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Thread poster: Mariella Bonelli
Off topic: Articolo del Financial Times sulle donne italiane

Angio Garbarino  Identity Verified
Italy
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MODERATOR
Forse non mi sono spiegata bene (mi capita spesso) Jul 18, 2007


Francesca Pesce wrote:
Angio, mi dispiace dirtelo, ma il femminismo, seppure perdente - e non vincente come dici tu - non è morto: è in forte difficoltà, ha forti difficoltà di comunicazione, non riesce a fare perno con la gran parte della società, probabilmente la sua componente più "storica" ha bisogno di aggiornarsi un po'. Tuttavia è vivo e attivo. Se non lo fosse non ti immagini neanche quante donne massacrate da mariti e fidanzati in tutta Italia - senza distinzioni geografiche o di classe - non saprebbero dove sbattere la testa, come riemergere alla vita.



Non è quello che intendevo Francesca,

Non ho mai detto che il femminismo è morto, ho detto (forse senza approfondire lo ammetto)
quanto segue:

"Non è che il femminismo sia morto è che ha raggiunto l'obiettivo" forse sono stata troppo drastica ma è un fatto che la gran parte degli obiettivi che si prefiggeva sono stati raggiunti.

Non so a che generazione tu appartenga Francesca ma ti assicuro che io che ho visto da vicino le lotte del femminismo, ho visto la condizione di donna di mia nonna (classe 1892), di mia madre (classe 1925, e per inciso nemmeno italiana di nascita),delle mie zie paterne (classe dal 13 al 21), conosco la mia, ti assicuro che c'è realmente un abisso.

Mi sento di affermare senza tema di smentita che il femminismo ha raggiunto se non tutti, come dicevo forse un po' superficialmente, almeno il 90% degli obiettivi che si prefiggeva,

forse i più giovani non sanno che fino al 1975 quando ci fu la riforma del diritto di famiglia, le donne adultere venivano arrestate.

(Ne ho conosciuta una che oggi avrebbe 90 anni che si è fatta 5 anni di galera), mentre per l'uomo nulla, anzi applausi, e il delitto d'onore? Ve lo ricordate il delitto d'onore?

Questi sono solo alcuni degli obiettivi raggiunti dal femminismo, non credo sia il caso di elencarli tutti, per me resta dunque assolutamente vincente, forse c'è ancora un po' di strada da fare ma non molta, il più è fatto a mio avviso.

Per tutto il resto, beh non mi dilungo e mi associo a tutte le affermazioni di Mariella ribadendo che io quell'Italia non la conosco e mi chiedo anch'io che cosa c'entrino gli orari dei negozi con l'emancipazione femminile.

Un saluto a tutti!

Angio

[Edited at 2007-07-19 10:50]


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Chiara Biagini
Italy
Local time: 08:49
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una piccola precisazione Jul 18, 2007

premetto che ho vissuto in uk per 10 anni e sono tornata in italia da appena un anno, devo dire che mi trovo d'accordo con l'articolo del FT (stereotipi sui ravioli a parte).

Riguardo l'orario dei supermercati e delle banche, molti hanno commentato che non possono essere usati per giudicare l'emancipazione delle donne italiane, pero' avere piu flessibilita negli orari per andare in banca/posta/supermercato aiuterebbe molto una mamma che lavora che non puo' contare sulle nonne. Come la possibilita' di fare piu' cose per telefono.
Ammetto di aver rinunciato all'idea di un lavoro fuori casa proprio per tutti i problemi logistici che avrei avuto!!

Poi per favore quando si parla di televisione, facciamo i confronti tra reti pubbliche, la tv spazzatura in uk esiste solo nelle reti private, in italia, non c'e' alcuna differenza tra rai e reti private per quello che riguarda la qualita', i contenuti, e la pubblicita'.

E' per questo che l'Italia ha una tale immagine, se la tv pubblica, pagata da tutti, offre un tale degrado di programmi, che devono pensare gli stranieri di noi italiani???

per concludere, il commento della studentessa sul fatto che tornando in Italia dopo un po' di assenza cominci a notare certe cose (come le donnine nude in tv), e' assolutamente vero, e' capitato anche a me, e' ovvio che crescendo qui ci si e' un po' assefuatti alla cosa, e non indigna piu' come dovrebbe, soprattutto per quello che riguarda la tv pubblica, che paghiamo di tasca nostra!!


