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Off topic: Entrare nella mentalità di un altro popolo: gli Americani e le armi
Thread poster: Lillina

Lillina
Local time: 20:21
Italian
Jul 20, 2007

Mi è venuto questo pallino di chiedere, su Yahoo answers, come vivessero la libertà di comprare armi in America.
L'ho chiesto agli americani stessi e ne sono uscite cose del tipo "My ancestors found out the hard way what happens when you let the government disarm you. When the police have all the guns, you have a police state"

"In the US, we have the Second Amendment to the Constitution. We have the right to bear arms. It has worked for us for 230 years. It won't be changed. "

Su una quarantina di interventi, circa 38 sono stati a favore delle due tesi qui sopra, alcuni hanno anche asserito che

"There tends to be more crime in areas where guns are illegal. Like the UK."

Quindi chiedo a chi in America ci vive/ci ha vissuto se tutto ciò corrisponde a realtà. Io non riesco proprio ad entrare in questa mentalità, non lo so, mi sembra ridicola eppure sembra essere molto diffusa.

Quindi noi in Europa, senza armi (almeno legalmente) siamo effettivamente molto più a rischio crimine rispetto agli Usa?

Ve lo chiedo perchè non ne ho idea, l'unica volta che sono stata in California ho assistito a due arresti nel giro di un mese quindi non è che mi fossi fatta quest'idea di grande sicurezza, ma ovvio che in un solo mese non posso farmi un'opinione definitiva.

Attendo delucidazioni da chi sa e conosce!


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John Walsh  Identity Verified
Italy
Local time: 20:21
Member (2004)
Italian to English
IMHO... Jul 21, 2007

....gli quotes che hai inserito sono da persone che molto probabilmente non sanno cos'è la realtà fuori dall'America.
Le grandi città (anche tanti piccoli) sono posti molto violenti. Ormai a LA se uno viene ucciso, spesso non lo vedi neanche nel giornale locale. Ci sono certi posti dove c'è una guerra in corso fra i gangs e fra i gangs e la polizia e in questi posti c'è poco rispetto per la vita.
E' vero che il Consitution prevede il diritto di tutti di avere un'arma, ma è stato scritto in un momento della storia quando questo diritto era molto importante. Dovrebbe essere cambiato ma cambiare la costituzione significa un voto favorevole di 2/3 degli stati, una cosa molto difficile perchè 1) ci sono tante persone che credono quello che hai riportato qui 2) il problema delle armi non è presente in tanti stati, meno grave in altri, e molto grave in pochi stati 3) ci sono tanti interessi intorno alla vendita delle armi.
E poi c'è la domanda che viene sempre fuori, "Chi uccide, l'arma o la persona che ha usato l'arma?".
La violenza in Europa, con o senza armi, non può essere paragonato alla violenza che si trova in america.
Detto questo....amo l'america.


[Edited at 2007-07-21 19:20]


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
English to Italian
+ ...
La mia esperienza (diciamo...) Jul 22, 2007

Io sono in America da meno di un anno, e ci sono tante cose che non riesco a comprendere.

Ho tante domande ma spesso non ho risposte. La cosa in genere non mi preoccupa più di tanto, perché non ho la presunzione né il desiderio di dover capire tutto.

L'unica spiegazione che mi viene in mente per il caso delle armi è questa (mia libera interpretazione): l'America è un'"invenzione" relativamente "giovane", nata fra l'altro da una serie di usurpazioni di territori appartenenti ad altri popoli, sicuramente avvenuta con la violenza. Secondo me l'America è ancora in una fase "primitiva", in cui l'Italia si trovava tantissimo tempo fa, forse all'epoca dei Romani. Poi i Romani hanno fatto tutti i loro secoli di guerre, insieme al resto degli europei, e alla fine di questo processo siamo arrivati a essere quello che siamo ora. Quello che voglio dire è che l'America ha ancora una lunga strada da percorrere, è una specie di ragazzino belligerante, di quelli che fanno sempre a botte per strada, per qualsiasi motivo, solo in scala molto più grande. C'è molta superficialità e immaturità diffusa, oltre a mancanza di cultura e di storia. Non credo che ci sia molto da fare al riguardo, come non puoi spiegare certe cose a un ragazzino, devi aspettare che "cresca", sperando che nel frattempo non faccia troppi danni...


