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Traduzione di un libro: diritti? procedura?
Thread poster: Daniele Martoglio

Daniele Martoglio  Identity Verified
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Feb 7, 2008

In questi giorni una azienda italiana (che tra l'altro non è una tipica agenzia di traduzioni, ma più orientata alla comunicazione in generale) mi ha contattato per la traduzione di un libro (PL>IT).

La cosa strana è che nei primi scambi di email non vi è stato il minimo accenno a qualsiasi elemento specifico del fatto che tradurre un libro è diverso che tradurre altre cose, per il fatto che il traduttore è autore di un'opera dell'ingegno (la sua traduzione) e ha diritti su di essa.

Sicuramente esistono diritti non patrimoniali come il diritto che il proprio nome venga menzionato nell'opera stampata come autore della traduzione.

- Come funziona nel mercato italiano la traduzione di testi che vengono pubblicati?

Immagino che in questo caso venga firmato un contratto che parla dei diritti d'autore e in generale dei diritti spettanti al traduttore dell'opera.

Qualcuno ha un modello di tale contratto per orientarsi?

In quali altri punti, oltre al diritto del nome sull'opera, si distingue questo tipo di traduzione dalle traduzioni non-letterarie?.

Scrivo perchè ho l'impressione che l'azienda italiana non sia tanto in malafede, ma forse non si è mai occupata di traduzioni di libri e loro stessi trattano il tutto come se fossero le istruzioni di un ferro da stiro...

Daniele


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Laura Tenorini  Identity Verified
Italy
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Biblit forever Feb 7, 2008

Ciao Daniele,
ti consiglio di visitare il sito di Biblit http://www.biblit.it/ , dove potrai trovare tutte le informazioni necessarie e dei campioni di contratti.

Buon lavoro,
Laura


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anna carbone
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biblit e sezione traduttori sns Feb 7, 2008

Caro Daniele,

sicuramente la traduzione editoriale è differente dalla traduzione tecnica. Per tutti i riferimenti, visita il sito di Biblit (www.biblit.it) e quello della Sezione Traduttori del Sindacato Nazionale Scrittori (http://www.traduttorisns.it/) dove dovresti trovare tra l'altro alcuni esempi di contratto e la legge sul diritto d'autore cui ti consiglio di fare riferimento.

In linea di massima, posso già dirti che come puoi immaginare, le tariffe sono decisamente più basse che per la traduzione tecnica, i tempi di pagamento si aggirano sui 60 giorni (ma c'è chi arriva ai 120!). Occhio che il contratto preveda il pagamento a tot giorni dalla tua consegna, non dalla pubblicazione del libro, perché se il cliente dovesse decidere di non procedere alla pubblicazione (e succede), tu potresti non vedere una lira... o meglio un euro.

E' differente anche il regime fiscale: sulle traduzioni editoriali non si applica l'IVA, ma trattandosi di cessione di diritti d'autore il cliente effettuerà una semplice ritenuta del 20% sul 75% dell'importo. Ma come ho detto, sui due siti sopra indicati dovresti trovare tutto quello che ti occorre.

In bocca al lupo,

anna c.


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Daniele Martoglio  Identity Verified
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Situazione SURREALE! Agenzia "intermediario" tra traduttore ed editore! Feb 7, 2008

Finalmente ho scoperto di che si tratta! L'azienda italiana NON vuole agire da editore del libro, ma è a tutti gli effetti un intermediario tra TRADUTTORE e EDITORE!

Questo è assurdo per definizione!

- il ruolo di intermediario IMPONE DI ISOLARE il traduttore dall'editore
- l'essenza stessa della traduzione letteraria IMPONE LA STIPULA DI UN CONTRATTO tra traduttore e editore.

Contemplo l'assurdo....

A qualcuno è mai capitata una cosa del genere? Penso che sia un problema irrisolvibile, e che bisogna rinunciare e basta!

