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colonna

English translation: sound track, soundtrack

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GLOSSARY ENTRY (DERIVED FROM QUESTION BELOW)
Italian term or phrase:colonna
English translation:sound track, soundtrack
Entered by: Peter Cox
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03:53 Apr 9, 2008
Italian to English translations [PRO]
Art/Literary - Cinema, Film, TV, Drama / full-length film
Italian term or phrase: colonna
La colonna internazionale del film

I have found "string" but can't help feeling that this refers to the "credits" (names of participants).

Any suggestions welcome!
Peter Cox
Italy
Local time: 08:49
sound track, soundtrack
Explanation:
colonna = colonna sonora?

--------------------------------------------------
Note added at 41 mins (2008-04-09 04:35:35 GMT)
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La colonna sonora, o soundtrack (corrispondente termine usato nella lingua inglese), è il suono di un'opera composta da immagini e da suono (ad esempio un film, un telefilm, un videogioco, ecc.) considerato come contenuti, cioè l'insieme della voce, della musica e dei rumori (il suono di un'opera composta da immagini e da suono considerato invece negli aspetti tecnici è il sonoro).

In un'accezione più ristretta la colonna sonora è soltanto la musica di un'opera composta da immagini e da suono.

In ambito tecnico, infine, la colonna sonora è l'area della pellicola cinematografica in cui è registrato il suono.
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Maurizio Valente
Italy
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2 +7sound track, soundtrack
Maurizio Valente
4Soundtrack (Dubbing soundtrack)
Gad Kohenov


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sound track, soundtrack


Explanation:
colonna = colonna sonora?

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Note added at 41 mins (2008-04-09 04:35:35 GMT)
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La colonna sonora, o soundtrack (corrispondente termine usato nella lingua inglese), è il suono di un'opera composta da immagini e da suono (ad esempio un film, un telefilm, un videogioco, ecc.) considerato come contenuti, cioè l'insieme della voce, della musica e dei rumori (il suono di un'opera composta da immagini e da suono considerato invece negli aspetti tecnici è il sonoro).

In un'accezione più ristretta la colonna sonora è soltanto la musica di un'opera composta da immagini e da suono.

In ambito tecnico, infine, la colonna sonora è l'area della pellicola cinematografica in cui è registrato il suono.


    Reference: http://it.wikipedia.org/wiki/Colonna_sonora
Maurizio Valente
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Explanation:
A Il film di edizione, interamente doppiato , da un’altra lingua in italiano. Ci viene fornita la colonna internazionale e lo stem dialoghi. Il suono che ci troviamo a fare deve essere più possibile simile all’originale.
Alcuni Direttori di Doppiaggio ci lasciano carta bianca, altri si impongono e chiedono suoni sempre più asettici e in PP.Ma se si costruisce un tipo di suono, anche se sbagliato, ma uniforme nella proria struttura, in fase di mix si corregerà e lo spettatore tipo non lo noterà fruendo di un ascolto molto chiaro e intellegibile.

The entire discussion is below:

Questioni di Doppiaggio
Dopo il recente incontro sul work flow cinematografico, si continua il cammino intrapreso dal gruppo tematico AES, mirato a risolvere una serie di problematiche inerenti la postproduzione del suono cinematografico e non.
Lanciamo quindi attraverso questo articolo una discussione sul doppiaggio iniziata da un tecnico di cinecittà.
Siccome l’inizio è avvenuto a stretto giro di e mail pubblicheremo in questo articolo la discussione integrale che speriamo vada avanti profiqua.
I nomi degli autori verranno scritti prima dell’intervento scritto.
A presto e spero di ricevere numerosi commenti.
Se ci impegnamo tutti insieme seriamente possiamo cambiare un sacco di cose.
Dobbiamo solo volerlo e farlo nel miglior modo possibile.
A presto quindi
Maurizio

Messaggio di Maurizio Argentieri del 27 Gennaio 2008 pubblicato in Work Flow Audio.
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7 Commenti a “Questioni di Doppiaggio”
Maurizio Argentieri scrive:
27 Gennaio 2008 alle 21:00
Vieri Martelli ha scritto

a lettura del Documento di Workflow vorrei suggerire qualcosa.

