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Ma dov'è il lavoro? Lettera a cuore aperto – qualcuno mi può dare una mano? (post lungo, scusate)
Thread poster: Manuela Ferrari
Manuela Ferrari  Identity Verified
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Feb 16, 2007

Cari colleghi,

sono traduttrice da una decina d’anni, e iscritta a Proz.com da metà dicembre. Dopo la scuola per interpreti e traduttori ho maturato la mia esperienza lavorando come traduttrice in-house per quattro anni e poi sono passata all’attività di freelance, lavorando principalmente per due agenzie (di cui una l’azienda per cui ho lavorato in-house). Dopo la prima maternità ho perso la collaborazione con una delle agenzie, e ora, dopo la seconda maternità, non ho perso la collaborazione con la seconda agenzia (l’azienda), ma loro sembrano non avere più lavoro nelle mie combinazioni di lingue (DE/EN-IT). So per certo che è una mancanza di lavoro e non una cosa personale, innanzitutto perché l’ho chiesto espressamente (e loro mi hanno detto che sono molto soddisfatti del mio lavoro – vorrei vedere, nessuno si è mai lamentato in 10 anni!), e secondo perché le mie colleghe/amiche che collaborano con la medesima società sono anche loro senza lavoro. Non ho mai avuto bisogno di cercare altri clienti, un po’ perché questa società mi forniva lavoro a sufficienza (ed ero soddisfatta dei miei guadagni) e poi perché non ce l’avrei fatta a occuparmi del mio bimbo e ad aumentare la mole di lavoro. Così ora mi ritrovo a mani vuote e mi sono iscritta a tre siti per traduttori per cercare nuovi clienti. Ma le cose non stanno andando granché bene e comincio a considerare la possibilità di abbandonare la traduzione e cercarmi un lavoro d’ufficio in un altro campo, anche se mi dispiacerebbe moltissimo, perché SONO una traduttrice e il mio lavoro mi appassiona. Prima di mollare, voglio essere sicura di aver fatto tutto il possibile per cercare di continuare a tradurre. Ed è per questo che mi rivolgo a voi, per ricevere consigli e pareri su cosa sto sbagliando e come posso migliorare.
Premetto che vivo in Inghilterra e che le tariffe applicate finora erano di £62/1000 parole (source), £22/hour e £20 minimum charge. Dovendomi inserire nel mercato europeo e non sapendo nulla delle tariffe in Euro, ho fatto un pochino di ricerca e ho deciso di applicare le seguenti tariffe: 0.08 EUR/target word (con una tariffa minima di 0.06 EUR/target word), 25.00-30.00 EUR/hour, nessuna tariffa minima. Mi sembrava, con tali tariffe, di rientrare nella media del mercato. Sto sbagliando qualcosa? Non riesco a ottenere lavoro, neppure nei miei settori di specializzazione, e sinceramente non capisco il motivo. Voglio dire, neppure una traduzione di prova! È normale? È vero che sono solo due mesetti che sono iscritta, ma ho risposto a diversi annunci. Devo solo avere più pazienza e aspettare ancora (per quanto potrò aspettare non so, prima o poi qualcosa bisogna guadagnare!)? Quanto tempo ci vuole normalmente per ottenere un minimo di riscontro? Ho letto tanti threads a proposito di tariffe e altro, e sono d’accordo sul fatto che non bisogna svendersi e non lo voglio assolutamente fare, perché il nostro lavoro va ben al di là della semplice conversione di un termine da una lingua all’altra. Ci sono ricerca, informazione, qualità e attenzione da considerare, e queste costano, per non parlare poi del nostro preziosissimo tempo. Quindi non voglio scendere a livelli infimi con le mie tariffe, ma non voglio neppure esagerare e tagliarmi fuori dal mercato. Cari Proziani, cosa vi sembra delle mie tariffe? Sono assurde, basse, alte, giuste? Riuscite a pensare ad altre ragioni per cui non riesco ad ottenere nulla? Un altro dubbio che ho è quello della tariffa per parola basata sul testo Target. Forse perché abituata a calcolare in base al testo source, mi sembra strano guardare al target, e comunque mi sembra che calcolare in base al testo source semplifichi la vita a tutti, traduttori e outsourcers, quindi sto considerando di passare alla tariffa per parola del testo di partenza. Ma in questo caso, la tariffa cambia? Resta 0.08 EUR/word (source) oppure aumenta/diminuisce?
Ringrazio tutti quelli che avranno la bontà e la pazienza di leggersi questo romanzo e darmi qualche consiglio o semplicemente esprimere il loro parere. Un caro saluto a tutti, Manu


