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Il lavoro solitario del traduttore
Thread poster: Giulia Fabrizi

Giulia Fabrizi
Local time: 18:43
German to Italian
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Aug 22, 2006

prego che non mi si rimproveri di avere scambiato il forum per una specie di "rubrica psicologica", perché non è così! vorrei soltanto chiedere un parere, essendo ancora "novella" in questo mestiere, e cioè: capita mai a nessuno di avere la (per me spiacevole) impressione di non interagire, espletando il mestiere del traduttore, con nessuno, eccetto che con il computer, nel qual caso non si può più parlare di interazione?! Non lo trovate desolante? Se sì, come superare questi momenti? Grazie e buona notte!
giulia

[Subject edited by staff or moderator 2006-08-23 08:45]


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Angela Arnone  Identity Verified
Local time: 18:43
Member (2004)
Italian to English
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proz.com è nato proprio per questo Aug 22, 2006

Molti non lo sanno e tanti non se lo ricordanno, ma proz.com è stata la risposta alla solitudine del traduttore, lanciata da Henry Dotterer, che allora faceva il traduttore dal giapponese (e questo si, che è solitudine, ragazzi) e non sapeva con chi scambiare due idee.
Eccoci.
A fare pow-wow, a fare conferenze, a vendere CAT tool, e litigare per le tariffe e per le regole (che siamo così intolleranti di regole è un peccato - servono per tutelarci tutti), a dimenticare quanto potevamo essere soli, senza proz.
Quindi, cara Giulia, scambiaci pure per la rubrica amica. Nè siamo contenti.
Raccontaci i tuoi patemi, li ascoltiamo.
Ti solleveremo lo spirito, qualcuno potrebbe anche dedicarti una canzonetta su "dangling participles"... ma siamo qui.
Su.
Sputa il rospo.
Cosa ti turba?
Angela

giulia78 wrote:

prego che non mi si rimproveri di avere scambiato il forum per una specie di "rubrica psicologica", perché non è così! vorrei soltanto chiedere un parere, essendo ancora "novella" in questo mestiere, e cioè: capita mai a nessuno di avere la (per me spiacevole) impressione di non interagire, espletando il mestiere del traduttore, con nessuno, eccetto che con il computer, nel qual caso non si può più parlare di interazione?! Non lo trovate desolante? Se sì, come superare questi momenti? Grazie e buona notte!
giulia


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Giulia Fabrizi
Local time: 18:43
German to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
grazie! Aug 22, 2006

...appunto il fatto di riuscire a superare il senso di solitudine che provo in questi giorni...di mancanza di interazione. Il mestiere del traduttore consta in gran parte di tempo trascorso davanti al pc e, al momento, ne ho abbastanza. Il pc non ti dà una pacca sulla spalla per dirti, "hey, brava, puoi essere fiera di te!". Mi manca un pò di interazione. Come si superano questi momenti? Da dove può trarre, il traduttore, una qualche forma di interazione che non sia informatica? grazie

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Anatovcav
Local time: 12:43
English to Spanish
+ ...
Lavorare stanca Aug 23, 2006

Cara Giulia, anche io mi considero novella in questo mestiere. Anche io provo quella solitudine. Quando accade ed é insoportabile, smetto per un pò. Facio qualsiasi altra cosa. Forse cerco un vocabolario per distrarre le ditta ed imparare o riccordare alcun termine e poi ricomincio a lavorare. Forse puoi suonare musica. Tutto questo sarebbe una soluzione istantanea. Per una soluzione di larga durata, hai pensato sull'interpretariato? O di cercare di trovare lavoro In-house? Così saresti in contatto con persone sul vivo. Veramente mi hai fatto riflettere sul tema. Un altra cosa: cerca di avere qualche attività fisica o sport. Io mi sono accorta che stavo perdendo la buona posizione a causa del lungo tempo sul computer e ho incommiciato ad andare in pallestra. Lì ci sono persone, si parla, si ride, gente che non essendo traduttori sono ancora persone!!

Buon Auguri Giulia

Ana Tovar-Cavagnero


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Angela Arnone  Identity Verified
Local time: 18:43
Member (2004)
Italian to English
+ ...
Devi impegnarti tu. Aug 23, 2006

Nessuno ti verrà a cercare, per dirti "ehi, traduttore, ti senti solo e sconsolato?"

Sfrutta questo sito per quello che ti possa dare - cerca altri traduttori in zona, se ti manca proprio il contatto umano, e magari organizza un pow-wow. Basta essere in 3!
Partecipa di più ai forum (aggiungili alle notifiche automatiche e ti daranno spunto per scambiare idee e opinioni con noi).
Rispondi ai kudoz - vedrai che danno vita a scambi piuttosto vivaci.
Iscriviti a skype per telefonare gratis dal tuo computer.

Partecipa al forum tedesco, che è la tua lingua sorgente, per allargare i rapporti e migliorare la conoscenza linguistica.