Praticamente agenzie comprano opere dell'ingegno e le rivendono a terzi come fossero traduzioni tecniche... Il concetto di "diritti d'autore" non viene neanche considerato... Anche se promettono che chiederanno all'editore di citare il nome del traduttore nella pubblicazione, questo non garantisce NULLA. Il traduttore non sa nemmeno chi è l'editore, l'editore teoricamente può non sapere chi è il traduttore (tutto dipende da come gli gira all'intermediario..)

Qualche traduttore letterario mi aiuta a chiarirmi le idee? HELP!

Daniele


[Edited at 2008-02-07 12:27]


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Elisa Comito  Identity Verified
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Editore, agenzia, diritti d'autore Feb 7, 2008

Daniele Martoglio wrote:

Finalmente ho scoperto di che si tratta! L'azienda italiana NON vuole agire da editore del libro, ma è a tutti gli effetti un intermediario tra TRADUTTORE e EDITORE!

Questo è assurdo per definizione!

- il ruolo di intermediario IMPONE DI ISOLARE il traduttore dall'editore
- l'essenza stessa della traduzione letteraria IMPONE LA STIPULA DI UN CONTRATTO tra traduttore e editore.

Contemplo l'assurdo....

A qualcuno è mai capitata una cosa del genere? Penso che sia un problema irrisolvibile, e che bisogna rinunciare e basta!

Praticamente agenzie comprano opere dell'ingegno e le rivendono a terzi come fossero traduzioni tecniche... Il concetto di "diritti d'autore" non viene neanche considerato... Anche se promettono che chiederanno all'editore di citare il nome del traduttore nella pubblicazione, questo non garantisce NULLA. Il traduttore non sa nemmeno chi è l'editore, l'editore teoricamente può non sapere chi è il traduttore (tutto dipende da come gli gira all'intermediario..)

Qualche traduttore letterario mi aiuta a chiarirmi le idee? HELP!

Daniele


[Edited at 2008-02-07 12:27]


Ciao Daniele,

per prima cosa non posso che ripeterti di andare sui siti che ti hanno dato, dove troverai tutte le informazioni necessarie.

Poi altre considerazioni:

Se una traduzione ricade nel diritto d'autore (come accade per tutte le traduzioni di opere d'ingegno tutelate all'origine da tale diritto, e senz'altro per tutte le traduzioni di libri) non cambia niente che il contratto venga stipulato con una casa editrice o un'agenzia di traduzione. Ci sono delle agenzie specializzate nella traduzione editoriale e dovrebbero sapere molto bene queste cose (anche se a volte fingono di ignorarle per un calcolo di convenienza, mentre altre volte non conoscono il prorpio mestiere).

La LEGGE italiana sul diritto d'autore (cercala su Biblit e stampatela) prevede che, accanto al contratto di "edizione di traduzione" (questo sì mi risulta si possa stipulare solo con una casa editrice) l'autore (e tu sei l'autore della tua traduzione, che come "elaborazione" di opera d'ingegno è considerata dalla LEGGE una nuova opera di ingegno a se stante) possa cedere i suoi diritti tramite tutti gli altri contratti previsti dalla nostra legislazione: contratto di prestazione d'opera intellettuale o contratto di vendita.
Per la LEGGE italiana si possono vendere i diritti di sfruttamento economico (che è quello che tu faresti in cambio di un forfait) di un'opera di ingegno, NON QUELLI MORALI come il diritto alla paternità dell'opera (che comporta il dovere della citazione del traduttore sul frontespizio o in copertina dell'opera tradotta e da cui deriva il diritto a un trattamento fiscale diverso, che troverai spiegato nei suddetti siti). Quindi, che tu stipuli con l'agenzia un contratto di vendita o una lettera di incarico, NULLA CAMBIA AL FATTO CHE LA TUA TRADUZIONE E' TUTELATA DAL DIRITTO D'AUTORE, DIRITTO CHE NESSUNO PUO' TOGLIERTI.

Scusa se uso il maiuscolo, "urlando". Non lo faccio per te ma per sottolineare, fatto che molte agenzie sembrano ignorare, che la traduzione di un libro DEVE ricadere per legge nel diritto d'autore, altrimenti l'agenzia si comporta in modo ILLEGALE.

