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20 % iva per tutti i clienti
Thread poster: Emanuela Clodomiro

Emanuela Clodomiro  Identity Verified
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Jan 23, 2007

Amici,

non potrò mai dimenticare questa giornata orribile. Me ne stanno capitando di tutti i colori.

Tra le tante cose, stamattina il mio commercialista mi ha detto che in fattura devo far figurare l'IVA al 20 % per tutti i clienti senza distinzione di Paesi e che quindi la formulta "fuori campo IVA..." non va applicata.

Qualcuno sa dirmi se è lui che non capisce niente oppure è uscita qualche nuova legge?

Grazie,
Emy


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gianfranco  Identity Verified
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Dipende dal tipo di cliente Jan 23, 2007

Emanuela Clodomiro wrote:
...il mio commercialista mi ha detto che in fattura devo far figurare l'IVA al 20 % per tutti i clienti senza distinzione di Paesi e che quindi la formulta "fuori campo IVA..." non va applicata.
...


Occorre sapere se si tratta di clienti privati (senza partita IVA) oppure di società con partita IVA locale.

Per i clienti privati credo che occorra applicare sempre l'IVA, che è appunto un'imposta che grava sul consumatore finale, sia per merci e beni di consumo che per i servizi.


Gianfranco


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Angela Arnone  Identity Verified
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Se esiste una legge .... Jan 23, 2007

"Operazione fuori campo IVA secondo art. 7, comma 4, lett. D, DPR 633, 20/10/1972."

Prova a chiedere delucidazioni secondo questo e vedi cosa ne viene fuori.
Slt
Angela


Emanuela Clodomiro wrote:

Amici,

non potrò mai dimenticare questa giornata orribile. Me ne stanno capitando di tutti i colori.

Tra le tante cose, stamattina il mio commercialista mi ha detto che in fattura devo far figurare l'IVA al 20 % per tutti i clienti senza distinzione di Paesi e che quindi la formulta "fuori campo IVA..." non va applicata.

Qualcuno sa dirmi se è lui che non capisce niente oppure è uscita qualche nuova legge?

Grazie,
Emy


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Emanuela Clodomiro  Identity Verified
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è proprio questo! Jan 23, 2007

"Operazione fuori campo IVA secondo art. 7, comma 4, lett. D, DPR 633, 20/10/1972."


Mi ha detto che non è proprio possibile applicare questa dicitura.

Oltretutto, ho chiesto ai clienti di fornirmi la loro Piva o Tax id ma mi hanno detto che, nonostante siano agenzie, non lo hanno. E' mai possibile????


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gianfranco  Identity Verified
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È possibile. Vedi dettaglio della norma in vigore Jan 23, 2007

Emanuela Clodomiro wrote:
... ho chiesto ai clienti di fornirmi la loro Piva o Tax id ma mi hanno detto che, nonostante siano agenzie, non lo hanno. E' mai possibile????


E' possibile. Se si tratta di persone fisiche o ditte individuali (che sono equiparabili a persone fisiche) e che hanno un giro d'affari molto ridotto, inferiore alla soglia che rende obbligatoria la partita IVA nel loro paese.
Per esempio, in Gran Bretagna la soglia che rende obbligatoria la partita IVA è notoriamente piuttosto alta, più alta che in Italia e in molti altri paesi europei.
Se il tuo cliente è un traduttore che ogni tanto commissiona un lavoro a terzi, si definisce agenzia ma non ha un fatturato altissimo, potrebbe non avere partita IVA.

* * * *

Ricordavo alcune discussioni molto dettagliate sull'argomento, e ne ho pescato una in

Cito per intero la norma rilevante, come riportata dalla collega Diana Cossato in http://www.proz.com/post/330221#330221
Per altri dettagli, leggi la discussione che ne seguì.



Ecco la norma:

Cito dalla circolare del Ministero delle Finanze del 10/06/1998 n. 147:

Tutto cio' premesso, in applicazione di quanto disposto dall'art. 7, quarto comma della disciplina dell'IVA, si chiarisce che le cennate prestazioni di interpreti e traduttori, in presenza di prestatore nazionale:

1) sono assoggettate ad imposta, se rese a:

- soggetto nazionale che le utilizza in Italia o altro Stato membro (lett. d);
- privato consumatore residente in altro Stato comunitario (lett. e);
- soggetto extracomunitario che le utilizza in Italia (lett. f).

