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Richieste di tariffe basse in base ai grossi volumi
Thread poster: Gaetano Silvestri Campagnano

Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
Italy
Local time: 09:23
Member (2005)
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Jul 13, 2005

So di trattare un tema abbastanza vecchio e ormai quasi abusato. Se però la questione torna continuamente alla ribalta, la colpa non è certo di noi traduttori, ma di molte aziende, che purtroppo la rendono sempre molto attuale.

In breve, sono stato contattato direttamente, su ProZ, da un'azienda americana che ha proposto un lavoro di grosse dimensioni, da affidare ad almeno tre traduttori, ed ha richiesto, in caso di mia risposta positiva, curriculum e tariffe. Qui però viene il bello: questi tipi hanno tenuto a precisare che avrei dovuto indicare le mie tariffe "taking into consideration the size of this project".

Questa puntualizzazione mi ha lasciato molto perplesso, anche considerando che, almeno in base alla Blue Board e ad altre ricerche effettuate in rete, l'azienda in questione vanta quasi sempre dei giudizi positivi. È però certo che le offerte ricevute per contatti diretti attraverso ProZ vanno sempre prese con le molle.

Per questo volevo chiedere a voi colleghi cosa ne pensate di proposte come questa.

Si tratta della solita "furbata", sia pure messa in atto da un'azienda dall'ottima reputazione (ma purtroppo nessuno sfugge a queste tentazioni…) per cercare il traduttore che si svende di più accampando la solita scusa del grosso volume di lavoro?

Pensate che valga la pena rispondere a proposte del genere?

È preferibile ignorare queste persone per non sprecare tempo prezioso oppure è il caso di dirgliene davvero quattro, spiegando che un grosso volume di lavoro non deve dare ***mai*** a un'azienda il diritto di pretendere tariffe al ribasso?

O ancora pensate che, magari anche insieme alla soluzione precedente, sia il caso di proporre provocatoriamente una tariffa supermaggiorata?

Grazie a tutti,

Gaetano


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T F F  Identity Verified
Italy
Local time: 09:23
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Perchè dirgliene 4?...digli "0", semmai! Jul 13, 2005

Ciao Gaetano,

personalemente io non credo sia il caso di dirgliene 4.
Questa azienda si è messa in cammino, è venuta a cercarti, a proporti un lavoro e ti ha chiesto di comunicargli un preventivo...
Per evitare "bargain" ti ha fornito un elemento utilie a formulare un prezzo appropriato ("volume").
Io fossi in te, gli comunicherei il mio preventivo e li ringrazierei dell'offerta.

Sull auestione che tu metti tra asterischi (**mai** fare sconti per grossi volumi) permettimi poi di farti notare che il grosso volume offre comunque dei vantaggi: "montare" 10 piccoli progetti (anche solo) in Trados, leggere le guide di stile, familiarizzare con la terminologia del pretradotto, familiarizzare con alcuni aspetti dei 10 diversi argomenti, anche mediante apposite ricerche...Contabilizzare e archiviare i documenti fiscali relativi...fare marketing...Tutto questo richiede tempo, che puoi risparmiare quando ti dedichi ad un solo ed unico progetto...e si sa, "il tempo è denaro"...Gli americani ti stanno appunto chiedendo di dare un valore a questo tempo! Nessuno ti impedisce di dirgli "0", ma 4 secondo me è un valore errato !

Chiedevi un parere...ti ho dato il mio...vedi tu e in bocca al lupo!
Renato


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Derek Smith  Identity Verified
Local time: 09:23
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A slight reduction for volume may not be unreasonable Jul 13, 2005

