Off topic: Ragazza francese sta cercando amici ad Arezzo (Toscana)
Thread poster: Christine C.

Christine C.
Italy
Local time: 12:58
Member (2004)
Italian to French
Mar 15, 2004

Ho scritto di recente sul Forum francese con la speranza di trovare amici nella mia zona di residenza, ma a quanto pare, non è così facile. Inizialmente, cercavo e cerco sempre dei francesi o dei francofoni in questa città alla mentalità un po' speciale, ma cerco anche degli Italiani che vogliono bene ai Francesi.
Ho scritto sull'altro forum che trovo gli Aretini poco aperti nei confronti di chi è diverso. So che nel quartiere dove abito mi chiamano "la Francese": risento questa parola come una parola razista. Ho l'impressione di essere tornata 30 o 40 anni indietro. Sono sposata con un Aretino che ha una mentalità abbastanza aperta, anche se lui non sente il bisogno di avere amici al di fuori del lavoro. Detesto fare le cose da sola, in genere, ho bisogno di compagnia, altrimenti mi sento una scema che va avanti senza scopo. Devo confessare che non amo questa società di consumo, in genere; mi piace invece scambiare idee, parlare, anche perché mi sento molto frustrata (per esempio, non riesco ad accettare questa vita basata sull'apparenza (seguire la moda, andare spesso in ristorante invece di privilegiare i pranzi a casa con gli amici,...)oppure questa mancanza di colletivismo, di solidarietà fra la gente, di gentilezza...
Per farla breve, cerco delle persone di qualsiasi età che non assomigliano al tipo criticato sopra.
Grazie a tutti per le vostre reazioni, risposte o i vostri suggerimenti.


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giogi
Local time: 11:58
Ciao Mar 15, 2004

Christine Cramay wrote:


non riesco ad accettare questa vita basata sull'apparenza (seguire la moda, andare spesso in ristorante invece di privilegiare i pranzi a casa con gli amici,...)oppure questa mancanza di colletivismo, di solidarietà fra la gente, di gentilezza...
, risposte o i vostri suggerimenti.

Appena arrivata in Inghilterra 4 anni fa, mi sentivo come un pesce fuor d'acqua, in un paese così diverso dal mio che mi pareva popolato da persone che pensavano soltanto alle apparenze e che privilegiavano il fatto di ingozzarsi di birra davanti alla tv la sera, piuttosto che radunarsi in casa di amici a parlare...
Anche i miei colleghi al college sembravano molto gentili, ma poco interessati a quello che a me importa nella vita....e per mio marito era lo stesso.
Un giorno mia figlia che allora aveva 9 anni mi ha detto: Ma perchè invece di aspettarti dalla gente quello che vuoi non provi a metterci un po' di buona volontà?
Ci ho pensato, e anche mio marito ci ha pensato. Ci ho provato e soprattutto ho capito che non erano gli altri a doversi adattare a me...ma che se magari avessi provato a capire un'altra mentalità, altre abitudini...forse sarei stata molto meglio.
Ora sto bene, stiamo bene, nonostante quelle differenze sulle quali rido con gli amici(i miei amici inglesi che non hanno sostituito quelli italiani, si sono aggiunti e basta) la sera a casa nostra o a casa loro,
Non ci crederai, ma ha funzionato e mia figlia ha avuto ragione. Il momdo è negli occhi che lo guardano...basta aver voglia di provarci.
Un grosso abbraccio
Giovanna


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theDsaint
French to Italian
+ ...
penso Mar 15, 2004

