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Thread poster: Mariella Bonelli
Off topic: Articolo del Financial Times sulle donne italiane

Maurizio Spagnuolo  Identity Verified
Italy
Local time: 07:55
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A proposito di abiti succinti e ambienti di lavoro Jul 20, 2007

Vi segnalo un articolo di Marco Travaglio dal titolo "Dolce stil novo", che ho trovato integralmente qui:

http://blog.libero.it/Crissy/

(Scorrere fino al messaggio N° 558)

Il pezzo oggetto dell'articolo di Travaglio è qui:

Arriva l'estate, fioriscono le stagiste
http://www.libero-news.it/libero/LF_showArticle.jsp?edition=&topic=5170&idarticle=85336305

Buona lettura a tutt*,
M.


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Francesca Pesce  Identity Verified
Italy
Local time: 07:55
Member (2006)
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+ ...
Contro tutti gli integralismi, ma chi fa, prima o poi qualche errore lo fa Jul 20, 2007

Gaetano,

concordo con te. Tutte le battaglie sociali e le rivoluzioni, soprattutto culturali, contengono componenti più integraliste. Fa parte della loro natura.

Tuttavia, meglio lottare per migliorare il nostro mondo facendo errori, che stare a guardare dalla finestra per cercare di "beccare" chi scivola sulla buccia di banana e metterlo/a alla gogna.

Oggi l'Italia è piena di "no, non sono femminista, ma..."

Io, lo si sarà capito ormai, SONO FEMMINISTA. Lo sono prima di essere una traduttrice, prima anche di essere madre. E' la mia caratteristica principale. Crescendo (ho 40 anni o giù di lì), ho smesso di farne il mio principale tema di conversazione con il mondo, quindi sono meno rompiscatole, ma il femminismo fa parte della mia natura e rappresenta gli occhiali con i quali studio e analizzo il mondo circostante. Sono riuscita, attraverso il femminismo, a smettere di guardare il mondo con occhi neutrali, che poi erano storicamente occhi maschili.

E sono grata al femminismo degli anni '70 per le battaglie che mi hanno permesso di crescere in una società più giusta. Sono convinta che senza quegli "eccessi estremi", la società di quegli anni non avrebbe fatto i passi avanti che ha fatto. Poi, come sempre, gli eccessi sono rientrati, e la società ha potuto godere dei progressi che quelle donne ci hanno regalato.

Quegli eccessi non hanno mai rappresentato alcun pericolo reale per nessuno. Infatti, trascorsi 30 anni da quel periodo, abbiamo ancora pletore di donne discriminate, lapidate, maltrattate, sterilizzate forzosamente, mentre la sterlizzazione forzata degli uomini, la loro lapidazione, la loro discriminazione in quanto categoria (se non sono gay) non è mai esistita (fortunatamente).

E, per non pensare come sempre che parlo dei paesi cosiddetti "in via di sviluppo" (e che io chiamo "impoveriti"), è notizia di questi giorni di un comune del Lazio che ha deciso di pagare la difesa legale di quattro ragazzi accusati di stupro di una minorenne, motivata dalla mancanza di disponibilità economica delle famiglie. Forse il consiglio comunale in questione non sa che il diritto alla difesa in Italia è pagato dallo Stato in caso di famiglie non abbienti. Avrebbe fatto una figura molto più seria quella istituzione a costituirsi parte civile al fianco della vittima. Come iniziano a fare alcune istituzioni del nostro paese. E piano, piano, piano, i processi per stupro e per violenza domestica iniziano a cambiare connotazione.


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Giovanni Guarnieri MITI, MIL  Identity Verified
United Kingdom
Local time: 06:55
Member (2004)
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sono d'accordo con Francesca Jul 20, 2007

è triste notare come il movimento femminista degli anni sessanta e settanta, che ho vissuto in prima persona (non come donna, ovviamente... ) si sia praticamente ormai arenato. Non c'è più cultura e coinvolgimento politico, non c'è più autocoscienza femminile. E i risultati li vediamo tutti. Mercificazione e strumentalizzazione del corpo femminile, superficialità, materialismo. Si dirà che si tratta di un fenomeno ristretto, che non permea l'intera società, ma purtroppo è una cultura che sviene sbandierata all'estero tramite giornali e televisione. Se si vuole cambiare questa società maschilista, saranno le donne a doverlo fare, senza attendere che siano i maschietti a mettere tutto sul piatto d'argento, e solo accedendo a posizioni importanti le donne potranno cambiare lo status quo. E non parlo solo di politica, ma di aziende, università e scuole.