2) sono escluse dal campo applicativo del tributo, se rese a:

- soggetto nazionale che le utilizza in territorio extracomunitario (lett. d);
- soggetto identificato, ai fini IVA, in altro Stato comunitario (lett.e);
- soggetto extracomunitario che le utilizza in territorio estero, comunitario e non (lett. f).


Il tuo caso potrebbe essere quanto indicato alla lettera e), anche se il tuo cliente opera sotto il nome di una ditta, se si tratta di una ditta individuale (non una "società", che sarebbe un ente giuridico separato), e quindi potrebbe essere di fatto equivalente a una persona fisica .Se non ha partita IVA, deve pagare l'IVA nelle tue fatture, come consumatore finale.

Non conosco i dati e la situazione del tuo cliente, o clienti, ma è effettivamente possibile che il tuo commercialista abbia ragione. Esiste almeno un caso in cui l'IVA deve essere applicata. Ci sono poi diversi altri casi, vedi la norma citata.


ciao
Gianfranco



[Edited at 2007-01-23 12:06]


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Angela Arnone  Identity Verified
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E' possibilissimo! Jan 23, 2007

La dicitura che ti ho allegato viene da una fattura che ho ricevuto io da un mio collaboratore.
Lui abita in GB e non ha la PI perché guadagna meno del tetto richiesto per essere VAT-registered.
Inoltre, non indica un Tax Code (non solo lui, sono diversi miei collaboratori esteri che non lo fanno).
Anzi, quando l'ho chiesto si sono "urtati".... In ogni caso, loro lavorano con altri Italiani e tutti accettano questa formula.
Può darsi che il problema sorge essendo tu a emettere la fattura?
A quel punto, forse dovrai aumentare del 20% le tue tariffe e versarlo tu?
In effetti, non è molto chiaro.
Angela


Emanuela Clodomiro wrote:

"Operazione fuori campo IVA secondo art. 7, comma 4, lett. D, DPR 633, 20/10/1972."


Mi ha detto che non è proprio possibile applicare questa dicitura.

Oltretutto, ho chiesto ai clienti di fornirmi la loro Piva o Tax id ma mi hanno detto che, nonostante siano agenzie, non lo hanno. E' mai possibile????


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Barbara Micheletto
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io credevo... Jan 23, 2007

che la territorialità dei servizi fosse disciplinata all. art. 40 del decreto 331/93. Prova a citarla al tuo commercialista, che potrà trovare in rete diversi riscontri. Secondo me moltissimi committenti devono versare l'IVA nel loro paese e se la pagassi tu nel ns. verrebbe pagata inutilmente due volte, ma forse sbaglio.
B.


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Emanuela Clodomiro  Identity Verified
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Ma bene..... Jan 23, 2007

....pare proprio che sono in un mare di guai!
Alzare le tariffe sarà un dramma. Cosa quasi impossibile.

Altra cosa, il commercialista ora vuole fatture in italiano con traduzione tra parenti in inglese e con firma in basso. Come le facevo io non gli vanno bene, grrrrrrrrrr.

Avete un modello da inviarmi?

Grazie!


[Edited at 2007-01-23 12:18]

[Edited at 2007-01-23 12:55]


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gianfranco  Identity Verified
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Doppi pagamenti?!? Jan 23, 2007

Barbara M wrote:
...Secondo me moltissimi committenti devono versare l'IVA nel loro paese e se la pagassi tu nel ns. verrebbe pagata inutilmente due volte, ma forse sbaglio.
B.


Barbara,

Quando si applica l'IVA su una fattura emessa, il cliente la paga al fornitore e il fornitore poi la versa all'erario del suo paese, ovvero la porta in detrazione della sua contabilità IVA. E basta.

Non capisco come ci possano essere doppi pagamenti... né all'erario né di altro tipo.


ciao
Gianfranco



[Edited at 2007-01-23 13:01]


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Valentina_D  Identity Verified
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servono maggiori informazioni Jan 23, 2007

Ciao,

credo che per rispondere alla tua domanda siano necessarie più informazioni sulla tipologia della tua clientela (senza, per carità, farci gli affari tuoi). Così, a priori, credo sia impossibile stabilire se il tuo commercialista abbia ragione o meno.
Occorrerebbe sapere se i tuoi clienti sono, ad esempio, a) agenzie di traduzione italiane o straniere o ditte (società) italiane o straniere b) privati, italiani o stranieri ed eventualmente c) enti pubblici italiani o stranieri. A seconda dei casi, l'Iva andrà applicata o meno.

