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Eccoci di nuovo: 0,035USD a parola
Thread poster: Francesca Pesce

Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 08:57
Member (2006)
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Dec 20, 2006

Sto perdendo tempo, lo so. Ma in caso qualcun@ non se ne fosse accort@ vi annuncio che c'è una bellissima nuova offerta di lavoro a 0,035 USD a parola. In teoria con consegna del lavoro il 26 dicembre (ma immagino veramente che qui ci sia un errore, o almeno lo spero), per un povero cliente con un budget ridotto.
Siamo già a 16 offerte.
Se ci mettiamo tutti/e d'accordo, potremmo creare un team e fare un'offerta al ribasso, così magari possiamo tutti/e usufruire di questa offerta incredibile.
Se riusciamo a mettere insieme un team di 500-600 persone (ma mi raccomando: che siano madrelingua), potremmo offrire 0,025 a parola (USD certo, non EUR). Non si sa quante siano le parole in tutto, ma certamente almeno 200 parole a testa usciranno fuori, per farci iniziare l'anno nuovo veramente alla grande!

P.S. E il punteggio sul Blue Board è pure altino, così non rischiamo neanche di non ricevere i soldi. E poi: pagano il giorno dopo!!!!

P.P.S. Auguri a tutte e a tutti di uno splendido 2007.


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Claudio Nasso  Identity Verified
Italy
Local time: 08:57
Member (2003)
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Eh, non credo che sia "scappato" a nessuno!!!! Dec 20, 2006

Si Francesca,

l'ho visto come credo che l'abbia visto anche il resto della nostra comunità.

Continuare con le battute, più o meno sarcastiche, è fin troppo facile, e comunque il problema è sempre lo stesso...

Alle 17:09 del 20 dicembre 2006, abbiamo ben 20 persone disposte ad accettare.

E mi fermo qui!!!!!

Claudio


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Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 08:57
Member (2006)
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Preferisco sottolineare Dec 20, 2006

Non avendo altri strumenti a disposizione, se non l'ironia, preferisco comunque usarla, per far sì che almeno non corriamo il rischio di abituarci a questi magnifici spettacoli.

Far passare questi eventi senza commenti mi sembra che sia rendersi un po' complici. Così una volta io, una volta un'altra, qualcun@ che parla c'è.

E che spiega ad esempio che quella tariffa è quella che la mia cooperativa applica ai clienti per le trascrizioni da nastro in italiano (cioè per la dattilografia).

E che si chiede a che pro saper tradurre se poi si guadagna uguale o meno dei tanto bistrattati operatori/operatrici di call centre.





[Edited at 2006-12-20 16:37]


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Claudio Nasso  Identity Verified
Italy
Local time: 08:57
Member (2003)
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Un chiarimento per Francesca... Dec 20, 2006

Francesca Pesce wrote:

Non avendo altri strumenti a disposizione, se non l'ironia, preferisco comunque usarla, per far sì che almeno non corriamo il rischio di abituarci a questi magnifici spettacoli.

Guarda che non mi riferivo a te quando parlavo di battute "più o meno sarcastiche". Dio me ne scampi e liberi, davvero.

Sono perfettamente d'accordo con te quando dici:
Far passare questi eventi senza commenti mi sembra che sia rendersi un po' complici. Così una volta io, una volta un'altra, qualcun@ che parla c'è.

e sfondi una porta aperta.

Il mio "E mi fermo qui!!!!!" era solo dettato dall'amarezza e non voleva essere polemico con te, se mai lo voleva essere verso "il gruppo selvaggio del 20".

Claudio

[Edited at 2006-12-20 16:48]


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Serena Tutino  Identity Verified
Italy
Local time: 08:57
Member (2006)
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Mi associo Dec 20, 2006

Mi associo all'indignazione collettiva...

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xxxsofiablu
Netherlands
Local time: 08:57
Niente da fare Dec 20, 2006

I peggiori nemici di un traduttore sono i suoi stessi colleghi, non le agenzie, non i clienti.