che giovanna abbia pienamente ragione, si tratta di continuare ad esser te stessa ma rendendoti conto che sei in un ambiente diverso ed è inconcepibile pretendere che gli altri cambino. non penso ti chiamino la francese x questioni razziste, capita spesso di identificare una persona con la caratteristica + evidente che questa persona presenta (nel tuo caso è la nazionalità, nel mio sarà il colore dei capelli, per quell'altra persona non so che altro e via di seguito). dal mio punto di vista di italiana ti posso dire che tra le persone + aperte di mentalità che ho mai incontrato nel mio paese ci sono proprio degli aretini (avrò incontrato l'eccezione?); dovresti già ritenerti fortunata a non vivere in certe zone d'italia (tipo dove vivo io) perché di certo sei meno "discriminata" lì di quanto non lo saresti qui o altrove.
la verità è che anch'io sulle prime non concepivo minimamente voi francesi, ma pian piano conoscendo voi e la vostra cultura ho imparato ad apprezzarvi, nonostante i difetti che il singolo popolo (francese, italiano, ecc) ha.
perciò ti consiglio di esser un po' meno critica (difetto che trovo nei francesi) e più aperta all'adeguamento (e se superi la fase dell'eccessiva critica ti assicuro che voi francesi potete dare tanto a noi italiani in termini umani).
in bocca al lupo!


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Christine C.
Italy
Local time: 12:58
Member (2004)
Italian to French
TOPIC STARTER
Ecco la mia risposta Mar 17, 2004

theDsaint wrote:

Penso che giovanna abbia pienamente ragione, si tratta di continuare ad esser te stessa ma rendendoti conto che sei in un ambiente diverso ed è inconcepibile pretendere che gli altri cambino. non penso ti chiamino la francese x questioni razziste, capita spesso di identificare una persona con la caratteristica + evidente che questa persona presenta.
la verità è che anch\'io sulle prime non concepivo minimamente voi francesi...
perciò ti consiglio di esser un po\' meno critica (difetto che trovo nei francesi) e più aperta all\'adeguamento (e se superi la fase dell\'eccessiva critica ti assicuro che voi francesi potete dare tanto a noi italiani in termini umani).


Infatti, tengo a restare me stessa, però restare se stesso significa che uno non può togliersi certe caratteristiche fisiche o di comportamento che fanno sì che sei francese o straniero, e non italiano. Mi piacerebbe passare inossservata (una cosa difficile), ma allo stesso tempo, vorrei conservare la mia identità di francese. Il problema è che ho l\'impressione che la gente locale vuole condizionare gli altri di cui faccio parte, perché a volte mi sento giudicata male (per esempio, esco a comprare il pane proprio accanto e chiacchiero a volte con la commessa albanese che mi è simpatica,torno a casa a fare le pulizie mentre accendo il computer per vedere se c\'è qualche posta nuova per la traduzione e lascio acceso; dopo mi metto, secondo l\'ora, a cucinare e resto a casa perché non sempre le Agenzie mi chiamano sul cellulare, ma sul telefono fisso. A volte, la pressione, lo stress, l\'agitazione dovuti al fatto di vedere e di parlare con quasi nessuno, mi spingono ad uscire e ad andare a cercare un po\' di quiete in chiesa (anche se non sono praticante), ma non mi riesce di andare in città senza scopo, e ancora meno senza compagnia. Perché sono sempre stata ad avere della compagnia.
Non chiedo che gli altri cambino,però rimango offesa quando faccio lo sforzo di salutare qualcuno/a che abita nel quartiere e che non mi risponde. Come vuoi integrarti se la gente si comporta così? Mai un sorriso, una parola gentile per darti fiducia in te stesso, soprattutto da parte dei giovani.
Hai voluto essere indulgente nei confronti dei tuoi connazionali, dicendo che il fatto che mi chiamino \"la Francese\" non è grave. A questo punto, se parli di uno dicendo \"l\'Arabo\" o \"il Marocchino\", non ti sembra una discriminazione nazionalistica o razzista? Ognuno di noi ha un Cognome, che io sappia. Posso ammettere una cosa del genere all\'inizio, ma dal momento che una persona abita nel quartiere da quasi un anno, questo comportamento \"verbale\" non mi piace affatto.
Mi potresti spiegare, sviluppare l\'idea contenuta nella tua frase (\"sulle prime non concepivo minimamente voi francesi\"): questa frase mi incuriosisce veramente.
Riconosco che noi francesi siamo dei criticoni, ma siamo un po\' così perché in fondo siamo dei brontoloni, delle persone che ne vogliono sempre di più. Che vogliono sempre il meglio. Ecco perché critichiamo. Io, per esempio, critico il sistema sociale italiano, perché non è un sistema solidale: lascia i più deboli e i più poveri cavarsela da soli. Io trovo che gli Italiani sono troppo individualisti, perfino egoisti a questo livello. Quello che denuncio dagli Italiani in genere è che non si danno da fare per cambiare la società italiana. Sono rassegnati, sottomessi, eppure hanno il coraggio di brontolare. Per farla breve, la famiglia conta troppo, e per quanto riguarda la società, sembre che voi non ne facciate parte.
Mi interessara sapere cosa rimproveri ai francesi: la critica fa sempre andare avanti.
In conclusione, direi che so che devo adeguarmi, ma è facile dire queste cose quando uno resta a casa sua. E poi, aggiungo che passare delle vacanze in un paese diverso dal tuo, anche se per qualche mese, non potrà mai essere l\'equivalente di un soggiorno duraturo, come nel mio caso.
Comunque, ho apprezzato il tuo intervento e te ne ringrazio.
Con amicizia.