Sono sicura che gli altri ti daranno suggerimenti ancora più utili.
Su con la vita - fai un mestiere eccellente e non pensare che chi lavora in ufficio non abbia momenti di sgomento ... anzi.
HugZ (abbracci proziani)
Angela

giulia78 wrote:
... Da dove può trarre, il traduttore, una qualche forma di interazione che non sia informatica? grazie


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Michèle Ménard  Identity Verified
Italy
Local time: 18:43
French to Italian
+ ...
In realtà... Aug 23, 2006

... al momento io lavoro anche in un ufficio e, pur avendo la fortuna di aver trovato un ambiente in cui mi trovo davvero bene (e negli uffici è cosa rara, stando a quello che mi dicono gli altri), devo dire che la "solitudine" da traduttore mi manca. Sarà che sono sempre stata abituata a gestire al meglio la solitudine, sia quando era una scelta, sia quando era un obbligo, ma questo è uno degli aspetti del lavoro che non mi ha mai spaventata.

Del resto, continuo a vedere gli amici come prima (e quando i ritmi scemano non dipende quasi mai da me) e cerco occasioni di incontro anche virtuale (proz, mailing list, incontri e quant'altro) che poi possono portare a rapporti umani autentici, non filtrati da e-mail e schermi di pc.

Insomma, a me il bicchiere sembra mezzo pieno...

Buona giornata a tutti!

Michèle


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Gianfranco Zecchino  Identity Verified
Local time: 18:43
German to Italian
+ ...
Bisogna impegnarsi... Aug 23, 2006

Ciao Giulia,
concordo pienamente con i colleghi: come liberi professionisti abbiamo in mano il nostro tempo e il nostro lavoro, senza i condizionamenti che si hanno in ufficio. Nel bene e nel male. Niente mobbing, niente capo rompiscatole ecc., ma anche pochi contatti "reali". Anche per me a volte è stato pesante. Così ho deciso di darmi da fare per cercare occasioni di svago e di incontro, iscrivendomi in palestra, sentendo spesso gli amici per organizzare qualcosa ecc. La mattina, di buon ora, faccio un bel giro in bicicletta in campagna per caricarmi le batterie con stimoli fisici e tanta buona aria prima di stimolare solo il cervello: l'attività mentale va bilanciata.
Per raccogliere bisogna seminare, cioè essere attivi e non stare ad aspettare che le cose succedano: sta a noi smuovere le acque.
Oggi i traduttori sono più fortunati di prima: e-mail, chat, skype ecc. moltiplicano le opportunità di scambio. Se poi hai la webcam, puoi chiacchierare e vedere il tuo interlocutore. Se il lavoro è troppo alienante, fai una pausa "sociale" chattando con qualcuno o una pausa "ricreativa" con musica, cinque minuti di training autogeno o qualsiasi altra cosa che ti appaghi.
Le possibilità sono immense! Bisogna solo decidersi a sfruttarle.

Cari saluti e a rivederci su ProZ.

Gianfranco


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xxxsofiablu
Netherlands
Local time: 18:43
Beata solitudo, sola beatitudo Aug 23, 2006

Cara Giulia,

come vedi, siamo tutti diversi tra di noi. Quel che mi piace di questo lavoro è appunto l'essere da sola e il non dover interagire per forza con gli altri esseri umani. Bastano e avanzano i clienti...
Io sono misantropa e asociale, detesto le adunate oceaniche e non, i bagni di folla, lo stare tutti insieme appassionatamente, il condividere le esperienze, si tratti di un concerto, di un film o di un lavoro da svolgere in squadra.

Avevo due alternative: il monachesimo di clausura e la traduzione. Il primo, per vari motivi, non è cosa per me, mi sono perciò lanciata sulla traduzione che, oltretutto, si confà al mio amore per la lingua (russo, inglese o italiano sono solo variabili) e al mio talento per la lettura e la scrittura, altre attività solitarie.

È vero, il computer non ti incoraggia, ma almeno non ti dice che il tuo lavoro fa schifo, non è invidioso di te, non cerca di farti le scarpe e pugnalarti alle spalle.
È il miglior collaboratore che si possa desiderare, se si escludono ovviamente i dizionari.

I consigli degli altri colleghi sono tutti validissimi: un po' di moto, l'aria fresca (indispensabile alla concentrazione e alla chiarezza del pensiero), farsi giretti su ProZ per imparare dagli esperti, ma anche dai novellini. Fornire le risposte ai Kudoz è un buon metodo per conoscere non solo i tuoi limiti come traduttrice, ma soprattutto per sentirti rinfrancata quando un collega si complimenta per una tua scelta lessicale o stilistica azzeccata.

Non temere la solitudine, tienila cara invece e fattela amica. Ti assicuro che è l'unica cosa che non ti tradirà, né deluderà mai. Sei giovane e piena di risorse, e questo è tutto ciò di cui hai bisogno.


