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Finanziaria 2007
Thread poster: Silvestro De Falco

Silvestro De Falco  Identity Verified
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Oct 27, 2006

Cari Colleghi,
Viste le crescenti pressioni fiscali ho voluto fare due calcoli per vedere esattamente quanto riesco a guadagnare in termini netti, nella speranza che possiate correggermi se sbaglio.
Supponiamo che io incassi in un anno 39.000 euro.
Detraendo da questi 39.000, 6.000 euro di spese fra telefono, luce, condominio (al 50%) ecc. Mi rimangono 33.000 euro.
In base alle nuove aliquote il 38% se ne va per l'IRPEF, il 23,5% per l'INPS, il 4,25% per l'IRAP (a Roma).
Quind a conti fatti, ho pagato circa il 67% in tasse e versamenti e a me rimangono 10.890, poco meno di mille euro al mese.
In più aggiungo che il 23.5% di versamenti INPS non sono sufficienti a garantire una pensione decente e che quindi c'è bisogno di mettere da parte un altro 10%. E siamo così al 77% fra tasse e versamenti. Il rimanente 23% deve coprire non solo le spese ma anche il rischio di ammalarsi e di non lavorare, quindi di non guadagnare, oltre che il rischio di credito per clienti che non pagano.
Inoltre, a quanto mi sembra di capire, i versamenti all'INPS non sono un vero e proprio risparmio perché se domani mi succede qualcosa la mia famiglia non ne può usufruire.
Ancora, visto che non sono detraibili dall'IRPEF, i versamenti INPS sono parte del mio reddito netto, quindi su quell'importo io ho già pagato le tasse. Eppure quando questi versamenti mi saranno restituiti sotto forma di pensione, le somme mi saranno tassate di nuovo.
C'è qualcosa che non ho capito o che ho interpretato male?
Silvestro

[Subject edited by staff or moderator 2006-10-27 14:11]

[Subject edited by staff or moderator 2006-10-27 15:02]


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gianfranco  Identity Verified
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Local time: 18:43
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Calcolo delle imposte per fasce di reddito Oct 27, 2006

Silvestro De Falco wrote:
...
Supponiamo che io incassi in un anno 39.000 euro.
Detraendo da questi 39.000, 6.000 euro di spese fra telefono, luce, condominio (al 50%) ecc. Mi rimangono 33.000 euro.
In base alle nuove aliquote il 38% se ne va per l'IRPEF, il 23,5% per l'INPS, il 4,25% per l'IRAP (a Roma).
Quind a conti fatti, ho pagato circa il 67% in tasse e versamenti e a me rimangono 10.890, poco meno di mille euro al mese.
...


Vedo subito un primo grosso errore di calcolo. Le imposte sul reddito sono applicate con aliquote progressive a fasce di reddito.

Ora non ho la tabella sottomano, quindi potrei sbagliare, ma andando a memoria, se passa la legge le aliquote dovrebbero essere:

23% (da 0 a 26.000 euro)
33% (da 26001 a 33500 euro)
39% (oltre i 33500 euro)

ma ogni aliquota va applicata alla sua fascia e non l'aliquota più elevata, o il 38% del tuo esempio, all'intero reddito.

Puoi utilizzare anche il calcolatore online segnalato da Fabio Scaliti e disponibile sul sito del
Corriere della Sera, vedi: http://www.proz.com/post/432406#432406 (puoi leggere l'intera discussione dove trovi altri dettagli e opinioni sull'argomento), mentre il calcolatore si trova in http://borsa.corriere.it/CalcFin/Finanziaria.html


ciao
Gianfranco



[Edited at 2006-10-27 15:41]


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Angela Arnone  Identity Verified
Local time: 23:43
Member (2004)
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La Finanziaria 2007 è stata approvata? Oct 27, 2006

Rimango con questo dubbio.
Forse nei 2gg di scioperi dei giornalisti?????

