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Formazione
Thread poster: Lillina

Lillina
Local time: 05:34
Italian
Jun 1, 2007

Salve a tutti,
sono una studentessa in procinto di iniziare l'università dopo un Gap Year nel Regno Unito durante il quale ho conseguito il livello C1 del Framework Europeo per la lingua Inglese.
Intendo frequentare una delle due SSLMIT presenti in Italia (Forlì o Trieste) e volevo chiedere se questo pensate possa essere il percorso ideale per intraprendere una carriera che abbia a che fare con la traduzione.
Le lingue che intenderei studiare sono inglese e spagnolo (banali lo so, ma sono due lingue di cui sono innamorata, anche se purtroppo sono le più inflazionate!)
Mi piacerebbe inoltre sapere quali sono stati i vostri percorsi di studio per arrivare a questa professione, o comunque quali altre esperienze siano state fondamentali nella vostra formazione.
Mi chiedo inoltre se il campo della traduzione legale sia florido e se qualcuno abbia esperienze in merito.
Qualsiasi altro commento è graditissimo, specialmente se concernente prospettive lavorative anche all'estero!

Grazie a tutti!


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Francesco Damiani  Identity Verified
Local time: 05:34
French to Italian
+ ...
Sei convinta? Jun 2, 2007

Ma sei convinta che lo Spagnolo sia così inflazionato?
Detto ciò, io so che con l'interpretariato le lingue che danno più possibilità sono Inglese, Francese e soprattutto Tedesco, anche se lo Spagnolo è parlato in moltissimi paesi.
Però tieni presente che io sono "Aggiornato" agli anni '90.....
!


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Luisa Fiorini  Identity Verified
Italy
Local time: 05:34
English to Italian
+ ...
SSLMIT DI FORLì Jun 2, 2007

Lillina wrote:

Intendo frequentare una delle due SSLMIT presenti in Italia (Forlì o Trieste) e volevo chiedere se questo pensate possa essere il percorso ideale per intraprendere una carriera che abbia a che fare con la traduzione.
Le lingue che intenderei studiare sono inglese e spagnolo (banali lo so, ma sono due lingue di cui sono innamorata, anche se purtroppo sono le più inflazionate!)
Mi piacerebbe inoltre sapere quali sono stati i vostri percorsi di studio per arrivare a questa professione, o comunque quali altre esperienze siano state fondamentali nella vostra formazione.

Grazie a tutti!


Ciao Lillina e benvenuta su Proz!

Io mi sono laureata alla SSLMIT di Forlì (vecchio ordinamento) proprio con le due lingue che intendi studiare tu e ti posso assicurare che mi sono trovata BENISSIMO, soprattutto con gli insegnanti di spagnolo che ho trovato a dir poco fantastici. (Se stanno leggendo saluto tutto lo studio di spagnolo: Vi voglio bene!!)
Quindi a mio parere hai fatto un'ottima scelta e hai optato per il percorso migliore.
Alla specialistica di traduzione sono stati attivati i corsi di trados 7 e multiterm con relativi esami e questo ti permette di iniziare a familiarizzare con i CAT Tools fin da subito. Inoltre hai la possibilità di esercitarti per conto tuo anche con wordfast e dejavu. Gli esami di traduzione vengono svolti direttamente a computer con la possibilità da parte degli studenti di consultare internet e cercare testi paralleli, glossari e quant'altro. In definitiva posso dire che per me è stata un'esperienza eccezionale che sarei pronta a rifare altre 10, 100, 1000 volte. Se riesco ad avere altre informazioni te le comunico. Buon week end!


[Modificato alle 2007-06-02 08:45]

[Modificato alle 2007-06-02 11:19]


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Lillina
Local time: 05:34
Italian
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Grazie per le risposte Jun 2, 2007

Luisa Fiorini wrote:

Lillina wrote:

Intendo frequentare una delle due SSLMIT presenti in Italia (Forlì o Trieste) e volevo chiedere se questo pensate possa essere il percorso ideale per intraprendere una carriera che abbia a che fare con la traduzione.
Le lingue che intenderei studiare sono inglese e spagnolo (banali lo so, ma sono due lingue di cui sono innamorata, anche se purtroppo sono le più inflazionate!)
Mi piacerebbe inoltre sapere quali sono stati i vostri percorsi di studio per arrivare a questa professione, o comunque quali altre esperienze siano state fondamentali nella vostra formazione.

Grazie a tutti!


Ciao Lillina e benvenuta su Proz!

Io mi sono laureata alla SSLMIT di Forlì (vecchio ordinamento) proprio con le due lingue che intendi studiare tu e ti posso assicurare che mi sono trovata BENISSIMO, soprattutto con gli insegnanti di spagnolo che ho trovato a dir poco fantastici. (Se stanno leggendo saluto tutto lo studio di spagnolo: Vi voglio bene!!)
Quindi a mio parere hai fatto un'ottima scelta e hai optato per il percorso migliore.
Alla specialistica di traduzione sono stati attivati i corsi di trados 7 e multiterm con relativi esami e questo ti permette di iniziare a familiarizzare con i CAT Tools fin da subito. Inoltre hai la possibilità di esercitarti per conto tuo anche con wordfast e dejavu. Gli esami di traduzione vengono svolti direttamente a computer con la possibilità da parte degli studenti di consultare internet e cercare testi paralleli, glossari e quant'altro. In definitiva posso dire che per me è stata un'esperienza eccezionale che sarei pronta a rifare altre 10, 100, 1000 volte. Se riesco ad avere altre informazioni te le comunico. Buon week end!


[Modificato alle 2007-06-02 08:45]

[Modificato alle 2007-06-02 11:19]



Ciao Luisa,
grazie per il tuo intervento, avevo già visto il tuo profilo e sono rimasta molto affascinata da tutti i campi in cui ti sei specializzata
Grazie per le tue spiegazioni tecniche ma a dirti la verità questi gerghi mi sono ancora sconosciuti! Soprattutto perchè come ho detto devo ancora iniziare la triennale e chissà se riuscirò a superare il test! (L'anno scorso ho tentato ma nonostante fossi idonea non sono rientrata nei primi 176!)
Ho visto che sei specializzata anche in traduzioni legali, un settore che devo dire mi interessa molto!
Quello che ho cercato di capire sul sito della SSLMIT è in quali altri rami si suddivida il tronco della traduzione tecnico-scientifica ma sinceramente mica ho capito!!
E' ancora presto per pensare già alla specialistica, però a me piacerebbe avere già ben chiaro tutto il percorso che intendo percorrere!
Per il momento la mia priorità è soprattutto riuscire ad entrare in una di queste due benedette SSLMIT, ed appena possibile partire in scambio da qualche parte perchè dopo quest'anno a Londra mi rendo conto quanto sia fondamentale stare nei paesi in cui si parla la lingua di studio.
Tu personalmente hai partecipato a qualche programma? Se sì, ti sono sembrati utili? Perchè a volte a me sembra di perdere un pò la padronanza dell'italiano...non mi vengono le traduzioni di tanto in tanto :-/
Scusami se sono stata così prolissa ma non mi sembra vero di aver trovato una persona che in pratica ha realizzato quello che io mi sto prefiggendo da 3 anni!
Grazie ancora per la tua risposta, avrei ancora molto da dire ma cercherò di risparmiarti i miei papiri


Francesco Damiani wrote:

Ma sei convinta che lo Spagnolo sia così inflazionato?
Detto ciò, io so che con l'interpretariato le lingue che danno più possibilità sono Inglese, Francese e soprattutto Tedesco, anche se lo Spagnolo è parlato in moltissimi paesi.
Però tieni presente che io sono "Aggiornato" agli anni '90.....
!