Chiarisco: non tutti i suoi colleghi, ma una parte (quei 20, tanto per dire) più l'abbondante centinaio che a luglio ha scelto di collaborare a un progettone di 500.000 parole (EN>IT e EN>GE) che l'agenzia di un paese in via di sviluppo si sarebbe fatta pagare - tenetevi forte - la bellezza di 0,00065 USD o 0,00051 euro (tasso di luglio) a parola. Quanto sarebbe finito in tasca agli esimi colleghi che a frotte si sono precipitati a rispondere, non voglio neppure immaginarlo.

È il mercato. Si dice così e che cosa si può obiettare?
Si cerca, a volte con successo, di sconfiggere il cancro, si può sperare di arginare l'AIDS, ma il mercato is here to stay, come il rock-n-roll, un filino più fastidioso, però.

Come liberi professionisti e imprenditori (parola che odio, ma mi tengo pure lei con il mercato) non dovremmo vivere da benestanti, come gli avvocati, gli architetti, i dentisti? Stabilire noi le tariffe e non stare a mercanteggiare al ribasso? O forse si chiama "mercato" perché è un mercato?

Abbiamo aperto e chiuso discussioni del genere tante di quelle volte e sempre senza risultati o soluzioni di sorta.

Tuttavia hai fatto bene, Francesca, ad aprire il thread. Da quella fatidica data, non mi sono più fatta inviare gli avvisi per i lavori, per cui non ne avrei saputo nulla.
Ormai non mi arrabbio nemmeno più. Non mi curo di lor, ma guardo e passo.

Noi ci teniamo le nostre tariffe e guarda un po', c'è pure chi ce le paga senza storcere il naso. Anzi, torna soddisfatto.
L'unica arma che abbiamo, oltre all'ironia, è la qualità del nostro lavoro.
Ho capito tardi, sempre meglio che mai, che il fantomatico Albo non aiuterebbe noi, né contribuirebbe a migliorare la nostra professione.
Possiamo fare qualcosa solo mantenendo alto lo standard qualitativo e non abbassando le tariffe come mezzo per competere e rendersi "appetibili".

Non so quanti siano in grado di capire o vogliano capire questo discorso. Noi, d'altro canto, non possiamo andare in giro a spaccar teste, non che non mi piacerebbe, ma non è la soluzione giusta.

”Non posso ucciderlo, è un essere umano. Sporcherà tutto il pavimento!",
Woody Allen, "Amore e Guerra (Love and Death)", 1975.

Vi auguro un natale da un milione di euro!

P.


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
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Ho voglia di fare l'avvocato del diavolo... Dec 20, 2006

Allora:

se teniamo presente che l'agenzia è solo un intermediario, come è stato detto tante volte, fra cliente e traduttore, non vedo perché si dovrebbe preoccupare della tariffa.
Qualcuno ha il coraggio di offrirla, e qualcun altro, come abbiamo visto, ha il coraggio di accettarla.

Se teniamo presente poi che si tratta di "film program scripts" e vedendo la qualità generale delle traduzioni degli script in italiano, non credo ci sia da preoccuparsi...sarà probabilmente una traduzione in linea con la maggior parte di quelle che l'hanno preceduta...

Per finire, c'è anche il francese, delle 20 persone che si sono proposte dovremmo considerare che un buon 50% in teoria saranno francesi

Potrei continuare con le considerazioni sulla situazione economica in Italia, ecc. ma pongo fine qui al divertissement


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 04:57
Member (2001)
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In difesa degli imprenditori Dec 20, 2006

sofiablu wrote:

I peggiori nemici di un traduttore sono i suoi stessi colleghi, non le agenzie, non i clienti.

Chiarisco: non tutti i suoi colleghi, ma una parte (quei 20, tanto per dire) più l'abbondante centinaio che a luglio ha scelto di collaborare a un progettone di 500.000 parole (EN>IT e EN>GE) che l'agenzia di un paese in via di sviluppo si sarebbe fatta pagare - tenetevi forte - la bellezza di 0,00065 USD o 0,00051 euro (tasso di luglio) a parola.
...


Sofiablu,

Innanzi tutto mi pare che nelle informazioni che riporti ci sia un errore.