Hi Gaetano
I have analysed my output over the past few months and reached the very evident conclusion that my earnings are far higher when I'm handling long projects (40/50 pages upwards) than when I am doing "one-page wonders" or other short jobs. Cut-price translations are unpalatable, but since you are unlikely to be able to produce 10 pages for 10 different customers in 24 hours you might take a closer look at the bottom line.
Anyway, in my experience the agencies that give me 200 page jobs always seem to end up paying at least 20% less because they calculate repetitions within the translation and generally trim and whittle down to be able to quote a good price to their customer. This practice seems to apply far less to shorter jobs.
Although I am not happy with this, I don't get too upset because of the higher earnings overall.
Faced with the choice of 100 pages at a slightly lower rate or 50 different customers giving me 2 pages each at the full Monty, I would have no hesitation in opting for the long job because when I get up to speed and get to know the subject I can usually plough through it far faster.
Obviously these considerations depend to some extent on the nature of the work. A very difficult long job certainly doesn't help the financial department, while several shorter easy jobs may be economically more viable. This said, I often find that even a few lines frequently conceal difficult aspects that tend to ramp up the translation time.
I certainly wouldn't increase my rates for long jobs!
Maximum respect
Derek


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Maurizio Spagnuolo  Identity Verified
Italy
Local time: 09:23
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Se ti forniscono la tm, Jul 13, 2005

e non l'hanno già proposto, offri il tuo Trados agreement o magari uno sconto una tantum sul wordcount complessivo, da presentargli in forma di sconto percentuale (a una cifra).

Non negozierei la tariffa a parola, una volta accettata una tariffa inferiore è difficile farla risalire...

M.


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Christel Zipfel  Identity Verified
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Perché "supermaggiorata"? Jul 13, 2005

Gaetano Silvestri Campagnano wrote:


O ancora pensate che, magari anche insieme alla soluzione precedente, sia il caso di proporre provocatoriamente una tariffa supermaggiorata?

Grazie a tutti,

Gaetano


Sono d'accordo con i miei predecessori che una traduzione molto lunga caso mai ti offre solo dei vantaggi e non degli svantaggi. E' difatti di gran lunga preferibile fare 50 pagine dello stesso argomento piuttosto che 10 di 5 argomenti, o - peggio che mai - 50 di 50 argomenti diversi Io se potessi ci metterei subito la firma!

Certo, se non ti chiedono lo sconto, è meglio, ma se lo chiedono, non gli manderei subito a quel paese, non c'è veramente motivo!

Ciao e buona fortuna!


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Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
Italy
Local time: 09:23
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Differenza tra sconto e "svendita" Jul 13, 2005

Salve amici

Qui credo vada chiarito un equivoco di fondo, che rischia di portare la discussione su un tema completamente diverso.
Una cosa è lo sconto per i grossi volumi, che in alcuni casi è più che legittimo, tut'altra cosa, come ha ben capito Maurizio, è invece la richiesta di proporre ***tariffe più basse*** prospettando il "miraggio" della grossa mole di lavoro.

Non a caso, perciò, ho intitolato questo thread "richiesta di tariffe basse" e non "richiesta di sconti", argomento con il quale il tema qui dibattuto non ha proprio nulla a che vedere.

Va poi precisato che, innanzitutto, la proposta in questione non riguarda affatto un volume di lavoro immenso, visto che si parla di un totale di 75.000 parole da suddividere fra tre traduttori, assegnando perciò 25.000 parole ciascuno. Inoltre il fatto stesso che questa azienda richieda le tariffe precisando che occorre "take into consideration the size of this project", appare chiaramente un'istigazione alla "svendita". È chiaro poi che questi signori prenderanno i traduttori che gli avranno offerto le tariffe più stracciate. Tutt'altro discorso è lo sconto, che, ripeto, in particolari casi può essere anche accettabile, sebbene molti dissentano anche su questo punto, come abbiamo avuto modo di constatare in alcuni recenti forum.



Ciao,

Gaetano

[Edited at 2005-07-13 19:15]


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María José Iglesias  Identity Verified
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Local time: 09:23
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Preferisco la tariffa più bassa allo sconto per volume. Jul 13, 2005

Gaetano Silvestri Campagnano wrote:
Una cosa è lo sconto per i grossi volumi, che in alcuni casi è più che legittimo, tut'altra cosa, come ha ben capito Maurizio, è invece la richiesta di proporre ***tariffe più basse*** prospettando il "miraggio" della grossa mole di lavoro.
Non a caso, perciò, ho intitolato questo thread "richiesta di tariffe basse" e non "richiesta di sconti"...
Va poi precisato che, innanzitutto, la proposta in questione non riguarda affatto un volume di lavoro immenso, visto che si parla di un totale di 75.000 parole da suddividere fra tre traduttori, assegnando perciò 25.000 parole ciascuno.