[Edited at 2007-07-20 12:50]


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Federica D'Alessio
Italy
Local time: 07:55
Member (2005)
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+ ...
Di quale natura stai parlando? Jul 20, 2007



Non si puo' pretendere di andare in giro coi punti "sensuali" scoperti o in bella mostra e poi pretendere, quando questo da fastidio, o viene meno conveniente (perche' se la donna si veste in un certo modo e' perche' da quello ne trae piacere, beneficio), di non venire osservate o commentate.


Invece si può pretendere, e io lo pretendo, caro Lionheart. Perché assumo che sto parlando con un essere umano, che possiede anche una coscienza oltre all'istinto. Ma è chiaro, nascondersi dietro la parte istintiva fa molto comodo, no?
Ti voglio dire una cosa: la prima reazione, per rispetto, che un maschio dovrebbe avere quando incontra una bella donna, è abbassare lo sguardo. E aspettare che sia LEI a fargli capire, con le modalità di comunicazione che lei sceglierà, che sì, che può guardarla, che le fa piacere. Non è così difficile, né contro natura. Perché la nostra natura è prima di tutto umana, cuor di leone, in secondo luogo o forse in terzo, o forse in quarto è anche animale. Molti uomini che hanno rispetto delle donne, educano il loro sguardo. Prova a confrontarti con altri uomini su questo. Certo so quanto è difficile. Siete del tutto disabituati.




L'eccitazione maschile e' soprattutto visiva (cosi' siamo fatti, e BASTA, e' natura) ed e' ovvio che le curve e i lineamenti femminili messi in risalto con MOLTA cura da voi donne suscitino reazioni.

Se in Inghilterra e in altri paesi questo si e' capito, con gran pace delle donne, evidentemente e' perche' c'e' una mentalita' piu' pratica e meno polemica verso quelli che sono i comportamenti istintivi del maschio.



Guarda, io sono una che porta i Jeans e maglietta 360 giorni su 365. Esco di casa spesso che neanche mi pettino i capelli, sono arruffata, mai avuto un paio di scarpe coi tacchi a spillo, vestiti eleganti quasi mai, mai trucco. Più acqua e sapone e senso pratico di me non si può. Sono comunque una ragazza sensuale, so di esserlo, e tutte le donne lo sono in qualche modo. C'è un tipo che ogni mattina, quando vado al lavoro, mi fa la radiografia lì seduto davanti al suo negozio mentre gli passo davanti. Mi squadra dall'inizio alla fine, e vorrei tu potessi capire - o almeno avere l'umiltà di ammettere che non puoi farlo - come ci si sente in quei momenti. Ogni mattina mi dico "ora mi fermo e gliene dico quattro", vorrei dirgli "ma chi ti dà il permesso di guardarmi così?" ma non capirebbe, ovviamente, e anzi, potrebbe reagire sentendosi ancora più leone, inorgoglito del fatto che ho notato il suo sguardo.
Ma tu, che intervieni in un certo modo in una discussione del genere, dovresti sapere di che cosa sto parlando. Della violenza presente negli sguardi, nelle battute che ti manifestano solo prurito testosteronico a dovere. Della paura di tornare a casa sole la notte perché un maschio qualunque ti può aggredire, e non certo perché sei scollata e basta, ché neanche ti vede.
Io rivendico il diritto per le donne di andare in giro sexy o anche nude se lo volessero, e nessuno deve per questo sentirsi di poter guardare con prurito. Anch'io mi soffermo a osservare una bella donna che passa, il fascino femminile è tale anche per le donne, non solo per gli uomini. Ma lo faccio con delicatezza, non per mettere in imbarazzo o per esprimere un desiderio non richiesto.

