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Contro il protocollo di Londra
Thread poster: Angie Garbarino

Angie Garbarino  Identity Verified
Spain
Local time: 20:30
Member (2003)
French to Italian
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Jul 13, 2007

Per i traduttori di brevetti,

È stato postato nel forum francese, ma riguarda tutta l'Europa e in particolare chi traduce brevetti,
credo quindi di fare cosa gradita segnalandolo anche qui, (magari alcuni non guardano il forum francese)



Ecco un comunicato stampa del 4/07 sulla ratifica del Protocollo di Londra che mira a eliminare la traduzione dei brevetti Europei
http://www.cncpi.fr/bibliotheque/02-Communication%20externe/200707091108-Communique_CNCPI_CBE_2000_ VF.pdf

E qui un link per la firma contro tale ratifica

http://www.lapetition.be/petition.php?petid=217

Mi sembra importante firmarlo

Buon week end a tutti.


[Edited at 2007-07-13 11:22]


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Catherine Piéret  Identity Verified
Italy
Local time: 20:30
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Buon'idea Jul 13, 2007

E' un'ottima iniziativa Angio di promuovere questa petizione presso i nostri colleghi italiani.
Grazie.
Catherine


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Lucia Messuti  Identity Verified
Italy
Local time: 20:30
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Ottima idea! Jul 13, 2007

Cosa ne dite di fare qualcosa a supporto anche per le corrispondenti associazioni/realtà in Italia ?

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xxxGabi Ancarol
Italy
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si Jul 13, 2007

Lucia Messuti wrote:

Cosa ne dite di fare qualcosa a supporto anche per le corrispondenti associazioni/realtà in Italia ?



d'accordo


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Valentina_D  Identity Verified
Local time: 20:30
Member
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per completezza di informazione Jul 13, 2007

..c'è da dire che il Protocollo di Londra "consentirebbe ai paesi firmatari di presentare brevetti in sole tre lingue (inglese, francese e tedesco) riducendo di conseguenza il numero di traduzioni richieste".

Da questo ne conseguirebbe che, ad esempio, per i brevetti italiani ci sarebbe ancora la necessità di traduzione verso almeno una di queste lingue (a meno che gli inventori italiani non siano loro stessi in grado di produrre un testo di brevetto ineccepibile non solo dal punto di vista linguistico, ma anche giuridico).

L'obiettivo negli intenti è quello di razionalizzare il sistema europeo di brevetti, riducendo i costi "che in media sono di 40 000 EUR nell'UE rispetto a un importo inferiore a 3 000 EUR negli Stati Uniti e che rappresentano un enorme disincentivo per l'innovazione, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI)" e quindi di permettere alle aziende europee di essere più competitive su scala mondiale.

(citazioni tratte da siti Internet)

Questa non vuole essere una presa di posizione sull'argomento (io stessa ho tradotto e traduco anche brevetti), ma riportare anche le motivazioni dell'iniziativa, con cui si può essere o non essere d'accordo.

buon WE a tutti.


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 15:30
Member (2001)
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Anche io vorrei sapere meglio di cosa si tratta Jul 13, 2007

C'è nessuno che sappia di cosa si sta parlando, in questa petizione e nel protocollo di Londra? Anche in poche parole e con i concetti essenziali?

Per esempio, un brevetto italiano, per essere registrato in Europa, deve essere tradotto in tutte le lingue riconosciute nella UE o basta una, o alcune tra una lista ridotta?

Io non sono informato al riguardo e prima di firmare una petizione vorrei sapere tutto il possibile.

Premetto che ho letto il documento indicato sopra da Angioletta, e per facilitarne la lettura fornisco lo stesso link in formato breve tinyURL: http://tinyurl.com/2ycld9 (il link originale è lungo e risulta troncato) ma devo ammettere che ho trovato il testo abbastanza convoluto.
Nessuno che lo possa riassumere in poche righe limpidissime?


Grazie
Gianfranco



[Edited at 2007-07-13 17:58]


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Angie Garbarino  Identity Verified
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Ovviamente Jul 13, 2007

Si può essere o non essere d'accordo

come su tutto d'altronde, a mio modesto avviso però con la ratifica del protocollo di Londra il mercato delle traduzioni verrebbe ridotto.


