(un momento di) sconforto...
Thread poster: Giulia Fabrizi

Giulia Fabrizi
Local time: 02:39
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Jul 15, 2006

So che il forum esiste per comunicare su temi "professionali"...ma, in fondo, anche quello che sto per proporre lo è, essendo causato dalla mia professione!
Lavoro come traduttrice da 7 mesi e sto attraversando un momento di sconforto...
i temi da tradurre mi risultano complicati (costruzione gallerie), per questo, durante i fine settimana mi porto a casa dall' ufficio "malloppi" di carta da analizzare, che non riesco neppure a finire di leggere...
risultato..non ne posso più e mi sento del tutto improduttiva, come se tutti gli sforzi non servissero a nulla....
è consentito, nel forum, dare sostegno ad una collega in preda allo sconforto?
se sì, grazie!
giulia


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Loredana Calo
Italy
Local time: 02:39
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Coraggio ... Jul 15, 2006

Cara Giulia,

se ti lasci prendere dallo sconforto a soli 7 mesi dall'inizio dell'attivita' lavori male.

Coraggio sei solo all'inizio. Col tempo familiarizzerai con le diverse terminologie e materie che deciderai essere le specialita' della tua professione.

Il bello della nostra attivita' e' proprio questo: leggere, capire, imparare, interpretare, arricchirsi e nutrirsi di parole e concetti ad ogni pie' sospinto.

Auguri!
Loredana


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Stefano Asperti  Identity Verified
Italy
Local time: 02:39
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Coraggio!! Jul 16, 2006

Ciao Giulia!

Non ti devi scoraggiare. Se sei convinta che questo è il mestiere che ti piace, resisti e vedrai che poi le cose andranno meglio. Capirai quali sono i settori che più ti interessano, ne abbandonerai alcuni che ti annoiano e per cui non ti senti portata, i tuoi glossari cominceranno ad arricchirsi e non avrai più bisogno di fare estenuanti ricerche. Stringi i denti

In bocca al lupo,

Stef


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Marina Rossa  Identity Verified
Local time: 02:39
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è normale! Jul 16, 2006

è capitato anche a me, anzi a volte mi capita ancora, quando mi trovo davanti a un testo molto difficile. Perdo un sacco di tempo, mi sembra di non andare avanti, e alla fine rimango insoddisfatta della mia traduzione, perché sento che avrei dovuto fare meglio.
L'unica cosa da fare secondo me è stringere i denti, portare a termine il lavoro perdendo tutto il tempo che ci vuole, poi rileggerlo 2 o 3 volte (niente da più sicurezza, ti da la certezza di aver fatto tutto il possibile per fare un buon lavoro) e soprattutto segnare tutti i termini nuovi nel glossario, in modo da guadagnare qualcosa di concreto dall'estenuante esperienza.
Non ti abbattere, il prossimo lavoro sarà più semplice, e male che vada questo incarico ti servirà a capire che tipo di lavori sei in grado di accettare e quali no. A volte rifiutare un lavoro è più semplice che vivere nella preoccupazione per settimane e nell'incertezza, con la paura di non aver fatto un buon lavoro.
Pensa a tutto ciò che ti piace di questa professione e tirati su di morale!
Magari prenditi due o tre giorni alla fine di questo progetto, penso che staccare ti farà molto bene. E appena resterai ferma sono sicura che il lavoro ti mancherà e ritroverai l'entusiasmo ^_^
Marina


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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L'unico modo... Jul 16, 2006

...per ovviare allo sconforto è semplicemente rifiutare i lavori di cui non ci si capisce granché.
Non ci si improvvisa dottori, ingegneri e cose del genere, e da noi traduttori a volte si pretende troppo. Non puoi pretendere troppo da te stessa, e quindi la prossima volta vedi prima il lavoro e se non ci capisci rifiuta. Meglio che avere un esaurimento e magari dopo anche contestazioni
ciao
Giusi


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 21:39
Member (2001)
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Studiare, specializzarsi e lavorare nei propri settori Jul 16, 2006

Giuseppina Gatta wrote:

...per ovviare allo sconforto è semplicemente rifiutare i lavori di cui non ci si capisce granché.
Non ci si improvvisa dottori, ingegneri e cose del genere, e da noi traduttori a volte si pretende troppo. Non puoi pretendere troppo da te stessa, e quindi la prossima volta vedi prima il lavoro e se non ci capisci rifiuta. Meglio che avere un esaurimento e magari dopo anche contestazioni
ciao
Giusi


Giustissimo Giuseppina. Tutti i traduttori in gamba dovrebbero essere in grado di fare bene, o comunque almeno a livello dignitoso, un lavoro di argomento generico, ovvero quando si richiede una nconoscenza non superiore alla normale cultura generale, o anche a livello di "ottima" cultura generale ma senza bisogno di una specializzazione particolare.

Il tutto, naturalmente, sempre integrato da un po' di ricerche e, perché no? anche chiedendo una mano d'aiuto, rivolgendosi direttamente a un collega più ferrato, oppure anche a KudoZ per qualche dubbio che sopravvive alle più ostinate ricerche.

