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Thread poster: Daniele Vasta
Lavorare in Italia con sede all'estero

Daniele Vasta
Italy
Local time: 18:33
Member
German to Italian
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Jul 18, 2010

Salve a tutti,

mi chiedevo se qualcuno di voi ha aperto il proprio esercizio in uno stato diverso dall'Italia, e se fisicamente lavora davanti ad un PC su suolo italiano. Faccio questa domanda perchè ho visto che in molti paesi d'Europa la fiscalità non è come qui da noi, quindi il top sarebbe aprirsi un'attività altrove e lavorare fisicamente in ITA, visto che per lavorare ci basta un PC e una connessione internet. C'è qualcuno di voi che può darmi qualche info in più?

Grazie a chi vorrà rispondere.


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María José Iglesias  Identity Verified
Italy
Local time: 18:33
Member (2005)
Italian to Spanish
+ ...
Si paga al fisco dove si ha la residenza Jul 18, 2010

È un giochino che qualcuno fa. Ma che può costar caro. Di solito si pagano le tasse dove si ha la residenza. Credo che per fare le cose nella legalità non ci siano altre opzioni.

Ai fini delle imposte sui redditi si considerano residenti le persone fisiche che per la maggior parte del periodo d’imposta, e cioè 183 giorni all’anno:
1) sono iscritte all’anagrafe della popolazione residente
2) hanno il proprio domicilio in Italia ai sensi del Codice Civile
3) hanno la residenza in Italia ai sensi del Codice Civile

Per il Codice Civile italiano, il luogo di residenza è il centro dove si hanno i propri affari e interessi. Quindi non è sufficiente lavorare al computer per non pagare le tasse in Italia.

[Modificato alle 2010-07-18 14:20 GMT]


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Daniele Vasta
Italy
Local time: 18:33
Member
German to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
...capito Jul 18, 2010

Questo lo so, infatti chiedevo se era possibile fare tutto alla luce del sole pagando qualcosa in meno. Quindi stando a quello che dici o mi trasferisco fisicamente in un altro posto oppure niente.

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xxxr_cantillo  Identity Verified
Local time: 18:33
English to Italian
+ ...
Lavorare significa pagare le tasse.. Jul 18, 2010

..è un male necessario, ed è vero, concordo con Maria J, si pagano le tasse dove si vive/risiede. Lo so perchè avendo delle collaborazioni come freelance translator/researcher mi è capitata proprio questa situazione, ed effettivamente, se il guadagno dovesse superare il tetto minimo, dovrei pagare le tasse qui in Italia anche se la compagnia che mi affida i lavori è britannica. Feci proprio un'indagine a tal proposito qualche mese fa e proprio dall'Inghilterra mi hanno detto di far riferimento al sistema di tasse in Italia. Naturalmente se il guadagno non supera il tetto minimo (credo sia circa mille Euro l'anno) non è necessario far rientrare questo lavoro extra (io insegno presso scuole statali lingua inglese con contratto indeterminato e quindi le tasse le pago tramite il CUD) nella dichiarazione. Spero che la mia risposta sia stata utile, buon lavoro, Raffaella Cantillo

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Vincenzo Di Maso  Identity Verified
Local time: 17:33
Member (2009)
English to Italian
+ ...

Moderator of this forum
Ciao Daniele Jul 19, 2010

Abbiamo solo fatto un brevissimo accenno all'argomento, se ricordi. Il fatto é che ti devi fare una residenza all'estero. In moltissimi Paesi europei (come qui in Portogallo) le tasse sono sensibilmente più basse rispetto all'Italia.
Tuttavia, mi riallaccio al discorso delle colleghe riguardo la residenza. Parlando del Portogallo - a titolo meramente esemplificativo - é possibile avere la residenza, ma devi espletare molte procedure a livello burocratico. Poi vi sono i controlli. Devi dichiarare l'inizio dell'attività qui in Portogallo. Lascia stare che poi stai spesso in Italia, ma oramai la tua vita a livello lavorativo si svolge nel Paese estero. Almeno qui non sarebbe possibile avere la residenza e poi vivere altrove.
Poi ciò dipende da caso a caso. Almeno qui in Portogallo funziona così. Pur avendo tasse piuttosto basse, vi sono comunque vari controlli a riguardo e la burocrazia é ai massimi livelli.
Come ben sai, per motivi di famiglia sto in Italia almeno 100 giorni ogni anno, ma qui vi sono operazioni necessarie da effettuare (consegnare dichiarazione dei redditi, pagare bollette, pagare mutuo/affitto, pagare tasse etc...): ergo non tutte sono effettuabili non stando in loco.
Ciao e salutami la splendida Sicilia!