Ciao Gaetano,
personalmente preferisco sempre proporre al cliente che mi offre un lavoro grosso (e 100 cartelle non mi sembrano certo poche) una tariffa più bassa anziché uno sconto.
Concordo con i colleghi che è sempre preferibile tradurre un documento di grossa entità che un documento breve, per gli stessi motivi che hanno già elencato i colleghi e che non sto certo a ripetere.
Ma vorrei mettermi questa volta nei panni dell'agenzia, che offre un lavoro ad un traduttore (anche estero, che fra l'altro non fatturerà con IVA).
E per fare ciò ti parlo della mia esperienza:
In questi giorni ho ricevuto da diversi clienti varie richieste di preventivo per progetti multilingua e alcune altre richieste per traduzioni di grossi manuali in una sola lingua.
Uno di questi clienti mi chiedeva un preventivo per un progetto multilingua in 10 lingue di 300 cartelle per ogni lingua. Se fai un po' di conti, ti renderai conto di quanto dovrebbe pagare questo cliente per il prodotto finale.
Se io voglio tenermi stretto il lavoro (e ti assicuro che per un progetto così vale proprio la pena di tentarci) devo per forza abbassare le mie tariffe abituali (a volte anche di parecchio) e non per questo manco di dignità. Quindi, se successivamente anche al traduttore offro la traduzione di una fetta importante di questo stesso progetto) è chiaro che devo chiederle una tariffa più bassa rispetto a quella che gli offrirei per un lavoro di 5 cartelle. Perché il cliente questa volta paga meno per un volume importante. Altrimenti tanto vale passare direttamente il cliente al traduttore. Ma siccome anche la mia intermediazione ha un costo e il cliente è mio, io ti faccio le mie proposte e ti chiedo di tener conto di questi elementi. Se a te sta bene la mia proposta, accetti la collaborazione. Ma non vedo perché tu, se io ti sto offrendo la possibilità di lavorare, debba "dirmene quattro", come hai affermato. Dovresti, caso mai, ringraziare l'agenzia per il lavoro che ti ha proposto.
Se la cosa non ti interessa, perché hai altri lavori, perché il tuo volume di affari ti permette di scegliere o perché vuoi rimanere con le tue solite tariffe, sei molto libero di non accettare (ci mancherebbe altro!), ma sempre con cortesia.
Non so perché si debba riscontrare così spesso fra i colleghi la solita mentalità buonista del tipo: "bisogna educare il cliente"... oppure considerare le agenzie di traduzioni come gente che bene o male ti vuole fregare in qualche modo. Niente di personale con te, Gaetano, per carità, ma siccome questo è un modo di vedere ricorrente che io non condivido, volevo offrire il mio modesto parere.


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Stefano Papaleo  Identity Verified
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matematica Jul 13, 2005

Onestamente non vedo proprio dove stia il problema. E' più che normale e legittimo che ti chiedano di tenere in considreazione il volume della traduzione nel fare l'offerta. E' una normalissima pratica commerciale che si attua in qualsiasi campo. Mai sentito parlare di prezzo stabilito in base alla quantità? Comprare una bottiglia di coca cola o comprarne 10.000 comporta prezzi decisamente diversi, e lo stesso vale per le traduzioni (e non tiriamo fuori assurde polemiche sul paragone traduzione-coca cola.. è tutto commercio, che ci piaccia o meno, e lo sta diventando sempre di più). Credo che anche tu se entri in un negozio e compri un sacco di roba ti aspetti uno sconticino come minimo quando arrivi alla cassa, o sbaglio?
Poi, che tu applichi la tua tariffa normale e poi uno sconto o che parta subito con una tariffa già scontata, sempre la stessa cosa è. Basta che specifichi che è una tariffa scontata, e comunque lo stesso cliente te l'ha chiesto. Che tu applichi diciamo un 10% di sconto sulla tua tariffa di 10 centesimi a parola, o che gli offra direttamente 9 centesimi a parola, se la matematica non è un'opinione non cambia proprio nulla. Che poi si possa discutere su quante parole definiscano una grossa traduzione, o che in giro ci siano clienti da mandare in galera, su questo non ci piove ed è stato ampiamente discusso varie volte qui ed altrove. E' un mercato, domanda e offerta, loro scelgono di chi avvalersi in base alle loro esigenze, noi scegliamo se accettare o meno i lavori in base alle nostre, tutto qua.


