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Per noi traduttori giramondo.. ma come funziona per la pensione?
Thread poster: xxxItaliano
xxxItaliano
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Jun 6, 2004

Vedo che molti traduttori ogni tot anni si spostano da un paese all'altro e li si riinscrivono nel quadro legale locale (per dirla con la terminologia italiana, "aprono partita IVA e versano i contributi all'INPS" - locale!).
La domanda e': ma che succede con la pensione? Se uno si trova con 10 anni di versamenti in uno stato ,5 in un'altro, 8 in un'altro ancora..

La domanda NON è teorica, io ho 10 anni di lavoro dipendente in Italia, e vorrei capire se regolarizzarmi in polonia come freelance non sia suicida, e se non sia meglio aprire partita IVA in italia e versare all'INPS nostrano.. tanto mica devo essere in italia e certo l'italia non si puo' scocciare che pago tasse (e contributi INPS) italiani senza abitarci..

Che mi dite? Qualche giramondo ha la risposta sulla faccenda dei "contributi sparsi per l'orbe terracqueo"?

Mario


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Luca Tutino  Identity Verified
Italy
Local time: 09:34
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Temo che non funzioni granché Jun 6, 2004

Questi sono discorsi delicati, perché se non erro i versamenti inps sono obbligatori. Ma a quelli come noi nessuno vuol spiegare concretamente se, come e a cosa serviranno...

Dopo avere fatto qualche supplenza in scuole statali in Italia, io ho pagato pensione e previdenza locali in Olanda per 6 anni più pensione integrativa per 5 anni, come impiegato, poi sono tornato in Italia e con questo, a quanto pare, i miei contributi sono praticamente andati perduti (eppure era dopo Schengen).

Poi ho aperto una partita IVA come traduttore, ho versato contributi regolari per 2 o 3 anni - quindi ho chiuso la partita IVA e mi sono dedicato ad altro per un paio d'anni. Adesso pare che anche quei contributi non possano essere ricongiunti con quelli delle supplenze (tantomeno con quelli olandesi, ovviamente).

Pensavo anche alla possibilità di riscattare l'anno di militare e i quattro anni di università. Tutto assieme, in un mondo normale, potrebbe spettarmi il diritto far figurare di almeno 13-14 anni di contributi. Ma nessuno mi da risposte precise.

Ma esiste in Italia qualche ente addetto a spiegare queste cose? Ho provato a registrarmi sul sito dell'inps, ho fatto qualche telefonata. Sono andato a parlare nell'ufficio locale. Il solo risultato mi è sembrato quello di addentrarmi in un labirinto. Senza parlare di quello che si legge sui giornali.


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xxxItaliano
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E' tutto legale.. il problema è capire quali sono i termini, cosa conviene.. Jun 6, 2004

Luca Tutino wrote:

Questi sono discorsi delicati, perché se non erro i versamenti inps sono obbligatori. Ma a quelli come noi nessuno vuol spiegare concretamente se, come e a cosa serviranno...


sono obbligatori, certo, ma è perfettamente legale:

1) aprire partita IVA in Italia, sono italiano e posso
avere un indirizzo di rifermento in italia.

2) posso lavorare non solo PER I POLACCHI, ma anche IN POLONIA,
perche' il titolare di una ditta individuale della UE puo lavorare in qualunque paese UE. Se voglio posso riparare un gabinetto otturato di Danzica e fargli fattura da Roma!
(faccio apposta l'esempio di un lavoro NON telematico..)

3) posso comunque dal 1 maggio abitare in Polonia e nessuno mi puo' sbattere fuori. (Del resto sono stato qui tre anni da clandestino e nessuno mi ha detto niente.)

quando ho lasciato il lavoro statale mi hanno detto
che è possibile "girare" il capitale dell'INPDAP (l'INPS degli
statali se ricordo bene) all'INPS e quindi aggiungervi i futuri
versamenti di lavori non statali.

probabilmente ha piu' senso cosi che aprire partita IVA polacca, versare qui i contributi e ritrovarsi con 10 anni in Italia, X anni in Polonia.. e morire di fame senza pensione..

ma qualcuno ne sa di piu? HELP!

Mario


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Dinny  Identity Verified
Greece
Local time: 10:34
Italian to Danish
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Domanda davvero interessante! Jun 6, 2004

Faccio da tutta la vita la spola tra Italia e Danimarca... quando mi fa impazzire il sistema italiano ritorno in Danimarca a godermi la vita "quadrata"... fino a che mi fa impazzire l'elevato percentuale di tasse che mi tocca pagare là.

