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Certificazione per traduttori
Thread poster: gianfranco

gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 11:11
Member (2001)
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Oct 27, 2005

Cari colleghi,

a seguito di una discussione precedente (avviata per una raccolta di opinioni e poi sbilanciatasi su questo tema) riapro qui l'interessante tema delle certificazioni per traduttori.

Vedere la pagina http://www.proz.com/post/273952#273952 per alcuni interventi da cui è nato il tema che, a mio avviso, merita una discussione dedicata.


Sottopongo all'attenzione di tutti i seguenti spunti di discussione:


  • Quali sono le esigenze che spingono i traduttori a cercare una "certificazione indipendente", alcune organizzazioni ad offrirle e alcuni clienti a richiederle?
  • Una certificazione è solo uno strumento di marketing dei propri servizi o qualcosa di più?
  • Cosa pensate delle opzioni attualmente disponibili, in Italia e altri paesi?
  • Quali sono le vostre esperienze con le organizzazioni certificanti?




  • ciao
    Gianfranco




    [Edited at 2005-10-27 16:11]


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    Marcela MF
    Italy
    Local time: 15:11
    English to Romanian
    + ...
    certificazioni Oct 27, 2005

    Salve,

    rispondo alle domande una per volta:

    • Quali sono le esigenze che spingono i traduttori a cercare una "certificazione indipendente", alcune organizzazioni ad offrirle e alcuni clienti a richiederle?
    Credo che oggi le agenzie di traduzione hanno quasi tutte un modello da compilare che inviano al traduttore dove quasi sempre c’è una voce che si chiama "certificazioni" e sinceramente credo che questa voce mi ha fatto preferire rispetto agli altri traduttori.
    Nel mio caso, essendo laureata nella lingua e letteratura romena, essendo già un traduttore ufficiale per il Ministero della Giustizia romeno credo che ha fatto di nuovo la differenza rispetto ad un traduttore laureato in medicina o fisica e non certificato.

    • Una certificazione è solo uno strumento di marketing dei propri servizi o qualcosa di più?
    Per me la certificazione rappresenta i miei studi, molto di più di un servizio di marketing a cui non avevo pensato quando ho deciso di studiare questa laurea con tanta passione.

    • Cosa pensate delle opzioni attualmente disponibili, in Italia e altri paesi?
    Sinceramente non mi sono mai iscritta in associazioni con tasse da pagare annualmente, perché penso che non certificano la mia conoscenza della lingua romena qui in Italia, ho già una certificazione rilasciata dall’ Università di Bucarest, una dal Ministero della Giustizia romeno, penso che siano sufficienti.
    Ho dovuto adeguarmi ed iscrivermi solo nell’albo del Tribunale nella categoria periti ed esperti del Giudice per poter “asseverare “alcuni documenti ma solo per questo motivo.

    • Quali sono le vostre esperienze con le organizzazioni certificanti?
    In Italia, mi sono interessata come funzionano alcune organizzazioni certificanti (associazioni) che promettevano tanti lavori, non mi hanno ispirato tanta fiducia e ho deciso di non appendere i loro certificati sulle mie pareti.
    Mi sono iscritta in un nuovo albo, sperando che in un giorno esisterà in Italia come nel mio paese una lista ufficiale con i traduttori.

    Tanti saluti,
    Marcela


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    Riccardo Schiaffino  Identity Verified
    United States
    Local time: 08:11
    Member (2003)
    English to Italian
    + ...
    Certificazioni Oct 27, 2005


    Quali sono le esigenze che spingono i traduttori a cercare una "certificazione indipendente", alcune organizzazioni ad offrirle e alcuni clienti a richiederle?

  • Da parte dei clienti, probabilmente la consapevolezza che chiunque si può dichiarare traduttore: direi che i clienti sperano, cercando traduttori "certificati" di poter ottenere una certa garanzia, purché minima, di qualità.
  • Da parte delle associazioni di traduttori, soprattutto due cose:
    - un desiderio, di mettere più in evidenza i propri iscritti "migliori"
    - una maniera di proclamare la propria importanza
  • Da parte dei traduttori, la consapevolezza che i clienti si orientano più verso i traduttori "certificati"


    Una certificazione è solo uno strumento di marketing dei propri servizi o qualcosa di più?