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Angie Garbarino  Identity Verified
Local time: 20:21
Member (2003)
French to Italian
+ ...
Entro certi limiti più restrittivi ma... Jul 22, 2007

Lillina wrote:
Quindi noi in Europa, senza armi (almeno legalmente) siamo effettivamente molto più a rischio crimine rispetto agli Usa?

Ve lo chiedo perchè non ne ho idea, l'unica volta che sono stata in California ho assistito a due arresti nel giro di un mese quindi non è che mi fossi fatta quest'idea di grande sicurezza, ma ovvio che in un solo mese non posso farmi un'opinione definitiva.

Attendo delucidazioni da chi sa e conosce!


Da noi si può acquistare e detenere (in casa) un'arma legalmente, basta denunciarla all'autorità preposta, presentando certificato medico che attesta le piene facoltà mentali, e in casi precisi si può anche portare con sé (porto d'armi).


Ne sono certa per esperienza diretta,

credo quindi sia importante chiarire per continuare la discussione che sebbene con più restrizioni in Italia NON è illegale possedere armi.

Penso che si possa disquisire sulla maggior facilità di possedere armi in Europa rispetto agli USA ma non si può affermare che il possesso di armi in Europa è illegale, forse in UK, non certo in Italia.

Qui si ha il diritto di possedere un'arma (più di una se non erro) se si risponde a certi requisiti indicati dalla legge, nemmeno poi troppo severi.

Buona domenica!

[Edited at 2007-07-22 15:01]


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xxxGabi Ancarol
Italy
Italian to Spanish
+ ...
Mancanza di cultura e storia... Jul 22, 2007

Giuseppina Gatta wrote:

C'è molta superficialità e immaturità diffusa, oltre a mancanza di cultura e di storia.



Potrei anche essere d'accordo per quanto riguarda certe -alcune poche - cose che hai affermato, ma questo argomento delle nazioni giovani con mancanza di storia e cultura... mi sembra un luogo abbastanza comune.

Non me la sentirei di dare un giudizio così generale.

Gabi


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transparx  Identity Verified
United States
Local time: 14:21
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+ ...
hmmm... Jul 22, 2007

John Walsh wrote:
La violenza in Europa, con o senza armi, non può essere paragonato alla violenza che si trova in america.
Detto questo....amo l'america.


A me non sembra che in America ci sia più violenza di quanta ce ne sia in Europa. Vivo a New York da 24 anni e sono sempre stato -e lo sono ancora-- sempre in giro --giorno e notte. Prendo spesso il treno di notte per tornare a Brooklyn da Manhattan, così come spesso porto il cane in spiaggia (sotto casa, cioè) alle due/tre di notte. Dovrei forse aggiungere che non abito in un quartiere residenziale; ho sempre abitato in zone molto popolari. Non chiudo mai le finestre prima di uscire di casa --neanche quando non avevo il cane-- e chiudo la porta con un solo giro di chiave.
E la mia esperienza non si ferma a NY. Ho girato l'America in lungo e largo, in macchina e in autobus... non mi è mai successo niente, né ho mai avuto motivo di preccuparmi più di tanto.

Detto questo, sono contrario al porto d'armi liberalizzato (così come sono contrario alle armi in generale) e, che io sappia, negli Stati Uniti, sono in molti a pensarla come me, anche se una grossa porzione della popolazione non sembra voler rinunciare al "right to bear arms."

Sono inoltre d'accordo con Maria Gabriela. Sì, politicamente, gli Stati Uniti sono un paese giovane (così come lo è l'Italia); storicamente lo sono un po' meno. E comunque, tutti i popoli che hanno partecipato a questa "invenzione" (come la definisce Giuseppina) hanno portato con sé un forte retaggio culturale che non si può certo mancare di tenere in considerazione quando si parla di cultura e storia americana.

[Edited at 2007-07-22 13:52]


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Angie Garbarino  Identity Verified
Local time: 20:21
Member (2003)
French to Italian
+ ...
Volevo aggiungere che Jul 22, 2007

Mi trovo d'accordo su una delle affermazioni date a Lillina dagli americani che ha contattato, putroppo non posso indicarla per motivi di regole del sito.


Hey ciao Nino come va? Non ci si leggeva da un po'

Un abbraccio virtuale

Angio

[Edited at 2007-07-22 14:54]


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Riccardo Schiaffino  Identity Verified
United States
Local time: 12:21
Member (2003)
English to Italian
+ ...
Paese "giovane"? Jul 22, 2007

Gli Stati Uniti hanno la stessa costituzione e la stessa forma di governo da quando sono stati fondati (fine del '700).

