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Traduttore di successo: qualifiche ed esperienza o soprattutto predisposizione?
Thread poster: MonicaO
MonicaO
Local time: 17:33
English to Italian
+ ...
Mar 1, 2007

Ciao a tutti..

Stasera mi sono ritrovata - come faccio ormai da tante settimane - a dare un'occhiata a Proz.com..un po' al forum, un po' ai Jobs..e ai KudoZ.
E' molto piacevole leggere i vostri commenti..apprendere cose che per me sono nuove.

Non so se stia subentrando un buona dose di sfiducia/stanchezza all'iniziale entusiasmo della scoperta di un "mondo" così ricco di opportunità.. In effetti inizio a chiedermi seriamente se io non mi stia prendendo un po' in giro pensando di poter lavorare davvero in questo settore.

Noto quotidianamente quanto mi sembri competente la maggior parte degli utenti..ad esempio nel rispondere ad eventuali richieste di traduzione, oltre che a gestire autonomamente un'attività così impegnativa.

Mi chiedo se in effetti sia segno di una grande esperienza, frutto di anni di lavoro e anche - perchè no? - di errori e scoraggiamenti..o se invece ci sia dell'altro sotto, cioè una predisposizione del tutto particolare alle lingue, "un qualcosa di indefinito in più" che è requisito indispensabile per chiunque voglia lavorare nela traduzione.

Il fatto è che non vorrei sopravvalutare una mia passione (le lingue appunto), credendo di poterne fare una professione..e prendermi così in giro, perdendo solo del tempo in qualcosa che non fa per me.

Scusate, so che sembrerà uno sfogo infantile, una mancanza di coraggio..ma in realtà è solo una riflessione spassionata..a 24 anni non voglio commettere errori di valutazione e di presunzione..

Saluti,

Mony


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Luca Tutino  Identity Verified
Italy
Local time: 17:33
Member (2002)
English to Italian
+ ...
Padronanza della lingua d'arrivo, capacità d'apprendimento, professionalità Mar 1, 2007

Secondo me insieme alla passione per le lingue questi sono i tre principali fattori di predisposizione per lavorare come traduttori autonomi:

Leggendo il tuo messaggio direi che la padronanza dell'italiano non ti manca. Se possiedi lo spagnolo allo stesso livello dell'italiano bene, se no potrebbe essere consigliabile non offrire traduzioni verso lo spagnolo.

Per la capacità d'apprendimento è importante sia l'attitudine mentale che la formazione ricevuta.

Per la professionalità un elemento spesso sottovalutato è la consapevolezza che, come dice il latino (ma anche il napoletano), lavoro = fatica, anche se ami quello che fai. P.es. la fatica di vendere il proprio servizio, quella di convincere il cliente a non superare di troppo il limite dell'assurdo nelle sue richieste, quella di adeguarsi a tali richieste con tutto ciò che ne deriva...

E poi l'entusiasmo, che ti auguro di sperimentare sempre, che rende tutto facile, soddisfacente, interessante...


[Edited at 2007-03-02 00:05]


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Angie Garbarino  Identity Verified
Spain
Local time: 17:33
Member (2003)
French to Italian
+ ...
Sei soltanto giovane Mar 2, 2007

Ciao Monica,

Non credo che tu ti stia soppravvalutando, anzi, attenzione a non "sottovalutarti", te lo dico perché alla tua età spesso mi sottovalutavo, poi con il passare degli anni, ho capito esattamente fin dove potevo arrivare e quali erano i miei limiti, ci sono voluti anni però, (io ho un figlio della tua generazione), anni di scoraggiamenti e batoste varie.

Come dice Luca da come scrivi sembra proprio che la padronanza della lingua d'arrivo non ti manchi, fatto direi fondamentale.

È anche un lavoro molto faticoso a volte, e questo effettivamente non è per tutti, però se c'è la passione la fatica si fa sentire meno.

Luca ha più che ragione secondo me, dopo tanti anni io mi entusiasmo ancora davanti a una nuova traduzione.

Ogni giorno è una sfida, ma va bene così, io mi diverto, mi appassiono ancora dopo tanti anni.

Io credo che tu abbia la predisposizione, devi solo insistere e fare esperienza.