E, tutto ad un tratto, la vita sembra arrivare al punto di doverci pensare alla pensione. Sigh. Come cittadina danese ho comunque il diritto alla pensione, anche chi non ha lavorato per tutta la vita, ne ha diritto... al raggiungimento dei 65 anni!!! (e richiede comunque una permanenza stabile in Danimarca per un totale di 40 anni dopo i 15 anni di età, quindi per ogni anno che mi manca mi dedurranno un tot).

Vivendo ora in Italia, potrei chiedere la cittadinanza italiana ed avrei comunque così la possibilità di chiedere la pensione minima all'età di 60. (Della quota danese non se ne parla, me lo considerano soltanto quando avrò 65 di anni). Bene, a 60 chiederò la pensione italiana (Berlusconi ha detto: un milione a tutti, ehehhe) e mi trasferisco a Creta dove vive mia figlia che non vede l'ora che io venga a fare "la nonna". Là un milione vale il doppio... e continuerò tranquillamente a fare traduzioni fino ai 65, quando posso farmi mandare anche la pensione danese.

I contributi versati in Italia durante le varie permanenze qua saranno sempre pochi per raggiungere gli anni richiesti - ma ho comunque diritto alla pensione minima arrivando ai 60'anni, o almeno così mi hanno riferito.

Mi sembra di capire che il terreno delle pensioni è una gran giungla ... per l'Italia bisogna conservare ogni piccolo pezzo di carta, poter dimostrare ogni singolo contributo pagato, e prepararsi ad aspettare in eternità per avere una risposta. Per la Danimarca, fortuna mia, basta raggiungere l'età giusta che va tutto in automatica.

Comunque, è bene pensare per tempo di farsi mandare da ogni singolo datore di lavoro mondiale la conferma dei contributi versati da loro - ed ovviamente conservare ogni ricevuta per i contributi versati personalmente per lavoro autonomo.


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Claudia Mattaliano  Identity Verified
Local time: 09:34
Member (2006)
German to Italian
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Solo una precisazione Jun 6, 2004

Mario, per aprire partita IVA in Italia devi essere residente italiano e sei residente italiano, se trascorri almeno un tot di giorni all'anno (la metà circa) in Italia. Questo me lo ha detto la mia commercialista perché volevo sapere se potevo tenere la P.I. italiana e trasferirmi in Germania senza problemi. Purtroppo non si può fare... Magari chiedi maggiori delucidazioni a qualcuno che ne sa più di me. Io volevo solo farti presente questo cavillo.

Ciao
Claudia


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Monique Laville  Identity Verified
Italy
Local time: 09:34
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In effetti Jun 8, 2004

concordo con Clamatta. Per motivi pratici, volevo aprire una partita IVA in Francia. Bisogna tuttavia essere residente in Francia, ossia viverci per un certo periodo all'anno e non un mese o due come faccio ora. Ed è molto facile controllare se una persona è davvero residente in un paese o meno. Non è diverso per l'Italia.
Per quanto riguarda le informazioni sull'argomento, perché non rivolgersi ai nostri deputati europei? Saranno forse contenti di giustificare gli cospicui stipendi che ricevono.


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xxxItaliano
Local time: 09:34
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TOPIC STARTER
Come si puo' controllare? Vorrei saperlo, per curiosita... Jun 8, 2004

"E' molto facile controllare??" COME?
sono curioso di sapere come!

In ogni caso forse per me il problema non si pone, oggi
ho scoperto che l'INPS polacco, che chiede il 47% dello
stipendio per i dipendenti (ASSURDO!!!) dai lavoratori
in proprio come sarei io prende solo 140 Euro al mese,
FISSI! ossia 1700 euro l'anno. la cosa bella e che NON SONO
PROPORZIONALI AL REDDITO, ma sono fissi!

certo se uno non guadagna ancora deve pagare una bella
botta, 140Euro sono tanti per il livello polacco, ma
è ottimo che la quota e' fissa.. e comprende anche
l'assicurazione sanitaria..

quindi SICURAMENTE apro l'attivita' qui.. diciamo che alla peggio posso dire che i 140 Euro li pago per la sanita' e che se non mi daranno la pensione non mi posso lamentare..

probabilmente i miei 10 anni di contributi sono MENO
della pensione sociale.. ma almeno quella me la daranno..

A PROPOSITO:
qualcuno sa se la pensione sociale in italia la danno
anche se si abita fuori italia? visto che in Danimarca
ti tolgono un po' per ogni anno passato all'estero...

grazie.

Mario


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Flora Iacoponi, MCIL  Identity Verified
Ireland
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pensione sociale Jun 8, 2004

Mi sembra che occorrano almeno 20 anni di contributi in Italia per poter ricevere la pensione sociale, o sbaglio?
Saluti


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xxxItaliano
Local time: 09:34
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"Mi sembra che le galline volano a 10000 metri di quota"... Jun 9, 2004

Flora Iacoponi wrote:

Mi sembra che occorrano almeno 20 anni di contributi in Italia per poter ricevere la pensione sociale, o sbaglio?
Saluti


Flora, mi cadono le braccia! La pensione sociale e' fatta per i poverelli che non hanno neanche un giorno di lavoro in tutta la vita, per vari motivi, per esempio puoi essere barbone, pazzerello, emarginato sociale ecc ecc...