Nello stesso periodo di tempo tutti i paesi europei hanno visto cambiamenti notevolissimi, da paesi che allora non esistevano (e che non divennero stati unificati se non un secolo dopo circa, come Italia e Germania), a paesi che sono passati per ogni tipo di sconvolgimento politico (Francia: nello stesso periodo: monarchia e ritorno, impero e ritorno, cinque diverse costituzioni repubblicane); perfino in inghilterra il sistema politico è cambiato, molto di più rispetto all'epoca della fondazione degli Stati Uniti, di quando lo sia quello americano.

Quindi non mi sembra proprio che pregi o difetti degli Stati Uniti possano essere attribuiti al fatto che sia un paese "giovane"... e infatti il famoso "right to bear arms" è sancito infatti da una delle costituzioni ancora vigenti più vecchie che ci siano.


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Lillina
Local time: 20:21
Italian
TOPIC STARTER
Seguito Jul 22, 2007

transparx wrote:

John Walsh wrote:
La violenza in Europa, con o senza armi, non può essere paragonato alla violenza che si trova in america.
Detto questo....amo l'america.


A me non sembra che in America ci sia più violenza di quanta ce ne sia in Europa. Vivo a New York da 24 anni e sono sempre stato -e lo sono ancora-- sempre in giro --giorno e notte. Prendo spesso il treno di notte per tornare a Brooklyn da Manhattan, così come spesso porto il cane in spiaggia (sotto casa, cioè) alle due/tre di notte. Dovrei forse aggiungere che non abito in un quartiere residenziale; ho sempre abitato in zone molto popolari. Non chiudo mai le finestre prima di uscire di casa --neanche quando non avevo il cane-- e chiudo la porta con un solo giro di chiave.
E la mia esperienza non si ferma a NY. Ho girato l'America in lungo e largo, in macchina e in autobus... non mi è mai successo niente, né ho mai avuto motivo di preccuparmi più di tanto.


E' molto importante che tu chiarisca tutto ciò, e ti ringrazio, ma nello stesso tempo i miei interrogativi rimangono in parte irrisolti: perchè questi americani hanno questa fobia del doversi difendere dal governo? Spero di non risultare presuntuosa nel voler cercare di capire qualcosa in più riguardo tutto questo!

Nello stesso tempo però ripenso anche ad un'amica della SoCal che mi diceva sempre di quanto, da bambini, lei ed i suoi coetanei fossero stati cresciuti con la convinzione che ci fossero pericoli ovunque... quindi continuo a non capire da dove provengono queste fobie :-S

Angio, scusa l'inesattezza e grazie per la precisazione.

[Edited at 2007-07-22 21:24]


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John Walsh  Identity Verified
Italy
Local time: 20:21
Member (2004)
Italian to English
Vero, abbiamo imparato tanto dai Romani... Jul 22, 2007

Secondo me l'America è ancora in una fase "primitiva", in cui l'Italia si trovava tantissimo tempo fa, forse all'epoca dei Romani. Poi i Romani hanno fatto tutti i loro secoli di guerre, insieme al resto degli europei, e alla fine di questo processo siamo arrivati a essere quello che siamo ora.

...e tanto dai europei, incluso come fare la guerra. Guerre per scopi difensive e guerre puramente comerciali. La storia dell'America è la storia dell'Europa.
E la storia continua...credo che, studiando la società americana, la sua storia, la sua presente, l'europa può vedere come potrebbe essere il suo futuro, da accogliere o evitare. L'America e l'Europa hanno entrambi tanto da imparare uno dall'altro.

devi aspettare che "cresca", sperando che nel frattempo non faccia troppi danni...

That's being a little too hard on the yankees IMO.
transparx wrote:
A me non sembra che in America ci sia più violenza di quanta ce ne sia in Europa. Vivo a New York da 24 anni e sono sempre stato -e lo sono ancora-- sempre in giro --giorno e notte. ....Ho girato l'America in lungo e largo, in macchina e in autobus... non mi è mai successo niente, né ho mai avuto motivo di preccuparmi più di tanto.