No no, io intendevo dire che mi sembra siano le più inflazionate a livello di studenti, moltissime persone che conosco studiano entrambe queste lingue!


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Luisa Fiorini  Identity Verified
Italy
Local time: 05:34
English to Italian
+ ...
vediamo un po'... Jun 2, 2007

Lillina wrote:


Soprattutto perchè come ho detto devo ancora iniziare la triennale e chissà se riuscirò a superare il test! (L'anno scorso ho tentato ma nonostante fossi idonea non sono rientrata nei primi 176!)


Di sicuro lo hai già notato ma lo dico lo stesso anche per quelli che non lo sanno: sul sito della sslmit di forlì (parlo di forlì perchè di trieste non so nulla) si posso scaricare i vecchi test di ingresso per potersi esercitare.

http://home.sslmit.unibo.it/localpages/ammissione/index.php?ind=triennale

Ti auguro di tutto cuore di riuscire a entrare quest'anno. A proposito in che lingua hai sostenuto il test di ingresso?

Lillina wrote:
Ho visto che sei specializzata anche in traduzioni legali, un settore che devo dire mi interessa molto!


Mi sono avvicinata a questo settore proprio grazie alla SSLMIT e agli insegnanti di spagnolo che ci hanno fatto fare tantissime traduzioni in ambito legale e finanziario sia verso l'italiano che verso la lingua spagnola. Mentre frequentavo l'università ho iniziato la collaborazione con agenzie di traduzione e piano piano mi sono proposta anche a studi legali. Adesso è uno dei settori nel quale lavoro maggiormente anche con l'inglese. Ovviamente però non trascuro gli altri settori che ho studiato e attraverso i testi che mi vengono proposti cerco di ampliare il mio bagaglio culturale. Per esempio collaboro con aziende che operano nel settore dei materiali refrattari, in ambito farmaceutico e ceramico: questa tipologia di testi non mi è mai stata proposta all'università ma si può sempre imparare. In questo mestiere infatti non è findamentale solo sapere bene le lingue con le quali si lavora ma è necessario conoscere la terminologia specifica utilizzata in un determinato settore e questa conoscenza la si acquisisce con l'esperienza. All'inizio è un po' faticoso tradurre un testo di cui non si conosce l'argomento, si impiega più tempo a tradurre, è necessario controllare bene la traduzione prima della consegna, rileggerla, magari farla rileggere anche a un collega che lavora in quel settore, piano piano poi ci si velocizza cercando sempre di stare attenti a quello che si scrive. Il mio consiglio (che è poi quello che mi hanno dato all'università e che si è rivelato prezioso) è quello di tenerti sempre informata, di leggere i quotidiani, le riviste specializzate anche la Gazzetta dello Sport può essere utile se per esempio ci si vuole specializzare in ambito sportivo.


Lillina wrote:
Quello che ho cercato di capire sul sito della SSLMIT è in quali altri rami si suddivida il tronco della traduzione tecnico-scientifica ma sinceramente mica ho capito!!


L'indirizzo di traduzione della specialistica è suddiviso in traduzione settoriale e per l'editoria. Alla settoriale si studiano i linguaggi specialistici (tecnologico, giuridico, economico, commerciale, medico-farmacologico, informatico, della multimedialità e altri. Quando ho frequentato io, al V.O. il corso si centrava principalmete su traduzioni in ambito giuridico, economico e medico), mentre all'editoriale ci si occupa della traduzione di testi sia letterari, sia di saggistica e di pubblicistica. Che io sappia non ci sono altre suddivisioni, solo queste due: tecnico da una parte e letterario dall'altra. All'indirizzo editoriale si svolgono solo traduzioni passive, cioè dalla lingua straniere verso la propria lingua madre, mentre alla settoriale ci sono sia esami di traduzione passiva che di traduzione attiva (dall'italiano verso la lingua straniera) come accadeva al Vecchio Ordinamento.

Lillina wrote:
dopo quest'anno a Londra mi rendo conto quanto sia fondamentale stare nei paesi in cui si parla la lingua di studio.
Tu personalmente hai partecipato a qualche programma? Se sì, ti sono sembrati utili? Perchè a volte a me sembra di perdere un pò la padronanza dell'italiano...non mi vengono le traduzioni di tanto in tanto :-/


Premetto che a causa di una serie di problematiche varie non sono potuta partire per l'Erasmus nonostante fossi rientrata in graduatoria, quindi mi sono accontentata dei corsi full immersion estivi.
Il progetto Erasmus è molto importante ed è utilissimo, anche se molti studenti lo considerano anno sabbatico, soprattutto se vanno in Spagna per fare il bottellón e altre amenità varie. Io invece penso che se viene svolto con impegno e serietà possa dare ottimi risultati, inoltre è una occasione unica per poter conoscere da vicino la cultura di uno dei due peasi di cui si studia la lingua. Se hai l'opportunità di participare non esitare a coglierla al volo e una volta arrivata nel paese straniero cerca di socializzare soprattutto con la gente del posto. Se te la senti, e solo se te la senti, parti da sola.


Lillina wrote:
Scusami se sono stata così prolissa ma non mi sembra vero di aver trovato una persona che in pratica ha realizzato quello che io mi sto prefiggendo da 3 anni!
Grazie ancora per la tua risposta, avrei ancora molto da dire ma cercherò di risparmiarti i miei papiri


In questo sito ci sono tante persone che hanno molti più anni di esprienza di me e che sapranno darti dei consigli di gran lunga più precisi e mirati. Io, nel mio piccolo, spero di averti chiarito un po' il percorso della sslmit di forlì. Se hai altri dubbi o domande non esitare a scrivere!

Lillina wrote:
No no, io intendevo dire che mi sembra siano le più inflazionate a livello di studenti, moltissime persone che conosco studiano entrambe queste lingue!