Certo che NON SI DEVONO AVERE CONTRIBUTI PER AVERLA! il problema
e' che e' misera e che e' una specie di PIETA' dello stato verso il cittadino..

Per favore questo e' un forum di PROZ. Teniamo il livello della discussione DEGNO. Da quando ero bambino ho imparato a dire "non lo so" invece di sparare..

grazie

Mario


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Flora Iacoponi, MCIL  Identity Verified
Ireland
Local time: 08:34
Member
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pensione di vecchiaia/sociale Jun 9, 2004

Ciao Mario,

hai ragione, l'ho sparata senza fare le dovute ricerche, i 20 anni che mi frullavano in testa sono per la pensione di vecchiaia..:-)
Ecco il link dell'INPS per la pensione sociale (miseri 300 euro e rotti al mese):
http://www.inps.it/Doc/TuttoINPS/pe/pe_tes130.htm
e per la pensione di vecchiaia:
http://www.inps.it/Doc/TuttoINPS/pe/pe_tes004.htm

Anch'io me ne ero interessata tempo fa perché anch'io giramondo (attualmente in Irlanda e con 0 chance di diventare mai un lavoratore dipendente per anni sufficienti da accumulare una pensione..:-)
Ma non deprimiamoci va', e rimbocchiamoci le maniche!
bonne chance
Flora

ps: Comunque, quando ho chiesto al consolato italiano di Dublino come funziona per le pensioni mi hanno detto che dovrebbe essere possibile congiungere i contributi regolarmente pagati nei vari paesi europei, che saranno trasferiti al paese in cui si fa domanda di pensione. Ora, speriamo che questa non sia fantascienza e che da qui a quando richiederemo le nostre pensioni esista una procedura semplice per combinare i vari contributi pagati in paesi diversi visto che in Europa siamo tutti sempre più mobili. Per il momento comunque io faccio come Dinny e conservo ogni singolo pezzo di carta.

ps: per quanto riguarda invece il modo di controllare se uno è residente o meno, è molto semplice, in Italia ti mandano i vigili urbani a casa per vedere se ci abiti o no (successo a me).

[Edited at 2004-06-09 09:14]

[Edited at 2004-06-09 09:28]


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Monique Laville  Identity Verified
Italy
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Infatti! Jun 9, 2004

Come lo scrive Flora, vengono i vigili a controllare. Pensavo proprio a quello perché è capitato ad una mia vicina.

Per quanto riguarda la pensione "sociale" credo che sia di circa 500 euro al mese. Qualque uomo politico ha promesso di aumentarla. Molto probabilmente i beneficiari sono numerosi, ma tanti non perché non hanno mai lavorato in vita loro, al contrario. Semplicemente lavorano oppure hanno lavorato senza essere dichiarati, oppure con contratti particolari e quindi nessuno ha mai pagato i contributi. Ovviamente trattandosi di lavoratori a reddito basso o bassissimo, inutile precisare che generalmente non possono considerare di versare contributi ad un fondo pensione volontario. Per citare solo un esempio, basta pensare ai lavori socialmente utili (impiegati tra l'altro anche in tanti comuni), che dovrebbero avere un limite nel tempo, ma in realtà con qualche trucco durano anche dieci anni!

Ma qui non dobbiamo fare politica vero?


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griccardi
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? Pensione ? Jun 10, 2004

? P-e-n-s-i-o-n-e ?
adesso cerco su Google... mi pare che una volta mia nonna me ne aveva parlato...


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Donatella Talpo  Identity Verified
Spain
Local time: 09:34
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Ho chiesto all'INPS italiana Jun 15, 2004

Anch'io mi sono posta lo stesso quesito visto che ho accumulato 10 anni di lavoro dipendente in Italia, ed adesso vivo da 13 anni in Spagna, con Partita IVA e lavoro autonomo.
L'INPS mi ha detto che non ci sono problemi e che una volta che voglia andare in pensione, devo scegliere se riscuotere qui in Spagna od in Italia.
Spero comunque che si ritrovi e che i versamenti non svaniscono come successo agli altri.
Riguardo all'apertura della partita IVA, sono d'accordo con coloro che dicono che è legata alla residenza.
Inoltre, fatturando con una partita IVA non locale, qui in Spagna sei soggetto ad una trattenuta del 50%, se non si presenta il relativo certificato di residenza fiscale.
saluti.


[Subject edited by staff or moderator 2004-06-15 16:55]


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