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Traduttore: un hobby o una professione?
Thread poster: Michèle Ménard

Michèle Ménard  Identity Verified
Italy
Local time: 19:47
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Nov 11, 2005

Qualche tempo fa, sono stata contattata da un privato per un lavoro di traduzione per il quale mi veniva chiesto un preventivo. Leggo il testo, mi faccio un'idea del tipo di lavoro che ho davanti, decido di accettare e faccio il mio preventivo.

Non ho mai fatto lavori di traduzione tecnica e perciò, anche se sono sicura di poter fare la traduzione al meglio, opto per una tariffa minima (se avete dimestichezza con il Tariffometro, siamo nella zona "Fame").
L'interessato mi chiama, mi dice che lui non ha partita IVA e che per lui dunque si può fare senza fattura in modo tale che io gli abbassi il prezzo.
Con tatto ma anche con fermezza gli rispondo che lui può fare a meno della fattura ma io no, io ho interesse a fatturare non solo per onestà nei confronti della società ma anche per una questione di mia professionalità. Lui mi risponde che allora non se ne fa niente, che il prezzo che gli ho chiesto è eccessivo e che lui contava di spendere circa la metà di quella cifra. Arrivederci e grazie, senza rancore.

Tutto questo non per prendermela con lui che, poveretto, non aveva nessuna idea di cosa sia la professione di traduttore, ma per attirare l'attenzione su due aspetti. Il primo è che nella percezione comune, dei non addetti ai lavori, quello del traduttore è un mestiere facile e poco dignitoso, visto che lo si valuta alla metà del suo prezzo minimo e gli si chiede con grande disinvoltura di non fatturare (cosa che difficilmente si chiede, almeno credo, a un altro professionista). L'idea che sia un lavoro vero, di quelli con tanto di dichiarazione dei redditi, non ce l'ha nessuno, tanto che mi sono sentita rispondere "Allora lo faccio tradurre a qualche amico mio". Non ci vedo niente di male, salvo il fatto che l'idea che c'è sotto è che per tradurre un testo non ci vuole uno specialista di traduzione...

Il secondo aspetto è che io, da principiante, continuo a sbattere su un muro di gomma: se chiedessi poco o giocassi sporco, lavorando in nero, sarei giustamente accusata dai miei colleghi di svilire la professione; quando però chiedo tariffe da traduttore e non da paghetta per il sabato sera, non lavoro.

Infine, le domande: ho fatto bene a tenere il punto, sia sul prezzo che sulla necessità di una fattura? Dovevo fare il lavoro a metà prezzo e intascare i soldi in nero? Dovrei chiedere tariffe più basse attirandomi le ire - ripeto, giustificate - dei colleghi?

So di non essere né la prima né l'ultima a fare di queste esperienze, proprio per questo vorrei sentire la vostra opinione...


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Gianni Pastore  Identity Verified
Italy
Local time: 19:47
Member (2007)
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Agli occhi di chi non è al di dentro? Nov 11, 2005

Decisamente un hobby... ho un caso fresco fresco da sottoporre.
Tre o quattro giorni fa, un'azienda con cui collaboro saltuariamente da un paio d'anni, mi invia un manuale di 296 pagine e 58.000 parole per un preventivo. Essendo ultimamente in difficoltà per carenza di lavoro (lo ammetto) e non potendomi permettere di perdere il job viste anche altre vicissitudini economiche che i più fedeli forumiani di proz conoscono bene, decido perciò di applicargli la tariffa che avevamo pattuito tre anni fa quando iniziò la mia collaborazione con loro (4 cent a parola... tariffa adesso da fame, direte voi e avreste ragione). Premessa: il file che mi hanno mandato è in pdf, per cui avrei dovuto riformattare tutto in Framemaker per poter inserire i tag per gli indici, estrapolare le figure (numerosissime) su Illustrator e modificare le captions, prestare attenzione ai paragrafi per rendere la versione in italiano del tutto simile a quella inglese. Insomma avete il quadro. Gli invio il preventivo per un totale di 2400 "euri" per circa 40 giorni pieni di lavoro, weekend compresi.
Risposta: "grazie tante, ma abbiamo un offerta migliore". Ora, essendo nel ramo musicale da 20 anni, conoscendo a menadito l'oggetto in questione perchè questa roba la posso smontare e rimontare a occhi chiusi cronometro alla mano tipo Forrest Gump, qualcuno mi può dire come ho fatto a perdere questo lavoro? Nota: trattasi di cliente diretto e non agenzia.