Non volendo azzardarmi su terreno minato, però mi sorge un dubbio, Silvestro.
Nei tuoi conti ti sei tassato al 38% su tutto? Non credo che l'aliquota del 38% sia applicabile a tutto.
Poi, non so se questo 23,5% comprende il 4% di rivalsa e di conseguenza non fa parte del netto.

Ecco, giusto per non andare in panico totale.
In ultimo, vuoi vivere a Roma e non pagare il "biglietto"?
SmileyCentral.com

Angela
PS - non ti preoccupare per la pensione ... morirai di fame molto prima...
PPS - io e GF abbiamo postato insieme quindi mi scuso per il duplicato

Silvestro De Falco wrote:

Cari Colleghi,
....
In base alle nuove aliquote il 38% se ne va per l'IRPEF, il 23,5% per l'INPS, il 4,25% per l'IRAP (a Roma).
Quind a conti fatti, ho pagato circa il 67% in tasse e versamenti e a me rimangono 10.890, poco meno di mille euro al mese.
In più aggiungo che il 23.5% di versamenti INPS non sono sufficienti a garantire una pensione decente e che quindi c'è bisogno di mettere da parte un altro 10%. E siamo così al 77% fra tasse e versamenti. Il rimanente 23% deve coprire non solo le spese ma anche il rischio di ammalarsi e di non lavorare, quindi di non guadagnare, oltre che il rischio di credito per clienti che non pagano.
Inoltre, a quanto mi sembra di capire, i versamenti all'INPS non sono un vero e proprio risparmio perché se domani mi succede qualcosa la mia famiglia non ne può usufruire.
Ancora, visto che non sono detraibili dall'IRPEF, i versamenti INPS sono parte del mio reddito netto, quindi su quell'importo io ho già pagato le tasse. ....

[Subject edited by staff or moderator 2006-10-27 14:11]

[Subject edited by staff or moderator 2006-10-27 15:02]




[Edited at 2006-10-27 15:59]


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Silvestro De Falco  Identity Verified
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TOPIC STARTER
silvestro Oct 27, 2006

Si in effetti ho commesso un grosso errore.
Allora mettiamola così.
Per ogni euro che guadagno in più oltre i 33,500 euro, pago fra tasse e versamenti il 67%.
Anche sottraendo il 4% di rivalsa è sempre il 63%.
In più, se non muoio di fame prima, devo sempre mettere questo 10% da parte e siamo al 73%.
Il fatto che stia a Roma non significa niente. L'Irap si paga anche in altre regioni e non credo vari molto rispetto al 4,25% del Lazio.
Quindi per ogni ora lavorata per guadagnare oltre la soglia dei 33,500, 45 minuti se ne vanno per le tasse e i versamenti.
Silvestro


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gianfranco  Identity Verified
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Altre considerazioni Oct 27, 2006

Silvestro,
penso che ora sia giusto, oltre i 33.500 Euro di reddito netto le tasse sono oltre il 60%, e per fare i dovuti accantonamenti e mettere da parte qualche risparmio (pensione o assicurazione integrativa) le tue cifre sono esatte.

A corollario, butto giù un altro modo di vedere queste cifre, non proprio in riferimento alla nuova legge finanziaria, che tra l'altro non cambia di molto quanto avveniva prima (forse qualche centinaio di euro all'anno non fa una gran differenza) ma piuttosto nel discorso globale delle tariffe e del reddito che dobbiamo ricavare dal nostro lavoro.



Ecco le cifre...

Ponendosi l'obiettivo di fatturare 40.000 euro e supponendo di avere spese per 6500 euro per anno, restano i famosi 33.500 che ho scelto solo perché coincidono con il massimo dello scaglione irpef al 33%, prima dello scatto al 39%

Con questa cifra (33.500), sono dovuti 8800 euro di irpef, 7700 euro di inps e 1300 euro di irap, restano circa 16000 euro netti (salvo errori) che sono pari a 1350 euro netti al mese.

Per produrre 40.000 euro lordi in 220 giorni lavorativi (pari a 20 giorni x 11 mesi), e quindi arrivare al reddito netto spendibile di 1350 euro, occorre fatturare 180 euro al giorno.

