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Come diventare traduttore
Thread poster: Giuliana Buscaglione

Giuliana Buscaglione  Identity Verified
Austria
Local time: 14:42
Member (2001)
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+ ...
Nov 5, 2003

Carissimi,

ci tengo a precisare che non si tratta di farina del mio sacco, ma di quello di un caro collega, Simon Turner.

Naturalmente, pubblico il messaggio (originariamente apparso in Langit... mi scuso con i Langitiani per la ripetizione) con il permesso di Simon.

Credo sia un'interessante lettura sia per chi ha già esperienza, perché ci si ritrova o trova ulteriori spunti, sia per chi si affaccia al mondo della traduzione o sta facendo or ora i primi passi...

Non si parla di "noi", di ProZ.com, direttamente, ma se siete qui a leggere, Vi siete già affacciati a questa finestra della rete...

.. metteteVi comodi

Giuliana
.

Simon Turner:
Ti hanno detto che chiunque con un computer e la conoscenza di una lingua straniera può iniziare a tradurre sull'Internet?

Hanno fatto bene a dirtelo, perché è vero. Qualche anno fa, ero "chiunque", avevo un computer in prestito e pure la conoscenza di una lingua straniera, ed quindi eccomi qua, pochi anni dopo, traduttore di professione come tanti altri.

Ho ancora molta strada da fare ma, avendo fatto la mia prima traduzione oltre 25 anni fa, ed essendo libero professionista da quasi dieci, non mi classifico più come un
"novellino".

Non avevo e non ho nessuna qualifica formale ma neanche questo è stato un problema per me: avevo imparato qualcosa della traduzione nei vari lavori che avevo svolto da dipendente in Italia e mi e' bastata questa esperienza come base.

Tu avrai, immagino, una qualche qualifica da una scuola di lingue o di traduzione o forse anche una laurea nel nostro campo.

E' una base per iniziare. Una base ci deve essere, per forza, ma se ti manca, te ne puoi creare una.

Il problema sorge quando il buonsenso ti dirà, prima ancora che te lo dice l'agenzia: ''come faccio a lavorare come traduttore se non ho esperienza? E
come faccio ad avere esperienza se non ho lavorato?"


Bravo, sei sulla buona strada a capire che non sono solo il compiuta e la lingua straniera che ti porteranno alla gloria.

Non basta neanche essere "chiunque", perché devi avere un qualche tipo di base. Di sicuro devi saper leggere e in molti casi
devi anche saper scrivere. Ci vuole una certa dose di determinazione a superare tutti i vari ostacoli e, più che altro, ci vuole la consapevolezza che la strada sarà difficile e lunga.

Se la strada sarà lunga (e lo sarà, ma non per questo non vale la pena
affrontarla) la prima cosa da fare è assicurarti una qualche forma di sostentamento: io avevo la liquidazione ma si potrebbe anche avere papà, moglie, marito, eredità... Non vivrai di traduzione all'inizio, quindi copriti le spalle prima di andare avanti.

Direi che vale la pena pensare in che direzione vuoi andare: non dico di andarci ma almeno pensarci. Vuoi fare il legale, la medicina, l'arte, i bulloni?

Io, per esempio, volevo tradurre arte e storia dell'arte e sono andato avanti per anni prima di trovare un solo cliente nel mondo dell'arte, ma poi un giorno ne ho trovato uno, e due anni dopo ne avevo finché volevo, semplicemente perché tutti si conoscono nel mondo dell'arte.

Funziona così: l'importante è avere un'idea della direzione in cui uno vuole andare e
tenere sempre conto di questo - ogni volta che si prende una decisione, ogni volta che si parla con un cliente o anche con un'agenzia.

Nel frattempo, impara a fare tutto il resto che, ti assicuro, ti servirà come esperienza.

Anche se lavorerai nel campo del turismo, ti troverai a dover gestire problemi legali, ci saranno problemi impianti elettrici e di riscaldamento, ci saranno riferimenti storici e a vari aspetti della salute e tutto il resto - quindi non pensare "non compro il Gould Champo perché non voglio fare medicina...". Qualunque sia il settore nel quali deciderai di
specializzarti, avrai tutto una serie di problemi che potranno riguardare ogni campo immaginabile, quindi il periodo che passerai con le agenzie a fare un po' di tutto sarà essenziale.