Come sai, Io credo nella continuità del lavoro, dalla PD alla trascrizione e stampa dell’Ottico, siamo come un “orologio” , se tutti gli “ingranaggi” - reparti di lavorazione - sanno cosa succede prima e succederà dopo, la qualità originaria potrà essere complementata ed arricchita, in alternativa,se ognuno ruota solo sul proprio “perno” il risultato sarà probabilmente una somma di compromessi tecnicamente discutibili ed una perdita della originaria qualità . Per la mia esperienza nel campo del Doppiaggio esistono due Linee:

A Il film di edizione, interamente doppiato , da un’altra lingua in italiano. Ci viene fornita la colonna internazionale e lo stem dialoghi. Il suono che ci troviamo a fare deve essere più possibile simile all’originale.
Alcuni Direttori di Doppiaggio ci lasciano carta bianca, altri si impongono e chiedono suoni sempre più asettici e in PP.Ma se si costruisce un tipo di suono, anche se sbagliato, ma uniforme nella proria struttura, in fase di mix si corregerà e lo spettatore tipo non lo noterà fruendo di un ascolto molto chiaro e intellegibile.

B L’integrazione della PD. In questo caso il lavoro del fonico è simile a quello di un falsario che si trova a dover ricostruire la struttura propostagli dal fonico di PD. Per farlo occorre avere la possibilita di ascoltare le singole piste che provengono dalla PD e non la colonna guida del montaggio che spesso arriva satura.
Come faccio a ricostruire un suono se quello a cui mi devo riferire non è il campione giusto con cui sarà missato?

Un’altra nota per le produzioni che vogliono usare i loro microfoni o altra atrezzatura , non è possibile che si presentino 10 minuti prima dell’inizio del doppiaggio dicendo - usa questo microfono.
Io ho bisogno - prima di iniziare il lavoro con materiale che non so come risponde, di fare delle prove per conoscere il risultato di quello che andrò ad incidere per integrare il suono.
Se la Produzione vuole usare mezzi alternativi alla struttura esistente testatata e ottimizzata, sarebbe buon costume mandare il Microfonista o Il Fonico di PD in sala almeno per le prime incisioni.
Tutto questo nell’ottica di migliorare il risultato finale.

Che ne pensi ?

Ciao e a presto
Vieri Martelli

Maurizio Argentieri scrive:
27 Gennaio 2008 alle 21:01
Paolo Benassi Ha scritto

Mi piace questa nota di Vieri. Nel prossimo film lo propongo al fonico di PD di farsi una passeggiata con un po’ di anticipo allo stabilimento di Doppiaggio e Mix.

Grazie Vieri del suggerimento.

ciao

Paolo

Maurizio Argentieri scrive:
27 Gennaio 2008 alle 21:04
Simone Corelli ha scritto

Vieri scrive:
a lettura del Documento di Workflow vorrei suggerire qualcosa.

Come sai, Io credo nella continuità del lavoro, dalla PD alla trascrizione e stampa dell’Ottico, siamo come un “orologio” , se tutti gli “ingranaggi” - reparti di lavorazione - sanno cosa succede prima e succederà dopo, la qualità originaria potrà essere complementata ed arricchita, in alternativa,se ognuno ruota solo sul proprio “perno” il risultato sarà probabilmente una somma di compromessi tecnicamente discutibili ed una perdita della originaria qualità . Per la mia esperienza nel campo del Doppiaggio esistono due Linee:

A Il film di edizione, interamente doppiato , da un’altra lingua in italiano. Ci viene fornita la colonna internazionale e lo stem dialoghi. Il suono che ci troviamo a fare deve essere più possibile simile all’originale.