Sono contento che niente ti è mai successo e spero che non accada mai nulla di male. Anch'io ho vissuto in america per tanti anni e non ho mai avuto un'esperienza eccessivamente "brutta", spaventi si, ma sempre finito bene. Ho vissuto un paio di anni anche a LA, vicino a USC, e ti assicuro che li, tu non vai a piedi di notte e non prendi l'autobus in quella zona se sei bianco, e ci sono tanti, tanti posti cosi.
Comunque quando dicevo che la quantità di violenza in america non è paragonabile a quella in europa, non intendevo esperienze personali. Parlavo di statitiche come in questo articolo:
http://www.guardian.co.uk/theissues/article/0,6512,1444928,00.html
e in particolare...."How many people die through gun crime in the US?
According to the Centers for Disease Control and Prevention in Atlanta, there were 28,663 firearm deaths in the US in 2000. Of that figure, 16,586 (58%) were suicides, 11,071 (39%) were homicides (including 270 deaths from police action), and 1,006 (4%) were due to accidents or undetermined causes. The numbers are by far the highest in the industrialised world, but the National Rifle Association (NRA), claims that firearm accident deaths are at an all-time annual low, nationally and among children, while the US population is at an all-time high. Total gun deaths in the US have been dropping steadily since 1993, when they peaked at almost 40,000."

[Edited at 2007-07-22 20:27]


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Arturo Mannino  Identity Verified
Spain
Local time: 20:21
Member (2003)
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Socialismo o NRA Jul 22, 2007

John Walsh wrote:

La storia dell'America è la storia dell'Europa.



È vero, e grazie per avercelo ricordato. Molti di noi europei tendiamo a dimenticarlo, specialmente quando si tratta di dire peste e corna degli statunitensi.

C'è tuttavia un aspetto in cui la storia dell'Europa, a mio parere, è profondamente diversa da quella degli Stati Uniti: tutti i maggiori Stati europei (o parti degli stessi) hanno sperimentato nel corso della loro lunga storia, che cominciò ben prima del 1776, una qualche forma di governo socialista, comunardo, comunista o comunque di sinistra in senso lato. Non si tratta qui di tessere le lodi di un sistema politico piuttosto che di un altro, cosa che d'altronde le regole del sito non permetterebbero; voglio semplicemente dire che l'idea di una società che è qualcosa di più della somma degli individui che la compongono non è estranea alla cultura politica europea. È questa idea, plasmata in aspre e sanguinose lotte sociali, che ha permesso di creare sistemi di assistenza sanitaria, sistemi pensionistici e una legislazione del lavoro molto più avanzati di quelli degli Stati Uniti, e che oggi fanno sì l'Europa nel suo complesso superi gli Stati Uniti in tutti i maggiori indicatori sociali, dalla mortalità infantile alla speranza di vita alla nascita.

Negli Stati Uniti, a parte alcuni rigurgiti libertari nei secoli XVIII e XIX, soffocati alla nascita oppure olimpicamente ignorati, l'idea politica fondamentale è sempre stata centrata sull'individuo e sulle sue capacità di farsi strada nella vita da solo o con il suo gruppo. Per quel poco che ho letto, visto e vissuto degli USA, ho la forte impressione che la prima, deleteria conseguenza di questo modo di pensare sia che ai cittadini statunitensi viene insegnato sin dalla nascita ad avere paura dell'altro-da-sé. Esistono onorevoli eccezioni ma credo che, in generale, negli Stati Uniti tutto ciò che "puzzi" anche soltanto lontanamente di cooperativismo o di intervento statale venga immediatamente tacciato di "comunismo", "statalismo" e, più recentemente "terrorismo".

Dunque abbiamo una società fortemente individualista e con meno coesione sociale di qualsiasi altra società "avanzata"; una società, inoltre, priva di determinati paracadute sociali che in Europa sono all'ordine del giorno (copertura sanitaria, sistema pensionistico); una società di individui in costante e direi quasi neurotica competizione; una società, infine, dove comprare un'arma è spesso così difficile come comprare un vasetto di yogurt. Le conseguenze, negli Stati Uniti, le vedono tutti i giorni. A noi ne arriva un'eco lontana quando il numero di morti ammazzati supera i 5-6 in una volta.

Naturalmente è possibile relativizzare tutto quello che ho scritto sinora. Come dice giustamente John, "studiando la società americana, la sua storia, il suo presente, l'Europa può vedere come potrebbe essere il suo futuro, da accogliere o evitare".
A me piacerebbe evitarlo.