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María José Iglesias  Identity Verified
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Concordo... Jul 13, 2005

Concordo con te, Stefano.
Io ho detto comunque che, personalmente, preferisco applicare una tariffa più contenuta ad uno sconto definito. Ma è certamente legittimo applicare quello sconto. Come lo è restare sulle tue ed applicare la solita tariffa. L'agenzia deciderà di commissionarti il lavoro o di darglielo ad un altro che glielo fa a meno (ma anche questo è perfettamente nella norma). E' il mercato che è così.
Per fortuna ancora possiamo decidere quanto costa una nostra traduzione. Certo, alcuni "clienti" propongono a volte l'improponibile, come sappiamo tutti, ma sta a te decidere quando si tratta di un prezzo speciale per un grosso volume e quando si parla di traduzioni regalate. Questo è però un altro discorso che non avevo intenzione di affrontare perché extra conosciuto.


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Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
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Tariffe, clienti e agenzie Jul 13, 2005

Niente di personale, Maria José, ma vorrei tanto che tu chiarissi il tuo intervento, che sembra davvero dare un'impressione di segno completamente opposto rispetto alle esigenze e ai diritti fondamentali dei traduttori. Molto probabilmente qui tu hai parlato più da agenzia che da traduttore, e forse per questo il tuo discorso può essere, anche se solo in parte, comprensibile. Sarei comunque curioso di conoscere le tariffe che tu pratichi ai tuoi collaboratori. Per un certo periodo, qualche tempo fa, ci sono anche andato vicino, perché prima di conoscerti qui su ProZ e in altre mailing list, stavo quasi per inviarti un mio curriculum. Poi non l'ho più fatto, non perché avessi nulla contro la tua agenzia, ma perché fortunatamente ho trovato in quel frattempo diversi nuovi clienti.

Però, e vorrei tanto essermi sbagliato, sembra quasi che tu nel tuo post stia giustificando lo sfruttamento dei traduttori.
Altro che "buonismo"! Qui si tratta di difendere la dignità della professione del traduttore, che non mi sembra davvero cosa da poco. E proprio quell'atteggiamento di "educare il cliente" che a te, Maria José, dà tanto fastidio (chissà perché, ma forse se ne intuisce il motivo, che è lo stesso già accennato sopra), è invece quanto di più importante e indispensabile i traduttori debbano fare, se vogliono che la loro professione raggiunga la considerazione che le spetta (e non voglio qui riferirmi, per carità, a nessun tipo albo, la cui idea deploro totalmente per gli effetti negativi che tutti conosciamo e di cui si è parlato infinite volte. E poi non è questa la sede per parlarne ancora).

L'atteggiamento dell'azienda di cui parlo, che tu, Maria José, sembri condividere, mi ricorda purtroppo quello di molte pseudo-agenzie della mia zona, che ho incontrato agli inizi della mia attività, le quali candidamente "indoravano la pillola" delle tariffe di fame da loro proposte (e che a volte volevano persino far passare per eccezionali!), con la giustificazione che sarebbe arrivata una grossa mole di lavoro e che la tariffa bassa sarebbe stata recuperata con la quantità.
Gli sfuggiva solo un piccolo particolare, e cioè che, come si è detto più volte qui in ProZ, quando le tariffe sono basse, per raggiungere una certa cifra bisogna sudare le proverbiali sette camicie (per non usare espressioni molto più ...colorite, che forse qui ci starebbero bene), mentre quando le tariffe sono dignitose, la stessa cifra si raggiunge con più calma, senza rovinarsi la salute e con una qualità di lavoro migliore.

