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Ancora fatture estero! Traduzione: consulenza o servizio?
Thread poster: Diana Cossato
Diana Cossato  Identity Verified
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Mar 25, 2006

Cari colleghi,

credo di aver letto la maggior parte dei thread sull'argomento fatture/IVA/estero e connessi, ma poichè mi accingo ad emettere la mia prima fattura per l'estero, vorrei trovare risposta alla seguente perplessità:

l'attività di traduzione e interpretariato è una CONSULENZA o un SERVIZIO?

Probabilmente è una questione di lana caprina e qualcosa di cui non avremmo poi un gran bisogno di preoccuparci, ma sarei davvero grata a chiunque sappia darmi dei ragguagli.

Il motivo della curiosità ha origine da un'osservazione della mia commercialista, alla quale facevo notare che, secondo quella che sembra essere la prassi diffusa, ai clienti esteri non si addebita l'IVA. Questo renderebbe traduzione e interpretazione un SERVIZIO, mentre la CONSULENZA prevederebbe comunque l'IVA independentemente dalla sede del cliente. La differenza tra servizio e consulenza sembra risiedere nelle rispettive oggettività e soggettività.

Spero che questo mio post non confonda le idee anche a chi finalmente se le era chiarite!

Vi ringrazio in anticipo dei vostri pareri


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Marina Rossa  Identity Verified
Local time: 22:33
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Io ho sempre... Mar 25, 2006

...emesso fatture considerando la traduzione come servizio, non come consulenza.
Il mio commercialista mi ha confermato che in caso di fatture all'estero, non si applica l'IVA. Una sola eccezione: nel caso in cui la traduzione, anche se commissionata all'estero, venga utilizzata in Italia (è il caso di manuali di istruzioni e altri documenti simili).
In questo caso l'IVA andrebbe applicata.
Spero di esserti stata utile.
Buona notte!
Marina

www.freelancetranslations.it


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Diana Cossato  Identity Verified
Belgium
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TOPIC STARTER
Grazie, ma come si decide? Mar 25, 2006

Grazie Marina per la tua celere risposta di un tardo sabato sera!

In effetti anche la mia commercialista mi aveva parlato della distinzione riguardante l'utilizzo. Tuttavia non è sempre evidente dove la traduzione verrà utilizzata (nel caso di traduzione di lettere, contratti, documenti giuridici di varia natura non è forse probabile che quando si traduce verso l'italiano sia poi una ditta in Italia ad usufruirne?) e mi chiedo se davvero stia al traduttore determinare il paese di fruizione. E poi, che dire dei siti web? Mi sembra che questo criterio sia un po' arbitrario... il traduttore può davvero essere ritenuto responsabile di una tale valutazione?

Mi incuriosiscono le vostre esperienze in merito (magari domattina! )

notte
Diana


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.O.
Traduzione come servizio e iva clienti extraeuropei (agenzie) Mar 26, 2006

Anch'io considero l'attività di traduzione come servizio. Dato che la consulenza consiste nel fornire pareri o chiarimenti rispetto ad un dato argomento, sinceramente non mi è mai sorto alcun dubbio in merito. Ho emesso fatture per consulenze solo quando mi è capitato di collaborare alla stesura di materiali o all'organizzazione di conferenze e simili; in questi casi mi era stato chiesto di fornire indicazioni e suggerimenti sulla base della mia conoscenza della cultura cinese (che non ha necessariamente a che fare con il mio lavoro di traduttrice).