Tutto ciò sempre se non sia stata cambiata la normativa sull'Iva, cosa che non mi risulta, e che comunque credo avrebbe avuto eco a livello mediatico perché avrebbe ricadute nei rapporti commerciali nell'Unione Europea (e quindi, ad es., non credo possa essere modificata semplicemente con qualche comma della Finanziaria).

Infine, non mi è chiaro il riferimento all'aumento delle tariffe.
L'Iva non è in nessun caso qualcosa che devi pagare di tasca tua. Se sei tenuta a chiederla al cliente, la verserai allo Stato, se non devi chiederla al cliente, lo Stato non la chiede a te.


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Barbara Micheletto
Italy
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Giusto, Gianfranco... Jan 23, 2007

il committente l'IVA se la scarica... In ogni caso l'erario italiano incamererebbe un 20% in più, visto che nessun committente italiano si scaricherebbe l'IVA; se invece nello stato estero il committente scaricasse l'IVA (se previsto) nessuno poi la riverserebbe all'erario di quel paese...
Mi pare però che queste cose i commercialisti dovrebbero saperle molto meglio di noi... che confusione!

Emanuela, commercialista a parte spero che pian piano la tua orribile giornata stia andando meglio!

B.


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Emanuela Clodomiro  Identity Verified
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Ciao Tiny Jan 23, 2007

E' chiaro che se non incasso IVA non la verso.

Quello che intendo è che, data la questione col commercialista, dovrei aggiungere un 20% (indipendentemente dai clienti) al totale nella fattura, cosa non fattibile perchè il cliente mi dice che non vuole pagare.
Aggiungere il 20% significa alzare la tariffa e i clienti non sono disposti.

Comunque, stiamo parlando di agenzie sparse per India, Tailandia, Germania, Francia, Inghilterrra, Scozia.

Credo comunque di avere un commericialista "atipico". Mi ha fatta anche iscrivere obbligatoriamente alla Camera di Commercio come perito ed esperto. Io sapevo che non era strettamente necessario. Mah........

Spero di essermi spiegata.


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Emanuela Clodomiro  Identity Verified
Italy
Local time: 02:31
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insomma...... Jan 23, 2007

Emanuela, commercialista a parte spero che pian piano la tua orribile giornata stia andando meglio!

B.



Veramente è sempre più nera

[Edited at 2007-01-23 14:38]


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Laura Gentili  Identity Verified
Italy
Local time: 02:31
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Non riesco a capire Jan 23, 2007

Emanuela,
sinceramente non seguo il ragionamento del tuo commercialista. Non capisco come tu debba applicare l'IVA ad agenzie con sede in Francia, Germania e Regno Unito (per l'India non so, in quanto si potrebbe affermare che l'utilizzo della traduzione è sì per un committente extra UE ma per utilizzo finale su territorio italiano).

Cito il testo di una circolare del Ministero delle Finanze (fonte: http://www.vernondata.it/langit/applicazione-iva.html)

APPLICAZIONE DELL'IVA: RILEVANZA TERRITORIALE DELLE PRESTAZIONI DEGLI INTERPRETI E DEI TRADUTTORI
Circolare del 10/06/1998 n. 147 - Ministero delle Finanze - Dipartimento delle Entrate - Dir.centrale: Affari giuridici e contenz. tributario
Sintesi:
L'attività di traduzione e interpretariato rientra tra le prestazioni di cui all'art. 7, comma 4, lett. d) del D.P.R. n. 633/72 che sono territorialmente rilevanti in Italia quando il committente è domiciliato o residente nel territorio dello Stato.
Testo:
Pervengono alla scrivente richieste di chiarimenti in ordine alla rilevanza territoriale delle prestazioni di traduzioni tecniche effettuate da società nazionali a favore di committenti residenti in altri Paesi comunitari e non.