Che poi ci siano agenzie che pretendono che il traduttore si assoggetti al loro comportamento illegale (se il traduttore è d'accordo nessuno andrà mai a contestare, il danno lo avrà lui che perderà il riconoscimento che gli spetta e pagherà più tasse) è un altro discorso; come sai in Italia l'illegalità prospera ed è spesso considerata normale.

Ora, io capisco che essendo la prima volta che ti trovi in una situazione del genere, sei in difficoltà e desidereresti risolvere il problema subito, ma ti consiglio ugualmente di dedicare un po' di tempo alla lettura di quei siti e allo studio della questione. Perché potrebbe esserti utile anche in futuro.

Se poi avrai ancora dei dubbi, ne riparliamo!

Elisa

[Edited at 2008-02-07 15:16]

[Edited at 2008-02-07 15:25]


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Daniele Martoglio  Identity Verified
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Grazie Elisa, alla fine ho rinunciato.. Feb 7, 2008

Elisa Comito wrote:

Poi altre considerazioni:

Se una traduzione ricade nel diritto d'autore (come accade per tutte le traduzioni di opere d'ingegno tutelate all'origine da tale diritto, e senz'altro per tutte le traduzioni di libri) non cambia niente che il contratto venga stipulato con una casa editrice o un'agenzia di traduzione. Ci sono delle agenzie specializzate nella traduzione editoriale e dovrebbero sapere molto bene queste cose (anche se a volte fingono di ignorarle per un calcolo di convenienza, mentre altre volte non conoscono il prorpio mestiere).

La LEGGE italiana sul diritto d'autore (cercala su Biblit e stampatela) prevede che, accanto al contratto di "edizione di traduzione" (questo sì mi risulta si possa stipulare solo con una casa editrice) l'autore (e tu sei l'autore della tua traduzione, che come "elaborazione" di opera d'ingegno è considerata dalla LEGGE una nuova opera di ingegno a se stante) possa cedere i suoi diritti tramite tutti gli altri contratti previsti dalla nostra legislazione: contratto di prestazione d'opera intellettuale o contratto di vendita.


Questo è interessante. Infatti guardando i contratti su Biblit mi sembrava che il contratto di edizione fosse stipulato tra traduttore ed editore...

Elisa Comito wrote:
Per la LEGGE italiana si possono vendere i diritti di sfruttamento economico (che è quello che tu faresti in cambio di un forfait) di un'opera di ingegno, NON QUELLI MORALI come il diritto alla paternità dell'opera.


Questo lo so, è un caposaldo.

Elisa Comito wrote:
Quindi, che tu stipuli con l'agenzia un contratto di vendita o una lettera di incarico, NULLA CAMBIA AL FATTO CHE LA TUA TRADUZIONE E' TUTELATA DAL DIRITTO D'AUTORE, DIRITTO CHE NESSUNO PUO' TOGLIERTI.


Qui mi sorge una curiosità dal punto di vista pratico. Mi immagino che anche se l'agenzia Pincopallino firma il contratto con me, poi VENDE la mia traduzione con normale fattura, perchè il cliente dice "non so se la pubblicherò o meno". Quindi l'editore (cliente finale) non sa neanche il nome del traduttore... che è stato "lavato" nel passaggio dell'intermediario...

Elisa Comito wrote:
Scusa se uso il maiuscolo, "urlando". Non lo faccio per te ma per sottolineare, fatto che molte agenzie sembrano ignorare, che la traduzione di un libro DEVE ricadere per legge nel diritto d'autore, altrimenti l'agenzia si comporta in modo ILLEGALE.

Che poi ci siano agenzie che pretendono che il traduttore si assoggetti al loro comportamento illegale (se il traduttore è d'accordo nessuno andrà mai a contestare, il danno lo avrà lui che perderà il riconoscimento che gli spetta e pagherà più tasse) è un altro discorso; come sai in Italia l'illegalità prospera ed è spesso considerata normale.
Elisa


Concordo pienamente con l'atteggiamento di far valere i propri diritti.