E va anche detto che a seconda della
combinazione linguistica, del settore e della tua capacità di venderti bene
ai clienti diretti, potresti anche trovare che andrai avanti con le agenzie per tantissimo tempo.

Prima di entrare sul mercato delle traduzioni, la prima cosa da fare è
scoprire com'è fatto.

Se non hai problemi con l'inglese, vai sul sito della
ITI (www.iti.org.uk), prova a scrivere "how to become a translator", senza virgolette, su Google, guarda i siti dell'AITI (www.aiti.org) e dell'ANITI (www.aniti.it), fai un giro approfondito del sito di Biblit (www.biblit.it), che è ricco di spunti anche per chi non intende dedicarsi al letterario, vai sul tariffometro (www.tariffometro.it), che ti darà un'idea delle tariffe in Italia e un'approssimazione per l'estero, vai sul sito di Langit (http://list.cineca.it/archives/langit.html), scarica l'help di Google (www.google.it) e Altavista e impara a memoria come si fa a fare una ricerca.

Prendi il tempo che ci vuole, incolla le pagine interessanti sul tuo computer - non puoi pensare di capire tutto subito: conviene tenere qualcosa da rileggere in futuro quando avrai un'idea migliore di come stanno le cose).

Iscriviti a Langit o Biblit o a tutte e due. Da qui verrai a sapere di L-2,
it-en, fr-it, le liste tedesche, russe o quello che ti interessa.

Su queste liste, comportati come ti comporteresti in pubblico:
segui alla lettera le regole di comportamento, sii gentile, non essere invadente, aiuta se puoi.

Se fai una domanda, fai tutte le tue ricerche prima, in modo che sia una domanda sensata.

Stamattina un mio cliente mi ha chiesto di dargli i nomi di qualche traduttore per un lavoro semi-tecnico per una combinazione
linguistica non mia. Due nomi mi sono venuti subito in mente ma non potevano
accettare il lavoro, quindi ho scrollato giù per i messaggi Langit, cercando di ricordare le combinazioni di tutti (ecco un buon motivo per mettere i tuoi dati in fondo ai tuoi messaggi ma nota che quando i collegamenti erano più lenti, la netiquette voleva che la firma non andasse oltre le quattro righe e ancora oggi ha senso: bastano nome, cognome, telefono (per le donne forse no, vedete voi), combinazione linguistica, pagina web e basta - possono chiamarti o scriverti a casa se vogliono sapere il tuo numero di fax, di IVA o di scarpe), scartando tutti coloro che non danno l'impressione di avere un approccio professionale (solo la mia impressione, chiaramente, ma è difficile considerare come professionali coloro che non sono in grado di rispettare i colleghi e le regole) e ho trovato due persone: gente che
risponde bene, non fa mai domande inutili, non abusa mai della lista. Ho passato questi nomi al mio cliente e presumo che uno di loro otterrà il lavoro.

Qui, invece, ti stai avvicinando al tuo primo lavoro: quando vedi arrivare una domanda in lista, attaccati a Google, ai tuoi dizionari, al telefono, e risolvi il problema (anche in privato se vedi che qualcuno ha già risposto prima di te): in questo modo imparerai a fare le ricerche e comincerai a crearti i tuoi glossari... Non mi dilungherò sulla questione dei glossari,
ma ti dico solo questo: i glossari di un traduttore sono la sua esperienza in forma tangibile. Non puoi farne a meno e se tu intendi davvero puntare in alto, devi avere ogni dato lì quando ti serve.

Personalmente uso Search&Replace (www.funduc.com ma ci sono altri simili come www.dtsearch.com e www.isysdev.com) per cercare ogni cosa sul mio computer - dizionari, glossari monolingue, riferimenti vari) - ma ti servirà comunque anche
Eurodicautom (http://europa.eu.int/eurodicautom) e tanti altri dizionari/glossari online.

