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Il 75% dei traduttori accetterebbe tariffe più basse
Thread poster: Riccardo Schiaffino

Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 23:32
Member (2003)
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+ ...
Jan 9, 2007

Poi ci si chiede perché...

Nella Quick Poll attuale, oltre 75% dei traduttori si sta dichiarando disposto ad abbassare le proprie tariffe, a varie condizioni.

Poi magari gli stessi si indignano se viene offerto un qualche lavoro a una tariffa particolarmente bassa.

Bisogna rendersi conto che le due cose vanno di comune accordo - fino a che ci saranno traduttori pronti a svendersi, i clienti non avranno particolari incentivi a pagare di più.

Aggiornamento

Ora che quasi 1000 traduttori hanno risposto, la percentuale di chi accetta di abbassare le proprie tariffe è salita a oltre l'82%.

[Edited at 2007-01-10 05:10]


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orne82
Local time: 07:32
French to Italian
+ ...
Ciao Riccardo Jan 9, 2007

proprio oggi pensavo a questa cosa... comunque non dallo stesso punto di vista. Ecco la mia situazione: lavoro da poco come traduttrice e in passato ho accettato anche tariffe basse. Ora, quando mi contatta qualche nuovo cliente e comunico la mia tariffa mi si dice che è troppo alta! I miei preventivi (preciso che la mia tariffa non è altissima) vengono rifiutati! Ecco la mia conclusione: al giorno d'oggi mantenere una tariffa decente diventa sempre più difficile. Tra poco bisognerà pagare per lavorare.
Scusate lo sfogo.
Grazie


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María José Iglesias  Identity Verified
Italy
Local time: 07:32
Italian to Spanish
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Spiegare ai nostri clienti il perché delle nostre tariffe (valore aggiunto) Jan 10, 2007

Dipende dal mercato e dal tipo di cliente. Se decidi di lavorare con tutti probabilmente le tariffe cambiano...
L'importante è, come in qualsiasi altro servizio, trovare un buon rapporto qualità-prezzo.

Proprio oggi parlavo al telefono con un cliente diretto al quale avevo fornito un preventivo per una traduzione legale.
Mi diceva apertamente: "ho chiesto diversi preventivi in giro e alcuni suoi colleghi mi hanno chiesto esattamente la metà di quanto mi ha chiesto lei". Ho spiegato il perché delle mie tariffe ma non ho abbassato né insistito. Ho "perdonato" tuttavia (avevo margine sufficiente per farlo) le spese di spedizione per assicurata, gesto che il mio interlocutore ha apprezzato.
Il cliente non mi conosceva affatto, ma mi ha conferito l'incarico.

Questo per dire che è importante spiegare certe cose ai nostri clienti (quando si può), con tranquilità, con gentilezza, senza strapparci le veste, ma con fermezza. (E pure io perdo molti preventivi per la strada, ma non importa).
Comunque, mi rendo conto anch'io che non tutti i mercati sono uguali e che spesso la tipologia di cliente (agenzia, diretto) in Italia fa la differenza.
Del resto, anche la mole di lavoro che ci troviamo a gestire di volta in volta è anch'essa variabile. Il nostro prezzo probabilmente si adatta anche a questo fatto...
Questa è la lettura che riesco a fare della quick poll di oggi.

Un lavoro lo si può "aggiustare", ma se si abbassano le tariffe ogni volta pur di strappare l'incarico ad ogni costo, si entra in una specie di "asta" (per non dire "giungla") alla quale personalmente non intendo partecipare, visto che perdendosi in essa non si trova più il famoso e prezioso "valore aggiunto" che può fare anche la differenza.

Se ad ogni costo però si vuole lavorare esclusivamente con un tipo di clientela che sai che non paga più di un tot, la scelta è tutta nostra e allora niente lamentele.

