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Traduttori italiani negli States
Thread poster: Lillina

Lillina
Local time: 16:55
Italian
Jun 18, 2007

Salve a tutti,
leggendo il forum mi accorgo che alcuni di voi sono riusciti a trovare lavoro come traduttori negli States.
Mi piacerebbe sapere, per curiosità, qual'è stato il percorso che vi ha portati fin lì, se sia stata una cosa voluta o meno e qualsiasi altra notizia che abbiate voglia di darmi!

Grazie a tutti!


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Luca Ruella  Identity Verified
United States
Member (2005)
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+ ...
Anche io Jun 18, 2007

vorrei avere informazioni se qualcuno ne sa qualcosa. Gestisco uno studio di traduzioni e vorrei trasferire l'intera attività in USA.

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Liliana Roman-Hamilton  Identity Verified
Local time: 07:55
English to Italian
la mia esperienza Jun 18, 2007

Ciao

Ti posso raccontare in grandi linee la mia esperienza.

Mi sono trasferita negli States nel dicembre 2002 per motivi personali, non perche' volevo cambiare lavoro, quindi il mio caso di naturalizzazione e' di base differente.

Il processo di regolarizzazione presso l'ufficio immigrazione americano (INS) e' lungo e tortuoso. Non puoi lavorare regolarmente negli States se prima non hai un permesso di soggiorno e la carta verde, e ci vogliono circa 2 o 3 anni per ottenerla, attraverso un percorso fatto di numerosi formulari da riempire e spedire, attese di mesi, centinaia di dollari in tasse governative da pagare, interviste con quelli dell'immigrazione, impronte digitali, visite mediche e analisi del sangue per appurare che tu non abbia malattie misteriose, e lunghe ore d'attesa davanti ai cancelli degli all'ufficio immigrazione piu' vicino (nel mio caso, abitando a circa 4 ore di macchina da Los Angeles, cio' implicava partire in piena notte, arrivare davanti ai cancelli dell'INS di L.A. alle 5, dove la coda di gente raggiungeva gia' l'intero isolato e poi aspettare per 4-5-6 ore di fila...). Insomma, tanta, tanta pazienza e perseveranza.

Una volta regolarizzata la tua posizione di "alien", puoi cominciare a lavorare, mandare CV, fare interviste di lavoro, pagare le tasse, eccetera.

Non sono una traduttrice full-time, (lavoro in un'agenzia di viaggi) sebbene un paio di agenzie di traduzioni mi chiamino di tanto in tanto, per cui la mia situazione e' particolare, magari altri proziani italiani residenti negli States ti potrenno dare ulteriori informazioni.

Al momento potrei fare le pratiche di richiesta per la cittadinanza americana, ma cio' implica un'altra luuuuunga trafila burocratica da seguire (altri moduli, altre impronte, altre interviste, altri viaggi e attese di fronte all'INS di L.A.), ed almeno 600$ iniziali in sole tasse governative per iniziare questa pratica che si conclude dopo non so quanti anni con un'esame di storia ed educazione civica sugli Stati Uniti. Puoi comprendere come al momento non intenda ricominciare tutto da capo, e mi tenga il mio passaporto italiano e la mia carta verde. Se vivro' ancora qui negli States quando raggiungero' l'eta' pensionabile, allora si' mi prendero' la cittadinanza americana, poiche' non puoi ricevere i Social Security benefits (ossia la pensione) se non sei cittadina americana. La mia collega, Canadese di nascita ora oltre la 60ina, ha preso la cittadinanza solo pochi anni fa, proprio per questo motivo.


Saluti dalla California.
Liliana


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Lillina
Local time: 16:55
Italian
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Come ottenere permesso di soggiorno e carta verde Jun 18, 2007

Liliana Roman-Hamilton wrote:


Il processo di regolarizzazione presso l'ufficio immigrazione americano (INS) e' lungo e tortuoso. Non puoi lavorare regolarmente negli States se prima non hai un permesso di soggiorno e la carta verde, e ci vogliono circa 2 o 3 anni per ottenerla


Ciao Liliana,
grazie mille davvero per la tua risposta, sei stata molto esauriente, l'unica cosa che non ho ben capito è come si facciano ad ottenere questo permesso di soggiorno e la green card!

Grazie ancora!