Per trovarli, guarda la pagina dei dizionari/glossari di Biblit oppure, per avere dei collegamenti indiretti(come i siti dei colleghi Farrell, Muzzi, Pieri...) vai alla pagina Lynx del tariffometro. Dai loro siti, spazierai il mondo intero delle traduzioni.

Cerca di capire qualcosa dei sistemi di traduzione assistita (CAT): un modo
per fare questo è quello di scrivere "DejaVu Trados Wordfast Transit" su
Google, senza le virgolette, e vedrai che ci sono più siti che spiegano la differenza. Personalmente uso DejaVu e mi trovo molto bene.

Ora vedo che stai contribuendo in modo utile a qualche lista, stai creando i
tuoi glossari, sai tutto delle tariffe, delle cartelle, di come fare le ricerche...

L'unica cosa che ti manca è uno straccio di lavoro.

E ti avevano detto che chiunque con un compiuta e una qualche nozione di una lingua straniera può fare il traduttore?

Hanno detto bene, perché chiunque con
tutte queste cose, e con un minimo di base, e con la buona volontà, la professionalità, e la voglia di imparare e di puntare all'eccellenza (brutto questo termine, per quanto sia di moda, ma in un certo senso non è sbagliato...) può farcela. Garantito.

Certo, ti troverai a passare la notte a ricopiare dizionari, a passare 10 ore su una sola pagina che ti paga meno di niente, ma diventerai professionista come tanti altri prima di te. E vedrai che vale la pena.

Qui non ci sono solo "anziani inaciditi" e "novellini sprovveduti" come forse hanno voluto far pensare alcune generalizzazioni in lista: c'è una marea di gente che la pensa in modo diverso - personalmente credo da sempre che sia giustificata qualsiasi domanda, come credo sia giustificata sempre
il diritto di non rispondere.

Credo anche, però, che una domanda formulata
bene abbia più probabilità di ottenere una risposta. Quindi non puntare sulla generosità degli altri senza offrire niente in cambio: in quanto "tariffometraio" ricevo tanti messaggi che mi chiedono "come faccio a diventare traduttore?" e "quanto devo chiedere per la traduzione di una pagina di medicina?" e queste domande mi spiazzano sempre:

hai già trovato il Tariffometro e poi mi chiedi di fare un lavoro supplementare perché non hai la pazienza di consultare il sito, senza dirmi di che lingua stai
parlando, se è per un cliente diretto o un'agenzia, in quale nazione, quanto è lunga la tua "pagina"?

Tendo ad essere buonista per natura e quindi
rispondo sempre, ma la ragione mi dice che potrei anche rispondere in tutt'altro modo.

Quando dico di "offrire qualcosa in cambio", voglio dire anche solo raccontare qualcosa di te.

Chi sei?

Perché uno avrebbe interesse a risponderti?

Perché sei simpatico?

Racconti barzellette?

Hai la mamma in ospedale?

Sii almeno umano con gli altri e vedrai che loro saranno umani con te.

Se ti presenti da anonimo, non sorprenderti se ti trattano da anonimo.

Giusto o ingiusto che sia. Scusa la parentesi.

Guarda le pagine web di altri traduttori (fai solo una media, perché i traduttori generalmente fanno piuttosto pena nella promozione di loro stessi) e poi creati anche tu un sito Internet (da www.aruba.it pago solo 25 euro l'anno per il mio - il costo di una pagina di traduzione, davvero non è molto).

Anche se non hai molto da dire, puoi metterci il tuo CV e, quando dai il tuo biglietto da visita basta dire che possono vedere il curriculum sul sito indicato. Fai domanda per entrare in AITI o ANITI (io non sono socio di niente ma credo che possano essere utili), fatti fare un biglietto da visita (non strafare con i dettagli) ma ricordati che è sempre meglio _prendere_ biglietti da visita che darli: se tu li prendi, decidi tu se chiamare o meno - se lo prende il tuo interlocutore sarà lui a decidere se cestinare subito o fra un anno.

Pensaci.

Poi creati un buon CV. Ci sarebbero tante cose da dire su questo argomento ma, per risparmiare spazio, mi limiterò a questo: vai su Google e, nella lingua che ti interessa, digiti così "Come scrivere un curriculum" senza le virgolette. Capirai dalle risposte tutto quello che devi sapere per scrivere un buon CV.