A Forlì spagnolo è inflazionato come seconda lingua, come prima lingua molto meno per via di una necessaria scrematura che viene fatta sia all'esame di ammissione sia durante il corso. Io ho fatto spagnolo come prima lingua e quindi ho dovuto sostenere l'esame d'ammissione in questa lingua. Ricordo che eravamo in 90 il giorno dell'esame e solo 33 persone hanno superato la prova. Di questi 33 si sono immatricolati al primo anno 31 studenti, di questi 31 siamo arrivati alla fine in 20 (9 di interpretazione e 11 di traduzione), gli altri hanno lasciato perdere lungo il percorso. Se la classe fosse stata più numerosa sarebbe stato difficile per gli insegnanti seguire da vicino gli studenti, correggere le traduzioni, dare dei consigli mirati a ognuno su come migliorare. Quindi ritengo che sia giusto fare questo tipo di selezione fin dal test di ingresso, anche se mi rendo conto che chi non entra ci rimane male.


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Lillina
Local time: 05:34
Italian
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Grazie Luisa! Jun 2, 2007

Luisa Fiorini wrote:
Di sicuro lo hai già notato ma lo dico lo stesso anche per quelli che non lo sanno: sul sito della sslmit di forlì (parlo di forlì perchè di trieste non so nulla) si posso scaricare i vecchi test di ingresso per potersi esercitare.

http://home.sslmit.unibo.it/localpages/ammissione/index.php?ind=triennale

Ti auguro di tutto cuore di riuscire a entrare quest'anno. A proposito in che lingua hai sostenuto il test di ingresso?


Sì, sapevo ci fossero dei sample! L'anno scorso l'ho sostenuto in inglese...eravamo circa 400! Quest'anno temo saremo anche di più essendo stato l'88 un anno particolarmente ricco di nascite


Luisa Fiorini wrote:
Mi sono avvicinata a questo settore proprio grazie alla SSLMIT e agli insegnanti di spagnolo che ci hanno fatto fare tantissime traduzioni in ambito legale e finanziario sia verso l'italiano che verso la lingua spagnola. Mentre frequentavo l'università ho iniziato la collaborazione con agenzie di traduzione e piano piano mi sono proposta anche a studi legali. Adesso è uno dei settori nel quale lavoro maggiormente anche con l'inglese. Ovviamente però non trascuro gli altri settori che ho studiato e attraverso i testi che mi vengono proposti cerco di ampliare il mio bagaglio culturale. Per esempio collaboro con aziende che operano nel settore dei materiali refrattari, in ambito farmaceutico e ceramico: questa tipologia di testi non mi è mai stata proposta all'università ma si può sempre imparare. In questo mestiere infatti non è findamentale solo sapere bene le lingue con le quali si lavora ma è necessario conoscere la terminologia specifica utilizzata in un determinato settore e questa conoscenza la si acquisisce con l'esperienza. All'inizio è un po' faticoso tradurre un testo di cui non si conosce l'argomento, si impiega più tempo a tradurre, è necessario controllare bene la traduzione prima della consegna, rileggerla, magari farla rileggere anche a un collega che lavora in quel settore, piano piano poi ci si velocizza cercando sempre di stare attenti a quello che si scrive. Il mio consiglio (che è poi quello che mi hanno dato all'università e che si è rivelato prezioso) è quello di tenerti sempre informata, di leggere i quotidiani, le riviste specializzate anche la Gazzetta dello Sport può essere utile se per esempio ci si vuole specializzare in ambito sportivo.


Wow, il settore legale e quello finanziario sono veramente due di quelli che catturano la mia attenzione, inoltre trovo fantastico il fatto di poter ampliare enormemente la propria cultura grazie al proprio lavoro, è molto bello che tu sia aperta a praticamente qualsiasi settore, ti permette di acquisire una conoscenza vastissima!

L'indirizzo di traduzione della specialistica è suddiviso in traduzione settoriale e per l'editoria. Alla settoriale si studiano i linguaggi specialistici (tecnologico, giuridico, economico, commerciale, medico-farmacologico, informatico, della multimedialità e altri. Quando ho frequentato io, al V.O. il corso si centrava principalmete su traduzioni in ambito giuridico, economico e medico), mentre all'editoriale ci si occupa della traduzione di testi sia letterari, sia di saggistica e di pubblicistica. Che io sappia non ci sono altre suddivisioni, solo queste due: tecnico da una parte e letterario dall'altra. All'indirizzo editoriale si svolgono solo traduzioni passive, cioè dalla lingua straniere verso la propria lingua madre, mentre alla settoriale ci sono sia esami di traduzione passiva che di traduzione attiva (dall'italiano verso la lingua straniera) come accadeva al Vecchio Ordinamento.

Grazie, mi hai dato proprio le informazioni che volevo! Non riuscivo a capire quali fossero i vari rami della traduzione settoriale, ora ho un'idea molto più precisa e devo dire che come opzione mi attrae non poco.
L'editoriale è sicuramente molto affascinate anch'essa però penso che le traduzioni tecniche siano molto più challenging, come dire, e comprendano campi di cui so poco o nulla (venendo da un liceo ho un bagaglio culturale vagamente più umanistico) e che quindi sarebbe interessante conoscere!

Premetto che a causa di una serie di problematiche varie non sono potuta partire per l'Erasmus nonostante fossi rientrata in graduatoria, quindi mi sono accontentata dei corsi full immersion estivi.
Il progetto Erasmus è molto importante ed è utilissimo, anche se molti studenti lo considerano anno sabbatico, soprattutto se vanno in Spagna per fare il bottellón e altre amenità varie. Io invece penso che se viene svolto con impegno e serietà possa dare ottimi risultati, inoltre è una occasione unica per poter conoscere da vicino la cultura di uno dei due peasi di cui si studia la lingua. Se hai l'opportunità di participare non esitare a coglierla al volo e una volta arrivata nel paese straniero cerca di socializzare soprattutto con la gente del posto. Se te la senti, e solo se te la senti, parti da sola.


E' un peccato che ti sia sfuggita questa possibilità! In ogni caso questi corsi estivi di cui parli sono cose che hai fatto per tuo conto oppure progetti organizzati dall'università? Io vorrei cercare di sfruttare al massimo tutte le opportunità che l'università offre, da poco ho scoperto che l'Erasmus ed l'Overseas non sono in conflitto, quindi in linea teorica sarebbe possibile prendere parte ad entrambi.
A me piacerebbe fare l'Erasmus a Las Palmas de Gran Canaria, che ho visto essere tra le mete proposte dall'università, poichè il corso di laurea in Traducción e interpretación offerto mi sembra l'ideale! (Hai visto, sono informatissima!)
Ma quello che più di tutti spero di riuscire a fare è un overseas alla University of California e preparare magari la tesi sulla fusione culturale e linguistica che sta avvenendo da quelle parti tra anglofoni e ispanici, "Spanglish e non solo" insomma
Mi sento un pò ridicola ad avere in mente già tutte queste cose senza avere neanche iniziato l'università, quindi se mi stai prendendo per una sognatrice non posso che darti ragione!

In questo sito ci sono tante persone che hanno molti più anni di esprienza di me e che sapranno darti dei consigli di gran lunga più precisi e mirati. Io, nel mio piccolo, spero di averti chiarito un po' il percorso della sslmit di forlì. Se hai altri dubbi o domande non esitare a scrivere!!