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Giacomo Camaiora  Identity Verified
Italy
Local time: 19:47
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In linea con i tempi Nov 11, 2005

Gianni Pastore wrote:

...., qualcuno mi può dire come ho fatto a perdere questo lavoro? Nota: trattasi di cliente diretto e non agenzia.


Semplice, dai un'occhiata al seguente messaggio apparso su un precedente forum:




Giuseppina Gatta wrote:

... ci saranno nazioni in cui tale somma è ritenuta conveniente per qualcuno, visto che il nostro lavoro può essere svolto in qualsiasi nazione, in barba ad albi e albumi vari
Magari si guadagna di più accettando un lavoro pagato 55 dollari e si vive in Timbuctonia, dove per campare si spende 1 dollaro al mese, che in Italonia accettando un lavoro pagato 550 dollari, mentre la vita costa 5500 dollari al mese.
ciao
Giusi


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Gianni Pastore  Identity Verified
Italy
Local time: 19:47
Member (2007)
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Verissimo... Nov 11, 2005

Giacomo Camaiora wrote:

Gianni Pastore wrote:

...., qualcuno mi può dire come ho fatto a perdere questo lavoro? Nota: trattasi di cliente diretto e non agenzia.


Semplice, dai un'occhiata al seguente messaggio apparso su un precedente forum:




Giuseppina Gatta wrote:

... ci saranno nazioni in cui tale somma è ritenuta conveniente per qualcuno, visto che il nostro lavoro può essere svolto in qualsiasi nazione, in barba ad albi e albumi vari
Magari si guadagna di più accettando un lavoro pagato 55 dollari e si vive in Timbuctonia, dove per campare si spende 1 dollaro al mese, che in Italonia accettando un lavoro pagato 550 dollari, mentre la vita costa 5500 dollari al mese.
ciao
Giusi


...ma so per certo che il lavoro se lo è preso un italiano che vive in Italia. E allora?


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Mirella Soffio  Identity Verified
Italy
Local time: 19:47
Member (2002)
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Magari avessi una risposta... Nov 11, 2005

...ma so per certo che il lavoro se lo è preso un italiano che vive in Italia. E allora?


E allora volta pagina e non pensarci più. Trovarsi con poco lavoro è brutto, non si discute, ma come ti saresti sentito a lavorare a tre centesimi a parola (che è quanto presumo abbia offerto il tuo "rivale")? Offeso, umiliato, frustrato, schiavizzato, imbrogliato, turlupinato, risentito, inviperito, avvelenato? Be', che ci si senta "l'altro", così - i quattro soldi che guadagnerà non gli basteranno neanche a pagare lo psicologo...;-)
Scherzi a parte, le ragioni che spingono una persona (residente in Italia) a lavorare a tariffe così degradanti possono essere centinaia, magari anche legittime, per carità, ma ho imparato da tempo che non ha senso lambiccarsi il cervello su queste cose. Né mi consola più di tanto il proverbiale richiamo a noccioline e scimmie, perché la realtà è molto più variegata e se davvero a un prezzo infimo corrispondesse una qualità altrettanto infima, avremmo tutti tonnellate di lavoro a prezzi da gioielleria. Se così non è, vuol dire che c'è il traduttore che chiede poco ma fa lo stesso un lavoro decente, o il cliente che della qualità non sa che farsene, o l'ipercinetico che in un giorno traduce svariati zillioni di parole e quindi guadagna fantastilioni di euro nel tempo che noi comuni mortali impieghiamo per fare Ctrl-C/Ctrl-V.
Nel tempo ho adottato questa filosofia di vita: il traduttore che lavora a 1 nocciolina a parola e quello che invece chiede 10 noccioline (e pure caramellate) giocano in due divisioni diverse. Ergo, ciascuno si fa il suo campionato e va per la sua strada. Secondo te Beckham perde il sonno all'idea che c'è un tale Mario Rossi che gioca nella squadra dell'oratorio di San Marino e che nell'ultima stagione ha segnato 666 gol? Macché, quello si lustra gli orecchini di diamanti e si cerca un ingaggio ancora più polposo per la stagione successiva...

