potete inserire un po' di dati e vedere le differenze tra una professione e l'altra.
Ho inserito la mia data di nascita, il mio cap, ho ipotizzato una anzianità accreditata di 15 anni. Poi ho messo un reddito netto annuo di 30.000 euro e una ipotesi di "carriera" pari all'inflazione + 2%.
Inserendo come professione "lavoratore autonomo, collaboratore parasubordinato" mi segnalano che andrei in pensione nell'anno 2026. Nel 2025 avrei secondo le mie ipotesi un reddito netto di EUR 54.000 annui, ma andando in pensione prenderei EUR 19.946 euro annui. Detto in altre parole, posso prevedere che la mia pensione sarà pari al 37% del mio ultimo reddito annuale.
Sempre con gli stessi parametri (età, anni di contributi, reddito netto attuale, sesso, previsione di carriera), eccovi un quadro delle pensioni che prenderei se fossi:
un dipendente privato: EUR 29.000
avvocato: EUR 36.000
giornalista: EUR 42.000
notaio: EUR 78.000
medico: EUR 34.000
Provate a divertirvi anche voi inserendo i vostri parametri personali e vedendo cosa prendereste fra 20-30-40 anni come pensione in funzione dei diversi regimi.
Sempre partendo dal presupposto che i coefficienti di trasformazione rimangano quelli di oggi, e che le altre casse - fallite prima - non arrivino a carico dell'INPS, cioè della gestione separata....
Chi è che diceva che i notai prendono poco?
[Edited at 2009-12-14 12:56 GMT]
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Contrariamente a quanto annunciato sulla Stampa (Sole 24 ore, corriere etc), la finanziaria approvata ieri alla Camera non contiene alcun aumento dei contributi INPS Gestione Separata per finanziare gli ammortizzatori sociali dei collaboratori.
Un ringraziamento a tutti quelli che si sono impegnati in questa battaglia.
Il nostro impegno naturalmente non finisce qui, ma al contrario, rafforzati da questo risultato e dalla nuova attenzione riservataci da importanti media nazionali, continueremo con nuove iniziative sul fronte previdenziale e fiscale."
Vado di fretta per cui non mi dilungo oltre per il momento, ma ovviamente sono contentissima del successo che abbiamo ottenuto. Anche se ancora meglio sarebbe stato abbassare addirittura l'aliquota. Ma accontentiamoci per ora...
[Bearbeitet am 2009-12-18 20:33 GMT]
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Inserendo come professione "lavoratore autonomo, collaboratore parasubordinato" mi segnalano che andrei in pensione nell'anno 2026. Nel 2025 avrei secondo le mie ipotesi un reddito netto di EUR 54.000 annui, ma andando in pensione prenderei EUR 19.946 euro annui. Detto in altre parole, posso prevedere che la mia pensione sarà pari al 37% del mio ultimo reddito annuale.
Sempre con gli stessi parametri (età, anni di contributi, reddito netto attuale, sesso, previsione di carriera), eccovi un quadro delle pensioni che prenderei se fossi:
un dipendente privato: EUR 29.000
avvocato: EUR 36.000
giornalista: EUR 42.000
notaio: EUR 78.000
medico: EUR 34.000
Provate a divertirvi anche voi inserendo i vostri parametri personali e vedendo cosa prendereste fra 20-30-40 anni come pensione in funzione dei diversi regimi.
Sempre partendo dal presupposto che i coefficienti di trasformazione rimangano quelli di oggi, e che le altre casse - fallite prima - non arrivino a carico dell'INPS, cioè della gestione separata....
Chi è che diceva che i notai prendono poco?
I risultati erano scontati, direi...
Ma a parte che hai paragonato il sistema retributivo con quello contributivo e che per forza ti verranno fuori numeri completamente diversi (a meno che non fosse voluto - difatti, le categorie che segnali tu vengono tutte gestite secondo il sistema retributivo), temo che purtroppo tu abbia peccato di ottimismo, si fa per dire... I "collaboratori parasubordinati", almeno secondo il simulatore, appartengono al sistema misto, anche se pensavo che erano contributivi come noi, e quindi non rispecchiano fedelmente la nostra situazione.
