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Legislazione-Normativa per consulenti CTU - Asseverazioni
Thread poster: María José Iglesias

María José Iglesias  Identity Verified
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Feb 26, 2006

Cari colleghi,

è da un po' di tempo che leggendo i vostri commenti nei vari forum o parlando con altri colleghi o agenzie sulle abitudini dei vari tribunali italiani per quanto riguarda le procedure necessarie per asseverare (diverse in ogni luogo), sono arrivata alla conclusione -spero non troppo azzardata- che almeno in questa materia "la legge non è uguale per tutti".

Reputo infatti una vera "ingiustizia" che da città a città, da Comune a Comune, da Tribunale a Tribunale, sempre però dentro i confini del territorio italiano, i costi relativi alle marche da bollo necessarie per la stessa traduzione, siano diversi.
Non concepisco che in un Tribunale sia assolutamente necessario apporre una marca ogni 4 facciate sia su traduzione sia su originale e che in un altro Tribunale a pochi kilometri di distanza ci vogliano soltanto le marche per la traduzione (non per l'originale).

Non capisco come mai in diversi Tribunali sono stati aboliti da tempo i "Diritti di cancelleria" di 3,10 euro sul verbale di asseverazione e che in altri Tribunali (da me, per esempio) non ti venga accettata ad asseverare la traduzione nella quale tu non abbia appiccicato quel benedetto bollo.

Non riesco a capire il motivo per il quale a Milano (come qualcuno di voi ha segnalato i giorni scorsi) non ci vogliono più nemmeno le marche da bollo sulla traduzione (basta soltanto una di 14,62 euro sulla prima pagina) e che nel resto di Italia uno studente che vuole asseverare la sua certificazione universitaria conseguita all'estero debba spendere invece centinaia di euro in marche.

Di tutte queste cose, cari colleghi, io non riesco a farmene una ragione. Mi chiedo -forse ingenuamente- se noi, dal nostro piccolo, possiamo fare qualcosa per unificare criteri.

E il colmo di tutto è che mentre NON ESISTE una legislazione che stabilisca che soltanto un traduttore giurato riconosciuto e iscritto all'Albo del Tribunale o presso la Camera di Commercio è in grado di asseverare in Italia, per poter asseverare in alcuni Tribunali vieni obbligato a versare 168 euro all'agenzia delle entrate per "tasse concessioni governative", sapendo che da quel momento, ti interessi la cosa o no, tu sei tenuto a lavorare per il Tribunale ai prezzi che abbiamo visto in un altro thread aperto negli ultimi giorni (le cosidette "vacazioni") qualora un giudice richiedesse i tuoi servizi. Che io abbia bisogno di fornire ai miei clienti un servizio completo di asseverazione e legalizzazione, non significa che io debba lavorare per il Tribunale se ciò non mi interessa (e vi assicuro che non mi interessa affatto).

Non sapendo dove chiedere, mi sono lamentata con il cancelliere del mio Tribunale, il quale però ha "sorvolato" e non mi ha saputo spiegare niente al riguardo, se non che ogni Tribunale si regola come meglio ritiene opportuno. Una risposta che non mi ha soddisfatto neanche un po' non ritenendola nemmeno giusta.

Un altro addetto mi invitava persino ad andare con la legge in mano per dimostrare tutto questo...

Io ho cercato su Internet la normativa, legge, decreto, ecc. dove vengono stabilite tutte queste cose, ma non ne ho trovato niente. Mi chiedo se allora sarà vero che in materia di asseverazioni in Italia non c'è davvero niente di regolamentato e che per questo motivo in ogni Tribunale le norme vengono applicate a discrezione del Cancelliere di turno... Sarà vero?
Mi sembra davvero impossibile. E se le cose stanno davvero così, quello che mi sembra impossibile è che possano e debbano continuare ad essere così.

Vi siete mai chiesti per quale motivo un traduttore che assevera presso un Tribunale italiano sia tenuto a non farlo da nessun'altra parte? Se in altri Tribunali in teoria può asseverare chiunque, per quale motivo io posso farlo solo a Padova?

Vorrei sentire un po' i vostri pareri. Se qualcuno ha la relativa legge o mi sa dire dove trovarla, le sarei davvero grato.

Penso che se tutto questo fosse vero come purtroppo credo, ci sono traduttori e agenzie in Italia che si trovano in chiaro svantaggio rispetto ad altri/e, perché se un cliente ha bisogno di un'asseverazione e viene a sapere che in una città assevera chiunque e che se la cava soltanto con una marca da bollo in prima pagina, non troverà più il motivo per rivolgersi a quel dato traduttore che assevera in un'altra città con altre abitudini.
Non mi sembra bello né soprattutto equo.