Per quanto riguarda l'iva, faccio riferimento alla circolare spesso citata su ProZ (n. 147 del 10.06.1998 "I.V.A. Rilevanza territoriale delle prestazioni degli interpreti e traduttori," emanata dal Ministero delle finanze, Dipartimento delle entrate, Direzione centrale per gli affari giuridici e per il contenzioso tributario), anche se non trovo chiarissima la sua applicazione pratica.
La mia clientela estera è composta esclusivamente da agenzie extracomunitarie. Parto dal presupposto che, nel rivendere il mio lavoro ai propri clienti (italiani, comunitari o extracomunitari che siano), tali agenzie lo usino in territorio estero, e quindi emetto fatture esenti iva. In sostanza, non considero la destinazione finale (che spesso non è facilmente determinabile), ma il luogo in cui il mio cliente usa la mia traduzione. Cosa ne faccia il cliente del mio cliente, lo ignoro...

Buona domenica!

Oriana


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 22:33
Member (2004)
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Confermo! Mar 26, 2006

Oriana Bonan wrote:
In sostanza, non considero la destinazione finale (che spesso non è facilmente determinabile), ma il luogo in cui il mio cliente usa la mia traduzione. Cosa ne faccia il cliente del mio cliente, lo ignoro...


Esatto, non siamo tenuti a conoscere l'uso che ne farà il cliente del nostro cliente. Ci mancherebbe. Diverso è ad esempio se facciamo interpretariato in Italia per un'agenzia straniera. In questo caso si dovrebbe applicare l'IVA. In pratica, confermo tutto quanto detto dalle colleghe! =)


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Daniele Martoglio  Identity Verified
Local time: 22:33
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Sei sicura? Mar 26, 2006

Mariella Bonelli wrote:

...Diverso è ad esempio se facciamo interpretariato in Italia per un'agenzia straniera. In questo caso si dovrebbe applicare l'IVA.


Secondo la legge polacca (e qui mi sembra che nel caso dell'IVA non ci dovrebbero essere differenze da paese a paese della UE) il luogo di prestazione del servizio è fissato per legge con definizioni molto rigorose, e non dipende se il cliente in treno tira fuori la brochure da te tradotta prima o dopo il passaggio della frontiera...

Nel caso di un larghissimo gruppo di servizi, tra cui: TRADUZIONI E INTERPRETARIATO (è una sola parola in polacco), e inoltre vendita diritti di licenza, trasferimento e cessione di diritti d'autore,
brevetti e diritti sui marchi commerciali, pubblicità, consulenza legale, consulenza contabile-fiscale, analisi di mercato, consulenza di gestione d'impresa, elaborazione dei dati e fornitura di informazioni, consulenza architettonica ed ingegneristica, servizi bancari, finanziari, assicurativi.. ecc ecc ecc.. i tutti questi e molti altri casi il luogo di prestazione del servizio è la sede del compratore del servizio, o il suo luogo di residenza se trattasi di persona fisica.

Non va fatta confusione tra MERCI e SERVIZI. Se una ditta italiana vende una poltrona ad una ditta ungherese e la consegna in Italia, perchè così piace agli ungheresi, il venditore fa una fattura CON L'IVA. Se la invia in Ungheria, la fattura è SENZA IVA, e la questione IVA se la deve vedere l'ungherese con il suo fisco.

MA!!! Se una ditta italiana presta un servizio di traduzioni o interpretariato ad una ditta ungherese, mi sembra proprio che il luogo di prestazione del servizio, debba essere la sede della ditta, e quindi la fattura è senza IVA..

Nel caso mio, sono sicuro che se faccio interpretariato IN POLONIA, per una ditta Italiana, il luogo di prestazione del servizio per la legge polacca è la sede della ditta, e quindi l'Italia, e quindi fatturo senza IVA. Possibile che in due paesi UE ci possano essere due regole diverse su una cosa cosi "europea" come la legislazione IVA?

Daniele


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 22:33
Member (2004)
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Non sono sicura... Mar 26, 2006

ma questo è quello che mi ha spiegato il mio commercialista. Se a commissionarmi l'interpretariato ad esempio è un cliente estero e il servizio si svolge supponiamo durante una conferenza in Italia, lui mi ha detto che devo fatturare con IVA. Ma sicura al 100% come potrei esserlo???