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Arturo Mannino  Identity Verified
Spain
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Tariffe e altri mostri Feb 16, 2007

Ciao Manuela,

Mi limiterò a rispondere alla parte "tecnica" del tuo sfogo, se possiamo chiamarlo così, cioè quella che si riferisce alle tariffe.
Dalle tue parole mi sembra di capire che qualcosa o qualcuno ti ha indotto a pubblicare tariffe per parola di destinazione, non per parola d'origine, che è il caso più comune. Comunque, come ben sai, traducendo da una lingua germanica ad una neolatina c'è un "effetto di espansione" dell'ordine del 10-20%, dovuto al maggior uso che le lingue neolatine fanno di articoli e preposizioni rispetto alle lingue germaniche. Questo significa che, a mio parere, una tariffa di 0,08 euro è da considerarsi normale se è applicata al testo d'origine, mentre è medio-alta se la si applica al testo di destinazione.

A questo punto, sta a te decidere se mantenerla o modificarla.

arturo


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Manuela Ferrari  Identity Verified
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Local time: 07:25
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La nebbia si dirada :-) Feb 16, 2007

Grazie Arturo,

a dire la verità la tariffa l'ho dedotta usando la media delle tariffe pubblicate su Proz.com. E lì l'indicazione dice "Min/Target rate" e ho interpretato "target" come riferito a "target text" mentre ora, grazie al tuo commento, mi sembra di capire che semplicemente intende la tariffa minima (e quella era chiara) e MASSIMA.

Correggimi se sbaglio (ancora!), comunque grazie!


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 03:25
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Significato di "tariffa target" in ProZ.com Feb 16, 2007

ciao Manuela,

la tariffa target NON è da intndere come la tariffa massima (tra l'altro questo è un concetto che non ha senso) bensì una sorta di tariffa indicativa, quella abituale, o media, insomma la tariffa intorno a cui si aggirano le tariffe praticate.


ciao
Gianfranco




[Edited at 2007-02-16 12:13]


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Giovanni Guarnieri MITI, MIL  Identity Verified
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tariffe Feb 16, 2007

le tue tariffe rientrano nella normalità per la Gran Bretagna. Devo dire che le mie sono più alte, ma mi trovo in una posizione diversa. Collaboro stabilmente con alcune agenzie britanniche da diversi anni (dall'inizio degli anni novanta). Non sono molte, ma sono rimaste fedeli e continuano a mandarmi lavoro regolarmente, mentre altre sono sparite dalla circolazione o si fanno vive raramente. Poi ho lavorato a ungo come editor per una casa editrice. Il mercato britannico è cambiato notevolmente negli ultimi 5-7 anni. Molte agenzie hanno deciso di rivolgersi all'estero - in Italia - dove le tariffe, come saprai, sono più basse, anche del 50%. Questo rappresenta un notevole risparmio per agenzie che hanno una mole di lavoro notevole. Recentemente ho cercato di alzare le mie tariffe, ma mi sono sentito rispondere: "we are always looking for cheaper, good quality translators, so..."... mmm.. cheap and good? Davvero? La tendenza del mercato è purtroppo in discesa. Il lavoro c'è, ma la concorrenza fra le agenzie è spietata e questo causa una compressione delle tariffe verso il basso. Detto questo, ci sono ancora agenzie che puntano sulla qualità, pagano tariffe ottime ed educano opportunamente il cliente. Cosa fare? Se dovessi entrare sul mercato oggi sarei molto pessimista. Non ti sto dicendo di abbassare le tariffe - perché, come sai, in Gran Bretagna non si può vivere sotto le 60 sterline - ma forse dovrresti adottare una strategia di marketing orientata sulla qualità, specializzandoti, con tariffe adeguate. Comunque, se vuoi sapere la mia opinione sull'agenzia per la quale hai lavorato in-house (ho visto il nome sul tuo CV) direi che l lavoro c'è, ma non lo danno a te perché costi troppo. Il fatto che non lo diano nemmeno alle tue colleghe è indicativo di un cambiamento radicale nella strategia dell'outsourcing. Ci sono passato anch'io... Io non ho mai lavorato con questa agenza, pur avendo certe credenziali e avendo mandato il mio CV tempo fa. Ma sono sicuro che l'unico motivo discrminatorio sia stato quello delle tariffe. Purtroppo ci sono tanti colleghi anche qui in Gran Bretagna che si svendono e tante agenzie che giocano al ribasso rovinando il mercato.
In bocca al lupo!