In ordine a tali prestazioni la scrivente ha già avuto modo di pronunciarsi in passato, nel senso di considerarle territorialmente rilevanti in Italia, ai sensi dell'art. 7, terzo comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, se rese da prestatore soggetto passivo d'imposta nazionale, in quanto non assimilabili né alle consulenze tecniche e legali né alla fornitura di dati e simili.

Tuttavia, considerate le integrazioni apportate dal D.L. 669 del 31 dicembre 1996, convertito dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, si ritiene di potere adottare una diversa interpretazione, in linea con quanto sostenuto dalla Commissione europea unitamente agli altri Stati membri della Comunità, secondo la quale le suddette prestazioni sono da ricomprendere tra quelle previste all'art. 9, par. 2, lett. e), della VI direttiva, con conseguente rilevanza territoriale nel Paese del committente.

L'art. 2, comma 1, lett. a), di tale provvedimento, infatti, al fine di recepire piu' compiutamente nell'ordinamento interno, con riferimento ai criteri di territorialità dell'imposta, la disposizione comunitaria, ha considerato nell'ambito oggettivo dell'art. 3, comma 2, n. 2 del citato D.P.R. n. 633 del 1972, a partire dal 1 gennaio 1997, anche le cessioni, concessioni, licenze e simili relative a diritti o beni similari al diritto di autore, alle invenzioni industriali, modelli, etc..

La categoria delle operazioni "similari" si caratterizza per avere aspetti in comune con le operazioni relative al diritto d'autore, quale, appunto l'ambito intellettuale nel quale si esplicano, che nel caso in esame è costituito dall'elaborazione linguistica, anche in presenza di aspetti di diversità, quale la scarsa rilevanza del carattere creativo dell'elaborazione. Infatti se fosse richiesta la presenza del connotato della creatività anche nelle "operazioni aventi ad oggetto diritti similari al diritto d'autore", non si verterebbe piu' nel concetto di "similitudine", ma nella fattispecie stessa delle opere dell'ingegno protette dal diritto d'autore per le quali la creatività rappresenta la caratteristica peculiare.

Sulla base di tali considerazioni può quindi affermarsi che le traduzioni di opere dell'ingegno rientrano, in quanto tali, tra quelle protette dalla legge sul diritto di autore, senza pregiudizio dei diritti esistenti sull'opera originaria, in quanto trattasi di un'elaborazione di carattere creativo dell'opera originaria (art. 4, della legge 22 aprile 1941, n. 633); le traduzioni di testi diversi da quelli letterari o artistici, anche se di testi o documenti di natura commerciale, come pure quelle di interpretariato, hanno contenuto intellettivo simile a quello delle traduzioni di opere oggetto del diritto d'autore, in quanto, come detto, realizzano comunque un prodotto di elaborazione linguistico e possono considerarsi rientranti, cosi' come le prestazioni degli interpreti, tra le operazioni "similari" di cui all'art. 3, del già richiamato D.P.R. n. 633 del 1972.

Tutto ciò premesso, in applicazione di quanto disposto dall'art. 7, quarto comma della disciplina dell'IVA, si chiarisce che le cennate prestazioni di interpreti e traduttori, in presenza di prestatore nazionale:
sono assoggettate ad imposta, se rese a:
soggetto nazionale che le utilizza in Italia o altro Stato membro (lett. d);
privato consumatore residente in altro Stato comunitario (lett. e);
soggetto extracomunitario che le utilizza in Italia (lett. f).
sono escluse dal campo applicativo del tributo, se rese a:
soggetto nazionale che le utilizza in territorio extracomunitario (lett. d);
soggetto identificato, ai fini IVA, in altro Stato comunitario (lett.e);
soggetto extracomunitario che le utilizza in territorio estero, comunitario e non (lett. f).
E' appena il caso di ricordare che le medesime prestazioni, qualora siano rese a favore di un operatore nazionale, sono assoggettabili all'IVA sempreché utilizzate in Italia o altro Paese comunitario, a prescindere dal fatto che il prestatore sia soggetto comunitario o non comunitario. Gli Uffici in indirizzo sono pregati di assicurare la massima diffusione della presente circolare.

A me sembra che le agenzie di traduzione con sede in altri paesi europei rientrino nel caso: soggetto identificato, ai fini IVA, in altro Stato comunitario (lett.e);



[Edited at 2007-01-23 15:10]


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