    Direi soprattutto uno strumento di marketing, per quanto riguarda almeno le "certificazioni" rilasciate dalle associazioni di traduttori.


    Cosa pensate delle opzioni attualmente disponibili, in Italia e altri paesi?

    In Italia, sono stato membro dell'AITI e dell'ANITI, e non mi pare che la cosa mi abbia mai aiutato molto nella professione (direi che i vantaggi di appartenere alle associazioni stavano soprattutto nei contatti con altri colleghi, soprattutto in un'epoca pre-Internet).
    Attualmente sono membro dell'ATA. Il fatto di essere "certificato" come traduttore dall'Italiano all'Inglese mi ha un po' aiutato: ogni tanto ricevo chiamate da qualche nuovo cliente che mi ha trovato tramite il sito dell'ATA, dove, se non mi sbaglio, sono messi in evidenza i traduttori certificati.


    Quali sono le vostre esperienze con le organizzazioni certificanti?

    Per essere certificato dall'ATA bisogna passare un esame di traduzione. L'esame di per sé non è difficile per chi ha già studiato traduzione a livello universitario, ma almeno serve un po' a separare i "traduttori" del tutto impreparati dagli altri.



    Vorrei aggiungere che come cliente, non mi baserei mai solo in una certificazione per decidere se un traduttore è preparato o meno: darei molta più importanza a titoli di studio specifici, esperienza professionale comprovata, e ad altri fattori.



    [Edited at 2005-10-27 15:08]

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  • María José Iglesias  Identity Verified
    Italy
    Local time: 15:11
    Italian to Spanish
    + ...
    Domanda... Oct 27, 2005

    Al filo di quanto si parlava in quell'altra pagina, vorrei anch'io porvi una domanda: quando si parla di "certificazioni" del traduttore stiamo facendo riferimento soltanto all'appartenenza ad una associazione di categoria (o a più di una) o alludete anche ad altre cose?

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    gianfranco  Identity Verified
    Brazil
    Local time: 11:11
    Member (2001)
    English to Italian
    + ...
    TOPIC STARTER
    Chiarimento Oct 28, 2005

    Personalmente intendevo tutto quanto esiste al di fuori dei corsi di studio "regolari", quali diplomi, lauree o master in traduzione o interpretariato, oppure in lingue.

    In pratica tutti quei titoli, certificati e attestati a cui i traduttori ricorrono in sovrapposizione, o in sostituzione, dei normali titoli di studio. Quindi includevo:

  • tessere di associazioni professionali, italiane o straniere (quali ITI, ATA, IOL, NAITI, ATIO, ecc.)
  • certificati di esami sostenuti presso associazioni professionali o altre organizzazioni del settore
  • registrazioni presso tribunali, camere di commercio, consolati, ecc.

    Se ci pensiamo bene, questa è una situazione un po' particolare della nostra professione, o quanto meno non si riscontra in molte altre professioni.

    Una delle ragioni di fondo per lanciare questa discussione è anche la domanda sui motivi che creano l'esistenza e il ricorso a tali "titoli" extra, anche da parte di chi è una laurea in traduzione, oppure a ricercarli all'estero, anche per i traduttori residenti e operanti in Italia.

    ciao
    Gianfranco




    [Edited at 2005-10-28 07:36]

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  • Domenica Grangiotti  Identity Verified
    Local time: 15:11
    English to Italian
    + ...
    La mia esperienza Oct 28, 2005

    Background personale:
    Niente laurea in lingue né in traduzione.
    Ho iniziato a tradurre nel campo dell'elettrotecnica prima come dipendente di una multinazionale poi da freelance, forte dei miei 11 anni di esperienza "sul campo" (pochi o tanti che siano).