Luisa a dirti la verità tu mi sembri la persona più adatta a chiarire i miei dubbi avendo fatto un percordo così vicino a quello che spero sarà il mio!
Una cosa che vorrei chiederti è se conosci qualcuno, magari tuoi ex compagni di corso, che si è trasferito all'estero per lavoro, insomma se le prospettive lavorative fuori dai confini nazionali siano floride o meno!

A Forlì spagnolo è inflazionato come seconda lingua, come prima lingua molto meno per via di una necessaria scrematura che viene fatta sia all'esame di ammissione sia durante il corso. Io ho fatto spagnolo come prima lingua e quindi ho dovuto sostenere l'esame d'ammissione in questa lingua. Ricordo che eravamo in 90 il giorno dell'esame e solo 33 persone hanno superato la prova. Di questi 33 si sono immatricolati al primo anno 31 studenti, di questi 31 siamo arrivati alla fine in 20 (9 di interpretazione e 11 di traduzione), gli altri hanno lasciato perdere lungo il percorso. Se la classe fosse stata più numerosa sarebbe stato difficile per gli insegnanti seguire da vicino gli studenti, correggere le traduzioni, dare dei consigli mirati a ognuno su come migliorare. Quindi ritengo che sia giusto fare questo tipo di selezione fin dal test di ingresso, anche se mi rendo conto che chi non entra ci rimane male.

Eh allora vedi, ci ho preso quando dicevo che ho scelto delle lingue un pò inflazionate, io penso di prendere proprio spagnolo come seconda se riuscirò ad entrare!
Riguardo il meccanismo del test d'ingresso, nonostante ci abbia rimesso in prima persona sono d'accordissimo con te. Magari a me ha dato un pò fastidio questa divisione tra vincitori,idonei e non idonei, cioè secondo me non ha senso dichiarare un candidato idoneo ma non vincitore, mi sembra un pò una presa in giro, come dire
In ogni caso nonostante rimanga un pò l'amaro in bocca per non essere entrata per soli 3 punti, penso sia stata la cosa migliore, ora se riuscirò ad entrare sarò molto più preparata di quanto lo sarei stata se fossi passata l'anno scorso!


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Luisa Fiorini  Identity Verified
Italy
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eccomi di nuovo Jun 2, 2007

Lillina wrote:

Wow, il settore legale e quello finanziario sono veramente due di quelli che catturano la mia attenzione, inoltre trovo fantastico il fatto di poter ampliare enormemente la propria cultura grazie al proprio lavoro, è molto bello che tu sia aperta a praticamente qualsiasi settore, ti permette di acquisire una conoscenza vastissima!


Ampliare la propria cultura è necessario per questo lavoro, non bisogna avere il paraocchi o pensare "questo settore non mi interessa" perchè tutto può tornare utile. Mi ricordo che al corso di interpretazione di trattativa tra l'italiano e lo spagnolo abbiamo studiato, tra le altre cose, la terminologia legata al vino e all'enologia e nonstante io sia astemia e non sia una grande intenditrice di vini mi sono dovuta studiare i termini in italiano, spagnolo e inglese (mi è stato utile fare un glossario trilingue comprendente anche l'inglese perchè agli esami finali il testo di inglese verteva proprio sul vino) e imparare un po' di cose sulla produzione del vino, dalla vendemmia alla bottiglia. Anche se non è che ora posso mettermi a fare la sommelier, non ne so ancora così tanto e forse non avrò mai la conoscenza e la competenza che può avere un sommelier. In questo caso il discorso "sono astemia quindi il vino e la relativa terminologia non mi interessano" è un discorso che non vale.

Lillina wrote:
In ogni caso questi corsi estivi di cui parli sono cose che hai fatto per tuo conto oppure progetti organizzati dall'università?


Sono corsi che ho fatto per conto mio perchè l'università non organizzava soggiorni estivi. Credo che forse l'URP (ufficio relazioni col pubblico) organizzi qualcosa ma non ne sono certa al 100%

Questo link ti spiega come si svolge tutto l'iter burocratico per presentare la domanda per l'Erasmus.
http://www.unibo.it/Portale/Relazioni%20Internazionali/Studenti%20unibo%20all%20estero/studentiunibo.htm


Lillina wrote:
A me piacerebbe fare l'Erasmus a Las Palmas de Gran Canaria, che ho visto essere tra le mete proposte dall'università, poichè il corso di laurea in Traducción e interpretación offerto mi sembra l'ideale! (Hai visto, sono informatissima!)


E sei ben informata!! L'Erasmus a Las Palmas l'ha fatto una mia ex compagna di corso che si è trovata benissimo.

Lillina wrote:
Ma quello che più di tutti spero di riuscire a fare è un overseas alla University of California e preparare magari la tesi sulla fusione culturale e linguistica che sta avvenendo da quelle parti tra anglofoni e ispanici, "Spanglish e non solo" insomma
Mi sento un pò ridicola ad avere in mente già tutte queste cose senza avere neanche iniziato l'università, quindi se mi stai prendendo per una sognatrice non posso che darti ragione!


Non sei una sognatrice, è giusto che tu abbia le tue ambizioni: guai a non averne!! Al momento ci sono tre tesi della triennale sullo spanglish: una, credo sia stata la prima, è incentrata solo ed esclusivamente sullo spanglish e ne racconta la storia dalle origini all'uso attuale nei vari contesti linguistici e sociali. Mentre nelle altre due viene proposto uno studio breve sullo spanglish e poi si passa ad analizzare l'uso di questa lingua in romanzi e film. Sarebbe bello anche fare una tesi in cui si sceglie un film e si studia l'uso dello spanglish che viene fatto in esso e poi confrontare come è stato tradotto nella versione doppiata in italiano, se c'è la versione doppiata. Se non c'è puoi fare tu una proposta di doppiaggio. Le possibilità sono davvero tante e tutte interessanti.
Per vedere le tesi che sono state svolte fino ad ora c'è il catalogo tesi on line che viene aggiornato dopo pochi giorni dalle sedute di lurea ed è molto più completo di quello cartaceo che non viene più aggiornato da qualche anno.

Lillina wrote:
Luisa a dirti la verità tu mi sembri la persona più adatta a chiarire i miei dubbi avendo fatto un percordo così vicino a quello che spero sarà il mio!


Questo complimento me lo prendo proprio tutto anche se non so se lo merito!
Grazie mille!!

Lillina wrote:
Una cosa che vorrei chiederti è se conosci qualcuno, magari tuoi ex compagni di corso, che si è trasferito all'estero per lavoro, insomma se le prospettive lavorative fuori dai confini nazionali siano floride o meno!


