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Conversione tariffa a parola/cartella
Thread poster: Fiona Grace Peterson

Fiona Grace Peterson  Identity Verified
Italy
Local time: 06:27
Member
Italian to English
Aug 2, 2006

Sono abituata a calcolare la tariffa in cartelle, ma spesso mi viene chiesto una tariffa a parola. Volevo sapere se esistono delle equivalenze "standard", tipo 0,10€ a parola = X€ a cartella? Ho visto alcuni strumenti che permettono di fare questo tipo di calcolo ma i questo modo la tariffa finale varia in funzione del numero medio di parole a pagina (chiaramente) e volevo sapere se esiste una "standard", adottate da agenzie ecc.. Scusate se sembra una domanda ingenua.

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Jo Macdonald  Identity Verified
Spain
Local time: 06:27
Member (2005)
Italian to English
+ ...
Vai con le parole Aug 2, 2006

Ciao Fiona,

Nella nostra combinazione i calcoli ti saranno molto + favorevole a parola con meno differenza fra source e target, mentre a cartella prendi di meno per quello che scrivi.

Tariffe word/Cartella se ci sono 6.8 caratteri in una parola, cioe 220 parole/cartella
0,07€/word = 15,40€/cartella
0,075€/word = 16,50€/cartella
0,08€/word = 17,60€/cartella
0,10€/word = 22,00€/cartella


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elysee  Identity Verified
Italy
Local time: 06:27
Italian to French
+ ...
niente di sicuro come conteggio ...secondo me Aug 5, 2006

Però in realtà non esiste un vero standard... (non rende la stessa quantità che conteggiando il N° di cartelle o righe in base al N° di caratteri) visto che ogni lingua contiene un N° di parole diverse per pagine, e inoltre anche in uno stesso testo, ogni pagina contiene un n° diverso di parole, dipende appunto della lunghezza delle parole...certe possono avere 2-3 caratteri, certe altre 6 e altre ancora 10 o oltre...
dunque niente di sicuro come conteggio.
Inoltre, l'inglese è più breve e l'italiano più lungo nell'insieme di un testo tradotto, paralando di righe e di cartelle (più lungo anche sono francese, spagnolo e tedesco ). L'inglese ha anche parole molto più corte che il tedesco per esempio.
Certe lingue sono dunque penalizzate e altre privilegiate...
Senza dimenticare il fatto che LOGICAMENTE andrebbe "conteggiato il vero lavoro fatto", cioè il testo in LINGUA di ARRIVO...(come infatti si è sempre fatto con le cartelle o le righe negli anni passate, in base al regolamento nazionale ANITI per esempio)...
Invece ORMAI sembra andare di moda il contrario = conteggiare il testo sulla LINGUA di PARTENZA...
Ovviamente, in tale modo è molto più veloce/immediato e facile stabilire un preventivo esatto (ma esatto nel senso di FISSO) su un testo ricevuto da un cliente, PERO' sul piano pratico non ripaga il lavoro da svolgere.
(Invece dovendo fare un preventivo sulla lingua di arrivo, rimane sempre solo a titolo indicativo...visto che si può sapere la quantità di carattere/parole/cartelle o righe solo una volta finita la traduzione.
Ci sono indicazioni anche sul sito di TURNER, ma pure lì conferma la realtà ... niente è standard.
Ho fatto personalmente la verifica con "conteggio a parole" su vari miei testi e nessuno rende il vero conteggio del lavoro svolto in base al tipo della conversione.
Tra articoli sul Web e colleghi/agenzie, si sente parlare di vari N° DIVERSI di parole da prendere in considerazione, pure referendosi alla stessa lingua ogni volta.
Io stessa da 1 anno, vorrei sapere il VERO STANDARD UFFICIALE che rispetta la realtà del lavoro svolto...
Dunque CHI DICE LA BUONA VERSIONE senza penalizzare i traduttori ?


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María José Iglesias  Identity Verified
Italy
Local time: 06:27
Italian to Spanish
+ ...
Uno standard "ufficiale"...? Aug 30, 2006

Hai ragione in quello che dici, Corinne. Stabilire un'equivalenza tra entrambi i modi di conteggiare non è una scenza esatta o "sicura" al 100%. Io credo che semplicemente non esiste uno standard "ufficiale" proprio per i motivi che elenchi, e perché ogni traduttore ha un proprio stile per tradurre (ci possono essere differenze a volte significative nel conteggio finale tra un traduttore e un altro). E del resto anche le tariffe sono soggettive e personali, ciascuno di noi stabilisce infatti la propria (per fortuna).

Ora che la maggior parte del nostro lavoro si svolge su Internet, di per sé un mezzo che ancora ispira una certa "sfiducia" quando un cliente ti contatta la prima volta, il preventivo sul testo di partenza pur penalizzante per alcune lingue è preciso, chiaro e rassicura il cliente sull'ammontare finale del lavoro. E anche tu sai sin dall'inizio quanto ti dovrà corrispondere quel cliente, senza approssimazioni. Quando si lavora poi con altri colleghi traduttori, la cosa diventa a mio avviso ancora più importante, proprio per corrispondere ad ogni traduttore lo stesso numero di cartelle per lo stesso testo da tradurre. E perché un cliente che ti affida un progetto multilingua è più portato a pensare che il suo testo è composto da tot cartelle per ogni lingua. E' molto più semplice dire al cliente che il suo documento è costituito da 10 cartelle e che se è da tradurre in tre lingue il numero di cartelle sarà 30 piuttosto che fermarsi al numero di cartelle risultanti per ogni lingua e finire per non dire al cliente quanto gli costerà la sua traduzione (alla fin fine è questo che vuole sapere quando ci chiede il preventivo). Certo qui, anche qui dipende dall'abilità e dall'esperienza del traduttore che riuscirà con il tempo ad essere più preciso nella sua offerta. Comunque a me sembra che il conteggio sul testo target sia una cosa un po' nostra e un po' del passato quando i testi erano in formato cartaceo. Anch'io penso che la tendenza attuale negli altri Paesi sia quella di preventivare sul testo di partenza.

A volte si guadagna e a volte si perde. E' il traduttore comunque che sceglie se per quel cliente diretto o quel certo lavoro preferisce fatturare sul target o sul testo di partenza.
E nota bene che ti parla una che traduce in spagnolo che è più lungo rispetto all'italiano e molto più lungo rispetto all'inglese! Ma preventivare sul testo iniziale mi leva da un sacco di problemi e di perdite di tempo ulteriori, e per questo prediliggo questo metodo.

L'unico modo che vedo io per non essere penalizzati come tu dici per lavorare sul testo di partenza è di indicare una tariffa leggermente più alta rispetto a quella che si applicherebbe se si fatturasse sul target (quando il target è più lungo). E -tornando finalmente all'argomento- (scusate) se si deve stabilire un rapporto tra cartella e parola, di conteggiare per ogni cartella un numero di parole conveniente per il traduttore (ma anche equo per il cliente). Sicuramente non di più di 220 come ha segnalato Jo, ma anche qui dipende dalla lingua. La sua equivalenza mi sembra molto buona.

Certo, hai ragione quando dici che è tutto molto soggettivo e non c'è niente di "ufficiale", ma anche le nostre tariffe sono soggettive e per fortuna non sono ufficiali.

Chiedo venia se sono uscita in alcuni momenti dall'argomento iniziale.


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