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Studio di settore
Thread poster: Sergio Paris

Sergio Paris  Identity Verified
Italy
Local time: 14:12
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Jan 18, 2008

Cari colleghi,

vorrei esporvi una problematica che fa tanto sospirare sia me che la mia commercialista e credo anche voi tutti. Come ben sapete ogni anno anche la nostra categoria è soggetta allo studio di settore, al quale finora non sono mai risultato congruo. Il punto è che i rappresentanti di categoria a cui fa riferimento lo studio di settore sono le agenzie di traduzione e interpretariato che per ovvi motivi registrano fatturati maggiori o comunque un giro di affari impostato in maniera totalmente diversa rispetto a quello del singolo libero professionista.

La soluzione ideale sarebbe distinguere le due categorie in modo da avere diversi parametri di valutazione al momento dell'applicazione dello studio di settore. Parlando con la mia commercialista, mi è venuto in mente che forse noi freelancer potremo fare un esposto o comunque far presente la nostra situazione all'agenzia delle entrate nazionale.

Mi piacerebbe avere un vostro parere a tal proposito.

Attendo fiducioso un vostro cordiale riscontro.

Saluti

Sergio Paris


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Lorenzo Lilli  Identity Verified
Local time: 14:12
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Altro thread Jan 18, 2008

Prova a consultare l'altro thread sul forfettone 2008, che dà la possibilità di evitare lo studio di settore. Si è accennato (credo lì o in qualche altro thread simile apparso di recente) anche alla distinzione tra agenzie e freelance, che credo ci sia già. Io come freelance (ovviamente fatturo molto meno di un'agenzia) non ho mai avuto problemi con lo studio di settore, non so che problema ci possa essere nel tuo caso...
Buona fortuna


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Sergio Paris  Identity Verified
Italy
Local time: 14:12
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TOPIC STARTER
Peccato che... Jan 18, 2008

...il "forfettone 2008" sia retroattivo e devi ridare allo stato tutta l'IVA delle spese effettuate negli anni passati...e se ti capita di affrontare una spesa professionale (PC, programmi o altro) non puoi più nemmeno versare l'IVA che hai pagato per quel determinato acquisto. Non saprei, stavo valutando con la mia commercialista che non conviene poi così tanto....l'unico fattore positivo è che non si è più soggetti allo studio di settore !!!

Tornando agli studi di settore, io l'anno scorso ho dovuto pagare un adeguamento "minimo", ma ho sentito colleghi che si sono svenati...questo perchè la mia commercialista è stata abile a controbilanciare il numero di cartelle, righe, parole ecc. con l'effettivo fatturato. Fatto sta che ogni anno con l'aumentare del fatturato si alzano di conseguenza anche i parametri di valutazione e poi ogni anno lo studio di settore cambia al momento della denuncia dei redditi. Insomma non c'è possibilità di salvezza...l'unica cosa di cui mi lamento è che sono assolutamente irreali, almeno per noi traduttori e/o interpreti liberi professionisti.


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Valeria Francesconi  Identity Verified
Local time: 14:12
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A che pro adeguarsi? Jan 18, 2008

Ciao,

finora non ho avuto questo problema perché sono sempre risultata congrua, quest'anno probabilmente, causa maternità, non sarà così, forse sarò ingenua, ma non ho la minima intenzione di adeguarmi e pagare più tasse su qualcosa che non ho guadagnato, mi sembra assurdo e mi fa veramente andare su tutte le furie questo meccanismo perverso.
Poi svenarsi addirittura? Cioé stiamo arrivando al punto che per lavorare bisogna pagare?
In quel caso è meglio starsene sdraiati al sole e non fare nulla : )

Un saluto
Valeria


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Agnès Levillayer
Italy
Local time: 14:12
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Non c'è obbligo all'adeguamento Jan 18, 2008

Mi sembra al quanto strano svenarsi per adeguarsi agli studi di settore. Se uno non c'è la fa lo dimostrerà casomai in sede di accertamento e di invito al contraddittorio ma non è detto che sia automatico.

http://www.publiweb.com/08giu07/studi_settore_visco_dichiarare_reddito_vero_no_obbligo_adeguamento_0137.html

www.finanze.gov.it/export/download/altri/Circ.n.31_studisettore.pdf


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Mariella Bonelli  Identity Verified
Local time: 14:12
Member (2004)
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. Jan 18, 2008

Agnès ha ragione, non è necessario adeguarsi, ma resta il fatto che essere congrui mi pare un sogno irraggiungibile. Da quello che sono riuscita a capire, si pressuppone un prezzo a cartella (o a parola...) del tutto fuori dal mercato.
Valeria, sappi che se sei in maternità difficilmente ti faranno dei controlli. Diciamo che può essere una valida giustificazione per non essere congrua.


