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Terminologia preesistente (scadente) e clienti miscredenti
Thread poster: Giuseppina Gatta, MA (Hons)

Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
English to Italian
+ ...
Oct 2, 2007

Vorrei sfogarmi un po' e cercare un po' di "mezzo gaudio" in un male che immagino sia comune.

A volte mi arrivano da tradurre dei manuali tecnici e mi viene chiesto dal cliente finale di utilizzare la terminologia (sic!) preesistente.

Spesso si tratta di elenchi pieni di errori, con parole che in italiano neanche esistono, terminologie inconsistenti e/o inventate, con lo stesso termine tradotto in tre o quattro modi diversi (e tutti sbagliati).

Come traduttrice ritengo mio dovere evidenziare tali incongruenze al cliente, anche perché mi viene la nausea a utilizzare espressioni e termini chiaramente errati, spiegando con dovizia di particolari, e il risultato è che il cliente non ci crede, e inventa una serie di scuse. Purtroppo, le scuse sono inventate dalla persona che ritiene di sapere l'italiano e lavora nella ditta.

La cosa che mi dà più fastidio in tal caso è che sto perdendo tempo per tutelare gli interessi dello stesso cliente che non mi crede, e che spenderà un sacco di soldi per avere un prodotto scadente.

Voi come vi comportate in questi casi?


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xxxLatin_Hellas
United States
Local time: 00:46
Italian to English
+ ...
Lo stesso dall'italiano all'inglese Oct 2, 2007

Incontro lo stesso problema nel senso opposto. In questi casi il lavoro è tramite agenzia e si tratta di grandi aziende.

Ideale sarebbe comunicare direttamente con una sola persona responsabile per la traduzione, ma pare che non ci sia tale persona e comunque è ovvio il testo che sia passato per più mani, più o meno competenti, ma soprattutto meno, a prescindere della pretesa di conoscere la lingua target.

A volte persino l'agente è cosciente che il testo è viziato. Comunque, in questi casi sempre pongo un disclaimer, disassociandomi professionalmente rispetto alle parti "pretradotte" affinchè perlomeno possa dire "I told you so".

Ovviamente pongo meno priorità a proposte di lavoro quando so in anticipo che si tratta di un testo con parti "predotte" in una maniera che lascia a desiderare in termini professionali, anche perchè "mi viene la nausea" come giustamente ti senti anche tu, Giuseppina.

Comunque, buon lavoro!


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
English to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
Grazie per le risposte Oct 2, 2007

Il mio cliente è un'agenzia, ed è un ottimo cliente in generale. Il cliente del mio cliente è quello che sta creando problemi. L'agenzia è in mezzo, e in genere prende le mie difese, ma immagino che alle volte penseranno: "Questi traduttori, che fissati che sono, cosa cambia se si usa questo o quel termine...".

Quindi, sulla base delle vostre risposte, in futuro farò così:

1) non accetterò il lavoro se l'uso della terminologia scadente è tassativo.

2) nel caso presente, se il cliente non molla, usero la sua pseudoterminologia e aggiungerò un disclaimer, dissociandomi dalle traduzioni sbagliate (che ho già provveduto a indicare).





[Modificato alle 2007-10-02 22:15]


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Chiara Righele  Identity Verified
Italy
Local time: 00:46
English to Italian
+ ...
Dall'altra parte della barricata (ma anche no...) Oct 3, 2007

Giuseppina Gatta wrote:

Vorrei sfogarmi un po' e cercare un po' di "mezzo gaudio" in un male che immagino sia comune.


Scrivo per lo più per sfogarmi anch'io...

La mia esperienza è un po' diversa, perché vivo, per così dire, dall'altra parte della barricata, nel senso che lavoro in un'azienda come traduttrice. E sono fortunata perché non lavoro nell'ufficio commerciale/marketing/acquisti, ma nell'ufficio documentazione di quest'azienda (penso che sia abbastanza raro in Italia, in aziende di dimensioni diciamo medie).

