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Inglese/italiano o italiano/inglese: lettera aperta
Thread poster: CLS Lexi-tech

CLS Lexi-tech
Local time: 06:27
Member (2004)
English to Italian
+ ...
May 2, 2002

Trascrivo qui, con i dovuti cambiamenti, una lettera che ho appena scritto:



Gentile XXXXX,

ho letto con piacere il CV che mi ha cortesemente inviato. Da due mesi mi occupo del reclutamento e dello sviluppo professionale dei traduttori Lexi-tech, sia in-house che freelance.

Le scrivo, oltre che per accusare ricezione del suo messaggio e curriculum, anche per soddisfare una mia personale curiosita\' che ha a che vedere con i corsi di formazione per traduttori in Italia. Tenga presente, mentre legge quello che sto per scriverle, che ho tenuto all\'Universita di Carleton, qui a Ottawa, seminari intensivi di traduzione per studenti italiani in visita di formazione, che ho studiato negli Stati Uniti e che sono stata ricercatrice di ruolo alla Sapienza. Voglia perdonarmi allora un pizzico di saccenteria. E\' l\'eta\'.

L\'appunto che ho rivolto pubblicamente alle universita\' italiane anche attraverso almeno due forum (www.biblit.it e www.proz.com) e\' che, chiedendo agli studenti di tradurre verso la lingua straniera in sede di esame e in sede di preparazione, le universita\' e le scuole T & I danno ai laureati la sensazione che si possa davvero tradurre verso una lingua con la quale si ha una frequentazione e una confidenza limitata. (E non parlo di essere madrelingua, che non e\' sempre necessario.) Non le rivolgo qui un appunto personale, in quanto, evidentemente, non conosco il suo livello di conoscenza delle lingue straniere.

Perche\' le dico questo? Per aiutarla, nel senso che se lei invia un curriculum all\'estero nel quale dice di tradurre verso due lingue straniere, il futuro datore di lavoro rimane molto stupito. Pur vivendo qui da 18 anni, pur avendo studiato negli Stati Uniti e appreso l\'inglese a 7 anni, ho iniziato a tradurre verso l\'inglese, qui in Canada, solo tre anni fa, e sempre sotto revisione di un senior translator. Magari sono solo un po\' tonta.

La prego di prendere queste mie parole come se venissero da un professore che ha a cuore il suo futuro; ho l\'eta\' per permettermelo



Le sarei anche grata se si facesse portavoce di questa posizione, sempre che lei la condivida, nel senso che l\'Italia puo\' ritrovarsi con una cattiva fama in campo traduttivo (anche per le vergognose tariffe basse che vengono applicate) e questo e\' male soprattutto per il futuro europeo di quello che considero ancora come il mio paese.

Cordiali saluti e buon lavoro.

E per eventuali lavori verso l\'italiano sara\' mia cura contattarla.



Paola Ludovici MacQuarrie





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Mauro Cristuib-Grizzi  Identity Verified
Italy
Local time: 12:27
English to Italian
Sono d'accordo May 2, 2002

Beh, che dire: sono d\'accordo. Forse non sono il più titolato per questo commento, dal momento che sono un self-made-translator (ho studiato Ingegneria, rigorosamente in italiano ), ma molti anni di sudata pratica nel settore delle traduzioni mi hanno reso molto chiaro il fatto che non ci si può improvvisare. Non voglio discutere il tipo di preparazione offerto dalle università italiane (anche se posso immaginarlo, visto quanto offriva il corso di laurea in ingegneria nella seconda metà degli anni Settanta), ma resta il fatto che, mentre è verosimile poter offrire una buona qualità nelle traduzioni da una lingua straniera verso la propria lingua madre, nella stragrande maggioranza dei casi la traduzione inversa rappresenta completamente un altro pianeta. Io sto avventurandomi timidamente soltanto adesso - dopo 18 anni di esperienza - in settori che non sono solo quelli della mia preparazione tecnica, ma sempre rigorosamente EN>IT.

