Spese alle quali va incontro un traduttore con P.IVA
Thread poster: Rita D'Ettorre

Rita D'Ettorre  Identity Verified
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May 6, 2005

Ciao a tutti!
Mi è stato offerto da un'agenzia di traduzioni di iniziare una collaborazione continuativa garantendo una produttività minima pur lavorando come libero professionista ed emettendo la fattura per ogni pagamento mensile. Sono abbastanza nuova qui in Proz, magari è un argomento che è stato trattato più volte, in questo caso me ne scuso...
Quali sono le spese a cui va incontro un traduttore che lavora con partita IVA? (tasse, commercialista, la stessa P.IVA ecc.)
Non ho una partita IVA, finora ho lavorato in ritenuta d'acconto, e vorrei fare un po' di conti per valutare la convenienza di questa offerta. Non vorrei che dal lordo che percepisco, alla fine mi rimanga in mano poco e niente...
Grazie mille a chi di voi mi aiuterà!


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María José Iglesias  Identity Verified
Italy
Local time: 06:52
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+ ...
Spese alle quali va incontro un traduttore con P.IVA May 8, 2005

Quali sono le spese a cui va incontro un traduttore che lavora con partita IVA? (tasse, commercialista, la stessa P.IVA ecc.)
Non ho una partita IVA, finora ho lavorato in ritenuta d'acconto, e vorrei fare un po' di conti per valutare la convenienza di questa offerta. Non vorrei che dal lordo che percepisco, alla fine mi rimanga in mano poco e niente...

Premetto che non sono un'esperta di contabilità e quindi ti parlo con un linguaggio poco "contabile"... Da un po' di tempo esiste la cosidetta partita IVA agevolata. Si tratta cioè di un regime fiscale che non prevede ritenuta d'acconto ma solo iva e insp. Le spese di un traduttore sono varie dipendendo da quanto vuoi investire...: ma credo che siano quelle a cui tu accenni: commercialista, partita iva, iva, inps e irap. L'INPS è, come forse sai il 4% ma è qualcosa che tu aggiungi alla tua fattura. Per esempio, con un regime fiscale come quello che ti segnalo, se prima un'agenzia ti pagava per esempio 250 € al lordo della ritenuta d'accconto, vuol dire che 50 veniva versato al fisco per conto tuo dalla ditta e 200 restavano a te. Poi tu facevi la dichiarazione dei redditi e se ti andava bene pagavi poche tasse. Ora, infondo non cambia niente. Dal mio punto di vista, se hai un giro -pur minimo- di lavoro, conviene comunque la partita iva agevolata: 250 sono per te e in questa fattura aggiungi 4% INPS. Al risultato aggiungi il 20% IVA.
Se tu però poi ti compri un computer o hai spese di cartoleria o ti fai i biglietti da visita, quell'iva te lo scarichi. Cioè l'iva delle spese e l'iva dei guadagni si compensano in certo modo. Poi, non ti dimenticare che le agenzie (come le aziende) preferiscono lavorare con un traduttore con partita iva e che quindi possa emmettere fattura poiché loro poi quell'iva se la ripigliano. Invece la ritenuta d'acconto va sempre a fondo perduto... Secondo me è tutto a vantaggio tuo aprire la partita iva.


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Tell IT - Helene Salzmann-Mingardi
Switzerland
Local time: 06:52
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+ ...
Ciao! May 8, 2005

Prova a dare un´occhiata a questo forum. Avevo posto la stessa domanda un pò di tempo fa. Ringrazio ancora tutti i colleghi per i suggerimenti preziosi.

http://www.proz.com/topic/26816

Helene

[Edited at 2005-05-09 06:34]


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Laura Gentili  Identity Verified
Italy
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+ ...
Possibilità di accedere al regime agevolato per 3 anni May 9, 2005

Da un po' di tempo esiste la cosidetta partita IVA agevolata. Si tratta cioè di un regime fiscale che non prevede ritenuta d'acconto ma solo iva e insp. Le spese di un traduttore sono varie dipendendo da quanto vuoi investire...: ma credo che siano quelle a cui tu accenni: commercialista, partita iva, iva, inps e irap. L'INPS è, come forse sai il 4% ma è qualcosa che tu aggiungi alla tua fattura. Per esempio, con un regime fiscale come quello che ti segnalo, se prima un'agenzia ti pagava per esempio 250 € al lordo della ritenuta d'accconto, vuol dire che 50 veniva versato al fisco per conto tuo dalla ditta e 200 restavano a te. Poi tu facevi la dichiarazione dei redditi e se ti andava bene pagavi poche tasse. Ora, infondo non cambia niente. Dal mio punto di vista, se hai un giro -pur minimo- di lavoro, conviene comunque la partita iva agevolata: 250 sono per te e in questa fattura aggiungi 4% INPS. Al risultato aggiungi il 20% IVA.


Non è possibile accedere al regime agevolato se negli anni precedenti si è svolta la stessa attività sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa.
Devi vedere quindi se puoi rientrare nel regime agevolato o no.