E poi, carissimo, smetti di pensare che gli uomini sono al centro del mondo e capirai delle donne tante cose in più. Se voglio essere bella, affascinante, lo faccio per me stessa e non certo per te. Lo faccio per onorare me, il mio benessere e la mia bellezza, non per attirare sguardi di cui non ho bisogno.
Il problema serio in tutto questo sono le donne che ragionano così, come te, ovvero che partono dallo sguardo maschile inteso come espressione di violenza e di possesso (perché ti ripeto, anche lo sguardo maschile si può educare al rispetto), che questo sguardo lo subiscono e lo assecondano. Per questo secondo me c'è ancora bisogno di tanto femminismo, di tanta rivoluzione femminile, e se il femminismo smettesse di pensare alla conquista dei "pari poteri" (cosa che a mio parere ne sta provocando la crisi) ma iniziasse ad affermare la specialità del genere Donna, dunque a mettere in discussione un certo tipo di potere per affermarne un altro del tutto differente, troverebbe la sua strada molto più in profondità, permetterebbe la riscoperta e l'affermazione, per tante donne, della propria identità e della propria bellezza complessiva.



Gaetano:
Sono perfettamente d'accordo che questa bieca civiltà patriarcale che ci portiamo dietro da millenni andrebbe scardinata una volta per tutte (anche se, in quanto maschio forse parlo contro i miei stessi interessi, e ciò andrebbe per certi versi a mio svantaggio... )


Sono molto felice che tu dica questo, Gaetano. E penso che è vero che molti uomini - così come alcune "uome" - perderebbero i propri vantaggi e privilegi immediati con la fine del partriarcato. Ma sono altrettanto sicura che ci guadagnerebbe, tutta la specie umana, in dignità e umanità, in senso di sé e del bene comune. "The rising of the women is the rising of us all", scrivono le femministe americane nei loro striscioni. Sono molto d'accordo. Le relazioni umane non avrebbero che da giovarsi da una messa in discussione così profonda e complessiva come il rovesciamento del patriarcato e l'affermazione di un nuovo potere, benefico e non coercitivo, che veda le donne in prima fila, non per comandare, ma per guidare, perchè sono più capaci.

Federica (femminista, se non si fosse capito , umanista, prima di tutto)


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lionheart
Switzerland
Local time: 07:55
Italian
Femminismo personalizzato? No grazie. Jul 20, 2007

Cara Federica D'Alessio, spero che nella nostra lunga storia di civilta' il rapporto uomo-donna non diventi mai un processo semaforico come quello da te descritto, o e' meglio a questo punto che regrediamo.

Nel mio post, che forse hai letto a meta', o ti sei rifiutata di capire fino in fondo, parlavo di quanto sia dannoso per le donne stesse lo sfruttamento del proprio fisico/bellezza/aspetto per ottenere scorciatoie nella vita lavorativa e sociale. Non dirmi che nessuna donna al mondo segue questo genere di "protocolli", perche' sono due le cose: o vivi nel mondo dei sogni, o sei troppo presa con le tue visioni personali.

E ti prego, ora non parliamo pure di violenza e di stupro, perche' e' una bieca strumentalizzazione di argomenti molto delicati che ben poco c'entrano con le veline e le donne oggetto. Pure io ho paura di camminare di notte in certe zone di certe citta', e non tutti gli uomini sono energumeni che possono difendersi da qualunque aggressione.

P.S.: Entra nel negozio e chiedigli cos'ha da guardare, se sei una persona pratica. Quella e' maleducazione, e solo la tua funzione "educatrice" puo' combatterla. In tal caso c'entra poco la tua battaglia donna-uomo, a mio onestissimo parere.

[Modificato alle 2007-07-20 14:12]


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Agnès Levillayer  Identity Verified
Italy
Local time: 07:55
Member (2004)
Italian to French
+ ...
Proprio da leggere Jul 20, 2007


Maurizio Spagnuolo wrote:
Vi segnalo un articolo di Marco Travaglio dal titolo "Dolce stil novo", che ho trovato integralmente qui:
http://blog.libero.it/Crissy/
(Scorrere fino al messaggio N° 558)
Il pezzo oggetto dell'articolo di Travaglio è qui:
Arriva l'estate, fioriscono le stagiste
http://www.libero-news.it/libero/LF_showArticle.jsp?edition=&topic=5170&idarticle=85336305
Buona lettura a tutt*,
M.


Grazie veramente Maurizio per questa segnalazione, che è un commento parallelo (tra l'altro scritto nello stile egregio tipico del suo autore) a quanto discusso qui e che ci dà la misura di quanta strada rimane da fare.
E' desolante... Che dire? Io mi permetto di citare il commento sarcastico trovato in un altro blog sullo stesso argomento: "speriamo che a Libero arrivi una stagista colla sifilide"


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Gaetano Silvestri Campagnano  Identity Verified
Italy
Local time: 07:55
Member (2005)
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+ ...
Libertà e responsabilità - Femminismo e altri "ismi" Jul 20, 2007

Sono fondamentalmente d'accordo con molti concetti espressi da Francesca e Federica negli ultimi interventi, anche se ribadisco la mia approvazione per quanto detto da Fabio in precedenza.