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Elena Simonelli  Identity Verified
Italy
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orari dei negozi...ancora... Jul 18, 2007


clairemo wrote:
Riguardo l'orario dei supermercati e delle banche, molti hanno commentato che non possono essere usati per giudicare l'emancipazione delle donne italiane, pero' avere piu flessibilita negli orari per andare in banca/posta/supermercato aiuterebbe molto una mamma che lavora che non puo' contare sulle nonne. Come la possibilita' di fare piu' cose per telefono.
Ammetto di aver rinunciato all'idea di un lavoro fuori casa proprio per tutti i problemi logistici che avrei avuto!!

Scusa Clairemo, ma ti devo rispondere a costo di essere di nuovo accusata di chauvinismo, nazionalismo e provincialismo... quando facevo la ragazza alla pari in Inghilterra in un paese di 2000 anime i negozi chiudevano alle 5 invece che alle 7.30 come in Italia.
Mi sono trovata un po' spiazzata ma non ho tratto considerazioni sull'emancipazione delle donne.
In Andalusia chiudono alle 9 o 10 di sera... allora dobbiamo dire che è la culla del femminismo?
Quindi non credo che sia una differenza Italia-resto del mondo ma forse piccolo paese-grande città o piccoli negozi-supermercati.
Del resto che i supermercati facciano i turni va bene, ma anche il proprietario del piccolo negozio di alimentari ha diritto a stare con suo figlio la sera, non solo gli impiegati, no?

[Modificato alle 2007-07-18 17:14]


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Francesca Pesce  Identity Verified
Italy
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Orari di vita, orari della società Jul 18, 2007


Elena Simonelli wrote:
In Andalusia chiudono alle 9 o 10 di sera... allora dobbiamo dire che è la culla del femminismo?
Quindi non credo che sia una differenza Italia-resto del mondo ma forse piccolo paese-grande città o piccoli negozi-supermercati


Elena, io eviterei salti logici che qui nessuno sta facendo, ma l'esigenza di orari di tutti i servizi più flessibili e commisurati ai tempi di vita reali delle persone è una richiesta del tutto legittima. Non necessariamente l'Andalusia è la culla del femminismo (anzi, lo escluderei), però affermare che gli orari delle nostre città sono fissati su un modello di famiglia inesistente mi sembra indiscutibile.

Tutto apre e chiude allo stesso orario, salvo rare eccezioni (supermercati, farmacie notturne). Clairemo spiegava anche l'assenza di servizi telefonici. Esempio: riuscire a prenotare telefonicamente una visita in un ambulatorio pubblico è ancora un privilegio per molti italiani.

Per far fare dei semplicissimi plantari a mio figlio - a carico del SSN - ho dovuto perdere tre mattinate, passando dal laboratorio alla Asl, di nuovo al laboratorio e poi di nuovo alla ASL. Tutti i giri in questione sarebbero risolvibili direttamente tra le parti con dei semplici fax/email, senza far perdere tempo alle persone. In termini economici, mi sarebbe convenuto pagarli io i plantari piuttosto che perdere 3 mattinate di lavoro, ma l'ho capito solo dopo.

Altro esempio: i bollettini di conto corrente per il contributo mensa della scuola materna di mio figlio non si possono domiciliare né pagare on-line. Questo significa che una volta al mese dovrei fare la fila alla posta (minimo 2 ore nel complesso) per pagare 40 euro. Un lavoratore dipendente ha orari di lavoro che coincidono in larghissima parte con quelli della posta.

Le cose vanno migliorando, piano piano piano.

Mi chiedo: perché quando facciamo confronti non prendiamo come termine di paragone i paesi più virtuosi nella materia che stiamo trattando? Servirebbe a capire quanta strada ci manca per essere bravi e quali percorsi occorrebbe seguire, un processo sicuramente più utile della strada seguita per darci una pacca sulla schiena.


