sono mai iscritto alla camera di commercio, mentre sono iscritto da sempre alla gestione separata.

Ciao!
Gianni


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Raffaella Moretti
Local time: 04:46
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iscrizione alla camera di commercio Feb 20, 2009

Su questo credo che esistano pareri discordanti tra i vari commercialisti, come esistono pareri discordanti su quale regime agevolato convenga di più (se il forfettone o il forfettino). Conosco traduttori che risultano come professionisti, traduttori che risultano come ditta individuale e sono iscritti alla camera di commercio, traduttori che credono che il forfettone sia la soluzione più adatta, traduttori che invece pensano che il vecchio forfettino sia la cosa più conveniente... è favvero una confusione!
Purtroppo secondo me tutto dipende da consulente a consulente: ognuno dà consigli diversi. Voi che dite?


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xxxLionel_M
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TOPIC STARTER
Sono due cose diverse no ? Feb 20, 2009

Buongiorno Raffalella,

Se ho ben capito, un attività di libero professionista e una ditta individuale sono due cose diverse. La prima NON necessita l'iscrizione alla camera di commercio a differenza della seconda ma invece consente di avere "un nome aziendale" associato alla PIVA.
Mi sbaglio ?

Poi il regime fiscale forfettino, one, "standard"....questo dipende molto dal caso del singolo credo.


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Raffaella Moretti
Local time: 04:46
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è giusto Feb 20, 2009

Credo che la tua definizione sia esatta, almeno basandomi sulle informazioni che ho raccolto ultimamente. La cosa che intendevo dire io è che si tratta di tipologie diverse di regime fiscale tutte applicabili alla professione del traduttore.

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Stefano Incerti
Italy
Local time: 04:46
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Ha ragione la commercialista Feb 20, 2009

Se intendi lavorare come libero professionista, quindi esercitare un'attività di arte e professione la registrazione della partita IVA DEVE essere OBBLIGATORIAMENTE a nome tuo quindi fatturerai come Mario Rossi P.I. 0xxxxxxxxxxx00 via pinco nr. xxx cap xxxx (xx) - Compenso + cassa prev. - R.A. + Iva (sul compenso) se fatturi a ditte italiane oppure solo il compenso se fatturi a ditte estere.
La partita IVA come libero professionista, che è quella più adatta alla nostra professione prevede la gestione separata INPS senza cassa e nonstante quello che si crede non è un'attività imprenditoriale.
In pratica non si può comprare e rivendere merce o servizi e quindi non è richiesta l'iscrizione alla camera di commercio.

Quello che vorresti fare tu, secondo me, è di aprire un'impresa individuale che è una cosa totalmente diversa dall'attività libero professionale. E allora potresti aprire la partita IVA come "Traduzioni Tecniche di Mario Rossi" e sarebbe finalizzata alla produzione e allo scambio di beni e servizi per il mercato e di conseguenza (quadro rg unico) mentre l'attività libero professionale comprende chi svolge un'attività prevalentemente intellettuale, avvalendosi essenzialmente delle proprie doti naturali e delle proprie conoscenze ed esperienze di studio (vedi traduttori) (quadro re unico).

La posizione che cerchi te la vedrei più vicino ad un'agenzia o mi sbaglio?

Ti suggerirei di operare in questo modo:
- Valuta se l'attività principale sarà quella di professione (sei tu a fare i lavori per le agenzie o i clienti) o l'intermediazione (trovi i clienti e giri tutto o in parte il lavoro).
- Qualora decidessi per la libera professione nulla ti vieta di registrare il sito che più ti piace e metterci il tuo CV
- Quando fatturi come professionista quindi MARIO ROSSI nulla ti vieta di indicare tra la partita IVA e il nome il nome del sito con risultato analogo a quello di aver registrato una ditta imprenditoriale "Traduzioni Tecniche di Mario Rossi"
In pratica avresti un'intestazione cos' composta:
MARIO ROSSI
P.I. 00xxxxx0xx0x0x
www.Traduzionipincopallino.it
via xxxxx nr. xxxx
Cap xxxxx doveabito (XX)

Che sinceramente non mi sembra male!

Spero di aver capito cosa vuoi fare e di averti suggerito la possibilità più appropriata.
In bocca al lupo




Lionel Marlier wrote:

Chiedo scusa anticipatamente perché so che questa questione è già stata affrontata in diverse discussioni, ma purtroppo non riesco a trovare un riscontro preciso.
Sto apprendo una PIVA secondo modalità “forfettone” che mi pare decisamente più interessante del “forfettino”.
Il mio intento era di registrare tale PIVA come “xxx di Mario Rossi” ma la mia commercialista, nella quale ho la massima fiducia, mi dice che non è cosi. La PIVA va, secondo lei, aperta, secondo tale modalità come “Mario Rossi” punto e basta.
Ora mi chiedo se è possibile mettere in “invoice” un nome di fantasia tipo “Traduzione Per Bene” DI Mario Rossi o se, PER FORZA, il foglio di Invoice si deve limitare al Nome/Cognome dell’intestatario della suddetta PIVA.
Sarei felice avere un riscontro dai colleghi che hanno la medesima situazione.
Grazie


[Edited at 2009-02-18 23:58 GMT]


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xxxLionel_M
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x Stefano Feb 20, 2009

Grazie mille Stefano; il tuo discorso è chiarissimo.
In realtà il discorso relativo “al nome” è per me marginale.
Non penso di orientarmi verso l’apertura di ditta individuale perché (1) la traduzione non è il mio primo mestiere (2) richiede dei costi gestionali nonché di apertura molto superiori al “forfettone”.
Quest’ultimo, al mio avviso, conviene di più a la mia situazione, considerando che fatturo più del tetto di € 5.000 ma decisamente meno di € 30.000 (magari arrivarci quest’anno…).
Di conseguenza ritengo, circa il discorso del “nome aziendale”, che mi accontenterò di un nome di fantasia messo sulle fatture con eventuale sito internet con simile nome.


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María José Iglesias  Identity Verified
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Spiegazione a Gianni Feb 20, 2009

2G Translations wrote:

María José Iglesias ha scritto: No, non è così. Non è lo stesso una DITTA individuale (che non ha la gestione separata INPS e ha l'obbligo di iscrizione al REA della Camera di Commercio) che un soggetto che svolge un lavoro autonomo, ovvero un LIBERO PROFESSIONISTA con Partita IVA. Sono due regimi fiscali diversi.


Non è sempre così: una ditta individuale che svolge un'attività di libero professionista (come il traduttore) si iscrive alla gestione separata e non si iscrive al registro delle imprese della camera di commercio.


Se leggi bene il mio intervento che tu stesso citi, ho parlato delle ditte individuali (come la mia) che NON sono iscritte alla gestione separata ma sí al REA; sono ditte a tutti gli effetti e con un nome aziendale. Il traduttore è un libero professionista, io sono anche un'agenzia (non lavoro solo in prima persona) e per questo sono iscritta alla Camera di Commercio. Per questa stessa ragione posso avere un nome aziendale "xxxxx di María José Iglesias"
In compenso non possiamo caricare al cliente in fattura alcuna percentuale di INPS (il vostro 4%) e fatturiamo come le società secondo formula "imponibile + IVA"

MJ

[Modificato alle 2009-02-20 16:22 GMT]


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