Ma ad ogni modo, Maria José, visto che, a parte alcune divergenze (che voglio però immaginare più esteriori che di fondo), ho avuto modo di apprezzare l'acutezza di molti tuoi interventi sia in ProZ che in altri contesti simili in rete, mi auguro che tu smentisca integralmente la mia interpretazione del tuo post, e mi dimostri che ho travisato da cima a fondo quanto tu hai detto.

Inoltre un'altra piccola osservazione, di carattere più generale, che non vuol riguardare per nulla Maria José personalmente, ed alla quale mi auguro pure che lei mi dimostri la sua totale estraneità. Tra l'altro non vorrei che questa nota in margine aprisse un altro thread nel thread, facendoci uscire ancor più fuori tema di come si è già rischiato qui più volte. Ebbene, mi sono chiesto spesso come mai i traduttori che possiedono anche un'agenzia (situazione particolarmente ibrida e comune a pochissime altre categorie lavorative), quando qui in ProZ, ma anche in altre aree simili, si discute di problematiche relative ai rapporti tra agenzie e traduttori, prendono quasi sempre e sistematicamente le parti delle agenzie, e addirittura ne difendono a volte le scelte peggiori e più inaccettabili? A questi colleghi non voglio né posso certo proibire di intervenire nei forum di ProZ (pur essendo questo un sito almeno inizialmente nato per supportare le esigenze dei traduttori freelance), ma vorrei dire: "riuscite almeno qualche volta a pensare da traduttori tout-court e non da agenzie, e soprattutto a non portare avanti una difesa corporativa delle agenzie qualsiasi scelta queste possano fare, anche la peggiore possibile?" È vero, infatti, che le agenzie non vanno demonizzate perché sono proprio queste, in gran parte, che danno da vivere a noi traduttori, però è anche vero che, come ha giustamente detto Stefano, esistono anche clienti (e purtroppo, ahimè, non pochissimi), che dovrebbero davvero andare in galera.

Ciao a tutti

Gaetano


[Edited at 2005-07-13 21:35]


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Stefano Papaleo  Identity Verified
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calma calma calma Jul 13, 2005

Onde evitare l'insorgere di "flame" vari e non x fare l'avvocato di Maria José che manco conosco, ma solo per riportare le cose su un normale livello di discussione.
Caro Gaetano, sono contento che concordi con me, il problema è concordi solo su quello che ti fa comodo, ossia che esistono clienti delinquenti, così come però esistono traduttori delinquenti, o qualsiasi altra categoria se è per questo. A mio modesto parere e senza nessuna polemica né offesa personale, figuriamoci, non ne avrei motivo, e ho anche apprezzato l'altro tuo post su Star Trek, mi sembra che quello che sta andando fuori tema sei tu stesso che hai aperto l'argomento. Non è una guerra traduttori indipendenti-agenzie/clienti, e non mi sembra che chi oltre a fare il trad. freelance funge anche da agenzia si schieri necessariamente dalla parte delle agenzie. Mi sembra che tu abbia confuso le spiacevoli esperienze dei tuoi inizi con le agenzie della tua zona (cosa che capita a tutti in tutto il mondo da quando si è alle prime armi fino alla pensione) con la proposta degli americani. Non confondere chi ti impone tariffe da fame con la promessa (spesso falsa certo, su questo concordo, e capita in tutti i campi) di futuri grossi e fantasmagorici lavori, con chi semplicemente già ti offre una traduzione di un certo volume ed in cambio vuole una tariffa commisurata a tale volume.
Sarebbe stato meglio piuttosto discutere sì di certi attegiamenti del cliente (anche a me piacerebbe poter educare il cliente e non solo per le traduzioni e non sono dell'idea che il cliente abbia sempre ragione, ma purtroppo è una cosa difficile e ben poco praticabile), di cosa va considerato "high volume", dei tempi di pagamento e tante altre cose, ma credo che tu abbia mancato l'occasione sparando a zero forse a causa di brutte esperienze più o meno recenti.
Dobbiamo metterci in testa che il mondo sta cambiando, il mondo del lavoro e pure quello dei traduttori, e non necessariamente per il meglio, e che alla fin fine bisogna riempire la pancia e per farlo ci vogliono i soldi, e quelli ce li danno i clienti, e dobbiamo adeguarci alle loro esigenze senza svendersi o snaturarsi o sentirsi traditi o sminuiti. Anche Michelangelo o Leonardo senza i committenti sarebbero morti di fame, bravissimi magari, ma pur sempre senza un tozzo di pane.
Oh comunque, se proprio non ti va io 25.000 parole me le faccio volentieri hehe! Sorridi c'è di peggio nella vita;)


