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Off topic: Emigrare?
Thread poster: Maurizio Valente

Maurizio Valente  Identity Verified
Italy
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Jun 14, 2006

Un tempo sarebbero piovute accuse di esterofilia. Ma da un po' di tempo a questa parte è un rullo di tamburi:
• In altri paesi uno che scommette sul calcio come Buffon non lo avrebbero certo messo in Nazionale (Repubblica di oggi)
• In altri paesi uno come Berlusconi che possiede il monopolio delle televisioni non sarebbe mai potuto diventare presidente del consiglio
• In altri paesi un traduttore è più considerato (forum recente su ProZ)
• In Italia i tempi della giustizia sono inaccettabilmente lunghi
• ecc. ecc.

Cresce il malcontento, alcuni dichiarano di voler emigrare. Alcuni lo fanno veramente. Alcuni lo fanno ma dopo alcuni/molti anni tornano in Italia (e di questi alcuni si pentono di averlo fatto, altri si accorgono di non essere più né carne né pesce, non hanno più radici da nessuna parte). Ma, a parte che non è come bere un bicchier d'acqua, esiste un paese ideale?
Qualcuno ci racconta la sua esperienza? Io ho poco da raccontare, essendomi trasferito più volte ma sempre all'interno del territorio italiano.
Mi accorgo di avere messa molta carne al fuoco. Sono curioso di vedere le vostre reazioni.


[Edited at 2006-06-14 05:56]


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Gilda Manara  Identity Verified
Italy
Local time: 06:22
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un paese ideale, e possibilmente senza scandali...? Jun 14, 2006

Personalmente credo che un confronto sul piano degli scandali non sia tanto a sfavore dell'Italia rispetto ad altri paesi sul piano quantitativo; da quello che ho visto vivendo in altri paesi, direi piuttosto che ciò che fa scandalo in un paese non lo fa in un altro; sono differenti la "soglia" di scandalizzarsi, la sensibilità a determinati argomenti e principi etici, sociali, di eredità storiche e culturali.

Se esiste un paese ideale? Non credo, e comunque sarebbe sempre una scelta dettata da criteri molto soggettivi: clima, rapporti umani, burocrazia, e chi più ne ha più ne metta... Io di paesi ne ho girati parecchi, e quello ideale ancora non l'ho trovato. L'unico denominatore comune delle mie esperienze è sempre stato che quando ero all'estero volevo tornare in Italia - e quando sono in Italia dopo un po' vorrei tornare all'estero...

Vivere all'estero ti dà la libertà di sottrarti alle pastoie fisiche ed intellettuali del tuo paese di origine, ma allo stesso tempo ti crea il problema di adattarti a regole ed usanze che non sono le tue; è semz'altro un arricchimento, ma a volte può essere gravoso. Ti ripeto, parlo sempre per me - credo che ora mi piacerebbe poter avere due o tre case in paesi diversi, ma conservandone anche una in Italia dove poter tornare a tirare una boccata d'aria ogni tanto.

Sentiamo qualcun altro...

Gilda


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Giovanna Graziani  Identity Verified
Italy
Local time: 06:22
Member (2002)
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Argomento interessante Jun 14, 2006

Grazie Maurizio, per aver sollevato questa questione. Indipendentemente dall'attualità politico-sportiva (commentando quella rischiamo di contravvenire alle regole del forum), anch'io mi sono spesso posta il problema. In particolare: io ho trascorso un po' di tempo da giovane in Germania, e ho sofferto molto di nostalgia al mio rientro. A distanza di 20 anni, continuo ad avere la sensazione che al di là delle Alpi vivrei meglio.
Adesso si ripone il problema: avrei l'occasione di ripartire con la famiglia, ma mi pongo il problema delle figlie. Hanno 6 e 9 anni e quali conseguenze avrebbe un soggiorno di qualche anno in Francia o in Germania su di loro? Sono più i benefici o gli scombussolamenti mentali (all'andata E al ritorno)?
Anch'io gradirei che qualcuno raccontasee le sue esperienze più o meno recenti, e in particolare in riferimento ai figli, perché una cosa è compiere delle scelte su se stessi, un'altra è decidere per la vita degli altri.
Grazie a tutti.


