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Decreto del Governo: obbligo di operazioni bancarie
Thread poster: Francesca Pesce

Francesca Pesce  Identity Verified
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Jul 14, 2006

Carissime/i,

il mio commercialista mi comunica che, con il nuovo decreto che cerca tra l'altro di impedire l'evasione fiscale, oltre a prevedere l'obbligo per i liberi professionisti di effettuare le operazioni monetarie attraverso transazioni bancarie (assegni, bonifici, etc.), i liberi professionisti devono anche avere un conto corrente aperto solo per le transazioni lavorative, distinto dal conto corrente per uso personale.

Sempre il commercialista - che è notoriamente un pignolo rompiscatole che mi indica sempre cose da fare mesi - se non anni - prima che in realtà entrino in vigore - dice che quindi non si può più avere un conto corrente ad uso promiscuo.

Io ammetto di non aver avuto il tempo di cercare il testo del decreto (cosa probabilmente facile da fare), ma vi chiedo se avete notizie analoghe.

A rigore di logica, non vedo come un conto distinto possa impedire o ostacolare l'evasione fiscale, anzi.
Con 2 conti diversi, se voglio lavorare in nero basta versare i soldi sul conto personale! Cosa che con un unico conto è più complicato.


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Christel Zipfel  Identity Verified
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Andiamo bene! Jul 14, 2006

Io non ne so niente, ma penso che ci vorrà un mutuo solo per pagare le spese di un altro conto. Saranno contente le banche:-((

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Maria Antonietta Ricagno  Identity Verified
Local time: 02:34
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conti separati Jul 14, 2006

Io ho sempre avuto conti separati, ma la cosa più importante è poter tracciare la provenienza del denaro!
E' ovvio che sul conto non di lavoro si potrebbero teoricamente versare fondi neri, per cui la tracciatura è importante per entrambi i conti.
Anzi, mi sono sorpresa quando ho sentito questa notizia, perchè sono sempre stata convinta che la legge fosse questa da sempre.
Ciao a tutti

Antonella


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Francesca Pesce  Identity Verified
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articolo in questione: Jul 14, 2006

Ho trovato il testo del decreto Bersani:

"art. 35
12. All'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono aggiunti i seguenti: "I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell'esercizio dell'attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.
I compensi in denaro per l'esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonchè mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 100 euro."

Ora, sperando che questo mio post non contrasti con l'ultima regola inserita in proz.com che vieta di dare interpretazioni legali nei forum (non credo che importi a nessuno negli USA se valutiamo il contenuto di un decreto in Italia), ribadisco che non è chiarissimo il significato.

Obbligati a tenere 1 o più c/c sui quali far affluire per forza le somme riscosse non vuol dire che non ci deve essere versato altro. Non dice "espressamente dedicati a".

Leggendo, ho la sensazione che l'intento sia di obbligare a far passare per le banche tutte le operazioni più che prevedere conti separati.

Lo so che molto hanno conti separati, ma realmente le mie finanze non giustificano in alcun modo l'esistenza di un altro conto.

Della serie che, se non sono obbligata, non vado certo ad aprire un altro conto, con relative spese.

E voi come lo interpretate?


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Barbara Micheletto
Italy
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anche la mia commercialista... Jul 14, 2006

mi ha informato del fatto dicendomi che il decreto ha decorrenza dal 4 luglio e che deve essere confermato dal Parlamento entro 60 gg. Potrebbe pertanto non essere confermato e decadere, ma al momento attuale è (parole della stessa commercialista) "validissimo". Pertanto io ho già aperto un altro conto per l'attività, anche perché da molto tempo ero indecisa se farlo o meno. Ora però mi sto chiedendo questo: siccome da tale conto dovremo prelevare le somme necessarie per le spese, mi sembrerebbe logico lasciare accantonati sullo stesso conto i fondi destinati al pagamento delle tasse, ecc. Ma cosa succede se emetto una fattura che non viene pagata prima della scadenza del trimestre e sono quindi costretta ad anticipare l'IVA con soldi che reperisco altrove (e che non ho potuto accantonare perché la fattura non è stata pagata)? Devo prelevare i soldi necessari dal conto corrente normale, personale, "di vita" o come lo si voglia chiamare. Come giustificherò questi fondi? Forse è meglio lasciare una certa somma iniziale sul conto dell'attività, per far fronte alle spese impreviste? Posso solo dirti che la banca mi ha promesso di applicare per il secondo conto un canone un po' più favorevole. Io per ora ho aperto un secondo conto corrente ordinario, non di tipo aziendale, perché per quelli le competenze bancarie sono certamente più elevate. Mi auguro che basti un conto separato e che non venga richiesto un vero e proprio conto "da società"... In ogni caso a mio parere, salvo il non piccolo problema delle spese bancarie, tenere due conti separati dovrebbe essere molto più comodo e anche sicuro in caso di eventuale controllo fiscale (che nel caso di un conto promiscuo riguarderebbe l'importo globale presente sul quel conto, quindi anche gli eventuali risparmi o regalie di genitori, ecc.)
Ciao.
B.