A questa tariffa si ottengono 255 EUR per l'intero progetto. Se 20 persone avessero lavorato dividendolo in parti uguali, prendendo 25 mila parole a testa, avrebbero ricavato 12,75 EUR a testa per un lavoro di circa 2 settimane.

Forse si trattava di una tariffa a carattere oppure hai messo qualche zero di troppo...




sofiablu wrote:
...
Come liberi professionisti e imprenditori (parola che odio, ma mi tengo pure lei con il mercato) non dovremmo vivere da benestanti, come gli avvocati, gli architetti, i dentisti? Stabilire noi le tariffe e non stare a mercanteggiare al ribasso? O forse si chiama "mercato" perché è un mercato?



Posso chiederti perchè odi la parola 'imprenditori'?

Non sei forse anche tu una persona che ha una sua attività imprenditoriale, sia pure piccola, senza le rogne dei dipendenti e senza bisogno di grandi investimenti, ma si tratta pur sempre di lavoro autonomo, quindi di una microimpresa.

Lo dico perché tutti quelli che non sanno come proporsi sul mercato, che non sanno calcolare una tariffa equa per il proprio servizio, sono coloro che fanno traduzioni per "tanta ma tanta passione", ma all'atto pratico non sono capaci di condurre una attività economica da veri imprenditori, sia pure tanto semplice, dal punto di vista gestionale, come quella di traduttore freelance.

Per inciso, faccio tanto di cappello ai signori imprenditori che sono in grado di gestire un'azienda, con tutti i relativi problemi di bilancio e contabilità, finanziamenti, banche, vendite, marketing, concorrenza, personale, impianti, fornitori, controllo di qualità, scorte, normative per la sicurezza e tutto quello che devono sapere, rispettare e controllare.

Noi non abbiamo tutto questo e, a pensarci bene, siamo fortunati.


ciao
Gianfranco




[Edited at 2006-12-20 20:31]


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Christel Zipfel  Identity Verified
Partial member (2004)
Italian to German
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Niente di personale Dec 20, 2006

Io da tempo non mi indigno più davanti ad offerte di questo genere, salvo che siano rivolte esplicitamente a traduttori residenti in Italia che - si sa - purtroppo, e a ragione, ha una brutta fama per quanto riguarda le tariffe, ma poi ogni cosa ha un limite.

Io penso - e spero - che qualcuno, in un Paese molto lontano, avrà il suo tornaconto con prezzi del genere, anche se confesso che non ho fatto i conti e non so neanche a quale job ti riferisci. Perché dunque arrabbiarsi? In questo nostro mondo globalizzato dobbiamo imparare a vedere anche il prezzo che viene offerto per il nostro lavoro con un certo distacco finché non è rivolto a noi personalmente.


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transparx  Identity Verified
United States
Local time: 03:57
English to Italian
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No. Sono le agenzie! Dec 20, 2006

sofiablu wrote:

I peggiori nemici di un traduttore sono i suoi stessi colleghi, non le agenzie, non i clienti.



Ciarisco innanzitutto che io non sono tra quei venti...ho così tanto lavoro -e ben pagato- che proprio non potrei accettarne dell'altro in questo periodo.

Comunque, secondo me, se qualcuno è da colpevolizzare sono proprio le agenzie e non i traduttori --su questo non ho dubbi. Ma perché non cercate di creare una struttura che impedisca a queste agenzie -avvoltoi, in realtà- di continuare a sfruttare onesti lavoratori? È chiaro che ad arricchirsi sono le agenzie, non i traduttori sfruttati. Sarebbe come prendersela con i lavoratori sottopagati (italiani e non) dei ristoranti di New York -per dirne una- piuttosto che con i ristoratori senza scrupoli.

[Edited at 2006-12-20 20:27]


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xxxsofiablu
Netherlands
Local time: 08:57
No. Dec 20, 2006

No, non ci sono errori. Mi ero scaricata il documento in .pdf e l'ho conservato, posso inviarlo a chiunque ne sia interessato.