Cerca di capire cosa vogliono i tuoi potenziali clienti e ricordati sempre che la verità assoluta e totale è l'unica cosa che paga.

Se sei novellino, non spacciarti per altro: se io cerco un professionista affermato, non ti considererò, ma il giorno in cui cercherò un novellino (ed è chiaro che i novellini servono, eccome, in certi ambienti che non richiedono altissima qualità, dato che costano meno) avrei ogni motivo per chiamare te.

Aggiusti le tue tariffe a seconda delle tue reali capacità: "fame" sul tariffometro (che è il nome della colonna che prima si chiamava "minimo accettabile") va anche bene se sei agli inizi, ma se tu riesci a
metterti d'accordo con un professionista affermato, potresti anche offrire tariffe medio-alte e dare la differenza a lui per una sua revisione.

In questo modo avresti l'aiuto dell'esperto e non avrai problemi ad alzare le tariffe poi.

Perché chiamerò te e non qualcun'altro? Perché avrò visto dalle liste che ti
comporti in modo professionale, vedrò dal tuo CV e dalle tariffe che sei potenzialmente la persona giusta, vedrò dal tuo sito che sei intelligente, interessante o almeno plausibile per il mio lavoro.

Come fanno altri, chiedo spesso ai colleghi di suggerirmi un nome e il prossimo (beh, forse quello dopo...) potrebbe essere il tuo... Bisogna inviare CV alle agenzie e agli editori? Direi di sì, ma una telefonata a volte funziona meglio...

Conosci qualcuno che ha l'abbonamento "flat" al telefono? Vedi se puoi andare a casa sua a passare una giornata a chiamare agenzie.

Normalmente il periodo di più lavoro va da fine maggio a fine luglio, e dal 20 luglio fino al 5 agosto (come a volte sotto Natale) tutte le agenzie diventano disperatissime.

Quello è il periodo dell'anno in cui sono più propensi a prenderti senza tante storie.

Più o meno, ci sono tre principali tipi di agenzie: quelle (spesso medio-grandi) che a volte puntano al ribasso (quindi bassissime
tariffe per il traduttore, spesso senza revisione, prezzi bassi al cliente finale, che tende ad essere un cliente grande), quelle che puntano alla qualità (prezzi altini, non altissimi, ma un buon livello di
professionalità, revisioni spesso accurate, gestite da persone molto serie, che spesso non diventano ricchissime), e quelle incapaci (prezzi medi ai clienti, qualche controllo per i primi lavori, niente per quelli successivi, poche capacità di rapporti con i clienti, rapporti incostanti con i traduttori).

Per i primi devi produrre testo e basta - generalmente nessuno si occuperà tanto della qualità, nonostante le urla che ogni tanto ti arriveranno d'ufficio con lo scopo di tenerti sveglio: con queste ti conviene lavorare bene per poter farti le ossa e imparare il mestiere.

Con i secondi puoi instaurare un buon rapporto di forza, che piacerà a loro, tra
l'altro, ma probabilmente non ti porterà tantissimo lavoro. Con gli ultimi, ricordati solo di controllare i pagamenti...

Comunque, siamo arrivati al tuo primo lavoro con un'agenzia.

Su questo lavoro non dirò niente, perché so benissimo che impiegherai tutta la notte a
fare le tue ricerche, a chiedere a tuo fratello, amico, madre... Lo farai al
meglio e non dormirai fino all'alba.

Il secondo lavoro sarà uguale, quindi
vediamo cosa succede quando arrivi al terzo, quarto, ottavo. Ti rilassi, ti
rendi conto che l'agenzia non ti controlla più e che quindi se quel "facing" è un "paramento" o una "guarnizione" o una "placcatura" o un "riporto" non
ha poi tanta importanza... Tanto, nessuno legge queste cose, spetta all'agenzia metterle a posto, come faccio a sapere cos'è se questi non sanno nemmeno scrivere in inglese?

E invece no, se tu adotti questo atteggiamento, rimarrai sempre al punto di partenza e non verrai mai notato dall'agenzia - se ti andrà bene 9 volte, alla decima qualcuno noterà e tu non sarai più il traduttore di riferimento.