E se da un lato mi occupo principalmente delle traduzioni che escono direttamente dal nostro ufficio (per lo più documentazione tecnica), dall'altra sono (o meglio, sto pian piano diventando) anche il riferimento per tutti i documenti tradotti. Una specie di filtro, cioè: chi ha qualcosa da tradurre, passa da me, si decide che strategia usare (traduzione assistita - sì o no - traduzione interna, traduzione esterna...), e io smisto e/o traduco.

bale002 wrote:

Ideale sarebbe comunicare direttamente con una sola persona responsabile per la traduzione, ma pare che non ci sia tale persona e comunque è ovvio il testo che sia passato per più mani, più o meno competenti, ma soprattutto meno, a prescindere della pretesa di conoscere la lingua target



In pratica io sarei questa persona responsabile delle traduzioni.

Posso però dire che di fatto, in azienda capita ogni giorno che il testo passi da più mani (prima e dopo essere tradotto), con conoscenze più o meno approfondite della lingua (l'inglese poi... chiunque lo sa, no?!?! È ironico ovviamente...), con stili diversi, gusti diversi... E alla fine, anche un testo tradotto con i dovuti crismi a volte diventa un collage mostruoso di stili, terminologia, "italiese"...

Da parte mia cerco di mettere dei paletti.
Per quanto riguarda i documenti tecnici, i colleghi del mio ufficio mi hanno supportato in questo fin dal primo giorno (mi verrebbe da dire fin da quando hanno scelto di assumere una persona incaricata delle traduzioni), mettendosi di punto in bianco a ripensare il proprio modo di fare documentazione, cioè pensando che nasce non solo per essere letta in italiano, ma anche tradotta. Dopo due anni di questa gestione, possiamo già apprezzare alcuni frutti: terminologia coerente nella documentazione (c'era un po' di tutto prima, e il mio primo compito è stato di uniformare la terminologia e scegliere quella corretta e più adeguata al nostro prodotto), frasi uguali per dire le stesse cose (non trovo più "rimuovere la guarnizione" e "togliere la guarnizione"), frasi meno "criptiche" (per quanto possibile), maggiore velocità di traduzione (usiamo un CAT tool per gestire tutto, quindi le revisioni sono già almeno in parte pretradotte)...

Per le altre funzioni aziendali... è difficile! Trovo io stessa resistenze, da parte dei colleghi: "Ma in inglese (o qualsiasi altra lingua) abbiamo sempre detto/scritto così: perché vuoi cambiare?" "È sbagliato" "Sì ma ormai il cliente è abituato a chiamarla così quella cosa" Allora mi chiedo: se ti affidi a un traduttore, ti fidi, altrimenti ti traduci da solo le cose, no?

In definitiva cosa faccio? Cerco di insistere (mia mamma mi chiamava "pittima" da piccola!) - qualche volta cedo io, qualche volta gli altri. Cerco di "creare una mentalità" (nessuna mania di grandezza, per carità)...
Ma ovviamente il cambiamento non può essere immediato.

Giuseppina Gatta wrote:

Come traduttrice ritengo mio dovere evidenziare tali incongruenze al cliente

[/quote]

E fai bene. Magari 99 volte su 100 se ne fregheranno, ma se capita a "me", lo apprezzerei. Da parte mia c'è del lavoro dietro la terminologia che usiamo, e le scelte sono di solito giustificate (non dal semplice "mi piace così). Ma se uno dei traduttori mi dice che sarebbe meglio usare un altro termine, e mi spiega perché, beh, io non posso fare altro che ringraziarlo perché mi ha dato una mano a rendere migliore il mio lavoro.

Come premesso, era solo uno sfogo, insieme alla mia (breve) esperienza, e qualche spunto di riflessione.