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
English to Italian
+ ...
Ci si abitua Aug 23, 2006

Cara Giulia,

non so se la mia attuale solitudine/misantropia (condivido al 100% quanto scritto da Sofiablu) sia un prodotto dell'essere traduttrice o una causa, ma alla fine ci si abitua e si comincia quasi ad apprezzarla, diventando selettivi e scegliendo accuratamente le persone con cui si vuole passare del tempo (cosa che in un ufficio è praticamente impossibile). Certo il computer non è uno dei miei compagni preferiti ma non rimpiango affatto i tempi in cui lavoravo in ufficio (non come traduttrice ma comunque impegnata con 3 lingue), fra colleghe spesso invidiose, sfaticate e pronte a scaricare il barile (non tutte ma almeno un paio lo erano di certo).
Magari sarà una questione di età e 15 anni fa non la pensavo così, ma ora sono contenta. All'inizio, certo, era difficile e a fine giornata mi sentivo una specie di alieno capitato in un pianeta sconosciuto, con in testa un minestrone di tutte le lingue e i termini possibili e immaginabili...

Però vantaggi ce ne sono tanti, alzarsi quando si vuole, andare al bagno quando si vuole, potersi (s)vestire come si vuole, ad esempio, se lavori in casa (ma mi sa che tu sia in un ufficio).

Rimedi non te ne so dare, dipendono molto dal tuo carattere. Di solito io cerco di controbilanciare lo sforzo intellettuale con cose molto pratiche (tipo cucinare, che mi diverte e mi rilassa, o altre attività manuali/fisiche)


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Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 18:43
Member (2006)
English to Italian
+ ...
Altre soluzioni possibili Aug 23, 2006

Oltre alle idee suggerite dalle altre e dagli altri, che condivido, la mia soluzione (io non sono affatto misantropa e l'dea di trascorrere il 35% della mia vita in solitudine non mi è mai piaciuta) è stata quella di creare una sorta di ufficio in casa mia, dove lavoro con una collega e carissima amica che viene qui tutti i pomeriggi a lavorare.

Quindi la mattina sono sola e posso organizzarmi come mi pare, e il pomeriggio arriva Adelaide e lavoriamo insieme sugli stessi testi oppure fianco a fianco su testi diversi.

Ogni tanto chiacchieriamo, perdendo un sacco di tempo (perché no) e spesso siamo molto più efficienti che non lavorando ognuna a casa sua.

Non è come stare in un ufficio, perché la compagnia è "selezionata" e non sono costretta a vestirmi, uscire, comportarmi in un certo modo, seguire orari rigidi, etc., ma neanche sono sola tutto il giorno finché dalle 19.00 non inizia a tornare il resto della famiglia.


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xxxwordsworldwi
Italy
Local time: 18:43
English to Italian
+ ...
non è poi così solitario... Aug 23, 2006

Cara Giulia,
è che sei un pò lontanuccia... se no passavo a prenderti e ne parlavamo strada facendo, devo andare a comprare un paio di cose all'ikea e magari prendevamo anche un caffé.

Io, come molti colleghi, ho lavorato tanti anni come dipendente e, come molti di loro, non sento la mancanza di "presenza umana" attorno.
Ti dirò che le aziende dove lavoravo sono miei clienti adesso e i miei ex colleghi li vedo tuttora, la sera o a Natale per un brindisi o per le cene aziendali; da un contatto ne nascono tanti altri e mi capita di dover rinunciare a qualche invito perchè sono troppi o perchè voglio fare una selezione.
E per la pacca sulla spalla, beh...ne ho avuti pochi di capi che si ricordano di dirti "brava, hai fatto un bel lavoro".

Sarà che con l'età le esigenze e i ritmi cambiano ma l'autonomia nella gestione del mio lavoro e del mio tempo è impagabile e ritengo che nella nostra professione i pro siano più dei contro.

Credo che il "trucco" stia nell'utilizzare il pc come canale per costruire tutta una serie di rapporti umani, non so dove vivi ma sono certa che ci sono colleghi proziani anche nei paraggi della tua città e se c'è una cosa che caratterizza questo sito è la partecipazione, straordinaria!
Buttati, e organizza un powwow, poi facci sapere!

Maria Grazia


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Giulia Fabrizi
Local time: 18:43
German to Italian
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TOPIC STARTER
un grazie di cuore a tutti...come Aug 23, 2006

Giuseppina ha detto, io lavoro già in un ufficio e,come prima esperienza e per tutta una serie di circostanze, mi è sembrata la scelta migliore. Il fatto è che, oltre ad avere una mole enorme di lavoro, non ho nessuna persona di riferimento e, (poiché nella vita si è vorrebbe sempre ciò che non si ha), come prima esperienza di lavoro, non mi dispiacerebbe averne una.
Il fatto è che poi, mi sento in una situtazione ove non sono "né carne, né pesce", nel senso che devo, in un certo senso, accontentarmi (e non lo voglio accettare!) dei (pochi) mezzi a disposizione ma, ancora peggio, dalle reazioni che ricevo, percepisco una sottovalutazione/mancanza di riconoscimento più o meno marcato per il mio operato...peraltro a volte esternato esplicitamente da qualche collega (purtroppo) che alle mie domande di chiarimento su un determinato termine o concetto (traduzioni tecniche) mi risponde: "beh, lo dovresti sapere!". Questo mi butta giù e mi fa una rabbia immensa!
comunque....
Ringrazio tutti per i vostri consigli...ne terrò conto e continuerò a tenere i denti stretti..nella speranza che non si spezzino!
BUona notte
giulia


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