Ciao ciao

Angio

[Edited at 2007-03-02 12:38]


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Giulia Fabrizi
Local time: 17:33
German to Italian
+ ...
Passione ....esperienza....testardaggine....cadere...rialzarsi...ecc.. Mar 2, 2007

sono solo alcuni dei requisiti che sto apprendendo lavorando come traduttrice. Io sono un pò più grande di te e lavoro come trraduttrice "fissa" da neanche due anni. Mi sono letteralmente "buttata" in questo mio lavoro (in-house) che si è rivelato essere davvero più grande di me. Ho mandato giù ----sto mandando giù, critiche più o meno sottili di alcuni colleghi di corte vedute che credano che per tradurre sia sufficiente aprire il dizionario, che solo per il fatto di essere italiana debba sapere di tutto e di più del mio paese. Volevo mollare all´inizio.....poi però mi sono detta, che la meta è la via; mi spiego: se fossi già arrivata alla perfezione (che poi non esiste) ...sai quanto sarebbero noiosi i 30 anni e più che mi restano per la pensione (se ci sarà).
In bocca al lupo!
giulia


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Chiara De Santis  Identity Verified
Italy
Local time: 17:33
Member (2002)
Dutch to Italian
+ ...
passione per la traduzione Mar 2, 2007

io direi che oltre alla passione per le lingue ed una buona dose di determinazione, è necessaria la passione proprio per la traduzione, il divertimento nel trasferire un concetto da una lingua all'altra, etc. etc. Quando tengo il corso di traduzione all'università, il fattore su cui mi soffermo più spesso è proprio la volontà di riuscirci (a dispetto di 100000 difficoltà che ti assicuro non finiscono mai) perché il lavoro di traduzione piace, gratifica e rappresenta una sfida quotidiana. Gli inizi sono difficili per tutti ed anche quando ti senti (un po') professionista.... mica è finita, sai?

In bocca al lupo!


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LuciaC
United Kingdom
Local time: 16:33
English to Italian
+ ...
Di tutto e di più Mar 2, 2007

Non ci dici qual è stato il tuo percorso finora, quindi posso parlare solo in generale. Sono di fretta, riassumo:

- laurea (è ormai un requisito di base per molti datori di lavoro)
- specializzazione: che cosa puoi offrire ai tuoi clienti che altri non hanno? Se non hai una laurea 'tecnica' (diritto, biologia ecc.) devi acquisire una specializzazione lavorando in un determinato campo e studiando per conto tuo;
- ANDARE ALL'ESTERO: a mio parere, per lavorare nel campo delle lingue si deve passare un lungo periodo all'estero (almeno un anno, non due settimane).

Ci vogliono soldi? Non so che dirti, io vengo da una famiglia modestissima. Sono andata a studiare all'estero nel 1984 *senza un soldo* e me la sono cavata. Certo non ho visto l'ombra di una bistecca per un paio d'anni e ho sempre speso pochissimo per i vestiti (anche ora, del resto, preferisco concedermi lezioni di musica).
Poi, quando già lavoravo, mi sono rimessa a studiare, di notte, nei weekend e per le vacanze, e ho preso un'altra laurea che si è rivelata altrettanto utile, seppur indirettamente. Grazie a un tedesco solido e a buone basi di economia e diritto, il lavoro non mi è mai mancato.

Ho sempre avuto il pallino delle lingue e il mio percorso è stato lineare. Solo in questi ultimi anni ho cominciato a guardare altrove e ho pensato molto seriamente di prendere un BA o un master in legge e andare a fare l'avvocato nella City. Il fatto di avere 41 anni, in sé, non mi disturba minimamente, ma ho bambini piccoli, famiglia e vita complicata, per cui rimango qui a tradurre.

La strada è lunga ma sei giovane: coraggio!

L.


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Laura Calvo Valdivielso  Identity Verified
Spain
Local time: 17:33
Member (2007)
Italian to Spanish
+ ...
Passione e lavoro Mar 2, 2007

Ciao Monica,

mi sono davvero identificata con il tuo post. Anche io sono un po' confusa e sto passando le mie ultime giornate a girare intorno a questo sito scoperto la settimana scorsa, a rispondere i KudoZ, a fare ricerca sull'universo della traduzione indipendente... ma nel mio caso alla veneranda età di 29 anni (quasi 30, veramente). Quindi capisco perfettamente i tuoi dubbi e la tua paura di sbagliare. Sto anche dandomi da fare traducendo testi gratis per amici e organizzazioni non-profit, appunto per testare ancora una volta questa mia presunta predisposizione per le lingue e qualità della scrittura che in passato mi hanno sempre lodato professori e colleghi. E ti posso avanzare le mie prime conclusioni: la passione e la predisposizione per le lingue (anzittutto la propria) ci deve essere, senzaltro, però senza un lavoro continuo e disciplinato no serve a niente. E poi una altra cosa: se veramente desideri diventare una traduttrice affermate, considerati una professionista dal primo momento. Io ho tradotto qualche cosetta (anche un paio di libri, in verità) in questi anni passati, mentre tentavo altre avventure (l'università, nel caso concreto), ma non mi consideravo una professionista, ma una eterna studentessa. Questo, credo, è stato un grosso errore. Da pochi giorni, infatti, anche se adesso non ho proprio nessun cliente, mi sono autoproclamata una "professionista della lingua", ho cominciato a pensare agli aspetti pubblicitari, organizzativi, strategie per attirare i clienti, ecc. Un ottimo punto di partenza sono, secondo me, i diversi articoli accessibli in questo sito, con consigli sul "getting established", il "business", eccetera. Sto imparando quanto sia importante l'autodisciplina, il sapere inseguire i propri obiettivi, l'intraprendeza e il mantenere l'equilibrio fra una sana autostima e l'umiltà che ti spinge a voler imparare sempre cose nuove, in più alle altre cose che hanno già detto gli altri colleghi.
Su, coraggio, e in bocca al lupo!