Oltre questo livello, quando il lavoro richiede la mano di uno specialista e ci si rende conto di navigare in un testo troppo oscuro, meglio gettare la spugna e accettare di non essere in grado, da non specialisti in materia, di consegnare un lavoro che richiede uno specialista.
È l'equivalente di lavorare in una lingua ignota!! Ora, anche se a nessuno viene in mente di accettare un lavoro dal coreano all'arabo, così, su due piedi, senza conoscere sia l'una che l'altra lingua, ci sono traduttori che non si pongono problemi nell'accettare traduzioni su argomenti specialistici, totalmente al di fuori delle proprie competenze, del linguaggio posseduto, senza avere materiale di riferimento adeguato, ecc... fidando su Internet (che aiuta, ma arriva solo fino a un certo punto), su KudoZ e sulla buona sorte...

Sto parlando in generale, sia chiaro, senza riferirmi a nessuno in particolare, ma prendendo lo spunto da quanto discusso in questo filone. Ognuno deve saper valutare i propri mezzi (tempo disponibile, risorse, conoscenze settoriali) e capire fin dove può giungere a fornire un servizio, che di questo essenzialmente si tratta, oppure solo un disservizio.

Il concetto che vorrei rimarcare è che lavorare in settori "ignoti" è anche assolutamente "non conveniente". Ci vuole troppo tempo, si consegna un prodotto mediocre, se va bene, altrimenti anche pessimo, probabilmente si perde il cliente, o viene anche contestato il pagamento del gran lavoro effettuato.


Le regole principali al riguardo, imparate al tempo dei miei primi 6 anni di lavoro (non da freelance, ma lavorando presso due società), e che seguo religiosamente fin da allora, sono le seguenti:

  • controllare sempre il testo, o un suo campione significativo, prima di accettare un incarico di traduzione
  • cercare sempre di lavorare nei miei settori di competenza
  • studiare e aggiornare sempre le conoscenze nei miei settori di lavoro
  • mantenere viva la curiosità, leggere e studiare sempre un po' per allargare, anche lentamente ma costantemente, le conoscenze in altri settori


    Resta il problema di chi non può dire di essere un vero specialista, in nessun argomento particolare. L'unica soluzione è, accettare lavori che non richiedano una specializzazione estrema, e leggere, leggere in varie lingue, studiare, approfondire, specializzarsi. Questo consente di allargare l'attività oltre il settore "generico" e diventare affidabile, o autorevole, fino a diventare un collaboratore ambito e affidabile nel settore. A quel punto il lavoro raramente mancherà più.


    ciao
    Gianfranco

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  • Giles Watson  Identity Verified
    Italy
    Local time: 02:39
    Italian to English
    Lavoro "non conveniente" oppure occasione di "networking"? Jul 17, 2006

    Gianfranco Manca wrote:

    Il concetto che vorrei rimarcare è che lavorare in settori "ignoti" è anche assolutamente "non conveniente". Ci vuole troppo tempo, si consegna un prodotto mediocre, se va bene, altrimenti anche pessimo, probabilmente si perde il cliente, o viene anche contestato il pagamento del gran lavoro effettuato.



    Sottoscrivo tutto ciò che ha detto Gianfranco.

    Aggiungerei soltanto che un lavoro "non conveniente" può anche essere un'occasione, se lo passi a un collega specializzato nel settore.

    Un paio di settimane fa, un buon cliente per il quale da tempo traduco testi di marketing mi ha proposto di tradurre un contratto.

    Ho declinato, come d'altronde faccio sempre con lavori che non rientrano nelle mie competenze, e gli ho suggerito il nome di una collega specializzata con cui ho collaborato in passato con ottimi risultati.

    Così il cliente ha avuto un lavoro come si deve, la collega ha un nuovo cliente - forse un giorno ricambierà il favore ; -) - e io ho potuto concentrarmi su lavori ai quali sento di poter aggiungere un po' di valore.

    Saluti,

    Giles


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    Giulia Fabrizi
    Local time: 02:39
    German to Italian
    + ...
    TOPIC STARTER
    grazie a tutti per il sostegno...ma.... Jul 17, 2006

    ....io lavoro in una ditta di ingegneri, per cui non posso permettermi di rifiutare un lavoro! il mio problema deriva dal motto "tutto e subito"...so che devo lasciarmi tempo, ma, al dunque, me ne dimentico e mi ritengo incapace. Del resto, sin d´ora, nessuno si è lamentato del mio operato. Comunque è vero che, col tempo, si comprende quali settori si vuole abbandonare! Al momento però posso/devo "solo" stringere i denti!
    grazie a tutti!
    giulia78


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    Stefano Asperti  Identity Verified
    Italy
    Local time: 02:39
    English to Italian
    + ...
    Concordo con Giusi, Gianfranco e Giles Jul 17, 2006

    Stefano Asperti wrote:

    Capirai quali sono i settori che più ti interessano, ne abbandonerai alcuni che ti annoiano e per cui non ti senti portata