FINALE DELLA "FAVOLA":

Alla fine ho provato a telefonare. Senza perdere tempo con i particolari dico che alla fine ho rinunciato. La cosa che mi ha divertito è che quando hanno cominciato a fare gli str****, gli ho risposto per le rime, e che nonostante tutto fino all'ultimo hanno provato a convincermi...

Una delle cose che mi ha fatto più schifo è stata la sua UNILATERALE riduzione della mia tariffa al 78% del suo importo (imponendomi una cosa chiamata "sconto del 22% rispetto alla tariffa piena").

La schifosità di questo fatto è che non ha ridotto la tariffa per avere un margine adeguato ma per il semplice principio di ridurla! Il gusto di schiacciare l'altro.

Borioso: "Richiediamo lo sconto perchè capisce che non tutti i giorni riceve un'incarico da XXX cartelle, mica una o due cartelle!!!"

Io: "Meno male, perchè incarichi così grossi sono scomodi. E da dove le è venuta l'idea che io ho incarichi di uno o due cartelle? Ho molti incarichi da 10 a 50 cartelle, che sono l'ideale".

Borioso: "Consideri che Lei in un mese mi mette in tasca XXXX EUR e il pagameno le avviene in soli XX giorni, mica YY!!!"

Io: "Da questo Lei si può rendere conto di quanto io debba guadagnare bene con le traduzioni, visto che la sua proposta non mi fa particolarmente impressione. E a me in Polonia tutti mi pagano a 14 giorni, che cosa è quello strano termine di YY giorni che le cita?"

Quello che purtroppo scrivendo non si riesce a dare è il tono arrogante di chi si sente forte dei suoi soldi, ed è abituato a dominare sui tanti Piccoli Zeri Traduttori..

Pfuiiiiiii......... Se lo traducesse lui il libro!

Daniele




[Edited at 2008-02-07 16:03]


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Elisa Comito  Identity Verified
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Precisazioni Feb 7, 2008

Daniele Martoglio wrote:

Elisa Comito wrote:

Poi altre considerazioni:

Se una traduzione ricade nel diritto d'autore (come accade per tutte le traduzioni di opere d'ingegno tutelate all'origine da tale diritto, e senz'altro per tutte le traduzioni di libri) non cambia niente che il contratto venga stipulato con una casa editrice o un'agenzia di traduzione. Ci sono delle agenzie specializzate nella traduzione editoriale e dovrebbero sapere molto bene queste cose (anche se a volte fingono di ignorarle per un calcolo di convenienza, mentre altre volte non conoscono il prorpio mestiere).

La LEGGE italiana sul diritto d'autore (cercala su Biblit e stampatela) prevede che, accanto al contratto di "edizione di traduzione" (questo sì mi risulta si possa stipulare solo con una casa editrice) l'autore (e tu sei l'autore della tua traduzione, che come "elaborazione" di opera d'ingegno è considerata dalla LEGGE una nuova opera di ingegno a se stante) possa cedere i suoi diritti tramite tutti gli altri contratti previsti dalla nostra legislazione: contratto di prestazione d'opera intellettuale o contratto di vendita.


Questo è interessante. Infatti guardando i contratti su Biblit mi sembrava che il contratto di edizione fosse stipulato tra traduttore ed editore...


E' vero ma non è una contraddizione. Non mi sono spiegata bene. Il "Contratto di edizione" è il contratto tipico di conferimento dei diritti d'autore e viene firmato tra l'autore e l'editore ma la legge sul diritto d'autore, proprio per contemplare altri casi ed esigenze, prevede che, accanto a questo contratto, l'autore possa cedere i suoi diritti tramite altri tipi di contratto previsti dal nostro ordinamento: contratto di prestazione d'opera, contratto di vendita, ecc.
Tra l'altro a volte questi contratti diversi sono usati anche dagli editori perché, mentre il contratto di edizione di traduzione ha una durata massima di 20 anni ,(dopodiché se l'editore vuole ripubblicare il libro o sfruttarlo altrimenti deve rinnovarlo), con un contratto di prestazione d'opera si cedono i diritti ECONOMICI (non quelli morali, che sono inalienabili) per sempre.