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Cecilia Civetta  Identity Verified
Italy
Local time: 14:12
Member (2003)
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A me succede il contrario Jan 18, 2008

Ho delle tariffe (penso) normali, ma lavoro tante ore, quindi non mi adeguo per eccesso, non per difetto.
Secondo me i calcoli andrebbero fatti in base alle ore effettive che uno lavora, non al numero di ore lavorate "inventato" appunto per lo scopo dello studio (della cui utilità rimango sempre ignara).


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Sergio Paris  Identity Verified
Italy
Local time: 14:12
German to Italian
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TOPIC STARTER
Ok !!! Jan 18, 2008

Anch'io sono d'accordo... a che pro adeguarsi, quando si ha la coscienza a posto? Ma dal momento che decidi di non adeguarti sei sicuramente soggetto a controllo e per esperienza personale quando si è soggetti a controllo c'è sempre da tremare. Se vogliono trovare qualcosa da contestare, lo fanno immancabilmente !!! Il problema è molto più generale...se non cambia la mentalità di questo governo nulla migliorerà...ecco a cosa mi riferivo, quando dicevo che "non c'è più via di salvezza". Ringrazio comunque tutti i colleghi che mi hanno risposto.

Saluti e buon fine settimana.

Sergio Paris


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Cecilia Civetta  Identity Verified
Italy
Local time: 14:12
Member (2003)
Italian to Spanish
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Mentalità Jan 18, 2008

Sergio,
hai perfettamente ragione.
Buon fine settimana
Cecilia


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Christel Zipfel  Identity Verified
Partial member (2004)
Italian to German
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Solo menti malate Jan 18, 2008

potevano concepire una cosa del genere.

Non sono mai riuscita a capire neanche come si calcola il risultato, e la mia commercialista non mi è di grande aiuto. Dice che ci sono tantissimi fattori che lo influenzano, persino il luogo dove uno lavora (se ho capito bene), per cui in teoria si potrebbe arrivare a una cifra diversa per ogni traduttore. Ma dico io, quand'anche avessi dichiarato anni fa quante ore lavoro (sinceramente non me lo ricordo, ma lei dice di sì), questo monte-ore può cambiare da un anno all'altro, o addirittura da un mese all'altro. Se per ipotesi l'anno scorso fossi stata malata per un mese senza poter lavorare, o mi fossi concessa un mese extra di ferie, sicuramente l'ultima persona alla quale mi sarebbe venuto in mente di raccontarlo sarebbe la mia commercialista. Ma Vi rendete conto???


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Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 14:12
Member (2006)
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Compilazione degli studi di settore Jan 18, 2008

Christel Zipfel wrote:
(...) quand'anche avessi dichiarato anni fa quante ore lavoro (sinceramente non me lo ricordo, ma lei dice di sì), questo monte-ore può cambiare da un anno all'altro, o addirittura da un mese all'altro. Se per ipotesi l'anno scorso fossi stata malata per un mese senza poter lavorare, o mi fossi concessa un mese extra di ferie, sicuramente l'ultima persona alla quale mi sarebbe venuto in mente di raccontarlo sarebbe la mia commercialista.


Attenzione Christel, il modello dello studio di settore spetta a noi (insieme al commercialista) compilarlo ogni anno insieme alla dichiarazione dei redditi. La voce delle cartelle, delle ore e delle settimane lavorate si compila ogni anno. Non una volta per tutte. E' una variabile come il fatturato. Quindi in realtà lo devi comunicare alla tua commercialista se è lei - e non tu - a compilare il modello.


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Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 14:12
Member (2006)
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Gli studi di settore sono anche parametrati sui liberi professionisti Jan 18, 2008

Sergio Paris wrote:
Il punto è che i rappresentanti di categoria a cui fa riferimento lo studio di settore sono le agenzie di traduzione e interpretariato che per ovvi motivi registrano fatturati maggiori o comunque un giro di affari impostato in maniera totalmente diversa rispetto a quello del singolo libero professionista.


Caro Sergio,

il punto è che non è affatto così.
Mi cito da un altro forum (9 gennaio):

Francesca Pesce wrote:
Sono andata nel sito dell'Agenzia delle Entrate a vedere il nostro studio di settore (SG53U). Nei documenti si specifica che nel settore sono stati individuati e studiati vari (12) cluster, cioè gruppi per attività omogenea. Fra questi c'è il gruppo dei traduttori, professionisti autonomi. Che ha quindi dei parametri completamente diversi da quelli delle grandi agenzie o delle piccole agenzie, e a sua volta diversi da quelli degli interpreti. E specifica che nel nostro caso la coerenza è data prevalentemente dalla resa oraria. Non sono invece riuscita a capire come viene valutato il criterio della congruità. Proseguirò con calma la ricerca.


