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Lo lascerei in inglese... è più breve, è più bello, è più utilizzato
Thread poster: Antonella Andreella
Antonella Andreella  Identity Verified
Italy
Local time: 03:00
German to Italian
+ ...
Aug 14, 2002

Carissimi tutti,



è quasi Ferragosto.... tuttavia volevo un po\' sollevare quello che, a mio parere, è un piccolo problema di traduzione: lasciamolo in inglese!

Ora tutti sappiamo che molte sono le parole inglesi che sono entrate a far parte della terminologia italiana, ma non tutte! Per nostra fortuna l\'italiano è una lingua ricchissima di vocaboli e aggettivi e avverbi e, e, e, quindi non povera al punto tale da dover ricorrere a \'prestiti erogati da altre lingue europee\'.

La tendenza (che riscontro con tristezza) a \'lasciare in inglese\' quello che italiano ha un suo perfetto corrispondente denota, sempre a mio parere, una scarsa competenza linguistica, di conseguenza una scarsa attitudine a tradurre, di conseguenza uno scarso profilo professionale.

Ripeto a scanso di equivoci: mi riferisco ai termini che in italiano esistono e vengono utilizzati!

Sono anch\'io contraria a tradurre CD con \'disco compatto\' perchè il compito di un traduttore è quello di trasferire un testo originale in un\'altra lingua, di un traduttore bravo è quello di non far sentire il \'sapore\' della traduzione, insomma se il lavoro è ben fatto, chi legge non deve sentire che si tratta di un testo tradotto. Quindi se traduciamo \'disco compatto\' i risultati sono due: 1) chi legge non capisce, o quantomeno capisce dopo qualche secondo, 2) sente inequivocabilmente il sapore di traduzione, etc...



E allora.... vi prego, traduciamo quello che possiamo, è anche molto più bello, più italiano, perchè il più delle volte, la soluzione in italiano c\'è, eccome se c\'è, basta conoscerla o apprezzare i tanti suggerimenti di bravi colleghi che certo non mancano in questo sito!



))



Antonella


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italia  Identity Verified
Germany
Local time: 03:00
Italian to German
+ ...
Dante si girerebbe nella sua tomba Aug 14, 2002

Carissima Antonella, hai proprio ragione, anch\'io a volte non capisco l\'atteggiamento accanito di certi colleghi di lasciare tutto in inglese.L\'italiano è la lingua più bella e armoniosa del mondo, allora che bisogno c\'è di \"storpiarla\" così? A volte credo che il nostro povero Dante si girerebbe nella sua tomba a sentire certe termini.

Mi sa tanto che se fossi nata in un altro secolo, sarei stata senz\'altro un membro dell\'Accademia della Crusca ))

Scherzi a parte, usiamo per favore nozioni italiane ogni volta che sussistono. A mio modesto parere, non ci sono corrispettivi inglesi che possono reggere il confronto con termini italiani.

Buone vacanze a tutti i colleghi che \"piantono baracca a burattini\" e si godono le loro ferie meritate.

Non me ne volete male per il mio sfogo...

Carissimi saluti da Mannheim a tutti!!!
[addsig]


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Anayansi  Identity Verified
United States
Local time: 20:00
English to Spanish
+ ...
Dove lasciate lo spagnolo? Aug 14, 2002

Non solo l\'italiano \'è la lingua più bella e armoniosa del mondo\', tutte le lingue belle e armoniose, come lo spagnolo, soffrono le stese invasioni di lingue meno belle ed armoniose. Sono d\'accordo con voi! Evviva i puristi!

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CLS Lexi-tech
Local time: 21:00
Member (2004)
English to Italian
+ ...
Pigristi e puristi Aug 16, 2002

Grazie, Antonella, per aver di nuovo affrontato il problema. Bisogna farlo di tanto in tanto, anzi a cadenza regolare.

L\'unica cosa su cui eccepisco e\' l\'accezione di \"puristi\" perche\' si porta dietro tanti risvolti negativi ed attribuisce tanti connotati positivi ai non puristi.

In un altro thread di tanto tempo fa avevo proposto l\'accezione di \"pigristi\" a chi lascia troppo in inglese.