Cosa ne pensate?


[Edited at 2006-02-26 14:34]


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Altra discordanza Feb 26, 2006

María José Iglesias wrote:

Vi siete mai chiesti per quale motivo un traduttore che assevera presso un Tribunale italiano sia tenuto a non farlo da nessun'altra parte? Se in altri Tribunali in teoria può asseverare chiunque, per quale motivo io posso farlo solo a Padova?



[Edited at 2006-02-26 14:33]


Ti segnalo che anche questo non è vero per tutti i tribunali. In provincia di Cuneo io posso asseverare presso più Giudici di Pace. Posso andare dove voglio...


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María José Iglesias  Identity Verified
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Non so più cosa pensare Feb 26, 2006

Mariella Bonelli wrote:
Ti segnalo che anche questo non è vero per tutti i tribunali. In provincia di Cuneo io posso asseverare presso più Giudici di Pace. Posso andare dove voglio...

Io questo potevo farlo prima di essere iscritta a Padova. Andavo infatti dal giudice di pace a Mestre (è stato lui ad informarmi che non c'è una legislazione e che in teoria chiunque può eseguire un'asseverazione). Ma dal momento in cui ho fatto la richiesta a Padova, ho dovuto impegnarmi per iscritto a non fornire questo servizio presso nessun altro Tribunale.
Io non so più cosa pensare. Ogni giorno parlando con un collega o con un altro vengo a sapere cose diverse.


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Angela Arnone  Identity Verified
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Mi risulta ciò che dice Mariella e il tuo giudice di Mestre Feb 26, 2006

E ho la netta impressione, MJ, che il tribunale di Padova stia commettendo un illecito se ti costringe a non asseverare da nessun'altra parte.
Se porti pazienza cercherò di informarmi dal Giudice di Pace qui a Ortona se c'è una spiegazione per quanto ti è successo.
Non ti possono impedire di svolgere il tuo lavoro in altre sedi.
Angela




María José Iglesias wrote:
Io questo potevo farlo prima di essere iscritta a Padova. Andavo infatti dal giudice di pace a Mestre (è stato lui ad informarmi che non c'è una legislazione e che in teoria chiunque può eseguire un'asseverazione). Ma dal momento in cui ho fatto la richiesta a Padova, ho dovuto impegnarmi per iscritto a non fornire questo servizio presso nessun altro Tribunale.
Io non so più cosa pensare. Ogni giorno parlando con un collega o con un altro vengo a sapere cose diverse.


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María José Iglesias  Identity Verified
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Lottare contro i muri... Feb 26, 2006

Angela Arnone wrote:

E ho la netta impressione, MJ, che il tribunale di Padova stia commettendo un illecito se ti costringe a non asseverare da nessun'altra parte.
Se porti pazienza cercherò di informarmi dal Giudice di Pace qui a Ortona se c'è una spiegazione per quanto ti è successo.
Non ti possono impedire di svolgere il tuo lavoro in altre sedi.
Angela

Angela, se ne hai la possibilità e hai un bel rapporto con il giudice di pace dove tu asseveri, ti chiederei di informarti anche su questo particolare dei "diritti di cancelleria" di cui vi ho parlato. Ho letto più volte che sono stati abrogati e vorrei conoscere il testo dove questo è riportato, per farlo valere eventualmente presso il mio Tribunale anche se solo per averne la soddisfazione. Sono 3,10 euro sul verbale, non tanti, ma è una questione di principio più che di costo.
Più volte mi è venuto in mente questi giorni il caso del ragazzo russo che anche tu conosci, che per tradurre la sua laurea ha dovuto spendere centinaia di euro in marche da bollo. Solo a MIlano se la sarebbe cavata con soli 14 euro più il costo della traduzione e dell'asseverazione.
Non mi va proprio giù che le cose siano così diverse da Tribunale a Tribunale, a parte questo particolare della sede dove il traduttore assevera, che avete notato. Ma mi sento a lottare contro i muri... Io non sono nessuno...


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Agnès Levillayer
Italy
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Molto interessante questo argomento... Feb 26, 2006

E' da tanto che mi stupisco dell'assenza di regole per le asseverazioni.