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 11:55
Member (2001)
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+ ...
Chiedi a wiki... Jun 18, 2007

Ci sono molte informazioni ufficiali on-line, ma un buon punto di pratenza potrebbe essere wikipedia

http://en.wikipedia.org/wiki/United_States_Permanent_Resident_Card

ciao
Gianfranco


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Lillina
Local time: 16:55
Italian
TOPIC STARTER
Ovvio ma... Jun 18, 2007

gianfranco wrote:

Ci sono molte informazioni ufficiali on-line, ma un buon punto di pratenza potrebbe essere wikipedia

http://en.wikipedia.org/wiki/United_States_Permanent_Resident_Card

ciao
Gianfranco



Ovvio ma l'esperienza diretta di una persona della propria nazionalità è molto più illuminante di wikipedia no?


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 08:55
Member (2003)
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+ ...
Come ci sono arrivato io Jun 18, 2007

Quattordici anni fa lavoravo presso una grossa agenzia di traduzioni di Modena.

Lessi un annuncio su CompuServe: un'azienda di software americana stava cercando traduttori italiani per la sua sede di Denver.

Risposi all'annuncio, mandando curriculum e altre informazioni. Da lì seguirono altre comunicazioni, colloquio telefonico, colloquio in persona, e, dopo varie trafile (compreso il rilascio del visto H1b per lavoro), che durarono molti mesi, finalmente l'assunzione.

Nell'azienda di software lavorai dapprima come traduttore, poi come manager (sempre nel reparto di traduzione), fino a che, verso la fine del 2003, l'azienda non fu assorbita da un'altra, più grossa (che a sua volta, nel frattempo è stata assorbita da un'altra ancora maggiore), con conseguente licenziamento in gruppo della maggior parte del reparto di traduzione.

Nel frattempo avevo anche ottenuto (grazie alla sponsorizzazione aziendale), la famosa carta verde.

Con alcuni colleghi abbiamo formato una piccola società (Aliquantum), e da allora lavoriamo in proprio.

Qui mi trovo bene: è più facile essere licenziati, magari (come è capitato a me), ma anche molto più facile trovare lavoro, e le pastoie burocratiche, anche se non assenti, sono molto minori e meno problematiche che in Italia.

La vita in Italia mi manca, a volte, ma il lavorare in Italia proprio no.


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Liliana Roman-Hamilton  Identity Verified
Local time: 07:55
English to Italian
il mio caso Jun 18, 2007

Il mio caso come dicevo era di base diverso, dato che quando mi sono trasferita negli States ero entrata con un semplice visto turistico (nonostante avessi gia' da mesi in Italia cominciato le pratiche di fiance' visa congiuntamente all'allora mio fidanzato, cittadino americano, ma la cosa stava andando troppo per le lunghe), che e' di norma valido per 90 giorni e prorogabile per altri 90 se non sbaglio.

Durante gli iniziali 90 giorni di validita' del mio tourist visa mi sono sposata e dato che non avevo idea di cosa fare a quel punto, dato che ero si' legalmente sposata con un cittadino americano, ma ero ancora sotto visto turistico, mi sono affidata ad una paralegale che mi ha guidato nel disbrigo delle pratiche burocratiche fino a che ho ottenuto un permesso di residenza prolungato con il quale potevo continuare a vivere, ma non lavorare negli States oltre i 90 giorni ed allo stesso tempo continuare le pratiche per ottenere la carta verde dato che volevo cominciare a lavorare.

Ho ottenuto la carta verde temporanea nel febbraio 2004 e ho trovato immediatamente lavoro. Perche' temporanea ? perche' non ero sposata da almeno 3 anni nel 2004, quindi dovevano appurare che non era un matrimonio finto, fatto solo per prendere la famosa carta verde come nel film omonimo, per cui sono l'anno scorso ho ottenuto quella permanente (e' valida 10 anni, come una carta d'identita').

Sono certa che per ottenere il permesso e la carta verde per motivi di lavoro c'e' un iter diverso, ma non ti so dire, veramente.


[Edited at 2007-06-18 23:09]


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Lillina
Local time: 16:55
Italian
TOPIC STARTER
Molto interessanti le vostre testimonianze! Jun 18, 2007

Grazie mille per le preziose informazioni che mi avete fornito!
Ora ho messo un pò in ordine le notizie che già avevo reperito.

Se mi è permesso posso chiedervi semplicemente come vi trovate? A me la California a suo tempo shockò non poco, specialmente il numero elevatissimo di senza tetto e la rigidità di certe regole, per un certo periodo mi passò quasi la passione che avevo sempre nutrito per gli USA.

