Stabilirsi in Italia e aprire la Partita IVA - Qualche consiglio?
Thread poster: Dragana Molnar M.A.

Dragana Molnar M.A.  Identity Verified
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May 10, 2007

Mi sono trasferita da poco on Italia e ho l'intenzione di etablirmi come traduttrice. Dato il fatto che mi sono trasferita da poco, non ho ancora aperto una partita IVA (penso che fra qualche mese tutti gli ostacoli burocratici siano eliminati), ma vorrei tanto iniziare già ora di lavorare. So che in generale in Italia si può emettere una fattura anche con il codice fiscale (ce l’ho) fino a 5.000 euro in un anno. Ora non so se conviene presentarmi presso potenziali committenti (agenzie, ditte etc.) senza P.IVA. Temo che il mio CV venga subito scartato.

Sarei molto grata se qualcuno mi potrebbe dare qualche consiglio su come inserirmi nel giro delle agenzie in questa situazione.

Grazie mille!


[Oggetto dell'argomento modificato dallo Staff o dal Moderatore 2007-05-12 12:26]


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Vania Dionisi  Identity Verified
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il mio consiglio May 11, 2007

è di non proporti per le traduzioni verso l'italiano.
Il tuo italiano è davvero troppo scorretto. Non te lo dico per offenderti o umiliarti, ma se vuoi diventare una professionista, il prodotto che offri deve essere se non ineccepibile almeno corretto.
Poi posso dirti che effettivamente le agenzie italiane richiedono la partita iva. Tuttavia, non sei obbligata a lavorare con l'Italia, puoi proporti sul mercato estero. Sempre senza l'italiano

auguroni,
vania


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
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Il mio consiglio... May 11, 2007

...in generale per tutti, e in particolare per chi fa il traduttore, è di NON trasferirsi in Italia, viste le tasse che si pagano. Praticamente si lavora solo per pagare le tasse.

Per quanto riguarda invece la partita IVA, non mi risulta che le agenzie discriminino i traduttori in base a questo, non credo che sia un problema.

Il problema, invece, come ho detto, è tutto il resto.


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Christel Zipfel  Identity Verified
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Mi associo a Giuseppina... May 11, 2007

... siamo tartassati ai limiti dell'indecenza.

Per quanto riguarda la partita IVA, anch'io non ho mai avuto la sensazione che fosse una conditio sine qua non, e comunque non ci sono solo agenzie/clienti in Italia. All'estero (in ambto comunitario) non interessa a nessuno se hai la partita IVA perché comunque normalmente l'IVA non si applica.

Auguri comunque!


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Cecilia Civetta  Identity Verified
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D'accordo con Giuseppina e Christel May 12, 2007

Non mi sembra che avere o non avere la partita IVA sia motivo di discriminazione per le agenzie. Io lavoro quasi esclusivamente con agenzie italiane. Ho incominciato con la prestazione occasionale. Poi, quando il volume di lavoro è aumentato, ho dovuto aprire la partita IVA.
Effettivamente, fare il traduttore in Italia potrebbe essere una scelta in qualche modo masochista, ma forse di questo non ti accorgi subito.

[Edited at 2007-05-12 11:47]


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María José Iglesias  Identity Verified
Italy
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Benvenuta al forum italiano May 12, 2007

dmolnar wrote:
Mi sono trasferita da poco on Italia e ho l'intenzione di stabilirmi come traduttrice. (...) Ora non so se conviene presentarmi presso potenziali committenti (agenzie, ditte etc.) senza P.IVA. Temo che il mio CV venga subito scartato.

Sarei molto grata se qualcuno mi potrebbe dare qualche consiglio su come inserirmi nel giro delle agenzie in questa situazione.

Ciao Dmolnar. Anzitutto benvenuta al forum italiano. Spero che tu ti senta comoda fra di noi.
Per cominciare a lavorare, come ti ha detto Cecilia, puoi farlo in ritenuta d'acconto, presentando una notula ai tuoi clienti per le tue prestazioni occasionali. Quando e se incrementerai i tuoi guadagni valuterai se la scelta di aprire la Partita IVA ti interessa o meno; non avere fretta, hai sempre tempo per farlo. Ad ogni modo, non è conveniente che tu la apra in qualsiasi mese dell'anno, ma all'inizio dell'anno fiscale.