Sono floridissime, a differenza dell'Italia e di quella benedetta legge Biagi e tutti i contratti a progetto. Le persone che conosco e che si sono trasferite all'estero non vogliono tornare più e hanno ragione. Qui lavorerebbero con un contratto a progetto a €800 al mese invece all'estero (mi riferisco all'Inghilterra) lavorano con un contratto a tempo indeterminato (che qui ormai si è estinto) a uno stipendio pari a più del doppio di quello che prederebbero qui. Bisogna considerare che la vita in Inghilterra è più cara e quindi gli stipendi sono di consegnuenza più alti, però la tranquillità e la stabilità lavorativa di un contratto a tempo indeterminato non hanno prezzo, secondo me.
Inoltre ho letto di recente che l'Italia è lo stato europeo con gli stipendi più bassi e con il più alto tasso di lavoratori precari (anche se non c'era bisogno di fare uno studio per scoprirlo...)

Lillina wrote:
Magari a me ha dato un pò fastidio questa divisione tra vincitori,idonei e non idonei, cioè secondo me non ha senso dichiarare un candidato idoneo ma non vincitore, mi sembra un pò una presa in giro, come dire


Io pubblicherei soltanto i nomi dei vincitori e lascerei stare chi non ha superato l'esame, ma purtroppo la mia opinione non conta. Quando ho fatto l'esame io o eri idoneo e quindi passavi o eri non idoneo e tornavi a casa, questa nuova suddivisione che è stata adottata negli ultimi due-tre anni proprio non la capisco.





[Modificato alle 2007-06-02 19:49]

[Modificato alle 2007-06-03 06:41]


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Lillina
Local time: 05:34
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Sesta puntata! Jun 2, 2007

Luisa Fiorini wrote:
Ampliare la propria cultura è necessario per questo lavoro, non bisogna avere il paraocchi o pensare "questo settore non mi interessa" perchè tutto può tornare utile. Mi ricordo che al corso di interpretazione di trattativa tra l'italiano e lo spagnolo abbiamo studiato, tra le altre cose, la terminologia legata al vino e all'enologia e nonstante io sia astemia e non sia una grande intenditrice di vini mi sono dovuta studiare i termini in italiano, spagnolo e inglese (mi è stato utile fare un glossario trilingue comprendente anche l'inglese perchè agli esami finali il testo di inglese verteva proprio sul vino) e imparare un po' di cose sulla produzione del vino, dalla vendemmia alla bottiglia. Anche se non è che ora posso mettermi a fare la sommelier, non ne so ancora così tanto e forse non avrò mai la conoscenza e la competenza che può avere un sommelier. In questo caso il discorso "sono astemia quindi il vino e la relativa terminologia non mi interessano" è un discorso che non vale.


Pensa! Guarda è una cosa stupenda secondo me questa di poter spaziare da una materia all'altra, poi questa del vino è anche simpatica come cosa!
Il fatto è che spesso uno si trova a scegliere una facoltà e sa che molto probabilmente sarà molto erudito nel suo campo ma quasi ignortante in molti altri, così invece si ha la possibilità di sapere un pò di tutto! A me personalmente piace molto avere una cultura più varia che specifica (ed è per questo che difendo la scuola italiana, specialmente ora che ho visto da vicino quella inglese), mi spiego meglio: penso sia meglio conoscere molto bene il proprio campo ma saperne abbastanza anche di tutti gli altri, e mi sembra che la traduzione lo permetta!
Poi certo magari non tutti ne approfittano, tu invece mi sembri veramente entusiasta e di mentalità molto aperta, complimenti davvero!

Sono corsi che ho fatto per conto mio perchè l'università non organizzava soggiorni estivi. Credo che forse l'URP (ufficio relazioni col pubblico) organizzi qualcosa ma non ne sono certa al 100%

Questo link ti spiega come si svolge tutto l'iter burocratico per presentare la domanda per l'Erasmus.
http://www.unibo.it/Portale/Relazioni%20Internazionali/Studenti%20unibo%20all%20estero/studentiunibo.htm

L'Erasmus a Las Palmas l'ha fatto una mia ex compagna di corso che si è trovata benissimo.

Questi corsi che estivi che hai fatto su cosa vertevano precisamente: approfondimento della lingua o traduzione?
Riguardo l'Erasmus pensi che ce la si possa fare a partire già il secondo anno? Il fatto che la tua compagna di corso si sia trovata bene a Las Palmas non può che rincuorarmi, l'unica remore che ho concerne il fatto che si dice sia piena di Italiani (ma a quello mi ci sono rassegnata, ne ho trovati anche negli angoli più sperduti della Finlandia!)

Non sei una sognatrice, è giusto che tu abbia le tue ambizioni: guai a non averne!! Al momento ci sono tre tesi della triennale sullo spanglish: una, credo sia stata la prima, è incentrata solo ed esclusivamente sullo spanglish e ne racconta la storia dalle origini all'uso attuale nei vari contesti linguistici e sociali. Mentre nelle altre due viene proposto uno studio breve sullo spanglish e poi si passa ad analizzare l'uso di questa lingua in romanzi e film. Sarebbe bello anche fare una tesi in cui si sceglie un film e si studia l'uso dello spanglish che viene fatto in esso e poi confrontare come è stato tradotto nella versione doppiata in italiano, se c'è la versione doppiata. Se non c'è puoi fare tu una proposta di doppiaggio. Le possibilità sono davvero tante e tutte interessanti.
Per vedere le tesi che sono state svolte fino ad ora c'è il catalogo tesi on line che viene aggiornato dopo pochi giorni dalle sedute di lurea ed è molto più completo di quello cartaceo che non viene più aggiornato da qualche anno.


Se avessi saputo che c'erano quelle tesi a disposizione me le sarei spulciate l'anno scorso quando volevo proprio portare lo Spanglish come tesina di maturità, ma dato che i prof non ne sapevano troppo ho dovuto ripiegare su un più banale Estetismo (interessantissimo per carità, ma trito e ritrito!)
Grazie mille per i tuoi consigli, mi hai dato veramente delle ottime idee!
Sai tra le varie opzioni che avevo in mente c'era anche un corso di laurea in doppiaggio cinetelevisivo all'università di Torino, ma poi ho lasciato stare perchè mi è sembrato troppo vincolante!


Questo complimento me lo prendo proprio tutto anche se non so se lo merito!
Grazie mille!!


Figurati ci mancherebbe, sei veramente gentile e disponibile e mi stai mettendo un entusiasmo che neanche immagini! Grazie davvero!


Sono floridissime, a differenza dell'Italia e di quella benedetta legge Biagi e tutti i contratti a progetto. Le persone che conosco e che si sono trasferite all'estero non vogliono tornare più e hanno ragione. Qui lavorerebbero con un contratto a progetto a €800 al mese invece all'estero (mi riferisco all'Inghilterra) lavorano con un contratto a tempo indeterminato (che qui non ormai si è estinto) a uno stipendio pari a più del doppio di quello che prederebbero qui. Bisogna considerare che la vita in Inghilterra è più cara e quindi gli stipendi sono di consegnuenza più alti, però la tranquillità e la stabilità lavorativa di un contratto a tempo indeterminato non hanno prezzo, secondo me.
Inoltre ho letto di recente che l'Italia è lo stato europeo con gli stipendi più bassi e con il più alto tasso di lavoratori precari (anche se non c'era bisogno di fare uno studio per scoprirlo...)