Ma immagino che viverci debba essere diverso!

[Edited at 2007-06-19 00:38]


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texjax DDS PhD  Identity Verified
Local time: 10:55
Member (2006)
English to Italian
+ ...
..ed io... Jun 18, 2007

Non potevo mancare al forum condominiale dei miei amici emigrati e non (o non ancora…magari Gianfranco ci raggiungera’ prima o poi..), ed eccomi qui.

Io sono arrivata negli USA sia come ricercatrice (o meglio scientist, come dicono qui, che fa molto più chic) che per motivi personali concomitanti e prioritari rispetto al lavoro.

Anche io ho fatto tutta la trafila burocratica di mesi alla quale hanno accennato i colleghi, ma non ne serbo il ricordo da incubo di Liliana, nonostante tutto. Gli uffici immigrazione della California d’altra parte sono arcinoti per essere tra i più affollati d’America, vista la vicinanza col Messico, e di conseguenza le file e i tempi burocratici sono più lunghi che altrove. In altri stati, invece, le procedure sono più snelle, anche se richiedono comunque dei mesi.

Esistono diversi tipi di visto per entrare negli Stati Uniti, tra cui quello citato da Riccardo, per il quale è indispensabile avere uno sponsor, o petitioner, che sia disposto ad assumerti e a garantire per te. Maggiori informazioni sono disponibili al link ufficiale che vi segnalo:

http://www.uscis.gov/portal/site/uscis/menuitem.5af9bb95919f35e66f614176543f6d1a/?vgnextoid=84096138f898d010VgnVCM10000048f3d6a1RCRD&vgnextchannel=4f719c7755cb9010VgnVCM10000045f3d6a1RCRD

Consiglierei inoltre, per coloro che desiderano ulteriori informazioni, di contattare gli uffici consolari americani in Italia recandosi, ove possibile, di persona. Sono molto gentili, ma le richieste di informazioni telefoniche vengono spesso liquidate con un laconico “consulti il nostro sito web..”, quindi una visita personale (forse con previo appuntamento, ammesso che lo concedano, non saprei dire) è probabilmente la via migliore da seguire.
Altro link di riferimento:

http://milan.usconsulate.gov/Default.asp

Non mi soffermo sui lati positivi e negativi del vivere qui, le opinioni sono del tutto personali e ognuno filtra le esperienze attraverso la propria sensibilità. Magari in un altro forum…

Un dato oggettivo, invece, è il fatto che l’America è decisamente un paese business- friendly, e per coloro che vogliono aprire un’attività o trovare lavoro non ci sono troppi ostacoli, una volta sul posto e superate le trafile burocratiche del caso.

Suppongo, per rispondere a Luca, che non sia difficilissimo trasferire l'attività qui, soprattutto se questa è in grado di generare dei posti di lavoro, anche se di numero limitato, e flusso di denaro, qui sovrano. Ci sono molte agevolazioni in questo senso, ma prima bisognerebbe informarsi sui dettagli, che non sono in grado di fornire.

Buona fortuna a entrambi e..chissà, magari ci incontreremo da qualche parte, prima o poi.

A coloro che sono già qui, invece, che hanno la famigerata green card e lavorano come Liliana e Riccardo (lunga vita ad Aliquantum ) i miei più cari e affettuosi saluti.

Ciao a tutti da sunny Florida!

tex


[Edited at 2007-06-18 23:36]


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Liliana Roman-Hamilton  Identity Verified
Local time: 07:55
English to Italian
Ambasciata USA in Italia Jun 19, 2007

texjax DDS PhD wrote:

Gli uffici immigrazione della California d’altra parte sono arcinoti per essere tra i più affollati d’America, vista la vicinanza col Messico, e di conseguenza le file e i tempi burocratici sono più lunghi che altrove. In altri stati, invece, le procedure sono più snelle, anche se richiedono comunque dei mesi.



Si', purtroppo l'INS di Los Angeles e' affollatissimo per il motivo da te menzionato. Ricordo che la maggior parte degli immigrati in attesa come me erano messicani o sudamericani, seguiti da orientali ed in minima parte da europei (ma vi dico, su 100 persone, io saro' stata l'unica europea...). Alcuni arrivavano la notte prima, con l'intera famiglia a seguito, provvisti di sacchi a pelo e coperte, per prendere i primi posti. Poi c'erano quelli che mandavano direttamente l'avvocato che arrivava bello tranquillo, sbarbato e lavato intorno alle 9, a porte aperte e che perorava la causa di quegli immigrati che si potevano permettere di far disbrigare la loro trafila burocratica da un legale, invece di andare a fare la notte all'agghiaccio....