[Edited at 2007-01-10 10:29]


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Mario Cerutti  Identity Verified
Japan
Local time: 15:32
Italian to Japanese
+ ...
Legge della domanda e dell'offerta Jan 10, 2007

Premesso che - almeno per il momento, ma non per molto credo - non sono ancora afflitto da questo problema, mi domando se non è proprio questa la legge del libero mercato alla quale tutti più o meno si richiamano e che con Internet riceve un'ulteriore santificazione.

Mi sembra che i traduttori siano in continuo aumento - non solo quelli come me che, non avendo studiato traduzione, hanno abbracciato questa carriera in modo naturale, ma soprattutto quelli che le scuole sfornano ogni anno e che giustamente aspirano a lavorare - e che i "vecchi" traduttori in genere tengono duro e non si ritirano tanto facilmente da questo comodo lavoro (forse sbaglio?).

Bene, se l'offerta supera la domanda, come io credo sia, mi sembra evidente che i prezzi finiscano per ridursi. Se poi ci mettiamo anche i programmi di traduzione automatica che, sebbene ci ostiniamo a credere ancora allo stato infantile, stanno facendo reali passi da gigante, pretendiamo forse di riuscire per molto tempo ancora a difendere le nostre belle tariffe?

Certamente potremmo, sebbene con non poco sforzo, riuscire a convincere i nostri clienti quanto siamo più bravi noi che manteniamo le tariffe alte, ma per quanto ancora sarà possibile? Siamo tutti EFFETTIVAMENTE specializzati in qualcosa da poterci permettere di rimanere saldamente protetti nel nostro castello? Io lo dubito: traduttori EFFETTIVAMENTE specializzati in campi difficili ve ne sono veramente pochi. Gli altri, checché ne dicano (e basta vedere proprio in questo sito le domande e le risposte fatte da molti dei cosiddetti "specializzati nel settore" per rendercene conto), subiranno sempre più la spietata concorrenza del libero mercato contro la quale nessun buon proposito, cartello, associazione o che altro ancora potranno fare alcunché.

Mario Cerutti
http://www.aliseo-translation.com/italiano/


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Maurizio Valente  Identity Verified
Italy
English to Italian
+ ...
Bastian contrario Jan 10, 2007

Ciao Riccardo e ciao a tutt*.

Premesso che non ho partecipato al quick poll da te citato, io ammetto delle deroghe (limitate) all'11° comandamento ("Non accetterai mai di abbassare le tue tariffe").

Alcuni esempi:
1. Il cliente non sa nulla di CAT Tools e non ne vuole sapere e i testi sono molto ripetitivi.
2. I testi sono molto facili.
3. Ho già una TM e dei glossari (database miei, non forniti dal cliente) molto ampi e ben fatti sull'argomento.

In realtà, quello che conta non è la tariffa o quello che ti viene pagato, ma il rapporto tra il netto che becchi e le ore lavorate per quel progetto. Quindi entra in ballo anche il tempo speso per attività collaterali, quali la costruzione di un documento MS Word a partire da un pdf, un fax; l'organizzazione del lavoro (definizione del dominio in cui il progetto rientra, scelta dei db preesistenti da usare, evt. testi di riferimento da allineare per creare una TM, ricerche e materiali di riferimento pescati sul Web, fatturazione ecc.).
A proposito di fatturazione, io perdo molto tempo quando un cliente mi invia tanti mini job da qualche decina di euro, tra loro eterogenei, che alla fine fanno un bel po' di soldini ma che devono essere registrati uno per uno in contabilità. Anche usando Translation Office, è una bella perdita di tempo. Perdo molto tempo anche quando il cliente, invece di pagarmi fattura per fattura (dove ciascuna fattura corrisponde a un certo numero di job) paga in base ai job (di mie fatture diverse). E che dire di quando il cliente è un casinista, "si dimentica" di pagare e occorre sollecitarlo? Tutti questi tempi sono altrettanti costi che incidono; per non parlare poi della "peace of mind", indispensabile per lavorare bene.