Non vorrei quindi che il tuo calcolo risultasse troppo ottimistico. Se infatti un collaboratore parasubordinato può andare in pensione nel 2026 prendendo il 37% del suo reddito di allora, a geologi, agrotecnici, biologi, chimici, dottori agronomi... che versano nel sistema contributivo puro (come noi, che non siamo previsti come categoria) va molto peggio: a loro non solo tocca aspettare altri 5 anni (fino al 2031, per riprendere la tua ipotesi) ma prenderanno anche solo 15.785 Euro all'anno - beninteso, dopo aver lavorato e versato contributi per altri 5 anni! - , e cioé il 24% del loro reddito. E' come se tu oggi prendessi 7.200 Euro di pensione di fronte al tuo reddito ipotetico di 30.000 Euro che avevi fino a ieri...
Ma come mai queste figure non le fanno andare in pensione prima dei 65 anni, anche se teoricamente con la gestione separata è possible? Il perché è presto detto: "Per poter accedere alla pensione prima del 65° anno di età, l'importo della pensione deve essere di almeno 1.2 volte quello dell'assegno sociale". Si vede che, se andassero in pensione nel 2026, la loro pensione sarebbe ancora inferiore a quella minima sociale di allora e quindi li fanno aspettare altri 5 anni. Non è detto che una volta raggiunti i 65 anni prenderanno più della pensione minima, ma ormai a questo punto, la pensione non si nega più a nessuno, e che si arrangino...
Francesca, temo purtroppo che siano più verosimili i dati da me citati riferiti ai compagni di sventura geologi ecc. che non i tuoi.
Preciso che mi sono basata esclusivamente sui dati ottenuti dal simulatore e non ho fatto verifiche né calcoli propri.
Accetto comunque volentieri smentite.
[Bearbeitet am 2009-12-19 21:31 GMT]
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Francesca Pesce Italy Local time: 15:46 Member (2006) English to Italian + ...
Non smentisco né confermo
Dec 19, 2009
Christel Zipfel wrote:
Ma a parte che hai paragonato il sistema retributivo con quello contributivo e che per forza ti verranno fuori numeri completamente diversi (a meno che non fosse voluto - difatti, le categorie che segnali tu vengono tutte gestite secondo il sistema retributivo), (...)
Il paragone era voluto. Parlando di pensioni, ho voluto dare un quadro generale. Siamo tutti cittadini italiani, quindi ho voluto fare un confronto per mettere in evidenza che se i soldi per le pensioni decenti ci sono, dovrebbero esserci per tutti; se invece non ci sono, non dovrebbero esserci per nessuno. Visto, peraltro, che alcuni colleghi avevano accennato a categorie privilegiate che si lamentano.
temo che purtroppo tu abbia peccato di ottimismo, si fa per dire... I "collaboratori parasubordinati", almeno secondo il simulatore, appartengono al sistema misto, anche se pensavo che erano contributivi come noi, e quindi non rispecchiano fedelmente la nostra situazione.
In realtà, dalla mia applicazione del simulatore, si evince che i "collaboratori parasubordinati" rientrano nel sistema contributivo puro, e non in quello misto. Avevo visto anche io che ci sono categorie di professionisti che prendono meno di noi. E non ho idea del perché.
Poi c'è pure che è nel sistema misto e ha pensioni da fame, come gli imprenditori agricoli e i coltivatori diretti, ma credo in questo caso che abbiano proprio un sistema molto diverso, e paghino anche contributi previdenziali molto diversi.
Possibile che sia tutto così controverso? Possibile che ad ogni categoria corrispondano calcoli e regole diverse? Lo trovo assurdo!
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Manuela Dal Castello Italy Local time: 15:46 Member (2008) English to Italian + ...
Quando qualcuno dice che i professionisti sono ricchi ecc.ecc., ad esempio la proposta di legge della Regione Veneto sullo Statuto del Lavoro Autonomo, che esordiva dicendo "È vero che il ceto medio autonomo non ha conosciuto, negli ultimi anni, una fase di grave impoverimento e di marginalizzazione”, farebbe bene ad informarsi sui fatti anziché rimanere ancorato ai preconcetti.
Buon lavoro, visto che, tra l'altro, si avvicina il 1° maggio!
Manuela
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Agnès Levillayer Italy Local time: 15:46 Italian to French + ...
Indagine Ires
Apr 28, 2011
Un altro articolo che commenta l'indagine dell'Ires con inoltre 2 tabelle di dati. L'indagine era stata ben pubblicizzata nelle varie associazioni di traduttori e su FB. Parecchi traduttori interpreti hanno partecipato e figurano quindi in modo chiaro nelle statistiche.
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