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Joris Bogaert  Identity Verified
Italy
Local time: 06:22
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Esterofilia, si, ma.... Jun 14, 2006

Ciao,

Io ho vissuto in 4 paesi europei, e tra tutti quanti preferisco l'Italia alla lunga, nonostante i suoi numerosi ed immensi diffetti (concordo al 100% con ciò che avete detto), ci sono anche aspetti (spesso ignorati poiché meno visibili) che ne fanno un paese dove la vita non è poi così male.

Guardando il piano politico interno dell'Italia, tendo anch'io ad essere esterofilo, ma fino a un certo punto. Per quanto riguarda l'estero, si tende spesso a fissarsi su alcuni particolari, e a non volerne vedere il lato oscuro.
Un esempio? La puntualità dei servizi pubblici. Mi danno fastidio quei 30 minuti di ritardo del treno, ma trovo peggio la sterile puntualità di alcuni servizi all'estero dove ogni ritardo e/o diffetto suscita una rabbia esagerata da parte dell'utenza. L'intollerenza che regna in alcuni paesi dove ho vissuto (non faccio nomi) è tale da infastidirmi ancora di più della mancanza di disciplina e di regole in Italia.

Potrei fare un'altro elenco dei diffetti del Belgio, del Lussemburgo, della Francia...
Riassumo quelle dell'Italia in due grossi diffetti:

- Il clientelismo
- La connivenza


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Giovanni Guarnieri MITI, MIL  Identity Verified
United Kingdom
Local time: 05:22
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Emigrare? Jun 14, 2006

Beh, io sono emigrato... Devo dire che mi trovo abbastanza bene in Inghilterra anche se l'Italia ovviamente mi manca. Ma ci torno abbastanza spesso, quindi non è un problema. Mi piacerebbe poter acquistare una casetta per trascorrerci due o tre mesi di seguito ogni anno, ma non so quando questo sarà possibile... forse fra qualche anno, quando i figli avranno lasciato il nido. Insomma... the best of two worlds...

Per quanto riguarda trasferirsi all'estero con i figli, abbiamo discusso a lungo se ritornare in Italia o meno, ma poi abbiamo deciso che sarebbe stato troppo complicato ripartire praticamente da zero con quattro bambini piccoli.

Giovanni


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Joris Bogaert  Identity Verified
Italy
Local time: 06:22
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Riflettere.... Jun 14, 2006

Ciao Giovanna,

I miei si sono trasferiti in Francia proprio quando avevo 8 anni. Poi ho avuto la sfortuna di trasferirmi altre 3-4 volte tra Francia, Lussemburgo e Belgio.

I bambini imparano la cultura e la lingua straniera in tempi rapidissimi, ma è difficile (se non imnpossibile) dire cosa sia meglio per loro. All'estero si imparano altri costumi, un'altra lingua.... ci si arrichisce parecchio, ma sarebbe idealizzare un po' troppo dire che questo sia SOLO un bene. Impossibile dirlo, soprattutto se il posto di lavoro all'estero non è 'stabile' (come era il caso dei miei).

Buona fortuna!!


Giovanna Graziani wrote:

Grazie Maurizio, per aver sollevato questa questione. Indipendentemente dall'attualità politico-sportiva (commentando quella rischiamo di contravvenire alle regole del forum), anch'io mi sono spesso posta il problema. In particolare: io ho trascorso un po' di tempo da giovane in Germania, e ho sofferto molto di nostalgia al mio rientro. A distanza di 20 anni, continuo ad avere la sensazione che al di là delle Alpi vivrei meglio.
Adesso si ripone il problema: avrei l'occasione di ripartire con la famiglia, ma mi pongo il problema delle figlie. Hanno 6 e 9 anni e quali conseguenze avrebbe un soggiorno di qualche anno in Francia o in Germania su di loro? Sono più i benefici o gli scombussolamenti mentali (all'andata E al ritorno)?
Anch'io gradirei che qualcuno raccontasee le sue esperienze più o meno recenti, e in particolare in riferimento ai figli, perché una cosa è compiere delle scelte su se stessi, un'altra è decidere per la vita degli altri.
Grazie a tutti.