È vero che le agenzie italiane si scaricano l'IVA se tu hai una Partita IVA e quindi se hai la possibilità di fatturare i tuoi lavori, ma non aver paura di cominciare senza. Se il tuo lavoro è fatto bene, sarai stimata lo stesso da agenzie e clienti e la non applicazione dell'IVA sarà solo un dettaglio che potrai eventualmente trattare con loro.

Buona fortuna e benvenuta anche in Italia (un Paese meraviglioso, anche se difficile per i liberi professionisti per quanto riguarda le tasse).


María José

[Modificato alle 2007-05-12 08:09]


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Cecilia Civetta  Identity Verified
Italy
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Italia May 12, 2007

un Paese meraviglioso


Su questo sono d'accordo, nonostante tutto


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Dragana Molnar M.A.  Identity Verified
Italy
Local time: 00:54
Member (2007)
Italian to German
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TOPIC STARTER
Grazie per l'accoglienza cordiale May 12, 2007

María José Iglesias wrote:

Anzitutto benvenuta al forum italiano. Spero che tu ti senta comoda fra di noi.


E' dal 2003 che sono iscritta, ma fin'ora non ho mai partecipato attivamente alla comunità perchè svolgevo un'altra attività professionale. Ora che ho un po' di tempo visito quasi giornalmente proz.com e rispondendo alle domande di Kudoz e sfogliandole mi sono resa conto che ho aderito ad una comunità molto interessante. Ti posso assicurare: mi sento comoda fra di voi)

Da quanto ho scoperto questo sito, mi gira per la testa di mettermi in proprio come traduttrice perchè è uno dei pochi lavori che richiede veramente quello che ho studiato all'università. Girando per il web in cerca di agenzie ho spesso incontrato la frase "l'agenzia XY privilegia ai fini della selezionen la formazione scolastica, l'esperienza professionale in specifici settori, le risorse informatiche, le quotazioni praticate ed il possesso di Partita IVA per i residenti in Italia". Per questo mi è venuto questo dubbio o meglio questa angoscia di non essere considerata dalle agenzie senza P.IVA.

Vi ringrazio tantissimo di avermi dato i vostri consigli, ora mi è più chiaro come devo procedere.

Per quanto riguarda la professione libera e le tasse in Italia: so che cosa mi aspetta, sto da 10 anni con un architetto libero professionista (è per lui che mi sono trasferita in Sicilia), vedo e condivido le sue difficoltà sul campo della professione stessa (e vi consiglio di non fare l'architetto in Sicilia se non volete soffrire in continuazione di gastrite) e sul campo delle tasse.

Ma lo stesso vale: non bisogna MAI perdere IL CORAGGIO!

Salutoni,
Dragana


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Valentina_D  Identity Verified
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mia esperienza May 12, 2007

Ciao dmolnar,

Innanzitutto ti consiglierei di dare un'occhiata nelle precedenti discussioni del forum italiano, in cui troverai moltissimi interventi precedenti sull'argomento ritenuta d'acconto/partita iva/partita iva agevolata e, in generale, su come iniziare l'attività.
Ovviamente, per problemi specifici, puoi sempre chiedere e sono certa che riceverai aiuto.

Personalmente, ho lavorato per poco tempo con la sola ritenuta d'acconto e ho deciso abbastanza presto di aprire partita Iva. La mia impressione generale è stata che le possibilità di collaborazione si siano moltiplicate una volta aperta. Qualche agenzia e cliente diretto (azienda) mi aveva detto esplicitamente che se avessi avuto partita iva, la collaborazione sarebbe stata più semplice/frequente.
Non credo comunque, come tu scrivi, che non averla sia di per sé un motivo per scartare a priori il tuo CV. Se fosse così, moltissimi non inizierebbero affatto!

Come dice María José, puoi benissimo iniziare con la ritenuta e aprire la partita Iva non appena il tuo volume d'affari aumenterà.

Non sono invece d'accordo sui consigli a lasciar perdere l'idea di stabilirsi in Italia.
Mi pare che dire che praticamente tutto quello che si guadagna se ne va in tasse sia una semplificazione eccessiva e comunque numericamente scorretta. Capisco la frustrazione dei colleghi, comunque. Il carico fiscale in Italia è oggettivamente elevato, ma a mio avviso lo è in relazione ai servizi che otteniamo come cittadini. Mi spiego: non mi lamento di pagare tante tasse se la qualità dei servizi fosse altrettanto elevata. Quello che manca in Italia, a mio avviso, è la cultura dell'efficienza (e spesso lo è volutamente). A me non interessa che qualcuno mi venga a dire di volermi far pagare 100 euro di tasse in meno all’anno, se tutto il resto rimane immutato; è solo fumo negli occhi, e non mi piace. Pagherei volentieri, anzi, 100 euro in più, a patto di avere un apparato pubblico che funziona. Non a caso, nei paesi nei quali la qualità dei servizi è elevata, il carico fiscale non è propriamente basso.
Se a ciò aggiungiamo che paghiamo le tasse (tante) anche per quelli che non le pagano (tanti), allora sì mi arrabbio, e non poco.