Evidentemente il tono un po' aspro dei suoi interventi e la sua tendenza a estremizzare i paragoni sono risultati sgraditi a molte colleghe, che non si sono rese conto, secondo me, della profonda giustezza di molte sue osservazioni.

Riguardo alla natura e alle pulsioni sessuali sia nell'uomo che nella donna, non si può negare che esistano, e sarebbe farisaico fingere di ignorarli. Anzi, sarò forse "lapidato" anch'io, ma continuo ad essere convinto che molte donne vestono in un determinato modo proprio a bella posta, come del resto è stato ammesso nella maggior parte degli interventi dei forum. Queste donne sanno benissimo quel che fanno e seguono spesso, anche sul lavoro, degli obiettivi ben precisi. Tuttavia, allo stesso tempo, fingono di ignorare gli innegabili istinti che suscitano nell'uomo e affermano persino di avere il diritto di andare in giro anche nude... Questo a Napoli corrisponde a un proverbio che forse non tutti capiranno, ma che si può riassumere nell'atteggiamento di fare le cose volendo far credere di non averle fatte (si dice "tirà 'a petrella e annasconnere 'a manella"...).

Sia ben chiaro, non si creda che io ripeta gli stereotipi della più odiosa cultura maschilista: detesto e stigmatizzo allo stesso modo, anche un certo atteggiamento di ostentazione nel modo di vestire che, sia pure in minor misura, per fare "colpo" sulle donne, hanno anche determinati uomini (avete presente certi personaggi di Verdone...), o che forse avevano più spesso qualche tempo fa, quando seguivano il modello del Playboy...

Perciò, non dico sicuramente che certi abbigliamenti delle donne giustifichino le molestie o peggio, ma credo che le donne che vestono in un certo modo lo facciano appositamente per essere guardate e per raggiungere determinati fini.

Certo che ognuno è libero di fare quel che vuole, ma dipende dal concetto che si ha di libertà. Se vediamo la libertà come libertà di fare ognuno quel che ci pare è un conto (e allora su questa strada si va alla distruzione di ogni convivenza civile), se invece consideriamo la libertà sotto il giusto aspetto, per ogni situazione umana, dalla più piccole alle più importanti, allora forse si riuscirà a costruire una società migliore. Infatti, piaccia o no, in ogni gruppo umano la libertà vera ha anche un'altra faccia che si chiama responsabilità (come ogni diritto non può esistere senza il corrispondente dovere) e ogni libertà finisce dove inizia il rispetto degli altri.

Anche in questo forum ognuno sarebbe teoricamente libero di dire quel che vuole, ma ci sono delle regole a cui tutti, in linea di massima, ottemperiamo ritenendole corrette. Sono state stabilite proprio per tutelare il pacifico scambio di idee ed il rispetto fra i colleghi.

Per questo, tornando a "bomba" stimo moltissimo le donne veramente intelligenti (di qualunque nazione siano) che si vestono in modo equilibrato e responsabile, esprimendo pienamente la loro eleganza e femminilità, ma dimostrando allo stesso tempo pieno rispetto verso l'uomo, verso le altre donne che le guardano, ma soprattutto verso se stesse e la propria intelligenza. Ammiro, naturalmente, anche gli uomini che fanno altrettanto, anche se, come dicevo, il fenomeno, per il maschio, si esprime in termini e proporzioni in parte diversi.

Sono perciò d'accordo con Federica quando apprezza anche le donne intelligenti, che vestono con gusto e responsabilità.

Tuttavia, tornando al tema dei toni un po' estremi assunti da questo thread, non posso fare a meno di notare che anche gli ultimi interventi delle colleghe hanno preso, in gran parte, una piega di questo tipo, benché ripeto, io sia pienamente d'accordo sul contenuto di molte loro osservazioni.

