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Contratto a progetto, Partita IVA o tutt'e due?
Thread poster: Federica D'Alessio

Federica D'Alessio
Italy
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Mar 29, 2007

Cari colleghi,

in questi giorni mi trovo di fronte un dilemma di tipo commercialistico-burocratico che le mie membra si rifiutano di sciogliere. So che mi dovrò rivolgere alla commercialista ma vorrei arrivarci essendomi fatta un minimo di idea, per prevenire eventuali sue "svicolature".

Attualmente lavoro principalmente come redattrice in un'agenzia stampa, con contratto a progetto, scadenza 31.12, e come traduttrice-copywriter freelance, finora con semplice notula di collaborazione e nel 90% dei casi collaborando con agenzie straniere, europee o americane. Ora succede che un'agenzia americana con la quale lavoro da qualche mese, avrebbe intenzione di rendere continuativo questo rapporto di lavoro. Continuare a lavorare per quest'agenzia, comporterebbe dunque per me sforare sicuramente, a breve, il fatidico tetto dei 5000 euro al di sopra del quale è obbligatoria l'apertura di partita IVA (se non mi sbaglio e/o se le varie leggi Bersani non hanno cambiato delle cose in merito). Quello che mi chiedo dunque è:

1. Posso-mi conviene aprire partita IVA continuando ad avere, almeno fino a dicembre prossimo, un contratto di collaborazione a progetto?

2. Il fatto che l'agenzia con cui sforerei il tetto dei 5000 euro sia straniera cambia qualcosa ai fini degli obblighi fiscali oppure no?

3. Esiste un'eventuale forma di Partita IVA - suppongo di sì, ma non so come si chiama - che comprenda i lavori di traduttrice, copywriter, redattrice, giornalista ecc. sotto un'unica voce?

4. Voi che fareste nella mia situazione ;D??

Grazie mille a tutti quelli che potranno aiutarmi, e perdonate la mia crassa ignoranza.

Federica

[Edited at 2007-03-29 16:24]


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Luisa Fiorini  Identity Verified
Italy
Local time: 21:39
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ultima domanda Mar 29, 2007

Ciao Federica,

rispondo con tutta sincerità alla tua ultima domanda.
Secondo me, e non solo secondo me, i contratti a progetto sono la più grande fregatura che sia mai esistita e non sto qui a spiegare il perchè. Quindi io ti consiglierei di accettare la proposta che ti ha fatto il cliente americano e aprire la partita iva. In bocca al lupo!!



[Modificato alle 2007-03-29 18:31]


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Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 21:39
Member (2006)
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Qualche risposta e un suggerimento Mar 29, 2007

Cara Federica,

prima qualche risposta:

1) Puoi avere una partita IVA e in contemporanea un contratto a progetto. Se ti convenga o meno (immagino tu intenda in termini economici) è una questione che prescinde dal contratto a progetto, ma riguarda piuttosto l'apertura della partita IVA rispetto all'ipotesi di restare come saltuaria/occasionale. Sicuramente con la partita IVA i costi sono superiori. Ma se intendi lavorare "a tempo pieno" come libera professionista è una strada obbligata, prima o poi.

2) Il fatto che l'agenzia sia straniera è ininfluente ai fini fiscali, salvo che ovviamente non ti detraggono la ritenuta d'acconto (e quindi poi la devi versare tu per intero) e che è difficile che comprendano il concetto di caricare all'imponibile una rivalsa del 4% per i contributi previdenziali. Quindi ti devi fare bene i conti tu su quale tariffa dovresti applicare (che includa "alla radice" quel 4%)

3) Non mi risulta che esistano partita IVA omnicomprensive, ma non è influente. La categoria di appartenenza è in genere quella "prevalente", ma puoi utilizzarla anche per emettere fatture per altri lavori. Su questo punto (3) però non sono certissima.

4) Che dirti? Come darti un consiglio su cosa fare nella vita? Pensi di voler fare prevalentemente la traduttrice? Oppure la redattrice/giornalista? Preferisci un lavoro più autonomo, oppure uno più "(para-)dipendente"?

Ora i suggerimenti:
- gestire una partita IVA non è proprio una fesseria. Si entra realmente nella libera professione. Subentrano una serie di adempimenti nei confronti dello Stato e del fisco. Nulla di trascendente, ma occorre essere informati. Ben informati. Occorre poi sapersi regolare, saper mettere da parte i soldi per versare l'IVA, le imposte, i contributi. Se si fanno le cose con leggerezza, si rischia di trovarsi in difficoltà.
Ma, ripeto: nulla di trascendente. L'importante però - come ci ripete spesso il nostro moderatore Gianfranco - è informarsi, andare in libreria e comprare qualche libercolo divulgativo su quali tipi di Partite IVA esistono, quali caratteristiche bisogna avere, quali sono le procedure, e così via.
I commercialisti sono utili, ma non possono essere l'unico tramite tra noi e lo Stato. Tutti i commercialisti danno le informazioni filtrate dalle loro opinioni, dalle loro preferenze, dalla loro visione del mondo. I protagonisti delle nostre scelte dobbiamo essere noi.


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Federica D'Alessio
Italy
Local time: 21:39
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TOPIC STARTER
Grazie mille a Francesca e Luisa....e un'altra domanda Apr 2, 2007

Grazie mille a entrambe per avermi risposto, che il co.co.pro. sia una fregatura mi è ben noto purtroppo, soltanto che per lavorare nell'editoria non c'è ormai altro verso.