Tramite uno di questi contratti anche io, se ne avessi la possibilità e la volontà, potrei acquistare il diritto di tradurre e sfruttare economicamente un libro straniero dallo scrittore o da un editore e commissionarne la traduzione italiana. Non avendo una casa editrice dovrei poi rivolgermi a terzi (appunto a un editore o a uno stampatore) per la pubblicazione.


Elisa Comito wrote:
Quindi, che tu stipuli con l'agenzia un contratto di vendita o una lettera di incarico, NULLA CAMBIA AL FATTO CHE LA TUA TRADUZIONE E' TUTELATA DAL DIRITTO D'AUTORE, DIRITTO CHE NESSUNO PUO' TOGLIERTI.


Qui mi sorge una curiosità dal punto di vista pratico. Mi immagino che anche se l'agenzia Pincopallino firma il contratto con me, poi VENDE la mia traduzione con normale fattura, perchè il cliente dice "non so se la pubblicherò o meno". Quindi l'editore (cliente finale) non sa neanche il nome del traduttore... che è stato "lavato" nel passaggio dell'intermediario...


Comprendo la tua perplessità e non so se riuscirò a spiegarmi in termini giuridici. Ci provo.

Se tu crei un'opera d'ingegno per la legge i diritti sono tuoi (non importa se la creazione è avvenuta su commissione). Di questi tuoi diritti, puoi vendere quelli economici, non queli morali. Se io ("io" nel senso di un qualsiasi soggetto economico) acquisto una tua opera d'ingegno, ne acquisto i diritti economici ma, IN OGNI USO CHE NE FACCIO, DEVO tutelare i tuoi diritti morali. Così posso cedere a terzi la tua traduzione (il diritto del suo sfruttamento economico, che è diventato mio) ma non posso farlo senza informarli che, nell'acquistarla, non acquistano solo il godimento dei diritti ma anche L'ONERE DI RISPETTARE I DOVERI CONNESSI A QUELLA TRADUZIONE. Se vendo una tua traduzione come mia commetto un'illegalità (proprio come se vendessi una canzone o un romanzo scritto da altri, senza dire all'acquirente a chi appartengono i diritti). Chi l'acquista senza informarsi commette parimenti un'illegalità. Mettiamo che io acquisti da un intermediario la canzone di un cantautore senza saperlo e la sfruttassi. La legge non ammette ignoranza, non posso cavarmela dicendo "Non sapevo neanche chi fosse l'autore, io l'ho acquistata da un'agenzia che mi ha detto che dovevo pagare loro e basta!"

Questa è l'interpretazione che io do alle norme di legge. Purtroppo non riesco ad argomentarla meglio. Esiste comunque un libro molto completo sul diritto d'autore del traduttore scritto da Fabrizio Megale. In rete si trovano dei suoi interventi in proposito, anche sul tipo di contratti che è possibile stipulare.

Ciao!


[Edited at 2008-02-07 16:37]


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Elisa Comito  Identity Verified
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Per il resto della tua vicenda... Feb 7, 2008

.. sono disgustata come te e mi dispiace che sia andata così!
Speriamo che ci siano occasioni migliori.
Il comportamento dell'agenzia si commenta da sé e la pappardella della traduzione lunga che giustificherebbe compensi miseri è ridicola perché, come dici giustamente tu, non è che per un traduttore sia diverso, nel computo delle giornate lavorative e quindi del guadagno, lavorare tanto per un unico cliente o meno per clienti diversi. Anzi la prima soluzione è più pericolosa e scomoda sotto diversi aspetti.


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Giuseppina Gatta, MA (Hons)
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Mia esperienza Feb 7, 2008

Ciao Daniele,

io ho tradotto tanti libri con l'intermediazione di un'agenzia, e non ho avuto nessun problema.
Nei contratti era sempre citato il nome mio, dell'agenzia e dell'editore, e nei libri il mio nome è sempre comparso (fatta eccezione per uno che è stato tradotto da più colleghi, e per il quale è stato messo solo il nome dell'agenzia).