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Simona R
Germany
Local time: 18:33
German to Italian
+ ...
Qualche dubbio circa la convenienza Jul 19, 2010

Ciao Daniele,

non sono affatto esperta di questioni fiscali europee, ma mi pare piuttosto difficile che le legislazioni nazionali consentano giochetti del genere.
A parte questo, ammesso e non concesso che vi sia qualche scappatoia che consenta di fare questo giochetto senza contravvenire ad alcuna legge, mi chiedo se il ritorno economico sia poi così consistente.
Tieni presente che non esiste solo l'imposta sul reddito.
Penso alla Germania, dove vivo. Qui il costo dell'assistenza sanitaria è esorbitante. Per intenderci, che io guadagni zero, 100 o 10.000 il primo del mese dovrò sempre e comunque pagare i miei 400 euro di assicurazione sanitaria. Poi penso alle autorità fiscali: sembra una stupidaggine, ma quelle del mio comune di residenza comunicano tutto a mezzo di lettera, il che significa
1) dover avere una buca delle lettere da qualche parte (e dunque pagare un affitto),
2) recarsi di tanto in tanto sul posto a svuotare la buca delle lettere o seccare qualcuno affinché lo faccia al posto tuo.

Sempre pensando alla Germania, ma suppongo che valga anche per qualche altro Paese europeo: non ci sono solo le imposte sul reddito. Ti assicuro che io - in quanto cattolica - pago alla chiesa tedesca un bel gruzzolo. E questo nonostante da anni non metta piede in chiesa. E poi ci sono tante altre piccole cose da considerare: quanto costa un commercialista italiano? Quanto costa quello tedesco/francese/greco...? Quanto costa l'affitto, anche solo di una stamberga, a Colonia/Lione/Salonicco...?

Insomma, se fatto "alla luce del sole" (sempre che sia possibile) credo che il giochetto possa diventare piuttosto caro. Se NON fatto alla luce del sole anche.

Ciao
Simona


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Gianluigi Desogus, PhD  Identity Verified
Portugal
Local time: 16:33
Member (2008)
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+ ...
Domicilio, non residenza (e 6 mesi + 1 giorno) Jul 19, 2010

Io vivo all'estero (Azzorre) per oltre 6 mesi all'anno e pago le tasse qui.
Ufficialmente sono ancora residente in Italia (e non mi sono mai iscritto all'AIRE); comunque secondo le informazioni che mi hanno fornito all'agenzia delle entrate l'importante non è la residenza quanto il domicilio. Chi trascorre oltre 6 mesi l'anno in Italia è tenuto a pagare le tasse in Italia.


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Francesco Mai  Identity Verified
Spain
Local time: 18:33
Portuguese to Italian
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a livello pratico è fattibile Jul 19, 2010


Vincenzo Di Maso wrote:

qui vi sono operazioni necessarie da effettuare (consegnare dichiarazione dei redditi, pagare bollette, pagare mutuo/affitto, pagare tasse etc...): ergo non tutte sono effettuabili non stando in loco.


Continuo a non capire se sia possibile fare come dice Daniele in modo legale.

A lato pratico, però, e mi riallaccio al caso portoghese visto che siamo in tanti a intervenire da qui, è completamente fattibile.

Tutte le operazioni sopra citate io le eseguo sempre e soltanto tramite internet. L’unica cosa che faccio fisicamente è versare i contributi (che normalmente pagherei on-line ma, siccome ho aderito a una sorta di regime particolare per avere una riduzione visto che il mio reddito è abbastanza basso, mi “tocca” andare a fare la fila una volta al mese. E poi, a dire il vero, ci vado una volta ogni due mesi, perché tanto gli interessi che si accumulano sono ridicoli, nell’ordine dei 3-4 euro…).

Quindi si, tecnicamente mi pare fattibilissimo.


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Ana Rita Simões  Identity Verified
Portugal
Local time: 17:33
Member (2009)
English to Portuguese
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è fattibilissimo Jul 19, 2010

Io sono portoghese e pago le tasse in Portogallo, però quest'anno mi sono trasferita in Italia per fare un master e ho valutato se ne valeva la pena aprire la partita IVA in Italia o continuare a pagare le tasse in Portogallo. Alla fine, siccome non so se dopo quest'anno rimarrò in Italia, ho deciso di non aprire la partita IVA. Tecnicamente, non so cosa cambia - magari non puoi detrarre le spese di affitto, luce, internet e di altre cose che acquisti in Italia (non lo so, tanto non le posso detrarre queste spese - solo internet). Però tutte le altre cose (pagare l'IVA, l'"INPS", dichiarazione dei reditti etc.) lo puoi fare tramite internet. Ci sono molti controlli e burocrazia ma non devi per forza presentarti all'agenzia delle entrate.

Detto questo, se rimarrò in Italia più a lungo, per una questione di correttezza e comodità (è comunque difficile avere il commercialista a 3000 km di distanza) aprirò la partita IVA qui.


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