    A gennaio di quest'anno ho sostenuto e superato l'esame per il Diploma of Translation IOL.
    Perché?
    a) per il curriculum; i miei clienti abituali non mi hanno mai chiesto una certificazione ma sul cv fa la sua bella figura, quindi vale come marketing verso nuovi potenziali clienti.
    b) per me: visto che ormai nel campo lavoro da anni, mi sono messa alla prova, volevo vedere se ero in grado di superare l'esame, che è bello tosto. Il risultato è stato "vero": ho preso due pass in paper 1 e 3, ma distinction in paper 2 technology, che è il campo in cui traduco per il 75% del mio tempo. È stata una grande soddisfazione personale
    c) è appunto un esame vero, e non una tessera e basta.
    d) è conosciuto e riconosciuto come un titolo di valore nei paesi con cui mi interessa lavorare (UK, USA, Australia, Europa in generale).

    Praticamente non lavoro per clienti italiani, salvo casi rarissimi (persone che conosco) quindi non ho scelto AITI in prima battuta.
    Confesso però che mi piacerebbe dare anche l'esame di ammissione per AITI, più che altro per essere "presente" nel mio paese (sono invece del tutto contraria all'albo, ma questa è un'altra storia). Se non ho ancora fatto nulla è perché devo investire tempo per raccogliere tutte le fatture che mi servono per dimostrare la mia attività negli anni, e il tempo mi manca sempre.

    Buon lavoro a tutti
    Domenica


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    María José Iglesias  Identity Verified
    Italy
    Local time: 15:11
    Italian to Spanish
    + ...
    Ecco il mio papiro... Oct 28, 2005

    Io direi che le "certificazioni" che elenchi, facciano parte del curriculum vitae del traduttore professionista, che magari ad un certo punto del suo percorso sente il bisogno di ampliare le sue conoscenze, di specializzarsi in un dato settore frequentando corsi, seminari, raccogliendo materiale, leggendo molto, ecc., di andare oltre la propria laurea, di aggiornarsi con le nuove tecnologie, di iscriversi ad un'associazione, di cercare un confronto con altri colleghi, di rendersi visibile su Internet magari sviluppando il proprio sito web, di fare magari un corso di approfondimento delle tecnologie CAT e altri software all'avanguardia per offrire un lavoro di maggior qualità, di iscriversi ad un tribunale, ecc... E tutto questo resta certamente riflesso sul curriculum. Che si costruisce man mano si va avanti, nel tempo, con pazienza, con apertura, con volontà e con una buona dosi di umiltà. Quando un cliente potenziale (sia agenzia, sia cliente diretto, sia pubblico, sia privato) guarda il curriculum di un traduttore, è senz'altro attratto da questi elementi. E nota, penso, la differenza che c'è fra uno che vanta queste certificazioni ed un'altro che magari si è fermato e ancorato alla propria laurea e non ha cercato altro.

    Intanto direi che l'appartenenza ad un'associazione è uno di questi elementi che ti può fare "apparire" agli occhi dei tuoi clienti per quello che sei realmente, e cioè, un professionista, non l'ultimo arrivato a tradurre per passione o perché conosce una lingua straniera o perché con il suo solito e magari scarso stipendio da dipendente (o con la sua paghetta da studente) non arriva alla fine del mese... E questo è già positivo.

    Personalmente, se devo conferire un lavoro ad un traduttore che ancora non conosco, è inevitabile andare a guardare anche questi elementi sul curriculum, non tanto perché essi mi diano un'immagine perfetta e precisa del traduttore (a volte tutto può restare in pura apparenza) quanto perché mi fanno almeno riconoscerlo come un professionista vero. Sono d'accordo sul fatto che queste certificazioni "fanno figura" sul curriculum (anche se non mi piace dirlo così), che, ripeto, considero come un insieme; contribuiscono in certo modo a farsi un'idea più precisa del traduttore a cui si intende conferire un incarico di traduzione.