Ho cercato anch'io e non si trova nessuna norma in materia.
Per quanto riguarda per esempio il bollo sul verbale di asseverazione, leggo con sorpresa sul sito del Comune di Torino (http://www.comune.torino.it/procuragenerale/tribunale/atti_notori/atti_notori.html#assev_peri), a proposito di traduzioni asseverate, che “i diritti di cancelleria sono stati aboliti nel 2002”, invece scavando un po’ ho trovato la circolare del Ministero che precisa chiaramente che rimangono in vigore per quanto ci interessa in questo thread.

http://www.giurdanella.it/mainf.php?id=6589
Circolare Ministero Giustizia 26 febbraio 2002 n. 1
Ministero della Giustizia - Dipartimento per gli Affari di Giustizia
Circolare 26 febbraio 2002 n. 1 - "Contributo unificato per le spese degli atti giudiziari"
“Si ritiene opportuno precisare che la disciplina sull'imposta di bollo è invariata per le istanze e domande sotto qualsiasi forma (es. quelle per chiedere un certificato o per chiedere la liquidazione della consulenza) e per gli atti stragiudiziali compiuti dagli uffici giudiziari (es. verbale di asseverazione stragiudiziale).”

Insomma, regna l'anarchia e se gli uffici pubblici interpretano cosi le regole (con un danno per l'erario...), siamo in buone mani!

Sono ancora più stupita di quanto riferisci, MJ, sul documento che ti hanno chiesto di firmare e che ti impedirebbe di effettuare asseverazioni altrove: sono anch'io iscritta nel ruolo dei periti della CCIAA di Padova e nella lista dei traduttori giurati presso il tribunale di Padova, nessuno mi ha mai fatto firmare nessuna carta che limiti la mia attività altrove (ne in tribunale ne alla Camera di commercio). Confesso tuttavia che non ho mai provato ad asseverare in altri tribunali ma penso che per questo, l'unico limite esistente sarà quello imposto dal tribunale in questione, visto che ognuno sembra padrone a casa sua.

Concordo con te che queste regole più o meno rigide che si da il Tribunale di turno finisce per daneggiare il traduttore o l'agenzia locale. Io, per esempio, ho dovuto rinunciare a presentare a Padova l'asseverazione di un documento con tabelle che non potevo stravolgere (pena la loro illeggibilità) per adeguarle ai criteri imposti. Alla fine, la traduzione, identica all'originale dal punto di vista "grafico" è stata presentata in un altro Tribunale (à 30 km, in provincia di Venezia!) dove chiedono solo di rispetare la divisione in 25 righe, senza altri vincoli...

Sarebbe molto interessante sapere se il Ministero di Grazia e Giustizia è mai stato interpellato sull'argomento da qualche associazione di categoria (ANITI, AITI...).


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Permettetemi lo sfogo Feb 26, 2006

Agn賠Levillayer wrote:

Insomma, regna l'anarchia e se gli uffici pubblici interpretano cosi le regole (con un danno per l'erario...), siamo in buone mani!



Appunto! E vogliamo parlare del tempo perso per cercare di capire qualcosa? Io da quando ho iniziato a richiedere l'iscrizione al Tribunale a quando l'ho ottenuta (anche nell'albo dei consulenti tecnici come interprete) sono passati più di 2 anni. Nel frattempo ci sono stati lunghissimi tempi di attesa per l'esame al CCIAA e innumerevoli corse, domande, ricerche senza fine sulle leggi e sul modo di operare, un numero imprecisato di telefonate con attese lunghissime, risposte indisponenti da parte della segretaria di turno (e non provare ad alzare la testa, altrimenti l'iscrizione all'albo.... chissà), porte bussate per mendicare informazioni, per poi ottenerle del tutto casualmente. MESI persi per capire qualcosa. E qualcuno discute ancora se farsi pagare 10 euro per asseverare? Non ne basterebbero 100!


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Angela Arnone  Identity Verified
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E tutto questo, se non erro ... Feb 26, 2006

Per guadagnare 4 euro a ora.
Non era così che si diceva nell'altro thread?


Per rispondere a MJ, lo chiederò al mio amico Giudice di Pace, che è una persona squisita (non so come l'abbiano assunto - è carino e disponibile con tutti), ma chiederò anche alla vicina avvocato se puoi fare causa a chi t'ha fatto firmare un documento a mio modesto avviso illegalissimo.

Angela

Mariella Bonelli wrote:
... Io da quando ho iniziato a richiedere l'iscrizione al Tribunale a quando l'ho ottenuta (anche nell'albo dei consulenti tecnici come interprete) sono passati più di 2 anni. ....