Capisco che ci siano stati altri motivi per rifiutare un lavoro così, ma rifiutare solo perché c'è un'agenzia di mezzo fra traduttore e editore non mi sembra un motivo valido.


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María José Iglesias  Identity Verified
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La mia esperienza Feb 7, 2008

Ciao Daniele,

ti racconto la mia esperienza, che in parte conosci, sperando possa esserti utile:

io ho avuto occasione di sottoscrivere in diverse occasioni contratti con editori per la traduzione multilingua di diverse pubblicazioni, per lo più monografie d'arte e guide turistiche.

Sapendo che le tariffe riconosciute da molte case editrici in Italia sono paragonabili in molti casi a quelle che le agenzie di traduzioni riconoscono in media ai traduttori (quindi molto più basse di quelle richieste ai clienti diretti), e visto che pur proponendo un servizio completo non sono ovviamente l'autrice reale di ogni versione linguistica (e quindi non me la sarei mai sentita di incassare diritti d'autore che non avrei mai considerato miei), ho preferito, per semplicità, rinunciare presso il cliente a tali diritti economici (e cioè a percepire un tot in più per ogni vendita), e ciò allo scopo di ottenere tariffe più elevate, ovvero pari a quelle proposte al resto dei clienti diretti.
In più, ho chiesto al cliente (e ho ottenuto) di inserire nel Colophon di ogni versione linguistica il nome dei traduttori assieme a quello della mia agenzia, e successivamente -quando ho ricevuto le pubblicazioni nelle varie lingue- ho inviato una copia stampata a ogni traduttore. E per tutti è andata bene così.

A meno che non si tratti della traduzione di un bestseller con un sacco di vendite, io penso sia meglio riuscire a proporre una tariffa migliore anziché dover rinunciare al progetto per tariffe troppo basse ma con diritti d'autore. Bisognerebbe vedere, caso per caso, (e questo è difficilissimo da quantificare) a quanto ammonterebbero questi diritti d’autore.
Nel mio caso, l'editore non ha avuto mai problemi a sottoscrivere la clausola relativa alle eventuali ipotetiche modiche future; in caso di effettive modifiche l’editore non avrebbe potuto farlo da sé ma avrebbe dovuto rivolgersi a noi. Anche in quel caso, è ovvio, io mi sarei rivolta al traduttore che ha eseguito il lavoro, non ad altri.

In realtà pur non avendo concretamente i diritti di autore "economici", ho ottenuto praticamente tutto il resto: nome del traduttore nella pubblicazione e del mio proprio, tariffa adeguata per me e per i traduttori, e clausola per eventuali modifiche (diritto "morale" sulla traduzione).

Poi ho fatturato normalmente, con IVA.

María José




[Modificato alle 2008-02-07 18:06]


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Elisa Comito  Identity Verified
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Diritti d'autore/royalties Feb 7, 2008

María José Iglesias wrote:

A meno che non si tratti della traduzione di un bestseller con un sacco di vendite, io penso sia meglio riuscire a proporre una tariffa migliore anziché dover rinunciare al progetto per tariffe troppo basse ma con diritti d'autore. Bisognerebbe vedere, caso per caso, (e questo è difficilissimo da quantificare) a quanto ammonterebbero questi diritti d’autore.

(...)

In realtà pur non avendo concretamente i diritti di autore "economici", ho ottenuto praticamente tutto il resto: nome del traduttore nella pubblicazione e del mio proprio, tariffa adeguata per me e per i traduttori, e clausola per eventuali modifiche (diritto "morale" sulla traduzione).

Poi ho fatturato normalmente, con IVA.