Ovvero, in termini pratici, produrre come minimo:
10 cartelle al giorno, a 18 euro l'una, oppure, 2000 parole al giorno, a 0,09 euro a parola.



...ed ecco le considerazioni di contorno...

Se non si applicano tariffe "adeguate" al costo della vita (chi riesce a vivere con meno di 1350 euro?) e al carico fiscale (oltre il 50%), le alternativa sono tristi:

- lavorare per 330 giorni all'anno, oppure,
- produrre il doppio (15-20 cartelle oppure 3000-3500 parole al giorno), oppure
- vivere in miseria e senza alcuna forma di risparmio o assicurazione

Spero che questo sia materia di profonda meditazione per coloro che lavorano a tariffe troppo basse.

ciao
Gianfranco



PS: ho rifatto i conti... con 33.500 euro al netto da spese detraibili restano 1350 euro netti in tasca al mese, e non 1500 come avevo scritto in precedenza.






[Edited at 2006-10-27 20:03]


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Marie-Hélène Hayles  Identity Verified
Local time: 23:43
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utile il calcolatore del corriere.... Oct 27, 2006

secondo il quale, con la nuova legge, dovrei pagare €1.800 di piu' in tasse l'anno prossimo che paghero' questo anno, per lo stesso reddito lordo. Un po' di piu' di "qualche centinaia di euro"... comincia a far male

[Edited at 2006-10-27 17:35]

[Edited at 2006-10-27 17:36]


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James (Jim) Davis  Identity Verified
Seychelles
Local time: 01:43
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Non è ancora passato Oct 27, 2006

Ciao Angela,
Sentendo il TG nell'altra stanza, non è ancora passata. La cosa triste è che a un certo punto nell'anno traduco per 7,75 euro la cartella, netto. Vado a mangiare.
Jim
P.s. Grr... azie per il calcolatore Gianfranco, adesso so di aver meno soldi di quanto pensavo.


[Edited at 2006-10-27 18:19]


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Angie Garbarino  Identity Verified
Spain
Local time: 23:43
Member (2003)
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Non posso fare a meno di commentare Oct 27, 2006

gianfranco wrote:Ecco le cifre...

Ponendosi l'obiettivo di fatturare 40.000 euro e supponendo di avere spese per 6500 euro per anno, restano i famosi 33.500 che ho scelto solo perché coincidono con il massimo dello scaglione irpef al 39%.

Con questa cifra, dopo 8800 euro di tasse sul reddito, 7700 euro di inps e 1300 euro di irap, restano circa 16000 euro netti (salvo errori) che sono pari a 1350 euro netti al mese.

Per produrre 40.000 euro lordi in 220 giorni lavorativi (pari a 20 giorni x 11 mesi), e quindi arrivare al reddito netto spendibile di 1350 euro, occorre fatturare 180 euro al giorno.

Ovvero, in termini pratici, produrre come minimo:
10 cartelle al giorno, a 18 euro l'una, oppure, 2000 parole al giorno, a 0,09 euro a parola.



...ed ecco le considerazioni di contorno...

Se non si applicano tariffe "adeguate" al costo della vita (chi riesce a vivere con meno di 1350 euro?) e al carico fiscale (oltre il 50%), le alternativa sono tristi:

- lavorare per 330 giorni all'anno, oppure,
- produrre il doppio (15-20 cartelle oppure 3000-3500 parole al giorno), oppure
- vivere in miseria e senza alcuna forma di risparmio o assicurazione

Spero che questo sia materia di profonda meditazione per coloro che lavorano a tariffe troppo basse.

ciao
Gianfranco




PS: ho rifatto i conti... con 33.500 euro al netto da spese detraibili restano 1350 euro netti in tasca al mese, e non 1500 come avevo scritto in precedenza


Assolutamente esatto e assolutamente d'accordo aggiungerei solo:
oppure se si vuole lavorare a certe cifre assurdamente basse, trasferirsi in Cina, India ecc. dove con 500 euro al mese sei ricco.