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María José Iglesias  Identity Verified
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Chiarimenti Feb 26, 2006

Il documento a cui mi riferivo è il "fac-simile di domanda di iscrizione all'albo CTU del Tribunale di Padova", nessuno mi ha sottoposto un documento specifico o separato nel quale io abbia dovuto firmare una cosa del genere.
All'epoca io ho firmato semplicemente la domanda di iscrizione nella quale venivo obbligata a dichiarare e a sottoscrivere che non mi sarei iscritta e di non essere iscritta in altro Albo CTU presso altri Tribunali. La formula era questa:
"Il sottoscritto..... nato a ....... il ...... (poi seguono i dati fiscali).....
chiede di essere iscritto nell'Albo dei Consulenti Tecnici per le cause civili, esistente in codesto Tribunale nella categoria....(...) A tal fine, consapevole delle sanzioni, anche penali, previste per il caso di dichiarazioni mendaci dichiara di...
essere nato....
di essere iscritto all'Ordine/Collegio....
dI NON ESSERE ISCRITTO IN ALTRO ALBO CTU PRESSO ALTRI TRIBUNALI.

E' stato il cancelliere a spiegarmi successivamente che questo veniva esteso logicamente anche alle asseverazioni visto che questo era L'UNICO MOTIVO PER IL QUALE IO VOLESSI ISCRIVERMI. Resti chiaro che non mi è stato chiesto se volevo o non volevo essere chiamata dal giudice. Io volevo asseverare e basta. E non ho avuto alternativa.
Non avevo semplicemente voglia di continuare a recarmi da Padova fino a Mestre tutte le volte che mi veniva richiesto questo servizio da parte di un cliente, e fra l'altro non mi era più redditizio. E' stato a Mestre, dal giudice di pace, che ho appreso queste "nuove" informazioni circa l'inesistenza di una legge che regoli questa procedura.

Da subito questa richiesta di iscrizione per poter asseverare, mi è sembrato un attentato alla libertà e alla democrazia perché la norma non uguale dappertutto, ma se non mi scrivevo non asseveravo, era chiaro.

Così ho dovuto presentare il mio curriculum con in allegato tutte le mie fatture degli ultimi due anni, naturalmente con una marca da bollo di 14,62 € ogni 4 facciate e in più il versamento di 168 euro. Fate un calcolo di quanto mi è costato in termini economici il poter asseverare. In questi anni, da quando risulto iscritta a Padova, non ho più avuto problemi, ma constato spesso che le norme qui sono molto rigide e che non si corrispondono con quanto richiesto in altri Tribunali. Un esempio, le tabelle di cui parlava Agnèse. Un' altra agenzie di Padova con la quale collaboro mi ha detto che addirittura il Cancelliere aveva chiesto loro di presentare le traduzioni in font Arial 12!
A me stessa mi capitò all'inizio di non essermi resa conto di aver oltrepassato le 25 righe in uno dei fogli (credo di ricordare che ci fossero 27 righe anziché 25 e il Cancelliere me l'ha rimandata indietro). Non vi dico il batticuore delle prime volte! Non attaccavo nemmeno le marche da bollo pensando di poter sbagliare!

Che bello però poter dirlo a voi!
Era da tempo che avevo voglia di sfogarmi un po' per esteso, perché tutto mi sembra davvero ingiusto.
Ora quello che mi sta a cuore è trovare la legge o normativa o decreto o il testo dove si dice che i diritti di cancelleria sono abrogati.


[Edited at 2006-02-26 21:04]


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María José Iglesias  Identity Verified
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Può darsi che abbia capito male sin dall'inizio... Feb 27, 2006

Leggendo oggi con più "chiarezza" di mente i vostri commenti, sto pensando che c'è la possibilità che io abbia interpretato male sin dall'inizio questa clausula della dichiarazione di cui parlavamo, perché in effetti nel foglio che ho ripreso in mano c'è scritto soltanto che non devo essere iscritta ad un altro Tribunale non che non possa eseguire le asseverazioni presso un altro Tribunale. Sono infatti due cose diverse.
Chiederò di nuovo informazioni più precise al Cancelliere in questo senso (finirà per odiarmi!) e vi farò sapere cosa mi ha detto.
Grazie mille, Agnèse, per il tuo link, molto interessante.
Ciononostante molti Tribunali hanno smesso di richiedere questi diritti di cancelleria; penso che dovrebbe esserci anche il primo testo dove comunicato che sono aboliti... Io non lo trovo.

Scusate se insisto ma continuo ad essere perplessa perché è un fatto che molti colleghi questi diritti di cancelleria non li pagano più e le traduzioni non tornano indietro.

Voi li pagate nei vostri Tribunali?

So che da te, Angela, le marche si mettono anche sugli originali. E' così anche per gli altri?