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Angela Arnone  Identity Verified
Local time: 02:34
Member (2004)
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Mi pare di capire Jul 14, 2006

... che le fatture ce le dobbiamo fare saldare tramite procedure bancarie tracciabili se la somma supera 100 euro, ma non dice mica che il conto deve essere solo per l'attività.

Ma mi vien da ridere ... se un cliente paga in nero, è chiaro che non è stata emessa la fattura, quindi ...

Ennesimo provvedimento ambiguo per fare scappare tutti a spendere/sprecare soldi .... mentre i soliti ignoti continuano imperterriti a rubare, fregare, e strafregaresene ...
Angela (molto amareggiata da recenti scontri con imprese edili in merito a fatturazioni)





Francesca Pesce wrote:

Ho trovato il testo del decreto Bersani:

"art. 35
12. All'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il secondo comma sono aggiunti i seguenti: "I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse nell'esercizio dell'attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.
I compensi in denaro per l'esercizio di arti e professioni sono riscossi esclusivamente mediante assegni non trasferibili o bonifici ovvero altre modalità di pagamento bancario o postale nonchè mediante sistemi di pagamento elettronico, salvo per importi unitari inferiori a 100 euro."

Ora, sperando che questo mio post non contrasti con l'ultima regola inserita in proz.com che vieta di dare interpretazioni legali nei forum (non credo che importi a nessuno negli USA se valutiamo il contenuto di un decreto in Italia), ribadisco che non è chiarissimo il significato.

Obbligati a tenere 1 o più c/c sui quali far affluire per forza le somme riscosse non vuol dire che non ci deve essere versato altro. Non dice "espressamente dedicati a".

Leggendo, ho la sensazione che l'intento sia di obbligare a far passare per le banche tutte le operazioni più che prevedere conti separati.

Lo so che molto hanno conti separati, ma realmente le mie finanze non giustificano in alcun modo l'esistenza di un altro conto.

Della serie che, se non sono obbligata, non vado certo ad aprire un altro conto, con relative spese.

E voi come lo interpretate?


[Edited at 2006-07-15 06:31]


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Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 02:34
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TOPIC STARTER
passaggi da un conto all'altro Jul 14, 2006

Barbara, credo che il passaggio da un conto all'altro sia piuttosto lineare. Uguale a quello che il mio commercialista mi fa scrivere sulla mia prima nota. Tipo "trasferimento ad uso/conto personale" e immagino anche vice versa.

Mi chiedo: se il nostro lavoro è di tipo promiscuo ... (intendo uso casa/ufficio, etc.) che si fa: se devo pagare l'affitto - che al 50% è per uso lavorativo - che faccio ne pago metà da un conto e metà dall'altro? E' follia ovviamente.

Allora, se il passaggio da un conto all'altro è possibile (e non potrebbe essere diversamente), a che pro inventarsi questa cosa?

Io tendo sempre a pensare che i legislatori riflettano prima di fare le leggi, quindi non parto dal presupposto che si inventano fesserie inutili.

Dalla lettura del testo, ancora non mi convinco che si imponga l'apertura di un nuovo conto....

[Edited at 2006-07-14 20:54]


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Cecilia Civetta  Identity Verified
Italy
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Boh! Jul 14, 2006

Francesca Pesce wrote:
Allora, se il passaggio da un conto all'altro è possibile (e non potrebbe essere diversamente), a che pro inventarsi questa cosa?

Esatto!! E' quello che mi sono chiesta anch'io dall'inizio! Che senso ha?


Io tendo sempre a pensare che i legislatori riflettano prima di fare le leggi, quindi non parto dal presupposto che si inventano fesserie inutili.

io invece quello che tendo a pensare non lo posso scrivere qui...


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Giuliana Buscaglione  Identity Verified
Austria
Local time: 02:34
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OT: interpretazioni legali Jul 15, 2006

Ciao Francesca,


Ora, sperando che questo mio post non contrasti con l'ultima regola inserita in proz.com che vieta di dare interpretazioni legali nei forum (non credo che importi a nessuno negli USA se valutiamo il contenuto di un decreto in Italia), ribadisco che non è chiarissimo il significato.