Mirella


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Michèle Ménard  Identity Verified
Italy
Local time: 19:47
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TOPIC STARTER
Capisco Gianni Nov 12, 2005

... ma capisco anche Mirella e il discorso che porta avanti. Credo che non sia facile per nessuno, né per chi inizia come me né per chi ha già una maggiore stabilità, come molti di voi, e sinceramente non so quale possa essere una soluzione efficace.
Il titolo del mio intervento è volutamente polemico: è chiaro che lavorando a poco quello del traduttore è poco più di un hobby, però è anche vero, come raccontava Gianni, che a volte si è costretti dalle circostanze a prendere cifre più basse di quelle che si considerano adeguate per il proprio lavoro.
D'altra parte, non è neanche vero che traduttore economico = traduttore incapace (così come non è vero che un traduttore "costoso" sia automaticamente un bravo professionista), però - a costo di sembrare presuntuosa - io so di valere la cifra che chiedo o, comunque, di non valere di meno. Insomma, io lo considero un mestiere a pieno titolo e vorrei svolgerlo come tale, altrimenti mi rimetto a tradurre i manuali di istruzioni e i siti internet per amici e parenti e non se ne parla più.
Per quanto riguarda la creazione di un albo: sto seguendo la discussione ma ammetto di non avere ancora un'idea precisa a riguardo. Resto vigile


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 14:47
Member (2001)
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+ ...
Definizione di professionista completo Nov 12, 2005

Michèle Ménard wrote:
...
D'altra parte, non è neanche vero che traduttore economico = traduttore incapace (così come non è vero che un traduttore "costoso" sia automaticamente un bravo professionista)
...


Secondo me, un professionista deve saper fare bene il suo lavoro, deve sapere quanto vale in termini economici, deve saperlo proporre al mercato e deve farselo pagare.

Chi è bravo con le parole ma non sa far di conto, è solo bravo a tradurre ma non è, secondo la definizione qui sopra, un vero professionista.

La libera professione richiede una gamma di capacità, parte linguistiche e parte imprenditoriali.

ciao
Gianfranco



[Edited at 2005-11-12 17:14]


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Michèle Ménard  Identity Verified
Italy
Local time: 19:47
French to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
Hai ragione, Gianfranco Nov 12, 2005

Di fatto è quello che dicevo io: tradurre di per sé implica "solo" il saperlo fare, mentre essere un traduttore professionista significa saper tradurre e sapersi proporre come specialista della traduzione. Per questo io ho declinato l'offerta di lavorare senza fattura e a un prezzo notevolmente più basso di quello da me richiesto e, nonostante l'amarezza per un lavoro sfumato, in fondo sono convinta di aver fatto la scelta giusta.

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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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+ ...
e allora... Nov 13, 2005

[quote]Gianni Pastore wrote:

Giacomo Camaiora wrote:

Gianni Pastore wrote:


Giuseppina Gatta wrote:

... ci saranno nazioni in cui tale somma è ritenuta conveniente per qualcuno, visto che il nostro lavoro può essere svolto in qualsiasi nazione, in barba ad albi e albumi vari
Magari si guadagna di più accettando un lavoro pagato 55 dollari e si vive in Timbuctonia, dove per campare si spende 1 dollaro al mese, che in Italonia accettando un lavoro pagato 550 dollari, mentre la vita costa 5500 dollari al mese.
ciao
Giusi


...ma so per certo che il lavoro se lo è preso un italiano che vive in Italia. E allora?

E allora chi se l'è preso è un hobbista, o uno che non paga le tasse (e spesso queste due figure coincidono) e spero anche che chi gli ha dato il lavoro ne capisca di ciò che gli ha dato da tradurre, e sappia alla fine anche rendersi conto di aver fatto un errore, spendendo meno soldi ma spendendoli male...
il problema non è come la vediamo noi, la professione del traduttore, o solo come ci sentiamo noi (hobbisti, dei, missionari, mercenari della traduzione, ecc.), ma come ci percepiscono gli altri. Quanti sono in percentuale sulla popolazione, quelli che sanno cosa significhi tradurre? Quanti aneddoti potremmo raccontare su questo argomento? (tipo, successo a me, già raccontato, la signora che crede che la traduzione esca fresca fresca dal fax, la studentessa che crede nelle translation machine, e via farneticando).
Chi o che cosa potrà mai fare conoscere in giro che significa tradurre, chi è il traduttore e a "che cosa serve"? Forse un albo?
Ai posteri l'ardua sentenza
Giusi


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