[Modificato alle 2008-02-07 18:06]


Ciao María José,

il tuo comportamento è ineccepibile e ti fa onore.
Scrivo solo per fugare un ecquivoco riguardo i diritti d'autore e le royalties, che per molti sono sinonimi mentre non è così. Intendo dire che lo sfruttamento economico del diritto d'autore sulla traduzione non è identificabile con la percentuale sulle vendite.
Mi spiego meglio: sempre secondo la legge italiana sul diritto d'autore (Legge 22 aprile 1941 n. 633) i compensi per i diritti d'autore sulle traduzioni vanno corrisposti tramite royalties "tranne patto contrario". Mentre in quasi tutti i paesi dell'Europa Occidentale (e non solo!) i traduttori editoriali sono pagati con le royalties e la cifra forfetaria (a cartella) che ricevono prima è considerato solo un acconto sul pagamento totale, da noi quasi tutti gli editori hanno approfittato della scappatoia offerta dalla legge per liquidare il traduttore solo con l'importo forfetario.
La legge infatti consente che, in caso di espresso patto contrario, il traduttore possa vendere i diritti di sfruttamento economico non solo tramite una partecipazione agli utili ma anche dietro compenso forfetario, una tantum. Si parla di "burn-out" contracts e sono una disgrazia tipicamente italiana (vista anche la miseria dei compensi forfetari medi).
Quindi non è che i traduttori che hanno lavorato per tuo tramite non abbiano goduto dei diritti d'autore (economici), semplicemente te li hanno ceduti (e tu a tua volta li hai ceduti all'editore) dietro compenso esclusivamente forfetario e senza alcuna percentuale sulle vendite.

In generale negli altri paesi europei (e probabilmente in futuro sarà così anche da noi) i traduttori ottengono un compenso misto: una parte fissa che assicura loro una decente retribuzione del lavoro comunque vadano le vendite e, al superamento di una determinata soglia di vendite, una percentuale sul prezzo di copertina per ogni copia.


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Daniele Martoglio  Identity Verified
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Alcune risposte - contratti - royalties Feb 7, 2008

María José Iglesias wrote:
ti racconto la mia esperienza, che in parte conosci, sperando possa esserti utile:


Certamente avevo pensato a te, ma è chiaro che un modello di comportamento che si più seguire con persone di fiducia non è applicabile con perfetti sconosciuti...

Giuseppina Gatta wrote:

io ho tradotto tanti libri con l'intermediazione di un'agenzia, e non ho avuto nessun problema. Nei contratti era sempre citato il nome mio, dell'agenzia e dell'editore, e nei libri il mio nome è sempre comparso...
Capisco che ci siano stati altri motivi per rifiutare un lavoro così, ma rifiutare solo perché c'è un'agenzia di mezzo fra traduttore e editore non mi sembra un motivo valido.


Durante la conversazione telefonica è emerso che non sanno se il libro verrà pubblicato o no. Una situazione di tale confusione che sicuramente se anche avessero firmato "qualcosa" non ci sarebbe stato il nome dell'editore...

E poi si c'erano mille piccole cose che puzzavano, che erano storte o fatte male. Insomma solo una grande grande rogna, che non valeva i nervi...

Elisa Comito wrote:

Mentre in quasi tutti i paesi dell'Europa Occidentale (e non solo!) i traduttori editoriali sono pagati con le royalties e la cifra forfetaria (a cartella) che ricevono prima è considerato solo un acconto sul pagamento totale, da noi quasi tutti gli editori hanno approfittato della scappatoia offerta dalla legge per liquidare il traduttore solo con l'importo forfetario.


Di questo me ne ero reso conto, documentandomi. Del resto per libri che non si prevede che siano grandi best-seller, a me va anche bene di vendere con il forfettario, PERO`:

- Il forfettario deve essere il mio PREZZO PIENO di traduzione! E visto che è un'opera dell'ingegno voglio il nome sulla copertina.

Posso rinunciare alle royalties (quando tradurro' un super-bestseller sarà un altro discorso, ma ora restiamo sul campo del reale), ma voglio la tariffa forfettaria PIENA e la "GLORIA" del nome.

Se mi togli quello, o me lo rendi incerto, allora traduco istruzioni di viti&bulloni e contratti sulla mortadella, a prezzo pieno e senza gloria, ma almeno non mi ammazzo a fare un libro in 4 settimane!