    Tuttavia sarebbe del tutto stupido dire che non offro un lavoro ad un traduttore se non appartiene ad una associazione di categoria o all'albo del Tribunale o se non ha frequentato un certo corso. Quando si invia un curriculum ad un potenziale cliente (sia diretto, sia agenzia, sia ente pubblico, sia ente privato...) penso che meno "generici" si è, e meglio è. Il problema è che se questi elementi in teoria mirerebbero a "dimostrare" chi sei, ma nella realtà tu devi dimostrare chi sei con i FATTI, con il tuo lavoro concreto, con la qualità delle tue traduzioni. E a quel punto non c'è certificazione che regga: un pezzo di carta non dice tutto del professionista. Neanche la laurea stessa dice TUTTO del professionista. A volte non dice nemmeno la cosa più importante. La qualità del lavoro cioè è la maggior certificazione, la maggior qualifica. Qui in Italia si da troppo peso, a mio avviso, alla laurea, al pezzo di carta (io stessa ne ho due). Però poi se hai tutte le qualifiche ma non hai l'arte e tutto il resto che invece è imprescindibile, sei finito...!

    Questo per dire che la certificazione più alta per un traduttore è il servizio concreto che offre ai clienti, la qualità delle sue traduzioni, l'accuratezza, la precisione, la ricerca continua della qualità, l'impegno nell'imparare sempre di più, e poi anche la puntualità, la cortesia, la disponibilità, la presentazione del proprio operato, la velocità con la quale si risponde a un cliente che ti contatta su Internet, la reperibilità costante, il modo che hai di offrirgli un preventivo, di valutare e proporre le tue tariffe...
    La cornice di tutto ciò è il tuo curriculum (con tutte quelle certificazioni), che vengono a corredare e che fanno da sfondo al modo concreto di lavorare.

    Personalmente, pur non abitando in Spagna sono membro di ASETRAD. Se non altro mi sembra che sia un modo in più di mantenere la mia visibilità. Come associazione ancora non mi offre molto (probabilmente perché ASETRAD è spagnola e io non vivo in Spagna), ma mi ha dato la possibilità di acquisire nuovi clienti, e non mi dispiace dire con sincerità che bene o male, come ha detto la collega, è un'altro elemento di marketing e una "qualifica" in più sul mio curriculum, uno di quei vari elementi che lo compongono.
    Una "qualifica" che paradossalmente non mi "qualifica" come una brava traduttrice. Perché questo è qualcosa che devo dimostrare ai miei clienti giorno dopo giorno con il mio impegno e perché no, con la mia fatica.

    [Edited at 2005-10-29 07:14]

    [Edited at 2005-10-29 07:17]


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    Manu75
    Local time: 15:11
    English to Italian
    + ...
    Help! Jun 28, 2011

    Buongiorno a tutti,

    sono capitata in questo forum per caso e ne "approfitto" spudoratamente per chiedere qualche consiglio.

    Sono laureata in Lingue e Letterature Straniere (ormai da qualche anno...) e fino ad ora ho fatto diversi lavori come traduttrice freelance, ma quando si è trattato di passare da rapporti di lavoro occasionali a qualcosa di più stabile, mi è stato risposto che dovevo prendere una certificazione ma le indicazioni sono sempre state piuttosto vaghe.

    Vorrei quindi chiedervi:

    a) quali corsi si devono seguire per ottenere queste certificazioni? Si tratta di un esame tipo TOEFEL oppure devo iscrivermi ad un corso di specializzazione?

    b) mi pare di aver capito che sia conveniente iscriversi ad una associazione di traduttori, qualche consiglio in merito?

    Grazie mille e buona giornata!

    Manu


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    Angie Garbarino  Identity Verified
    Spain
    Local time: 15:11
    Member (2003)
    French to Italian
    + ...
    Consiglio ATA Jun 28, 2011

    Ciao Manu 75

    Benvenuta in ProZ.com ti consiglio di iscriverti all' ATA poiché non richiede nessun prerequisito complicato, presso cui potrai poi anche ottenere una certificazione ma intanto puoi inscriverti come associate, se ti servono delucidazioni ulteriori chiedi pure,

    Inoltre qui in Poz. com esiste anche un programma "mentoring" per suggerimenti di diverso tipo nel campo della traduzione ed esistono anche le "Site Guides", per usufruire al meglio del sito, qui potrai trovare un elenco.

    http://www.proz.com/topic/201308

    Buon proseguimento!


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