[Edited at 2006-10-27 18:47]


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texjax DDS PhD  Identity Verified
Local time: 17:43
Member (2006)
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considerazioni di contorno.. Oct 27, 2006

gianfranco wrote:
...ed ecco le considerazioni di contorno...

Se non si applicano tariffe "adeguate" al costo della vita (chi riesce a vivere con meno di 1350 euro?) e al carico fiscale (oltre il 50%), le alternativa sono tristi:

- lavorare per 330 giorni all'anno, oppure,
- produrre il doppio (15-20 cartelle oppure 3000-3500 parole al giorno), oppure
- vivere in miseria e senza alcuna forma di risparmio o assicurazione

Spero che questo sia materia di profonda meditazione per coloro che lavorano a tariffe troppo basse.


Scusate se intervengo con un posting forse fuori tema, ma e' da ore che ci penso. Ad un recentissimo job posting vengono offerti 10 $ (dollari, non euro) per il lavoro di un'ora, anche nella combinazione EN>IT.
L'offerta ha, finora, ricevuto 40 risposte.
Non critico nessuno, ognuno e' libero di fare cio' che meglio crede.
La mia semplice e forse ingenua domanda e': come e' possibile sopravvivere a tali tariffe in Italia, considerando anche le tasse da pagare?


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xxxLatin_Hellas
United States
Local time: 23:43
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+ ...
Ed è proprio questo il messaggio Oct 27, 2006

Angio wrote:
Assolutamente esatto e assolutamente d'accordo aggiungerei solo:
oppure se si vuole lavorare a certe cifre assurdamente basse, trasferirsi in Cina, India ecc. dove con 500 euro al mese sei ricco.




[Edited at 2006-10-27 18:47] [/quote]

Ho vissuto in Italia durante molti anni negli anni '90. E già da allora ho capito proprio questo di essere il messaggio del fisco italiano: vattene!

Quindi, da bravo ragazzo ho obbedito alla classe dirigente della società e me ne sono andato, cominciando un'odissea personale che mi ha portato ad attraversare numerosi paesi in tre continenti. Itaca (Italia) ti ha regolato il viaggio: grazie Itaca!!!


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Laura Gentili  Identity Verified
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Imponibile Oct 27, 2006

Silvestro De Falco wrote:
Supponiamo che io incassi in un anno 39.000 euro.
Detraendo da questi 39.000, 6.000 euro di spese fra telefono, luce, condominio (al 50%) ecc. Mi rimangono 33.000 euro.


Forse dovresti cercare di scaricare più spese. 6000 euro di spese su 39.000 euro di fatturato sono meno del 20%. Se non ricordo male la mia commercialista mi ha detto che si possono scaricare spese fino al 30% del fatturato.
Inoltre se non sbaglio i contributi INPS dell'anno prima sono deducibili dall'imponibile.

In poche parole: abbatti quei 39.000 euro più che puoi, altrimenti qualcun altro abbatterà te...

Laura


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gianfranco  Identity Verified
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Local time: 18:43
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Spese deducibili Oct 28, 2006

Laura Gentili wrote:
...
Forse dovresti cercare di scaricare più spese. 6000 euro di spese su 39.000 euro di fatturato sono meno del 20%.


Laura, il nostro lavoro è basato quasi esclusivamente sulla prestazione di servizi (senza acquisto di merci) e, tolte alcune attrezzature essenziali e non eccessivamente costose, il fatturato è praticamente netto.
Io per esempio sono molto, ma molto lontano, da 6000 euro di spese detraibili, che faccio compro un nuovo computer ogni 6 mesi, o 10 dizionari al mese? oppure acquisto una marea di software costoso per avere spese.

Tutti ci lamentiamo delle tasse, ma dimentichiamo che sono le stesse anche per altri lavori e categorie professionali, solo che molti di loro per avviare un'attività in proprio spesso devono accendere un mutuo di 100-200.000 euro, oppure devono avere necessariamente del personale, pagare stipendi e contributi ai dipendenti e, in generale, assumersi rischi finanziari e imprenditoriali che per noi in genere non esistono.