Giovanni

[Edited at 2007-02-16 12:41]


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Manuela Ferrari  Identity Verified
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Member (2006)
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mancanza lavoro Feb 16, 2007

Ciao Giovanni,

grazie per la tua risposta. Sono sicura che di lavoro l'agenzia ne abbia effettivamente poco, perché ogni tanto vado ancora da loro in-house e sono comunque in contatto con le traduttrici che lavorano in ufficio, nonché con buona parte dei loro traduttori esterni più usati. Il fatto è che questa società impiega ancora dei "dedicated" (una volta lo ero anch'io), cioè dei traduttori che vengono letteralmente "prenotati" da loro (e che quindi hanno meno tempo di cercare altri clienti) e che, in cambio di un leggero abbassamento delle tariffe (ma proprio leggero, ti assicuro), hanno la garanzia di essere i primi ad ottenere il lavoro. Il vantaggio dell'essere dedicated è che vieni pagato anche se il lavoro non c'è, ma in genere una società che ha dei dedicated ha molto lavoro da distribuire. Ora rimangono solo un paio di dedicated, ma sta di fatto che, essendo la quantità di lavoro disponibile veramente irrisoria, pure quei pochi sono sufficienti per soddisfare la domanda. Pensavo di contattare altre agenzie inglesi (e non, se per questo), ma come dici tu, ora tendono a rivolgersi al mercato europeo, che ha tariffe più basse. Ci proverò comunque, chissà che non abbia un briciolo di fortuna!

Ciao,
Manu


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Giovanni Guarnieri MITI, MIL  Identity Verified
United Kingdom
Local time: 07:25
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ok... Feb 16, 2007

Manuela Ferrari wrote:

Ciao Giovanni,

grazie per la tua risposta. Sono sicura che di lavoro l'agenzia ne abbia effettivamente poco, perché ogni tanto vado ancora da loro in-house e sono comunque in contatto con le traduttrici che lavorano in ufficio, nonché con buona parte dei loro traduttori esterni più usati. Il fatto è che questa società impiega ancora dei "dedicated" (una volta lo ero anch'io), cioè dei traduttori che vengono letteralmente "prenotati" da loro (e che quindi hanno meno tempo di cercare altri clienti) e che, in cambio di un leggero abbassamento delle tariffe (ma proprio leggero, ti assicuro), hanno la garanzia di essere i primi ad ottenere il lavoro. Il vantaggio dell'essere dedicated è che vieni pagato anche se il lavoro non c'è, ma in genere una società che ha dei dedicated ha molto lavoro da distribuire. Ora rimangono solo un paio di dedicated, ma sta di fatto che, essendo la quantità di lavoro disponibile veramente irrisoria, pure quei pochi sono sufficienti per soddisfare la domanda. Pensavo di contattare altre agenzie inglesi (e non, se per questo), ma come dici tu, ora tendono a rivolgersi al mercato europeo, che ha tariffe più basse. Ci proverò comunque, chissà che non abbia un briciolo di fortuna!