Ah, dimenticavo, le istruzioni (Regole di stile specifiche del cliente). So di alcuni clienti (da cui mi tengo alla larga) che forniscono al traduttore un manuale di istruzioni di decine di pagine, con regole complesse e reciprocamente contradditorie, che impongono di segnalare ogni dubbio in un file excel o inserendolo in un server online e costringendo a posporre la consegna fino a che il cliente non abbia risposto al dubbio sollevato ecc.


Riccardo Schiaffino wrote:

Poi ci si chiede perché...

Nella Quick Poll attuale, oltre 75% dei traduttori si sta dichiarando disposto ad abbassare le proprie tariffe, a varie condizioni.

Poi magari gli stessi si indignano se viene offerto un qualche lavoro a una tariffa particolarmente bassa.

Bisogna rendersi conto che le due cose vanno di comune accordo - fino a che ci saranno traduttori pronti a svendersi, i clienti non avranno particolari incentivi a pagare di più.

Aggiornamento

Ora che quasi 1000 traduttori hanno risposto, la percentuale di chi accetta di abbassare le proprie tariffe è salita a oltre l'82%.

[Edited at 2007-01-10 05:10]


[Edited at 2007-01-10 07:46]

[Edited at 2007-01-10 07:47]

[Edited at 2007-01-10 07:51]


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Franco Rigoni  Identity Verified
Italy
Member (2006)
English to Italian
+ ...
"depends on project" Jan 10, 2007

Io ho votato per "depends on project". Tempo fa una delle agenzie per le quali lavoro mi ha chiesto se ero interessato alla traduzione di 1000 cartelle, abbassando però la solita tariffa a cartella di circa il 30%. Ho accettato perché 1000 cartelle secondo me non capitano tutti i giorni e poi l'agenzia in questione mi dà molto lavoro, paga puntualmente e bene.
Il progetto non è però andato in porto: il cliente finale si aspettava un'ulteriore riduzione. Secondo me è giusto essere flessibili con le tariffe, basta solo porsi dei limiti che permettando comunque di avere un guadagno accettabile rispetto al tempo impiegato per eseguire il lavoro.


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Rita Bilancio  Identity Verified
Local time: 07:32
English to Italian
+ ...
Jan 10, 2007

María José Iglesias wrote:

Dipende dal mercato e dal tipo di cliente. Se decidi di lavorare con tutti probabilmente le tariffe cambiano...
L'importante è, come in qualsiasi altro servizio, trovare un buon rapporto qualità-prezzo.

Proprio oggi parlavo al telefono con un cliente diretto al quale avevo fornito un preventivo per una traduzione legale.
Mi diceva apertamente: "ho chiesto diversi preventivi in giro e alcuni suoi colleghi mi hanno chiesto esattamente la metà di quanto mi ha chiesto lei". Ho spiegato il perché delle mie tariffe ma non ho abbassato né insistito. Ho "perdonato" tuttavia (avevo margine sufficiente per farlo) le spese di spedizione per assicurata, gesto che il mio interlocutore ha apprezzato.
Il cliente non mi conosceva affatto, ma mi ha conferito l'incarico.

Questo per dire che è importante spiegare certe cose ai nostri clienti (quando si può), con tranquilità, con gentilezza, senza strapparci le veste, ma con fermezza. (E pure io perdo molti preventivi per la strada, ma non importa).
Comunque, mi rendo conto anch'io che non tutti i mercati sono uguali e che spesso la tipologia di cliente (agenzia, diretto) in Italia fa la differenza.
Del resto, anche la mole di lavoro che ci troviamo a gestire di volta in volta è anch'essa variabile. Il nostro prezzo probabilmente si adatta anche a questo fatto...
Questa è la lettura che riesco a fare della quick poll di oggi.

Un lavoro lo si può "aggiustare", ma se si abbassano le tariffe ogni volta pur di strappare l'incarico ad ogni costo, si entra in una specie di "asta" (per non dire "giungla") alla quale personalmente non intendo partecipare, visto che perdendosi in essa non si trova più il famoso e prezioso "valore aggiunto" che può fare anche la differenza.