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Joris Bogaert  Identity Verified
Italy
Local time: 06:22
Italian to Dutch
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Riflettendo... Jun 14, 2006

Ciao Giovanna,

I miei si sono trasferiti in Francia proprio quando avevo 8 anni. Poi ho avuto la sfortuna di trasferirmi altre 3-4 volte tra Francia, Lussemburgo e Belgio.

I bambini imparano la cultura e la lingua straniera in tempi rapidissimi, ma è difficile (se non imnpossibile) dire cosa sia meglio per loro. All'estero si imparano altri costumi, un'altra lingua.... ci si arrichisce parecchio, ma sarebbe idealizzare un po' troppo dire che questo sia SOLO un bene. Impossibile dirlo, soprattutto se il posto di lavoro all'estero non è 'stabile' (come era il caso dei miei).

Buona fortuna!!


Giovanna Graziani wrote:

Grazie Maurizio, per aver sollevato questa questione. Indipendentemente dall'attualità politico-sportiva (commentando quella rischiamo di contravvenire alle regole del forum), anch'io mi sono spesso posta il problema. In particolare: io ho trascorso un po' di tempo da giovane in Germania, e ho sofferto molto di nostalgia al mio rientro. A distanza di 20 anni, continuo ad avere la sensazione che al di là delle Alpi vivrei meglio.
Adesso si ripone il problema: avrei l'occasione di ripartire con la famiglia, ma mi pongo il problema delle figlie. Hanno 6 e 9 anni e quali conseguenze avrebbe un soggiorno di qualche anno in Francia o in Germania su di loro? Sono più i benefici o gli scombussolamenti mentali (all'andata E al ritorno)?
Anch'io gradirei che qualcuno raccontasee le sue esperienze più o meno recenti, e in particolare in riferimento ai figli, perché una cosa è compiere delle scelte su se stessi, un'altra è decidere per la vita degli altri.
Grazie a tutti.


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 22:22
Member (2003)
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Emigrato negli USA Jun 14, 2006

Ormai sono dodici anni che vivo qui e mi ci trovo bene.

Paese ideale non lo è, e l'Italia manca, eccome, ma il lavorare in Italia, le pastoie burocratiche, il sistema fiscale bizantino, ingiusto e inefficiente, la corruzione strisciante, l'inefficienza, la sporcizia delle città, i graffiti che imbrattano un po' dappertutto, e tante altre cose non mi mancan affatto.

Qualche differenza importante:

Fisco: meglio gli USA, di molto - se hai diritto a un rimborso sulle imposte sui redditi, ti arriva nel giro di poche settimane, depositato direttamente sul tuo conto corrente. Quando me ne sono andato dall'Italia avevo diritto ad alcuni rimborsi sulle imposte sul reddito, che mi sono stati pagati anni dopo (se non ricordo male, cinque o sei anni dopo).

Sicurezza stradale: un poco meglio qui - in Italia, se vai in autostrada rispettando i limiti di velocità sarai sorpassato prataticamente da tutti. Anche qui la tendenza è di andare un po' oltre al limite, ma di poco, perché di pattuglie della stradale ne trovi varie ogni giorno, non una al mese come in Italia.
D'altro canto, direi che gli americani non guidano altrettanto bene degli italiani, in genere, e, per di più, spesso tentano di mangiare, bere il caffè o parlare al telefono mentre guidano.

Cucina: Italia, senza dubbio (anche se di ingredienti buoni ormai se ne trovano molti)

Librerie: un po' meglio gli USA - senz'altro avanti per comodità di orario (aperte tutti i giorni, spesso fino alle 11 di sera), per comodità fisica (poltrone e divani dove spaparanzarsi e leggere tutto quello che si vuole senza che nessuno ti dica niente), per il fatto che i libri, qui, non sono mai incellofanati, con commessi che ti guardano storto se chiedi di aprirne uno per sfogliarlo e vedere se ti interessa. Punti negativi - quasi nessuno, salvo che libri italiani (o esteri in genere) è difficile che se ne trovino.