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Elena Simonelli  Identity Verified
Italy
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uffici e orari Jul 18, 2007

Sul fatto che sia necessario semplificare la burocrazia e una serie di pratiche in Italia sono d'accordissimo con te, sul fatto che si stiano facendo passi avanti ho qualche dubbio in più... ma è sul fatto che questo dimostri che l'emancipazione delle donne fa passi indietro che non sono d'accordo.

Come hanno detto anche altri però, le osservazioni dell'articolo sul latte per il bambino fanno sorridere... e sono state pubblicate dal FT. Gli interventi che ho letto in questo forum, e pure scritti da studenti o giovani traduttori che immagino non pubblichino sui giornali principali, mi sembrano molto più intelligenti e approfonditi

[Modificato alle 2007-07-18 15:06]


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Italy
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MODERATOR
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Orari, orari e ancora orari! Jul 18, 2007


Francesca Pesce wrote:
Mi chiedo: perché quando facciamo confronti non prendiamo come termine di paragone i paesi più virtuosi nella materia che stiamo trattando?


Scusate, ma quali sarebbero tutti questi paesi virtuosi che ci fanno arrovellare il cervello sugli orari dei negozi? Avete mai provato a cercare di comprare qualcosa di commestibile di domenica a Barcellona? E sto parlando di Barcellona. A me risulta che in Germania i negozi chiudano alle 6, con alcune eccezioni, ovvio, come anche da noi. E la differenza nell'orario di chiusura dei negozi dei paesi del nord mi ha sempre fatto domandare **LI'** come facciano le famiglie che lavorano. Senza per questo giungere a conclusioni azzardate.


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Aur
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Not agree Jul 18, 2007

Scusate, ma io non sono d'accordo con molti commenti e ,soprattutto,non sono d'accordo con la lettera pubblicata su Repubblica.
Innanzitutto, non è vero che in Italia si lavora solo se si scende a compromessi. Chiaro che se una donna si presenta in un certo modo e si propone in un "certo modo", dall'altra parte non ci si può aspettare una reazione diversa da quella più che "prevedibile".
Conosco tantissime donne, di bell'aspetto (ma anche di aspetto non bello) serissime ed austere, che stanno facendo delle carriere sfolgoranti.
Poi qui si danno per scontate troppe cose ,a dimostrazione del fatto che una certa immagine italiana risponde a verità e non a stereotipo (specie per quanto riguarda il gentil sesso)
1) non è affatto detto che se una donna "ci sta", poi supera un colloquio di lavoro o un provino (anzi i dati direbbero il contrario, basta notare che su migliaia di aspiranti veline, ma anche segretarie, tutte sullo stesso piano e tutte con la stessa "disponibilità", SOLO ALCUNE ce la fanno ed il resto torna a casa con un pugno di mosche in mano)
2) il mondo del lavoro e dello spettacolo non è solo in mano agli uomini, ma anche alle donne e spessissimo in mano ai GAY che a tutto pensano fuorchè ad intrattenesi con qualche signora.
Chi ha cervello, VA AVANTI, indipendentemente dallo scendere a compromessi ed anche In Italia .
La verità scomoda è che molte donne italiane non sono fornite di istruzione e preparazione sufficiente al mondo del lavoro e quindi moltisisme (ma non tutte) si ritrovano ad usare certi espedienti, che RIPETO, non garantiscono la riuscita dei propri propositi.
E dico che sono le donne ad importunare gli uomini, che RICCHI e pieni di donne bellissime a tutto penserebbero fuorchè molestare l'aspirante segretaria o telefonista del call center
(che per quanto truccate a puntino, e fornite di Push Up non sono paragonabili alle Top o alle ragazze dell'est con cui si accompagnano certi dirigenti d'azienda italiani)
SMETTIAMOLA CON QUESTA IPOCRISIA
p.s sono donna e lo dico per non creare equivoci



[Edited at 2007-07-18 18:12]

[Edited at 2007-07-18 18:14]

[Edited at 2007-07-18 18:16]

[Edited at 2007-07-18 18:18]

[Edited at 2007-07-18 18:38]


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Aur
Hebrew to Italian
P.p.S Jul 18, 2007

sono anche una bella donna (al di sopra della media) e la mia bellezza mi ha creato più problemi che altro...