Noi non abbiamo questo livello di costi, anzi, abbiamo quasi il probelma contrario, non abbiamo un gran volume di spese, né detraibili né indetraibili.
E con questo livello bassissimo di investimenti, fabbisogno di attrezzature e rischi d'impresa, ci sono anche traduttori che prima di spendere 500 euro per uno strumento di lavoro (costo detraibil al 100%) ci pensano su per anni...



Laura Gentili wrote:
... Inoltre se non sbaglio i contributi INPS dell'anno prima sono deducibili dall'imponibile....


Questo dettaglio, da solo, fa cambiare i miei conti, e di parecchio!
Riprendendo il mio esempio precedente, se ogni anno 7000 euro di Inps dell'anno precedente sono detraibili, c'é un salto di almeno 3000 euro nel reddito netto, ovvero circa 250 euro al mese in più su 1350. Non è poco, in percentuale. Vabbè, almeno ci allontaniamo di 250 euro dalla povertà conclamata

Bisognerebbe avere informazioni certe su questa detraibilità dei versamenti Inps dell'anno precedente.


ciao
Gianfranco





[Edited at 2006-10-28 00:41]


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Laura Gentili  Identity Verified
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Local time: 23:43
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Spese detraibili Oct 28, 2006

Il discorso delle spese è complesso, ma secondo me andrebbe approfondito.
Ho trovato questo:


Il reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra l’ammontare:
dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di partecipazione agli utili, e
delle spese sostenute nel periodo stesso nell'esercizio dell'arte o della professione,
I compensi sono computati al netto dei contributi previdenziali e assistenziali stabiliti dalla legge a carico del soggetto che li corrisponde.
Ai fini della tassazione del reddito da lavoro autonomo, dunque, trova applicazione il principio di cassa (e non di competenza come nel caso di reddito d’impresa) secondo cui bisogna far riferimento ai corrispettivi effettivamente percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo d'imposta; il altre parole, da considerare è il momento in cui si verifica l’esborso finanziario
Sono previste alcune eccezioni al principio di cassa e alcuni limiti alla deducibilità delle spese sostenute

Le deroghe al criterio di cassa

Il concetto di “spesa” racchiude in sé la definizione degli oneri sostenuti per l’acquisto di servizi, mentre per i beni la normativa tributaria utilizza la nozione di costo nella comune accezione aziendalistica del termine.
Nel contesto dell’articolo 54, rileva il principio secondo cui i componenti di reddito che ricadono sotto il concetto di spesa si determinano con il principio di cassa, mentre per i costi di acquisto dei beni strumentali la deducibilità è regolata dal principio di competenza.

I BENI STRUMENTALI PER L'ESERCIZIO DELL'ARTE O PROFESSIONE (ESCLUSI GLI IMMOBILI E GLI OGGETTI D'ARTE, DI ANTIQUARIATO O DA COLLEZIONE)
Sono ammesse in deduzione quote annuali di ammortamento non superiori a quelle risultanti dall'applicazione al costo dei beni dei coefficienti stabiliti, dal D.M.29.10.1974 per i contratti stipulati fino al 31.12.1988, dal D.M. 31.12.1988 per quelli stipulati successivamente.
Per i beni strumentali di importo inferiore a 516 euro è tuttavia consentita la deduzione integrale, nel periodo di imposta in cui sono state sostenute.

I CANONI DI LOCAZIONE FINANZIARIA DI BENI MOBILI
Sono deducibili nel periodo di imposta in cui maturano.

LE SPESE RELATIVE ALL'AMMODERNAMENTO, ALLA RISTRUTTURAZIONE E ALLA MANUTENZIONE STRAORDINARIA DI IMMOBILI UTILIZZATI NELL'ESERCIZIO DI ARTI E PROFESSIONI
Sono deducibili in quote costanti nel periodo d'imposta in cui sono sostenute e nei quattro successivi.