Rileggete bene la nuova regola: le interpretazioni legali riguardano soltanto tutto quanto riguarda ProZ.com, non certo ciò che ne esula .

Giuliana


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Roberta Anderson  Identity Verified
Italy
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uno o più conti Jul 15, 2006

Il mio commercialista mi ha informato di questa cosa qualche giorno fa.
Gli ho chiesto se dovevo aprire un secondo conto, in modo da averne uno con tutte le entrate e le uscite di lavoro + i trasferimenti verso il conto personale.

Ha risposto che questa sarebbe la cosa più semplice, ma non indispensabile: posso continuare con il solito conto unico, e segnare negli estratti conto le spese personali.

Ciao,
Roberta


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Decreto del Governo: obbligo di operazioni bancarie Jul 15, 2006

non sono d'accordo per queste ragioni:

mi sono letto il decreto legge
MISURE URGENTI PER LO SVILUPPO, LA CRESCITA E LA PROMOZIONE DELLA CONCORRENZA E
DELLA COMPETITIVITÀ, PER LA TUTELA DEI CONSUMATORI E PER LA LIBERALIZZAZIONE DI
SETTORI PRODUTTIVI
(un cumulo di cavolate che non cambierà una virgola agli evasori ;-(((((

e la frase

12. All’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il
secondo comma sono aggiunti i seguenti: “I soggetti di cui al primo comma sono obbligati a tenere
uno o più conti correnti bancari o postali ai quali affluiscono, obbligatoriamente, le somme riscosse
nell’esercizio dell’attività e dai quali sono effettuati i prelevamenti per il pagamento delle spese.

è +ttosto chiara, nel senso che dice di far affluire i denari professionali su conti bancari MA non dice che il conto su cui affluiscono le somme professionali, DEVE essere diverso dagli altri conti già in possesso

dice solo che le somme DEVONO affluire a uno o più conti bancari !!!!

e la cosa è ovvia se si considerà che il professionista non può più essere pagato in contanti, se non per piccole somme, ma solo in moneta elettronica

dunque l'unica cosa nuova è che il libero professionista DEVE avere un conto corrente!!!

Claudio


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Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 02:34
Member (2006)
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A parlare male dei commercialisti, raramente si sbaglia: parla la loro bibbia, il Sole 24 ore Jul 17, 2006

Pochi minuti fa il solito commercialista pignolo mi manda in allegato un articolo del Sole 24 Ore di oggi per chiarirmi tutt'altro (altro elemento importante per la nostra professione, in questo caso per le interpreti: il rimborso delle spese per trasferte, vitto e alloggio) e

sorpresa

in cima alla pagina c'era un riquadrino che dice (non riesco ad incollare quindi lo riscrivo):

"Il conto 'dedicato' non è un obbligo.

Le parcelle professionali vanno sempre versate su un conto corrente, che però non deve essere necessariamente dedicato alla sola attività. Il decreto legge 223/06, infatti, non impone l'utilizzo di un conto su cui far transitare esclusivamente i compensi e le spese. Pur nel pieno rispetto delle nuove prescrizioni, nulla vieta quindi al professionista di possedere un solo conto che può utilizzare per attività personali.

(vedere artt. pag. 22 e 23)"


Quindi, credo che questo tagli la testa al toro, anche se io vorrei tagliarla (metaforicamente si intende) al mio commercialista, che nulla ha scritto di ciò nella sua email, facendo finta di niente.

Ora mi sente...

Una buona notizia ogni tanto ci vuole....


[Edited at 2006-07-17 18:26]


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Stefano Asperti  Identity Verified
Italy
Local time: 02:34
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Situazione non chiara Jul 17, 2006

ciao Francesca!

La situazione non è ancora chiarissima e la mia commercialista per ora mi ha detto di tenere l'unico conto che ho, ma di stare attento che tutti i movimenti siano documentabili. Dodpodiché si vederà con la conversione del decreto se ci saranno delle modifiche o che cosa.

Quello che dice il decreto è semplicemente che serve un conto corrente su cui far transitare tutte le somme che vengono percepite per l'attività professionale. Non dice che deve essere esclusivamente per l'attività profesionale. Basta che ci sia un conto corrente.

C'è chi interpreta in maniera più restrittiva e dice che servono conti distinti e chi invece dice che non servono. io per ora seguo il consiglio datomi dalla commercialista (no, non voglio strozzarla, è tanto brava!).


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