[Edited at 2007-07-18 18:11]

[Edited at 2007-07-18 19:15]

[Edited at 2007-07-18 19:25]


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Heike Steffens  Identity Verified
Germany
Local time: 08:49
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piccola correzione... Jul 18, 2007

Ciao Mariella,

da qualche tempo (non ricordo da quanto tempo esattamente) i negozi in Germania sono aperti fino alle 8 di sera. È stata abolita la legge sull'orario di chiusura dei negozi e ora tutti sono liberi di tener aperto o di chiudere.

C'è stata anche una discussione - ancora non definitiva - se aprire 24 h su 24 h. Una cosa necessaria? Non ne sono convinta affatto, soprattutto bisogna tener presente che chi lavorerebbe (come commessa) nei turni notturni saranno nuovamente le donne e vista la situazione occupazionale attuale si sentiranno anche costrette ad accettare questi orari.
Sotto quest'ottica c'è da chiedersi se veramente è così importante aver il lusso di poter comperare una coca-cola (o chissà che cosa) all'una di notte ...?!
E io mi chiedo che cosa c'entri tutto questo con l'emancipazione della donna...?


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Italy
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MODERATOR
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Grazie del chiarimento Jul 18, 2007


Heike Steffens wrote:
E io mi chiedo che cosa c'entri tutto questo con l'emancipazione della donna...?


Anch'io.


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texjax DDS PhD  Identity Verified
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La fuga dei sederi Jul 19, 2007



L'Italia e' un paradiso se sei maschio bianco ed eterosessuale. Per tutti gli altri e' come minimo un purgatorio.

La soluzione? L'emigrazione di massa!! Dopo la fuga dei cervelli, la fuga dei sederi!



La battuta non è mia...peccato!…ma fa parte di una variegata e variopinta discussione svoltasi sulle pagine web di Repubblica sulla lettera "Se il mio fondoschiena vale più di due lauree" a commento dell'articolo pubblicato dal Financial Times.
Ho letto con molto interesse anche quella che si è snodata finora qui e per una volta tanto non intervengo e preferisco fare da spettatrice.
Mi faceva piacere, però, condividere questa chicca con voi, che trovo davvero molto carina.

Un caro saluto a tutt*.


http://forum.repubblica.it/viewtopic.php?t=82&postdays=0&postorder=desc&start=20


[Edited at 2007-07-19 02:30]


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Angio Garbarino  Identity Verified
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MODERATOR
Questo è vero Jul 19, 2007


Francesca Pesce wrote:
Negli ultimi anni, io - che sono sempre stata molto critica sugli uomini - mi sto rendendo conto che i ragazzi (maschi) nelle nostre società stanno facendo un percorso di crescita di un certo rilievo. Le ragazze invece, rispetto a 20 anni anni hanno fatto dei passi indietro da gigante. Non tutte e non sempre, ma nei grandi numeri, l'evidenza è schiacciante.
Le ragazze che incontro in questi corsi (in genere istituti tecnici di periferia, ma non periferie particolarmente degradate), studiano, hanno aspirazioni piuttosto normali per il loro futuro, ma hanno un presente imperniato in grandissima misura sull'immagine che offrono, su quello che gli altri pensano di loro. Non su quello che sono, che fanno, su quanto valgono. Ma su quello che gli altri stanno pensando o penseranno di loro. Lo vedi nei gesti studiati, nella totale consapevolezza del loro aspetto fisico, nello studio attento del loro abbigliamento (che magari agli occhi di un adulto potrebbe sembrare piuttosto trasandato). Nulla è lasciato al caso. E non per piacere a se stesse. Per piacere all'altro, di sesso maschile.

I ragazzi maschi invece se ne fregano totalmente (scusate il termine, ma è il più idoneo) dell'impressione che lasciano. A quell'età (adolescenti) pensano a vivere, non a piacere. Fanno sport, studiano chi più volentieri chi meno, escono con gli amici, sono esuberanti, commentano l'aspetto delle ragazze. Ma vivono.

Non tutte e non tutti. Lo ripeto. Tuttavia è una tendenza crescente. Ed è una brutta tendenza, a mio parere


Assolutamente vero, l'ho notato anch'io insegnando al liceo,
sì è una brutta tendenza, ma temo che sia frutto della mancanza di ideali sempre più evidente.