Ecco qua Gianfranco ho trovato qualche riga che avevo archiviato e che mi pare abbastanza chiara (è francese ed è quindi visto dal punto di vista francese ma mi pare valga anche per noi)

Un brevet européen pourrait, en cas de ratification du protocole de Londres, être déposé en Europe dans l'une des trois langues officielles de l'Office européen des brevets (OEB), à savoir l'anglais, l'allemand et le français, il est manifeste que les brevets seraient alors rédigés exclusivement en langue anglaise. Pour preuve de cette future hégémonie linguistique, certaines multinationales françaises rédigent et déposent déjà leurs brevets en anglais


Praticamente è la stessa spiegazione data da tiny (tranne che per il fatto che le lingue non sono 3, bensì una sola delle 3 citate, altrimenti perché i francesi si lamenterebbero, vi pare?) ma è anche vero (penso io) che ovviamente (almeno la maggior parte dei brevetti) saranno depositati in inglese.

Ciao

Angio

[Edited at 2007-07-13 18:18]


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Angie Garbarino  Identity Verified
Spain
Local time: 20:30
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Praticamente Jul 13, 2007

Per esempio, un brevetto italiano, per essere registrato in Europa, deve essere tradotto in tutte le lingue riconosciute nella UE o basta una, o alcune tra una lista ridotta?


In caso di ratifica del protocollo di Londra un brevetto italiano potrà essere tradotto in una sola delle tre lingue ufficiali della comnuità Europea (Eng>Deu>Fra) e non più come prima in tutte le lingue, ecco quindi dove si ridurrebbe il mercato per noi,

Un brevetto Tedesco ad esempio non sarebbe più tradotto in Italiano, (a noi andrebbe quindi peggio che ai francesi mi pare)

Inoltre, sempre secondo la petizione, la scelta cadrebbe sicuramente sull'inglese con conseguente riduzione di lavoro per i traduttori delle altre lingue.

Buon week end a tutti



[Edited at 2007-07-14 09:45]


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Angie Garbarino  Identity Verified
Spain
Local time: 20:30
Member (2003)
French to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
Non in sole 3 lingue Jul 13, 2007

tiny wrote:

..c'è da dire che il Protocollo di Londra "consentirebbe ai paesi firmatari di presentare brevetti in sole tre lingue (inglese, francese e tedesco) riducendo di conseguenza il numero di traduzioni richieste"


Ma in una sola di queste 3.

Portando a zero le traduzioni in Italiano

P.S. Mi scuso per i 3 post ma avendo aperto il thread volevo cercare di essere chiara, e spero di esserci riuscita.

Riciao a tutti!


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texjax DDS PhD  Identity Verified
Local time: 14:30
Member (2006)
English to Italian
+ ...
Qualche notizia in breve (e link) Jul 13, 2007

"Procedura di traduzione
UNA SOLUZIONE ECONOMICAMENTE VANTAGGIOSA SOSTITUISCE UN SISTEMA BABILONICO DI TRADUZIONE PER I BREVETTI EUROPEI
Rinuncia alle traduzioni e procedura unificata nella regolazione delle controversie per i brevetti europei: la Conferenza Governativa degli stati firmatari della Convenzione sul Brevetto Europeo ha approvato a questo proposito, in data 16 e 17 ottobre 2000 a Londra, delle disposizioni orientative. Queste influiscono anche sulla procedura relativa ai brevetti in Svizzera.

La Convenzione sul Brevetto Europeo (CBE) consente ai richiedenti di ottenere una protezione delle invenzioni, in tutti o in alcuni degli attuali 19 paesi firmatari della Convenzione, attraverso una procedura unificata. Un problema spesso dibattuto a questo proposito è il fatto che ciascuno di questi stati può richiedere una traduzione del fascicolo del brevetto, da redigersi in una delle lingue ufficiali dell'Ufficio Europeo dei Brevetti (inglese, tedesco o francese), nella propria lingua nazionale. Di conseguenza i costi per un brevetto europeo sono attualmente da tre a cinque volte superiori rispetto a quelli per un brevetto americano o giapponese."
http://www.ip4all.ch/I/archiv/2000/a112.shtm

http://www.ige.ch/I/jurinfo/j14106.shtm
http://www.ige.ch/I/jurinfo/j14104.shtm

L'accordo comporta vantaggi e svantaggi, non prendo posizione al momento.
Non per polemizzare, ma mi sembra di capire che la proposta sia stata formulata nel 1999 ed è stata sottoscritta da alcuni stati già nel 2001. Nessuno si è mai accorto di nulla nel frattempo? Se si voleva fare opposizione, non sarebbe stato il caso di farlo prima?