Lavoro: USA senza dubbio - la vita costa più o meno come in Italia, ma gli stipendi medi sono molto più alti. Per chi lavora in proprio le cose sono molto più facili che in Italia - meno pastoie burocratiche, più possibilità di farsi avanti: Licenziato dalla ditta per cui lavoravo il 31 dicembre (con tre mesi di preavviso), meno di due giorni dopo ero già a lavorare dal primo cliente. Tra parentesi, se è vero che è più facile essere licenziati qui, è anche vero che è molto più facile essere assunti.

Qualità della vita - qui ti mancano tante piccole cose, dal giornale in edicola al bar all'angolo dove prendersi un cappuccino vero e un cornetto, ma altre (possibilità di acquistare o affittare facilmente casa) sono meglio.

Scuola - non ho figli, quindi non posso dire per esperienza diretta, ma l'impressione è che la scuola italiana sia migliore. Le università qui possono essere molto superiori a quelle italiane (almeno per i postgraduate), ma sono anche carissime.



[Edited at 2006-06-14 16:10]


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 01:22
Member (2001)
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Cambierei il linguaggio usato Jun 14, 2006

Basta cambiare la terminoloiga per vedere il tutto in modo diverso.

"Emigrare" è triste, evoca immagini di valigie in cartone legate con lo spago, mentre dicendo "esperienza di vita all'estero" vengono in mente giovanili 40-50enni con PDA/laptop/iPod.
L'esterofilia diventa "essere a proprio agio in varie culture" e "non essere più né carne né pesce" suona meglio se si dice "essere cittadino del mondo".

Per quanto riguarda le scommesse sul calcio... cito l'Inghilterra, dove ho vissuto per 12 anni, e dove non mi pare che sia consentito ai cavalli di passare dall'allibratore prima della corsa, mentre per la "giustizia italiana"... ringrazio e lo aggiungo alla mia collezione di ossimori.


ciao
Gianfranco




[Edited at 2006-06-14 18:49]


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Maurizio Valente  Identity Verified
Italy
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TOPIC STARTER
Collezione di ossimori Jun 14, 2006

Bellissimo!

Gianfranco Manca wrote:

... mentre per la "giustizia italiana"... ringrazio e lo aggiungo alla mia collezione di ossimori.


ciao
Gianfranco



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giogi
Local time: 05:22
Ma se ghe pensu... Jun 14, 2006