Simone scrive:
Voi chi? Fonici di doppiaggio? In tal caso dissento: preferisco un lavoro all’americana: registrazione neutrale, senza campi, distorsioni, limitazioni di dinamica o equalizzazioni, per poi lasciare il lavoro di missaggio a chi fa il missaggio.
Non solo. Dissento anche sul fatto che il suono debba essere il più simile possibile all’originale. Più d’una volta trovi un originale SBAGLIATO, che è così per cattiva qualità del fonico di pd, o per mille altri problemi… recentissimamente mi è capitato un lavoro in tedesco dove le integrazioni di doppiaggio tedesche facevano ridere i polli. Io avrei dovuto copiare l’originale? Follia, io devo interpretare lo spirito dell’originale, le necessità del film, quelle del pubblico, e fare il lavoro migliore possibile per il nostro pubblico.

Vieri scrive:
Alcuni Direttori di Doppiaggio ci lasciano carta bianca, altri si impongono e chiedono suoni sempre più asettici e in PP.Ma se si costruisce un tipo di suono, anche se sbagliato, ma uniforme nella proria struttura, in fase di mix si corregerà

Simone scrive:
Non tutti gli interventi sono correggibili ovvero reversibili. Se fai un campo allontanando il doppiatore non puoi togliere il riverbero se scopri che non ti piace.

Vieri scrive:
e lo spettatore tipo non lo noterà fruendo di un ascolto molto chiaro e intellegibile.

Simone scrive:
L’ascolto chiaro e intelligibile è sempre il benvenuto, ma non è detto sia antitetico a dare una corretta resa dello spazio acustico, delicatamente, con garbo e realismo.

Vieri scrive
B L’integrazione della PD. In questo caso il lavoro del fonico

Simone scrive:
fonico di doppiaggio? In tal caso continuo a ritenere che tu stia facendo il lavoro del fonico di mix. Buon per lui, se è d’accordo.

Vieri scrive:
è simile a quello di un falsario che si trova a dover ricostruire la struttura propostagli dal fonico di PD. Per farlo occorre avere la possibilita di ascoltare le singole piste che provengono dalla PD e non la colonna guida del montaggio che spesso arriva satura.

Simone scrive:
Punto molto importante. Scriveremo ben volentieri nel documento che per un buon lavoro è fortemente consigliato far arrivare tutte le piste ANCHE al doppiaggio. Ma chi le monta se anche non c’è il montatore di PD… in molti casi!?

Vieri scrive:
Come faccio a ricostruire un suono se quello a cui mi devo riferire non è il campione giusto con cui sarà missato?

Simone scrive:
Dovresti preoccuparti che l’attore fornisca l’intonazione e la pasta timbrica giusta. Poi di equalizzazione, compressione e riverberazione si occuperà il fonico di mix. Per pareggiare con tentativi REVERSIBILI la resa di PD e di doppiaggio integrativo.

Vieri scrive:
Un’altra nota per le produzioni che vogliono usare i loro microfoni o altra atrezzatura , non è possibile che si presentino 10 minuti prima dell’inizio del doppiaggio dicendo - usa questo microfono.
Io ho bisogno - prima di iniziare il lavoro con materiale che non so come risponde, di fare delle prove per conoscere il risultato di quello che andrò ad incidere per integrare il suono.

Simone:
Giustissimo.

Vieri scrive:
Se la Produzione vuole usare mezzi alternativi alla struttura esistente testatata e ottimizzata, sarebbe buon costume mandare il Microfonista o Il Fonico di PD in sala almeno per le prime incisioni.

Simone scrive:
Verissimo, ma poi vorrei sfatare questa leggenda del suono identico se si usa lo stesso materiale: sei in una stanza assorbente, non sei più sul set! La risposta fuori asse del microfono sarà alimentata in modo diversissimo. E poi se si parla di radiomicrofoni: dovresti usare gli stessi vestiti!

Vieri scrive:
Tutto questo nell’ottica di migliorare il risultato finale.

Che ne pensi ?