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transparx  Identity Verified
United States
Local time: 14:21
English to Italian
+ ...
... Jul 28, 2007

John Walsh wrote:
Ho vissuto un paio di anni anche a LA, vicino a USC, e ti assicuro che li, tu non vai a piedi di notte e non prendi l'autobus in quella zona se sei bianco, e ci sono tanti, tanti posti cosi.


... e tanti altri dove non ti conviene avventurarti né di notte né di giorno se non lo sei --bianco, cioè. Un esempio è Bensonhurst (Brooklyn), zona prettamente italo-americana, dove non mancano mai gruppi di ragazzi ignoranti e pieni di grosse catene d'oro pronti a prendere a mazzate di baseball chiunque non corrisponda alla loro idea -distorta- di bianco.


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transparx  Identity Verified
United States
Local time: 14:21
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+ ...
non che voglia difendere gli Stati Uniti, ma... Jul 29, 2007

Sono in parte d’accordo con quello dici. Tuttavia, in generale devo dire che la tua descrizione e la tua analisi degli Stati Uniti rispecchiano una certa immagine che di questo paese, mi pare, si ha oltre oceano, ma che non è necessariamente accurata.

Arturo Mannino wrote:
C'è tuttavia un aspetto in cui la storia dell'Europa, a mio parere, è profondamente diversa da quella degli Stati Uniti: tutti i maggiori Stati europei (o parti degli stessi) hanno sperimentato nel corso della loro lunga storia, che cominciò ben prima del 1776, una qualche forma di governo socialista, comunardo, comunista o comunque di sinistra in senso lato. Non si tratta qui di tessere le lodi di un sistema politico piuttosto che di un altro, cosa che d'altronde le regole del sito non permetterebbero; voglio semplicemente dire che l'idea di una società che è qualcosa di più della somma degli individui che la compongono non è estranea alla cultura politica europea. È questa idea, plasmata in aspre e sanguinose lotte sociali, che ha permesso di creare sistemi di assistenza sanitaria, sistemi pensionistici e una legislazione del lavoro molto più avanzati di quelli degli Stati Uniti, e che oggi fanno sì l'Europa nel suo complesso superi gli Stati Uniti in tutti i maggiori indicatori sociali, dalla mortalità infantile alla speranza di vita alla nascita.


Forse gli Stati Uniti non hanno mai avuto bisogno di sperimentare le stesse forme di governo che hanno sperimentato gli stati europei, né di lanciarsi nello stesso tipo di “aspre e sanguinose lotte sociali”. Per quel che ne so –ma non sono né storico né sociologo, le problematiche relative alle classi sociali sono sempre state meno urgenti e pressanti negli Stati Uniti, a differenza di quelle associate alla razza e alle nazionalità –che hanno comunque sussunto le prime. Penso, infatti, che se lotte simili fossero state necessarie, ci sarebbero state, visto che non sono certo mancati personaggi che avrebbero potuto concepirle e attuarle.
Penso, invece, che gli Stati Uniti siano sempre stati più ‘naturalmente’ libertari. Inoltre, la mobilità economica e sociale che ha sempre contraddistinto questo paese avrebbe reso tali lotte ridondanti.

Arturo Mannino wrote:
Negli Stati Uniti, a parte alcuni rigurgiti libertari nei secoli XVIII e XIX, soffocati alla nascita oppure olimpicamente ignorati, l'idea politica fondamentale è sempre stata centrata sull'individuo e sulle sue capacità di farsi strada nella vita da solo o con il suo gruppo. Per quel poco che ho letto, visto e vissuto degli USA, ho la forte impressione che la prima, deleteria conseguenza di questo modo di pensare sia che ai cittadini statunitensi viene insegnato sin dalla nascita ad avere paura dell'altro-da-sé. Esistono onorevoli eccezioni ma credo che, in generale, negli Stati Uniti tutto ciò che "puzzi" anche soltanto lontanamente di cooperativismo o di intervento statale venga immediatamente tacciato di "comunismo", "statalismo" e, più recentemente "terrorismo".


Di nuovo, non è che voglia difendere gli Stati Uniti a spada tratta, ma a me non sembra si possa dire che i cittadini statunitensi hanno, in generale, paura dell’altro-da-sé; semmai, è proprio il contrario. Sono molto critico di questo paese che, come tutti gli altri paesi, ha tuttora molti problemi da risolvere. Ma bisogna anche ammettere che l’accettazione del diverso è sempre stata una sua caratteristica, pur se accompagnata da quelle ambivalenze –anche se non da parte di tutti– che tipicamente accompagnano idée e scelte difficili.