Quanto al mio odio per la parola "imprenditore", è un odio di tipo fonetico. Non mi piace come parola, non mi piace come suona.
Semmai, preferisco "libero professionista". Le rogne comunque ci sono, minime forse, ma altrettanto irritanti.

Detto questo, si sceglie la traduzione per passione e vocazione, non certo per interesse o per beneficiarne la collettività.

È sempre da onorare chi lavora con competenza, abnegazione, onestà. Di qualsiasi categoria faccia parte e comunque voglia titolarsi.


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Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 08:57
Member (2006)
English to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
Indignarsi è importante! Dec 20, 2006

Christel Zipfel wrote:

Io da tempo non mi indigno più davanti ad offerte di questo genere, salvo che siano rivolte esplicitamente a traduttori residenti in Italia ....

Perché dunque arrabbiarsi? In questo nostro mondo globalizzato dobbiamo imparare a vedere anche il prezzo che viene offerto per il nostro lavoro con un certo distacco finché non è rivolto a noi personalmente.



Io invece continuo ad indignarmi. E spero di continuare ad indignarmi a lungo. E senza alcun distacco.

Non si tratta di una questione personale: io non mi sento affatto offesa perché qualcuno lì fuori osa chiedere i miei servigi ad un tale prezzo. Né perché qualcuno pensa che in Italia siamo un po' più pezzenti (espressione non mia, la attribuisco a certi clienti) e ancora non del tutto civilizzati e moderni. Di tutto ciò non mi importa assolutamente nulla. Se li propongono a me quei prezzi, gli propongo i miei e tanti saluti.

Mi indigna la mancanza di rispetto per il lavoro altrui.
Mi indigna il perseguimento del massimo guadagno, a tutti i costi, a qualsiasi prezzo.
Mi indigna chi come imprenditore (cliente finale, agenzia o collega) è soddisfatto se lucra grazie allo squilibrio di potere contrattuale con la controparte, magari perché la controparte deve lavorare a qualsiasi costo pur di sopravvivere.
Mi indigna chi sgomita.

E mi rattrista chi non ha rispetto del proprio lavoro.

Ricordiamoci che l'idea che un imprenditore è di successo se diventa ricco, o se riesce a far fruttare al massimo la sua impresa è un'immagine emersa nella Milano da bere e ormai sempre più diffusa.

Essere imprenditore di successo in Europa dovrebbe ancora voler dire riuscire a realizzare il proprio obiettivo d'impresa (produrre, vendere, trasformare, creare, etc. quello che sia) vendendo al giusto prezzo e pagando il giusto prezzo. E trattando gli altri nel modo giusto.

Scusate se mi sono dilungata. Forse sono anche ripetitiva.


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Christel Zipfel  Identity Verified
Partial member (2004)
Italian to German
+ ...
Avvoltoi? Dec 20, 2006

Francesca Pesce wrote:


Mi indigna il perseguimento del massimo guadagno, a tutti i costi, a qualsiasi prezzo.


Se è per questo, indigna anche me, eccome! Anzi, lo trovo sommamente immorale. Tuttavia non conosco i dettagli del lavoro di cui si parla in questo forum. Però trovo immorale che agenzie di Paesi dove le tariffe di traduzione sono elevate cerchino traduttori a tariffe _italiane_ o peggio _ indiane_ (tanto per dire una) mentre - di questo sono certissima - ai loro clienti chiedono la tariffa abituale. Questo è lucro allo stato puro e chiamarle avvoltoi come ha fatto transparx non è affatto esagerato.


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xxxsofiablu
Netherlands
Local time: 08:57
Agenzie? Dec 20, 2006

Capisco quel che vuoi dire, Transparx.

Rendiamoci però conto di una cosa: se è vero che siamo liberi professionisti e imprenditori, siamo noi a stabilire il costo o il valore, se preferite, del servizio che offriamo.
Un lavapiatti fa quel lavoro per disperazione e purtroppo viene sfruttato; non credo ci siano associazioni di categoria specifiche in Europa o negli USA, ma almeno in Europa un minimo di garanzie sindacali ce le ha, vivaddio.