Non te lo diranno mai, ma stranamente avrai meno lavoro, o solo i lavori pagati di meno. E' vero che è solo quando ti vorrai
staccare da loro che capirai veramente il tuo valore per loro, ma questo non è un motivo per non dare loro il meglio di te stesso: in questo modo loro sfruttano la tua bravura e il tuo impegno ma tu, per imparare il mestiere, sfrutti anche il fatto di lavorare nell'ambiente sottopagato ma tutto sommato protetto dell'agenzia.

Quindi ci vuole un po' più di un computer e qualche nozione di un'altra lingua ma non è impossibile - l'abbiamo fatto un po' tutti e ti assicuro che i "vecchi" che conosco io non sono dei supereroi - sono solo persone
professionali, serie, disposte a investire soldi (i primi 100 dizionari / grammatiche / libri di stile ecc. ti costeranno forse 2500 euro o anche di più, il computer e connessi forse 3500) e tempo (a non finire).

Non c'è bisogno di avere santi in cielo - basta la pazienza, l'impegno e la voglia di insistere. Se non hai niente da fare, dì al tuo giornalaio che cerchi nuovi clienti - non sarebbe la prima volta che un giornalaio trova del lavoro per un traduttore - impara a fare le macro su Word, leggi i filoni più interessanti sulle liste, leggi i libri di stile e di grammatica, impara a creare i database su Office per gestire i clienti che non hai
ancora, metti insieme in modo comprensibile tutti i glossari che vengono segnalati in lista e altrove (vai a vedere www.lexicool.com e scarica tutto
quello che trovi), se ti iscrivi all'AITI o all'ANITI, fai qualcosa tu per loro senza pensare che loro debbano fare qualcosa per te: se tu aiuti l'associazione, diventi visibile - e una persona visibile giustamente viene ricordata.

Una persona invisibile non esiste proprio.
Ma poi vedrai che un giorno, contrariamente a quello che io stesso ti dico, ti pioverà davvero il lavoro dal cielo.

Bisogna insistere, essere sempre professionali (a differenza di me, purtroppo, che spesso faccio errori), avere pazienza, diventare esperti nel proprio settore e anche nei settori degli altri, lavorare sempre al meglio anche quando non c'è giustificazione economica.

Abbi fiducia in te stesso, punta in alto e, più che ogni altra cosa,


non mollare mai!


[Edited at 2003-11-05 18:44]

[Edited at 2003-11-05 18:46]


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Angela Monetta  Identity Verified
Italy
Local time: 14:42
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grazie! Nov 5, 2003

Grazie Giuliana per aver condiviso questa pagina con noi! E' importante avere sostegno e incoraggiamento da qualcuno che ha avuto le tue stesse difficoltà...

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Paola Grassi
Local time: 14:42
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grazie Nov 6, 2003

grazie Giuliana, e grazie anche a Simon, per i suoi consigli, per le sue parole sincere, per il modo ironico e semplice con cui ha "tradotto" e risposto alle domande che ogni traduttore, almeno una volta, si è fatto.

grazie ancora.

Paola


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Valentina_D  Identity Verified
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che sollievo! Nov 6, 2003

Non posso che associarmi ai colleghi che mi hanno preceduto nel ringraziare Giuliana e Simon per il contenuto del messaggio che mi conforta e mi sprona a continuare nonostante tutte le difficoltà così ben descritte da Simon, è un sollievo sapere che anche voi, che considero davvero 'mostri sacri' della traduzione, possiate aver avuto le mie (e le nostre) stesse difficoltà e dubbi. Ci vuole davvero tanto costanza, pazienza e forza d'animo per non mollare tutto e dedicarsi ad un' altra professione che magari non piace ma ti dà uno stipendio a fine mese, ma anch'io credo che valga la pena insistere e crederci fino in fondo. Le vostre parole sono davvero per me motivo di grande conforto, perciò GRAZIEEEE!!!