In ogni caso, sarà sempre il mercato a decidere . Ognuno è liberissimo di lanciarsi a capofitto in ciò che è convinto di saper fare... I risultati si vedranno, e saranno preziosa esperienza!



Ciao,



Mauro



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Pilar T. Bayle  Identity Verified
Local time: 12:27
English to Spanish
+ ...
:-) May 2, 2002

My hat\'s off to you, Paola... Quite elegant...



P.


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Elisabetta Schiavo
Local time: 11:27
English to Italian
+ ...
Ben fatto... May 2, 2002

È verissimo, molti traduttori, diciamo soprattutto gli studenti ed i neolaureati in Lingue o Traduzione vivono nel mito di poter tradurre attivamente nella loro prima lingua straniera, o addirittura anche nella seconda o terza!



Ma, sinceramente, credo che sia colpa più di certe agenzie nostrane che delle Università.



Io gli esami di traduzione verso le lingue straniere li ho vissuti più come esercizio finalizzato all\'apprendimento della lingua stessa che come un vero e proprio addestramento al lavoro. E qualche docente deve averci anche spiegato che un vero professionista traduce solo verso la sua lingua madre, perché questo è il messaggio che ho recepito in conclusione dei miei studi e che rispetto come fosse un dogma.



Ma è spesso capitato che qualche piccola agenzia da strapazzo abbia commissionato ai miei amici studenti traduzioni attive. A mio avviso sono soprattutto queste persone, che cercano di ottenere traduzioni per pochissimi soldi (tanto il cliente bada al risparmio, mica all\'Inglese), a \'far montare la testa\' ai traduttori in erba.



D\'altra parte non vedo perché eliminare gli esami di traduzione verso la lingua straniera. Ne beneficiano i futuri interpreti che, ad esempio nella trattativa, devono esprimersi in entrambe le lingue. Ne beneficiano coloro che faranno un lavoro diverso dal traduttore, ma sempre attinente alle lingue (uffici commerciali, receptionist, insegnanti nelle scuole pubbliche - altro tasto dolente, ma tant\'è), ne beneficia chi andrà a vivere all\'estero, ecc.



Comunque sia, la tua lettera mi piace molto e fai assolutamente bene a diffonderla. Buon Proz gli faccia.



Buon lavoro a tutti.



Elisabetta


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xxxnronzini  Identity Verified
Local time: 11:27
English to Italian
+ ...
Poca informazione May 4, 2002

C\'è sicuramente poca informazione a livello generale su come funziona la traduzione e in quali lingue bisogna lavorare (esclusivamente madrelingua!).

Dico questo perché rimango sempre un po\' stupita quando capita che alle feste mi presento e si arriva alla classica domanda \'And... what do you do?\' seguita dalla ormai classica altra domanda in cui mi si chiede quali libri abbia tradotto verso l\'inglese. Questo dimostra che le persone sanno pochissimo della traduzione e ritengono che, dato che l\'italiano lo sai già bene, si debba invece esercitare l\'altra lingua (cosa che trovo impossibile).

Al master di traduzione fatto qui ho passato un anno d\'inferno frequentando il modulo traduzione Ita > Eng. perché proprio non mi riusciva di entrare naturalmente in un altro modo di pensare, di concepire la lingua inglese come \'mia\' e, inevitabilmente, applicavo strutture grammaticali e anche qualche calco lessicale (cosa non fa la disperazione!) nelle traduzioni da vedere durante le lezioni.



Paola, ben detto!



Aggiungo anche che trovo già difficile specializzarmi solo in una lingua e, malgrado la mia pluriennale conoscenza del francese, esiterei a considerare un testo Franc. > Ita. tecnico a meno di non avere una data di consegna più che accettabile che mi dia la sicurezza di lavorare bene.

Come si fa allora a far conoscere di più il mondo della traduzione e il modo di operare dei traduttori?