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Angie Garbarino  Identity Verified
Spain
Local time: 17:33
Member (2003)
French to Italian
+ ...
Vorrei aggiungere... Mar 2, 2007

Se posso vorrei dare qualche altro consiglio ai giovani utenti di proz con pochi clienti.

1 investire questi 80-100 euro e diventare membri vi assicuro che paga, ci sono vantaggi che un user normale non ha, vedi premium jobs e vedi possibilità di offrirsi a più outsourcer e di avere la propria offerta posizionata prima degli user normali.
(io i clienti migliori li ho trovati su proz.)

2 mettere il nome per intero (io l'ho tolto da poco perchè ormai ho il mio giro di clienti fissi ma l'ho tenuto a lungo e penso di rimetterlo).

3 mettere la foto, fa sempre piacere al cliente vedere a chi affida il lavoro

4 fare un bel profilo bello dettagliato con CV e portfolio.

5 offrirsi sempre, biddare tutto il biddabile, insistere, insistere, insistere.

Ciao e buon week end

Angioletta


[Edited at 2007-03-02 12:52]


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Gianfranco Zecchino  Identity Verified
Local time: 17:33
German to Italian
+ ...
L'autostima del professionista Mar 2, 2007

Per chi intende viverci, la traduzione è o dovrebbe essere vista come una professione vera. Per alcuni - pochi - è un hobby, fatto per il piacere e non (anche) per la necessità.
Noi giovani traduttori ancora non affermati abbiamo troppo spesso la tendenza a non considerarci dei professionisti, e quindi a fare errori come quello di accettare tariffe indecenti "pur di andare avanti in qualche modo".
Capisco bene l'impellenza della necessità di lavorare, ma guai a noi se assecondiamo la tendenza al dumping! Primo, perchè dovremo lavorare come schiavi per racimolare comunque ben poco alla fine del mese. Secondo, perchè, se aiutiamo chi vuole sfruttarci, non potremo mai esigere di più, ma anzi lo renderemo concorrenziale rispetto a clienti/agenzie che magari ci pagherebbero meglio.
Crediamo veramente che, dopo aver accettato tariffe come 0,04 dollari a parola, potremo un giorno dire al cliente/agenzia "ora voglio il doppio"? Non è lui a farci il favore di darci un lavoro (=elemosina), ma siamo noi a fargli il favore di prestargli la nostra professionalità per rendere soddisfatti e fedeli i suoi clienti.
Cerchiamo allora di resistere alla tentazione di svenderci e non scendiamo mai sotto una soglia di decenza, sia nelle tariffe che nelle condizioni di lavoro. Ne va del nostro amor proprio, dell'amore per questa professione e della "sostenibilità" del mercato della traduzione.

In bocca al lupo!

Gianfranco


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 09:33
Member (2003)
English to Italian
+ ...
Studi, predisposizione e poi esperienza Mar 2, 2007

MonicaO wrote:

Mi chiedo se in effetti sia segno di una grande esperienza, frutto di anni di lavoro e anche - perchè no? - di errori e scoraggiamenti..o se invece ci sia dell'altro sotto, cioè una predisposizione del tutto particolare alle lingue, "un qualcosa di indefinito in più" che è requisito indispensabile per chiunque voglia lavorare nela traduzione.



Cara Monica,

non ti scoraggiare così presto: a 24 anni hai appena iniziato.

Per quanto riguarda la tua domanda, direi che siano necessari

  • studi mirati (non solo lingue, ma proprio lo studio della traduzione),
  • predisposizione, sia all'apprendimento delle lingue, sia allo scrivere bene nella propria
  • la capacità di comprendere il testo di origine esattamente allo stesso livello di un madrelingua
  • saper gestire un'attività di lavoro autonoma
  • saper usare bene un computer
  • esperienza


L'esperienza la metto per ultima: alla fine diventa la cosa più importante, ma non si può pretendere che uno l'abbia fin dall'inizio (è però per questo che gli studi mirati proprio alla traduzione sono tanto importanti: si tratta di vera e propria esperienza preliminare, acquisita prima del lavoro).