Arturo Mannino wrote:
Dunque abbiamo una società fortemente individualista e con meno coesione sociale di qualsiasi altra società "avanzata"; una società, inoltre, priva di determinati paracadute sociali che in Europa sono all'ordine del giorno (copertura sanitaria, sistema pensionistico); una società di individui in costante e direi quasi neurotica competizione; una società, infine, dove comprare un'arma è spesso così difficile come comprare un vasetto di yogurt. Le conseguenze, negli Stati Uniti, le vedono tutti i giorni. A noi ne arriva un'eco lontana quando il numero di morti ammazzati supera i 5-6 in una volta.


Secondo me, gli Stati Uniti non sono una società particolarmente individualista, per lo meno non più di quanto lo sia l’Italia –taccio sull’Europa, che conosco solo da turista. Sì, è vero che di primo acchito l’europeo che si trasferisce negli Stati Uniti può avere questa impressione, ma dopo un po’ ci si rende conto che quello statunitense e quello europeo non sono che due sistemi diversi che usano strategie diverse per arrivare allo stesso risultato. Se uno si ammala negli Stati Uniti, non viene lasciato a sé stesso –checché se ne pensi– anche se non dovesse avere alcun tipo di assicurazione medica. Per portare giusto un altro esempio, lo stato si prende cura degli anziani meno abbienti, i quali possono richiedere di avere un “home attendant” anche 24 ore su 24, se necessario. Che dire, invece, del taglio alle pensioni proposto recentemente in Italia?
A me sembra che l’unico aspetto per il quale gli Stati Uniti –apparentemente– si rivelano essere un paese non ancora civile, o civilizzato, è la pena di morte. Ma non va dimenticato che per molti stati (per esempio, quello di New York) la ri-legalizzazione della pena di morte è un passo indietro, il prodotto di un pensiero politico particolare e, si spera, passeggero più che di una cultura incivile.

[Edited at 2007-07-29 22:26]


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Actavano  Identity Verified
Dominican Republic
Local time: 15:21
Member (2006)
Spanish to Italian
+ ...
Se guardiamo le statistiche... Jul 31, 2007

Ho letto attentamente quanto scritto finora. Sono contento che New York sia una cittá sicura. A me piace New York. Puoi viverci senza avere una macchina, hai tutto a portata di mano e poi mi sembra di conoscerla da sempre, praticamente da quando sono andato al cinema per la prima volta.
Penso che ognuno abbia un´impressione che per forza di cose é sempre molto personale e rappresenta, comunque, una visione parziale del tutto, frutto delle proprie esperienze. Purtroppo le impressioni belle o brutte che siano non lasciano per questo di essere solo delle impressioni. Per avere una visione globale della realtá dei fenomeni sociali dobbiamo guardare i numeri che ci vengono forniti dalle statistiche:
Popolazione carceraria in Italia: 52.000
Popolazione carceraria negli USA: 2.200.000
(Altri 4.500.000 sono in libertá vigilata, totale persone sottoposte a provvedimenti penali circa 7.000.000).
Solo nel 2003 sono stati fatti negli USA piú di 13.000.000 di arresti.
Per ulteriori informazioni provate a leggere questo rapporto:

http://english.people.com.cn/200503/03/eng20050303_175406.html

Una spiegazione? Da piú di cent´anni si parla, almeno in latinoamerica, dell´utilitarismo americano. Non si tratta quindi di una novitá. Dietro il desiderio di armarsi c´é una lucrativa industria delle armi. Cos´é nato prima l´uovo o la gallina? Dietro il gran numero di carcerati ci sono moltissimi interessi, tra i quali spicca il loro impiego come manodopera praticamente non retribuita. L´aumento della popolazione carceraria é un fenomeno indipendente dal profitto che certi settori ne ricavano?
Teniamo presente che gli Stati Uniti é un paese democratico. Il primo nel mondo, bisogna ammetterlo. A legislare é il potere giudiziario ecc. Uno dei problemi delle democrazie sono le pressioni lobbistiche. Ora, le lobby praticamente impongono delle leggi che piú si addicono ai loro interessi economici e che creano o mantengono delle situazioni favorevoli per i loro affari. Credo che gli stessi americani abbiano definito la democrazia come il minore dei mali.
Che sia questa un´adeguata risposta alle perplessitá di
Lillina?
Tanti saluti.
Armando


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John Walsh  Identity Verified
Italy
Local time: 20:21
Member (2004)
Italian to English
Tanti commenti da fare ma poco tempo per farli.... Sep 9, 2007

Arturo Mannino wrote:
...voglio semplicemente dire che l'idea di una società che è qualcosa di più della somma degli individui che la compongono non è estranea alla cultura politica europea....