Io continuo a non capire come possano esserci differenze così macroscopiche. Traduttori che si "svenano" per adeguarsi agli studi di settore (e poi perché lo fanno, se hanno tutte le carte in regola) e altri, come me, che non hanno mai avuto neanche lontanamente problemi di coerenza e congruità. Facendo lo stesso lavoro su mercati se non uguali almeno simili. E' molto strano tutto ciò. E se è strano per noi che facciamo tutti lo stesso lavoro, immaginiamoci per il fisco.

Se qualcuno poi mi spiega come fa a non risultare coerente con gli studi di settore dopo alcuni anni di attività, facendolo come lavoro a tempo pieno o quasi pieno, mi farebbe una cortesia. Perché sono seriamente preoccupata della mia ignoranza.


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Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 14:12
Member (2006)
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sempre sugli studi di settore, per rispondere a sergio Jan 18, 2008

Sergio Paris wrote:
Tornando agli studi di settore, io l'anno scorso ho dovuto pagare un adeguamento "minimo" (...) questo perchè la mia commercialista è stata abile a controbilanciare il numero di cartelle, righe, parole ecc. con l'effettivo fatturato.


Non so quali calcoli sia riuscita a fare la tua commercialista, ma dubito si sia trattato di un controbilanciamento delle cartelle, righe, parole. L'indice principale se non unico utilizzato per i liberi professionisti è quello della resa oraria. Quindi non di quanto hai tradotto ma per quante ore hai tradotto.

Sergio Paris wrote:
Fatto sta che ogni anno con l'aumentare del fatturato si alzano di conseguenza anche i parametri di valutazione e poi ogni anno lo studio di settore cambia al momento della denuncia dei redditi. Insomma non c'è possibilità di salvezza...l'unica cosa di cui mi lamento è che sono assolutamente irreali, almeno per noi traduttori e/o interpreti liberi professionisti.


Non esiste una regola economica per la quale ogni anno aumenti il fatturato dei traduttori/interpreti (visto anche che le tariffe medie non mi sembrano in aumento e che ogni anno entrano sul mercato nuovi giovani con poca esperienza) presi nel loro insieme. E non è vero che ogni anno cambiano i parametri degli studi di settore al momento della denuncia dei redditi. La resa oraria considerata coerente per i traduttori è talmente larga già di suo che mi sembra più difficile starci fuori che dentro.

Mi ri-cito dal precedente forum:
Francesca Pesce wrote:
Questa fascia di coerenza tra EUR 9,63 e 35,98 permette quasi a chiunque di rientrarci. Chi di noi ha una resa oraria inferiore a EUR 9,63 lordi?


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Cecilia Civetta  Identity Verified
Italy
Local time: 14:12
Member (2003)
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E' vero Jan 18, 2008

Francesca Pesce wrote:
Questa fascia di coerenza tra EUR 9,63 e 35,98 permette quasi a chiunque di rientrarci. Chi di noi ha una resa oraria inferiore a EUR 9,63 lordi?

Ciao Francesca
Questo e' vero, ma sempre che il calcolo venga fatto sulle ore effettivamente lavorate, che non e' il caso.
Ed e' per questo secondo me che non tutti risultiamo "coerenti".


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Francesca Pesce  Identity Verified
Local time: 14:12
Member (2006)
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Per finire, poi vi lascio in pace per il weekend Jan 18, 2008

Sergio Paris wrote:

peccato che il "forfettone 2008" sia retroattivo e devi ridare allo stato tutta l'IVA delle spese effettuate negli anni passati...e se ti capita di affrontare una spesa professionale (PC, programmi o altro) non puoi più nemmeno versare l'IVA che hai pagato per quel determinato acquisto. Non saprei, stavo valutando con la mia commercialista che non conviene poi così tanto....l'unico fattore positivo è che non si è più soggetti allo studio di settore !!!


Credo che tu abbia notizie poco precise.

Non è così, non è retroattivo e non devi dare indietro nulla allo Stato. E perché mai? Il punto è invece che se adotti questo regime e poi "sgarri" devi versare tutta l'IVA che non hai fatturato. Ma devi "sgarrare" di almeno 15.000 euro perché ciò accada, ossia fatturare almeno 45.000 euro anziché 30.000.

Infine, se devi effettuare qualche spesa profesisonale, pc, programmi o altro, è naturale che non ti puoi scaricare l'IVA. Da cosa te la scarichi se non hai IVA da versare allo Stato con il regime del "forfettone"?
Però ti puoi scaricare l'IVA come costo dal reddito.

Ad esempio,
hai pagato 100 euro per un PC (80 + IVA),
se prima ti scaricavi forse 80 come spesa dal reddito
e 20 di IVA dall'IVA da versare all'erario

ora scarichi 100 come costo dal reddito.

Secondo me per un traduttore medio che ci rientra come fatturato, se non ha particolari spese (mutuo, figli, etc.) probabilmente conviene - non per gli studi di settore - ma perché con il 20% paghi IRPEF, addizionali comunali e regionali, IRAP. E ti togli il pensiero.


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