Eric Dos Santos Italy Local time: 15:51 Member (2010) Italian to Portuguese + ...
risposta a Giuseppina..
Jan 19, 2010
Ciao, vorrei rispondere a questo commento fatto dalla nostra collega Giuseppina:
"Per finire, per rispondere agli scoraggiati, dubbiosi, in crisi d'identità, sarò molto breve, forse anche troppo, ma tant'è: se avete dubbi già dall'inizio, lasciate perdere."
Vorrei premettere che, dal poco che ho letto su di te, i tuoi commenti ecc, ho capito che sei una persona forte, intelligente e che sa il fatto suo. Però non credo che generalizzando si riesce ad aiutare i giovani e neotraduttori. è vero che, se uno ha tanti dubbi e tante crisi, deve valutare bene se questa professione fa per se. Credo che questo valga per tutti i mestieri. Non facendo il traduttore full-time, ho meno dubbi ma anch'io, ne ho i miei, ma non per questo lascio perdere. Credo che traduttori come te, Giuseppina, vengano da un'altra generazione di traduttori, non intendo dire che siano vecchi, ma anche 10 anni fa era molto diverso, e ora, per quanto uno possa essere capace, avere del talento, qualifiche ecc, è difficile competere con le famose tariffe e annunci "amo la traduzione, 3 euro a cartella"...soprattutto se devi vivere dalla traduzione. Poi c'è da dire che molti sono bravissimi traduttori, ma non sanno niente dell'arte di vendersi (il sottoscrittto è il primo tra questi) e, non avendo ingaggi, contatti ecc, a volte finiscono a dover accettare altri lavori, e questo li fa andare in crisi...poi secondo me ci vuole tanta pazienza con loro, anche i traduttori che oggi sono affermati (ho letto la biografia di una, che oggi traduce i grandi della letteratura) abbiano avuto periodi difficili e non per questo non erano "tagliat" per questo lavoro....
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Prof. Angie G. Spain Local time: 15:51 Member (2003) French to Italian + ...
Effettivamente...
Jan 19, 2010
ebrasilis wrote:
Credo che traduttori come te, Giuseppina, vengano da un'altra generazione di traduttori, non intendo dire che siano vecchi, ma anche 10 anni fa era molto diverso, e ora, per quanto uno possa essere capace, avere del talento, qualifiche ecc, è difficile competere con le famose tariffe e annunci "amo la traduzione, 3 euro a cartella"...soprattutto se devi vivere dalla traduzione.
Il mondo è molto cambiato, anche solo paragonando il mondo d'oggi al 2005, la differenza è tanta. Si corre alla velocità della luce ormai.
Angio, che in fondo è contenta di non avere più vent'anni, e avendo un figlio di 25 anni non parla a caso.
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Ciao, vorrei rispondere a questo commento fatto dalla nostra collega Giuseppina:
"Per finire, per rispondere agli scoraggiati, dubbiosi, in crisi d'identità, sarò molto breve, forse anche troppo, ma tant'è: se avete dubbi già dall'inizio, lasciate perdere."
Vorrei premettere che, dal poco che ho letto su di te, i tuoi commenti ecc, ho capito che sei una persona forte, intelligente e che sa il fatto suo. Però non credo che generalizzando si riesce ad aiutare i giovani e neotraduttori. è vero che, se uno ha tanti dubbi e tante crisi, deve valutare bene se questa professione fa per se. Credo che questo valga per tutti i mestieri. Non facendo il traduttore full-time, ho meno dubbi ma anch'io, ne ho i miei, ma non per questo lascio perdere. Credo che traduttori come te, Giuseppina, vengano da un'altra generazione di traduttori, non intendo dire che siano vecchi, ma anche 10 anni fa era molto diverso, e ora, per quanto uno possa essere capace, avere del talento, qualifiche ecc, è difficile competere con le famose tariffe e annunci "amo la traduzione, 3 euro a cartella"...soprattutto se devi vivere dalla traduzione. Poi c'è da dire che molti sono bravissimi traduttori, ma non sanno niente dell'arte di vendersi (il sottoscrittto è il primo tra questi) e, non avendo ingaggi, contatti ecc, a volte finiscono a dover accettare altri lavori, e questo li fa andare in crisi...poi secondo me ci vuole tanta pazienza con loro, anche i traduttori che oggi sono affermati (ho letto la biografia di una, che oggi traduce i grandi della letteratura) abbiano avuto periodi difficili e non per questo non erano "tagliat" per questo lavoro....
Ciao,
io ho cercato di tagliare corto, però hai perfettamente ragione. Da quando ho cominciato io a ora sono cambiate molte cose, alcune in meglio (v. maggiore accesso alle informazioni), altre in peggio (minore possibilità di cominciare). Voglio solo dirti questo: fino a qualche anno fa, ho aiutato SEMPRE tutti quelli che mi contattavano per chiedermi come fare per cominciare, probabilmente almeno una cinquantina di persone. Adesso sono meno propensa a farlo, non per cattiveria, invidia, paura, protezionismo o simili sentimenti negativi, ma proprio per i motivi che hai elencato.
Comunque sia, in generale, non solo per la professione di traduttore/interprete ma per qualsiasi scelta che si sta per fare nella vita, se ci si scoraggia già da subito, se si hanno dubbi già dall'inizio, probabilmente non si avrà la forza di continuare e si finirà per fallire. Per quanto mi riguarda, ciò che mi scoraggia della mia professione non è mai stato la professione in sé, ma elementi accessori (ad es. in Italia mi scoraggiava moltissimo la parte fiscale) a essa.
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Gianni Pastore Italy Local time: 15:51 Member (2007) English to Italian
La cosa è meno scontata di quel che si crede
Jan 19, 2010
sabina moscatelli wrote:
Io non solo NON farei la traduttrice. NON farei nessun altro lavoro. Girerei il mondo.
O forse no.
Proprio l'altro giorno, parlando con dei colleghi, ho posto la fatidica domanda: "lasceresti il lavoro se domani vincessi il win-for-life?*.
Be', più del 75% degli "intervistati" ha dichiarato molto seriosamente (e sto parlando di ultra quarantenni) che "continuerei a lavorare, perchè non ho versato abbastanza contributi per la pensione...". Più obnubilati di così, si muore...
* Lotteria in cui il vincitore incassa per venti anni 4.000 (quattromila) euro al mese.
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