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xxxmoletta
Local time: 14:42
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Veramente gratificante ... Nov 6, 2003

Veramente gratificante per quelli come me che si sono lauraeti a pieni voti alla SSLMIT di Trieste!!!
Insomma la vostra morale è: SEGRETARIE e RAGIONIERE, FATEVI AVANTI, CHE QUI C'è POSTO PER TUTTI!!!!


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Angela Monetta  Identity Verified
Italy
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laurea a pieni voti Nov 6, 2003

moletta wrote:

Veramente gratificante per quelli come me che si sono lauraeti a pieni voti alla SSLMIT di Trieste!!!
Insomma la vostra morale è: SEGRETARIE e RAGIONIERE, FATEVI AVANTI, CHE QUI C'è POSTO PER TUTTI!!!!


Voglio innanzitutto dire che la mia non vuole essere una polemica, ma ci tengo a sottolineare alcuni punti!
Anch'io sono laureata a pieni voti, da poco tempo e credimi mi è costato anni di studio e fatica attraverso difficoltà varie...
Ora il mio scopo è quello di diventare una brava e affermata traduttrice, e quindi sto continuando a studiare e a tenermi aggiornata.
Una cosa prescinde da tutto questo: la volontà di fare e di raggiungere degli scopi!
Se conosci una lingua straniera quasi come se fosse la tua, se hai un sogno nel cassetto e sei pronta a tutto per realizzarlo non ti occorrono lauree e riconoscimenti ufficiali, ma solo tanta umiltà, impegno e costanza!

Angela


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gianfranco  Identity Verified
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Education ed educazione Nov 6, 2003

moletta wrote:
Veramente gratificante per quelli come me che si sono lauraeti a pieni voti alla SSLMIT di Trieste!!!
Insomma la vostra morale è: SEGRETARIE e RAGIONIERE, FATEVI AVANTI, CHE QUI C'è POSTO PER TUTTI!!!!


Cara moletta,
non è esattamente quanto io leggo nel bellissimo contributo di Simon.
Una laurea, in qualunque carriera e presso qualunque Università, è condizione spesso necessaria ma mai sufficiente da sola per avere successo in una carriera.

In particolare, ci sono professioni dove non è indispensabile. Programmatori non laureati in informatica, scrittori non laureati in lettere, traduttori non laureati in lingue o traduzione, ne è pieno il mondo, e Simon spiega come e perché.

Hai ragione a dire che c'è posto per tutti, a condizione che capiscano come funziona questa professione e abbiano le doti e la preparazione adeguati.
Una laurea all'SSLMIT, a pieni voti (pieni di che?), è stato il tuo primo passo, certo importante, ma è solo l'inizio di una lunga strada.
Lasciatelo dire da Simon e da cento altri che l'hanno percorsa, sempre con umiltà, sia agli inizi, che dopo 10, 15 o 20 anni di carriera, e sempre, parlando o scrivendo in pubblico, con abbondante uso delle buone maniere.

Gianfranco


[Edited at 2003-11-06 19:11]


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Valentina_D  Identity Verified
Local time: 14:42
Member
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cara moletta... Nov 6, 2003

Cara collega ed ex-compagna di università,
anch'io mi sono laureata alla SSLMIT di TS (...anzi ci conosciamo anche di vista!), anch'io mi sono laureata a pieni voti come dici tu- peraltro mi sono fatta il 'mazzo tanto' per laurearmi in interpretazione (...non proprio una passeggiata alla nostra scuola!), ma non posso che concordare con gli altri colleghi quando dicono che non è indispensabile avere la laurea alla nostra scuola per dire di essere dei bravi traduttori...io conosco questo sito da poco tempo, ma mi ha davvero aperto gli occhi su tanti aspetti di questa bellissima, ma difficilissima professione; leggendo i profili di tanti traduttori vedrai che non sono laureati alla SSLMIT, ma hanno dei curriculum che non hanno nulla da invidiare ai traduttori laureati alla nostra scuola, anzi!!
Cara collega, la verità è che la nostra laurea, sofferta e sudata, non è che il primo passo per diventare bravi traduttori ed interpreti. Io personalmente mi sono accorta sulla mia pelle che quando ci dicevano frasi del tipo 'con la vostra laurea vi si spalancheranno tutte le porte '(non so nella sezione di traduzione, ma nella nostra questi discorsi si sentivano spesso)ci hanno venduto un bel sogno...
La verità è che bisogna lavorare duro, anche più dei tempi dell'università, ma guai a considerare i colleghi che vengono da altre realtà traduttori/interpreti di serie B.