Consiglierei inoltre, per coloro che desiderano ulteriori informazioni, di contattare gli uffici consolari americani in Italia recandosi, ove possibile, di persona. Sono molto gentili, ma le richieste di informazioni telefoniche vengono spesso liquidate con un laconico “consulti il nostro sito web..”, quindi una visita personale (forse con previo appuntamento, ammesso che lo concedano, non saprei dire) è probabilmente la via migliore da seguire.
Altro link di riferimento:

http://milan.usconsulate.gov/Default.asp




Nota importante: l'Ambasciata USA a Roma ha un numero di customer service a pagamento . Ricordo che l'unica volta che sono riuscita a parlare con qualcuno dell'ambasciata (sorvoliamo quanto sara' stata la mia bolletta in quell'occasione, dato che era circa 1 euro al minuto, e di solito si dovevano attendere 10-15 minuti di sola attesa prima che qualcuno si degnasse di prendere la cornetta in mano...) mi dissero senza preamboli di guardare il loro sito web (cosa che avevo gia' fatto, senza trovare risposta alle mie domande, altrimenti mica mi sarei messa a perdere tempo a chiamarli, non credete?), ecco perche' alla fine decisi di entrare con il visto turistico. Infatti poi una volta qui, la pratica e' stata si' lunga e ad ostacoli, ma senza intoppi. Dubito che sarebbe stata cosi' in Italia, dato che dopo 2 anni dalla mia prima richiesta per il fiance' visa, non avevo ricevuto nulla, neanche un avviso di ricevimento dei moduli (cosa che invece accade qui, ma lasciamo perdere i paragoni...). Quindi si', meglio andare di persona (se le guardie armate fino ai denti vi fanno passare...).

Concordo con Tex, la burocrazia qui e' molto piu' fluida, i furbetti vengono puniti alla svelta e perentoriamente. Chi vuole essere in regola e lavorare legalmente e regolarmente deve seguire precise regole, altrimenti RAUS!


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Liliana Roman-Hamilton  Identity Verified
Local time: 07:55
English to Italian
mah che dire.... 'na bella zona! Jun 19, 2007

Lillina wrote:

Se mi è permesso posso chiedervi semplicemente come vi trovate? A me la California a suo tempo shockò non poco, specialmente il numero elevatissimo di senza tetto e la rigidità di certe regole, per un certo periodo mi passò quasi la passione che avevo sempre nutrito per gli USA.

Ma immagino che viverci debba essere diverso!

[Edited at 2007-06-19 00:38]


Io ho la fortuna di abitare in California centrale, a 4 ore di macchina a nord di Los Angeles, zona bellissima lungo la costa, con l'Oceano Pacifico davanti e colline piene di vigneti che regalano vini deliziosi alle spalle. Che dire... mi sono abituata in fretta e mi trovo benissimo, ma mizzica quanto costa la California! La benzina e' la piu' cara degli Stati Uniti, le case decenti sfiorano il milione di dollari (e non parlo del villone di Montecito di Oprah Winfrey, ma di case ben fatte con 3 camere, garage e giardino), anche un appartamento in affitto costa circa $1000-1500 mensili. Dicono che e' il prezzo da pagare per vivere nel Golden State, dove ci sono piu' o meno 300 giorni di sole all'anno (sebbene qui sulla costa in estate abbiamo il fenomeno del June Gloom che pare essere nel mondo delle Nebbie di Avalon).

Certo se uno vivesse in Kansas o in Nebraska, il costo della vita sarebbe molto piu' basso, ma il destino mi ha portato da questo lato del globo.


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Lillina
Local time: 16:55
Italian
TOPIC STARTER
Un bel mix! Jun 22, 2007

Tra California, Nevada, Colorado e Florida avete fatto proprio un bel mix, manca giusto qualcuno nel New England!

Vedo con piacere che siete anche tutti molto soddisfatti della vostra scelta!

Grazie mille per tutti i vostri interessantissimi interventi, qualsiasi altro post sarà graditissimo, anche se contenente delle semplici impressioni!

Grazie a tutti!


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