Ho letto infatti in questi post un tono che mi è sembrato molto intensificato rispetto all'inizio del thread. Sembra praticamente quasi di sentire già "suonare la carica" riguardo al discorso femminile o femminista e qui, se si continua così, temo proprio che quasi tornino gli slogan del peggior femminismo degli anni 70... Così, molto probabilmente noi pochi sparuti maschi intervenuti al thread faremo la stessa fine dei malcapitati colleghi dell'accennato forum spagnolo ...

Ribadisco di nuovo di essere dalla parte delle donne molto più del femminismo stesso, almeno nella sua impostazione più deteriore. Ed ho preso da tempo questa posizione per un profondo senso di giustizia.

Tuttavia, proprio per questo concetto di giustizia, non posso non stigmatizzare tutti i grossi errori del femminismo "classico" prima maniera (che purtroppo ogni tanto ritorna in alcune persone o in alcuni atteggiamenti un po' "demodé").

Non si tratta di guardare chi scivola sulla buccia di banana o di mettere alla gogna nessuno, ma solo di dire le cose come stanno realmente.

E allo stesso modo non posso condividere che si glissi su questi errori, considerandoli un contributo inevitabile al progresso della donna. Con questo atteggiamento si arriverebbe a giustificare anche i peggiori errori della storia, anche quelli più sanguinosi, convincendosi che alla fine hanno portato a grandi traguardi. Ma qui ugualmente mi fermo, perché rischio di scivolare di nuovo nella politica, per cui la discussione andrebbe a finire dalla padella alla brace.

Secondo me, occorre sempre distinguere chi professa idee giuste nel modo e con i mezzi giusti da chi ha invece una visione distorta di queste idee e dei metodi per realizzarle. È vero, come diceva Francesca, che gli eccessi del femminismo non hanno provocato grossi danni (almeno in gran parte), ma è stato così perché queste "estremiste" non hanno mai preso il potere. Cosa sarebbe accaduto invece, se per assurdo, questa presa del potere si fosse verificata? Già immagino la risposta delle femministe più "arrabbiate": "voi maschi ve lo sareste meritato, di essere eliminati o sterilizzati, così avremmo recuperato millenni di oppressione e subordinazione..."

E invece sta proprio qui il problema, perché il più grande errore del femminismo "classico", come dicevo, è stato quello di teorizzare (ma, potendo, li avrebbe anche attuati) dei soprusi e degli sbagli in risposta speculare ad altri torti e soprusi contro le donne. Purtroppo nella storia avviene sempre così e si va da un eccesso all'altro: è difficile, purtroppo, trovare una via di mezzo.

Inoltre, se devo essere sincero, proprio per la mia idea di giustizia e parità nei rapporti fra i sessi, non ho mai visto di buon occhio la stessa parola "femminismo". So che scatenerò le ire di molte colleghe, ma credo che anche questa parola, con tutto ciò che c'è dietro, come tutti gli "ismi" degli ultimi due secoli, sia basata sostanzialmente su una visione quanto meno parziale, se non distorta, della realtà. Ogni "ismo", cioè, tende a favorire una determinata categoria di persone (in questo caso le donne) a scapito di tutti gli altri esseri umani, e ad affermare la propria idea, spesso già sbagliata in partenza, a scapito degli altri modi di pensare. Per questo gli "ismi" servono molto più a dividere che a unire. Ce ne possiamo ben rendere conto se consideriamo tutte le ideologie distorte e deliranti, e i conseguenti errori tragici e catastrofici, che i suddetti "ismi" hanno portato con sé, soprattutto nel terribile XX secolo (meglio fermarsi qui, se no andiamo di nuovo sulla politica...)

Quindi, sarò un utopista, ma sogno davvero un mondo più giusto, senza più necessità di nessun "ismo". Un mondo in cui si parli di diritti sacrosanti delle donne, ma anche dei bambini, degli anziani, degli omosessuali, degli immigrati, e di ogni essere umano, tutti da tutelare con lo stesso impegno e dedizione.

Chiedo di nuovo scusa a tutti non solo per la lunghezza del post (forse da record) e se sono uscito di nuovo dal tema principale del thread, tornando ancora sul tema del femminismo, nonostante avessi paventato io stesso una sua caratteristica "a rischio", per il pericolo di scivolare su temi politici.

Ma spesso le discussioni possono prendere le direzioni più impensate, e molte volte è difficile rimanere rigorosamente ancorati al singolo tema iniziale.