Christine


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Ciccia
Local time: 12:58
French to Italian
moi j'aime les français Mar 17, 2004

Chère Christine,
Je te comprend fort bien, j’ai vécu longtemps à Paris ( presque 20 ans) et quand je suis rentrée en Italie, il y a deux ans, on m’appelait aussi « la parigina ». Je n’avais rien de différent par rapport à eux, sauf l’accent, ou plutôt, je n’avais pas leur accent, car après toutes ces années à Paris j’avais perdu aussi mon accent très caractéristique des environs de Bologne : alors au début ils disaient « la forestiera » en suite « la parigina »…je n’habite pas dans un petit patelin…mais dans une ville soit disant moderne à Terni !!! Maintenant que la curiosité à été comblé…plus rien. Mais ça c’est parce que ici il n’y a pas une mentalité cosmopolite, il faut aller, je pense à Rome ou bien Milan, voila dans une grande ville où les gents sont de plus en plus habitues à côtoyer différentes cultures. J’ai eu du mal à m’adapter même pour les petites choses, voir aller faire les courses ; ici pour aller au supermarché il faut être bien maquillées et bien habillées, mon mari au début il comprenait pas !!, il comprenait pas que si j’allais dans un centre commercial c’était parce que j’avais envie de faire du lèche-vitrine et non du : « regardez-moi, suis griffée de la tête au pied !!!! ». Tout ceci pour te dire que les gens te regardent, mais ils ne te voient pas, et une , et deux, ils ont beaucoup plus de temps pour papoter et tu fais la petite occasion. Tu as envie d’une amie, de qq pour parler même pour dire des bêtises ou du fois gras ou n’emporte et voila, quand tu veux ça me fera un grand plaisir. Monica


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Flora Iacoponi, MCIL  Identity Verified
Ireland
Local time: 11:58
Member
English to Italian
+ ...
provincialismo Mar 17, 2004

Ciao Christine,
condivido molto di quello che dici e purtroppo tanti atteggiamenti che descrivi li ho incontrati anch'io in Italia anche se sono italiana. Ho abitato quasi tre anni in Lombardia (sono toscana) e mi è capitato di essere trattata da marziana anche a me. Pensa che un sabato sera una mia amica del luogo ha voluto presentare me ed un'altra ragazza toscana con cui dividevo la casa al suo gruppo di amici, i quali molto educatamente non ci hanno rivolto la parola per tutta la serata! Non un pò di curiosità, qualche domanda, niente di niente. Quell'episodio me lo ricordo a distanza di anni. Comunque questa chiusura verso il diverso, verso chi viene da fuori e minaccia in qualche modo l'ordine costituito si chiama provincialismo. Però penso anche che una certa dose di provincialismo sia diffusa in tutte le comunità che non hanno molti scambi con l'esterno (di tutti i tipi) e sono sicura che se io mi trasferissi in una cittadina della Dordogne o dell'Auvergne - tanto per dirne una- sarei probabilmente conosciuta come l'Italienne, e non necessariamente con malizia. Non credi?
'E solo un'idea.. Ciao e tieni duro, secondo me prima o poi riuscirai a rompere il ghiaccio.
Flora

ps: tra l'altro mi è venuto proprio ora in mente il film Chocolat, con Juliette Binoche per associazione di idee..:-)

Un'altra cosa che mi viene in mente è che anche quando vivevo in Italia non mi sono mai conformata ai dettami dell'apparenza cercando di rimanere me stessa e coltivare i miei interessi, eppure piano piano un circolo di amici (magari strani come me sono riuscita a farmelo..