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Giuliana Buscaglione  Identity Verified
Austria
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Member (2001)
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TOPIC STARTER
La scuola, la pratica, la rete virtuale Nov 6, 2003

Cara Moletta (?),

vedo che il Tuo profilo letspeak-ProZ.com non ci dice nulla di te.... Perché non ti presenti e aggiungi un paio di informazioni personali nel Tuo profilo? È sempre bello immaginarsi con chi si sta dialogando, invece di lasciarsi influenzare dalle evidenze.

Visto che non sono pratica di letspeak, ma di ProZ.com, lo suggerisco caldamente per ampliare il proprio orizzonte e le proprie competenze: ti suggerisco di dare un'occhiata alla nostre FAQs

http://www.proz.com/?sp=faq


a questo link troverai informazioni su tutte le funzioni del sito.

Hai già provato a cimentarti in KudoZ?

È chiamata "arena" e si impara tantissimo, in qualsiaso senso e in qualsiasi campo. È interessante anche per chi ha qualche annetto di lavoro sulle spalle, proprio perché l'esperienza di uno non potrà mai battere l'esperienza di 1000 teste messe assieme.

A questo link trovi un riferimento alla KudoZ Etiquette: in una comunità così grande due regole di comportamento sono necessarie per mantenere quella bella atmosfera confidenziale e collegiale.

http://www.proz.com/?sp=about/kudoz

Quando avrai il primo lavoro, magari tramite un buon bidding in ProZ.com, c'è la BlueBoard da consultare: sono elencate tantissime agenzie e molti colleghi sono stati così generosi da condividere le loro esperienze, positive e negative, con tutti noi.

http://www.proz.com/?sp=faq#jobs

per i lavori e

http://www.proz.com/?sp=agency_list&viewPage=faq

per la BlueBoard.

L'uso del nuovo design consente una navigazione più facile e immediata rispetto alla precedente; tra l'altro con il nuovo design puoi trovare i moderatori (site, forum) e i coordinatori delle varie aree con più facilità. I moderatori "servono" il sito e assistono gli iscritti. Ti puoi sempre rivolgere a un moderatore, per qualsiasi problema e non, legato al sito. I coordinatori si occupano di un'area in particolare, per esempio io mi occupo della Jobs Area assieme al mio caro collega Ralf Lemster e, assieme ad un altro gruppo di moderatori teniamo sotto controllo la BlueBoard, ma il nostro lavoro sarebbe impossibile senza il contributo di tutti quegli iscritti che ci segnalano imprecisioni, errori, abusi, altri dati.... (grazie anche a loro).

Beh, le informazioni sul come iniziare a lavorare in generale erano contenute nel riassunto del caro Simon... spero che le mie sul sito contribuiscano a farti crescere presto nella nostra professione, perché ProZ.com ha tutte le carte per essere uno dei tanti supporti e riferimenti.

Buona serata,

Giuliana




[Edited at 2003-11-06 19:53]


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Esatto Nov 30, 2003

Gianfranco Manca wrote:
Programmatori non laureati in informatica, scrittori non laureati in lettere, traduttori non laureati in lingue o traduzione, ne è pieno il mondo, e Simon spiega come e perché.
[Edited at 2003-11-06 19:11]

Assolutamente d'accordo con Gianfranco. Mi vengono in mente un sacco di casi di professioni molto piu' difficili ed "elevate" della nostra. Ad esempio, Grazia Deledda: quinta elementare e premio Nobel per la letteratura (forse proprio per questo?
Vincent Van Gogh aveva frequentato qualche accademia d'arte? (cito da Internet): a 15 anni lascio' gli studi e non li riprese mai piu'. Non fu mai accettato da una scuola d'arte. Studio' da solo.
Perche' non dovrebbe essere possibile per una professione molto piu' "terra terra" come quella del traduttore?
Giusi (che ha comunque un "pezzo di carta" nel cassetto)