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Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
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Freelance e agenzie Jul 13, 2005

Ciao Stefano

Non ho certo approvato la tua affermazione su certe pessime agenzie perché mi faceva comodo, ma solo perché ho preferito sottolineare i punti comuni ai nostri interventi anziché le divergenze, soprattutto per evitare il rischio di aprire altre inutili "querelles", come tu stesso paventavi.

Tengo a precisare che nel mio intervento non ho mai voluto sparare a zero sulle agenzie, né tantomeno fomentare una guerra tra queste ultime e i traduttori. Del resto sono stato io stesso a ribadire che sono le agenzie che danno da vivere a molti di noi traduttori.

Tuttavia, l'impressione di cui ti parlavo riguardo ai traduttori titolari di agenzie è davvero nettissima e, pur non riguardando certo tutti i casi possibili, sfido chiunque a non condividerla leggendo molte discussioni simili a questa.

Inoltre, voglio anche ricordare che non intendevo effettuare un paragone diretto e speculare tra l'atteggiamento delle pseudo-agenzie che ho conosciuto e l'offerta degli americani, ma stigmatizzare un "teorema" diffusissimo tra la stragrande maggioranza delle agenzie, per cui il volume dà diritto a pretendere di pagare sempre meno. Di conseguenza, se portato all'estremo, questo atteggiamento può determinare le indecorose situazioni di cui ho già parlato.

Molto lodevolmente, il tuo ultimo intervento è improntato alle migliori intenzioni di equilibrio e moderazione. Tuttavia mi è sembrato, non dico buonista, ma un po' troppo benevolo verso le agenzie. Ora non so se anche tu sia titolare o meno di un'agenzia, e non mi interessa saperlo. Esistono certo anche pessimi traduttori, e non lo nego, ma il rapporto fra le due categorie, secondo me, non ha confronti, e le malefatte di molte agenzie, che noi tutti conosciamo a livello mondiale (non a caso esistono per questo motivo le Blue Board e altre ottime iniziative simili), neppure lontanamente si possono paragonare ai sia pur deplorevoli comportamenti di alcuni traduttori.

È vero che Leonardo e Michelangelo non avrebbero lavorato senza i committenti, ma è anche vero che con certi clienti del nostro settore (presenti purtroppo in ogni latitudine) non è necessario essere il Leonardo o il Michelangelo delle traduzioni, ma è sufficiente avere un minimo di dignità per capire che da gente come quella bisogna solo girare alla larga, a meno che non si sia ridotti davvero alla fame e non si abbiano altre alternative possibili.

Un'altra piccola osservazione, questa volta relativa alla maggior parte dei colleghi freelance.

Aprendo questo thread, il cui scopo era chiedere dei consigli utili sulla questione presentata, credevo di ricevere l'approvazione della maggior parte dei colleghi sull'impressione fondamentale ricevuta dall'offerta dell'agenzia americana.

Ciò che mi è parso più strano non è stato solo il fatto che la maggior parte dei freelance sia rimasta finora indifferente e che siano invece intervenuti dei "traduttori-azienda" (mi si consenta la semplificazione lessicale) comprensibilmente portando acqua all'altro mulino. Ciò che invece mi ha sconcertato è stato soprattutto il fatto che i pochi veri freelance intervenuti abbiano clamorosamente dissentito dalla mia valutazione, persino alcuni che, come si evince da forum passati, credevo nemici acerrimi e irriducibili della corsa al ribasso!

