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ancora sulla responsabilità
Thread poster: Francesca moletta

Francesca moletta
Italy
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May 10, 2005

Buongiorno a tutti,

sto iniziando a contattare i primi clienti diretti e cominciano ad arrivare finalmente i primi "lavoretti".

A questo proposito, mi si ripresenta l'annosa questione della responsabilità.

Ho trovato un thread interessante sull'argomento: http://www.proz.com/post/68072#68072

ma forse un po' datato e mi chiedevo se ci sono novità a riguardo.

Io ho comunque mandato al cliente (non italiano) delle condizioni di vendita (trovate nel sito di un'agenzia in rete) in cui dico che posso correggere gratuitamente gli errori se mi vengono segnalati entro 30 giorni, ma non mi assumo nessuna responsabilità. L'articolo in italiano è:

.1. Il Traduttore non assume alcuna responsabilità per qualsiasi tipo di danno straordinario, diretto o indiretto, o rivendicazione rivolta al Cliente da qualsiasi terzo, derivante dai servizi resi dal Traduttore, indipendentemente dall'oggetto o modalità dell'azione o dal fatto che il danno sia di natura contrattuale o extracontrattuale o dalla prevedibilità dello stesso da parte del Traduttore, indipendentemente da quanto previsto nelle proposte e documentazioni correlate.
6.2. Il Traduttore non sarà responsabile della restituzione, della perdita o di eventuali danni al Materiale Originale. Nel caso in cui vengano affidati al Traduttore materiali unici o preziosi, è compito del Cliente provvedere alla stipula di opportuna polizza assicurativa a copertura di qualsiasi danno derivante da perdita o distruzione parziale o totale.

Cosa ne pensate? Dovrei pensare di farmi un'assicurazione o un articolo/clausola di questo tipo potrebbe bastare?

Grazie


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Gilberto Lacchia  Identity Verified
Italy
Local time: 01:35
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Ha un valore legale? May 10, 2005

Penso che nulla vieti di introdurre una clausola simile nel contratto con un cliente, ma serve veramente per tutelarsi?

Io, come medico, al fondo di ogni ricetta potrei mettere un timbro nel quale dichiaro di non essere responsabile di qualsiasi effetto avverso (diretto o indiretto) dei farmaci che sto prescrivendo, ma se si arrivasse ad un contenzioso giudiziario e il magistrato ritenesse che l'effetto della mia azione od omissione fosse prevedibile sulla base delle conoscenze che un medico è tenuto ad avere, sarei condannato in ogni caso.

Credo che nel campo delle traduzioni questo valga allo stesso modo anche se le cause contro i traduttori sono certamente molto, ma molto, meno frequenti di quelle nei confronti dei medici.

Non credo francamente che una clausola simile possa tutelare in termini di responsabilità (la responsabilità che ogni professionista ha nei confronti del cliente e dei rapporti che intrattiene con lo stesso).

Un'assicurazione per responsabilità civile potrebbe essere utile per evitare perdite economiche in casi di contestazione del tuo lavoro, ma non per toglierti le responsabilità che il lavoro comunque comporta.

Ciao,
Gilberto


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Francesca moletta
Italy
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TOPIC STARTER
grazie Gilberto May 10, 2005

Effettivamente sono d'accordo. E' proprio il ragionamento che continuo a ripetere.

E' proprio per questo che mi piacerebbe sapere come fanno i colleghi.

Avete un'assicurazione? Come vi "proteggete"?

La mia domanda non riguarda tanto il rapporto traduttore freelance>agenzia, quanto traduttore freelance o agenzia>cliente diretto.

Grazie e buon lavoro a tutti!


[Edited at 2005-05-10 15:28]


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T F F  Identity Verified
Italy
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La responsabilità del traduttore May 11, 2005

Ciao Francesca,

Il profilo della "responsabilità professionale" è molto delicato.

In effetti in Italia esistono moltissime polizze assicurative per la copertura dei danni cagionati a terzi nell'esercizio della professione...Ma non credo siano "sic e sempliciter" sottoscrivibili da un traduttore.

Ad oggi, potrei sbagliare, ma credo che il traduttore non rientri in alcuna figura professionale propriamente detta, e quindi viene meno il requisito soggettivo essenziale per la stipula di una di quelle polizze.

Ciò non toglie che il traduttore, come chiunque altro, possa arrecare danno a qualcuno e quindi essere obbligato a "pagare" per un'ipotesi di responsabilità civile. Si dovrebbe quindi discutere con una compagnia assicurativa l'adattamento di una polizza per responsabilità professionale alla situazione che di fatto vive il traduttore.
Se ricordo bene, l'AITI aveva fatto qualcosa del genere (credo) per tutti i suoi affiliati, che avevano così la facoltà di sottoscrivere una polizza ad hoc (una sorta di polizzaprofessionale atipica!)

In altri Paesi, la situazione è standardizzata, tanto che, te ne sarai accorta, molte application form prevedono un apposito campo per l'indicazione della polizza per responsabilità professionale...! All'estero ha senso! In Italia, meno!