Non capisco il senso della petizione, sinceramente, forse mi sto perdendo qualche dettaglio.
Nel secondo link indicato si riporta:
"Questo accordo é già stato firmato da dieci Stati, tra cui la Svizzera ed i tre Stati contraenti più designati, la Germania, la Francia ed il Regno Unito. La Francia ha apposto la sua firma all'accordo il 29 giugno 2001. Gli altri Stati firmatari sono la Danimarca, il Principato del Liechtenstein, il Lussemburgo, Monaco, i Paesi Bassi e la Svezia. L'accordo entrerà in vigore il primo giorno del quarto mese dopo il deposito dell'ultimo degli strumenti di ratificazione o d'adesione di otto Stati contraenti della Convenzione sul Brevetto Europeo, tra cui i tre Stati nei quali é stato registrato il maggior numero di brevetti europei nel corso del 1999 (Germania, Francia, Regno Unito)."
La Francia ha già firmato, quindi, ben 6 anni fa...
C'è qualcuno che può gentilmente spiegare in che modo una petizione potrebbe cambiare il corso delle cose?
Grazie

[Edited at 2007-07-13 22:29]


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Linda 969
Local time: 20:30
Italian to English
+ ...
Qualche elemento in più per capire Jul 14, 2007

texjax DDS PhD wrote:
La Francia ha già firmato, quindi, ben 6 anni fa...
C'è qualcuno che può gentilmente spiegare in che modo una petizione potrebbe cambiare il corso delle cose?
Grazie

[Edited at 2007-07-13 22:29]


Bruna
pare che la questione stia proprio nella mancata ratifica del trattato da parte del governo francese. Così spiega e commenta la EPO - European Patent Office:

http://www.epo.org/focus/issues/london-agreement.html

http://patlaw-reform.european-patent-office.org/london_agreement/status/

Qui invece una lettera aperta scritta ai candidati alle presidenziali da parte dell'Association des Professionnels de la Traduction des Brevets d'Invention

http://www.aprobi.asso.fr/

Direi che ora come ora la partita si gioca interamente in campo francese.

Mi viene un po' cinicamente da dire che le petizioni servono a poco, e che si tratta solo di vedere quale delle lobby che hanno degli interessi economici in gioco la spunterà, al di là delle parole magniloquenti e delle dichiarazioni di principio.

Grazie Angioletta per il post interessante.

Linda


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Angie Garbarino  Identity Verified
Spain
Local time: 20:30
Member (2003)
French to Italian
+ ...
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No la Francia non ha firmato, e non solo la Francia Jul 14, 2007

Il a été signé, en 2001, par une majorité de pays de l'Europe du Nord, mais la plupart des pays latins (Espagne, Portugal, Italie, Grèce) et l'Autriche, entre autres, ont refusé de le signer.


Come specificato qui:
http://www.lapetition.be/petition.php?petid=217

anche Spagna Portogallo, Italia e Grecia hanno rifiutato di firmarlo è per questo che ve l'ho segnalato.

Ovvio che la mancata firma da parte della Francia assume un' importanza maggiore dato il fatto che la lingua Francese è una delle 3 ufficiali.

[Edited at 2007-07-14 08:14]


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Angie Garbarino  Identity Verified
Spain
Local time: 20:30
Member (2003)
French to Italian
+ ...
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Volevo aggiungere... Jul 14, 2007

Che se non ricordo male, l'Italia all'epoca si rifiutò di firmare perchè avrebbe voluto essere annoverata tra le lingue ufficiali della Cominità Europa,

mi ricordo che se ne parlò a scuola.

All'epoca le lingue ufficiali erano due (Fr e Eng), si decise di aggiungerne una terza e si scelse il tedesco mentre l'Italia avrebbe voluto che la scelta ricadesse sull'italiano.

Magari anche la Spagna non ha firmato per le stesse motivazioni data anche l'enorme diffusione a livello mondiale dello spagnolo.

Sempre se non ricordo male, magari qualcuno può confermare o contraddire?

P.S. Mi è arrivato un pdf molto esauriente sulla questione chi lo volesse leggere non esiti a chiedermelo tramite profilo.

[Edited at 2007-07-14 08:55]


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 15:30
Member (2001)
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+ ...
Il nocciolo del problema Jul 14, 2007

Dunque, tentando di sintetizzare, l'accordo di Londra prevede (probabilmente insieme a molte altre cose), che un brevetto europeo potrà essere presentato non più con TRE traduzioni (in inglese, tedesco e francese) ma solo con una, a scelta fra le tre elencate.