Ciao a tutti,

Gaetano


[Modificato alle 2007-07-20 15:29]


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Graziano Scaldaferri
Italy
Local time: 07:55
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Sicura? Jul 20, 2007


Federica d'Alessio ha scritto:

la prima reazione, per rispetto, che un maschio dovrebbe avere quando incontra una bella donna, è abbassare lo sguardo. E aspettare che sia LEI a fargli capire, con le modalità di comunicazione che lei sceglierà, che sì, che può guardarla, che le fa piacere.


Sono d'accordo che alcuni maschi esagerano con gli sguardi e le battute un po' triviali, ma sii sincera, uno che quando t'incontra abbassa lo sguardo, ti potrebbe davvero mai interessare? Penseresti davvero di lui "che carino, mi ha incontrata ed è stato così rispettoso da girarsi a guardare quel cane che attraversava la strada?" Io non credo.

Comunque sono differenze di genere. Se una ragazza mi guarda compiaciuta mentre cammino per la strada, io sono contento. She makes my day!


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Maurizio Spagnuolo  Identity Verified
Italy
Local time: 07:55
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Oggi sono in vena di rassegna stampa Jul 20, 2007

Un articolo uscito oggi:

"A livello mondiale, la violenza domestica è la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni. Uccide più il marito o il fidanzato o l'amante, a volte anche i figli, più del cancro, degli incidenti stradali e delle guerre."

http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/donne-violenza/donne-violenza/donne-violenza.html

A mio avviso, il femminismo (o chiamatelo come volete) è più che mai necessario in questo mondo.

Il fatto che abbia dato esiti integralisti, fastidiosi o che possano anche far sorridere non significa che il male sia sparito o che sia cosa del passato.


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lionheart
Switzerland
Local time: 07:55
Italian
In fondo siamo uguali... ma... Jul 20, 2007


Graziano Scaldaferri wrote:
Comunque sono differenze di genere. Se una ragazza mi guarda compiaciuta mentre cammino per la strada, io sono contento. She makes my day!


Graziano e' lo stesso per le ragazze, non sono per niente cosi' diverse da noi.

E per sentire battute e apprezzamenti "triviali" da parte loro nei nostri confronti basterebbe solo sentire qualche conversazione negli spogliatoi femminili, o nelle varie cene di sole donne (ho partecipato pure a qualcuna, si sentivano cosi' "forti" che non si curavano della mia presenza, e ne hanno dette di tutti i colori. Uguali a noi maschi..).

Pero' guai a farlo in pubblico, quello e' il terreno dell'uomo. Non bisogna assolutamente rubargli la scena. Altrimenti non potrebbero mai permettersi di essere cosi' snob.


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Federica D'Alessio
Italy
Local time: 07:55
Member (2005)
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+ ...
La violenza c'entra sempre Jul 20, 2007


Graziano Scaldaferri wrote:

Comunque sono differenze di genere. Se una ragazza mi guarda compiaciuta mentre cammino per la strada, io sono contento. She makes my day!


Infatti sono differenze di genere. Nel senso che uno dei due generi, attraverso lo sguardo, può preludere o esercitare direttamente violenza. Il caso inverso non sarà impossibile ma è molto, molto meno probabile, spero sarai d'accordo con me. Questo aspetto della violenza, che lionheart vede come strumentalizzazione, non capisco poi a che pro, a mio parere è imprescindibile da qualsiasi discorso si voglia fare sui legami fra generi. E chi non lo vede, o fa finta di non vedere, è molto cieco, o molto ipocrita. I legami fra i generi hanno un portato di violenza, di minaccia di violenza, di esercizio di un potere oppressivo, di cui le donne sono vittime da millenni.
A mio parere uno dei problemi del femminismo politico, per cogliere gli avvisi di Gaetano senza arrivare necessariamente alle sue estremizzazioni, è che è ha posto la possibilità del riscatto femminile nell'assunzione di quello stesso tipo di potere, generando una doppia frustrazione nelle donne: quella di fare più fatica a raggiungere il potere dei maschi, sforzandosi il doppio e con molti più ostacoli, e quella di vedersi negate, nella ricerca di un potere speculare a quello patriarcale, aspetti profondi della propria identità snaturando così tante delle più belle qualità femminili. Una fra tutte, la capacità di cooperazione e di solidarietà, qualità umane di cui le donne però sono interpreti in modo speciale, da sempre.