Laura


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 01:52
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Precisazioni May 9, 2005

Spero di contribuire con alcune precisazioni, riprendendo alcuni punti dal testo di Maria.
Non per fare il pignolo con Maria, solo come spunto per chiarire eventuali dettagli a qualunque lettore.


María José Iglesias wrote:
...
se prima un'agenzia ti pagava per esempio 250 € al lordo della ritenuta d'accconto, vuol dire che 50 veniva versato al fisco per conto tuo dalla ditta e 200 restavano a te.
...


Aggiungo: salvo poi i conguagli a fine anno.

Ovvero, non è detto che il 20% versato in acconto risulti interamente da versare, potrebbe esserci un conguaglio a favore, come non è detto che il restante 80% (i 200 Eur dell'esempio) resti netto in mano.

Insomma, la ritenuta d'acconto e' un acconto approssimato, da conguagliare a fine anno, in un senso o nell'altro, con ulteriore versamento oppure, teoricamente, anche con un rimborso.



María José Iglesias wrote:
...se hai un giro -pur minimo- di lavoro, conviene comunque la partita iva agevolata: 250 sono per te
...


In base a quanto sopra: le 250 sono pero' ancora totalmente da tassare.

In sostanza, rispetto alle imposte sul reddito non cambia quasi niente rispetto a quanto sopra, solo che il versamento avviene totalmente a cura del contribuente e non ci sono anticipi tramite acconti e sostituti d'imposta.

Tutto questo non ha comunque nessuna relazione con la convenienza o meno, oppure con l'obbligo, di volere o dovere aprire una partita IVA.



María José Iglesias wrote:
...non ti dimenticare che le agenzie (come le aziende) preferiscono lavorare con un traduttore con partita iva e che quindi possa emmettere fattura poiché loro poi quell'iva se la ripigliano. Invece la ritenuta d'acconto va sempre a fondo perduto...


Al punto "...loro poi quell'iva se la ripigliano..." occorre intendere che l'IVA da noi aggiunta in fattura viene pagata dal cliente (agenzia o altro business) ma portata a credito, ovvero detratta dall'IVA da versare in base alle loro vendite.

Sono d'accordo in parte sul fatto che alcune agenzie potrebbero preferire una normale fattura, senza dover assolvere l'obbligo di fungere da esattori degli acconti per conto dello Stato.
Peraltro, anche nel regime IVA, tutti i soggetti IVA fungono da esattori, in quanto l'IVA viene incassata per conto dello Stato e viene poi versata come differenza tra IVA a credito (quella degli acquisti) e l'IVA a debito (quella delle vendite).

Invece decisamente non capisco, anzi direi che è errato dire che "...la ritenuta d'acconto va sempre a fondo perduto...". Non ha senso in base a quanto spiegato sopra e discusso in altre occasioni. Non è a fondo perduto, è un acconto delle tasse.

* * * *

Infine, torno alla domanda originale, che era: "...Non vorrei che dal lordo che percepisco, alla fine mi rimanga in mano poco e niente..." e che non ha ancora avuto una risposta.

Direi che i due regimi non hanno quasi nessuna differenza dal punto di vista delle tasse sul reddito. E' solo diverso il metodo e i tempi per il pagamento. In altre parole, non devi temere che lavorando con una partita IVA aumentino le tasse a sproposito, e anche le spese (commercialista, se ti occorre) in genere non sono grosse cifre.
Per i dettagli comunque occorre avere piu' informazioni sul volume d'affari, attuale o previsto.



ciao
Gianfranco




[Edited at 2005-05-09 13:32]


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Rita D'Ettorre  Identity Verified
Italy
Local time: 06:52
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TOPIC STARTER
ho le idee più chiare! May 10, 2005

Ciao a tutti,
vi ringrazio tantissimo per le vostre spiegazioni. Siete stati davvero gentili ed esaustivi. Dopo un giorno che non ricevevo risposte credevo di aver postato una domanda talmente scontata che nessuno avesse voglia di mettersi a rispondere!!

Nel frattempo ho parlato anche con un mio amico commercialista che mi ha chiarito molte cose. Riassumendo, quindi, bisogna considerare la tassazione IRAP + l'imposta sul reddito (IRE, ex IRPEF), e le spese per la previdenza, di cui il 4% (rivalsa INPS) viene pagato dal cliente in ogni fattura oltre all'importo dovuto, ed il rimanente (circa 18%) viene pagato da me. Oltre a questo, ci saranno le spese del commercialista, che comunque non sono cifre altissime (pensavo peggio!!).
In particolare, secondo il volume d'affari previsto, potrò accedere al regime fiscale agevolato, il che riduce notevolmente la percentuale di tassazione applicata.
Grazie Helene per avermi indicato il forum in cui avevi posto domande simili, ci sono tanti spunti interessanti e suggerimenti preziosi.

Grazie ancora e buon lavoro!


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