Ah guarda qui ci sarebbe da parlare per ore! Avendo vissuto a Londra quest'ultimo anno so bene di cosa parli...è vero che qui costa tutto molto di più, ma ti danno anche la possibilità di potertele permettere certe spese.
Due esempi lampanti di italiani che conosco che sono fuggiti qui.
Un amico neo laureato è già stato preso in banca al centro di Londra e guadagna 2000 sterline al mese (senza alcun tipo di raccomandazione, ci tengo a specificare)
Il mio ragazzo quest'estate farà un tirocinio in un'azienda informatica e prenderà la bellezza di 1300£ al mese, esattamente come un tirocinante in Italia, come no!
Io stessa ultimamente volevo farmi un weekend in Svezia con un'amica americana, non mi andava di chiedere i soldi ai miei allora mi sono cercata un lavoretto, beh facendo la cameriera per 3 giorni senza esperienza ho guadagnato 130 sterline (195 euro!)
Alla luce di tutto ciò sono preparatissima ad espatriare appena finiti gli studi, personalmente il mio sogno sarebbero gli Stati Uniti, ma lì è abbastanza complicata la situazione per quanto riguarda il lavoro!
Anche la Spagna non mi dispiacerebbe, un paese da cui abbiamo veramente da imparare, sono usciti da poco più di 30 anni dalla dittatura, eppure stanno 10 volte più avanti di noi che siamo liberi dal doppio del tempo!
Ormai la Spagna la definisco "una copia efficiente dell'Italia", definizione ovviamente molto alla buona ma con un fondo di verità!
Dei tirocini del Mae Crui sai qualcosa?

Grazie ancora per la disponibilità!


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Luisa Fiorini  Identity Verified
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arieccomi Jun 3, 2007


Questi corsi che estivi che hai fatto su cosa vertevano precisamente: approfondimento della lingua o traduzione?
Riguardo l'Erasmus pensi che ce la si possa fare a partire già il secondo anno?


I corsi estivi vertevano principalmente sull'approfondimento della lingua e sulla conversazione. Per seguire i corsi di traduzione bisogna andare in Erasmus e puoi già partire al secondo anno della triennale.


Sai tra le varie opzioni che avevo in mente c'era anche un corso di laurea in doppiaggio cinetelevisivo all'università di Torino, ma poi ho lasciato stare perchè mi è sembrato troppo vincolante!


Se ti dovesse interessare il doppiaggio puoi sempre fare una tesi. Una mia compagna di corso si è laureata con una tesi sul doppiaggio dall'italiano allo spagnolo di un noto film di Totò: Siamo uomini o caporali.


mi stai mettendo un entusiasmo che neanche immagini! Grazie davvero!


Di niente, ci mancherebbe!! Io sono stata talmente tanto entusiasta della SSLMIT di Forlì che se mi fosse data la possibilità di insegnare traduzione chiuderei la partita iva e correrei a Forlì anche oggi stesso a firmare il contratto, senza pensarci due volte.


(senza alcun tipo di raccomandazione, ci tengo a specificare)


Una mia ex compagna guadagna 2500 sterline al mese eha trovato lavoro subito non appena si è traferita. Qui in Italia non è riuscita a trovare lavoro dopo la laurea, è rimasta 8 mesi senza lavorare poi si è trasferita. Senza raccomandazione non vai da nessuna parte. Conosco tante ex compagne che lavorano grazie a delle raccomandazioni, ma il mio consiglio, ed è quello che ho fatto io, è di non appoggiarti mai agli "aiuti" degli altri. È molto più difficile riuscire a realizzarsi senza raccomandazioni ma alla fine potrai dire di avercela fatta da sola, con le tue capacità e le tue forze. Giusto ieri una mia ex compagna mi parlava delle sue tante raccomandazioni e sinceramente la stima in lei mi è scemata del tutto. Non ho nulla in contrario a chi si fa raccomandare, ma mi sembra proprio un atteggiamento da disperati, tipico di chi non ha stima in se stesso nè fiducia nelle proprie capacità.


Dei tirocini del Mae Crui sai qualcosa?


So che sono erogati dal Ministero degli Esteri ma devono essere una novità perchè quando frequentavo io non c'erano.
Ho trovato questo il link che ti giro sperando che ti dia le informazioni necessarie.
http://www.unibo.it/Portale/Relazioni%20Internazionali/Tirocini%20all%20estero/maecrui.htm

La stessa SSLMIT organizza dei tirocini presso delle agenzie di traduzione. Sono infatti convenzionate con alcune agenzie e tu puoi scegliere dove andare. L'unico consiglio che ti posso dare è di assicurarti che si tratti di un'agenzia seria che ti faccia tradurre e gestire progetti di traduzione e che non ti sfrutti come segretaria o addetta al marketing, questo te lo dico per esperienza mia personale e di altre ex compagne. Le agenzie che hanno bisogno di trovare clienti e di fare del marketing sono pregate di rivolgersi altrove e non alla SSLMIT e di evitare di mettere annunci del tipo "cerchiamo un Project Manager" quando in realtà cercano qualcuno che faccia le telefonate all'estero per cercare nuovi clienti. Purtroppo ci sono anche questi inconvenienti e se ti dovessi trovare in una situazione simile non esitare a segnalare questa cosa all'università che interromperà immediatamente la convenzione.
Dopo la laurea puoi partecipare al progetto Leonardo, se riesci a vincere la borsa di studio. Con il Leonardo puoi fare il tirocinio all'estero come ha fatto la mia compagna che ora guadagna 2500 sterline al mese. Devi però trovare tu l'azienda disposta ad assumerti come tirocinante.


Grazie ancora per la disponibilità!


Di niente, ci mancherebbe!

[Modificato alle 2007-06-03 07:31]

[Modificato alle 2007-06-03 07:31]


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Lillina
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Terza lingua Jun 4, 2007

Grazie mille Luisa, farò tesoro delle tue preziose informazioni (mi sono salvata la pagina web)
Un'ultima cosa e non ti disturbo più: riguardo la terza lingua cosa mi puoi dire?
Mi troverei in seria difficoltà nella scelta di quest'ultima! Tu cosa hai fatto?


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Luisa Fiorini  Identity Verified
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Terza lingua Jun 5, 2007

Lillina wrote:

Un'ultima cosa e non ti disturbo più: riguardo la terza lingua cosa mi puoi dire?
Mi troverei in seria difficoltà nella scelta di quest'ultima! Tu cosa hai fatto?