Per questo, stavolta, volevo fare un altro appello alla mia categoria: "cari traduttori freelance, se ci siete, battete un colpo e fatemi sapere, dal vostro punto di vista di professionisti indipendenti, cosa ne pensate di una proposta come quella sulla quale ho aperto questa discussione". Non voglio certo far prevalere a tutti i costi il mio punto di vista, ma sono molto curioso di sapere cosa pensa la maggioranza dei colleghi in proposito. Se mi dimostreranno che mi sono sbagliato, sarò prontissimo ad ammettere il mio errore.

Ciao a tutti,

Gaetano




[Edited at 2005-07-14 12:58]


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T F F  Identity Verified
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Non capisco... Jul 14, 2005

Gaetano Silvestri Campagnano wrote:

Una cosa è lo sconto per i grossi volumi,
t'altra cosa, [...] è invece la richiesta di proporre ***tariffe più basse*** prospettando il "miraggio" della grossa mole di lavoro.
[/quote]

Ma dov'è la differenza? Io prenderei 100 per questo lavoro, ma prenderò 80, perché ho applicato una riduzione: il fatto che tale riduzione sia applicata in misura fissa o in misura percentuale, decurti il totale o riduca la tariffa...Insomma dov'è la differenza? La sostanza è sempre la stessa: io prenderò di meno - l'agenzia chiuderà l'intermediazione - il cliente potrà affrontare la spesa!
Dal tuo intervento si capisce chiaramente che **il** problema non è affatto "Sconto/tariffa bassa"...Tu infatti poni l'accento sul "diritto di chiedere" una riduzione da parte dell'agenzia...Gaetano, l'agenzia incarna la "domanda" nel mercato della traduzione: se la "domanda" non ha il diritto di "chiedere", dimmi tu chi altro può farlo?
Ho l'impressione che un certo modo di ragionare sempre più diffuso tenda rendere regole le eccezioni: la speculazione (in questo mercato??????) dovrebbe essere ciò che muove l'agenzia a chiedere sconti/ribassi/riduzioni ai traduttori...Quindi morte agli untori! E se invece fosse la necessità di sopravvivere? Se invece fosse la realtà inellutabile di un mercato che va tendenzialmente al ribasso? Se quella detrazione fosse condizione essenziale alla conclusione di un contratto?

Consentimi di fare un'osservazione, con la premessa che quanto sto per dire è il mio punto di vista e come tale non vale molto, e certamente non vale il tuo risentimento!
Io non credo di essere "pro-agenzia" (almeno nella misura in cui tu non sei "contro-agenzia"!).
Mi spiego: in tempi come questi in cui si parla di "professionalità negata/non riconosciuta", si osserva una crescita (non dirò in quale segmento del mercato, perché non intendo dare fuoco alle polveri!) dell'astio nei confronti delle agenzie...da una parte ci sono gli "sfruttatori" e dall'altra "la carne da macello".
Ora, se si vuole, si è certo liberi di popolare la realtà di personaggi di talkeniana memoria: ma bisogna fare attenzione a non scambiare la fantasia con la realtà, altrimenti io, e con me, Maria-José e tanti altri colleghi, saremo vestiti con i panni dei "difensori del nemico", o dei "nemici tout-court"...Ma come diceva Paolantoni prima maniera: "Non siamo noi ad essere razzisti, sono loro che sono Napoletani!"

Buona giornata,
renato

[Edited at 2005-07-14 08:47]


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Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
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Libertà di scelta Jul 14, 2005

Ciao Renato

Ti ringrazio per il tuo nuovo intervento di specificazione del tuo punto di vista, con il quale del resto non mi trovo fondamentalmente in disaccordo.

Innanzitutto, infatti, aprendo questo thread avevo voluto semplicemente dare il via a una discussione sulla proposta dell'agenzia americana, chiedendo consiglio sul modo di rispondere a questa offerta, e allo stesso tempo ascoltare le opinioni dei colleghi sull'argomento. Per questo motivo, qualsiasi suggerimento e intervento a riguardo è per me graditissimo. Non a caso ho anche detto che, sulla base dei suggerimenti dati dai colleghi, sarò anche disposto a modificare l'opinione iniziale che mi ero fatta dell'offerta in questione.