L'associazione APROBI e altri sono contrari perché, pur essendo il francese incluso nelle 3 lingue, si teme che la lingua francese risulti scelta solo da una minoranza.

Mi pare inoltre che ci siano, intrecciati ai motivi economici, anche resistenze dovute a motivi di prestigio linguistico.

Ho reso i concetti della vicenda o manca qualcosa di essenziale?

(ovviamente, mi rendo conto che ci sono molti altri aspetti, ma se questo che ho tentato di riassumere è corretto, sarebbe già un punto fermo da cui partire per valutare il resto).

* * * *

Le mie considerazioni. L'Europa è una realtà economica che si estende su 25 paesi e una ventina di lingue diverse. Ritengo che non tutto si potrà fare all'infinito in venti lingue.
Le cose più importanti, le leggi, la costituzione e altre cose di questo calibro, ovviamente, vanno sempre messe a disposizione di tutti nella lingua di accesso più facile. E soprattutto nei primi anni (20-30) dell'unione. In futuro si vedrà come si evolveranno le nuove generazioni.

Inevitabilmente, vi sono tante cose che, per motivi economici e pratici non potranno essere sempre rese disponibili o obbligatorie in venti lingue.
In questo caso specifico, mi pare di capire, l'accordo di Londra propone di includere i brevetti tra le cose non essenziali, per ridurre i costi di deposito e registrazione, anzi introducendo una ulteriore semplificazione, da 3 lingue obbligatorie a una sola fra le tre.


A me sembra che si tratti di una categoria, traduttori e loro organizzazioni che difendono un loro interesse, perfettamente legittimo, ma in contrasto con una controparte che in questo caso è costituita da chi si occupa di ricerca, non solo grandi industrie o laboratori di multinazionali ma anche singoli inventori con risorse limitate.

Potremo domandarci: è giusto imporre costi superiori a una categoria (sempre 3 traduzioni) per difendere gli interessi di un'altra (magari perché vi apparteniamo), oppure occorre guardare al problema in modo distaccato, tenendo presente solo il lato pratico ed economico più generale?

I fini pratici in questo caso sono la protezione giuridica tramite brevetto del diritto intellettuale degli inventori.


ciao
Gianfranco




[Edited at 2007-07-14 15:52]


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Angie Garbarino  Identity Verified
Spain
Local time: 20:30
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Non proprio Jul 14, 2007

gianfranco wrote:

Dunque, tentando di sintetizzare, l'accordo di Londra prevede (probabilmente insieme a molte altre cose), che un brevetto europeo potrà essere presentato non più con TRE traduzioni (in inglese, tedesco e francese) ma solo con una, a scelta fra le tre elencate.


vedi qui: http://www.innovaq.it/index.php?option=com_content&task=view&id=66&Itemid=1

Non è che prima dovesse essere presentato nelle 3 lingue ufficiali e con la ratifica di detto protocollo solo in una tra le tre.
MA sarà presentato obbligatoriamente in una di queste 3 mentre prima:

ecco la spiegazione:

Se siglato, il protocollo di Londra abolirà quasi del tutto l'obbligo di tradurre i brevetti europei presentati in una lingua nazionale. In pratica, i titolari dei brevetti europei non avrebbero più l'obbligo di presentare una traduzione delle specifiche nel caso dei brevetti concessi agli Stati aderenti alla convenzione sul brevetto europeo che hanno sottoscritto il protocollo di Londra e abbiano come lingua ufficiale una delle tre lingue dell'UEB (francese, tedesco o inglese). In caso contrario, dovranno presentare una traduzione completa delle specifiche nella lingua nazionale, qualora il brevetto non fosse disponibile in una lingua dell'UEB


In pratica Italiano = a Zero, (mi par di capire)

L'associazione APROBI e altri sono contrari perché, pur essendo il francese incluso nelle 3 lingue, si teme che la lingua francese risulti scelta solo da una minoranza



Questo è in effetti il punto di vista dei Francesi.

Sinceramente il prestigio linguistico del FR mi interessa relativamente,
il mio intento era solo a scopo informativo e non propagandistico,

Sulle tue altre considerazioni mi astengo poiché in effetti sono punti di vista e come tali degni di rispetto:

Però dato che traduco molti brevetti (in italiano) mi spiacerebbe davvero molto perdere almeno il 50% del mio lavoro.

E qui mi fermo, non vorrei che la discussione diventasse "controversa" e quindi contro le regole.







[Edited at 2007-07-14 11:23]


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