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giogi
Local time: 11:58
mah... Mar 18, 2004

Christine Cramay wrote:

[

Io, per esempio, critico il sistema sociale italiano, perché non è un sistema solidale: lascia i più deboli e i più poveri cavarsela da soli. Io trovo che gli Italiani sono troppo individualisti, perfino egoisti a questo livello. Quello che denuncio dagli Italiani in genere è che non si danno da fare per cambiare la società italiana. Sono rassegnati, sottomessi, eppure hanno il coraggio di brontolare. Per farla breve, la famiglia conta troppo, e per quanto riguarda la società, sembre che voi non ne facciate parte.
Christine [/quote]
Ne sei proprio così sicura...?!' Da quanto tempo vivi in Italia?!? Credi di essere già in grado di operare un'analisi sul sociale così precisa, o forse sei ancora un po' troppo "contrariata" per ammettere che non è così facile giudicare un popolo soltanto in base alla propria esperienza personale?
L'Italia è un paese difficile, e la storia italiana lo dimostra chiaramente...così come la storia di ogni paese dimostra molte cose sul comportamento sociale dei suoi abitanti...tutto il resto è opinione...e non so quanto conti...
Un abbraccio

[Edited at 2004-03-18 10:38]


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Christine C.
Italy
Local time: 12:58
Member (2004)
Italian to French
TOPIC STARTER
Commenti in particolare Mar 18, 2004

Cara Giovanna,
mi piacerebbe tanto rispondere subito a tutti quelli che hanno reagito al mio messaggio e risposto sia direttamente sul sito sia in privato. Ho dato una risposta a theDsaint, perché il messaggio di lei mi ha fatto reagire di più, ma non vuol dire che ho ignorato il tuo parere non rispondendoti. Non saresti un po' permalosa, come me?
Risponderò dunque ai tuoi due interventi.
scrivi che ti sei sistemata in Inghilterra 4 anni fa e parli di tuo marito. Lui è inglese o italiano? Per me, questo punto ha il suo interesse, perché se tuo marito è un connazionale, hai già a casa una persona con chi parlare la tua lingua. Mio marito essendo italiano e non avendo io nessun amica francese o francofone che abiti vicino, mi sento alquanto frustrata di non poter parlare la mia lingua come la parlerei in Francia. Quando vedo tutti questi "extracomunitari" (come li chiamano gli italiani) che possono radunarsi, avere contatti fisici, parlare con dei connazionali, li invidio, perché non conoscono la solitudine a questo livello. Se tuo marito, invece, non è italiano, siamo pari.
Certo, la "buona volontà" è necessaria e confesso che dovrei provare a "capire un'altra mentalità, altre abitudini", ma sei sicura che il verbo "capire" sia la parola più giusta? Non credo proprio. Penso invece che uno debba adottare l'altra mentalità, altre abitudini col passare del tempo.
Per quanto riguarda il discorso del sistema sociale italiano, quello che denuncio io lo denunciano ancora più forte, a volte, la gente che incontro qui (degli italiani). Forse sono stata troppo severa, lo ammetto, però come puoi pensare un'attimo che un paese come l'Italia sia un paese che ha riguardi per i malati e le famiglie quando uno deve smettere di lavorare per badare ad un genitore in ospedale (dare da mangiare, aiutare a fare la toeletta), se no hai l'altra scelta molto economica di pagare un un'"extracomunitaria" (che costa meno di un'italiana) che si occuperà di queste cose al tuo posto? Ma mettiamo che non hai soldi, come fai in questi casi? Me lo puoi dire? No, veramente, la Francia e i francesi avranno tutti i difetti della terra, però la Sinistra come la Destra francesi non penserebbero mai di cancellare dal personale paramedicale la figura dell'"aide-soignante" (che assiste l'infermiere). Che ingiustizia sarebbe! Dove andrebbe a finire la famosa "uguaglianza" della Reppublica francese?
Avrei tanti altri commenti da fare, non sempre, forse, pertinenti, da fare, ma mi devo fermare qui, purtroppo.
Un abbraccio.