Se ad ogni costo però si vuole lavorare esclusivamente con un tipo di clientela che sai che non paga più di un tot, la scelta è tutta nostra e allora niente lamentele.

[Edited at 2007-01-10 08:41]




Credo che in questo tu abbia ragione: forse ad alcuni mancano nozioni di business e marketing. Si dovrebbe scegliere il target di clientela ma all'inizio, nei primi anni di esercizio, non sempre ci si può permettere di fare questa scelta. Forse si ha timore di perdere l'incarico e si accetta una tariffa bassina per lavorare... Si pensa all'esperienza
e si lavora con la stessa dedizione.
Al poll io ho risposto depends on the project e la penso un po' come Kero.


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María José Iglesias  Identity Verified
Italy
Local time: 07:32
Italian to Spanish
+ ...
Fare più strada in meno tempo Jan 10, 2007

Rita Bilancio wrote:
Si dovrebbe scegliere il target di clientela ma all'inizio, nei primi anni di esercizio, non sempre ci si può permettere di fare questa scelta. Forse si ha timore di perdere l'incarico e si accetta una tariffa bassina per lavorare...


Io non sono del tutto d'accordo con questa tua affermazione; è anche una questione di immagine, a volte dipende da come ci si presenta ai clienti.
E poi, un cliente diretto che ti contatta per la prima volta non ne sa praticamente niente di te né della tua esperienza; sei tu che devi dimostrargli come lavori e presentarti in un certo modo. Non occorre dire ai clienti tutte le volte: "Sa, io sono nuova, non ho alcuna esperienza..., il suo lavoro è la mia quarta traduzione remunerata...".
Ci si rimbocca le maniche, lo si fa con dedizione come dici te (e ne sono anch'io convinta), e via, l'esperienza un po' alla volta si fa, senza troppi complessi.

Ho constatato che in genere, gli altri traduttori stranieri alle prime armi, sono più lanciati degli italiani e si mostrano un po' più sicuri di sé anche quando è il momento di proporre la propria tariffa.
Non dico che ci si debba presentare per quello che non si è, ci mancherebbe altro, ma un po' più di apertura al nuovo e voglia di essere veramente un professionista, può portare un traduttore novellino a raggiungere presto quasi gli stessi risultati che ottiene uno più esperto. Basta mantenere una certa mentalità e una propria professionalità.
E allora non occorrerà più giustificare la tariffa bassa legata alla poca esperienza e alla paura di perdere i progetti.


[Edited at 2007-01-10 13:27]


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smarinella  Identity Verified
Italy
Local time: 07:32
Member (2004)
German to Italian
+ ...
che tristezza... Jan 10, 2007

Non sapevo nulla dell'inchiesta e leggere i risultati mi rattrista infinitamente.

Il 75%, anzi l'83% dei traduttori è disposto ad abbassare (ancora) le tariffe? Non è uno scherzo, vero? Temo proprio di no.

Posso solo pensare che una buona parte sarà costituita da neolaureati in lingue (in FR e EN, in genere) che le università sfornano ogni anno a decine (centinaia?) di migliaia e che non riescono altrimenti ad inserirsi nel mondo del lavoro; e che un'altra parte sarà costituita da mogli/figli che vivono tranquillamente a casa e che non devono, come me, mantenere da soli una famiglia numerosa.

Chi ha una combinazione linguistica interessante (come il collega per JA>IT) e chi ha veramente competenze di alto livello non ha bisogno di abbassare le tariffe perché il lavoro gli arriva da solo. Anche chi ha già, come me, ritmi di vita - privati e professionali - estremamente intensi.

Se dovessi accettare che so, 7-9 euro a cartella, preferirei farmi una bella passeggiata (non lo faccio da un'eternità) o seguire mio figlio nei compiti (lo faccio ma poi dormo 3 ore per notte).