Ciao e a presto
Vieri Martelli

Simone scrive:
Sono molto contento che si cominci a parlare di queste cose. Grazie a Vieri per il suo intervento.
Spero che le mie posizioni non risultino troppo rigide… ho detto la mia ma sono BEN DISPOSTO ad ascoltare le altre campane e a cambiare idea, se è il caso.
Un abbraccio.
Ora leggo le altre risposte. Non volevo farmi condizionare…

Maurizio Argentieri scrive:
27 Gennaio 2008 alle 21:33
Volevo intervenire in questa discussione che mi sembra interessante.




A Il film di edizione, interamente doppiato , da un’altra lingua in italiano. Ci viene fornita la colonna internazionale e lo stem dialoghi. Il suono che ci troviamo a fare deve essere più possibile simile all’originale.

Voi chi? Fonici di doppiaggio? In tal caso dissento: preferisco un lavoro all’americana: registrazione neutrale, senza campi, distorsioni, limitazioni di dinamica o equalizzazioni, per poi lasciare il lavoro di missaggio a chi fa il missaggio.
Non solo. Dissento anche sul fatto che il suono debba essere il più simile possibile all’originale. Più d’una volta trovi un originale SBAGLIATO, che è così per cattiva qualità del fonico di pd, o per mille altri problemi… recentissimamente mi è capitato un lavoro in tedesco dove le integrazioni di doppiaggio tedesche facevano ridere i polli. Io avrei dovuto copiare l’originale? Follia, io devo interpretare lo spirito dell’originale, le necessità del film, quelle del pubblico, e fare il lavoro migliore possibile per il nostro pubblico.


Bisogna secondo me dividere in due categorie i >Films
FILM DI EDIZIONE E FIlm di produzione con integrazioni di doppiaggio.
Film Di edizione
Sono d’accordo con Simone sui film di edizione.
Avendo il tempo ed una bella colonna di doppiaggio che suona bene a fuoco ed in maniera neutra si riescono a fare delle cose al mix assolutamente notevoli.
Pensate ai film di animazione
Ho sentito a conferma di questo un lavoro di edizione fatto Simone estremamente ben fatto.
E’ riuscito a far suonare il doppiaggio veramente come una presa diretta, rispettando i campi, dando aria, e aggiungendoo reverberi estremamente calibrati, oserei dire in maniera quasi maniacale.
Detto da un fonico di PD ……………..
Ovviamente bisogna tenere conto al mix, del carattere generale del suono rispettando quello che ha fatto il regista e tutta la squadra di post produzione.




Alcuni Direttori di Doppiaggio ci lasciano carta bianca, altri si impongono e chiedono suoni sempre più asettici e in PP.Ma se si costruisce un tipo di suono, anche se sbagliato, ma uniforme nella proria struttura, in fase di mix si corregerà

Non tutti gli interventi sono correggibili ovvero reversibili. Se fai un campo allontanando il doppiatore non puoi togliere il riverbero se scopri che non ti piace.


Assolutamente daccordo




B L’integrazione della PD. In questo caso il lavoro del fonico

fonico di doppiaggio? In tal caso continuo a ritenere che tu stia facendo il lavoro del fonico di mix. Buon per lui, se è d’accordo.


Qui si apre un mondo diverso.
Dalla mia esperienza, ovviamente da fonico di PD che qualche volta ha partecipato alle integrazioni di doppiaggio, ho evinto quanto segue:

Diventa fondamentale portare in sala gli stessi microfoni usati sul set usare gli stessi preamplificatori mi sembra eccessivo, ma nel caso in cui il fonico sul set ha usato dei pre di altissimo livello diventa necessario anche questo.

Fare il doppiaggio organizzando una sessione multicanale dove su canali separati vengono registrati
Due microfoni da esterno se le scene sono in esterno a due distanze diverse dall’attore , uno in primo piano e l’altro circa mezzo metro più lontano, e su un’altra traccia un radiomicrofono con le stesse capsule e trasmettitori usati sul set dal fonico.
Al mix avendo a disposizione questi elementi abbiamo fatto delle integrazione a dir poco perfette.

Per le scene in interni, vale lo stesso discorso di prima, solo che i microfoni cambiano con quelli per interni.
vale sempre la traccia per i radiomicrofoni.