- gestire una partita IVA non è proprio una fesseria. Si entra realmente nella libera professione. Subentrano una serie di adempimenti nei confronti dello Stato e del fisco. Nulla di trascendente, ma occorre essere informati. Ben informati.


E' proprio questo che mi induce a pensare "lascia perdere" almeno per il momento, ma è pur vero che come dici anche tu, è un salto che prima o poi bisogna fare per essere più indipendenti. Se non fosse che i giornalisti freelance sono di gran lunga peggio pagati dei traduttori freelance, propenderei senza dubbio per l'opzione "onnicomprensiva", d'altra parte sono lavori che hanno molto in comune e che mi appassionano entrambi.

Un'altra domanda, so che bisognerebbe adottare i calcoli precisi che fa sempre Gianfranco in questi casi, ma provo a farla lo stesso: secondo voi qual è il reddito medio mensile lordo al di sopra del quale è conveniente aprire partita IVA, anche a regime agevolato? So di persone che hanno aperto la p. IVA con redditi persino inferiori ai mille euro mensili, ma a me sembra un suicidio...o sbaglio?


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Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 21:39
Member (2006)
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Non esiste un minimo conveniente Apr 2, 2007

Federica,

a mio parere non esiste un minimo al di sotto del quale non convenga. Non è questione di convenienza. Avere una partita IVA costa, perché si pagano le tasse e i contributi. Tutto ciò che paghi è proporzionale a quanto guadagni (più guadagni, più paghi e vice versa).

L'idea è che aprire una partita IVA è obbligatorio se non fai un lavoro occasionale.

Se fai la libera professionista devi aprire una partita IVA. Se e quando, invece, il tuo lavoro da abituale/professionale diventa di nuovo occasionale, puoi scegliere di chiuderla.

La domanda reale è: quanto è il minimo che vorrei/mi conviene/desidero guadagnare se decido di fare questo lavoro?

Ossia: devo scegliere cosa fare nella vita. Quanto mi serve - oppure voglio - guadagnare per vivere o per far sì che il tutto valga la pena?

E la risposta è piuttosto soggettiva.

baci e scusa di nuovo se non ti ho risposto. Ci stai ponendo domande alle quali puoi rispondere solo tu oppure le persone che ti stanno molto vicine, ti conoscono, conoscono bene la tua situazione, la tua realtà, i tuoi sogni, le tue esigenze, etc.


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El_isa
United Kingdom
Local time: 20:39
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Notula di collaborazione, contratto prestazione occasionale - traduttrice occasionale Mar 13, 2012

Federica D'Alessio wrote:

Cari colleghi,
in questi giorni mi trovo di fronte un dilemma di tipo commercialistico-burocratico che le mie membra si rifiutano di sciogliere. So che mi dovrò rivolgere alla commercialista ma vorrei arrivarci essendomi fatta un minimo di idea, per prevenire eventuali sue "svicolature".
Attualmente lavoro principalmente come redattrice in un'agenzia stampa, con contratto a progetto, scadenza 31.12, e come traduttrice-copywriter freelance, finora con semplice notula di collaborazione e nel 90% dei casi collaborando con agenzie straniere, europee o americane. ......
1. Posso-mi conviene aprire partita IVA continuando ad avere, almeno fino a dicembre prossimo, un contratto di collaborazione a progetto?
2. Il fatto che l'agenzia con cui sforerei il tetto dei 5000 euro sia straniera cambia qualcosa ai fini degli obblighi fiscali oppure no?
3. Esiste un'eventuale forma di Partita IVA - suppongo di sì, ma non so come si chiama - che comprenda i lavori di traduttrice, copywriter, redattrice, giornalista ecc. sotto un'unica voce?
..........
Federica

[Edited at 2007-03-29 16:24]


Buongiorno a tutti, sono nuova nel forum di Proz.com. Non sono affatto una traduttrice, ma mi piacerebbe molto diventarlo, o anche solo provarci lavorando saltuariamente per qualche casa editrice, agenzia o simili.Faccio mie le domande di Federica perché sarebbero quelle che mi porrei qualora riuscissi a diventare "indipendente" (molti dicono che con le traduzioni "non si campa", però è anche giusto che nella vita si scelga il mestiere che ci piace di più....). Qui alcune domande complementari:
1) anche io pensavo alla partita IVA "cumulativa" (nel mio caso, sarebbe possibile inserire: traduttrice free-lance + lezioni private di lingua italiana per stranieri, francese, inglese - che quindi non sarebbero più "in nero" ? )

2) normalmente, è possibile che degli enti formativi richiedano una figura come quella descritta al mio punto 1 per prestazioni di breve durata? immagino che normalmente le scuole e/o enti formativi vogliano dipendenti, ma sempre di più in Italia (purtroppo a volte) le aziende richiedono la partita iva (parlo di tutti i settori industriali, e mi chiedevo se si applicasse anche qui)

3) siccome effettivamente la partita IVA richiede un'attività professionale a tempo pieno, quindi invece per iniziare sarebbe meglio procedere a piccoli passi. Cosa sono queste notule di collaborazione? Per prestazioni occasionali il contratto che ho segnato in oggetto con questo nome, è diffuso tra i traduttori? quali le più diffuse forme contrattuali previste per traduttori e quali i vincoli?

4) ultimissima domanda che esula un attimo dal resto: avreste qualche consiglio da darmi per collaborare come traduttrice en > ita ; fr > ita di testate giornalistiche italiane (nel caso, che a volte capita, di articolisti madrelingua inglese o francese)?

Grazie Mille.
Auguro i migliori successi professionali a tutti voi!

Elisa


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