Al vecchio ordinamento non c'era la terza lingua, è stata inserita con la riforma universitaria. Quello che ho notato quando ero all'università è che molti studenti si avventurano nello studio di lingue meno parlate, soprattutto del Finlandese e del Giapponese. Mentre se vuoi rimanere in ambito europeo ti consiglierei il francese, se lo mastichi un po' (detto tra noi non è un corso per niente difficile, almeno ai miei tempi era così. Non me ne vogliano i miei ex colleghi di francese, ma è abbastanza risaputo che non è un corso ostico). Tedesco non te lo sconsiglio se non l'hai mai studiato perchè, sebbene sia a mio parere la lingua più bella che esista, il corso è rivolto principalmente a chi ha già delle buone basi. Sulla terza lingua le mie informazioni non sono proprio recentissime, risalgono a tre anni fa quando ho finito di frequentare... Comunque spero di averti dato un'idea generale su come è impostata l'università. Il primo semestre ti sentirai un pesce fuor d'acqua, forse un po' spaesata ma cerca di tener duro e andare avanti, non ti scoraggiare davanti alle difficoltà se credi in questo percorso, cerca di frequentare le lezioni con regolarità, svolgere le traduzioni che vengono assegnate come compito [sì, hai capito bene, ci sono i compiti da fare (traduzioni, esercizi, tesine, TANTE TESINE) e quelli di spagnolo non scherzano affatto con chi non si presenta a lezione o si inventa delle scuse per giustificare il fatto di non avere svolto i compiti] e se hai dei dubbi su come impostare per esempio una tesina o su quale argomento sviluppare vai a ricevimento dal professore. Io li ho sempre trovati molto cortesi e disponibili (ovviamente ci sarà qualche eccezione, ma si contano davvero sulle dita di una mano).

Non mi resta che augurati un grande bocca al lupo per l'esame di ammissione: speriamo che sia la volta buona per riuscire a entrare!

P.S. A luglio esce il bando per l'iscrizione all'esame di ammissione

Luisa


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Lillina
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Ambiente&competizione Jul 5, 2007

Sono usciti i bandi di queste benedette SSLMIT, ma ultimamente ho letto delle cose non proprio piacevoli, ovvero che l'ambiente è molto competitivo e c'è tutta una serie di persone che gioisce agli errori degli altri...qualcuno sa qualcosa di questa situazione?

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Luisa Fiorini  Identity Verified
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Yes Jul 5, 2007

Lillina wrote:

Sono usciti i bandi di queste benedette SSLMIT, ma ultimamente ho letto delle cose non proprio piacevoli, ovvero che l'ambiente è molto competitivo e c'è tutta una serie di persone che gioisce agli errori degli altri...qualcuno sa qualcosa di questa situazione?



Certo che ne so qualcosa...

L'ambiente è competitivo al massimo, per questo ti ho consigliato di non saltare mai le lezioni se non nel caso in cui tu stia male. Devi avere la fortuna, e io l'ho avuta, di trovare persone che nel caso tu sia assente a una lezioni, ti passi gli appunti, ti dica che cosa hanno fatto e quali testi ci sono da tradurre per la volta successiva. Lo so che quello che dico sembra assurdo, ma quello che hai sentito dire sulla competitività tra gli studenti è la pura verità. A lezione di interpretazione c'erano due mie ex compagne che ridevano quando quelcuna di noi sbagliava, oppure, quando non ridevano, facevano le smorfie per farti capire che, a loro parere, avevi sbagliato e non sarensti mai arrivata da nessuna parte. Il risultato: nessuno le sopportava, soprattutto una. L'altra ha lasciato perdere il vecchio ordinamento ed è passata alla laurea triennale e da quello che abbiamo saputo non fa nè la traduttrice nè l'interprete: quindi alla fine abbiamo riso noi

L'unico consiglio che ti posso dare è di andare dritta per la tua strada. Parla con le tue compagne di corso, ascolta le loro opinioni ma non lasciarti condizionare dai loro giudizi o dalle loro scelte. Il percorso universitario deve essere positivo per te, lo devi vivere serenamente, altrimenti in una facoltà talmente tanto impegnativa come questa rischi di avere una crisi di nervi e di non farcela ad arrivare alla fine. Fregatene (scusa l'espressione ma rende bene l'idea di quello che ti voglio dire) se loro fanno un esame più di te, se prendono un voto più alto, se hanno una media più alta eccetera eccetera... Non viverla come una gara sennò rischi di rovinarti seriamente la salute e non è questo lo scopo dell'università. Impegnati, studia, fai le traduzioni che vi danno per esercizio, fai i glossari, i commenti, fai tutto quello che serve per essere una studentessa diligente, rispettosa e puntuale nelle consegne (se consegni una traduzione in ritardo o una traduzione senza il glossario vieni penalizzata in sede d'esame proprio come se stessi lavorando per un tuo cliente, per lo meno in spagnolo è così, alla faccia di chi dice che le scuole per interpreti sono lontane anni luce dalla vita reale e dal vero mondo del lavoro), frequenta le lezioni, vai a ricevimento dai professori (che sono di una disponibilità unica nei confronti degli studenti) se vuoi approfondire un certo argomento che ti interessa o se vuoi dei consigli, vai alle lezioni dei tutor e chi più ne ha più ne metta, ma tutto quello che fai fallo per te, non per fare invidia o per superare le tue compagne. Fallo per la tua preparazione, per il tuo futuro e per la tua formazione, non per gli altri. Tu non devi rendere conto a loro del tuo successo/insuccesso universitario, tutt'al più deve renderne conto alla tua famiglia che dovrà sborsare fior fiore di quattrini in tasse universitare e in affitti per l'appartamento se sei fuori sede.

Se vedi che qualche tua compagna è invidiosa girale alla larga e lascia che cuocia nella sua invidia. Chi sta male non è l'ividiato è l'invidioso. Tu vai tranquilla per la tua strada e se hai bisogno sono qui.

p.s. in che città abiti?
p.p.s. io parolo sempre della sslmit di forlì, di trieste non so nulla.

[Modificato alle 2007-07-05 17:15]

[Modificato alle 2007-07-05 17:16]

[Modificato alle 2007-07-05 17:52]


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Lillina
Local time: 05:34
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Come al solito preziosissima Luisa! Jul 5, 2007

Luisa non finirò mai di ringraziarti per la tua immensa disponibilità!
Anche se tu parli di Forlì e non di Trieste, sembra che la situazione sia esattamente la stessa, ahimè.
Ti dico già da ora che io non sono mai stata abituata alla competizione in ambiente scolastico, anzi a dire la verità la competizione l'ho sempre evitata in tutti i contesti della mia seppur giovane vita, per questo ti confesso che questo aspetto mi fa molta molta paura.

