Non ci metterei la mano sul fuoco, ma potrebbe semplicemente trattarsi di
mancanza di ruling. Un altro riferimento:
http://www.unioneconsulenti.it/article.php?sid=1034
(...) la mancanza di bilateralità internazionale della posizione raggiunta può avere non trascurabili conseguenze anche in materia di doppia imposizione.
Si faccia l’esempio, in ipotesi, di una pratica di trasferimento di beni intercompany che avvenga in base a un accordo, raggiunto con l’Amministrazione italiana in virtù del meccanismo di interpello di cui si discorre, e in relazione alla quale, pertanto, sia concordato l’impatto fiscale in Italia di un elemento positivo di reddito.
Ebbene, nulla assicura che, in mancanza di ruling anche con lo Stato di residenza dell’interlocutore estero della società italiana, questo riconosca una deduzione di costi corrispondenti alla complementare materia imponibile emersa in Italia.