Stesso motivo, Gaetano, per cui secondo me è più che giustificato un tono aspro rispondendo a quelle che a me sono sembrate da parte di lionheart solo provocazioni: perché non si può mai dimenticare che c'è un genere, quello maschile, che da millenni fa la guerra a un altro, quello femminile. Una guerra fatta di violenza fisica, verbale, ma anche di imposizione di modelli culturali tagliati apposta per la soddisfazione e il potere maschile, come quelli di cui si parla in questo forum, la nascita di filosofie e scuole di pensiero, dei più diversi tipi, esplicitamente contro le donne, che ne teorizzano l'inferiorità, la proprietà, ecc. ecc.
Di tutto questo le donne non sono solo vittime, sono anche complici. E' un problema serio. Ma ciò che personalmente non sopporto, è quando questa complicità per gli uomini diventa un alibi. Non si deve avere necessariamente la stessa opinione, e i punti di vista ovviamente sono diversi, ma come nel tuo caso ed in altri si è mostrato rispetto, e il coraggio di dire "sto dalla parte delle donne", spesso purtroppo non è così. Le lezioncine su come vestirmi da uno che si appella al suo "istinto", non mi stanno bene, no. Sono le stesse ragioni, sempre perché secondo lionheart la violenza non c'entra niente, per cui la morale e la legge hanno attenuato e tuttora lo fanno, le condanne agli stupri.

Scusate gli sproloqui, ora torno al lavoro giuro.



[Edited at 2007-07-20 16:50]


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lionheart
Switzerland
Local time: 07:55
Italian
Violenza =! Veline, o si va off-topic? Jul 20, 2007


Maurizio Spagnuolo wrote:

Un articolo uscito oggi:

"A livello mondiale, la violenza domestica è la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni. Uccide più il marito o il fidanzato o l'amante, a volte anche i figli, più del cancro, degli incidenti stradali e delle guerre."

http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/cronaca/donne-violenza/donne-violenza/donne-violenza.html

A mio avviso, il femminismo (o chiamatelo come volete) è più che mai necessario in questo mondo.

Il fatto che abbia dato esiti integralisti, fastidiosi o che possano anche far sorridere non significa che il male sia sparito o che sia cosa del passato.


Maurizio chiamamola giustizia e certezza delle pene che forse e' il nome piu' adeguato. Personalmente ritengo che chiunque muova le mani su qualunque persona debba scontare una pena.

La nostra societa' esplode di violenza, nel traffico, nei bar, nelle discussioni, nei confronti, in TV. Finche' non si smettera di trasmetterla e finche' la macchina della giustizia non accerti pene severe contro chi commette questo genere di reati, questi ultimi continueranno sempre piu' a crescere.

Ma davvero non riesco a capire cosa tutto questo c'entri con le veline.


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Maurizio Spagnuolo  Identity Verified
Italy
Local time: 07:55
English to Italian
non credo sia off-topic Jul 20, 2007

Lionheart,

il mio post va letto in diretta relazione al "dibattito" sul femminismo che ha animato i post più recenti e non alle veline ecc.

Personalmente ritengo che tutta la questione delle veline e dell'auspicata modestia nel vestire femminile sia cosa davvero poco interessante.

Il mio intervento voleva evidenziare quanto di fronte a una tragedia mondiale del genere sia necessaria una trasformazione culturale.

Se il femminismo degli anni 70 non va bene qualcos'altro prenderà il suo posto ma di sicuro non si può trattare una tragedia di queste dimensioni come un problema di ordine pubblico o come riprovevoli episodi di cronaca nera.

Questa è la mia opinione, se il post dovesse risultare off-topic invito Gianfranco a rimuoverlo.

Buona serata,
Maurizio


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Italy
Local time: 07:55
Member
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+ ...

MODERATOR
TOPIC STARTER
Responsabilità = libertà Jul 22, 2007


Gaetano Silvestri Campagnano wrote:
Certo che ognuno è libero di fare quel che vuole, ma dipende dal concetto che si ha di libertà. Se vediamo la libertà come libertà di fare ognuno quel che ci pare è un conto (e allora su questa strada si va alla distruzione di ogni convivenza civile), se invece consideriamo la libertà sotto il giusto aspetto, per ogni situazione umana, dalla più piccole alle più importanti, allora forse si riuscirà a costruire una società migliore. Infatti, piaccia o no, in ogni gruppo umano la libertà vera ha anche un'altra faccia che si chiama responsabilità (come ogni diritto non può esistere senza il corrispondente dovere) e ogni libertà finisce dove inizia il rispetto degli altri.