E chi li accetta ed è pure disposto ad abbassare le tariffe? Beh, ognuno fa quel che gli pare. Lavorare semigratis non è un reato.
Dire a questi colleghi che rovinano la categoria (soprattutto i colleghi magari dei Paesi con tariffe + alte), che fanno concorrenza sleale, che si danno da soli la zappa sui piedi ecc.eccnon serve a nulla, è tempo sprecato.

Purtroppo...

[Edited at 2007-01-10 11:20]


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Lorenzo Lilli  Identity Verified
Local time: 07:32
German to Italian
+ ...
dipende Jan 10, 2007

Riccardo Schiaffino wrote:

Ora che quasi 1000 traduttori hanno risposto, la percentuale di chi accetta di abbassare le proprie tariffe è salita a oltre l'82%.



Credo che dipenda da come si interpreta la domanda. Io l'ho intesa come "in circostanze molto particolari", ma non certo in generale. Per esempio, mi è capitato varie volte di lavorare per parenti o amici a un prezzo nettamente scontato rispetto al mio standard (anzi, se il volume di lavoro è piccolo lo considero un favore e via). A volte capita che nei quick polls le domande e le possibili risposte siano troppo sintetiche, a scapito della chiarezza.


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Giovanni Guarnieri MITI, MIL  Identity Verified
United Kingdom
Local time: 06:32
Member (2004)
English to Italian
Concordo... Jan 10, 2007

Maurizio Valente wrote:

In realtà, quello che conta non è la tariffa o quello che ti viene pagato, ma il rapporto tra il netto che becchi e le ore lavorate per quel progetto.


Sono disposto a lavorare a una tariffa inferiore solo se tale tariffa è di poco inferiore, se l'argomento lo conosco bene oppure ho una nutrita TM, e se il cliente normalmente paga la mia tariffa standard. In ogni caso, si tratta di situazioni rare. Proprio l'altro giorno mi è capitato di rifiutare un lavoro corposo perché l'agenzia non era disposta ad accettare la mia tariffa standard, dopo aver lavorato per loro un paio di volte a una tariffa leggermente inferiore. Quindi, abbassare leggermente la tariffa in situazioni eccezionali, senza però farne un'abitudine, perché poi sono i clienti ad abituarsi...

Giovanni

[Edited at 2007-01-10 14:01]


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Elena Pavan  Identity Verified
Local time: 07:32
Member (2005)
French to Italian
+ ...
I motivi della mia risposta Jan 10, 2007

Io ho votato "Yes if I had no money". Eppure mi sono sempre rifiutata di rispondere a offerte che fossero anche un solo cent al di sotto delle mie tariffe normali, e mi sono sempre arrabbiata quando vedevo lavori proposti a 3 o 4 cent a parola.
Poi gli ultimi due mesi dell'anno sono stati particolarmente calmi. All'inizio mi sono goduta un "periodo di riposo", ne ho approfittato per sistemare varie cose "in attesa" da diverso tempo. Mi sono sempre detta, piuttosto che lavorare a tariffe inferiori, tanto vale che mi metta a pari con la montagna di roba da lavare e stirare (non è un discorso da professionista, ma purtroppo è la realtà di molti, che oltre al lavoro cercano di gestire al meglio anche casa e figli).
Poi però il conto in banca cominciava a diminuire.
Prima ho cominciato a contattare i miei clienti, perché mi era addirittura venuto il dubbio che fossero in qualche modo scontenti del mio lavoro. E invece ho scoperto che il periodo di calma era generale e molte agenzie cominciavano a preoccuparsi.
Poi ho cominciato a contattare altre agenzie, ma senza ottenere risposte positive.
Alla fine, con le finanze che diminuivano e le rate del mutuo e fatture varie sempre costanti mi sono detta: "A questo punto, se anche mi arriva un'offerta a un prezzo inferiore adesso la prendo, altrimenti siamo messi male!".
Fortunatamente non ne ho avuto bisogno, a fine anno il lavoro è ricominciato e sembra che tutto stia ritornando come prima.
Poi tutto sta nel vedere di quanto si è disposti ad abbassare le tariffe. Io personalmente sono disposta a lavorare a meno solo in caso di grossa necessità, e sono comunque disposta ad abbassare di un paio di cent, ma se lavorare a 4 cents a parola dovesse diventare una regola, tanto vale andare a fare la cassiera al supermercato vicino a casa.