Ciao a tutti e buonissimo lavoro



Nicoletta


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Sarah Ferrara  Identity Verified
Italy
Local time: 12:27
Italian to English
Hear hear May 5, 2002

Paola, ben detto.

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Francesco Barbuto  Identity Verified
Local time: 12:27
English to Italian
+ ...
Per forza madrelingua??? Jun 20, 2002

Quote:


On 2002-05-02 19:27, microwide wrote:

Beh, che dire: sono d\'accordo. Forse non sono il più titolato per questo commento, dal momento che sono un self-made-translator (ho studiato Ingegneria, rigorosamente in italiano ), ma molti anni di sudata pratica nel settore delle traduzioni mi hanno reso molto chiaro il fatto che non ci si può improvvisare. Non voglio discutere il tipo di preparazione offerto dalle università italiane (anche se posso immaginarlo, visto quanto offriva il corso di laurea in ingegneria nella seconda metà degli anni Settanta), ma resta il fatto che, mentre è verosimile poter offrire una buona qualità nelle traduzioni da una lingua straniera verso la propria lingua madre, nella stragrande maggioranza dei casi la traduzione inversa rappresenta completamente un altro pianeta. Io sto avventurandomi timidamente soltanto adesso - dopo 18 anni di esperienza - in settori che non sono solo quelli della mia preparazione tecnica, ma sempre rigorosamente EN>IT.

In ogni caso, sarà sempre il mercato a decidere . Ognuno è liberissimo di lanciarsi a capofitto in ciò che è convinto di saper fare... I risultati si vedranno, e saranno preziosa esperienza!



Ciao,



Mauro







Gentili colleghi,



È da più di dieci anni che lavoro. Ho avuto esperienze di lavoro a New York, Parigi e

Sydney.

Da circa nove mesi collaboro con una agenzia americana di Pittsburg e traduco

indifferentemente dall\'inglese all\'italiano e dall\'italiano all\'inglese. I clienti dell\'agenzia

per conto della quale ho tradotto documenti dall\'italiano in inglese si ripresentano ed

i loro file vengono affidati a me sistematicamente.

Certo, essere madrelingua costituisce un indubbio vantaggio ma, secondo

me e secondo la mia esperienze, non è un titolo necessario, soprattutto nel settore

tecnico scientifico, in cui la lingua idiomatica è quasi assente del tutto.

Altro paio di maniche se si traduce letteratura (per così chiamarla) creativa.



Cosa ne pensate?



Francesco F Barbuto

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Luca Tutino  Identity Verified
Italy
Local time: 12:27
Member (2002)
English to Italian
+ ...
Brava ! - Grazie ! Jun 21, 2002

Ci possono essere rare eccezioni, come quelle segnalate da Francesco Barbuto (settori esclusivamente e strettamente tecnici, in particolari formati e dove comunque sia disponibile la rapida consultazione e/o il controllo finale da parte di un madrelingua). Ciò non toglie che, anche in base a quanto ho visto in giro finora, la pretesa traduzione verso due lingue sia quasi sempre indice di scarsa comprensione del lavoro di traduzione...



Pregnante soprattutto l\'accostamento di questa cattiva abitudine alla troppo scarsa valutazione economica del servizio da noi fornito, in Italia.



Grazie a Paola per le sue chiarissime parole.


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Julie Preston  Identity Verified
United Kingdom
Local time: 11:27
Italian to English
agree with Francesco Barbuto Jun 22, 2002

Come dice Francesco, dipende dal tipo di traduzione. In tanti anni di esperienza come segretaria di alta direzione in Italia ho tradotto molti documenti eg. verbali del Consiglio di Amministrazione, contratti, gare d\'appalto ecc. ecc. Sono documenti abbanstanza \"straight forward\" che non richiedono una particolare preperazione \"letterario\". Altro discorso invece per quanto riguarda appunto i testi letterari che non accetterei nonostante 18 anni di vita in Italia, non perchè incapace ma perchè secondo me, la mia traduzione potrebbe mancare di qualcosa rispetto a quella fatta da un traduttore italiano (ovviamente con esperienza nel settore).