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Matteo Latini  Identity Verified
Local time: 13:42
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Ah... il pezzo di carta... Jan 19, 2005

Il famoso e tanto agognato pezzo di carta ce l'ho anch'io, ma non lo considero altro che questo.
Io mi ritengo semplicemente molto fortunato per aver avuto l'opportunità di frequentare con impegno e passione la facoltà che più mi piaceva. Durante i miei anni si SSLMIT (Forlì) ho lavorato sodo, mi sono divertito, ma una volta conseguita la laurea mi sono accorto di essere semplicemente uno dei tanti laureati italiani, con un pezzo di carta "in saccoccia" e una traiettoria davanti a sè tutta da tracciare. Magari tra 15 anni mi ritroverò a fare un'altra professione, così come un ingegnere si ritroverà a fare l'interprete... non mi sembra la fine del mondo, purchè uno si impegni nella propria professione e ci creda!
Comunque grazie per aver pubblicato il bellissimo pezzo di Simon e scusate se intervengo a anni di distanza...
Buon lavoro a tutti: esperti e novellini, laureati e non!!


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Giacomo Camaiora  Identity Verified
Italy
Local time: 14:42
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Gosh Jan 20, 2005

teolati wrote:

... Magari tra 15 anni mi ritroverò a fare un'altra professione, così come un ingegnere si ritroverà a fare l'interprete...



... come hai fatto ad indonivare?

Giacomo


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Alessandra Mariella
Italy
Local time: 14:42
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Grazie grazie grazie Apr 26, 2006

Anche se sono passati un bel po' di anni, dopo aver letto il tutorial di Simon Turner non posso fare a meno di ringraziarlo
Ora mi sento ancora più motivata.


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Maria Elisa Albanese
Italy
Local time: 14:42
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grazie Sep 20, 2008

anche io, da perfetta "novellina", mi sento completamente persa in questo grande, immenso mondo, che mi sono resa conto essere praticamente "SCONOSCIUTO" a chi intraprende questo mestiere, da sola, con una "laurea a pieni voti", sì, ma praticamente con tutto davanti da imparare ancora!
diciamo che vedo la mia laurea in traduzione come la base di cemento dell'edificio che vorrei, un giorno, chiamare carriera. mancano ancora le piastrelle, le pareti, il primo, il secondo e, chissà, forse il terzo e quarto piano...
sa questo articolo però voglio partire, con una rinnovata carica (se ce ne fosse stato ancora bisogno!) per provare, almeno, a farcela...
grazie quindi a Giuliana, a Simon e a Laura che mi ha segnalato questo link.


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xxxMilena Bosco  Identity Verified
Italy
Local time: 14:42
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Per moletta: Sep 20, 2008

Quello che conta è il "prodotto".
Se io chiamo un idraulico quello che mi aspetto è che risolva il problema che ho con una tubatura. Se lo risolve, allora è un bravo idraulico. Se per diventare un bravo idraulico ha studiato meccanica dei fluidi, o ha imparato da suo padre a me non importa. Per me l'importante è che la tubatura è riparata.

Lo stesso vale per i traduttori. Come è la qualità del tuo lavoro? Buona? Lo hai imparato facendo la segretaria o studiando a Trieste? Al cliente non importa. E' la qualità che conta.

Da "titolata", ti vorrei far riflettere su qualcosa che probabilmente a Triste ti hanno insegnato, e cioè che un titolo di studio è UNA delle vie per raggiungere una preparazione adeguata, e che esso va inteso come punto di partenza. Ti faccio un esempio. Ho impiegato parte del mio tempo (ehmmm un anno e mezzo) a studiare meccanica razionale per scoprire che il mio falegname ne sà più di me. Magari in maniera più pratica, ma sicuramente più ferrata. Se dovessimo aggiustare una porta lui sarebbe più veloce e farebbe un lavoro migliore di me che conosco i come ed i perchè con tanto di giustificazione matematica.

Il titolo inteso come "certificazione della preparazione" vale solo nei posti pubblici, nei concorsi, ed è chiaro (spero che concordiate con me) che spesso e volentieri è un bluff, data la qualità dei servizi statali in generale.

Buona serata,


Milena


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