Daniele Martoglio wrote:

Nel caso mio, sono sicuro che se faccio interpretariato IN POLONIA, per una ditta Italiana, il luogo di prestazione del servizio per la legge polacca è la sede della ditta, e quindi l'Italia, e quindi fatturo senza IVA. Possibile che in due paesi UE ci possano essere due regole diverse su una cosa cosi "europea" come la legislazione IVA?


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Valentina_D  Identity Verified
Local time: 22:33
Member
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il mio... Mar 27, 2006

commercialista mi ha detto invece che comunque anche in questo caso non si applicherebbe l'Iva.
Mi è capitato infatti di dover fare un preventivo per una fiera in Italia ad un cliente diretto tedesco e mi era sorto questo dubbio. La risposta del mio commercialista era stata appunto questa (non applicare l'Iva).

C'è da dire, però, che qualche anno prima avevo lavorato per un cliente svizzero tramite agenzia in occasione di una fiera in Italia. L'agenzia in questo caso aveva addebitato comunque l'Iva (sostenendo appunto che l'evento era in territorio italiano), che però sarebbe stata restituita al cliente svizzero dallo stato italiano (..lo svizzero non era molto convinto della tempistica del rimborso..e a ragione visto le lungaggini burocratiche italiane..). Questo, però, forse dipendeva dal fatto che la ditta era appunto svizzera e non comunitaria (UE).

Riguardo alla domanda di partenza di questo thread, credo che la traduzione e l'interpretariato siano dei servizi e non una consulenza (dappertutto si vede scritto 'servizi di traduzione') e vedo che alcuni colleghi nei propri siti internet oltre alla traduzione/interpretariato citano, separatamente, la consulenza linguistica (cosa si intenda esattamente, poi, non saprei).
Infine, credo che ai fini dell'Iva, come segnalato anche dai precedenti colleghi, non stia a noi conoscere l'uso che si farà della nostra traduzione. Io traduco quasi esclusivamente manuali, ma figurarsi se devo informarmi ad ogni incarico che fine farà la mia traduzione!
Importante è, credo, il committente: se è una ditta (agenzia o cliente diretto) dell'UE, non si addebita l'Iva.

In bocca al lupo.


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María José Iglesias  Identity Verified
Italy
Local time: 22:33
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"Consulenza" per trovarsi a dover fornire un servizio vero e proprio. Mar 28, 2006

tiny wrote:
Riguardo alla domanda di partenza di questo thread, credo che la traduzione e l'interpretariato siano dei servizi e non una consulenza (dappertutto si vede scritto 'servizi di traduzione') e vedo che alcuni colleghi nei propri siti internet oltre alla traduzione/interpretariato citano, separatamente, la consulenza linguistica (cosa si intenda esattamente, poi, non saprei).


Anch'io ritengo che il lavoro di traduzione sia un servizio e non una consulenza. Ma confesso che quando qualche volta ho letto un po' divertita il termine "consulenza" (che per altro suona bene) ho pensato che potrebbe far riferimento al consiglio che il traduttore può fornire a un suo cliente che intende di scrivere direttamente in lingua straniera (es. una conferenza, una bozza o una prima stesura di un articolo...)

Ma anche in questo caso il termine non mi convince, anzi mi chiedo che tipo di "consulenza" possa essere quella che richiede comunque in una fase successiva un vero e proprio servizio, ovvero l'intervento del traduttore/correttore/revisore professionale e madrelingua che deve revisionare e correggere quel testo per il quale le è stata richiesta la consulenza Mi sembra un po' un controsenso...




[Edited at 2006-03-28 21:19]


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Diana Cossato  Identity Verified
Belgium
Local time: 22:33
Hungarian to Italian
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TOPIC STARTER
Grazie a tutti! Mar 29, 2006

Perfetto, allora si conferma la tesi delle traduzioni come SERVIZIO e della FATTURAZIONE SENZA IVA per clienti esteri!

Grazie per la vostra CONSULENZA!


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