Ho davvero lottato per insegnare a mio figlio i veri valori della vita e qualcosa ho ottenuto anche se come dice Angela la società non aiuta.

Ciao a tutti

Angioletta


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Annamaria Arlotta  Identity Verified
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Televisione e societa' sono due cose diverse Jul 19, 2007

Sono stata contenta di tornare in Italia dopo 6 anni in America e 10 in Inghilterra: ero proprio stufa degli stereotipi sugli italiani, gli stessi che emergono invariabilmente anche da questo articolo nonostante il tono serioso che vorrebbe essere indice di obbiettivita’: donne italiane o in cucina o leggere e superficiali, e va gia’ bene che l’autrice ci abbia risparmiato che quelle in cucina sono circondate da una frotta di bambini visto che all’estero nessuno si convincera’ mai che il tasso di natalita’ in Italia e’ tra i piu’ bassi del mondo. Tra i miei ricordi ci sono un americano che mi chiese se in Sicilia sono arrivate le automobili , un altro che desiderava acquistare un casale in Toscana ma temeva che la mafia si sarebbe intromessa (?), gli inglesi scandalizzati che fossi astemia, e altre osservazioni scontate ( per loro). Allora, capisco che per rendere un articolo incisivo occorra estremizzare i concetti, ma come alcune di voi hanno detto in Italia la maggior parte delle ragazze studia e poi lavora e mi sembra che il sogno di diventare velina non si traduca quasi mai in tentativi programmati ma resti a livello di innocente fantasia di gloria, un po’ come quando tutti noi fantastichiamo sul vincere una grossa somma.

Le donne italiane si vestono sexy: embeh? Hanno in genere gusto e nel caso delle giovani non vedo perche’ non dovrebbero accentuare la loro femminilita’. Io credo che sia difficile per uno straniero capire che una donna voglia vestirsi in modo sexy ma perseguire una normalissima carriera, tale flessibilita’ mentale e’ sconosciuta in Paesi dove l’etichetta e’ rigida: voglio dire, ad un colloquio di lavoro noi possiamo andare indossando una varieta’ di abiti, le inglesi sono costrette a presentarsi con il tailleurino blu spento o grigio, qualche segno non dico di femminilita’ ma semplicemente di affermazione di un’identita’ propria causerebbe diffidenza. E’ cosi’ gia’ dall’ infanzia, ditemi cosa c’e’ di piu’ deprimente delle school uniforms, felpa verde bottiglia e gonnellina a pieghe grigio fumo con taglio sartoriale in stile carcerato.
Mio marito, americano, dice con termini psicologici “Italian women are closer to their id”, e meno male dico io!

Tutto un altro discorso quando si parla della figura della donna in televisione. Il problema e’ la televisione pero’, non l’Italia: non credo che una televisione rispecchi fedelmente la societa’ perche’ e’un mezzo di intrattenimento vieppiu’ asservito alla logica della pubblicita’ e il suo livello e’ percio’ basso, si sta abbassando anche in Inghilterra che pure ha una tradizione di qualita’ dei programmi. In America non mi risulta che sia stato mai sato particolarmente alto. A suo modo geniale con l’invenzione di tante formule di giochi, quiz, reality shows ecc., ma tutti finalizzati allo svago, non alla cultura o a rispecchiare realta’ nazionali perche’ evidentemente l’intrattenimeno leggero e la pseudo informazione rendono di piu’. In quest’ottica l’immagine della donna in televisione e in pubblicita’ e’ equiparata a merce sia perche’ la donna oggetto non e’ problematica e lo spettatore finalmente si gusta la vista della ragazza dei suoi sogni senza nessun pensiero, sia perche’ cosi’ in uno spot pubblicitario la connessione tra la macchina lussuosa o il gelato da assaporare in maniera sensuale e la bella gnocca e’ immediata. Tutto questo e’ molo triste ma e’ comunque circoscritto alla televisione mentre nel mondo reale per quanto i giovani di oggi siano piu’ viziati a me pare che le ambizioni piu’ diffuse rimangano studio e lavoro.