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MonicaO
Local time: 17:33
English to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
Contributi preziosi..... Mar 2, 2007

Grazie a tutti per avermi dato le vostre opinioni..sia sul forum che in privato..la cosa è riuscita anche a mettermi di un umore migliore, forse un po' meno pessimista.

Ho letto tutti i post e vi ringrazio per avermi dedicato del tempo..
Mi fa piacere notare che anche chi può vantare anni di esperienza non mette questo requisito al primo posto. Certo, non si può iniziare con un bagaglio di esperienze preesistenti..è anche logico. Ma evidentemente non lo è proprio per tutti: immagino che abbiate provato agli inizi di qualsiasi attività la brutta sensazione che può dare quel famoso "cerchiamo qualcuno con più esperienza"..

Scusate se sarò lunghetta..ma vorrei dire 2 paroline a tutti:
Luca, l'idea che "lavoro = fatica" non mi preoccupa. Mi so mettere sotto, se voglio e devo. Ciò che mi snerva è invece l'attuale assenza di questa fatica..ci credi?

Angio, stessa cosa: la sfida mi piace....

Giulia, mi incoraggia leggere che all'inizio volevi mollare..non sono la sola allora!

Chiara..la passione per le lingue mi accompagna dalle medie, credo di averla messa a dura prova negli anni di Università..quindi sulla passione ci conto molto ora.

Lucia, ti do pienamente ragione..sfortunatamente ho iniziato a pensare che sia necessario specializzarsi in qualcosa dopo solo la laurea..quando ho capito che sì, avevo uno strumento in mano, ma mi mancava il materiale per poterlo utilizzare! Non so se la metafora rende......ma la sensazione era quella!

Laura..coraggio, siamo quasi nella stessa barca..sebbene credo tu abbia più basi.. Comunque ho preso spunto da te ed ho cercato di dare una mia mezza risposta ad un kudoZ...finora mi ero limitata a leggerli..non avevo il coraggio..

Gianfranco..hai ragione, non mi considero professionista perchè mi rendo conto che sarebbe quasi ingiusto per chi lo è sul serio..ma eviterò sempre di svendermi, principalmente per rispetto a me stessa.

Riccardo, sono d'accordo..sto già cercando di allargare i miei studi dalle lingue alla traduzione..e magari ci farò anche la tesi di specialistica.

Traggo le mie conclusioni:
DEVO:
- studiare, molto e con costanza;
- apprendere non solo a tradurre e rendere in modo perfetto un testo in una lingua target, ma anche a gestire al meglio un'attività in proprio in cui siamo noi i promotori del servizio offerto;
- evitare di svendermi ed autochiamarmi "novellina" (grazie Gabriela!);
- evitare di abbattermi e scoraggiarmi, perchè non posso sperare di emergere nell'arco di pochi mesi (questo è forse ciò che mi deprime di più, l'attesa continua di un futuro....."sempre troppo futuro"!!)
- apprendere da "colleghi" che vivono di questo mestiere;
- approfondire nuovi settori del sapere..per poter poi avere più competenze da spendere;
- lavorare per un po' all'estero, per essere immersa nella lingua al 100%.
- trovare un'agenzia in zona per poter fare esperieza in-house......

Grazie a tutti!
Spero di aver presto il piacere di parlarvi di un mio lavoretto.....


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Francesca Battaglia
Italy
Local time: 17:33
English to Italian
+ ...
..scoraggiamento..incoraggiamento..come una barca in balia delle onde.. Mar 5, 2007

Ciao a tutti, e soprattutto ciao a Monica che ha iniziato questo topic. Qualche utente l'ho riconosciuto tra i volti che come me hanno chiesto di partecipare al programma mentore/apprendista..
Proprio come Monica, anch'io mi sento un pò confusa sulla mia carriera futura. Io ho qualche anno in più, ho completato gli studi in Traduzione ormai nel 2001 e dal 2000 frequento Proz e il suo universo. Solo pochi giorni fa però ho deciso di iscrivermi seriamente, a pagamento. Finora tutti, ma proprio tutti, mi hanno ripetuto che la professione del traduttore è solo un sogno, che devo concentrarmi su un lavoro più solido, che devo smetterla di intestardirmi con questa storia perchè tanto.."se finora non hai ottenuto niente..a 30 anni cosa credi di poter fare??".
Insomma, nemmeno stessi sognando di sposare un principe con un suo castello e vivere di rendita, trascorrendo il mio tempo su un campo da cricket..

