Buonasera a tutti,
sto leggendo un romanzo in ispagnolo e, nonostante non debba tradurlo, molto spesso mi fermo a pensare come tradurrei questa o quell'espressione (la potrei chiamare deformazione professionale, se non fosse che sono ancora solo uno studente universitario!). Mi sono imbatutto, nelle ultime pagine, in alcuni termini portoghesi (la vicenda s'è spostata a Lisbona), come luoghi (plaça do Comercio, rua do Ouro, ecc.) o saluti («Joao [...] proclamó su [u]bom día[/url]...», sott. mia).
Ora, le parole in portoghese non sono state messe in corsivo (come si dovrebbe fare in una scrittura sorvegliata), quindi forse l'autrice voleva mescolare all'originale delle espressioni che d'altra parte sono perfettamente comprensibili anche per chi non spiccica una parola di portoghese (come me!).
Ma veniamo alla domanda: in un'eventuale traduzione in italiano (traduzione che in realtà c'è già, quindi teoricamente si potrebbe vedere come s'è comportato il traduttore, o traduttrice che sia) voi lascereste i termini in portoghese o li tradurreste perché magari la distanza tra italiano e portoghese è maggiore (seppur di poco) rispetto a quella tra spagnolo e portoghese? In altre parole, lasciando i termini lusitani (eventualmente evidenziandoli in corsivo) si rischierebbe di alterare la leggibilità dell'opera?
Mi scuso se ho commesso errori di scelta di sezione o di qualsiasi altro genere, e ringrazio già da ora chiunque abbia intenzione di rispondere.
linguandre
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Manuela Dal Castello Italy Local time: 15:58 Member (2008) English to Italian + ...
portoghese
Feb 2
Se l'autore per una scelta letteraria li ha messi in una certa lingua troverei sensato che in tale lingua rimanessero.
Se proprio sono incomprensibili (ad esempio, se fosse russo o giapponese, così ci sarebbe anche la difficoltà dell'alfabeto o dell'ideogramma), con traduzione in nota.
Buona lettura!
Manuela
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Rossinka Italy Local time: 15:58 Member (2011) Italian to Russian + ...
Io, invece, penso che disogna tradurli,
Feb 2
1) la lingua portoghese ha le sue regole di lettura, e gli italiani leggeranno in modo scorretto
2) se sono dei luoghi famosi, esiste di certo un nome italiano per essi.
IMHO.
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Yaji Italy Local time: 15:58 Member (2008) Spanish to Italian + ...
Non tradurli !
Feb 2
Sono dello stesso avviso di Manuela, lasciarli nella lingua originale in questo caso in portoghese. Lo stesso accade con i film. Se il film e tradotto in italiano, e un personaggio o gruppo di personaggi parla un'altra lingua identificativa del gruppo, o del luogo o di un paese, si lascia nella lingua straniera ma con i sottotitoli.
Saluti.
Yaji
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Lo stesso accade con i film. (...) si lascia nella lingua straniera ma con i sottotitoli.
Ma nel libro non ci sono i sottotitoli. L'equivalente sarebbe, credo, la nota a piè di pagina, considerata da alcuni come una sconfitta...
[Edited at 2012-02-02 14:51 GMT]
[Edited at 2012-02-02 14:52 GMT]
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2G Trad Italy Local time: 15:58 Member (2000) English to Italian + ...
Non tradotti
Feb 2
linguandre:
sto leggendo un romanzo in ispagnolo e, nonostante non debba tradurlo, molto spesso mi fermo a pensare come tradurrei questa o quell'espressione (la potrei chiamare deformazione professionale, se non fosse che sono ancora solo uno studente universitario!). Mi sono imbatutto, nelle ultime pagine, in alcuni termini portoghesi (la vicenda s'è spostata a Lisbona), come luoghi (plaça do Comercio, rua do Ouro, ecc.) o saluti (Joao ... proclamó su bom día)
I nomi di vie e i nomi propri di persona non li tradurrei. Per i saluti, se il fatto di rimanere in portoghese hanno un significato particolare per lo scrittore spagnolo, secondo me, deve rimanere così anche in italiano.
Se dovessi vederli tradotti, mi suonerebbe male.
E' 'Praça' do Comércio. Se nel libro c'è scritto Plaça è già un errore
Ciao!
Gianni
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2G Trad wrote:
I nomi di vie e i nomi propri di persona non li tradurrei. Per i saluti, se il fatto di rimanere in portoghese hanno un significato particolare per lo scrittore spagnolo, secondo me, deve rimanere così anche in italiano.
Se dovessi vederli tradotti, mi suonerebbe male.
E' 'Praça' do Comércio. Se nel libro c'è scritto Plaça è già un errore
Ciao!
Gianni
Be', in realtà i termini portoghesi non sono moltissimi, quindi non credo che siano fondamentali per l'autrice. Voglio dire, non ci sta basando la sua opera!