    [/quote]

    Quando scrivevo la frase sopra intendevo proprio questo. All'inizio anche a me è capitato di prendere i lavori più svariati e di ammazzarmi di lavoro per tradurre contratti, bilanci, ecc. Da buon perfezionista ho "sputato sangue", non dormendo la notte perché il lavoro volevo fosse perfetto. Pian piano, però, ho capito quello che mi piaceva. Per esempio ho capito che i testi legali ed economici non mi piacciono e fatico troppo a tradurli, perciò non ne accetto più e li passo a colleghi che poi spesso mi hanno ricambiato passandomi lavori in settori in cui sono più portato. Attualmente traduco quasi esclusivamente articoli di architettura e design e testi per la TV, che sono tra i miei settori di specializzazione. E farlo mi procura piacere, gratificazione. Lavoro meglio, lavoro più velocemente, sono più contento. Certo, se non avessi sperimentato all'inizio forse non avrei saputo selezionare i campi. Ad esempio non mi ero mai occupato di marketing e ho scoperto di essere abbastanza portato per quel tipo di traduzione e che mi diverte anche. Ho scartato la meccanica, i bilanci e i testi legali, così come quelli medici per cui non mi sento sicuro e che mi spaventano. Insomma, credo che soprattutto agli inizi, cominciare a lavorare nella traduzione sia anche un lungo processo di autoanalisi: capire le proprie capacità, le proprie caratteristiche, i bisogni, le passioni.... E farle fruttare al meglio!


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    Roberta Anderson  Identity Verified
    Italy
    Local time: 02:39
    Member (2001)
    English to Italian
    + ...
    interessi Jul 17, 2006

    Gianfranco Manca wrote:

    Resta il problema di chi non può dire di essere un vero specialista, in nessun argomento particolare. L'unica soluzione è, accettare lavori che non richiedano una specializzazione estrema, e leggere, leggere in varie lingue, studiare, approfondire, specializzarsi.



    La traduzione (e il lavoro in generale) è un po' come il caffè - deve essere un piacere (visto che gli dedichiamo una buona fetta della nostra vita).

    Se non si ha (ancora) una specializzazione da offrire e che consenta di accettare alcuni lavori e rifiutare gli altri, almeno si possono accettare i lavori che si ritengono quanto meno interessanti. Sfruttare i propri hobby e interessi. E coltivando l'interesse piano piano si può arrivare a una certa specializzazione.
    Certo quando si è agli inizi è difficile rifiutare un lavoro... (e anche quando non si è più agli inizi ogni tanto ci si lascia lo stesso impelagare in lavori che ti fanno dire "never again!").
    Ma alla lunga ci si guadagna e dire semplicemente "mi spiace, non me la sento" (e come dice giustamente Giles fare il nome magari di un collega più idoneo - che nella mia esperienza non fa che accrescere la fiducia che il cliente ha in te), e i clienti imparano quali sono gli argomenti che ti vanno più a genio che ti riescono meglio e non ti mandano più quelli "pallosi"

    In bocca al lupo!
    Roberta


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    Angie Garbarino  Identity Verified
    Spain
    Local time: 02:39
    Member (2003)
    French to Italian
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    D'accordo si Jul 17, 2006

    Stefano Asperti wrote:
    Per esempio ho capito che i testi legali ed economici non mi piacciono e fatico troppo a tradurli, perciò non ne accetto più e li passo a colleghi che poi spesso mi hanno ricambiato passandomi lavori in settori in cui sono più portato. Attualmente traduco quasi esclusivamente articoli di architettura e design e testi per la TV, che sono tra i miei settori di specializzazione. E farlo mi procura piacere, gratificazione


    Giusto io ad esempio adoro i testi legali e non sarei in grado di tradurre roba di archittettura (mai capito niente di questo settore)
    ma va bene cosi no?

    Ognuno beva la marca di caffè che preferisce Giusto Roberta

    Ciao a tutti e buon lavoro!!!


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    Giuseppina Gatta, MA (Hons)
    Member (2005)
    English to Italian
    + ...
    Se è così... Jul 18, 2006

    giulia78 wrote:

    ....io lavoro in una ditta di ingegneri, per cui non posso permettermi di rifiutare un lavoro! il mio problema deriva dal motto "tutto e subito"...so che devo lasciarmi tempo, ma, al dunque, me ne dimentico e mi ritengo incapace. Del resto, sin d´ora, nessuno si è lamentato del mio operato. Comunque è vero che, col tempo, si comprende quali settori si vuole abbandonare! Al momento però posso/devo "solo" stringere i denti!
    grazie a tutti!
    giulia78


    Se lavori in una ditta di ingegneri, allora comincia a rompergli le ....e il più possibile, quando ti danno questo tipo di testi, facendoti spiegare quanto più puoi, sia per prendere tempo, sia per capire davvero di cosa si tratta, e sia per fare capire loro che magari ti stanno chiedendo troppo in troppo poco tempo.
    Se non sono proprio tufagni capiranno...
    Auguri!
    Giusi


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