La tendenza sembra invalsa anzi promossa soprattutto in certi settori. Come traduttori possiamo non avallarla facendo quello sforzo in piu\' che i pigristi delle agenzie di stampa spesso non fanno.

Avevo lanciato, anche questo tanto tempo fa, un team dal nome Itanghliano (sulla falsa riga del titolo di un libro ripreso da Roberto Vacca nel suo famoso Manuale per il giovane manager, che non e\' altro che un glossario dell\'inglese corrente utilizzato soprattutto per sfoggio).



Ora devo tornare al lavoro

buon lavoro a tutti



paola l m





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luskie
Local time: 03:00
English to Italian
+ ...
Evviva! Aug 19, 2002

Non potrei essere più d\'accordo!

Il problema si presenta più che mai nelle traduzioni scientifiche, e in particolare bio-mediche, delle quali preferenzialmente mi occupo. E\' un campo in cui tradurre in italiano a volte viene addirittura \"giudicato male\"!

La giustificazione c\'è, perché il progresso (?) della scienza è possibile proprio grazie all\'inglese, che fa da \"esperanto\" rendendo possibile la condivisione del sapere ai ricercatori di tutto il mondo - le riviste scientifiche, almeno quelle \"buone\", sono tutte in inglese, e di fatto chi fa ricerca lavora in inglese...

Ma questo fatto viene troppo spesso usato come scusa per essere sempre e comunque dannatamente \"piuchepigristi\"! Ahimé, il nostro bell\'italiano sta facendo una gran brutta fine... (vogliamo parlare della scuola - università compresa? della televisione? della radio? dei giornali? fate vobis )



...difendiamolo, almeno noi!!!



In guardia!

saluti, Luskie



(lo so, lo so, il mio nomignolo è in inglese... se qualcuno riesce a tradurmelo, giuro che lo cambio )


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Antonella Andreella  Identity Verified
Italy
Local time: 03:00
German to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
Traduttore delle meraviglie Aug 26, 2002

Ciao a tutte.



Vorrei ringraziare le colleghe che si sono _manifestate_ e precisare che infatti non è una questione di purismo (sono d\'accordo con Paola) di saper scrivere e... io oserei di etica professionale, ma tra virgolette, si fa per dire, perchè, almeno per quanto mi riguarda mi chiedo sempre, quando traduco e sono alle prese con una parola che viene anche lasciata in inglese da altri colleghi, ecco mi chiedo: Ma chi legge capisce correttamente? O crede di capire correttamente? Deve essere un laureato o un esperto del settore? Oppure \'ciancica\' l\'inglese e in realtà capisce tutta un\'altra cosa? E allora se il traduttore non fa uno sforzo \'divulgativo\' \'comunicativo\' (quando serve sia chiaro, per l\'ermetismo non servirebbe anzi nuocerebbe, sotto un certo profilo, ma magari sotto un altro servirebbe lo stesso) insomma se il traduttore non \'fa passare il messaggio\'... che traduttore è, forse è un \"tralsatore\".

Ahimè, Luskie, l\'ambiente di cui parli tu poi è uno dei peggiori, ma è uno question di soggetti, dipende da chi si incontra, a me una volta hanno contestato la parola \'degente\' perchè era un errore, quella giusta era \'ospedalizzato\', chiara appiccicatura dall\'inglese \'hospitalised\'... contenti loro, basta saperlo però all\'inizio, quando siamo partiti con dei progetti di localizzazione, diversi annetti fa, il committente era uno dei gruppi più noti del settore, beh la raccomandazione che ci hanno fatto è stata di tradurre in \'italiano vero\' non come i tecnici che traducono metà delle parole, le altre restano in inglese e quelle tradotte sono poco comprensibili, e di tradurre il più possibile e lasciare il meno possibile in inglese...

Infatti il primo incarico è stata una revisione di un grosso progetto già tradotto e rivisto da tecnici, esperti di settore....

Ma poi vogliamo parlare di localizzazione?

In realtà s\'intende traduzione di prodotti IT, la localizzazione non la fanno certo i traduttori, semmai traducono stringhe di software, etc... tutto quello che volete, ma di traduzione si tratta, poi la localizzazione è un\'altra cosa, sono meno quelli che la fanno, è il passaggio successivo...



O no?



))))))))))



Antonella


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