Non sono d’accordo in generale sul fatto che essere liberi professionisti in Italia sia impossibile, come si è detto. Ho aperto partita Iva in pochissimo tempo (e non sono morta), tra l’altro ho il regime ordinario e non agevolato (e non sono morta), sono al 5° anno di attività (e non sono morta), pago valangate di tasse, è vero, ma, senza scendere in particolari privati, la mia attività mi soddisfa completamente, anche dal punto di vista reddituale, e mi ha permesso di raggiungere obiettivi (materiali) che non avrei potuto ottenere con un lavoro da dipendente, per lo meno lavorando nel campo delle lingue in questa parte d’Italia (non mi soffermo sui vantaggi della nostra professione in termini di libertà, flessibilità ecc.).
In conclusione, per me il bilancio è assolutamente positivo, senza voler tuttavia apparire presuntuosa.

In bocca al lupo!

Valentina



[Edited at 2007-05-12 13:14]


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María José Iglesias  Identity Verified
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Sottoscrivo pienamente quanto hai detto, Valentina. May 12, 2007

Non dimentichiamo che la nostra professione non ha in genere così tante spese fisse come altre libere professioni.
Possiamo scaricare poco (anche se questo dipende anche dai vari commercialisti, paghiamo tante tasse, ma se il lavoro arriva, si applicano tariffe decenti e si lavora sodo, possiamo vivere anche bene della nostra professione.

María José


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Luisa Fiorini  Identity Verified
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concordo con Valentina al 200% May 12, 2007

Non potrei che essere più d'accordo

P.S. Cmq non mi sembra che il tuo italiano sia "davvero troppo scorretto". Ci sono tante persone di madrelingua italiana che scrivono peggio di te, te lo posso assicurare!

Un saluto e buona domenica

[Modificato alle 2007-05-12 13:25]


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Laura Gentili  Identity Verified
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IVA con clienti UE May 14, 2007

Christel Zipfel wrote:

All'estero (in ambto comunitario) non interessa a nessuno se hai la partita IVA perché comunque normalmente l'IVA non si applica.

Auguri comunque!



A me questo non risulta. Nel senso che affinché l'operazione sia fuori campo IVA, è necessario che entrambi (committente e traduttore) abbiano la P. IVA. Io lavoro con agenzie francesi, tedesche e belghe e la prima cosa che mi chiedono è la P.IVA. Forse si può lavorare con loro anche senza P. IVA, ma immagino che debbano applicare una diversa procedura e ho sempre avuto l'impressione che preferissero traduttori con P. IVA. Quando sono rientrata in Italia dall'estero, la prima cosa che un'agenzia belga con cui lavoravo regolarmente mi ha chiesto è stata la P.IVA italiana.

Diverso è il discorso per US, Canada e altri paesi non UE dove effettivamente la P. IVA europea non interessa più di tanto.

Laura


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Tony Keily  Identity Verified
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I problemi possono iniziare dopo May 14, 2007

Io sono irlandese, da poco residente in Italia, dove ho aperto la partita IVA. Ma ho subito visto che il sistema fiscale qui per i lavoratori autonomi e' assai piu' complesso ed esigente di quello iralndese. In Irlanda mi bastavano due fogli ogni Aprile - compilati senza problemi e senza aiuto professionale - per sodisfare le autorita', e pagavo poche tasse. Questa unica e semplice dichiarazione serviva anche per il sistema Social Insurance (INPS). In Italia ho dovuto cercarmi un commercialista perche non ho ne tempo ne pazienza di stare dietro tutti i vari obblighi/scadenze.

Prima di andare avanti bisogna chiedersi quanto sia necessaria nel tuo caso la partita IVA. Se la traduzuione rimane una attivita' marginale o part-time (se hai quel lusso!), magari meglio evitare i guai.

[Edited at 2007-05-14 14:10]


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