Emigrata per cause di forza maggiore. Mi trovo bene qui come mi trovavo bene in Italia, con qualche differenza, certo.
Alivello sociale non rimpiango nulla. Ho trovato nuovi amici e nuove occasioni.
Mia figlia va a scuola e sta bene dov'è. Ormai è Inglese, ma non trovo grandi differenze tra i ragazzi Italiani e quelli Inglesi, con la differenza forse che è difficile che qui un ragazzino non sappia allacciarsi le scarpe in età scolare. Sono più indipendenti? forse. la tendenza generale è quella di abituarli a essre più autonomi, anche perchè a vent'anni la maggior parte di loro è fuori di casa. Il sistema educativo? preferisco questo. Insegno al college e lo preferisco all università italiane, mia figlia fa il liceo e lo preferisco al sistema italiano che ahimè è ancora basato sulla riforma Gentile del 1925. AI ragazzi Italiani si insegna ad essere perfetti tape recordes ( forse ancora il concetto rinascimentale dell'uomo armonico e che si muove in tutti i campi?), qui si fa più conto sull'holistic learning esi dà forse un po' più valore a quello che un essere umano può fare per crescere. Ovviamente gli esami finali sono più severi; ma i risultati ci sono, direi. Un GCSE non è una maturità italiana, in senso qualitativo. Esempio: la Storia (e qui si dà molta imortanza alla storia) non è studiare semplicemente date e fatti, ma anche pensare in termini storici e quindi un essay di storia non è mai semplicemente riportare dei fatti. Discutere su cambiamenti e continuità prevede, ovviamente, la conoscenza dei fatti e delle date. Università? I docenti ci sono, sempre! Io per esempio discuto molto coi miei allievi, ma non di aria fritta, ma dopo che loro conoscono ciò di cui si parla. La prima cosa che sifa nelle scuole superiori è insegnare a scrivere. C'è una tecnica per ogni tipo di scrittura. Uno dei paper che io correggo (ed è di filosofia che si parla) deve prima di tutto essere scritto secondo quegli standard internazionali di scrittura accademica, insomma. Basta.
Quello che mi piace è che qui i beni di prima necessità non sono cari come in Italia ,intendo latte, pane...) e per l'abbigliamento si può vivere alla grande se non si hanno pretese di griffe e simili. C'è un po' meno la corsa alla firma che mi stupisce semprepiù ogni volta che torno in Italia. Certo da qualche parte si deve far quadrare il bilancio. I trasporti sono cari, carissimi. Non entro nel merito del sistema fiscale. Pro e contro come in Italia.
GENOVA mi manca.....ma sono nata e cresciuta a Genova e credo che in questo senso mi mancherebbe qualsiasi poso. Torno in Italia tutte le estati e di più. Abbiamo una casetta in campagna in affitto da sempre e ce la teniamo cara!
I miei genitori sono a Genova ed è ovvio che ci torni spesso o che faccia venire loro qui.
Ma se ghe pensu...Maurizio ci intendiamo, ver?
Ciao a tutti.


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 22:22
Member (2003)
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+ ...
...alua mi veddu u mà Jun 14, 2006

Giovanna Rampone, PhD wrote:
Ma se ghe pensu...


Dimenticavo quanto mi manca il mare, Genova e la mia Camogli

u l'ea passou du tempo, anche troppu...

ma anche l'emigrato della canzone, se ci pensi torna a Genova solo dopo, quando non deve più lavorarci.

[Edited at 2006-06-14 16:20]


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giogi
Local time: 05:22
Ma tu lo sai Jun 14, 2006

Riccardo Schiaffino wrote:



Dimenticavo quanto mi manca il mare, Genova e la mia Camogli



Che on "the most remote island in the world" voglio dire Tristan da Cuna (2800km da Buona Speranza, credo) ci sono due famiglie originarie di Camogli i cui antenati sono rimasti lì dopo un naufragio nel 1800 e qualcosa?
E mi pare proprio che una delle due sia Schiaffino ...!!!
Sono anni che non vado a Camogli...ma il padellone è sempre lì...

Ciao


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 22:22
Member (2003)
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+ ...
Lo so sì Jun 15, 2006

Giovanna Rampone, PhD wrote:

Che on "the most remote island in the world" voglio dire Tristan da Cuna (2800km da Buona Speranza, credo) ci sono due famiglie originarie di Camogli i cui antenati sono rimasti lì dopo un naufragio nel 1800 e qualcosa?


Anni fa Camogli credo si sia gmellata con Tristan da Cunha, e infatti c'è anche una piazzetta "Tristan da Cunha" a Camogli.


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lanave  Identity Verified
Italy
Local time: 06:22
French to Italian
+ ...
Grazie per i vostri interventi Jun 15, 2006

E' stato molto utile leggere le vostre esperienze. Io sono italiana con "esperienze di vita all'estero" e mi ritrovo spesso ad altalenare fra un posto e l'altro.
Pur essendo vivo in me l'amore patrio posso affermare con certezza che l'unica cosa che mi tiene legata all'Italia è la mia famiglia.
Quando sono all'estero mi trovo in genere bene, scoprire la diversità con i suoi pregi e difetti è molto stimolante. E onestamente non ho quasi mai voglia di rientrare se non per vedere i miei familiari.
Penso che questo rientri nella mia italianità pura


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