Se un traduttore accetta di lavorare per poco, qualsiasi motivo lo spinga a farlo, non si comporta come un fornitore di servizi (e di servizi "pregiati" potremmo dire), o imprenditore o libero professionista.
Chi accetta di farsi sfruttare non solo si dà una gran bella zappata sui piedi, ma la sferra anche ai propri colleghi.

Spesso mi è capitato di sentire affermazioni di questo tenore: "Non mi vogliono alle mie condizioni, allora abbasserò le tariffe e vedremo se non mi fanno lavorare!".
Complimenti vivissimi e grazie per il gentile pensiero. Avanti tutta, seguendo il principio "If you can't beat them, join them!".

Ci sono agenzie serie e oneste, ce ne sono davvero, anche in Italia. Ci sono persone esigenti in fatto di qualità e correttezza, ma pronte a ricambiare con la stessa moneta e, giusto per rimanere in tema, che pagano equamente.
Ho fatto una tale fatica a scovarle, ma ne cercherò ancora. Molti di voi avranno avuto esperienze positive. Non voglio essere ottimista a tutti i costi, né portare acqua al mulino delle agenzie, ma non possiamo generalizzare.

Mi dirai, Transparx, che ho generalizzato io. Volevo utilizzare un espediente retorico per catturare l'attenzione e forse mi è sfuggito di mano, comunque ho ottenuto il mio scopo;-).
Un tempo si usava la parola "solidarietà". Denotava un complesso di valori che andava dal cameratismo al senso di appartenenza a una categoria, all'orgoglio che questo comportava, al lottare tutti insieme per ottenere condizioni di lavoro dignitose e giuste, al non piegarsi davanti all'arroganza del potere e del denaro.
I traduttori sono una razza individualista. Non ci trovo niente di male, io stessa lo sono all'ennesima potenza. Ma non mi disinteresso dei miei simili e dei miei compagni di viaggio. Quando rispondo a un'agenzia di quelle "cattive"
che non farò un rush job di 5.000 parole a 7 centesimi di dollaro per il giorno dopo, compio, nel mio piccolo, un atto di solidarietà. Non perché il lavoro lo prenderà sicuramente un altro con minor coscienza di classe (oops, come sono obsoleta oggi), ma perché ho cercato di "educare" qualcuno a rispettare il mio e il nostro lavoro.

A domani, ciao!


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Mario Cerutti  Identity Verified
Japan
Local time: 16:57
Italian to Japanese
+ ...
Traduttori automatici Dec 21, 2006

Forse a qualcuno sfugge che vi sono sempre più "traduttori" che lavorano con programmi automatici di traduzione? Una rilettura veloce per sistemare gli errori che nemmeno un dilettante né uno svogliato avrebbe coscienza di lasciar passare ed ecco che il lavoro è fatto in un decimo del tempo e, quindi, a un decimo della tariffa più o meno di mercato.

Conosco più o meno direttamente alcuni colleghi che fanno così e che lo fanno da anni con programmi che costano forse meno di 50 euro e, visto il successo che riescono ad ottenere lavorando con clienti che in campo lunguistico sono piuttosto ingenui, si stanno attrezzando per ampliare il mercato aggiungendo altre lingue da gestire allo stesso modo. Conosco un europeo, in particolare, che pur non conoscendo affatto l'italiano se non il solito vocabolario da turisti e con l'ausilio di un semplice dizionario, qualche anno fa in quattro giorni (come ha riferito lui stesso) ha svolto per una *conosciutissima* azienda automobilistica giapponese una traduzione di circa 100.000 parole impiegando un programma di quelli che qui ormai si vendono all'edicola. Da allora continua a lavorare allo stesso modo per questa stessa azienda che, a quanto se ne deduce, *è molto soddisfatta dell'abbattimento dei costi di traduzione che è riuscita ad ottenere*.

E se ci riesce uno straniero, non potrebbe riuscirci ancor meglio un italiano? E qualcuno forse in un secondo tempo si dovrà magari occupare di fare la revisione di questi lavori.

Mario Cerutti
http://www.aliseo.com/italiano/



[Edited at 2006-12-21 00:53]


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