La ringrazio per la precisazione: come ho scritto sopra, non conosco il portoghese, quindi non m'ero accorto dello sbaglio. A ogni modo, è uno sbaglio che si trova nell'originale: forse s'è deciso di rendere Praça un po' piú simile alla plaza spagnola. Manca addirittura l'accento su Comércio.
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Manuela Dal Castello Italy Local time: 15:58 Member (2008) English to Italian + ...
le note non sono sempre una sconfitta
Feb 2
linguandre wrote:
Ma nel libro non ci sono i sottotitoli. L'equivalente sarebbe, credo, la nota a piè di pagina, considerata da alcuni come una sconfitta...
Se consideriamo lo scrittore un "creatore", dobbiamo rispettare la sua scelta: avrà i suoi buoni motivi se mette parole in un'altra lingua, altrimenti non lo avrebbe fatto (è quasi lapalissiano).
Poi traduttore ed editore devono decidere quale sia il modo migliore di trasmettere lo stesso messaggio: ci sono casi in cui si "trasla" il tutto nella stessa lingua, casi in cui si usano registri linguistici diversi, e anche casi in cui si usano le note a piè di pagina.
Come lettrice, so che sono forse un caso isolato ma a me le note a piè di pagina piacciono da morire... è come se il traduttore (o il redattore, o lo scrittore) mi prendesse da parte per sussurrarmi, in confidenza, un qualcosa in più che chi si limita a leggere il "signor Testo" non saprà mai.
Se ti interessa approfondire l'argomento, ti consiglio due libri utili professionalmente ma gradevolissimi: il notorio "Dire quasi la stessa cosa" di Umberto Eco e "Sul tradurre" di Susanna Basso.
Buona lettura! Ma attento: è un circolo vizioso, se entri rischi seriamente di non uscirne più come la sottoscritta... certo che è un bel perdersi...
Manuela
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Non è affatto un caso isolato, gliel'assicuro! Anche a me piacciono le note a piè di pagina, ma è anche vero che i traduttori (o gli aspiranti traduttori come me) costituiscono dei lettori parecchio speciali.
Per quanto riguarda i testi che mi suggerisce, il libro di Eco (un classico) l'ho già letto almeno metà, e tra circa un mesetto dovrò studiarlo più che leggerlo, e il libro della Basso è nella lista dei libri da acquistare (ne lessi un capitolo, e mi sembrò di molto interessante!).
Grazie per i consigli di lettura e per la risposta articolata.
Ovviamente ringrazio anche tutti coloro cha hanno risposto (e che risponderanno).
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Eric Dos Santos Italy Local time: 15:58 Member (2010) Italian to Portuguese + ...
altre considerazioni - lettore finale, riferimenti culturali
Feb 2
Premetto che non sono un traduttore letterario. Ma quando si traduce la decisione di tradurre o no alcuni termini ed espressioni non dipende solo dal fatto che l'autore non ha reso nella sua lingua certi termini, quindi non è scontato che si debba per forza lasciarli in lingua originale. Dipende anche dall'obiettivo di questa scelta. Quando lasci un termine in una lingua, a volte vuoi rievocare nel lettore (in quel caso il lettore spagnolo) qualche sensazione o ci sono dei riferimenti culturali impliciti, ma questo per un determinato tipo di lettore. Anche Eco in "Dire quasi la stessa cosa" tratta questo argomento, citando come esempio il suo "Il nome della rosa", dove ha lasciato dei brani in latino, che per il lettore italiano non è del tutto incomprensibile, e che rievoca qualcosa di antico, ma comunque familiare; ma nel caso di una traduzione in portoghese, sul lettore lufosono, tanto per citare un esempio che conosco bene, non avrebbe lo stesso effetto e risulterebbe del tutto estraneo. L'italiano, come ha menzionato il collega, è più distante dal portoghese rispetto allo spagnolo e secondo me molte espressioni sarebbero incomprensibili per un lettore italiano medio. Già tra spagnolo e portoghese, esiste quello che in linguistica viene definita come mutua intelligibilità asimmetrica, ovvero, riusciamo ad avere una altissima comprensione dello spagnolo senza mai averlo studiato (il contrario non è necessariamente così). Quindi nel tradurre il suddetto romanzo in italiano, si dovrebbe tenero conto del lettore e dell'effetto sperato ed effettivo che i termini non tradotti avrebbero su di lui. Infatti molte volte, come è capitato allo stesso Eco, l'autore discute con il traduttore gli obiettivi che spera di raggiungere, e poi il traduttore cerca di trasmetterli nel suo testo. Questo ancora una volta risalta l'importanza di conoscere molto bene la lingua fonte, magari avendo vissuto nel paese dove si parla la lingua, affinché si riesca a cogliere i riferimenti culturali e l'effetto e il "gusto" che un termine può rievocare nel lettore madrelingua.
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