Una cosa che ho notato subito quando sono arrivato in italia è la mancanza di civic sense che si trova in USA o UK. Un'esempio banale è se vai a una spiaggia in italia troppo spesso si trova spazzatura di ogni genere mentre in California è difficile trovare una cicca di sigaretta. Perchè? Perchè la spiaggia è mia come tua. E' nostra. Invece in italia è come se tutto quello fuori casa propria non appartiene all'italiano ma appartiene a qualcos'altro (tipo lo stato). Infatti la pulizia in una casa italiana in genere è quasi maniacale ma fuori casa? Quante volte ho sentito la scusa, "se il comune mettesse più cassonetti non buttarei la carta per terra".
Arturo Mannino wrote:
...È questa idea, plasmata in aspre e sanguinose lotte sociali, che ha permesso di creare sistemi di assistenza sanitaria, sistemi pensionistici e una legislazione del lavoro molto più avanzati di quelli degli Stati Uniti, e che oggi fanno sì l'Europa nel suo complesso superi gli Stati Uniti in tutti i maggiori indicatori sociali, dalla mortalità infantile alla speranza di vita alla nascita....

La maggior parte delle lotte grandi nella storia partono proprio dalla voglia egoista e individualista di potere di una classe per togliere il potere da un'altra classe...usando le masse.....o come li definisce Orwell, le pecore.
Riguarda il sistema di assistenza sanitaria etc., si, c'è molto che l'america può imparare dall'europa, ma dire che sono sistemi molto più avanzati? hmmmm Hai aperto una discussione interessante che potrebbe durare molto a lungo senza conclusione. Diciamo che i due sistemi vanno cambiati e per fare ciò bisognarebbe studiare entrambi e fare certe scelte difficili.
Arturo Mannino wrote:
Negli Stati Uniti, a parte alcuni rigurgiti libertari nei secoli XVIII e XIX, soffocati alla nascita oppure olimpicamente ignorati, l'idea politica fondamentale è sempre stata centrata sull'individuo e sulle sue capacità di farsi strada nella vita da solo o con il suo gruppo. Per quel poco che ho letto, visto e vissuto degli USA, ho la forte impressione che la prima, deleteria conseguenza di questo modo di pensare sia che ai cittadini statunitensi viene insegnato sin dalla nascita ad avere paura dell'altro-da-sé. Esistono onorevoli eccezioni ma credo che, in generale, negli Stati Uniti tutto ciò che "puzzi" anche soltanto lontanamente di cooperativismo o di intervento statale venga immediatamente tacciato di "comunismo", "statalismo" e, più recentemente "terrorismo".

Essere centrata sull'individuo viene molto prima, però anche il bene della comunità è sempre stato altretanto importante. Però anche questo è un capitolo molto lungo. Comunque, è vero, l'interventismo statale è una cosa che non piace alle maggior parte degli americani....da sempre. Ed è anche questo in parte una risposta alla domanda iniziale, purtroppo ci sono troppi stati in america che non vogliono che il governo federale dica "voi non potete avere le armi".
Arturo Mannino wrote:
Dunque abbiamo una società fortemente individualista e con meno coesione sociale di qualsiasi altra società "avanzata";

Meno coesione? Sei sicuro? Una cosa bellissima dell'america è che in nessun altro posto del mondo trovi cosi tante razze e gruppi etnici che vivono insieme in armonia e si integrano e nel complesso si considerano americani. Persino gli "non-americani" si considerano americani.
Si, ci sono parecchi problemi di racial strife però addesso, nel 2000, il problema è solo superficialmente legato alla razza e più a un problema sociale/economica.
Arturo Mannino wrote:
.... Come dice giustamente John, "studiando la società americana, la sua storia, il suo presente, l'Europa può vedere come potrebbe essere il suo futuro, da accogliere o evitare".
A me piacerebbe evitarlo.

Spero tanto che l'italia possa accogliere il bello dall'america e evitare il brutto.


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