(...)

Per questo, tornando a "bomba" stimo moltissimo le donne veramente intelligenti (di qualunque nazione siano) che si vestono in modo equilibrato e responsabile, esprimendo pienamente la loro eleganza e femminilità, ma dimostrando allo stesso tempo pieno rispetto verso l'uomo, verso le altre donne che le guardano, ma soprattutto verso se stesse e la propria intelligenza. Ammiro, naturalmente, anche gli uomini che fanno altrettanto, anche se, come dicevo, il fenomeno, per il maschio, si esprime in termini e proporzioni in parte diversi.

Sono perciò d'accordo con Federica quando apprezza anche le donne intelligenti, che vestono con gusto e responsabilità.


Poiché vestirsi (in qualunque modo) significa presentare agli altri un'immagine di sè, voglio interpretare che questo tuo intervento significhi che è inevitabile anche che se una donna si veste in modo palesemente volgare offre di sè un'immagine di persona più propensa a ricevere sguardi. Se invece si mette un vestito tradizionale bavarese, si presenta al mondo come una persona che ama difendere le sue tradizioni locali. Fino qui tutto bene: è solo questo, vero, che intendi quando parli di libertà=responsabilità? Perchè anche se io non mi vesto né in un modo, né nell'altro (ma non deve interessare a nessuno in questa discussione), sono pronta a difendere con tutte le forze la libertà di chiunque, uomo o donna, di vestirsi come meglio crede e di meritare comunque il rispetto di tutti.

In questo contesto non mi è chiaro dove inserire la tua frase "ogni libertà finisce dove inizia il rispetto degli altri". Mai ho pensato che una donna mi mancasse di rispetto, poiché anch'io sono una donna, vestendosi in modo volgare. Caso mai prendo atto che sceglie di presentare al mondo una certa immagine di sè, che è comunque degna del mio rispetto, quanto meno prima di conoscere la persona. Tu intendi quindi dire che manca di rispetto nei confronti del maschio? Io prendo atto anche del tuo pensiero, ma secondo il mio parere tu in questo modo non sei "dalla parte delle donne", come dici. Da qui il passo è breve verso quelle culture che vogliono la donna più coperta per "proteggere la donna stessa" o non prevedono una grande presenza di donne al volante di un'auto, perché "in questo modo le tuteliamo da possibili incidenti", come mi è stato spiegato. Ovvero, se ti adegui a certe regole di etichetta sei rispettata, in caso contrario...


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Gi Gi
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German to Italian
+ ...
questo thread è molto interessante e complesso... Jul 22, 2007

Certo, gli articoli della stampa straniera sull'Italia a volte rasentano il ridicolo (almeno quanto i titoloni "Viva Italia" che si trovano sui servizi di moda e di cucina delle riviste in lingua tedesca, per imitare la "dolce vita" italiana... Un giorno scriverò a tutti questi giornali svelando che si dice "Viva l'Italia" - è una promessa), ma è anche vero che la situazione nel Bel Paese è ridicola. A parte la mia migliore amica (che reputo una donna di grande eleganza, anche se non si trucca mai e si veste in modo estremamente semplice, senza ostentazioni di sorta) e poche altre, le donne italiane che conosco sono tutte attentissime all'immagine, ma cadono spesso nel pessimo gusto. Non hanno uno stile personale e mancano del tutto di classe proprio perché cercano di imitare le veline o le altre VIP "de noantri".
Intendiamoci, io non sono una strafi*a, mi riconosco parecchio nella descrizione di se stessa fatta da Federica (anzi, vi confesserò che sono appena tornata da Pantelleria e che mi ero dimenticata a casa spazzola e pettine!!! ), ma cerco di avere un aspetto quantomeno decente. E sul lavoro mi vesto in modo sobrio per indole, non certo per difendere la mia dignità (quella non si misura certo dall'abbigliamento - si può essere estremamente dignitosi pur vestendosi in modo sexy).
Per concludere, vorrei dire che mia madre ha sempre cucinato divinamente e, se aveva tempo, faceva anche i ravioli (magari un po' più grossi per metterci di meno), ma ciò non le ha impedito di diventare Ispettore capo di polizia.

[Modificato alle 2007-07-22 18:32]


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