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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Aspetta, aspetta... Feb 27, 2006

"Leggendo oggi con più "chiarezza" di mente i vostri commenti, sto pensando che c'è la possibilità che io abbia interpretato male sin dall'inizio questa clausula della dichiarazione di cui parlavamo, perché in effetti nel foglio che ho ripreso in mano c'è scritto soltanto che non devo essere iscritta ad un altro Tribunale non che non possa eseguire le asseverazioni presso un altro Tribunale. Sono infatti due cose diverse."

Esattamente. A me è stato spiegato che si può essere iscritti come interpreti all'Albo del tribunale SOLO nel tribunale di competenza territoriale (vale la propria residenza). Però le asseverazioni dalle mie parti si possono eseguire ovunque. Diciamo che in tutta la provincia di Cuneo io potrei andare almeno da 5 diversi Giudici di Pace.

"Scusate se insisto ma continuo ad essere perplessa perché è un fatto che molti colleghi questi diritti di cancelleria non li pagano più e le traduzioni non tornano indietro.

Voi li pagate nei vostri Tribunali?"

Io li pago, metto il bollo da 14 euro e qualcosa ogni 4 pagine su originale e traduzione, più i diritti di cancelleria sull'ultima pagina.

[Edited at 2006-02-27 10:52]


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María José Iglesias  Identity Verified
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Il doppio Feb 27, 2006

Mariella Bonelli wrote:
Io li pago, metto il bollo da 14 euro e qualcosa ogni 4 pagine su originale e traduzione, più i diritti di cancelleria sull'ultima pagina.

Allora tu paghi più di me... io solo sulla traduzione più i diritti.
Anche questo suppone che un cliente paga il doppio da te
Forse un po' meno del doppio tenendo conto che gli originali non vengono in formato legale e occupano quindi meno, ma c'è comunque una differenza sostanziale.

[Edited at 2006-02-27 11:12]


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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OPS! Scusate Feb 27, 2006

María José Iglesias wrote:

Mariella Bonelli wrote:
Io li pago, metto il bollo da 14 euro e qualcosa ogni 4 pagine su originale e traduzione, più i diritti di cancelleria sull'ultima pagina.

Allora tu paghi più di me... io solo sulla traduzione più i diritti.
.

[Edited at 2006-02-27 11:12]


Mi sono sbagliata, sono andata a riprendere le mie istruzioni: io come te pago 14,62 ogni 4 pagine di traduzione + 1,55 da apporre sul verbale di asseverazione. Per più documenti destinati alla stessa istituzione, è possibile creare un solo plico e, come diceva mi pare anche Angela, io posso scrivere piccolo piccolo e nessuno mi dice niente. Per far risparmiare i miei clienti, nel caso di più documenti chiedo bene se posso creare un solo plico. In caso contrario dovrei apporre più bolli, compreso ogni volta 1,55 per i diversi verbali di asseverazione. Così facendo si arriva a risparmiare anche alcune decine di euro. Ma di più non posso fare. Ovviamente ci ho messo il mio tempo anche a "raccattare" tutte queste informazioni, che pare nessuno sia in grado di dare...


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María José Iglesias  Identity Verified
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1,55? Feb 27, 2006

Meno male! Io di diritti pago 3,10€ sul verbale... e non 1,55.
Scrivere piccolo, piccolo non mi è permesso. E se per caso il verbale è il 5º foglio del plico o mi resta fuori dal conteggio di 4, anche su di esso devo apporre la marca di 14,62. Robe da matti.


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Al tribunale di Bari... Feb 27, 2006

Vi dico brevemente cosa so e cosa pago io.
Prima di tutto anche io ho chiesto informazioni su leggi e cose di questo genere. Nessuno mi ha saputo dire niente di preciso, né avvocati, né il cancelliere addetto.
A me non vengono richiesti 25 righi, font così e colà, ecc.
Per quanto riguarda ciò che dice Mariella sui documenti destinati alla stessa causa, ad es., è giusto, si possono mettere tutti insieme. Questa è una cosa che decide il cliente, NON il cancelliere, giudice o chi per lui. Un giudice mi ha detto anche che non esistono leggi in merito ed è il cliente a decidere.
Io pago 14,62 ogni 4 pagine di traduzione E BASTA. Sì, il verbale viene conteggiato nelle 4 pagine.
All'epoca ho pagato circa un milione di lire per iscrivermi a CCIAA e tribunale.
La sequenza dei documenti è: traduzione, giuramento, originale dietro. I documenti devono essere timbrati (da timbro mio odel tribunale) nella congiunzione fra le due pagine, in modo da non poter essere separabili e sulle marche.
Mi sembra che sia tutto
ciao
Giusi

[Edited at 2006-02-27 13:45]


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