I limiti alla deducibilità

Il generale vale il principio per cui “le spese e gli altri componenti negativi sono deducibili se e nella misura in cui si riferiscono ad attività o beni da cui derivano ricavi o altri proventi che concorrono a formare il reddito” (c.d. principio di inerenza) art.109, comma 5 del Tuir.
Alcune spese però, pur essendo inerenti e documentate, non sono ammesse in deduzione o lo sono solo parzialmente (artt. 53 e 54 del Tuir).

LE SPESE RELATIVE ALL'ACQUISTO DI BENI MOBILI ADIBITI PROMISCUAMENTE ALL'ESERCIZIO DELL'ARTE O PROFESSIONE E ALL'USO PERSONALE O FAMILIARE DEL CONTRIBUENTE
Sono ammortizzabili, o deducibili nella misura del 50 per cento; nella stessa misura sono deducibili i canoni di locazione anche finanziaria e di noleggio e le spese relativi all'impiego di tali beni.

TELEFONI PORTATILI e RADIOTELEFONI
Dal 1991 sono deducibili al 50% le quote di ammortamento, i canoni di leasing e di noleggio, le spese di impiego e manutenzione, di telefoni portatili e radiomobili terrestri.

LE SPESE RELATIVE A PRESTAZIONI ALBERGHIERE E A SOMMINISTRAZIONI DI ALIMENTI E BEVANDE IN PUBBLICI ESERCIZI
sono deducibili per un importo complessivamente non superiore al 2 per cento dell'ammontare dei compensi percepiti nel periodo di imposta.

LE SPESE DI RAPPRESENTANZA
sono deducibili nei limiti dell'1 per cento dei compensi percepiti nel periodo di imposta.
Sono comprese nelle spese di rappresentanza anche quelle sostenute per l'acquisto o l'importazione di oggetti di arte, di antiquariato o da collezione, anche se utilizzati come beni strumentali per l'esercizio dell'arte o professione, nonché quelle sostenute per l'acquisto o l'importazione di beni destinati ad essere ceduti a titolo gratuito;

LE SPESE DI PARTECIPAZIONE A CONVEGNI, CONGRESSI E SIMILI O A CORSI DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
sono deducibili nella misura del 50 per cento del loro ammontare.

LE SPESE DI VIAGGIO E SOGGIORNO
sono deducibili nella misura del 50 per cento del loro ammontare.

BENI MOBILI IN LEASING
I canoni leasing sono deducibili a condizione che la durata del contratto non sia inferiore alla metà del periodo di ammortamento ordinario corrispondente al coefficiente stabilito dal D.M.29.10.1974 per i contratti stipulati fino al 31.12.1988, dal D.M. 31.12.1988 per quelli stipulati successivamente.
I canoni leasing relativi a contratti stipulati dal 2.3.1989 sono deducibili nel periodo di maturazione (cioè per competenza) e non più nel periodo di pagamento (cioè per cassa).
I canoni leasing relativi ad autoveicoli, telefonini e altri beni mobili ad uso promiscuo sono deducibili al 50%.

AUTOVEICOLI
Si applicano le norme previste per il reddito d'impresa (art.164 del Tuir). In particolare, per gli automezzi, è previsto la deducibilità nella misura del 50 per cento per la parte di costo di acquisizone che non eccede 18.076 euro.
La deducibilità è limitata:

ad un solo veicolo, in caso di esercizio dell'arte o della professione in forma individuale;
ad un solo veicolo per associato, in caso di esercizio dell'arte o della professione in forma associata.
Per i professionisti, inoltre, non è prevista la deduzione integrale delle spese relative agli autoveicoli esclusivamente strumentali (C.M. 10.2.1998, n. 48/E; R.M. 23.07.2002, n.244/E).
Dal periodo d'imposta in corso al 31.12.1997 per gli autoveicoli di lusso si applicano le stesse disposizioni previste per gli autoveicoli non di lusso (art. 17, cc. 2, lett. a), L. 449/1997)
Fino ai redditi 1996 era prevista la totale indeducibilità delle quote di ammortamento, dei canoni di locazione, di leasing e di noleggio, delle spese di impiego e manutenzione e, dall'esercizio in corso al 31.12.1993, anche di quelle di custodia e riparazione relative ad autoveicoli (dal periodo d'imposta 1996 compresi autocaravan) con cilindrata superiore a 2000 cc (2500 cc se diesel) e motocicli con cilindrata superiore a 350 cc. .