Venendo poi al punto dell'effettiva responsabilità...beh le "clausole di esonero", molto in uso in alcuni Paesi, da noi servono a ben poco: l'ambito di responsabilità civile che una persona può "declinare" su suolo italiano è davvero molto limitato.
Altra questione √® riuscire a PROVARE IN GIUDIZIO la responsabilit√† del traduttore...Questa difficolt√† giova al traduttore pi√Ļ di una assicurazione professionale (tra l'altro si tratta di un vantaggio GRATUITO)...Ma questo, all'estero, per fortuna loro, non ha senso!

Spero che le mie osservazioni ti diano gli spunti di riflessione che cercavi!

Renato


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Cosetta
Italy
Local time: 01:35
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Il codice.... May 12, 2005

Ciao Francesca,
concordo con quanto esposto dai colleghi ma vorrei aggiungere alcune note che spero possano esserti utili.
1) I traduttori sono equiparati ai prestatori d'opera (imbianchini e idraulici, per intenderci) visto che non esiste un albo professionale che disciplini la loro attivit√† (quindi siamo esclusi dalle norme previste per le "professioni intellettuali"). Pertanto, valgono gli articoli del codice civile relativi al lavoro autonomo e, pi√Ļ in generale, alla disciplina del contratto. In parole povere, puoi scrivere nel contratto quello che vuoi, purch√© venga accettato per iscritto dalla controparte (il tuo cliente) e non contenga clausole che contraddicano quanto √® scritto del codice civile.
2) In quanto prestatore d'opera non subordinato, sei responsabile di quello che fai. Se traduci pera per mela (colpa, ergo negligenza grossolana) o, in preda a un raptus, scrivi intenzionalmente una parolaccia tra le righe del testo (dolo) e questo danneggia il tuo cliente, devi risponderne nei termini di legge.
3) Il cliente accetta in modo implicito o esplicito la tua opera ed √® quindi tenuto a verificare che non contenga vizi o difformit√† rispetto a quello che avete concordato. Il codice prevede un termine di accettazione di 8 giorni (non 30) trascorsi i quali, se non viene contestato nulla, il lavoro si ritiene accettato e il cliente non pu√≤ pi√Ļ intraprendere nessuna azione. La cosa √® sensata. Se la sarta non ha cucito bene il tuo vestito e tu te ne accorgi tre mesi dopo, non puoi pretendere che il tuo abito venga rifatto gratuitamente, perch√© nel frattempo la sarta ha iniziato altri lavori e per lei sarebbe un danno rinunciarvi o ritardarli (e questo vale anche per i traduttori: modificare un termine in una paginetta non costa nulla ma cambiare una sola parola, magari ricorrente, in un progetto di 100mila parole, quando stai lavorando ad altre cose, ha chiaramente un impatto diverso).
4)Anch'io mi ero attrezzata con un contratto da sottoporre ai clienti italiani. Le clausole relative alla responsabilità assomigliavano sostanzialmente a quelle che hai riportato con una differenza. Il termine di accettazione era stabilito a 8 gg entro i quali mi impegnavo ad apportare qualsiasi correzione richiesta dal cliente. Decorso tale termine, eventuali modifiche o correzioni dovevano essere pagate.

Il codice civile mi sembra una tutela sufficiente e tutto sommato equa (sempre in attesa di meglio...)

Saluti e in bocca al lupo!


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Francesca moletta
Italy
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il parere di un avvocato May 13, 2005

Grazie a tutti per i vostri consigli.

Ho sentito il fratello avvocato di una collega che dice effettivamente di inviare (e far controfirmare) delle clausole di quel tipo al cliente, ma che effettivamente in caso di danni per i quali venga dimostrata (o sia inconfutabile) la responsabilità del traduttore bisogna avere una polizza assicurativa.

Inizierò quindi ad informarmi a riguardo.

Ma voi concretamente come vi proteggete per eventuali danni arrecati al cliente?

Grazie e buon week end a tutti.


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Giusy Cembalo
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polizze aiti May 21, 2005

Francesca Moletta wrote:

Grazie a tutti per i vostri consigli.

Ho sentito il fratello avvocato di una collega che dice effettivamente di inviare (e far controfirmare) delle clausole di quel tipo al cliente, ma che effettivamente in caso di danni per i quali venga dimostrata (o sia inconfutabile) la responsabilità del traduttore bisogna avere una polizza assicurativa.

Inizierò quindi ad informarmi a riguardo.

Ma voi concretamente come vi proteggete per eventuali danni arrecati al cliente?

Grazie e buon week end a tutti.


Almeno fino a qualche anno fa, mi sembra di ricordare che l'AITI proponesse delle assicurazioni in convenzione per i suoi associati. Non so se lo facciano ancora e se sia possibile stipularle anche per chi non è socio, magari a tariffe diverse. Prova a dare un'occhiata al loro sito


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