Va poi appena precisato, innanzitutto, che non sono certo schierato per partito preso contro tutte le agenzie in assoluto. Dai miei precedenti interventi risulta abbastanza chiaro che sono contro le ***cattive*** agenzie, mentre ne ho conosciute tante altre (purtroppo spesso non italiane) che meriterebbero un monumento per la grande serietà e professionalità. Inoltre non ho mai detto che le agenzie non hanno il diritto di proporre la loro offerta. Ci mancherebbe altro! Del resto su ProZ si sono viste ben altre "oscenità" e "proposte indecenti", che spesso hanno scatenato forum infuocati sulla necessità di porre un limite alle tariffe offerte dai committenti.

Indipendentemente dalla questione delle limitazioni da porre o meno alle offerte indecorose in ProZ, sono convinto, come è stato detto anche da altri colleghi nel thread, e come si è detto infinite volte (fino a farlo diventare quasi un luogo comune), che i clienti sono liberi di proporre quel che vogliono e i traduttori allo stesso tempo liberi di rifiutare o di proporre a loro volta le tariffe che meglio credono.

Del resto (altro semi-luogo comune, ma che comunque ritengo necessario ribadire), ogni volta che dei traduttori, per qualsiasi motivo, accettano o propongono delle tariffe stracciate, i clienti che concluderanno simili accordi dovranno fare poi i conti con la qualità di questi lavori, spendendo spesso molto di più per la revisione. E chiedo davvero scusa ai colleghi per aver inanellato anch'io questi due ormai abusatissimi "truism", che però non per questo sono meno "true", ma anzi, lo sono più che mai.

Dopo queste piccole precisazioni, attendo ora con interesse il contributo anche di altri colleghi, se vorranno intervenire.

Ciao a tutti,

Gaetano


[Edited at 2005-07-14 13:23]


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Annamaria Leone  Identity Verified
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Noi non vendiamo Coca-Cola Jul 14, 2005

Stefano Papaleo wrote:
Mai sentito parlare di prezzo stabilito in base alla quantità? Comprare una bottiglia di coca cola o comprarne 10.000 comporta prezzi decisamente diversi, e lo stesso vale per le traduzioni (e non tiriamo fuori assurde polemiche sul paragone traduzione-coca cola.. è tutto commercio, che ci piaccia o meno, e lo sta diventando sempre di più).


Ciao Stefano e ciao tutti,
intervengo perché qui mi sembra che il paragone con la Coca-cola non regga.
Io non produco coca-cola, traduco. Il che significa che mentre una società può produrre anche 100000 bottiglie di cocacola al giorno io non potrò mai tradurre più di 13000/15000 parole a settimana (lavorando anche nel weekend).
Per cui se un cliente mi offre 20000 parole da fare in una settimana io non posso farle. Per me - traduttore, non commerciante - offrire uno sconto x avere un grosso volume non ha senso. Tanto più che per accettare il grosso volume potrei vedermi costretta a rifiutare lavori medio-piccoli da clienti abituali, cosa che non è mai auspicabile. Alla fin fine a me conviene di + fare le mie 10000 parole alla settimana con ritmi di lavoro sostenibili a una tariffa congrua anziché 20000 a una tariffa inferiore, saltando il pranzo, i weekend etc.
Questo problema - cruciale x il freelance - non tocca le agenzie a cui basta subappaltare a un numero maggiore di traduttori. Quindi in questo senso devo dare ragione a Gaetano quando mette in evidenza che in alcuni casi esperienza del traduttore ed esperienza dell'agenzia divergono completamente. D'altro canto, io non credo che tutti i titolari di agenzia siano "parziali" e schierati verso l'agenzia, anzi mi è capitato diverse volte di veder intervenire in discussioni su forum o ML titolari di agenzie in favore di traduttori e non delle agenzie stesse.
Concordo poi sul fatto che un lavoro grande ti fa risparmiare tempo sotto molti punti di vista.

Solo la mia opinione,
Annamaria


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Richieste di tariffe basse in base ai grossi volumi

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