Ciao,
Manu


beh, questo vuol dire che sono rimasti anche loro vittima della concorrenza spietata... purtroppo questo è il problema della globalizzazione. Tanti vantaggi ma anche tanti svantaggi...

G


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 08:25
Member (2004)
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Una percentuale da considerare Feb 16, 2007

Manuela,

vorrei aggiungere un commento che mi è venuto subito in mente leggendo il tuo post. Tu dici che in passato hai lavorato per due agenzie e questo, puoi ben immaginarlo, è molto rischioso. Ora giustamente stai allargando le tue vedute. Tieni conto che una comune campagna di marketing porta risposte (e non necessariamente lavoro) in circa il 5% dei casi. Questo per darti un ordine di grandezza da considerare, ovvero scegli un numero di agenzie a cui rivolgerti non grande, ma enorme. Secondo me potrebbe essere un buon inizio.


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Laura Gentili  Identity Verified
Italy
Local time: 08:25
Member (2003)
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cosa fare Feb 16, 2007

Non ho mai avuto bisogno di cercare altri clienti, un po’ perché questa società mi forniva lavoro a sufficienza


Questo è sempre estremamente rischioso. A me è successo alcuni anni fa, e una volta scottata mi sono ripromessa di avere sempre un fatturato ripartito su varie agenzie (al momento, 5 agenzie per cui fatturo quasi ogni mese + 10 agenzie occasionali all'anno).

Se fossi in te mi muoverei su più fronti:

- perfezionando il tuo CV che mi sembra un po' generico

- facendoti conoscere rispondendo alle domande KudoZ nei tuoi campi di specializzazione (alcuni clienti mi sono stati passati da colleghe che mi hanno conosciuto tramite le risposte su ProZ)

- conseguendo il DipTrans che, mi sembra di capire, è molto apprezzato dalla agenzie inglesi

- studiando la BlueBoard e individuando le agenzie con cui potresti collaborare (escludendo Italia e Spagna, per via delle tariffe basse, ma guardando con attenzione a Germania, Francia, Belgio, UK, Canada, USA ecc.)


Comunque conciliare famiglia e lavoro non è facile. Anch'io dopo la nascita dei miei tre gemelli (1998) mi ero adagiata lavorando praticamente per una sola agenzia. Risultato: quando l'agenzia è andata in crisi nel 2001 per una serie di circostanze, mi sono ritrovata praticamente senza lavoro. Da allora cerco di non ricadere in questo errore.

Laura


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Manuela Ferrari  Identity Verified
United Kingdom
Local time: 07:25
Member (2006)
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aumentare i clienti Feb 16, 2007

Care Mariella e Laura,

grazie per le risposte. So che lavorare solo per un paio di agenzie non è stata una mossa furba, me ne rendevo conto allora e me ne rendo conto ancora di più adesso, ma subito dopo la nascita del mio primo figlio non ce l'avrei fatta a cambiare la situazione, semplicemente perché con il lavoro che avevo (che vi assicuro non era poco) e il bimbo da accudire, a fine giornata ero esausta. Le cose sono più facili ora, che ho un secondo figlio, ma ho anche l'esperienza di una mamma non più alle prime armi, e quindi la mancanza del lavoro si fa sentire ancora di più. Come te Laura, se dovessi riuscire a tirarmi fuori da questa situazione di stallo, non penso che commetterei più lo stesso errore. Speriamo che non sia troppo tardi! Comunque seguirò i consigli e comincerò a selezionare agenzie e darò un'occhiata al DipTrans di cui parli. Grazie!

Ciao
Manu

PS - Complimenti per i tre gemelli!!!


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Luca Tutino  Identity Verified
Italy
Local time: 08:25
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Insisti, insisti! Feb 16, 2007

Anche secondo me il problema non è nelle tariffe che anzi mi sembrano medio-basse.