FAMILIARI DIPENDENTI o COLLABORATORI COORDINATI e CONTINUATIVI od OCCASIONALI
Dall'1.1.1996 (art. 3. eD.21, lett. c). L. 662/1996)sono indeducibili dal reddito del professionista, anche in caso di studio associato, i compensi erogati al coniuge, ai figli, affidati o affiliati, minori di età o permanentemente inabili al lavoro e agli ascendenti per prestazioni di lavoro dipendente, di collaborazione coordinata e continuativa nonché occasionale. I compensi non ammessi in deduzione non concorrono a formare il reddito complessivo dei percipienti.
L'indeducibilità si applica anche alle quote di T.F.R. maturate a partire dal periodo d'imposta 1996 nonché ai premi assicurativi che sostituiscono tali accantonamenti, mentre rimangono deducibili al 100% i contributi previdenziali ed assistenziali versati dal professionista per tali soggetti. .

PRESTAZIONI PROFESSIONALI di FAMILIARI
sono deducibili al 100% i compensi pagati a familiari, titolari di partita Iva, per prestazioni professionali (es. compenso pagato dal commercialista che si avvale della moglie avvocato - C.M.6.2.1997,n. 25/E).

IMMOBILI STRUMENTALI IN PROPRIETÀ
E’necessario fare la seguente distinzione:

se acquistati o costruiti fino al 14.6.1990 sono deducibili le quote di ammortamento maturate daIl'1.1.1985, anche per gli immobili acquistati o costruiti prima di tale data;
se acquistati o costruiti dal 15.6.1990 non sono deducibili né le quote di ammortamento né la rendita catastale.
IMMOBILI IN PROPRIETÀ AD USO PROMISCUO
E’ deducibile il 50% della rendita catastale a condizione che il professionista non disponga nello stesso Comune di altro immobile ad uso esclusivamente professionale ed il relativo reddito fondiario concorre a formare il reddito complessivo del professionista.

IMMOBILI IN LEASING
La deducibilità dei canoni leasing varia in relazione alla data di stipulazione del contratto e non sono comunque deducibili le spese di servizio (riscaldamento, costi condominiali, ecc.). Contratto stipulato:

fino all'1.3.1989: deducibilità del canone in base al criterio di cassa, per qualsiasi durata del contratto;
dal 2.3.1989 al 14.6.1990: deducibilità del canone in base al criterio di competenza, se il contratto ha durata non inferiore a 8 anni;
dal 15.6.1990: indeducibilità del canone e deducibilità della rendita catastale, per qualsiasi durata del contratto.
IMMOBILI IN AFFITTO
Sono deducibili i canoni di locazione e le relative spese.

IMMOBILI IN LEASING O IN AFFITTO AD USO PROMISCUO
E’ deducibile il 50% della rendita catastale (immobili in leasing) e dei canoni di locazione (immobili in affitto) a condizione che il professionista non disponga nello stesso Comune di altro immobile ad uso esclusivamente Professionale

AMMODERNAMENTO,RISTRUTTURAZIONEE MANUTENZIONESTRAORDINARIA DEI LOCALI UTILIZZATI PER L'ATTIVITÀ
Dal 1995 tali spese non possono essere portate in deduzione in un unico esercizio, ma vanno ammortizzate in 5 periodi d'imposta (a partire da quello di sostenimento), in quote costanti pari al 20%.




Per quanto riguarda l'auto, ho fatto presente alla mia commercialista che mi sembrava illogico scaricare le spese dell'auto visto che si tratta di una professione che si svolge interamente a domicilio, ma lei continua a dire che invece si può.... Che ne pensate?


Laura


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