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Angie Garbarino  Identity Verified
Local time: 07:32
Member (2003)
French to Italian
+ ...
Anche io faccio i calcoli in questo modo Jan 10, 2007

1. Il cliente non sa nulla di CAT Tools e non ne vuole sapere e i testi sono molto ripetitivi.
2. I testi sono molto facili.
3. Ho già una TM e dei glossari (database miei, non forniti dal cliente) molto ampi e ben fatti sull'argomento.

In realtà, quello che conta non è la tariffa o quello che ti viene pagato, ma il rapporto tra il netto che becchi e le ore lavorate per quel progetto


Concordo Maurizio,

Faccio lo stesso tipo di calcolo, quando mi si chiede uno sconto.

Per quanto riguarda l'importanza di spiegare al cliente che si chiede il doppio perchè si vale il doppio...
Beh, complimenti a chi ci riesce... io non ci riuscirei mai, non sono affatto convinta di essere la migliore.


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Angie Garbarino  Identity Verified
Local time: 07:32
Member (2003)
French to Italian
+ ...
Triste verità Jan 10, 2007

Mario Cerutti wrote:Mi sembra che i traduttori siano in continuo aumento - non solo quelli come me che, non avendo studiato traduzione, hanno abbracciato questa carriera in modo naturale, ma soprattutto quelli che le scuole sfornano ogni anno e che giustamente aspirano a lavorare - e che i "vecchi" traduttori in genere tengono duro e non si ritirano tanto facilmente da questo comodo lavoro (forse sbaglio?).

Bene, se l'offerta supera la domanda, come io credo sia, mi sembra evidente che i prezzi finiscano per ridursi. Se poi ci mettiamo anche i programmi di traduzione automatica che, sebbene ci ostiniamo a credere ancora allo stato infantile, stanno facendo reali passi da gigante, pretendiamo forse di riuscire per molto tempo ancora a difendere le nostre belle tariffe?


Verissimo

Certamente potremmo, sebbene con non poco sforzo, riuscire a convincere i nostri clienti quanto siamo più bravi noi che manteniamo le tariffe alte, ma per quanto ancora sarà possibile? Siamo tutti EFFETTIVAMENTE specializzati in qualcosa da poterci permettere di rimanere saldamente protetti nel nostro castello? Io lo dubito: traduttori EFFETTIVAMENTE specializzati in campi difficili ve ne sono veramente pochi. Gli altri, checché ne dicano (e basta vedere proprio in questo sito le domande e le risposte fatte da molti dei cosiddetti "specializzati nel settore" per rendercene conto), subiranno sempre più la spietata concorrenza del libero mercato contro la quale nessun buon proposito, cartello, associazione o che altro ancora potranno fare alcunché.

Mario Cerutti


Altrettanto realistico, non serve aggiungere altro
Ciao

[Edited at 2007-01-10 14:24]


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Emanuela Clodomiro  Identity Verified
Italy
Local time: 07:32
Member (2007)
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A me è capitato Jan 10, 2007

Ho accettato di ridurre la tariffa per un mio ottimo cliente che, normalmente, mi paga 0,09 € a parola.
Dato che il lavoro era davvero voluminoso, ho accettato di ridurre la tariffa a 0,08 € a parola (il cliente non usa Trados).

Credo, comunque, che bisogna sempre valutare il tipo di progetto e di quanto viene ridotta la tariffa.
Se si tratta di un buon cliente, che paga regolarmente, non vedo perchè non farlo.

Buon lavoro a tutti!


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