Dopo il diploma in Traduzione, ho trascorso un paio di mesi in Irlanda, ho fatto anche qualche lavoro, anche cose piuttosto impegnative, almeno per me, senza esperienza precedente. E ho anche preso qualche cantonata (ex. la classica richiesta di traduzione "pilota" di un paio di paginette qua, un paio di paginette là..e poi nulla più). Purtroppo per diverse ragioni fino a pochi mesi fa ho dovuto concentrare le mie forze nell'azienda di famiglia e quindi relegare la mia passione per la Traduzione a blandi ritagli di tempo.

Ora però ho detto basta e per potermi concentrare su ciò che ho rincorso per tutti questi anni, ho fin cambiato città.
L'HO SEMPRE DESIDERATO, E' LA MIA STRADA, LA VOGLIO SEGUIRE, NON MI VEDREI FARE ALTRO! (->magari il cricket a palazzo?!..NAH!)

Eppure la sconforto e i dubbi riguardo la mia bravura, ai "SE" e ai "MHA", al fatto che adesso sono quasi due mesi che non lavoro per potermi dedicare alla ricerca di clienti, di lavoro, DI ESPERIENZA..(e che la ricerca purtroppo non dà da mangiare a fine mese) Al fatto che purtroppo talvolta lo sconforto batte l'incaponimento e vengo sopraffatta dalla negatività..pensando che probabilmente ci sono troppe cose che non so, che il mio profilo non è abbastanza interessante per attirare dei clienti, che probabilmente è tutto tempo perso, non so, mi sento davvero come una barchetta sballottata dalle onde.

Quanti pianti di frustrazione..E non nego che anche adesso gli occhi sono gonfi..

Vorrei solamente iniziare. Ma se quest'occasione non arriva? E perchè non arriva??
Francesca


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Vania Dionisi  Identity Verified
Italy
Local time: 17:33
French to Italian
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arriva, non arriva, se ne va... Mar 6, 2007

ossia gioie e dolori della libera professione.
Di sicuro quando insegnavo nella scuola pubblica ero più tranquilla dal punto di vista economico. Lo stipendio entrava ogni mese. Quando ho deciso di fare seriamente la traduttrice (pochi anni fa invero) l'età non era più verde e ti assicuro che fare i conti con i fine mese a 20, 25 anni è una cosa, farli quando il capo comincia a incanutire (in realtà il mio ha cominciato a 19 anni...) è un'altra.
Dopo questa piccola introduzione tra il sentimentale e l'autoincensatorio passo a dire quello che penso.
Innanzitutto, sotto l'aspetto strettamente concreto mi pare sia già stato detto tutto, lo studio, la passione, la professionalità, i soggiorni, la determinazione, la tenacia...
Aggiungerei che a me pare che di lavoro ce ne sia e molto, per target molto diversi e diversificati.
Il problema è il solito cane che si morde la coda, vogliono esperienza ma non danno la possibilità di farne, e se nessuno mi dà la possibilità di fare esperienza come accidenti ne esco fuori? Con tanta pazienza. Io ho approfittato dei primi lavori per studiare, farmi glossari, in media se (quando avevo lavoro!) riuscivo a tradurre per pochi € al giorno (come produttività intendo) era grassa. Però ci mettevo cuore, anima e sonno. Ciò è stato ripagato, molte delle agenzie che mi hanno contattata come tappabuchi mi sono rimaste fedeli. A proposito: sconsiglio caldamente, almeno per i primi anni, di prendersi le vacanze nei periodi canonici, luglio e agosto, natale e pasqua. Sono periodi d'oro. Le vecchie volpi vanno in vacanza e tu fai da tappabuchi. Se poi ti va bene, l'agenzia non era magari soddisfatta al 100% del traduttore che aveva prima, magari la acquisisci definitivamente. Magari.
Aggiungo un dettaglio numerico che forse può dar animo a chi è più novizio di me: tra l'invio dei curricula come traduttrice indipendente e il primo vero lavoro sono passati 8/9 mesi. Dopo questo primo lavoro ho aspettato altri 2 mesi che ne arrivasse un altro di una certa consistenza. Poi un mese andava benino, un mese male, un altro pessimo. Poi magicamente le cose sembrano assestarsi, anche se il brividino lungo la schiena c'è sempre, e temo che debbano passare diversi anni prima che scompaia.
Altrimenti ci sono sempre i concorsi pubblici.
Sursum corda (anche per me...)
baci
v


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