Reference: imposta sul valore aggiunto (IVA) / taxe sur la valeur ajoutée (TVA)
Reference information: http://fr.wikipedia.org/wiki/Taxe_sur_la_valeur_ajoutée
taxe sur la valeur ajoutée ou TVA
(voir paragraphe "exemple" sur le site) =
Exemple
Un magasin, en France achète un stylo 1,00 € HT à son fournisseur, il lui est facturé 1,196 € TTC dont 0,196 € de TVA pour une TVA à 19,60 %. Le même magasin revend le stylo à 1,50 € HT ; il applique la TVA sur le prix final soit 1,50 € x (1 + 0,196) = 1,794 €. Mais au moment de l'acquitter, il déclare la totalité de la TVA perçue au moment de la revente, soit 0,294 € d'où il retranche la TVA payée à son fournisseur soit 0,196 €. Ainsi Le magasin ne reverse réellement que 0,098 €, la différence entre la TVA due en raison de la vente du stylo, et celle payée au fournisseur lors de l'achat. C'est-à-dire qu'en fait il ne verse réellement au fisc que la taxe due sur la partie de valeur qu'il a ajoutée au produit. C'est là la raison pour laquelle on peut voir les professionnels qui achètent des produits courants dans les magasins grand public, insister pour avoir une facture sur laquelle figure distinctement la TVA : afin de pouvoir la déduire de leurs paiements futurs de TVA.
http://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_sul_valore_aggiunto
L'imposta sul valore aggiunto, in acronimo IVA, è un'imposta applicata sul valore aggiunto di ogni fase della produzione, scambio di beni e servizi. È in vigore in 63 paesi.
(anche qui vedere il parag. ESEMPIO) :
ESEMPIO
Un commerciante acquista materia prima per un valore di 1000 euro, per cui pagherà una somma di 1210 euro (1000 + 210 di IVA). Supponiamo che, a seguito di una serie di lavorazioni effettuate su di essa, il valore finale del prodotto lavorato sia di 1200 euro. Al momento dell'acquisto, l'utente finale verserà al commerciante una somma di 1452 euro (1200 + 252 di IVA). La somma che il commerciante è tenuto a versare allo Stato non è 252 euro, ma 252 – 210 = 42 euro (IVA che il commerciante ha ricevuto dall'utente finale a netto di quella versata per acquistare la materia prima).
In questo senso il commerciante è soggetto passivo d'imposta e può detrarre l'imposta pagata sugli acquisti (i 210 euro di IVA pagati all'acquisto della materia prima) dall'imposta addebitata sulle vendite (i 252 euro di IVA versate dall'utente finale al commerciante). Inoltre, il commerciante è anche neutrale rispetto all'IVA: ha ricevuto dall'utente finale 252 euro di IVA, ne ha versato 210 al momento dell'acquisto della materia prima e altre 42 allo Stato (in totale non ha ricavato, né perso nulla in termini di IVA, salvo il 21% sul proprio lavoro).
L'utente finale, invece (che non rivende la merce, né ne aumenta il valore, ma semplicemente la utilizza per i suoi scopi), paga interamente l'IVA allo Stato, senza poter detrarre nulla.
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