Di principio sono d'accordo con te, Giuseppina, e ti capisco: in un certo senso mi trovo a portare avanti la stessa "battaglia" dall'interno. Riconosco che a volte bisogna semplicemente dire: ok, vuoi tradurre così. Io mi dissocio.

Chiara


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Roberta Anderson  Identity Verified
Italy
Local time: 00:46
Member (2001)
English to Italian
+ ...
Restare in tema Oct 3, 2007

Daniele Martoglio wrote:

Però forse ora è il caso di chiudere la discussione qui, perchè stiamo andando fuori tema..


Sì, direi che è sicuramente (e non forse) il caso di chiudere la discussione qui, perché è già andata fuori tema, oltre che infrangere la politica "no politics" del sito.

Grazie a tutti per la collaborazione
Roberta


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gianfranco  Identity Verified
Brazil
Local time: 19:46
Member (2001)
English to Italian
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Rimossi 5 interventi fuori tema e fuori dagli scopi di ProZ.com Oct 3, 2007

Roberta Anderson wrote:
Sì, direi che è sicuramente (e non forse) il caso di chiudere la discussione qui, perché è già andata fuori tema, oltre che infrangere la politica "no politics" del sito.


Roberta,
grazie per avere invitato i partecipanti a restare in tema e non discutere di argomenti politici in questo sito dedicato al mondo e ai problemi della traduzione.
Vedere regole del forum in http://www.proz.com/?sp=siterules&mode=show&category=forum

Ho rimosso 5 interventi, per i motivi illustrati da Roberta, in quanto esulano dal tema iniziale e sono scivolati nel discutere la situazione politica del recente passato o attuale in Serbia, Polonia e Lilliput!!! (go figure!!)

Si parlava di manuali tecnici con terminologia scadente e/o incoerente.


Grazie a tutti per la collaborazione nel mantenere il forum in linea con le regole.
ciao
Gianfranco



[Edited at 2007-10-03 14:17]


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
Member (2005)
English to Italian
+ ...
TOPIC STARTER
Cara Chiara Oct 3, 2007

Chiara_R wrote:





In definitiva cosa faccio? Cerco di insistere (mia mamma mi chiamava "pittima" da piccola!) -

nza, e qualche spunto di riflessione.

Di principio sono d'accordo con te, Giuseppina, e ti capisco: in un certo senso mi trovo a portare avanti la stessa "battaglia" dall'interno. Riconosco che a volte bisogna semplicemente dire: ok, vuoi tradurre così. Io mi dissocio.

Chiara


Anche a me chiamavano allo stesso modo da piccola, Chiara, quindi consoliamoci anche per questo

Se in questa ditta ci fosse una persona come te non credo avrei problemi!

Il problema invece è quando ci sono persone che non hanno idea di cosa significhi tradurre (come in questo caso) e non hanno neanche padronanza della lingua italiana (ho trovato anche parole inventate!).

Quindi la mia critica non era assolutamente volta a persone professionali come te, ovviamente.

Ciao
Giusi


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Chiara Righele  Identity Verified
Italy
Local time: 00:46
English to Italian
+ ...
Due pittime insomma! Oct 4, 2007



Tranquilla, non l'ho presa come una critica nei miei confronti (non mi è neanche passato per la mente).
Volevo solo portare la mia esperienza (e a volte frustrazione, ma nel complesso non mi lamento!)

Ciao!
Chiara


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lingomania
Local time: 08:46
Italian to English
Fermezza Oct 4, 2007

Parlerei con MOLTA fermezza al responsabile della traduzione commissionata se possibile prima dell'inizio del lavoro stesso e chiarirei le mie ma sopratutto le SUE idee in merito. A volte penso: "ma chi tiene certi impiegati ignoranti in una azienda". Scusate il MIO sfogo, ma è ora che si parla di queste cose apertamente. A ciuscuno il suo lavoro...e quello del traduttore NON è quello di correggere gli errori nel testo originale di qualcun'altro!!

Robert


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