è simile a quello di un falsario che si trova a dover ricostruire la struttura propostagli dal fonico di PD. Per farlo occorre avere la possibilita di ascoltare le singole piste che provengono dalla PD e non la colonna guida del montaggio che spesso arriva satura.

Punto molto importante. Scriveremo ben volentieri nel documento che per un buon lavoro è fortemente consigliato far arrivare tutte le piste ANCHE al doppiaggio. Ma chi le monta se anche non c’è il montatore di PD… in molti casi!?


Questo è il vero problema da risolvere
Dobbiamo arrivare a conquistare un briciolo in più di tempo per la postproduzione per elevare significativamente il nostro livello.

Sono felice che si cominci a parlare di queste cose.
Un saluto a tutti
Maurizio.

Maurizio Argentieri scrive:
27 Gennaio 2008 alle 21:48
Antonio Ricossa scrive:

Carissimi colleghi,
sono convinto che quando si va in doppiaggio, ove possibile, si
devono utilizzare gli stessi microfoni usati in presa diretta.
sono altrettanto convinto che se si adotta questa soluzione il
fonico di PD o il Sound Designer per suo conto deve con anticipo
accordarsi con il fonico di doppiaggio. Sono d’accordo con
Simone che non va dato campo al microfono anche perché nel caso in
cui si doppia un esterno sarebbe palese la registrazione in interni.
Sarà in una fase successiva fatta l’integrazione alla PD facendo
in modo di non riconoscere il doppiaggio dalle registrazioni sul
set.

IL PRESUPPOSTO PER UNA BUONA RIUSCITA DEL PRODOTTO FINALE IN TUTTA LA
FILIERA PRODUTTIVA E’ SICURAMENTE IL DIALOGO E IL COORDINAMENTO TRA I
REPARTI.

Buon lavoro a tutti

Antonio Ricossa

gilberto.martinelli scrive:
2 Febbraio 2008 alle 00:34
Gentilissimi,

il problema dell’integrazione è quello che più mi preoccupa quando ci si trova a vedere per la prima volta il film finito.
Le integrazioni, qualora venissero ricreate ugualmente tenendo conto di innumerevoli fattori tipo microfonino, vestiti, compressione della trasmissione e ambiente, lo trovo uno sforzo macchinoso e difficile da attuarsi. Proporrei invece un serio studio sulla riecreazione di ambiente e sul corretto uso dell’equalizzazione. Il nostro lavoro è fatto anche e sopratuttto di artifici. Alcune macchine, parliamoci chiaro, non possono ricreare parametri realistici e confrontabili con gli originali, ecco che finche si ambientano voci con spx 900 o simili è inutile parlare, la macchian deve essere a servizio dell’uomo e l’uomo ha la responsabilità di sapere cosa vule ottenere e non usare preset di fabrica. Tutti sappiamo cosa vogliamo ottenere? scusate ma io insisto sempre su questo, macchine limitate per fonici non educati all’ascolto, io alzerei il tiro e questo va a pari passo con la qualità della macchina che va pretesa.
Saluti

MARCO DI BIASE scrive:
4 Febbraio 2008 alle 22:08
salve dalla mia esperienza gia’ piu’ di venti anni fa’da microfonista, con una serie tv di Capitani “e non se ne vogliono andare”con Virna Lisi. mentre giravamo a cinecitta mi prestai a fare delle piccole integrazioni di doppiaggio al vecchio cinefonico con lo stesso neumann 81e canna, davo i campi giusti come li avevo fatti in originale e’ il rirultato fu molto positivo,riascoltandolo in televisione non ci si accorgeva di nulla.l’ho rifatto poco tempo fa’ con gli ultimi due di montalbano ma questa volta ho usato lo stesso radio della scena e pure questa volta non ci si accorge di nulla. comunque la tecnica vale e funziona solo se si e’ usato radio per gli esterni o si e’catturato il suono in interno con il cardioide ma un campo max. trenta centimetri dagli attori altrimenti non si puo’ ricostruire l’ambienza senza essere smascherati.

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