Sono quasi certo che il problema sta nella scarsa consapevolezza sulla quantità di energia da dedicare alla ricerca dei clienti. Anche io dopo la chiusura dell'azienda per cui lavoravo ho trascorso alcuni anni di smarrimento, prima di capire. Considera sempre che anche i clienti più assidui richiedono traduzioni nelle tue combinazioni solo in certi periodi o fasi di mercato, o attraversano crisi ecc. Certi clienti spariscono dopo mesi o anni di collaborazione ininterrotta, e poi tornano a lavorare con me in modo persistente a distanza di altri mesi o anni.

Ora non trascuro di dedicare un'adeguata porzione del mio tempo alla ricerca dei clienti nemmeno quando sono occupato al 110% - (ossia quasi sempre). Quando tutto va bene invece la ricerca di mercato può essere la base per un ulteriore miglioramento qualitativo e remunerativo. Ma smettere completamente di lavorare sul marketing sarebbe come smettere di mangiare o di dormire.

Accettare forzatamente tariffe più basse porterebbe a sacrificare ancora di più questo aspetto - innescando una spirale capace di rendere il lavoro del tutto antieconomico.

Ciao,
Luca

[Edited at 2007-02-16 14:02]


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 08:25
Member (2004)
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Nuovo inizio! Feb 16, 2007

Manuela Ferrari wrote:

So che lavorare solo per un paio di agenzie non è stata una mossa furba, me ne rendevo conto allora e me ne rendo conto ancora di più adesso, ma subito dopo la nascita del mio primo figlio non ce l'avrei fatta a cambiare la situazione, semplicemente perché con il lavoro che avevo (che vi assicuro non era poco) e il bimbo da accudire, a fine giornata ero esausta.


Hai tutta la mia comprensione di mamma, so benissimo che non si possono fare miracoli ed è già un miracolo riuscire a mantenere quello che si ha tra le mani. A questo punto però, viste anche le tue combinazioni linguistiche, ti dico che il lavoro c'è, basta lavorarci un po' su. In bocca al lupo.


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Manuela Ferrari  Identity Verified
United Kingdom
Local time: 07:25
Member (2006)
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TOPIC STARTER
Insisterò!! Feb 16, 2007

Grazie Luca e Mariella per le parole di incoraggiamento, ho assolutamente intenzione di darmi da fare, speriamo che i risultati prima o poi arrivino!!

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Laura Gentili  Identity Verified
Italy
Local time: 08:25
Member (2003)
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curriculum Feb 16, 2007

Nel tuo CV cercherei di evidenziare 2 filoni, quello tecnico da un lato quello di marketing e semimarketing, specializzazione richiesta e ben pagata.
Devi però sistemare il CV, eliminando le info inutili e integrando quelle utili. Guardati i CV di colleghi anche stranieri che lavorano nei tuoi settori.

Tieni conto del fatto che nel settore automobilistico ci sono sempre richieste. Non so se c'è la possibilità di consultare l'archivio dei vecchi post, ma ci sono ogni anno vari post di ricerca di traduttori in quel settore. Poi dovresti farti un elenco delle agenzie serie riportate nella Blue Board e vedere quelle che si occupano in particolare di automobili.

Investendo un po' di tempo in una ricerca approfondita, dovresti riuscire a trovare in breve tempo nuovi clienti nei tuoi campi di specializzazione.

Per aspera ad astra!


Laura


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Manuela Ferrari  Identity Verified
United Kingdom
Local time: 07:25
Member (2006)
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Grazie a tutti! Feb 16, 2007

Cari colleghi,

scusate il silenzio prolungato, ho portato i bimbi a fare un giretto.

Volevo ringraziarvi tutti per gli ottimi consigli (Laura, grazie per le dritte su come migliorare il CV) e per il tempo che avete dedicato a rispondere al mio messaggio. Apprezzo moltissimo l'aiuto e mi avete dato un po' di speranza sul fatto che posso farcela!

Buon lavoro a tutti!

Un salutone,
Manu


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