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Tell IT - Helene Salzmann-Mingardi
Switzerland
Local time: 12:58
Member (2004)
Italian to German
+ ...
Ciao! Mar 18, 2004

Vorrei raccontarti un pochino la mia esperienza che è simile alla tua. Sono di nazionalità svizzera e sono arrivata in Italia nel 1989 (tuttora "La Svizzera" del paese e non m'importa....). Il paesino è piccolissimo. Non ha neanche una posta o una banca..... La gente - finchè non sapeva chi ero e con chi ero sposata - non mi salutava oppure mi guardava come una *extraterrestre*. Ci voleva l'introduzione o da parte dei miei suoceri o di mio marito.
Poi sono arrivati i bambini. Mi sentivo sola e tante volte anche disperata. La mentalità cambia. La famiglia ed i amici non ci sono...... sei isolata. Vorresti quell'affetto che prima avevi (senza dovere spiegare vita e miracoli)...
Qui in Italia non è come all'estero. Le famiglie sono molto unite (non fraintendetemi). Si tenta di tenere le cose IN CASA. Faticosissimo!!!

Adesso posso dire che sto benone. Ho imparato ad adeguarmi. Sarà l'età? Non mi arrabio più, dicendo: PERO' IN SVIZZERA ERA COSI' E COSA'...
Ho scelto di abitare quì. E se ci sono ancora, vuol dire che le cose positive superano quelle negative, no? Perchè ora della fine ho imparato ad amare gli italiani e l'Italia.

Dai - La Toscana è bellissima!!! La gente non ce l'ha con te, ma si scambia le info -basta!!
Ciao, Helene


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giogi
Local time: 11:58
mi fa piacere Mar 18, 2004

Christine Cramay wrote:

No, veramente, la Francia e i francesi avranno tutti i difetti della terra, però la Sinistra come la Destra francesi non penserebbero mai di cancellare dal personale paramedicale la figura dell'"aide-soignante" (che assiste l'infermiere). Che ingiustizia sarebbe! Dove andrebbe a finire la famosa "uguaglianza" della Reppublica francese?
Avrei tanti altri commenti da fare, non sempre, forse, pertinenti, da fare, ma mi devo fermare qui, purtroppo.
Un abbraccio.

che tu mi abbia risposto e ovviamente riconosco che per chi viene da un paese dove certe forme di assistenza sono garantite deve essere molto difficile.Ripeto che l'Italia ha una storia molto differente dalla Francia...e quindi una coscienza di nazione praticamente nulla...ma non è il luogo questo. Qui le cose non vanno altrettanto bene come in Francia, comunque anche per questo non è il luogo. Mio marito? Irriducibilmente italiano, e forse anche in questo hai ragione.
Teniamoci in contatto...!
Un abbraccio


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sabina moscatelli  Identity Verified
Italy
Local time: 12:58
Member (2004)
German to Italian
+ ...
Ragazzi, Mar 19, 2004

io credo che la figlia di Giovanna abbia espresso una verità profonda. E' il nostro modo di guardare le cose che le rende belle o brutte, diritte o storte, interessanti o scialbe. Ho un marito torinese, sabaudo fino al midollo, che si è trasferito a Milano quando ci siamo sposati. Cerchiamo di prendere il meglio delle due regioni: la varietà che offre Milano e l'ottima cucina di Torino. I nostri amici più cari hanno sposato una lituana, trasferitasi in Italia, e una ragazza di Venezia, trasferitasi a Torino. Conosciamo brasiliani, dominicani, ecuadoregni, croati etc. etc perfettamente integrati nel paese in cui viviamo - piena provincia.

A volte le nostre insicurezze e ansie ci portano a credere che gli altri ci stiano guardando con la lente d'ingrandimento o siano pronti a giudicarci, ma non è così. I nostri bambini - per fortuna - crescono in una società multiculturale e non avranno più questo timore.


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