Comunque, vedo che non mi vengono offerte traduzione dall\'italiano all\'inglese, perciò la situazione sembra già essere controllata dalle leggi del mercato.


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CLS Lexi-tech
Local time: 06:27
Member (2004)
English to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
Dipende... ma fino a un certo punto Jun 23, 2002

Sono d\'accordo con Francesco e Julie, ma mi riferivo soprattutto ai giovani che si affacciano alla traduzione traducendo verso la lingua non attiva/dominante/materna come la volete chiamare.

E un consiglio per Julie: fatti sotto che che in questa combinazione linguistica c\'e\' molto lavoro in Italia, a quanto pare.



Buon lavoro a tutti



paola



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CLS Lexi-tech
Local time: 06:27
Member (2004)
English to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
Dipende... ma fino a un certo punto Jun 23, 2002

Sono d\'accordo con Francesco e Julie, ma mi riferivo soprattutto ai giovani che si affacciano alla traduzione traducendo verso la lingua non attiva/dominante/materna come la volete chiamare.

E un consiglio per Julie: fatti sotto che che in questa combinazione linguistica c\'e\' molto lavoro in Italia, a quanto pare.



Buon lavoro a tutti



paola



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luskie
Local time: 12:27
English to Italian
+ ...
vorrei ma non posso / voglio ma non potrei Jun 26, 2002

vorrei (ma non posso) ---> intervenire a questo proposito, perchè mi sono andata ad impelagare per un amico in una traduzione in inglese nettamente al di sopra delle mie possibilità (come qualcuno di voi ben sa)



voglio (ma non potrei) ---> fare questa traduzione perché è per un amico, perché è molto interessante/divertente/stimolante, perché è ben pagata, perché devo pagare l\'affitto, e soprattutto perché alla fine sarà revisionata direttamente dall\'editore inglese



cari saluti a tutti

luskie


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Simona Oliva
France
Local time: 12:27
French to Italian
+ ...
Una questione di coscienza ma... Jul 2, 2002

Cara Paola,



Purtroppo quella di cui parli è una tendenza ormai diffusa un po\' dappertutto, non solamente nelle scuole di interpreti e traduttori ma anche e soprattutto sul mercato del lavoro. Il problema è che, essendo l\'italiano considerato di scarso interesse rispetto ad altre lingue come l\'inglese o il tedesco (chissà poi a quale titolo), i traduttori e interpreti italiani si vedono costretti a rendersi più competitivi sul mercato offrendosi di lavorare anche verso le lingue considerate \"passive\", di cui non sempre hanno una vera e propria padronanza. In tal senso credo che le scuole cerchino soprattutto di preparare i futuri interpreti e traduttori per il mondo del lavoro, adeguandosi alle esigenze del mercato.



In Francia, dove vivo e lavoro, questo accade meno spesso, forse perché le scuole tengono talmente alla loro reputazione internazionale che rifiutano di mandare allo sbaraglio traduttori e interpreti che non siano perfettamente all\'altezza della situazione. Io, ad esempio, ho frequentato l\'ISIT e qui molti sono gli studenti che si presentano con una cosiddetta lingua B o \"attiva\", ma pochissimi sono quelli che riescono a diplomarsi con tale combinazione.



Io personalmente traduco solo ed esclusivamente verso l\'italiano, e lo faccio perché è solo in questa combinazione che mi sento sicura e competente. Non nego che chiunque, con duro lavoro e molta coscienza professionale, sia in grado di migliorarsi ed approfondire le proprie conoscenze linguistiche al punto di \"buttarsi\" e provare a tradurre verso altre lingue. Ma sono del parere che non potrà mai acquisire quella conoscenza e quella spontaneità \"innata\" che possiede solo un traduttore/interprete madrelingua.



Complimenti per la tua lettera e buon lavoro!



Ciao!

Simona



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