I supermercati aperti e chiusi...bah, il litro di latte si e’ sempre trovato...io abito vicino a un paesino di provincia in Lazio e il supermercato la domenica mattina e’ aperto, le cose cambiano rapidamente ma molti all'estero sono affezionati all'immagine dell'Italia dove piu' che altro si suona il mandolino.

Banche, poste, uffici pubblici in genere...qui si’ che casca l’asino e che botta! Su questo non ho argomenti di difesa perche' in confronto agli altri siamo al medioevo, alto medioevo.


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Mariella Bonelli  Identity Verified
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MODERATOR
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Unadiluna Jul 19, 2007

Un grosso agree a tutto il tuo intervento.


unadiluna wrote:
Le donne italiane si vestono sexy: embeh? Hanno in genere gusto e nel caso delle giovani non vedo perche’ non dovrebbero accentuare la loro femminilita’.


Ma perché vogliamo demonizzare questo aspetto? A me nella società comune (non parlo della televisione) ha sempre trasmesso allegria.



Mio marito, americano, dice con termini psicologici “Italian women are closer to their id”


Grande.


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lionheart
Switzerland
Local time: 08:49
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A questo punto.. donne nemiche di loro stesse Jul 19, 2007


unadiluna wrote:

Le donne italiane si vestono sexy: embeh? Hanno in genere gusto e nel caso delle giovani non vedo perche’ non dovrebbero accentuare la loro femminilita’. Io credo che sia difficile per uno straniero capire che una donna voglia vestirsi in modo sexy ma perseguire una normalissima carriera, tale flessibilita’ mentale e’ sconosciuta in Paesi dove l’etichetta e’ rigida: voglio dire, ad un colloquio di lavoro noi possiamo andare indossando una varieta’ di abiti, le inglesi sono costrette a presentarsi con il tailleurino blu spento o grigio, qualche segno non dico di femminilita’ ma semplicemente di affermazione di un’identita’ propria causerebbe diffidenza. E’ cosi’ gia’ dall’ infanzia, ditemi cosa c’e’ di piu’ deprimente delle school uniforms, felpa verde bottiglia e gonnellina a pieghe grigio fumo con taglio sartoriale in stile carcerato.
Mio marito, americano, dice con termini psicologici “Italian women are closer to their id”, e meno male dico io!


A me sembra che le ragazze si vestano tutte uguali in Italia, anzi le ragazze d'oggi sembrano fatte con lo stampo. Frangettina schiacciata che va a coprire l'occhio, jeans attillati a vita bassa, possibilmente le "ali" tatuate sopra il sedere, magliettina striminzita e occhiali a mosca. Se questa e' un'identita', e' veramente pacchiana...

Se le donne italiane non riescono a rinunciare alla propria vanita' (non chiamiamola emancipazione, vestirsi scollate, non c'azzecca proprio nulla) devono considerarne pure gli aspetti negativi. Non si puo' pretendere di andare in giro coi punti "sensuali" scoperti o in bella mostra e poi pretendere, quando questo da fastidio, o viene meno conveniente (perche' se la donna si veste in un certo modo e' perche' da quello ne trae piacere, beneficio), di non venire osservate o commentate. L'eccitazione maschile e' soprattutto visiva (cosi' siamo fatti, e BASTA, e' natura) ed e' ovvio che le curve e i lineamenti femminili messi in risalto con MOLTA cura da voi donne suscitino reazioni.

Se in Inghilterra e in altri paesi questo si e' capito, con gran pace delle donne, evidentemente e' perche' c'e' una mentalita' piu' pratica e meno polemica verso quelli che sono i comportamenti istintivi del maschio.

In Italia vogliamo stare ancora a dire che l'uniforme scolastica e' roba da medioevo?

Bene, allora non lamentiamoci se poi a scuola si pensa piu' al culo della compagnetta che ad altro.


P.S.: mi dispiace che ci siano stati dei cori da stadio in supporto alla lettera (forse falsa) della sig.na Mila su Repubblica. Sapere che una lettera cosi' arrogante e infarcita di vanita' venga supportata fa venire tristezza, e forse fa capire come il nemico principale delle donne siano loro stesse...

[Modificato alle 2007-07-19 16:40]


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