Personalmente vorrei entrare in questa scuola per imparare bene le lingue ed acquisire buone capacità nelle traduzioni, spero ovviamente di farmi anche delle belle amicizie, dal momento che sarò fuori sede (son di Roma), se invece dovessi incontrare un ambiente ostile sarebbe un pò un problema, dato che sinceramente non intendo andare all'università solo per crescere nel senso accademico del termine ma anche nel senso umano.
Io poi sono anche parecchio sensibile e se dovessi incontrare persone maligne ho paura che mi rovinerei il fegato
Al limite adotterò la tattica "trasversale" ,ovvero dal momento che se entrerò sceglierò inglese e spagnolo, cercherò di farmi amici tra quelli che studiano francese, tedesco e russo

Ma poi mi chiedo: ce la si fa a mantenere una straccio di vita sociale alla SSLMIT? Io non sono proprio il tipo di persona che sopporterebbe di campare di sola università... pensi che mi esaurirei dopo una settimana in una scuola simile?

Grazie ancora!


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Luisa Fiorini  Identity Verified
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Ti capisco Jul 5, 2007

Lillina wrote:

la competizione l'ho sempre evitata in tutti i contesti della mia seppur giovane vita, per questo ti confesso che questo aspetto mi fa molta molta paura.


Capisco la paura, è normale, ma cerca di stare tranquilla e di fare la tua vita senza lasciare che gli altri si intromettano troppo. Questa esperienza ti aiuterà a farti una bella corazza antisfondamento
Socializza con tutte le tue compagne, fai buon viso a cattiva sorte se è il caso, sii diplomatica e non raccontare troppo i fatti tuoi...


Lillina wrote:
spero ovviamente di farmi anche delle belle amicizie, dal momento che sarò fuori sede (son di Roma), se invece dovessi incontrare un ambiente ostile sarebbe un pò un problema, dato che sinceramente non intendo andare all'università solo per crescere nel senso accademico del termine ma anche nel senso umano.


Sicuramente crescerai dal lato umano. Ci sono troppe cose che uno deve imparare a fare vivendo fuori casa senza i genitori. Credo sia impossibile non crescere dopo un'esperienza come questa, quindi questo è garantito. Le persone che cercano di metterti i bastoni tra le ruote ci sono ma basta evitarle. E anche questo ti aiuterà a crescere e a imparare a distinguere chi merita veramente la tua amicizia e chi invece non la merita. Con quest'ultimo gruppo, come ho detto, usa diplomazia e lasciali nel loro sugo. Io ho conosciuto anche delle ragazze molto gentili, due in particolare con le quali ho mantenuto un bel rapporto di amicizia e con cui "parlo" tutti i giorni sul messenger e su skype (con una sto chattando proprio ora). L'amicizia, si sa, è merce molto rara...

Lillina wrote:

Io poi sono anche parecchio sensibile e se dovessi incontrare persone maligne ho paura che mi rovinerei il fegato


Ti abituerai, all'inizio è molto dura ma poi uno impara a barcamenarsi. Ti fai la corazza e a certi comportamenti non farai neanche più caso, imparerai ad avere completa fiducia in te stessa e nei tuoi mezzi, diventerai autonoma. Putroppo ci vuole solo un po' di tempo per ambientarsi, non solo all'università, ma anche nella città e soprattutto con le coinquiline. La convivenza in casa con altre persone è la cosa che più ti fa crescere ma che può anche essere fonte di innumerevoli problemi, perchè ti ritrovi a vivere con persone che non conosci, che non hai mai visto prima, che sicuramente hanno delle abitudini di vita diverse dalle tue, che non sono proprio il massimo della simpatia e con le quali forse non hai proprio nulla in comune, Ci vuole molta fortuna nel trovare persone intelligenti che abbiano rispetto nei confronti degli altri coinquilini, che si rendano conto che anche gli altri hanno il diritto di vivere serenamente, altrimenti diventa un vero inferno. Questo lo so sia per esperienza personale che per esperienza delle mie ex compagne. Ti auguro di tutto cuore di trovare persone rispettose delle norme di buona convivenza, visto che dovrai rimanere a Forlì anche il fine settimana e quindi sorbirti i coinquilini anche di sabato e domenica (io sono di Modena e al venerdì sera, dopo l'ultima lezione fuggivo a gambe levatissime verso la stazione e me ne tornavo a casa).

Lillina wrote:
Ma poi mi chiedo: ce la si fa a mantenere una straccio di vita sociale alla SSLMIT? Io non sono proprio il tipo di persona che sopporterebbe di campare di sola università... pensi che mi esaurirei dopo una settimana in una scuola simile?


Della scarsa vita sociale si lamentano tutti gli studenti. Troppi impegni, troppe traduzioni, troppe tesine da consegnare, troppe ore da passare in biblioteca a fare ricerche, troppe ore da passare davanti al pc a fare le traduzioni e a preparare i dossier per l'esame (quelli di spagnolo ti estromettono dall'esame se non porti i dossier corretti e completi), troppo tutto. Io passavo i fine settimana chiusa in casa a mettere a computer le traduzioni (i professori non correggono testi scritti a mano, tutto quello che consegni deve essere scritto a pc) e quant'altro. Ti consiglio di munirti di pc portatile e di assicurarti che nella casa dove andrai a vivere ci sia la connessione adsl perchè in facoltà i pc sono contati (il laboratorio apre alle 9, io andavo alle 8:30 per mettermi in fila davanti alla porta... che vitaccia) e spesso bisogna stare in fila delle ore. La durata di una sessione di lavoro sarebbe 90 minuti, ma ci sono studenti che ci stanno anche 5 ore, tanto i due tecnici del laboratorio non controllano mai. Sennò ti tocca andare al Centro di Calcolo (dove ti devi portare la carta per stampare)o peggio ancora al Centro Linguistico dove devi registrare il tuo account con il tecnico dei computer e portarti anche in questo caso la carta per stampare.
Tornando alla questione della vita sociale penso che riuscirai al sabato e alla domenica sera ad uscire anche se Forlì non è molto ricca di divertimenti, tutti gli studenti vanno all'Oltremodo e al Pride (sentirai spesso questi nomi). Durante la settimana la vedo dura. Nei giorini in cui finivo le lezioni alle 19 avevo giusto il tempo di andare al supermercato vicino alla facoltà (che ora ha chiuso e si è trasferito vicino alla stazione, con grande incavolamento di tutti gli studenti che andavano a fare la spesa dopo la lezione) per fare la spesa, tonare a casa, cucinare, mangiare, pulire un po' la casa (visto che devo vivere in un ambiente pulito), lavare i piatti, fare la doccia e stramazzare sul divano mezza assonnata per la stanchezza. Al mattino dopo si ricominciava di nuovo il solito tour de force.

Come vedi di opportunità per crescere anche dal punto di vista umano ne avrai, sono tutte esperienze che ti formano il carattere.

Spero di non averti spaventata ma preferisco dire le cose come stanno piuttosto che raccontare bugie e far sembrare tutto facile. Sono certa che se troverai le persone giuste tutto questo ti sembrerà molto meno pesante da affrontare.
Se un fine settimana sei in crisi e non ti va di stare a Forlì prendi il treno e vieni a Modena che ti porto a spasso


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