Daniele



[Edited at 2008-02-07 19:07]


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María José Iglesias  Identity Verified
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Al superamento di una determinata soglia di vendite... Feb 7, 2008

Elisa Comito wrote:

In generale negli altri paesi europei (e probabilmente in futuro sarà così anche da noi) i traduttori ottengono un compenso misto: una parte fissa che assicura loro una decente retribuzione del lavoro comunque vadano le vendite e, al superamento di una determinata soglia di vendite, una percentuale sul prezzo di copertina per ogni copia.

Grazie, Elisa, per le tue preziose spiegazioni, davvero molto utili; in realtà io mi sono sempre fatta una domanda, forse banale, che riguarda proprio questo ultimo aspetto: come il traduttore (o l'agenzia) possa essere informato in modo veritiero sulle reali vendite delle opere tradotte e come controllare quella determinata soglia di vendite.
Per questo dicevo prima che mi sembra difficile quantificare l'ammontare dei diritti economici.

María José


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Elisa Comito  Identity Verified
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Royalties e controllo copie vendute. Feb 8, 2008

María José Iglesias wrote:

Elisa Comito wrote:

In generale negli altri paesi europei (e probabilmente in futuro sarà così anche da noi) i traduttori ottengono un compenso misto: una parte fissa che assicura loro una decente retribuzione del lavoro comunque vadano le vendite e, al superamento di una determinata soglia di vendite, una percentuale sul prezzo di copertina per ogni copia.

Grazie, Elisa, per le tue preziose spiegazioni, davvero molto utili; in realtà io mi sono sempre fatta una domanda, forse banale, che riguarda proprio questo ultimo aspetto: come il traduttore (o l'agenzia) possa essere informato in modo veritiero sulle reali vendite delle opere tradotte e come controllare quella determinata soglia di vendite.
Per questo dicevo prima che mi sembra difficile quantificare l'ammontare dei diritti economici.

María José


Ciao,

in teoria è abbastanza facile controllare la tiratura e le copie effettivamente vendute: basta chiedere che il contratto preveda per ogni copia del libro il bollino numerato della SIAE (in base alla vigente legge sul diritto d'autore, ogni libro pubblicato deve avere il bollino SIAE o, in sostituzione, la firma autografa dell'autore).

Occorre inserire un'apposita clausola (es." Sarà cura dell'Editore, per conto dell'Autore, l'apposizione dei bollini SIAE". Le spese per l'operazione (comunque modeste) sono a carico del richiedente.

La SIAE comunicherà direttamente all'autore il numero di bollini consegnati all'editore sia in occasione della prima tiratura sia per le eventuali ristampe. Questo numero deve coincidere con la tiratura indicata nel rendiconto annuale. Se l'editore decide di mandare al macero parte della tiratura (cioè i volumi su cui non dovrà pagare i diritti) deve trattenere i frontespizi con il bollino o comunque avvisare la Guardia di Finanza o un notaio che gli rilasceranno un verbale che attesta la parte di produzione invenduta. Il traduttore, sottraendo dalla produzione totale l'invenduto, ottiene il numero dei volumi venduti su cui gli spettano le royalties.

Esiste anche la possibilità (sempre da inserire come clausola nel contratto) che lo stampatore rilasci una dichiarazione, vidimata da un notaio, in cui attesta l'effettivo numero di copie tirate per l'editore.

Tutto questo l'ho appreso da colleghi che hanno usato questo sistema. Personalmente, dato che finora ho ceduto i diritti d'autore solo dietro compenso forfetario, non ho avuto modo di sperimentarlo in pratica. Chiaramente il sistema funzionerà più o meno bene a seconda dell'onestà dell'editore. Non sempre gli editori ottemperano agli obbligi di legge (può capitare che un editore richieda alla SIAE 50 bollini e per convenienza economica pubblichi cento copie di un libro...). Ma è comunque un buon punto di partenza.

Se in futuro dovessi provarlo ti aggiornerò!

Buona giornata,

Elisa


[Edited at 2008-02-08 12:10]

P.S. Sei iscritta alla mailing list di Biblit? Se lavori spesso con le traduzioni editoriali ti sarebbe utile. Per non essere subissata di posta puoi scegliere ma modalità no-mail o digest.

[Edited at 2008-02-08 12:14]


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